Posts Tagged ‘disabili’

Umbria Jazz chiude i battenti ma per i disabili non si sono mai aperti

17 luglio 2016
michele pietrelli

Michele Pietrelli

Siamo arrivati alla fine anche dell’edizione 2016, la città di Perugia ha accolto decine di migliaia di cittadini Italiani e stranieri, ma lo ha fatto ancora una volta in modo inadeguato, lasciando i panni  – forse mai indossati – di città moderna e accessibile a tutti. E così, ancora una volta, Perugia e chi la governa di dimentica dei disabili. Per costoro e per i loro accompagnatori resta un’impresa impossibile accedere alle informazioni relative all’evento.  Né il portale Internet del Comune di Perugia, né il portale ufficiale di Umbria Jazz riportano indicazioni specifiche per i disabili e per i loro accompagnatori: dalla mobilità (come arrivare, come spostarsi con mezzi propri e con i mezzi pubblici), all’accessibilità ai luoghi d’interesse (descrizioni dettagliate rivolte a persone con disabilità motoria, ma anche suggerimenti di visita per persone non vedenti), ai servizi di utilità (bagni pubblici attrezzati, noleggio sedie a rotelle etc). (more…)

Luciani e Castori (Forza Italia): Falsi allarmismi sui parcheggi per disabili

26 marzo 2016

parRiceviamo e pubblichiamo

In merito alle mancate sanzioni nelle aree di sosta riservate ai disabili, i Consiglieri FI Castori e Luciani tengono a precisare che le Forze dell’Ordine possono già sanzionare i trasgressori, laddove il privato abbia fatto richiesta di spazi riservati alla sosta dei veicoli al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria.

La polizia locale è già in grado di sanzionare l’indebita occupazione degli spazi per disabili anche nelle aree private aperte al pubblico, quali parcheggi di centri commerciali, supermercati o cinema quando gli stessi operatori commerciali abbiano presentato specifica istanza al Comune. (more…)

Rossella Volpato (Lega): Le famiglie con disabili, i disoccupati, gli esodati… Questi sono i cittadini da tutelare

25 Mag 2015
Rossella Volpato

Rossella Volpato

Breve conversazione con una candidata alle prossime elezioni regionali in Umbria

di Francesco La Rosa

Il cognome è  poco umbro, ma chi è veramente  Rossella Volpato?

Sono veneta di nascita ma umbra di adozione svolgo la professione di avvocato e da tempo condivido le idee di chiarezza della lega ma soprattutto di legalità. Mi occupo ogni giorno per lavoro delle problematiche delle piccole imprese anche artigiane in crisi, con dipendenti in cassa integrazione e poi fallite a causa di mutui usurai delle banche e da una tassazione che ormai ha raggiunto livelli insostenibili . (more…)

Il Comune di Perugia ascolta i disabili grazie al Movimento Cinque Stelle. E la Regione Umbria?

1 dicembre 2014

logo movi 5 stelleMartedì mattina 2 dicembre alle ore 10.00, avrà luogo l’audizione presso la IV Commissione del Consiglio Comunale di Perugia, di Regione, Asl e associazioni di familiari di persone non autosufficienti sulla proposta del Movimento Cinque Stelle di creare una Consulta per i diritti (more…)

Disabili gravi, in Umbria nulla si muove, MARTIRI SCOMODI?

20 ottobre 2014
giulio galliA sinistra dell’immagine c’è Giulio Galli di Terni lavoratore delle Acciaierie disabile grave deceduto in seguito allo sforzo sostenuto durante un’ occupazione del consiglio regionale dell’Umbria .
Quel giorno, 11 luglio 2011, a Perugia c’erano 40 gradi .

Dopo mesi di inutili suppliche , richieste e sollecitazioni   verso la Giunta presieduta da Catiuscia Marini al fine di ottenere l’erogazione di un dignitoso assegno di cura domiciliare , Giulio e i suoi compagni decisero di unirsi per combattere contro la colpevole inerzia delle istituzioni umbre. (more…)

Il segretario di un partito parcheggia al posto dei disabili, all’arroganza non c’è limite

18 settembre 2014

sediaApprendiamo che il segretario del maggior partito ternano nei giorni scorsi ha parcheggiato per lungo tempo la sua autovettura in un parcheggio per disabili mentre era invece intento a lunghe riunioni politiche con il senatore Gianluca Rossi ed il sindaco Di Girolamo all’interno di Palazzo Spada. Purtroppo per lui è stato casualmente smascherato dal suo acerrimo nemico giurato Francesco Bartoli che lo ha visto parcheggiare nel posto riservato ai disabili, esporre il dispositivo giallo che permette il parcheggio per i disabili, recarsi quindi da solo al Caffè Pazzaglia e ritornare in compagnia del senatore a Palazzo Spada. Questo è l’antefatto, adeguatamente documentato dal Bartoli tanto che anche il Messaggero di Terni ha pubblicato un bell’articolo con tanto di foto dell’autovettura del Delli Guanti nel parcheggio riservato ai disabili. Preme precisare che l’imputato (more…)

MA CHE HANNO CAPITO DELLE DISABILITÁ, IN UMBRIA ? NIENTE !

29 agosto 2014
disabiliMentre nella gran parte delle regioni italiane viene assicurato alle famiglie con disabili non autosufficienti un assegno cosiddetto di cura, ossia di sostegno economico di rimborso delle spese di assistenza, medicinali non mutuabili, sussidi e integrazioni di assistenza, in Umbria si pratica una assurda politica, ossia costruire Residenze sanitarie protette, dove ricoverare quelli che non ce la fanno economicamente a gestire in famiglia le loro disabilita.

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DISABILI: ADESSO BASTA I DIRITTI NON SONO PRIVILEGI

6 Mag 2014

Basta confusione sul concetto di non autosufficienza e sulla ripartizione del fondo ad essa assegnata.
Il diritto di vivere a casa con assistenza domiciliare indiretta (assegno badante, voucher gestiti da disabili e/o famiglie, assegno di cura, vita indipendente, ecc) e la possibilità di evitare l’istituzionalizzazione in Residenza Sanitaria (RSA) non può e non deve essere un privilegio per pochi. (more…)

Lunedì 16 Dicembre, ore 17 – Sala dei Notari Giocata benefica prenatalizia col Mercante in Fiera di freghi perugini

15 dicembre 2013

carte_copertinaSi ripete l’ormai tradizionale giocata benefica prenatalizia che l’Accademia del Dónca e l’Assessorato alla cultura e al sociale propongono ai perugini che vogliano divertirsi facendo un po’ di bene. Come di consueto, beneficiaria sarà la casa-famiglia per disabili “La Casa del Nibbio” che ha bisogno di un’asciugatrice.

L’anno scorso fu proposta la “Tómbla perugina”, quest’anno si giocherà di nuovo col Mercante in Fiera, nella nuovissima versione  “Mercante di freghi perugini”. Due mazzi di carte da 50, con altrettanti (more…)

Umbria, disabilità, Rsa e assegno di cura

12 novembre 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Mentre in tutto il Paese sale la protesta dei Disabili e malati gravi per vedere aumentato l’assegno  di cura , in Umbria  ancora la richiesta è rimasta totalmente inevasa. Quindi il problema è introdurlo  non aumentarlo.  Per i disabili gravi e malati gravi rimane solo la strada delle RSA con le spese e le problematiche che ciò comporta per i Disabili gravi ed i familiari unitamente ad una assistenza (more…)

ASSISTENZA DOMICILIARE, IL CASO UMBRIA: “QUI CHI È POVERO FINISCE NELLE RSA”

8 novembre 2013

La denuncia dei malati che condividono la battaglia del Comitato 16 novembre: “La politica regionale ha scelto: bloccate le liste per le cure a casa, mentre sono lievitati i posti per le residenze sanitarie”. Mentre “l’assistenza indiretta porterebbe vantaggi a tutti”

“Ci vorrebbe un’azione legale collettiva. Intanto vogliamo raccontare agli umbri, attraverso tutti i canali possibili, cosa sta succedendo sul fronte dell’assistenza e della vita indipendente”. A parlare è Francesco Conti, uno dei membri della delegazione che dall’Umbria il 22 ottobre scorso ha partecipato alla manifestazione del Comitato 16 novembre davanti al ministero dell’Economia per (more…)

Disabili, Lettera aperta al Governo.

20 ottobre 2013

lettera del 15 settembre 2013

Egregi Ministri, egregi Viceministri, egregi Sottosegretari,

Abbiamo fatto numerosi incontri con rappresentanti del Governo, ultimamente, tutti con un nulla di fatto. Abbiamo cercato di discutere il nostro progetto, inutilmente. Il Sottosegretario Fadda dice che le nostre proposte sono FANTASCIENZA, tuttavia lo stesso On. Fadda è impegnato da 20 anni per lo (more…)

Scuole protagoniste insieme agli atleti del CIP nella giornata di chiusura a Sigillo del Progetto “Uniti nello Sport per Vincere nella Vita”

14 giugno 2013

Una grande giornata di sport integrato ha concluso la 4^ edizione del progetto “Uniti nello Sport per Vincere nella Vita”, promosso dal Comitato Paralimpico e dalla Provincia di Perugia. La Consigliera provinciale PD Laura Zampa, (more…)

DISABILI: L’Assistenza Indiretta: un diritto negato

5 giugno 2013

di Martina Zardini

Sono giorni che cerco il modo e le parole giuste per iniziare a scrivere qualcosa su quest’argomento: L’assistenza domiciliare indiretta per le persone disabili e anziane. L’argomento è scottante e dibattuto perché in questo nostro amato Paese in recessione si è tagliata, tragicamente, la spesa sociale e i comuni (more…)

Perché per i cittadini italiani disabili c’è un autentico MURO DI GOMMA?

9 aprile 2013

Riceviamo e pubblichiamo

nota di redazione: Il testo è particolarmente lungo e ce ne scusiamo con i lettori, ma vista l’importanza sociale e la delicatezza dell’argomento trattato invitiamo tutti  ad arrivare fino in fondo.

di Disabile Libero – Perugia

La lotta dei cittadini non autosufficienti in favore del principio di libertà sulle modalità dell’assistenza incontra quotidianamente sempre nuovi ostacoli, le (more…)

DISABILI: LE BARRIERE ARCHITETTONICHE, NON LIMITANO LA VOLONTA’ DEL CUORE

11 ottobre 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Il pensiero di dover compiere qualcosa, è spesso più complicato di compierla proprio. Credo che questo valga per tutti, ma volevo porre la vostra attenzione sul fatto che questa frase abbia come (more…)

CITTADINI DISABILI: Lettera aperta ai Ministri e Sottosegretari

6 ottobre 2012

Egregi Sigg. Ministri, Egregi Sigg. Sottosegretari,

Chiediamo anticipatamente venia ma abbiamo la necessità di scrivere a Voi tutti, perché tutti coinvolti ed oggetto delle nostre forti perplessità, non certamente infondate, e delle nostre richieste. Veniamo al dunque. (more…)

La Federazione Italiana Bocce e il Centro Speranza di Fratta Todina uniti per i ragazzi disabili

17 settembre 2012

“Lo sport ci unisce” è lo slogan dell’evento di solidarietà che si è svolto venerdì mattina presso il Centro Speranza di Fratta Todina, che eroga servizio riabilitativo per bambini e ragazzi con disabilità. La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con il Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e la Fib (Federazione Italiana Bocce di Perugia) e rientra nel progetto “Disabilità: benessere natura e sport” promosso dal Centro Speranza per il Servizio Civile Nazionale dell’anno in corso. Hanno partecipato i ragazzi disabili che frequentano l’associazione sportiva ASDA di Fratta Todina, l’istituto Serafico di Assisi, l’associazione Fortitudo di Perugia, l’associazione Cretaceous Terziario K/T di Gubbio e il Centro Arcobaleno di Spello. Tiro con l’arco per non vedenti, tennis da tavolo, torneo di bocce e il calcio balilla sono state le attività sportive svolte in un clima festoso. “Lo sport ha la grande forza di abbattere le barriere che ostacolano (more…)

VUOI IL MIO PARCHEGGIO? PRENDI ANCHE IL MIO HANDICAP PERO’

10 settembre 2012

Barbara Gentile

di Barbara Gentile

Parcheggiare è sempre un problema per tutti, ma chi ha handicap motori come me, quando vede lo spazio giallo occupato, si sente persa. Lo spazio giallo è lo spazio riservato ai portatori di handicap, che per maggiore chiarezza prevede anche il disegnino della sedia a rotelle, sempre giallo. Nonostante tutti questi (more…)

Lettera aperta al Presidente del Consiglio – Sen. Mario Monti

8 settembre 2012

Egr. Senatore Mario Monti

Presidente Consiglio dei Ministri

Piazza Colonna 370 – 00187 Roma

 

Egr. Prof. Mario Monti, non so se Lei avrà l’opportunità di leggere questo scritto, forse qualcuno deciderà per Lei e lo passerà direttamente nel cestino. Spero di no. Perché vede Sig. Presidente, Lei perderebbe l’occasione per conoscere che in questo popolo italiano per cui deve prendere (more…)

“ULTIMATUM DEI DISABILI GRAVI AL GOVERNO MONTI “

14 giugno 2012

Preg.ma Prof.ssa Maria Cecilia Guerra Sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche Sociali

e.p.c.

Preg.ma Prof.ssa Elsa Fornero Ministro lavoro e Politiche Sociali

Carissima Prof.ssa Maria Cecilia Guerra,

mi scusi se La chiamo “Prof.ssa”, ma per il sottoscritto che ha lavorato nella scuola per più di 30 anni è un complimento. Una premessa è doverosa. La conosco da tempo, per caratura professionale e impegno sociale, capisco che Lei stia lavorando alacremente con tutti gli uffici per trovare un valido progetto di riforma del sistema socio-assistenziale. Questo non esclude che la S.V., congiuntamente al Ministro, abbia preso un preciso impegno il 17 aprile: rendere pubblico un piano sulla non autosufficienza. Noi abbiamo programmato un presidio il 7 giugno per (more…)

MARINA COMETTO : MI DISPIACE DELUDERVI SIGNORI MINISTRI QUESTO NON LO FARO’ MAI !

28 Mag 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Gentilissima redazione,

Sono la mamma di una donna disabile di 39 anni, mia figlia ha la Sindrome di Rett, grave malattia rara che in lei ha avuto effetti devastanti rendendola già dall’infanzia persona totalmente non autosufficiente , anche con gravi limitazioni cognitive. Abbiamo cresciuto nostra figlia e i suoi fratello e sorella cercando di offrirle il meglio secondo le nostre possibilità , siamo una famiglia operaia , ho lasciato il lavoro per poter seguire mia figlia e non doverla affidare alle “cure” di qualche struttura , che allora si chiamavano istituti, tetri ghetti che toglievano alle persone , anche bambini , ogni rispetto, (more…)

Roma: presidio dei disabili gravi per chiedere un adeguato assegno di cura in sostegno dell’assistenza domicilio

23 Mag 2012

Si invitano tutte le organizzazioni di disabili il 7 giugno, a partire dalle ore 10.30, ad essere presenti dinanzi il ministero dell’Economia, in Roma, per chiedere il ripristino del fondo non autosufficienza finalizzato al sostegno dell’assistenza domiciliare e all’erogazione degli assegni di cura.

Chiediamo con urgenza quanto segue: (more…)

“Dopo di noi”: meglio a casa

17 Mag 2012

di Carlo Chianura

Il movimento senza leader ma con tanti aderenti che genericamente viene definito “Dopo di noi” pone una serie di interrogativi pesanti e nello stesso tempo angosciosi alle persone sensibili della società. Il più importante di questi interrogativi è il seguente: chi seguirà “dopo di noi” nostro figlio disabile quando non ci saremo più? Pensate per un attimo a una persona totalmente non autosufficiente che non abbia altri parenti in grado di seguirlo dopo la morte dei genitori. Lo (more…)

Disabili: Continua la battaglia di civiltà

24 aprile 2012

CANALE DIGITALE 13 - RETESOLE

“Non cambieremo il mondo, probabilmente, perchè sono convinto che il mondo si cambia da solo, ma a volte compaiono all’improvviso uomini straordinari che riescono a farlo, arrivano di colpo come cicloni, come tempeste e spazzano via molto del lerciume che abbiamo messo da parte. Utopia? forse… che sia solo un sogno? Probabile… ma non smetto di pensarci. ”

Giampiero Tasso

CRONACHE DAL WEB.1- LA SOLITA ITALIA

14 aprile 2012

Flavio Sisi

Ieri, in un pomeriggio uggioso e umido, mi trovavo a girovagare fra link e commenti, in una delle mie frequenti incursioni su Facebook, ed è stato lì che mi sono imbattuto nella storia che voglio raccontarvi…

Tra i miei molti contatti, spesso sconosciuti, mi capita di scambiare due battute con una ragazza, che dalle foto che mostra di sé, pare la protagonista dark di un film fantasy: capelli nero corvino corti, piercing qua e là, tatuaggi che fanno bella mostra su un corpo esile. Se ne esordisce con un “La politica fa schifo, quel giorno a Roma…”gli indignatos”! c’ero anch’io… dove erano tutti gli italiani?? … vado a fare l’immigrato anch’io… me ne vado da ‘sto stato di merda… comandato da bastardi e seguito da caproni!”. L’inizio non è dei migliori e vi confido che spesso la prima impressione non mi tradisce ma alla fine dovrò ricredermi: mi racconta la sua storia, mi racconta di come a 26 anni si viva da invalidi al 100% in un paese come l’Italia. Vive con i suoi: il padre, ad un anno dalla tanto attesa pensione è finito in cassa integrazione, la madre fa assistenza domiciliare agli anziani, il fratello minore studia. Manca il lavoro, così lei fa la stagione in riviera romagnola, in una delle tante gelaterie, mi dice di aver paura del futuro, la stessa che ho io, pensando a quale mondo sto lasciando a mio figlio; nelle sue parole affabili noto una voglia incredibile di non mollare, anche se la sua è una malattia degenerativa che colpisce 1 bambino ogni 20, negli anni ’50 le aspettative di vita non andavano oltre il primo anno, ma oggi grazie alla ricerca si vive discretamente anche fino a 60 anni, con una media italiana che comunque non supera i 40. Nonostante la ricerca nel nostro paese sia sottovalutata, porta comunque risultati migliori che in altri paesi in termini di durata e di qualità della vita. Mi dice: “Prima c’era una legge che davano tot per fare sperimentazione.. adesso il Sig. Monti…ha tolto quella legge..perchè secondo lui le malattie rare non sono da trattare, quindi tutte quelle patologie come epatite D  o hiv o altre malattie rare non sono più prese in considerazione!”. Decido di vederci chiaro, seguo le sue indicazioni e mi leggo la legge 548/93. In effetti detta gli interventi che le regioni devono predisporre in ordine alla prevenzione, cura e riabilitazione della malattia, specificando che devono fornire gratuitamente materiale medico, tecnico, farmaceutico necessario per la cura e la riabilitazione a domicilio dei malati. Invece succede che nell’Italia di Monti accada di tutto e così scopro che nella discussione in corso sul nuovo Patto per la Salute 2013-2015, sarà considerata l’abolizione della quota di Finanziamento Finalizzato del FSN con messa a disposizione delle Regioni delle risorse dedicate nel fondo indistinto. In pratica quindi, le Regioni non avranno più nessun obbligo a trattare malattie del tipo Aids, Epatite D, Fibrosi Cistica, ecc. e potranno destinare altrove le risorse. La crisi si sente, questo è sicuro, ma non è solo economica! La crisi adesso è diventata di ideali, di valori, di dignità, di rispetto! Poi mi racconta un paio di aneddoti tutti italiani.

Il primo: con l’invalidità al 100% percepisce 260 euro al mese che diventeranno circa il doppio solo al compimento dei 65 anni, macabro da dire a chi sa di avere un’aspettativa di vita media di 40! Il secondo: il contrassegno d’invalidità per l’auto è rilasciato a discrezione delle regioni di residenza e permette l’esonero dal pagamento del bollo auto ma che, nella Rossa Toscana dalla quale vi scrivo, non viene concesso! Ci salutiamo, mi dice che almeno in riviera romagnola 4 mesi di stipendio sono sicuri e che continuerà a lottare per i suoi diritti. Che poi sono i diritti di tutti noi, di chi soffre e di chi gli sta accanto. Resto solo nei meandri del Web e mi sforzo d’immaginarla con un grembiule bianco e un gelato artigianale in mano. Sorrido, infondo siamo così diversi eppure così uguali… A lottare contro un governo trasversale che non fa gli interessi degli Italiani, contro un sistema che non ci piace, con determinazione e un pizzico di speranza per non arrendersi. Io ho un sogno: superare gli schemi, andare oltre le apparenze e riscoprirsi, per una volta, Italiani.

Flavio Sisi

Disabilità: fare assistenza non è un lavoro per tutti

24 febbraio 2012

LETTERA ALL’ON ILEANA ARGENTIN

L’operatore o assistenza a persona è una Figura molto, ma molto importate PER UN DISABILE,di questa figura ne usufruiscono bambini e ragazzi. L’assistenza, puo essere sia domiciliare che scolastica.Vista l’importanza del ruolo dell’operatore e il delicato compito che deve svolgere, la scelta non puo essere lasciata al “caso”. Penso che prima di affiancare un operatore, la cooperativa debba conoscere la storia, la disabilità, l’eta, le necessita del ragazzo il contesto in cui deve entrare, in questo caso scolastico, in modo di trovare l’operatore piu idoneo alle sue esigenze. Tale servizio è erogato da cooperative, piu o meno preparate a certe tipologie di disabilità, le quali non sempre mandano del personale preparato o idoneo a svolgere questo “lavoro”.Ti sembra giusto che non sia il disabile a scegliere l’operatore che ritiene piu idoneo per se,e che ti venga affiancato un operatore non idoneo alla tua persona o esigenze,solo perchè fa parte della cooperativa che ha vinto l’appalto. L’OPERATORE NON é UN LAVORO PER TUTTI!Posso solo dirvi che mio figlio ora 17enne affetto da atrofia muscolare spinale, il suo primo operatore gli fu affiancato quando aveva 4 anni,da 13 anni lo segue sempre la stessa cooperativa per il domiciliare, e per 8 anni in quella scolastica fino alla 3 media.AD oggi lo segue solo ne domiciliare.Ora fa il quarto liceo la cooperativa, sfortunatamente per lui non è piu quella ,si ritrova ad aver avuto operatori che come dice lui “”se non ci fossero sarebbe meglio”creando non un aiuto ma un disagio.L’esperienza per valutare un operatore credo non gli manchi. Le chiedo se ci sia una legge in merito,visto che il comune di Perugia o meglio il sindaco al quale ho esposto il problema di persona, di quanto fosse inportante l’operatore per lorenzo, mi ha risposto che non era possibile avere un operatore diverso da quello apartenente alla cooperativa che aveva l’appalto.

Elisabetta Pasciuti – Perugia

Ileana Argentin

risponde l’on. Ileana Argentin deputato Pd – disabile

Non e’ cosi’,in base alla legge 162 sulla vita indipendente e la 328 che prevede livels d’intervento assistenziali,il programma puo’ essere autodeterminato dall’utente stesso e il suo operatore puo’ essere scelto da lui personalmente e pagato dall’amministrazione locale (comune). Per avere ulteriori informazioni puo’ rivolgersi alla mia segreteria al numero 06 676 03 664 dal martedi al giovedi.
Cordiali saluti, Ileana

Disabili e Sla: Monacelli replica all’assessore Tomassoni

18 gennaio 2012

“Alcuni dei malati di Sla che erano qui a manifestare, non ci sono più: non c’è un assegno da erogare per coloro, è questa la ragione e la pressione che è stata fatta nei confronti dell’esecutivo regionale affinché vigilasse in maniera più cogente rispetto al tempo trascorso dal termine di approvazione della delibera e del precedente ordine del giorno in Consiglio. Ritengo che un pochino di attenzione in più avrebbe comunque consentito di alleviare i problemi di questa categoria di persone”. Così il capogruppo Udc Sandra Monacelli ha replicato alla risposta che l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, ha fornito all’interrogazione question time sui ritardi nell’erogazione dell’assegno di cura per i malati di Sla, “persone che hanno una battaglia personale decisiva contro il tempo, un caso in cui il ritardo di un solo giorno è un ritardo inconcepibile e su cui la Giunta ha il dovere di vigilare”. …

Gravi la barriere per i disabili, ma di più quelle mentali

12 gennaio 2012

 

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Perugia è piena di “barriere mentali” indietro anni luce per quanto riguarda la disabilita, integrazione, accessibilita, sport ecc. è poco e niente per chi si muove con 4 ruote.In centro la maggior parte dei negozi bar ristoranti pub sono inaccessibili, eppure basterebbe cosi poco!! Facciamo qualche cosa!!!!. Per non parlare dell’ assistenza, figura molto, ma molto importate, che non puo essere lasciata al caso, che puo essere sia domiciliare che scolastica, servizio che è erogato da  cooperative, piu o meno preparate a certe tipologie di disabilita, le quali non sempre mandano del personale preparato o idoneo alla situazione. Ti sembra giusto che venga affiancato un operatore non idoneo alle tue esigenze, solo perche quella coop. vince una gara d appalto?

Elisabetta Pasciuti

UMBRIA DISABILI GRAVI: QUANDO LE ISTITUZIONI “UCCIDONO” LENTAMENTE …

9 gennaio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Sono trascorsi esattamente 6 mesi dalla manifestazione dei malati di SLA organizzata dall’AISLA nel consiglio regionale dell’Umbria. Quella mattina il clima era davvero pessimo, l’aria irrespirabile, la temperatura vicina ai 40 gradi. Quelle condizioni climatiche minarono in modo irreversibile la salute di alcuni dei malati presenti, uno dei partecipanti GIULIO GALLI morì pochi giorni dopo . I malati e i loro familiari, furono costretti a compiere un gesto così clamoroso a causa della condotta omissiva, elusiva, delle istituzioni regionali, il disegno di legge che disciplinava l’assegno di cura giaceva in III commissione da mesi . L’assegno, come molti di noi sanno, ha il compito di alleviare e sostenere il carico di cura della famiglia, permettendo di assumere e remunerare dignitosamente un assistente familiare, in quanto è altresi noto, che l’impegno di cura a favore dei malati è piuttosto considerevole, spesso finanziariamente insostenibile, si parla di cifre prossime ai 6000 euro al mese. Tutte le reginioni italiane, tranne poche, rare eccezioni, erogano gli assegni, li erogano non solo ai malati di SLA, ma a tutti coloro che si trovano in condizioni di grave disabilità. Nel corso della seduta consiliare concomitante alla manifestazione, fu strappata l’approvazione di un ordine del giorno nel quale la maggioranza si impegnava a disciplinare la previsione dell’assegno, lo strumento prescelto non sarebbe stata una legge, ma bensì una traballante delibera, per di più, delibera che intruduceva una sorta di sperimentazione della durata di un anno, quindi nulla di definitivo e nulla di estensibile agli altri disabili gravi . Quindi, scelte discutibitili e palesemente discriminatorie, quasi con l’intento mal celato di alimentare una guerra tra disperati . Secondo voi a distanza di 6 mesi qual’è lo stato dell’arte ? Nulla, nessun segnale, niente assegno, famiglie e malati ancora nel guado ! Voi direte – beh c’è la crisi, la regione non trova i soldi – No ! I soldi erano già pronti a maggio 2011, la Regione poteva metterne dei suoi, ma non lo fece, aspettò il riparto del fondo sanitario nazionale per il 2011, i fondi, circa 300.000 euro, erano   già disponibili da allora. Sembra alquanto difficile credere, che una Regione con un bilancio prossimo ai 3 miliardi di euro, incontri tutte queste difficoltà a racimolarne poche decine di migliaia al fine di alleviare la sofferenza di queste famiglie.  Sembra difficile crederlo anche in ragione del fatto che, ogni anno, vengono indetti appalti per  centinaia di milioni di euro in favore delle varie coop, appalti per la gestione delle strutture residenziali e semiresidenziali, appalti, che prevedono contributi pubblici per ogni singolo disabile ospite in struttura per migliaia di euro al mese . Tutti conoscono i vantaggi, in termini di risparmio che gli assegni di cura portano alle casse regionali, ma tutti o quasi, in questa Regione, continuano ad ignorare, eclissare, tacere . Mi raccontava ,un sindacalista di fuori regione che lotta in favore dei diritti delle persone con handicap, delle straordinarie difficoltà che ha incontrano in Umbria nell’ organizzare le attività del suo sindacato, ai suoi occhi è apparso subito il meccanismo consociativo estremo che di fatto blocca e mina la naturale vita democratica ed istituzionale . In Umbria, a suo dire, non c’è ne maggioranza ne opposizione ma un miscuglio malsano,  aveva incontrato molte meno difficoltà in Sicilia e Campania. Posto in questi termini il quadro parrebbe disperato, ma in realtà non è così . L’assegno di cura, l’assistenza domiciliare indiretta ,sono figure previste da leggi e norme nazionali, il fatto che vi sia o meno una delibera regionale, comunale, provinciale che ne disciplini i dettagli, è quasi irrilivante . Le leggi in questione sono la 328 del 2000 e la 162 del 1998, leggi che in Umbria, vengono completamente disattese nelle parti in cui favoriscono concretamente la libera scelta dei disabili e delle famiglie su come disporre dei finanziamenti relativi all’assistenza. Finanziamenti non pochi per la verità, a loro destinati dal fondo sanitario nazionale, e comunque, anche i comuni possono disporre di risorse proprie per coprire adeguatamente certe situazioni . Ai cittadini umbri non rimane che un unico valido strumento per ottenere la tutela dei loro diritti, affidare ad un legale competente in materia, l’intera questione, avendo cura di scegliere oltre che in ragione della compenza anche con riferimento,    per quanto possibile, all’indipendenza . E’ necessario scegliere un legale che non anteponga interessi e collusioni poco trasparenti alla deontologia ,che non inganni e tergiversi sulle possibilità che la legge offre per la tutela di queste persone e delle loro famiglie, le cui rivendicazioni, per la legge e i tribunali italiani sono assolutamente concrete, rivendicazioni che per la grettezza, il cinismo, la corruzione di alcuni politici ed amministratori pubblici, debbono necessariamente trovare risposte e tutele nei palazzi di giustizia .

Disabile Libero – Perugia

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Il consiglio regionale dell’Umbria in quel caldo giorno di luglio, si e’ assunto un impegno con i malati di Sla e le loro famiglie.  Lo ha preso con Giulio… con coloro che come lui non c’e l’hanno piu’ fatta… lo ha preso con Francesco e con  coloro che condividono la stessa crudele compagna di viaggio.  Simili esperienze non possono scivolare inutilmente sulla pelle senza lasciare traccia- Ci sono casi della vita in cui le parole sono pietre e questoè uno di quelli! Non c’ è ragione al mondo che possa giustificare il ritardo con il quale ancora oggi, dopo mesi, si stenta ad onorare un impegno unanimemente assunto dal Consiglio regionale dell’Umbria!

Sandra Monacelli – consigliere regionale Udc

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Davvero strano a volte che i politici sembrino non comprendere quale tipo di risonanza mediatica potrebbe avere un intervento palese a favore di categorie fortemente penalizzate dalla natura e dalla storia. Essendo queste parte dell’ambito sociale in cui si vive, l’attenzione fattiva dello stesso, rappresenterebbe uno specchio di rimando pubblicitario per loro di altissimo spessore. Dimostrerebbero di possedere quelle doti di umanità e di sociale attenzione che dovrebbero essere le prime da ricercare in un candidato politico da parte degli elettori. Si potrebbe così invitare i potenziali elettettori ad accertarsi delle idee possedute dall’ aspirante politico prima di entrare nell’urna, accertandosene osservando la sua capacità di relazionarsi con gli ambiti più sfortunati e provati della società. Si potrebbe ovviare ad eventuali cantonate semplicemente valutando i suoi modi di relazione con i più sofferenti: una cartina di tornasole capace di valutarne l’attitudine nel trattare in casi di varia umanità partendo da un anello basso.
La presenza di tanti condizionali nel testo non ne pregiudica di per se la possibilità reale!!!

Roberta Capodicasa

Teatro e disabilità spettacolo “Amore… non solo lucchetti” prodotto dalla compagnia Elisa di Vallombrosa

27 dicembre 2011

Recitato solo da portatori di disabilità down, è in programma giovedì 29 dicembre al teatro Bertol Brecht di San Sisto, ore 21.00

Un’esperienza straordinaria. Unica in Italia, nel vasto panorama del Volontariato con persone disabili. E’ quella che l’AIPD(Associazione Italiana Persone Down) sta portando avanti con i disabili down, fondata sull’uso del teatro come apertura sociale e non come semplice modalità di espressione artistica. Un’esperienza di cui si è discusso nella sala Pagliacci della Provincia, alla presenza del Presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, dell’Assessore alle Attività Culturali della Provincia di Perugia, Donatella Porzi, del regista Giampiero Frondini, del Presidente dell’AIDP, Ferdinando Valloni, della Consigliera con delega all’Integrazione scolastica, Laura Zampa e del Presidente del CESVOL, Luigi Lanna, in occasione della presentazione dello spettacolo teatrale “Amore…non solo lucchetti”, in programma giovedì 29 dicembre, al teatro Bertol Brecht di San Sisto, alle ore 21.00

Disabili … ma allora il cattivone non era Berlusconi

17 dicembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

In questi anni di governo di centrodestra siamo stati “educati” ad odiare Berlusconi . Berlusconi ladro, Berlusconi corruttore di uomini e fanciulle “innocenti ed indifese” , Berlusconi che , insieme a Tremonti e Brunetta, odia i disabili, ecc…,  i nostri amici appartenenti alla galassia dei partiti della sinistra gridavano fino a pochi giorni fa : “Tremonti e Berlusconi vogliono togliere le indennita’ d’accompagnamento !!!” Tutti o quasi conoscete la storia della delega assistenziale, delle norme, previste, si, dal vecchio governo ,che tra gli altri obbiettivi prevedevano la possibilita’ di subordinare il “godimento” delle indennita’ d’accompagnamento (o di qualsiasi altra provvidenza economica assistenziale ) al mancato superamento di una determinata soglia di Isee. Quindi ora secondo voi questi propositi sono stati superati ? Vi presento la professoressa Maria Cecila Guerra sottosegretario al ministero del welfare , dovra’ occuparsi delle questioni disabilita’ e non autosufficienza e del riparto delle relative risorse. La Guerra, con nostro immediato sollievo, ha precisato che il complesso delle risorse non deve essere decurtato, non e’ accettabile, non e’ opportuno . Ma c’e un particolare : la Guerra (non e’ assolutamente contraria alla modifica dell’Isee) il che puo’ voler dire soltanto una ,due cose, non ci sono molte alternative; ricomprendere le indennita’ d’accompagnamento nell’Isee o subordinare l’erogazione di esse al mancato superamento di una determinata soglia. Verrebbe da chiederci : gia’ ci scandalizza la posizione della Guerra in merito, ma le risorse che verrano recuperate sottraendo le indennita’ a chi supera una certa soglia di Isee, visto che nel complesso non verrano decurtate, a chi andranno? Sembra, leggendo l’articolo di superando.it, che la Guerra sia in ottimi rapporti con gli amici del terzo settore (cooperative,onlus,fondazioni,associazioni) coloro cioe’ che erogano i famosi servizi, che gestiscono le varie forme di residenzialità e che annoverano, tra le loro fila, gruppi privati come il gruppo kos di Carlo De Benedetti proprietario in tutta italia di oltre 60 strutture di diversa tipologia … quindi, ancora, verrebbe da chiedersi, a chi andranno tutti i finanziamenti, che fino ad ora erano destinati alle famiglie con disabili gravi ed anziani non autosufficienti, che la Guerra presumibilmente sottrarra’ indicizzando le indennità d’accompagnamento all’Isee ? Dimenticavo …la Guerra e’ vicina, molto, agli amici del terzo settore, molto vicina, anche, agli amici del partito democratico . Sono convinto che … per conformismo … per convenienza, sciegliete voi !… Ma …. nessuno ci educhera’ ad odiare il partito democratico !

Disabile Libero – Perugia

Disabili Umbria: Fondo non autosufficienza pietra dello scandalo

3 novembre 2011

Ulderico Sbarra

A detta dell’assessore alla sanità Rosi sono stati i sindacati a voler eliminare l’assegno di cura per i disabili gravi e non autosufficienti. A volte chi dovrebbe difendere gli interessi dei più deboli diventa il loro primo “persecutore”. E’ assolutamente vergognoso! C’e’ voluto il question time in consiglio regionale per scoprire chi ha chiesto l’eliminazione dell’assegno di cura in Umbria: la triade dei sindacati con qualche sospetto in più nei confronti della Cisl. Altrimenti non si comprenderebbe la veemenza e l’enfasi con la quale il segretario generale della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, difende quel guscio vuoto del fondo regionale per la non autosufficienza. Guscio vuoto che al momento non ha prodotto alcun risultato e difficilmente porterà vantaggi: appena 4 milioni (forse) nel 2010 contro i 115 in 4 anni sbandierati dall’Assessore alle politiche sociali Stufara. Sono stati ricompresi nel computo anche gli stanziamenti destinati all’ADI, Assistenza Domiciliare Integrata (l’ospedale a casa del paziente) che poco ha a che fare con i servizi alle persone non autosufficienti e rappresenta la fetta più cospicua dei finanziamenti.

fonte: http://www.disablog.it

DISABILI: ANCORA NIENTE DELIBERA PER L’ASSEGNO DI CURA

17 ottobre 2011

 CASAPOUND PROTESTA  SOTTO LA REGIONE 

Una sedia a rotelle rotta sotto il palazzo della Regione, con uno striscione recante la scritta: “La Regione Umbria odia i disabili”. L’azione, rivendicata da CasaPound Umbria, è stata accompagnata da un comunicato stampa in cui Andrea Nulli, responsabile regionale dell’associazione, afferma: “E’ gravissimo che il presidente della Regione non abbia ancora firmato la delibera per l’assegnazione del contributo economico alle famiglie dei malati di SLA, nonostante l’11 luglio, ricevendo questi ultimi accompagnati dai militanti di Cpi, prometteva in pompa magna che dal primo ottobre sarebbe partito l’iter per l’assegnazione dell’assegno. Ritenendo gravissimo il fatto che vengano disattese delle promesse fatte a dei cittadini già martoriati da una simile malattia, chiediamo che la presidente della Regione Umbria assuma le proprie responsabilità dando le dimissioni, e le ricordiamo che oltre ai malati di SLA esistono anche altri disabili gravi meritevoli di un assegno di cura che gli viene invece negato”.

PERUGIA. La Giunta di sinistra torchia anziani e disabili !

13 ottobre 2011

Destano sconcerto, ma non sorpresa, le misure che la Giunta Boccali intende varare per far quadrare il bilancio. Dimezzamento dei servizi per anziani e disabili come se queste categorie appartenessero ad una casta di privilegiati che gode di comprimibili risorse. Una scelta inaccettabile che colpisce gli ambiti più disagiati e deboli della nostra società. Avrebbero bisogno di attenzione e  sostegno. Vengono drammaticamente privati dei servizi di cui necessitano. Mancano i fondi? Perché il Sindaco Boccali non opera i tagli sulla elefantiaca macchina comunale e sulle posizioni dirigenziali (le più alte in Italia)? Perché non si dedica a far emergere l’enorme sommerso degli affitti in nero che oltre a garantire flussi di denaro alla casse comunali porterebbe maggior sicurezza nella nostra città? Perché non revoca l’ICI di vantaggio che ha regalato ai costruttori? Si preferisce colpire i deboli  che non possono difendersi. E’ una autentica vergogna che fa passare in secondo ordine tutte le altre misure – assurde e penalizzanti per lo sviluppo – che intende adottare. Dalla tassa sui turisti degna di chi ha sposato la via della recessione, all’aumento dell’IRPEF che farà diminuire i consumi ed aggraverà la crisi di tante attività commerciali. Dalle rette degli asili alla “vendita” ai privati del trasporto pubblico notturno. A proposito della quale poniamo una domanda: come mai il passaggio di questo servizio al privato comporterà un risparmio di 100 mila euro? Noi la risposta l’abbiamo: il “pubblico”, nella nostra città e nella nostra regione è gestito in modo clientelare ed è perciò fonte di enorme sperpero del denaro della collettività. E i cittadini pagano!

Carla Spagnoli – Vice Commissario di Futuro e Libertà Umbria

Disabili – Zampa (Pd) chiede a Provincia e Comuni di assumere la convezione Onu “come riferimento per le loro attività sociali”

28 settembre 2011

Il Consigliere Provinciale del Pd Laura Zampa è tornata a chiedere, con una specifica mozione, attenzione ed interventi a favore dei disabili. In particolare l’esponente del Pd chiede al Presidente della Giunta Provinciale e al Consiglio di “assumere come riferimento delle politiche della Provincia di Perugia quanto sancito dalla Convenzione dell’ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e a darne piena diffusione attraverso attività di sensibilizzazione, informazione e formazione volte alla promozione di concrete politiche  inclusive e a  promuovere presso i Comuni del territorio l’adozione dei principi sanciti dalla Convenzione stessa”.

MARCIA DELLA PACE: L’UNIONE CIECHI SFILA CONTRO IL GOVERNO E LA MANOVRA

21 settembre 2011

“I ciechi e gli ipovedenti italiani credono nei valori della solidarietà, della giustizia, della pace e si ispirano ai principi del Consiglio d’Europa: lo stato di diritto, la democrazia, la coesione sociale. È per questi motivi che parteciperemo anche noi alla Marcia della pace Perugia Assisi del prossimo 25 settembre”. È quanto ha dichiarato Emilio Vantaggi, presidente regionale dell’Unione italiana ciechi dell’Umbria che ha anche anticipato come “la partecipazione alla marcia sarà l’occasione per protestare con voce forte e chiara nei confronti del Governo per i provvedimenti adottati in sede di manovra economica. In particolare, la finanziaria approvata dal Parlamento penalizza fortemente i disabili perché li colpisce due volte: prima come cittadini e poi appunto come disabili”. I circa 600 delegati dell’Unione italiana ciechi, allora, domenica marceranno anche per ribadire come “i tagli al fondo sociale alla non autosufficienza, al budget per il servizio civile volontario, al fondo per l’occupazione dei disabili rappresentino profonde ferite ai servizi che rischiano di emarginare e di escludere totalmente i disabili dal contesto sociale”.

La presidente della giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini va in missione istituzionale in Palestina.

15 giugno 2011

DISABILI, LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE MARINI

di Silvana di Modena

Tra gli impegni di protocollo e un tuffo in piscina c’è  anche spazio per una lodevole iniziativa umanitaria … aiutare 900 bambini disabili del posto, un encomio alla presidente, ma anche un consiglio, un “maggior stringente controllo” sulla stampa della sua regione, poiche’qualcuno, visto il temporaneo abbandono del presidio, ha ritenuto opportuno osservare e porre all’attenzione le abissali e laceranti incongruenze in materia di supporto alla disabilita’, ma non in burkina faso o in burundi, nemmeno nel Laos (se ancora esiste) o nella repubblica della Moldova, bensì  nella nostra amata e verde Umbria . Queste abissali e laceranti incongruenze, che insieme al menefreghismo, pressapochismo e a criteri che privilegiano in modo perentorio semplicistiche logiche di biliancio, sempre con maggior frequenza vessano e vanno a far carico sulle già  martoriate famiglie umbre che accudiscono ed assistono congiunti affetti da grave handicap sia bambini, adulti che anziani.

Sotto elezioni si inaugurano i centri per bambini autistici . Bene, necessari, motivo di orgoglio per amministratori pubblici sensibili ed accorti, il guaio ? Capita che le cose pubblicate su internet restino li per anni, chi tra noi conserva i giornali ? Ben pochi per la verita’, mentre a ricordarci le notizie passate ci pensa google (motore di ricerca ,macchina infernale, che nulla  nasconde ),così si scopre che quel certo centro di riabilitazione per bambini o quell’altro per anziani affetti da alzheimer viene inaugurato almeno 2 volte all’anno,sempre lo stesso !
Ma quanto durano queste inaugurazuoni ? Ma soprattutto, le chiedo gentile presidente, in una regione che conta piu’ di 6000 bambini disabili, che ci facciamo con 5/6 centri diurni riabilitavi che non ospitano poi piu’ di 10/15 piccoli ? E ancora, con circa 7000/8000 anziani malati di alzheimer che ci facciamo con 4/5 centri diurni “terapeutici” diciamo cosi’, ma soprattutto costosissimi, per tutta la regione ? Anche in questo caso la capienza massima è di 8/15 posti ciascuno ! Risparmierò,  ai pazienti probabili lettori, l’annosa vicenda dei malati di sla e di tutti coloro, a cui la vita ha riservato un destino meno fortunato del nostro, dirò  solo che queste persone chiedono, con accorata disperazione, la possibilita’ di essere accuditi a casa grazie al riconoscimento, anche in Umbria, dell’insostituibile impegno di cura ed assistenza dei loro cari!
legga
http://www.disabili.com/legge-e-fisco/19893-umbria-assegno-di-cura-la-re

Concludo ricordando, alla gentile presidente Marini, la vicenda di Federica Carioli mamma disabile con 3 bimbi disabili, famiglia, quella di federica,vittima di quelle abissali laceranti incongruenze cui accennavo. Famiglia vessata ,minacciata, derisa ed umiliata a cui la asl 3,  per becere, squallide logiche di bilancio, nega la possibilità, ma come a loro anche a tutti gli altri (oltre 600 bimbi disabili solo nel comprensori folignate) di ricevere la riabilitazione adeguata, riabilitazione approvata e prescritta da centri specializzati pubblici di diagnosi e cura situati, tra l’altro, nella vicina toscana.

Pertanto gentile presidente quando abbronzata e rigenerata, sorridente come sempre (chissa poi perche’) tornera’ dalla terra del Messia, si occupi della vicenda di Federica e non solo, perche’ vede, la nostra umile speranza?… Che nelle calde serate mediorientali qualcuno con o senza la kefiah le abbia, anche solo indicato, la via per damasco. Che lei sia colpita da una folgore ? non lo si pretende, ma almeno una piccola scossa che la risvegli dalla sua statica anaffettivita’!
Con la flebile speranza, di porre un argine a questa crescente deriva dell’indifferenza, le auguro un buon e profiquo rientro a perugia.

Regione/ In commissione la proposta di Buconi sull’assistenza agli anziani

27 aprile 2011

Un confronto con la giunta regionale per discutere sull’insieme delle politiche regionali per gli anziani, sui programmi e sulle prospettive del settore: e’ quanto ha deciso la terza commissione del consiglio regionale, che stamani ha avviato l’iter di discussione sulla proposta di legge di Massimo Buconi (Socialisti italiani) per riorganizzare l’assistenza degli anziani non piu’ in grado di vivere autonomamente, individuando piu’ livelli di non autosufficienza, da quella lieve e meno costosa fino allo stato vegetativo del paziente, che comporta spese maggiori e servizi ininterrotti. La terza commissione ha dedicata l’intera seduta odierna all’esame della proposta di legge di Buconi, considerandola ”complessa e rilevante sul piano politico”, perche’ affronta il tema degli anziani non autosufficienti in una regione come l’Umbria che notoriamente ha numeri record sia per il numero degli anziani sia per le aspettativa di vita. La terza commissione ha anche deciso di chiedere agli uffici del consiglio di preparare l’istruttoria sul testo, la cui trattazione dovra’ essere trasformata da referente a redigente. La proposta di legge, di sette articoli, prende lo spunto dal fatto che la Regione interviene nell’assistenza delle persone anziane non autosufficienti ricoverate in residenze protette del territorio, pubbliche e private, con un contributo giornaliero di 87,20 euro per ogni giorno di ricovero, indipendentemente dal grado di non autosufficienza del paziente. Una somma da ritenersi adeguata, se destinata ad assistere anziani lievemente non autosufficienti, non del tutto capaci di gestirsi, ma che diventa esigua se l’anziano passa ad una condizione di infermita’ totale. E’ in questa seconda situazione, della non autosufficienza grave, che il costo lievita di molto per i gestori delle residenze, perche’ il paziente nel nuovo stato richiede servizi sanitari qualificati e personalizzati da garantire 24 ore su 24. E proprio il passaggio da una gravita’ minima alla non autosufficienza totale ha dato luogo ai casi di mantenimento dei pazienti piu’ gravi all’interno delle strutture iniziali, non piu’ adatte e non autorizzate a questa nuova funzione prettamente sanitaria. Per ovviare a questo problema e per garantire continuita’ assistenziale ai pazienti, la proposta di legge di Buconi prevede la possibilita’ di organizzare, all’interno delle strutture residenziali anche esistenti, moduli diversificati in grado di assistere i diversi livelli di della non autosufficienza, anche tramite interventi di adeguamento strutturale, da realizzare entro due anni sulla base di precisi parametri tecnologici ed organizzativi. Dal punto di vista finanziario, la proposta che contribuirebbe a ridurre le liste di attesa per i ricoveri, non comporta aggravi di costi per la Regione, proprio per effetto della introduzione di piu’ livelli di assistenza con i relativi contributi finanziari differenziati, da disciplinare tramite un nuovo regolamento, ed in considerazione del fatto che il numero dei pazienti in condizione di assoluta gravita’ e’ di gran lunga inferiore rispetto ai casi di non autosufficienza lieve.

Umbria, non autosufficienti, aumenta il divario con le regioni virtuose

27 aprile 2011

di Carla Morelli

In questi giorni è in discussione,presso la terza commissione consiliare di palazzo Cesaroni ,un disegno di legge dal titolo “Norme per il miglioramento  dell’offerta residenziale agli anziani “proposto dal consigliere in quota  socialista  Massimo Buconi . Le residenze per anziani ,articolate in varie tipologie,ricevono ,sulla base  di un nomenclatore specifico adottato a livello regionale e condiviso dai  sindacati e dagli operatori del settore,contributi dal servizio sanitario
regionale e dai comuni di entità variabile ,ma comunque,non inferiore ai 90 euro al giorno.
La Regione mette circa 43 euro (quota sanitaria), la parte rimanente (quota sociale) spetterebbe ai comuni per intero ,ma in genere, viene richiesta  all’ospite della struttura. Obbiettivi della legge sono ottenere una rimodulazione di questi contributi al  fine di poter inserire i soggetti ricoverati in differenti moduli assistenziali, a prescindere dalla tipologia di struttura, individuando anche un meccanismo di sanatoria per tutte quei presidi che residenze sanitarie non sono ,quelli  che potremmo definire volgarmente ospizi; dove la tipologia di soggetti
presenti non presenta ancora il carattere della non autosufficienza,in tal senso si parla di autorizzazioni provvisorie .In sostanza si ritiene utile prevedere una norma che  disciplini diversamente la non-autosufficienza in base alla gravità della stessa .Ad una prima lettura l’opportunità di queste norme  sembra conclamata ,necessaria se non anche auspicabile .
Sarebbe auspicabile in presenza di una pluralità di servizi ma soprattutto di strumenti che considerano il ricorso alle strutture residenziali come residuale e non elettivo, come ultima scelta non come prima ed unica .Prima ed unica, poiché altrimenti non può intendersi, visto che nessun supporto concreto viene riservato al sostegno in famiglia ,nel  proprio domicilio, per i poveri anziani  non più autonomi. Una scelta di campo ,quella fatta oramai da alcuni anni dalla Regione Umbria, che la pone in netto contrasto con tutte le altre regioni italiane, ove certo
di strutture residenziali ve ne sono e ricevono anch’esse lauti contributi pubblici, ma la loro presenza è affiancata da un concorso di strumenti ed  ausili che hanno, come primo obbiettivo, mantenere i bisognosi di cura ed  assistenza a casa loro . Si parla di assegni di cura (Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Puglia, Piemonte  ecc…con importi medi di 500/600 euro mensili) voucher (Lombardia, Sicilia)  Contributi badanti (tutte le regioni, con importi variabili dai 1800 euro al  mese del Trentino ai 200 euro, sempre al mese, della Toscana.   Tutte cifre che hanno un importo di gran lunga inferiore ai contributi che le  regioni versano alle varie forme di residenzialità ove, in casi di presenza di  soggetti con gravi e gravissime patologie , possono entrare fino a 14.000 /30.000 euro per ogni singolo ospite, per ogni singolo mese di permanenza . Qual’è l’obbiettivo mal celato della “legge Buconi”? Trasformare anche le residenze servite (ospizi) in residenze protette , scimmiottando il modello della Regione  Toscana ,che tanto problemi sta  determinando ai famigliari di persone non autosufficienti ricoverati, in
ragione soprattutto delle richieste sempre più esose dei gestori . Infatti il contributo alla retta di pertinenza degli ospite, (erroneamente  definito quota alberghiera, più propriamente definibile quota sociale) è andato  progressivamente  aumentando, riducendo letteralmente sul lastrico migliaia di famiglie,  sembra che ci sia gente che si vende la casa per pagare la retta del  nonno.
Preme sottolineare come in Toscana, differentemente dall’Umbria, il dibattito  sugli assegni di cura sia abilmente sottaciuto se non fosse per un disegno di legge, presentato dagli esponenti dell’Udc, che tenta di far inserire nel fondo  non autosufficienti regionale questo indispensabile strumento di sostegno  all’assistenza domiciliare. Quindi, invece di erogare gli assegni di cura e modularne l’importo  ,come fa  la regione Emilia Romagna dagli anni 90 (sulla base  della gravità delle  condizioni dell’assistito e in ragione di diverse soglie di reddito), la  regione Umbria, sempre se verrà, come è  probabile, approvata la “legge Buconi”, modulerà i già cospicui contributi che eroga alle residenze sanitarie,  estendendo i lauti finanziamenti pubblici , anche ai semplici ospizi che  residenze sanitarie assistenziali  non sono! Un bel regalino pre elettorale che
la terza commissione con solerzia e determinazione si appresta ad approvare . La contraddizione è palese, prima si ritiene adeguata la somma di 87 euro al  giorno per i non autosufficienti diciamo, lievi, poi però si sottolinea che è  opportuno incrementare la quota di pertinenza della Regione in ragione di  un’aumentata necessità di cure degli anziani ospiti .
Se la riforma, a detta del consigliere, ha un costo zero per il servizio  sanitario regionale, non è chiaro, se si rimodulano i contributi pubblici, chi  aggiungerà il maggior esborso che verrà a determinarsi con la diminuzione della  parte di competenza della Regione (cosiddetta quota sanitaria). Perché di questo si parla, nessun esborso ulteriore da parte della Regione, se
le cose staranno effettivamente così, è facile intuire che verrà incrementata  la parte di pertinenza del non autosufficiente ospite. Preme ripetere che sono illegittime tutte le richieste da parte delle asl,  comuni, enti erogatori di servizi,  di  determinare il contributo sulla base
dell’isee famigliare. Per i disabili gravi e gli anziani non autosufficienti   rileva solo l’isee personale . Ce lo ricordano leggi nazionali, ma soprattutto  l’ennesima sentenza del  Consiglio di Stato che ancora una volta ha  ribadito che “le  persone con grave  disabilità e ultrasessantacinquenni non autosufficienti, accertati dalla ASL,  contribuiranno ai costi per fruire dei servizi domiciliari, diurni o  residenziali sulla base del solo ISEE individuale e non di quello familiare  (Sentenza n. 1607 del 15 febbraio 2011 della quinta Sezione del Consiglio di
Stato.) Mentre tutta Italia, scopre e sottolinea i vantaggi del reale e concreto  sostengo alla cura in famiglia dei disabili ed anziani non più autonomi , l’Umbria fa un passo avanti nell’ulteriore obbiettivo di favorire in modo  indiscriminato tutte le tipologie di residenzialità articolate nelle forme più  varie; case famiglia, residenze protette, residenze sanitarie, centri diurni  ecc… a discapito forse delle uniche forme di residenzialità necessarie ed utili ,che non hanno il carattere della permanenza, e cioè i centri  riabilitativi, nella nostra regione ve ne sono ben pochi, sono  inaccessibili  e con liste di attesa interminabili . Ovvio che sia così, i centri di riabilitazione, a differenza delle residenze  sanitarie , hanno bisogno di competenze e professionalità specifiche ed elevate, i costi sarebbero maggiori ed i vantaggi, in termini di clientele elettorali, meno gratificanti. Un conto è assumere logopedisti, fisioterapisti
specializzati, neurologi, tutte  figure afferenti ed essenziali ad un centro  riabilitativo, un conto è imbucare un inserviente in una residenza per anziani  spacciandolo per un operatore socio assistenziale con stipendi di gran lunga  inferiori alle figure su dette. Vogliamo parlare di quanto consta alla regione un ora di assistenza  domiciliare ? C’è un nomenclatore tariffario al riguardo che minuziosamente determina  tariffe e compensi, fu varato dalla giunta in accordo con i sindacati e le coop  sociali. Per un ora di assistenza domiciliare, raramente ne vengono erogate più di 2 a settimana,  una coop riceve dalla regione 25 euro, all’operatore ne  vanno 4,95 .
Un scarto di 20.05 centesimi di cui non è chiaro ne agevole determinare il  percorso, lasciamo ai lettori ogni ulteriore considerazione . Preme ricordare che in terza commissione giace, oramai da mesi, anche il progetto di legge del Consigliere Sandra Monacelli avente come oggetto
“interventi a sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone  affette da SLA “
Della disperazione di questi martiri, di cui la Monacelli si è fatta portavoce, sembra non importare a nessuno, l’auspicio è che la legge venga approvata  quanto prima senza se e senza ma, con tutte le modifiche che occorrono al testo  iniziale,  per sostenere nel concreto, chi si trova in questa drammatica  condizione .

Non autosufficienza: assegno di cura negato a 24000 disabili umbri

20 aprile 2011

L’assegno di cura e’ uno strumento in uso in molte regioni italiane, il suo scopo e’ supportare le famiglie che ospitano disabili o anziani non autosufficienti. L’assistenza di un proprio congiunto comporta oneri e sacrifici che molti di noi affrontano con amore e dedizione spesso lasciando il posto di lavoro o rinunciando al tempo da dedicare a se stessi. Lombardia, Veneto, Liguria, Trentino, Sardegna e Sicilia, ma l’elenco puo continuare, offrono alle famiglie con disabili cifre che variano dai 300 ai 1800 al mese . Uno degli obbiettivi prevalenti di queste elargizioni e’ quello di evitare il ricorso a residenze, istituti o piu’ semplecemente ospizi, ove altrimenti famiglie sempre piu’ in difficolta’ economiche o comunque a basso reddito sarebbero costrette a relegare i propri cari. Nelle strutture pubbliche o private i costi per l’assistenza sono altissimi e variano da un minimo di 1500 fino a 10000 euro al mese . Con le stesse cifre si possono supportare molte piu’ famiglie con persone non autosufficienti evitando il terribile e deleterio sradicamento dai propri contesti di vita. La Regione Umbria ha abrogato la legge n. 24 del 2004 “Assegno di cura per l’assistenza a domicilio di anziani gravemente non autosufficienti” elimindo la possibilita’ per migliaia di famiglie umbre di accedere direttamente alle somme stanziate nel fondo per la non autosufficienza.
Questa scelta obbliga di fatto a ricorrere alle residenze o ad affrontare ulteriori privazioni e sacrifici. Con la legge regionale n. 9 del 2008 “istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza e modalita’ di accesso alle prestazioni” legge peraltro giunta con notevole ritardo in rapporto alle altre regioni, non si fanno riferimenti all’assegno di cura ma paradossalmente si sottolinea l’ importanza di mantenere l’anziano malato o il disabile nel proprio contesto familiare. Dei 34 milioni stanziati nel 2008 dalla legge regionale n.9 i cittadini umbri al momento non hanno usufruito di un centesimo ne si sono osservati incrementi nei gia’ esigui servizi offerti. Sia la legge regionale sopra citata, (con tutto il suo carico di nuova burocrazia ed adempimenti) sia la legge regionale n.28 del 2007 che prevede la possibilita’ di ottenere un contributo mensile per coprire gli oneri contributivi e previdenziali delle badanti, al momento sono lettera morta. Anche la regione Toscana e la regione Marche fino ad ora non prevedono l’assegno di cura come forma di aiuto dei disabili e dei loro congiunti. Per delle amministrazioni regionali che della tutela dei piu’ deboli fanno motivo di vanto e orgoglio tutto ciò è semplicemente vergognoso !! Vergogna!! per le scelte politiche e per le immonde lungaggini.

fonte: www.disablog.it

“Perugia diventi città a misura di disabile”

25 febbraio 2011

Il presidente della sezione umbra dell’Opera Nazionale Mutilati e Invalidi Civili  Stefano Babucci, sottolinea le criticità di alcune infrastrutture viarie nel capoluogo umbro

Interventi mirati in favore dell’accessibilità dei marciapiedi, del manto stradale, dei parcheggi e dell’intero sistema viario della città. È il messaggio su cui vuole sollecitare attenzione Stefano Babucci, presidente della sezione umbra dell’Opera Nazionale Mutilati e Invalidi Civili. “Via del Coppetta, via Ruggero D’Andreotto, Strada Santa Lucia, sono solo alcuni dei nomi delle maggiori strade perugine che presentano criticità evidenti nell’accessibilità dei marciapiedi per i disabili, a causa del manto stradale dissestato o di ingombri come nel caso dei cassonetti: nessuno ci fa caso, eppure si tratta di barriere a volte insormontabili per i portatori di disabilità motorie. La mia non vuole essere assolutamente una critica all’amministrazione – dichiara Babucci – quanto uno sprone a migliorare la qualità dei servizi e delle infrastrutture ed a predisporre eventuali interventi di recupero o ristrutturazione ispirati ad una sensibilità diretta al mondo della disabilità. Il mio auspicio, per il quale sono disponibile a collaborare fattivamente, come ho avuto spesso modo di dichiarare e  in qualche caso sono stato anche ascoltato, è che Perugia diventi una città pienamente a misura di disabile. Il genere di interventi sopra descritti, che ho corredato con materiale fotografico, devono essere all’ordine del giorno dell’operato di quel disability manager approvato dal Consiglio comunale – conclude Babucci – di cui tutta la Onmic e le principali associazioni della nostra categoria attendono con ansia la nomina e l’inizio del lavoro”.

SERVIZI SOCIALI, TRACCHEGIANI (ITALIA FEDERALE): “COMUNE DI FOLIGNO TAGLIA COME IL GOVERNO”

23 gennaio 2011

“Quella operata dall’assessore alle politiche sociali del comune di Foligno, Christian Napolitano, è una scelta che va a colpire quelle categorie svantaggiate della popolazione di cui la sinistra si è sempre fatta paladina: mi chiedo allora quale sia la differenza tra questa giunta targata Pd e l’attuale Governo di centrodestra, tanto criticato in più occasioni dagli stessi amministratori folignati, per la politica dei tagli agli enti locali. Non avrei mai immaginato tanta similarità di comportamenti: a quanto pare, anche in Umbria ai problemi si risponde con i tagli”. E’ quanto afferma Aldo Tracchegiani,

Aldo Tracchegiani

presidente nazionale di Italia Federale, in merito alla lettera di denuncia dei genitori di undici bambini portatori di handicap che dal prossimo febbraio dovranno far fronte ad una riduzione del servizio convenzionato con la Cooperativa sociale “Ellelle”. “La giunta di centrosinistra che guida Foligno – prosegue Tracchegiani – dopo essersi lamentata delle scelte del Governo non ha fatto alcun cenno all’accordo Stato-Regioni, recentemente firmato, che ha provveduto alla redistribuzione di fondi non trascurabili su capitoli di spesa che prima erano stati tagliati. Ora, invece, ecco che vengono ridotte le voci di spesa per il sostegno alla disabilità: ci dicano chiaramente come intendono reperire le risorse per affrontare questa problematica. Italia Federale – conclude – si è sempre battuta per i cittadini e i loro diritti fondamentali e non permetterà che questa vicenda finisca per colpire fasce della popolazione che al contrario di quanto sta avvenendo hanno bisogno di aiuto e sostegno anche attraverso l’erogazione di servizi essenziali che non possono e non devono essere oggetto di alcuna riduzione di fondi”.

Disabilità, Onmic Umbria: “Come si risponderà al problema del sostegno?”

22 gennaio 2011

Stefano Babucci

“Dopo aver appreso da alcuni organi di stampa locale della riduzione del servizio socio educativo per undici bambini disabili dal prossimo febbraio, a causa dai tagli operati in questo settore dal Comune di Foligno, è evidente che non si può restare indifferenti di fronte ad un fatto così grave, che va a colpire persone svantaggiate e bisognose di tutt’altro tipo di politiche sociali”. E’ quanto sostiene Stefano Babucci, presidente regionale dell’Onmic, Opera Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili, in relazione alla lettera di denuncia di alcune famiglie, apparsa oggi su alcuni quotidiani regionali, in cui emergono tagli alla cooperativa sociale folignate “Ellelle”, che offre servizi socio-educativi rivolti a bambini portatori di handicap, tali da mettere in discussione il servizio pomeridiano di assistenza. “Nella società di oggi il numero di persone disabili è in continuo aumento – aggiunge Babucci – e in un comprensorio come quello folignate, di grandi dimensioni con circa 54mila residenti, problematiche di questo genere sono sempre più diffuse. Anche per questo la scelta di tagliare servizi ai portatori di handicap appare quantomeno discutibile. Resta da capire, a questo punto, quale risposta vorrà dare l’amministrazione comunale alle esigenze di queste famiglie e dei loro figli o se, come al solito, si sceglierà di ignorare il problema lasciando la soluzione all’iniziativa dei privati”.

Scuola, Laura Zampa (PD) e l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità

2 gennaio 2011

Laura Zampa

Il Consigliere Provinciale del Pd Laura Zampa torna, con la presentazione di un apposito ordine del giorno, sul delicato tema del supporto alle famiglie degli alunni disabili in merito all’assistenza didattica. “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, come riconosce lo stesso Ministero – afferma la Zampa –  costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La cosa è stata riconosciuta da diverse sentenze della Corte Costituzionale e dei Tar della Sardegna e della Campania. Il potenziale conflitto con la sentenza della Corte Costituzionale avrebbe dovuto trovare certamente una composizione con la previsione, nel testo della manovra finanziaria, di autorizzare posti in deroga “da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravità. Cosa che spesso non è avvenuta. Per me la tutela dei minori disabili in ambito didattico rappresenta una battaglia di civiltà. Per questa ragione, nel mio documento, ho chiesto al Consiglio Provinciale di invitare il Presidente della Provincia e la Giunta provinciale a mettere prontamente a disposizione delle famiglie dei disabili, attraverso lo Sportello del Cittadino o altri mezzi di diffusione, ogni possibile informazione, dal punto di vista legislativo, atta a garantire la tutela dei diritti dei loro figli per quanto attiene l’inclusione scolastica; promuovere il progetto riguardante la realizzazione della Carta dei Servizi, già in avanzata fase di organizzazione, e rendere operativa la realizzazione dell’opuscolo informativo per le famiglie, come utile promemoria sui principali adempimenti necessari e propedeutici per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e di  portare all’attenzione dei Consiglieri Provinciali in terza Commissione il Progetto per una condivisione del percorso intrapreso”.

Assistenza didattica ai disabili perché bisogna andare al Tar per farsi riconoscere un diritto di legge?

18 novembre 2010

Laura Zampa

La Consigliera provinciale Laura Zampa, con delega ai progetti di integrazione nella scuola, torna sul delicato tema dell’assistenza didattica ai disabili. Come “previsto” nel suo intervento nel mese di agosto, l’esponente del Pd mette in risalto che iniziano a giungere sui quotidiani notizie riguardanti le sentenze dei TAR in merito all’assistenza didattica agli alunni ai quali l’ASL ha fornito una diagnosi funzionale di gravità. Il TAR della Campania con sentenza n° 17532/2010 ha accolto il ricorso contro il Ministero dell’Istruzione e  l’Istituto scolastico di provenienza, presentato dai genitori di un alunno disabile accertando il diritto del minore all’assegnazione di un numero di ore adeguato alla sua patologia. Il TAR della Sardegna con una sentenza depositata il 30 ottobre 2010 è andato oltre, riconoscendo ai minori anche il danno esistenziale. Si evidenzia che, nella nostra Regione, pur essendo state date numerose deroghe per il sostegno da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale nel mese di settembre, si sono poi levate da parte delle famiglie diverse richieste di aiuto. Ci si domanda quindi se effettivamente tutti i casi di disabilità grave abbiano avuto riconosciuto il loro diritto.

Non basta la legge per garantire il diritto? Debbono le famiglie per ottenerlo sobbarcarsi l’onere di affidare il proprio caso alla giustizia amministrativa? Eppure i genitori di “figli speciali” hanno già in tempo, economie, disponibilità ed amore e  molto da impegnarsi senza dover aggiungere altri affanni. Credo che la politica – afferma la consigliera – abbia il compito di sostenere queste famiglie e favorire che abbiano tutta l’assistenza scolastica che la Costituzione italiana, le diverse leggi del nostro ordinamento, molto all’avanguardia rispetto al resto d’Europa, e la convenzione dell’ONU, riservano ai figli.