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Disabili Umbria: Fondo non autosufficienza pietra dello scandalo

3 novembre 2011

Ulderico Sbarra

A detta dell’assessore alla sanità Rosi sono stati i sindacati a voler eliminare l’assegno di cura per i disabili gravi e non autosufficienti. A volte chi dovrebbe difendere gli interessi dei più deboli diventa il loro primo “persecutore”. E’ assolutamente vergognoso! C’e’ voluto il question time in consiglio regionale per scoprire chi ha chiesto l’eliminazione dell’assegno di cura in Umbria: la triade dei sindacati con qualche sospetto in più nei confronti della Cisl. Altrimenti non si comprenderebbe la veemenza e l’enfasi con la quale il segretario generale della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, difende quel guscio vuoto del fondo regionale per la non autosufficienza. Guscio vuoto che al momento non ha prodotto alcun risultato e difficilmente porterà vantaggi: appena 4 milioni (forse) nel 2010 contro i 115 in 4 anni sbandierati dall’Assessore alle politiche sociali Stufara. Sono stati ricompresi nel computo anche gli stanziamenti destinati all’ADI, Assistenza Domiciliare Integrata (l’ospedale a casa del paziente) che poco ha a che fare con i servizi alle persone non autosufficienti e rappresenta la fetta più cospicua dei finanziamenti.

fonte: http://www.disablog.it

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Non autosufficienza: assegno di cura negato a 24000 disabili umbri

20 aprile 2011

L’assegno di cura e’ uno strumento in uso in molte regioni italiane, il suo scopo e’ supportare le famiglie che ospitano disabili o anziani non autosufficienti. L’assistenza di un proprio congiunto comporta oneri e sacrifici che molti di noi affrontano con amore e dedizione spesso lasciando il posto di lavoro o rinunciando al tempo da dedicare a se stessi. Lombardia, Veneto, Liguria, Trentino, Sardegna e Sicilia, ma l’elenco puo continuare, offrono alle famiglie con disabili cifre che variano dai 300 ai 1800 al mese . Uno degli obbiettivi prevalenti di queste elargizioni e’ quello di evitare il ricorso a residenze, istituti o piu’ semplecemente ospizi, ove altrimenti famiglie sempre piu’ in difficolta’ economiche o comunque a basso reddito sarebbero costrette a relegare i propri cari. Nelle strutture pubbliche o private i costi per l’assistenza sono altissimi e variano da un minimo di 1500 fino a 10000 euro al mese . Con le stesse cifre si possono supportare molte piu’ famiglie con persone non autosufficienti evitando il terribile e deleterio sradicamento dai propri contesti di vita. La Regione Umbria ha abrogato la legge n. 24 del 2004 “Assegno di cura per l’assistenza a domicilio di anziani gravemente non autosufficienti” elimindo la possibilita’ per migliaia di famiglie umbre di accedere direttamente alle somme stanziate nel fondo per la non autosufficienza.
Questa scelta obbliga di fatto a ricorrere alle residenze o ad affrontare ulteriori privazioni e sacrifici. Con la legge regionale n. 9 del 2008 “istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza e modalita’ di accesso alle prestazioni” legge peraltro giunta con notevole ritardo in rapporto alle altre regioni, non si fanno riferimenti all’assegno di cura ma paradossalmente si sottolinea l’ importanza di mantenere l’anziano malato o il disabile nel proprio contesto familiare. Dei 34 milioni stanziati nel 2008 dalla legge regionale n.9 i cittadini umbri al momento non hanno usufruito di un centesimo ne si sono osservati incrementi nei gia’ esigui servizi offerti. Sia la legge regionale sopra citata, (con tutto il suo carico di nuova burocrazia ed adempimenti) sia la legge regionale n.28 del 2007 che prevede la possibilita’ di ottenere un contributo mensile per coprire gli oneri contributivi e previdenziali delle badanti, al momento sono lettera morta. Anche la regione Toscana e la regione Marche fino ad ora non prevedono l’assegno di cura come forma di aiuto dei disabili e dei loro congiunti. Per delle amministrazioni regionali che della tutela dei piu’ deboli fanno motivo di vanto e orgoglio tutto ciò è semplicemente vergognoso !! Vergogna!! per le scelte politiche e per le immonde lungaggini.

fonte: www.disablog.it