Posts Tagged ‘donca’

Circolo del Tempobono, sabato 4 luglio, dalle ore 20, Magnamo m bocone: La grigliata de majale… col vino va giù mèjo

1 luglio 2015

trioOre 21, 15. Spettacolo col Trio perugino del Dónca: “L mèj del mèjo”,  a cura di Sandro Allegrini.

Ingresso libero e gradito

Atteso step della kermesse “Estate perugina al Tempobono”, tra musica, poesia e gastronomia, voluta e organizzata dall’attivissimo presidente Enzo Garghella e che tanto successo sta riscotendo tra perugini e non. (more…)

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Un inno alla peruginità. “Tra il bianco e il nero”, otto artisti espongono al Cerp nel ricordo del comune amico Enzo Barbacci.

15 gennaio 2015
Enzo Barbacci, Tetti e piccioni

Enzo Barbacci, Tetti e piccioni

Presenta la mostra Sandro Allegrini, fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca

17 gennaio-22 febbraio, mostra al Cerp coi pittori Chiacchella, Crocchioni, Ramadori, Roila, Skizzo, Staffolani, Tarpani, Tippolotti: otto artisti, anche se non nativi, operanti da decenni nella città del Grifo.

Otto personalità riunite sotto l’intento condiviso di omaggiare l’arte e la memoria del pittore Enzo Barbacci, capace di cantare con intenso lirismo Perugia, i piccioni, i tetti, i personaggi perugini dropouts, in nome di una poetica degli umili che ha sempre ispirato le sue tele.

 

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Colombella: Recita benefica del “Pinocchio m perugino”

5 gennaio 2015

1 Pinocchio non vuole la medicina offerta dalla FataMartedì 6 gennaio ore 17, CVA di Colombella

Il burattino più famoso del mondo si racconta a grandi e piccini

Sandro Allegrini, per l’Accademia del Dónca, l’Organizzazione “Dónca divertimoce” di Gian Franco Zampetti, la Companìa de Pinocchio (con gli attori Fausta Bennati, Valentina Chiatti, Leandro Corbucci) invitano la cittadinanza a partecipare all’evento teatrale che si terrà il giorno dell’Epifania al CVA di Colombella alle ore 17.

Ingresso libero – Le offerte raccolte saranno gestite dalla parrocchia che le utilizzerà per portare aiuto alle famiglie in difficoltà.

ACCADEMIA DEL DONCA. RISPOSTA DELL’ASSESSORE SEVERINI A SANDRO ALLEGRINI

29 dicembre 2014

perugia_comuneRISPOSTA DELL’ASSESSORE SEVERINI AL COMUNICATO DIFFUSO OGGI DA SANDRO ALLEGRINI DAL TITOLO: “CESSAZIONE DELLA COLLABORAZIONE COL COMUNE DI PERUGIA”
L’assessore alla Cultura Teresa Severini ribadisce, come peraltro comunicato già da tempo al dott. Allegrini, la propria volontà, condivisa con il Sindaco, di proseguire nei rapporti con l’Accademia del Donca.
“Nessuno ha mai parlato di interruzione quanto piuttosto di necessità di contenimento dei costi, come purtroppo le casse comunali impongono in più settori. Siamo affezionati all’Accademia e al ruolo che ha avuto in questi anni; non vediamo perciò motivo di interruzione tanto più che la programmazione degli eventi di gennaio dell’Accademia è in corso di stampa nel numero di gennaio del Viva Perug‎ia‬. Auspico, quindi, al più presto un incontro che possa confermare e rafforzare la collaborazione di sempre nella condivisione di obiettivi comuni”.

 

Donca: Sandro Allegrini cessa da oggi la collaborazione col Comune di Perugia.

29 dicembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo

Sandro Allegrini

Sandro Allegrini

Una precisazione dovuta: non corrisponde a verità la circostanza, asserita dall’assessore Severini, circa un’approvazione parziale del programma per il solo 2014, salvo ridiscutere la programmazione del 2015.

Le cose non stanno affatto così: il programma, da me presentato nel mese di agosto, fu approvato, com’è logico, nella sua interezza. Avanzare ora riserve o proporre riduzioni è pretestuoso. (more…)

Lunedì 16 Dicembre, ore 17 – Sala dei Notari Giocata benefica prenatalizia col Mercante in Fiera di freghi perugini

15 dicembre 2013

carte_copertinaSi ripete l’ormai tradizionale giocata benefica prenatalizia che l’Accademia del Dónca e l’Assessorato alla cultura e al sociale propongono ai perugini che vogliano divertirsi facendo un po’ di bene. Come di consueto, beneficiaria sarà la casa-famiglia per disabili “La Casa del Nibbio” che ha bisogno di un’asciugatrice.

L’anno scorso fu proposta la “Tómbla perugina”, quest’anno si giocherà di nuovo col Mercante in Fiera, nella nuovissima versione  “Mercante di freghi perugini”. Due mazzi di carte da 50, con altrettanti (more…)

Teatro: Processo alla strega Matteuccia di Ripabianca

26 novembre 2013

di Nino Marziano

Floriana La Rocca

Floriana La Rocca

Un evento rievocativo in triplice chiave: Storica, teatrale e processuale, laddove per processuale s’intende la rivisitazione in chiave moderna di un processo accaduto per stregoneria del XV secolo, conclusosi allora, con condanna al rogo. Questo è ciò che l’Accademia Perugina del Donca ha regalato ad un nutrito pubblico la sera di lunedì 25 Novembre, presso la Sala della Vaccara nel Palazzo dei Priori. L’occasione s’inseriva nell’ambito della giornata contro la violenza sulle donne ed il tema trattato ha (more…)

Teatro Morlacchi – Sandro Allegrini presenta: Storia di un quartiere perugino: l’Elce

11 novembre 2013

ImmagineProseguooe il viaggio dell’Accademia del Dónca per i quartieri perugini, visti col rigore della ricostruzione storica, ma anche attraverso la lente della nostalgia, oltre che indagati nel loro presente e nelle prospettive future.

Ciceroni d’eccezione: le storiche Claudia Minciotti, già docente  nell’Ateneo perugino, e Irene Felicetti, autrice di un volume (“Alle origini di un quartiere perugino: Elce 1871-1918”) segnalatosi per un buon livello di qualità. (more…)

Teatro Morlacchi – Sandro Allegrini presenta Matti da slegare: a spasso per il manicomio e il parco di Santa Margherita

16 ottobre 2013

Lunedì 21 ottobre, ore 17

manicomio ieri e oggi

manicomio ieri e oggi

Con Manuela Mignini e Mario Squadroni (con mappe e foto storiche inedite). Con una testimonianza di Paolo Menichetti e un invito di Carlo Corinaldesi. Letture degli autori perugini Claudio Spinelli e Lodovico Scaramucci. Montaggio immagini di Leandro Battistoni.

Il nome “Santa Margherita” (ampia superficie urbana, attualmente adibita a parco pubblico, polo scolastico e orti condivisi) sollecita, nella memoria storica dei perugini, sentimenti di (more…)

Gemellaggio della perugina Accademia del Dónca con l’Associazione folignate Lu Tribbiu, presso la sede dell’Unitre di Foligno

16 marzo 2013
Roberto Segatori e Sandro Allegrini

Roberto Segatori e Sandro Allegrini

Le due associazioni, cui sta a cuore la tutela identitaria della cultura perugina e folignate, hanno rinnovato il patto di amicizia e collaborazione in occasione della conversazione tenuta da Sandro Allegrini, fondatore e coordinatore dell’Accademia della peruginità, presso la sede dell’Unitre folignate. Tema della conferenza: “Quando i perugini parlano d’amore”, con spigolature linguistiche e antropologiche.

L’incontro, propiziato dal presidente, il noto sociologo e accademico Roberto Segatori, si è svolto in un clima di amicizia e cultura, che prelude ad altri significativi momenti di futura collaborazione.

Conversazioni a Foligno: “quando i perugini parlano d’amore”

14 marzo 2013
Roberto Segatori e Sandro Allegrini

Roberto Segatori e Sandro Allegrini

Venerdì 15 marzo, ore 16, presso la sede dell’Unitre di Foligno, Sandro Allegrini svolge la conversazione “Quando i perugini parlano d’amore” Dopo il gemellaggio con l’associazione folignate Lu Tribbiu (Il trivio) che tutela e valorizza la lingua folignate, l’Accademia del Dónca, tramite la persona del suo fondatore e coordinatore, Sandro Allegrini, propone all’Unitre di Foligno la conversazione “Quando i perugini parlano d’amore”. Il relatore ha accettato ben volentieri l’invito del presidente, il sociologo Roberto Segatori, da anni attivo presso l’Ateneo perugino.

 

 

Al Morlacchi, Sandro Allegrini presenta: “Ferdinando Cesaroni, imprenditore perugino”

6 gennaio 2013
Ferdinando Cesaroni

Ferdinando Cesaroni

Ma cosa sanno realmente i perugini intorno alla figura di Ferdinando Cesaroni (di cui ricorre il primo centenario della morte, avvenuta nella sua villa di Fontana), oltre al fatto che il palazzo a suo nome è sede del Consiglio regionale dell’Umbria?

A questa e ad altre domande intende rispondere l’incontro del Dónca (Lunedì 7 gennaio, teatro Morlacchi, ore 17) incentrato sulla biografia del personaggio che fu imprenditore di enorme successo, pur sapendo a malapena vergare il proprio nome. (more…)

Sotto il vestito… affabulazione perugina di Giampiero Mirabassi

18 dicembre 2012
google street wiev

google street view

di Costanza Bondi

Tra le iniziative proposte dal Comune di Perugia e dell’Accademia del Dónca per le festività natalizie 2012, la manifestazione di ieri pomeriggio si è svolta alla sala dei Notari, ospiti dello storico patron Sandro Allegrini.

Giampiero Mirabassi, affiancato dai “complici” affabulatori Giulio Bartolucci e Federica Nossini, ci ha proposto col grande umorismo che gli è proprio, intercalato da momenti riflessivi sull’avventura esistenziale umana, quella che lui stesso ha definito una coserella per passà ‘na bell’oretta tra amici. Il tutto accompagnato dalle dolci note della giovane arpista Rachele Spingola. (more…)

Griferòtikon: un incontro riservato ai soli adulti

20 novembre 2012

di Costanza Bondi

I fatti e le parole d’amore a Perugia e dintorni, narrati nel libro di Sandro Allegrini dal titolo Griferòtikon, iniziano nella zeppa platea del Teatro Morlacchi con tutta l’ironia che vi è insita, all’insegna delle battute. Prima fra tutte quella che ha visto come oggetto delle stesse l’autore nei commenti degli invitati, i partecipanti dell’Accademia del Dònca, alcuni dei quali non erano a conoscenza dello spostamento di luogo dell’evento che, come da programma, doveva svolgersi ai Notari. Sta di fatto che la sala in questione era occupata dalla ministra Carfagna, pertanto di fronte allo spiegamento di forze dell’ordine che si poteva ben (more…)

L MÈJO D I POETI PERUGINI

16 ottobre 2012

di Costanza Bondi

Nel clima familiare del Teatro Morlacchi, si è svolto ieri il terzo incontro della nuova stagione letteraria de L’Accademia del Dónca, per presentare la silloge dal titolo “L mèjo d i poeti perugini” (Morlacchi editore), a cura di Sandro Allegrini. Testimonianze, dattiloscritti e manoscritti autografi, rigorosamente in lingua perugina, raccolti secondo il preciso criterio di un requisito oggettivo, cioè l’inserimento esclusivo di autori che avessero già pubblicato almeno una volta in proprio. Ma è la formula dell’inedito che fa unica tale antologia, la quale – come ci spiega Andrea Cernicchi nella sua nota introduttiva al libro – rappresenta un’avventura editoriale unica nel suo genere, anche perché inizialmente scaturita dalla produzione artistica di un gruppetto di amici, accomunati tutti (more…)

L’Accademia del Donca premia Giampiero Frondini

1 ottobre 2012

Lunedì 1° ottobre, Sala dei Notari, ore 17. Apertura dell’a.a. dell’Accademia del Dónca col conferimento del premio alla cultura a Giampiero Frondini. Consegna la targa l’assessore Andrea Cernicchi. Dopo l’assegnazione del premio a “I Solisti di Perugia” (2010) e a Filippo Timi (2011), per il 2012 – d’intesa tra Accademia del Dónca e Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia – la targa viene assegnata all’attore e regista Giampiero Frondini “per la sua poliedrica attività, per i meriti artistici e di riconosciuta umanità, per aver portato in Italia e nel mondo il nome della sua città”. Testimonianze del regista Sergio Ragni, della scenografa Anna Maria Pasqua, degli attori Valter Corelli ed Eleonora Mosconi. Affabulazione di Giampiero.

 

“Dillo m perugino ché vien mèjo”

7 settembre 2012

Domus Volumnia (vicino all’Ipogeo) 7 settembre, ore 21. Una nuova affabulazione in lingua perugina in una location incantevole, tra arte, musica e amicizia. Il Trio perugino del Donca si adopera per aiutare il gruppo di ricerca del professor Brunangelo Falini. Introduce Sandro Allegrini, fondatore e coordinatore dell’accademia della peruginità.

“Perugia al centro, anche fuori dal Centro”

23 agosto 2012

Per “Eccentrica cultura”, animare i quartieri con FareNight, Il Trio Perugino del Dónca omaggia la figura del giornalaio-poeta Tonino Paccoia. Sketches dall’opera di Artemio Giovagnoni (I professionisti dell’accatonaggio, L maresciallo Picilocchi, Donne coraggiose). Letture poetiche da Spinelli e altri autori contemporanei in lingua perugina. (more…)

Teatro: Spettacolo e cultura presso la necropoli etrusca del Palazzone

25 luglio 2012

Evento di spettacolo e cultura presso la necropoli etrusca del Palazzone, sopra l’Ipogeo dei Volumni. Lo organizzano la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria, il Comune di Perugia e la Pro-Ponte Etrusca, con la collaborazione della perugina Accademia del Dónca e del suo fondatore Sandro Allegrini. Il 26 luglio alle 21, nello spiazzo antistante l’Antiquarium, il Trio perugino del Dónca (Fausta Bennati, Leandro Corbucci, Gian Franco (more…)

Arte: “Perugia sotto traccia”, mostra di Stefano Chiacchella

2 luglio 2012

Mostra del pittore Stefano Chiacchella– “Perugia sotto traccia” – presso l’ex chiesa della

Sandro Allegrini

Misericordia in via Oberdan (5-16 luglio) a cura di Sandro Allegrini. Un omaggio dell’artista alla città del Grifo. (more…)

LIBRI: Monteluce 1871 – 1930, storia di un quartiere perugino

2 Mag 2012

di Costanza Bondi

Il pomeriggio del 30 aprile, in seno agli incontri dell’Accademia del Donca che come di consueto si svolgono al Teatro Morlacchi di Perugia, Sandro Allegrini ha presentato MONTELUCE: IERI, OGGI E DOMANI. EXCURSUS STORICI E PROSPETTIVE. Conferenza in cui, rispettivamente, lo ieri/l’oggi/e il domani erano rappresentati da Mara Moriconi, autrice del libro dal titolo STORIA DI UN QUARTIERE PERUGINO: MONTELUCE 1871 – 1930,Valeria Cardinali, assessore all’urbanistica e  Sabrina Cittadini, presidentessa dell’Associazione Monteluce.

Se quindi Monteluce ha da sempre rappresentato un legame nel territorio tra le due università (la statale e quella per stranieri), per il presente l’Associazione presieduta dalla  Cittadini cerca di tenerne ancora i piedi le fila aggregative insieme alla parrocchia di don Luciano Tinarelli, in quanto memoria storica personificata sul versante religioso del quartiere stesso, l’Arci, la Polisportiva e i residenti tutti. Si tratta, infatti, di un luogo caratterizzato da quella specifica dimensione umana che ancora oggi si può trovare in un paese, così che le tante piccole iniziative promosse dall’Associazione non tendono altro che ad illuminare suddetto quartiere che, già nel nome, porta appunto la sua luce. A sostegno di ciò è il dato previsionale che ci fornisce l’assessore Cardinali sui 770 circa nuovi residenti, per un’edilizia calmierata a canone convenzionato, a cui faranno da corredo servizi pubblici e riconversione di spazi, negozi di

Mara Moriconi, Valeria Cardinali, Sabrina Cittadini

alimentari e di generi vari, la Casa della Salute, un Centro Benessere, uno spazio di servizio per studenti gestito dall’Adisu e una parte dedicata all’amministrazione comunale per servizi al cittadino. Al di là di tali notizie di attualità o previsionali, reperibili nella cronaca più o meno quotidiana, di interessantissimo apporto culturale è stato l’intervento di Mara Moriconi, che tra l’altro ha aperto la conferenza, sulla storia del quartiere oggetto di studio. Monteluce, infatti, nell’immaginario collettivo dei perugini è rappresentato ancor oggi come “l’ospedale”, non fosse altro perché tutti, lì, ci siamo nati e, fino a poco tempo fa, ci abbiamo fatto nascere i nostri figli. A inizio secolo, però, Monteluce era inesistente come quartiere, trattandosi infatti di piena campagna: neanche la chiesa era aperta al pubblico, poiché di proprietà delle monache dell’ordine delle Clarisse e quindi soggette alla clausura. Tale monastero, edificato nel 1218 e vantando, così, una data di fondazione seconda solo – in ordine cronologico – a quello di Santa Chiara in Assisi, ospitò le clarisse fino alla costruzione dell’ospedale. Fin quando, cioè, la Congregazione di Carità della città decise di spostare l’ospedale da via Oberdan ad altra sede. La scelta della sede ricadde appunto sul monastero, che fu demolito nel 1910: alle ore 17.15 del 12 maggio le monache danno l’addio alla propria casa secolare, così che il 14 settembre dello stesso anno, alla presenza del primo ministro di allora, viene posata la prima pietra. Ma il “parto” (è il caso di dirlo) edilizio durò una ventina d’anni, sebbene fosse finanziato congiuntamente da fondi della Congregazione della Carità e da quelli dell’amministrazione pubblica. Per salvaguardare eventuali epidemie, l’ospedale fu costruito secondo le nuove norme igieniche che di lì a poco si erano affacciate nel panorama sanitario: quindi un’unica struttura ospedaliera, sì, ma costruita in più blocchi distinti fra loro. Dopo la prima guerra mondiale, la nuova classe borghese emergente, bisognosa di trovare anche un’identità residenziale che esulasse sia dalla campagna popolana che dalla nobiltà cittadina, trovò in Monteluce il quartiere adatto a soddisfare le proprie esigenze edilizie. Così fu che il “non-luogo” tra la città e l’ex monastero iniziò a riempirsi di nuove costruzioni: il resto è noto… anche se per saperne di più su particolari e aneddoti inerenti questa nostra bella storia cittadina, potete documentarvi, appunto, nel libro della Moriconi, editato da Era Nuova. Esilaranti e pertinenti, come sempre quando si è ospiti di Allegrini, sono stati quelli che lui stesso ha definito “intermezzi letterari”: letture di testi in lingua perugina inserite tra un intervento e l’altro all’interno della conferenza, che hanno scaturito nel pubblico risate più o meno amare. Dopo il racconto di fra’ Giacomo Paris e le sue prodezze da fanciullo nel quartiere, con la mamma che per rimproverarlo gli diceva farè la fin’ de Cinicchio e pu da grande finirè ‘n prigione, è stato il turno del saluto al vecchio ospedale di Rosanna Armellini, letta da Gianfranco Zampetti, con la nostalgia, sissignore è proprio lìa e del magone ‘nto lo stomico pei calcinacci che se vedon a vniggiùe di Ruggero Papini decantato da Leandro Corbucci.

Storia, “Augusto Roncetti, un umbro nella Cina del primo Novecento”

14 marzo 2012

Augusto Roncetti

Lunedì 19 marzo, ore 17

Sala dei Notari. Sandro Allegrinipresenta l’incontro dell’Accademia del Dónca intitolato: “Augusto Roncetti, un umbro nella Cina del primo Novecento” con Mario Roncetti, ex prefetto della Biblioteca Augusta, e Attilio Bartoli Langeli, presidente della Deputazione di Storia patria per l’Umbria. L’Accademia del Dónca rende omaggio alla gloriosa Arma dei Carabinieri, ricordando un personaggio umbro di grande significato. Da Spoleto a Pechino nella concessione di Tien Tsin, ai primi del XX secolo. Da pastorello a carabiniere e pioniere del volo. Augusto Roncetti, classe 1889, era entrato nell’Arma per sfuggire a una condizione sociale ed economica precaria, animato dalla speranza di poter intraprendere una carriera promettente, alla ricerca di più ampi orizzonti geografici e umani. La sua formazione inizia col conseguimento della licenza elementare, che gli fa scoprire una crescente attenzione per la cultura. Dalle caserme romane, finisce a Mussomeli, vicino a Caltanissetta, un luogo che lo mette in contatto con un mondo e una mentalità diversi dalla sua. Rientrato

Augusto Roncetti

(nel 1912) a Roma, viene inviato nella concessione italiana in Cina di Tien Tsin, con un lungo viaggio in nave, poco dopo la conclusione della guerra dei Boxer. Resta in quell’enclave all’estero per tre anni, rientrando in Italia allo scoppio del primo conflitto mondiale. Appassionato di volo, Augusto Roncetti chiede di arruolarsi nell’aviazione, che compiva allora i primi passi. Ottiene il brevetto di volo: terzo pilota italiano dell’Arma. Dopo la fine della guerra, torna tra i carabinieri coi quali conclude la carriera nel 1937 col grado di maresciallo. Scompare nel 1971. Augusto Roncetti ha raccontato queste fasi della propria esistenza in due distinti diari: il primo, relativo all’esperienza cinese, il secondo intorno alla scuola piloti. I figli Antonio, già insegnante, e Mario, per un ventennio alla guida della biblioteca Augusta di Perugia, hanno pubblicato il volume “Da Spoleto a Pechino. Passione per il volo”, con prefazione di Roberto Abbondanza, edito sotto gli auspici della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria. Il cui presidente, il noto studioso Attilio Bartoli Langeli, ne tratterà alla Sala dei Notari. Il figlio Mario tratteggerà spigolature di carattere storico e personale, avvalendosi del contributo di uno slide (curato da Luigi Petruzzellis) ricco di immagini d’epoca. È prevista la presenza di rappresentanti dell’Arma.

 

 

 

 

 

 

 

Sul rapporto tra lingua e dialetto

5 marzo 2012

“Chi parla solo dialetto è un ignorante, chi parla il dialetto e l’italiano è bilingue”. Questa la battuta del

Sandro Allegrini

grande studioso magionese Giovanni Moretti che, insieme al suo maestro Francesco Ugolini, inventò, nel nostro ateneo, la dialettologia come ramo specialistico della linguistica. La frase di Moretti torna d’attualità, anche in relazione a posizioni integraliste, orientate alla strumentalizzazione del rinnovato interesse verso le parlate locali. Al di là delle chiacchiere sotto l’ombrellone, la questione va ricondotta entro le corrette coordinate scientifiche e antropologiche nel cui ambito il dialetto si posiziona. Insomma, secondo l’Accademia del Dónca (che ho fondato insieme al poeta e scrittore Walter Pilini) non si tratta di pensare all’“ora di dialetto” nelle scuole o ad altre risibili ipotesi pseudo-pedagogiche. Tutti i cittadini italiani debbono innanzitutto possedere, in modo approfondito e consapevole, i codici della comunicazione nazionale. E sbaglia la scuola quando non si preoccupa di fornire una perfetta conoscenza delle questioni grammaticali, ortografiche, sintattiche, lessicali, storico-evolutive e socio-linguistiche. La proluvie di “progetti didattici” che travolge l’insegnamento deve opportunamente coniugarsi con lo studio della lingua e della letteratura nazionale.

Simona Esposito, Costanza Bondi e Sandro Allegrini

Non sostituirsi ai curricoli. Altrimenti i giovani vengono scippati del loro diritto alla formazione e alla conoscenza. Altra esigenza è la doverosa riflessione posta intorno alle radici linguistiche e antropologiche della comunità d’origine che si riconosce nell’uso di un codice ristretto. In fondo – con l’inevitabile approssimazione di una facezia – è corretto definire la lingua come “un dialetto che ha fatto carriera”. Nella fattispecie dell’italiano, la fortuna è quella della parlata toscana del Duecento, poi letterarizzata dai grandi del Trecento e divenuta lingua nazionale. Lo stesso Manzoni si peritò, per esplicita dichiarazione, di “risciacquare i panni in Arno”. Non si creda, peraltro, che parlare con espressività, e soprattutto scrivere in dialetto, sia operazione facile e “popolare”. Non è un caso che gli autori in lingua perugina – da Claudio Spinelli ad Artemio Giovagnoni, da Federico Berardi a Ennio Cricco, da Lodovico Scaramucci a Umberto Calzoni – siano tutti personaggi appartenenti ad un milieu artistico di raffinata cultura. D’altronde, viene unanimemente riconosciuta al dialetto una notevole importanza come strumento di comunicazione primaria. Né va trascurato l’elevato numero di autori che, una volta sdoganato il proprio idioma di riferimento dai confini della subcultura, si esprimono e pubblicano nella lingua del Grifo. E non tanto le tradizionali battute ridanciane, ma anche la riflessione esistenziale, il discorso intimista, l’osservazione della vita e degli innumerevoli modi di stare al mondo. Peraltro la lingua locale, un tempo demonizzata dalla scuola dei “belli parlari”, riemerge in ogni contesto: perfino in territorio giovanile, di solito non attraversato dai rigurgiti della conservazione. Quindi, da elemento di esclusione, il dialetto è divenuto fattore fortemente inclusivo. Prova ne sia l’elevato e crescente numero di iscritti all’Accademia del Dónca, provenienti da altre regioni e perfino da altri Paesi. Segno che il dialetto e i suoi codici riscuotono l’interesse di quanti desiderano integrarsi nella comunità che li ospita. Fa indubbiamente un certo effetto sentire degli orientali esprimersi “col dónca”. Ma, nella società del melting pot e della contaminazione tra culture, la circostanza non stupisce più di tanto.

Sandro Allegrini

sandroallegrini@libero.it

 

 

 

 

Il Teatro Morlacchi tra architettura, storia, aneddoti e spettacolo

4 marzo 2012

a destra Beppe Fioroni

lunedì 5 marzo, ore 17, teatro Morlacchi Sandro Allegrini presenta Il Teatro Morlacchi tra architettura, storia, aneddoti e spettacolo con Giovanna Chiuini (architetto), Franco Bozzi (storico), Fausto Luzi (scrittore).

Il Morlacchi al Morlacchi: questa la ridondanza sulla quale è impostato l’incontro che Sandro Allegrini presenta per l’Accademia del Dónca. La vicenda secolare del teatro (originariamente denominato “civico teatro del Verzaro”) partirà dalla sua storia (il teatro dei borghesi da mettere in concorrenza con quello dei nobili, il Pavone) e dalla complessa articolazione della sua realizzazione architettonica. A far luce su questi e altri aspetti (le decorazioni, i simboli) sarà l’architetto Giovanna Chiuini che ne ha diffusamente trattato nel volume “Teatri storici in Umbria” (2002) e poi (con Franco Bozzi e Stefania Petrillo) in “Il teatro Morlacchi di Perugia. Lo scenario di un cambiamento”, 2006). Il professor Franco Bozzi, storico e studioso del costume, parlerà della costruzione dello spazio scenico, di autori, artisti e pubblico sulle scene perugine. Fausto Luzi (autore del bel volume “Il teatro Morlacchi di Perugia”, 2006) e il coordinatore del Dónca, Sandro Allegrini, tracceranno un ricordo dell’amico Sandro Caiani, storico custode che ha votato la propria esistenza alla manutenzione e alla vigile tutela del teatro, dei suoi arredi, delle antiche attrezzature. In omaggio all’architetto Chiuini (sotto il cui assessorato venne effettuato il restauro della fontana di piazza), Gian Franco Zampetti legge Benarnuta Fontana e Al teatro di Claudio Spinelli, e Leandro Corbucci interpreta Bastiano al Morlacchi, un inedito di Federico Berardi, pubblicato nelle antologie dell’Accademia.

 

Teatro Morlacchi, Sandro Allegrini incontra Sergio Tedesco

13 dicembre 2011

Costanza Bondi

di Costanza Bondi

Lunedì 12 dicembre, al Teatro Morlacchi, Sandro Allegrini ha presentato “Incontrando Sergio Tedesco, perugino d’adozione: dall’urlo di Tarzan ai palcoscenici lirici, dalla sala di doppiaggio alla regia”, con Simona Esposito, Gian Franco Zampetti, il cinefilo/autore di vari libri sul cinema Fabio Melelli e Stefano Ragni, ripetuto ospite dell’Accademia del Donca, nonché divulgatore di alta cultura il cui merito, come sottolinea lo stesso Allegrini, è quello di essere un superspecialista che al contempo utilizza un linguaggio alla portata di tutti. Un evento indimenticabile, che ci ha fatto conoscere un perugino d’adozione, noto in tutto il mondo per le sue performance di attore, cantante, regista, doppiatore… una persona assolutamente inusuale per la nostra città, una figura di prestigio internazionale che ha vissuto e vive di spettacolo a tutto tondo ancora oggi. Uomo di grande riservatezza, seppure ne abbia da raccontare, non ama

Simona Esposito e Sergio Tedesco

parlare di sé. Perciò abbiamo assistito ad uno spettacolo nello spettacolo grazie al racconto che ci ha fornito, con dovizia di particolari anche inediti, la bella Simona Esposito: “Basta guardarla”… l’ha definita Allegrini, appellandola col titolo del famoso film del 1970 diretto da Luciano Salce – tanto per rimanere in tema di cinema – per sottolinearne la prestanza fisica e vocale. Simona, mezzo soprano che sulla strada indicatale da Sergio Tedesco è attrice, scrittrice e direttrice del Teatro Mengoni di Magione, nasce professionalmente come adattatrice di dialoghi. Vestita di nero e color prugna lei, vestito di color prugna e nero lui, un tocco di bianco per entrambi (i polsini e i colletti delle camicie che spuntavano a far capolino)… diremmo che la compenetranza fra i due è molto di più! Simona e Sergio si incontrarono in un bel giorno di novembre… E inizia allora il racconto a dir poco fantastico della Esposito su Tedesco. Dal 1938 ad oggi: 73 anni di professione senza mai aver avuto bisogno di un agente. Sergio Tedesco nasce il 23 aprile 1928 a La Spezia: a 6 anni debutta nel suo primo spettacolo, a 10 il primo film, a 19 debutta nella prosa, campione di atletica leggera nelle specialità degli anelli e del sollevamento pesi, in tempo di guerra è contrabbandiere di sale e tabacco. Il resto è noto. “E’ il mio secondo padre” dice Simona di Sergio: da qui la commozione del maestro che, nonostante la carriera straordinaria di cui davvero pochi altri possono fregiarsi, rimane schivo e modesto. Bellissime le lacrime, neanche tanto furtive, che dolcissime scendono sulle gote di Tedesco, durante tutta la presentazione di cui ci ha omaggiato Simona. Il loro non è un semplice rapporto di discepolato, ma è una presenza costante nella vita di entrambi che ha permesso a Simona di ripercorrere episodi intimi e documentati, con una dovizia di particolari senza precedenti. Come ha sottolineato Melelli, è difficile racchiudere Tedesco, in quanto doppiatore, dentro questa unica categoria professionale, sebbene il doppiaggio lo abbia visto protagonista in tutti gli ambiti possibili e immaginabili: dal cinema di animazione di Walt Disney – ricordiamo che sua è la S sibilante del serpente de “Il libro della giungla” – al western, da “Colazione da Tiffany” al professor Guidobaldo di Fantozzi, da Mash al marito di Lara nel “Dottor Zivago”, tanto per fare degli esempi relativi a colui che fu definito IL MAESTRO INIMITABILE.

Una voce dolcissima, quella di Tedesco, che è riuscita a declinarsi nella tonalità metallica di ogni “cattivo di turno” nel mondo del cinema ed è riuscita a modularsi nel famosissimo “urlo di Tarzan”. L’urlo cantato, come lo definisce lui stesso: DO-RE-MI-RE-DO, e che il MI sia rigorosamente bemolle, come tende a specificarci! “Io interpretavo la parola – dice il maestro – non è mai stata una recitazione della parte imparata a memoria, la mia.” La conferenza si è chiusa con la consegna di un portachiavi che raffigura i simboli della città di Perugia (da una parte il Bartoccio e dall’altra il grifo) e con la simpaticissima lettura di Gianfranco Zampetti di un testo giocoso in endecasillabi, scritto da Sandro Allegrini in lingua perugina. Un omaggio che l’Accademia del Donca ha voluto offrire a questo suo socio onorario tedesco sie de’ nome, ma no de fatto… che giva matto pla musica da cinino e che fin da freghino fece ‘l doppiatore, prestando la voce ta quilaltri, pei cartoni e pe ji attoroni…

Commozione, quindi, fino alla fine all’interno della quale non sono mancati gli apprezzamenti in platea da parte delle signore riguardo alla prestanza fisica di Sergio Tedesco che, a dispetto di ciò, campeggiava a tutto schermo in una diapositiva che sarà stata di almeno una ventina di anni fa!

 

 

Passeggiata virtuale tra le mura e le Porte etrusche di Perugia

28 settembre 2011
TEATRO MORLACCHI – lunedì 3 ottobre · 17.00 – 20.00
SANDRO ALLEGRINI, coordinatore dell’Accademia del Dónca, propone l’apertura degli incontri dell’anno accademico 2011-2012 con una “Passeggiata virtuale tra la cinta muraria e le Porte etrusche di Perugia”.
Cicerone di straordinaria competenza l’architetto MICHELE BILANCIA, fondatore e presidente di Radici di Pietra, l’associazione che opera per il riconoscimento delle mura etrusche di Perugia come patrimonio Unesco dell’umanità.
Bilancia è stimatissimo autore di pubblicazioni di settore. L’architetto, esperto di recupero del patrimonio monumentale, ha recentemente pubblicato un ponderoso e apprezzato fanta thriller archeologico intitolato “L’ultimo vangelo”.
Partenza dall’Arco Etrusco, anche in relazione all’intervento di manutenzione straordinaria, di prossima esecuzione, finanziato dal mecenate-filosofo di Solomeo, l’industriale del cachemire Brunello Cucinelli, formalmente invitato all’apertura degli incontri dell’Accademia della peruginità.
Il viaggio si dipanerà attraverso uno slide multimediale a cura di Marco Terzetti. Ingresso libero e gradito.

Alle Tre Vaselle di Torgiano, Chef per una sera. Tre chef speciali per una serata speciale

18 aprile 2011

Le ricette del TRIO DEL DONCA scelte e interpretate dal Trio medesimo.

Con il commento di SANDRO ALLEGRINI – Mercoledi, 20 aprile 2011

L’atmosfera esclusiva di un locale di charme, un menu scelto con attenzione e sapienza, la freschezza dei prodotti del territorio, l’estro e la simpatia di un personaggio speciale. Al ristorante Le tre Vaselle, storico locale nel cuore di Torgiano, vari personaggi del mondo della cultura e della vita pubblica umbra si improvvisano… chef per una sera.

Per la serata del 20 aprile Fausta Bennati, Leandro Corbucci e Gian Franco Zampetti, gli straordinari interpreti della tradizione letteraria perugina noti al pubblico come Trio del Donca, presenteranno i propri “piatti del cuore”. A commentarli, il rigore e la simpatia di Sandro Allegrini, scrittore, giornalista, critico letterario, attento custode e acuto osservatore della cultura umbra. L’iniziativa, che gode del patrocinio dell’Accademia della Cucina Italiana, Delegazione di Perugia, è liberamente ispirata alla trasmissione TV Chef per un giorno

Info e prenotazioni

Le tre Vaselle resort&spa – Via Garibaldi 48 Torgiano

Prenotazioni entro le 12.00 del 20 aprile:

075 9880447 3vaselle@3vaselle.it

Prezzo promozione: 35,00 Euro