Posts Tagged ‘droga’

Cannara, Convegno sul tema ‘Doping, droga e adolescenza. Cosa fare?’

27 gennaio 2016
gareggia

Il sindaco di Cannara Fabrizio Gareggia

Venerdì 29 gennaio alle ore 21:00 presso il Teatro Comunale Ettore Thesorieri di Cannara, si terrà il Convegno sul tema ‘Doping, droga e adolescenza. Cosa fare?’ organizzato dalla Polisportiva Giovanile Salesiana Don Bosco di Cannara in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni Bosco.

Interverranno il Sindaco di Cannara Avv. Fabrizio Gareggia, il Sostituto Procuratore presso la Procura minorile di Perugia Dott. Paolo Abbritti, i ragazzi ex tossicodipendenti ed educatori della ‘Comunità Incontro di Amelia’. Coordina il Dott. Giovanni Boni, medico Chirurgo. (more…)

PERUGIA. SCOMODE VERITA’

21 settembre 2015

mario albiA Perugia è un continuo fiorire di comitati di cittadini che con esposti, appelli, petizioni, denunciano lo stato di degrado o di insicurezza esistenti praticamente in tutti i quartieri della Città.

Di fronte al moltiplicarsi delle denunzie dei cittadini, alla loro richiesta di interventi risolutivi, gran parte della classe politica perugina, si preoccupa, più che di dare risposte credibili, di coltivare il proprio consenso, agendo semplicemente da megafono dei comitati, strumentalizzando quanto da loro richiesto, prospettando soluzioni demagogiche, quasi tutte di tipo securitario. (more…)

RIMOZIONE PREFETTO REPPUCCI – COMUNICATO M5S

22 giugno 2014

Il Movimento 5 Stelle accoglie con estremo favore la dichiarazione del Ministro dell’Interno Alfano che annuncia la rimozione dal suo incarico del Prefetto di Perugia Reppucci.
Sicuramente il Ministro ha dimostrato un maggiore tempismo nell’esprimersi sulla vicenda rispetto al neo Sindaco Romizi. (more…)

Bufera sul prefetto di Perugia

21 giugno 2014

Dopo le incaute dichiarazioni “”se una madre non si accorge che il figlio si droga ha fallito, si deve solo suicidare” il ministro dell’interno Angelino Alfano annuncia provvedimenti nonostante le puntuali precisazioni del prefetto Reppucci che dichiara: “Spero di incontrare al più presto il procuratore Duchini per chiarire che nel merito c’è in realtà totale accordo su quanto sostiene. Se qualcuno si è offeso per la forma, per le parole che ho usato verso le famiglie, mi scuso. Il mio intento non era certo offendere ma provocare, scuotere, svegliare, lanciare un accorato appello a lavorare tutti insieme nella stessa direzione, famiglie comprese, senza scaricare, magari, sulla scuola o sulle possibili risposte repressive il problema della droga. Ho pur sempre parlato da nonno e genitore, da persona convinta che, se i problemi sociali non si affrontano, si trasformano in problemi di ordine pubblico.”Aiutateci ad aiutarvi’, questo volevo soprattutto dire”.

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Dura la  reazione  del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi che in un tweet dà “piena e totale solidarietà a tutte famiglie che vivono dramma tossicodipendenza. Inaccettabili dichiarazioni prefetto Perugia”.

Commento di Maurizio Ronconi: Stupefacenti ed inaccettabili, nonostante il goffo tentativo di rettifica, le affermazioni del Prefetto di Perugia sul ruolo dei genitori di giovani drogati. Solo superficialità e pressapochismo  possono indurre a considerazioni così sommarie che turbano e preoccupano anche per il ruolo di rappresentante di governo del Prefetto. Condivisione  invece delle preoccupazioni del Procuratore della repubblica che ha avuto il coraggio e la determinazione di contestare affermazioni tanto sciagurate.

 

Vaime: Perugia ha perso fascino per colpa dei cattivoni della Stampa

31 Mag 2014

Ti capita un giornalino fra le mani, al bar, e per poco mi manda di traverso il cappuccino, ma si può?

Enrico Vaime

Enrico Vaime

Enrico Vaime,  in una intervista rilasciata a Michela Mancini per Quattro Colonne, sfodera il suo sorriso beffardo per accusare la Stampa di essere responsabile del declino di Perugia, beh le parole le sa usare è giusto riconoscerlo, ed è capace di suscitare curiosità in chi legge,  ribadisce il suo legame sentimentale con Perugia, nella quale ha vissuto fino a 15 anni, “lasciare la città causa trasferimento di papà è stato un trauma” Alla domanda …Mi racconta l’identità perugina? ” Il perugino autentico non è esibizionista, anzi cerca di defilarsi, cerca di mantenere un aplomb che magari non gli appartiene sentimentalmente, non è fanatico, sono portato a pensare che sia una persona per bene ma non sono obiettivo…” E fin qui va bene, dichiarazioni di principio accettabili, lui vede il perugino (more…)

“STUPEFACENTE” L’amministrazione propone gli scambiatori di siringhe, mentre a Perugia si muore d’overdose!

31 Mag 2013

riceviamo e pubblichiamo

Finalmente l’amministrazione di Perugia ha trovato, si fa per dire, il modo di contrastare il consumo e lo spaccio dell’eroina nella nostra città… Infatti mercoledì scorso, mentre il capo del Dipartimento antidroga Giovanni (more…)

DROGA E SICUREZZA A PERUGIA: “FARE PREVENZIONE AI QUINDICENNI DELLE SCUOLE, ANCHE CON LA TESTIMONIANZA DIRETTA DI CHI DAL TUNNEL DELLA TOSSICODIPENDENZA È RIUSCITO AD LIBERARSI”

17 giugno 2012

A Perugia ci si è finalmente accorti che in città esistono due grandi problemi, la sicurezza e le morti per overdose; ma l’impressione è che si è ancora ben lontani dal volerli radicalmente affrontare e risolvere. Lo afferma Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl proponendo di (more…)

UDEUR: BASTA ALLA DROGA, AI CLANDESTINI E ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

13 Mag 2012

Basta parole servono fatti è quanto afferma Niccolò Francesconi Commissario Regionale dei Popolari Udeur che attacca l’attuale classe politica di intervenire solamente quando succedono disgrazie e il cerchio si stringe . (more…)

Ma Keynes*… era un “coglione”?

10 Mag 2012

di Costanza Bondi

Perugini, ma che volete di più? Invece che lamentarvi per sparatorie e accoltellamenti vari che rallegrano la vostra città, andate a Umbria Jazz o alla Marcia della Pace, rispettate lo ZTL e la raccolta differenziata, partecipate in massa al Festival del Giornalismo… su, via… non fatevi dare dei fascisti, e per di più intolleranti, per un semplice, sebbene ulteriore/ennesimo/non ultimo, fatto di sangue che non riuscite a digerire! Anche il sindaco, interpellato al TG3 ha detto che non gli si può addossare una (more…)

Violenza e droga, basta moralismo e perbenismo

9 Mag 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Con estremo rammarico apprendo ora che a Perugia (centro storico), si è assistito all’ ennesimo scontro tra clan di extracomunitari. Un altra sconfitta per la città e soprattutto per i suoi cittadini.  Non è bastata la nomina di pochi mesi fa come Perugia capitale europea della droga, non sono bastati nemmeno i manifesti tolleranza zero presentati dal PDL, e che han fatto tra l’ altro tanto  parlare, e anche oggi si apprende che un altra mozione sempre riguardante sulla sicurezza non è passata, apprendiamo che ci saranno tagli sulle commissioni antidroga e antimafia. E allora se questa è la situazione che cosa dobbiamo aspettarci ancora? Che futuro ci aspetta e aspetta ai nostri figli? Come possiamo insegnare ai nostri figli la tolleranza? Provvedimenti seri aspetta questa citta’ ed è cio’ che noi aspettiamo e che vogliamo, basta falsi moralismi basta falsi perbenisti.

Anila Marchetti

In libreria “Nel nome della cocaina. La droga di Perugia raccontata dagli spacciatori” di Vanna Ugolini

25 febbraio 2012

Prefazioni di Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e Dante Ciliani, presidente dell’Ordine dei giornalisti. Il libro è l’ideale proseguimento del video-documentario “ Zbun.Cliente”, inchiesta sullo spaccio a Perugia, da un’idea del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia), scritto e girato dall’autrice per la regia di Pasquale Rossi, nella primavera del 2011.

Intervista a Vanna Ugolini

Come è nata l’idea del libro?

Il libro è l’ideale proseguimento del video-documentario “Zbun.Cliente”, che, a sua volta, è nato da un’idea della segreteria provinciale del Siulp, un sindacato di polizia. Si voleva creare uno strumento fruibile che desse una visione più completa dello spaccio a Perugia, ma, anche di quello che c’è dietro le quinte di questo fenomeno che da troppi anni sta contribuendo al degrado di Perugia. Il progetto è stato affidato a me e l’idea che fa da perno al documentario è quella di far parlare, per la prima volta, i pusher, gli spacciatori di strada e far raccontare la loro verità su questo problema. Il libro contiene, in più, le interviste integrali dei pusher e approfondisce l’argomento, con materiale d’archivio, dati, analisi.

Vanna Ugolini

Che quadro di Perugia viene fuori?

Viene fuori l’immagine di una città che, ormai, fa parte delle rotte del grande traffico di sostanze stupefacenti, profondamente ferita dal dramma delle morti per overdose: il capitolo che riguarda i morti per droga è stato continuamente aggiornato fino a poche ore prima della chiusura del libro. A dicembre 2011 c’è stata una vera e propria strage, con 8 vittime. I dati non ci sono ancora ma è molto probabile che, anche quest’anno, Perugia detenga il record dei morti per overdose rispetto alla popolazione residente a livello nazionale. Viene fuori anche l’immagine di una città divisa, che, ancora, non è riuscita a dare una risposta efficace in termini di prevenzione e di ricucitura del tessuto sociale.

Il libro spiega il perché di tanti morti per overdose proprio qui?

Emergono con certezza almeno tre cause: la prima è che il mercato dello spaccio è molto liquido, non c’è una struttura organizzata vera e propria ma una rete instabile di spacciatori. Nelle ultime perquisizione la polizia non ha trovato nemmeno più i bilancini di precisione che servono per tagliare la droga. Questo comporta che anche la droga che arriva sul mercato abbia un grado di purezza sempre diverso, facilitando, così la possibilità di andare in overdose. Inoltre il Sert ha segnalato ormai da tempo il fenomeno delle poliassunzioni: cioè si usano sempre più spesso mix di droghe diverse fra loro o in combinazione con alcolici e psicofarmaci. Anche questo contribuisce a facilitare le overdose. Una presenza massiccia e ramificata di spacciatori che ha fatto del centro storico di Perugia una sorta di supermercato a cielo aperto rende molto facile l’acquisto, la massiccia concorrenza fa sì che i prezzi siano più bassi che da altre parti e che gli spacciatori, sempre alla ricerca di nuovi clienti, offrano “prodotti” diversi e nuovi.

Il libro spiega perché Perugia è diventata una tappa così importante nella mappa del traffico di droga?

Il libro è una sorta di viaggio nel mondo dello spaccio e ogni tappa di questo viaggio porta elementi che possono spiegare perché tutto questo accada proprio a Perugia. Ci sono forse due elementi hanno aperto la strada ai problemi che ancora oggi rimangono irrisolti: una benessere diffuso e la mancanza di una criminalità locale che facesse da barriera all’ingresso alle nuove mafie. A questo si può aggiungere la presenza di 30mila studenti universitari. Un altro elemento che caratterizza la situazione di Perugia è l’alto numero di persone irregolari presenti che forse qui, più che altrove, sono riuscite a mimetizzarsi tra i tanti stranieri che scelgono l’Umbria per studiare o per turismo. L’Umbria, poi, è una regione governata da sempre dalla sinistra e fino a qualche tempo fa la cultura delle sicurezza era un concetto che apparteneva più alla destra. Forse, in questo senso, c’è stata anche una sottovalutazione del fenomeno. Nel libro ipotizzo anche il fatto che il tessuto urbanistico particolare abbia potuto favorire l’inserimento degli spacciatori: da un lato un centro storico fatto di vicoli e viuzze e frequentato per lo più da studenti e turisti, dall’altro una certa parte di periferia con quartieri-dormitorio. In parte, poi, sono gli stessi spacciatori ad indicare le cause: stanno qui perché, tutto sommato, riescono a trovare il modo di sopravvivere. Uno di loro dice che qui le condanne sono più miti, che trovano facilmente una casa, pur pagando affitti molto alti e in nero. Purtroppo questo fenomeno è stato sempre sottovalutato a Perugia: per molti anni è stato tollerato che venissero affittate in nero le case agli studenti . Ma quando si apre una falla nel muro di legalità, questa falla rischia di allargarsi sempre di più e di diventare un percorso consolidato per altra illegalità. Ci sono poi tutta una serie di aspetti sociali che ho raccolto da ricerche fatte recentemente dall’Agenzia Umbria ricerche e altri spunti di riflessione in termini di politiche di prevenzione di sicurezza. E non va trascurato nemmeno l’indotto economico che lo spaccio di droga procura.

Dal punto di vista della repressione è stato fatto abbastanza per arginare questo fenomeno?

I numeri degli arresti e delle operazioni portate a termine dalle forze dell’ordine sono importanti. Basti pensare che negli ultimi anni sono stati arrestati per reati connessi allo spaccio o al traffico di droga più di 600 persone l’anno dalle forze dell’ordine. E’ vero che il ministero non ha mai considerato realmente l’emergenza Perugia e che, spesso, le forze dell’ordine sono costrette a fare la guerra allo spaccio con armi spuntate.

Lei in precedenza ha scritto un altro libro, “Tania e le altre. Storia di una schiava bambina” che parla della tratta di essere viventi e sfruttamento della prostituzione. C’è qualche punto in contatto fra i due libri?

Sì, certamente. Gli investigatori ipotizzano che proprio il denaro che gli albanesi hanno guadagnato con lo sfruttamento della prostituzione sia stato poi investito in droga. A volte le stesse donne sono state usate come “mezzi di trasporto” della droga e sono loro stesse a offrirla ai clienti. In fondo è lo stesso meccanismo che si è creato con la tolleranza degli affitti in nero: quando si abbassa il livello della legalità, si lascia aperta la porta alla criminalità.

La mafia italiana in che rapporti sta con la criminalità straniera che sembra abbia in mano lo spaccio e il traffico della droga a Perugia?

Come cronista non posso che parlare in base alle indagini fatte fino a oggi. Quello della mafia, in Umbria, sembra essere più un assedio al tessuto economico umbro che al mercato della droga. Certo, una parte degli spacciatori si rifornisce direttamente nel napoletano, quindi compra da famiglie mafiose italiane e qualche tentativo di creazione di basi in Umbria da parte di malavitosi legati a famiglie mafiose c’è stato. Ma ormai da quindici-vent’anni la parte più consistente del mercato dello spaccio, sempre stando alle indagini messe a segno, è in mano ad albanesi e nigeriani, che, a loro volta, si servono dei pusher magrebini per la vendita diretta ai clienti. Dopo un periodo, a metà degli anni ’90, in cui c’era stata una sorta di guerra fra bande per la spartizione del mercato, da tempo le due etnie si sono divise equamente il mercato tra chi spaccia cocaina e chi spaccia eroina. Una sorta di patto criminale confermato anche dalle parole dei pusher oltre che dai risultati investigativi.

Come è riuscita a contattare i pusher che ha intervistato e cosa è emerso di particolare?

Le persone che ho sentito sono tutti i giorni sotto gli occhi di tutti. Ho usato qualche precauzione per non trovarmi in difficoltà ma non è stato difficile contattarli. Dalle loro parole è emerso che in Italia, in questa situazione e con queste leggi la condizione di clandestino è per sempre. Dall’Italia non se ne va, ma non viene nemmeno regolarizzato. Un clandestino è utile alle aziende che lo sfruttano con il lavoro nero e alla criminalità che lo arruola. E anche ai partiti che ne possono fare un vessillo da sbandierare nelle battaglie per l’integrazione o, al contrario, in quelle per la sicurezza nella città. C’è tanta ipocrisia intorno a questo problema che, invece, andrebbe affrontato con lucidità e rispetto della condizione difficile da cui queste persone provengono.

Nel libro si parla anche dei clienti.

Certo, anche per quanto riguarda questo argomento emerge molta ipocrisia: molti di coloro che di giorno sono in prima fila a protestare contro il degrado di Perugia, l’inefficienza delle forze dell’ordine o delle istituzioni la sera vanno ad acquistare la droga dagli spacciatori o fanno affari con loro. Dalle parole dei pusher emerge anche un dato di fatto: una diffusione massiccia del consumo di sostanze stupefacenti che viene considerata una condizione di normalità per moltissime persone di tutte le classi sociali e di tutte le età. E’ da questo che dovrebbe partire una riflessione seria sul problema.

Futuro e Libertà Umbria plaude alle brillanti operazioni delle Forze dell’Ordine e della Magistratura

23 febbraio 2012

Gli uomini della narcotici di Terni si sono resi protagonisti di una brillante operazione che ha portato all’arresto di tre albanesi mentre tornavano dalla Puglia con un carico di 180 chili di marijuana. Oggi apprendiamo dai media che, sempre a Terni, la squadra della Digos ha smantellato una organizzazione legata al gruppo terroristico turco Hezbollah che agiva sotto la copertura di Kebab aperti in diversi regioni italiane. Esprimiamo la nostra riconoscenza alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura per l’azione incessante di contrasto alla criminalità che con umiltà, dedizione e professionalità svolge per la sicurezza della collettività ed a tutela del valore irrinunciabile della legalità. Ancora una volta l’Umbria è al centro di vicende legate allo spaccio ed al terrorismo. Pare evidente che criminali e terroristi hanno individuato nella nostra regione l’habitat più tranquillo dove porre le basi operative delle loro attività. Probabilmente per la rete di complicità che riescono ad instaurare e sulle quali occorre esercitare la massima attenzione, non solo da parte delle Forze dell’Ordine che – come dimostrano i brillanti successi conseguiti anche in questi giorni – fanno pienamente il loro dovere, ma anche e soprattutto dalle altre Istituzioni che devono attuare forme stringenti di vigilanza sulle attività commerciali che insistono nel territorio e che spesso si rivelano “coperture” per azioni criminali. Particolare attenzione va dedicata anche al controllo sulla veridicità dei contratti di lavoro che vengono esibiti per l’ottenimento dei permessi di soggiorno e che sovente si scopre essere frutto di vergognoso commercio illegale teso a “sanare” posizioni di clandestinità. E’ su questa rete di complicità che occorre intervenire con determinazione se si vuole fare terra bruciata intorno a chi ha “scelto” la nostra regione quale sede per le proprie attività criminose. Attività che vanno colpite con durezza, cercando di contrastare anche l’uso disinvolto degli escamotage che le norme sulla Giustizia consentono a chi, arrestato, può beneficiare di facili scarcerazioni sol perché, non essendo ancora arrivato al terzo grado di giudizio, risulta “formalmente incensurato”. Sappiamo che su questo aspetto vi è un impegno encomiabile del Giudice per le indagini preliminari di Terni, Dott. Maurizio Santoloci che vuole adottare la linea dura contro quelli che lui definisce “i criminali giuridici”, quelli cioè che “sfruttano ampiamente buchi neri e maglie procedurali interpretative delle regole processuali per sfuggire di fatto al sistema giudiziario e continuare a delinquere tranquillamente sul territorio come se nulla fosse”. Nell’esprimere al Giudice Santoloci tutto il nostro apprezzamento, ci auguriamo che il suo esempio faccia scuola, perché, se è giusto tutelare i diritti degli imputati, è ancora più giusto e doveroso garantire il diritto alla sicurezza che i cittadini onesti rivendicano.

Carla Spagnoli – Coordinatore Regionale di Futuro e Libertà

MARIA ROSI, LE ISTITUZIONI E LA CHIESA VOGLIONO STARE A FIANCO DEI GIOVANI”

23 settembre 2011

“Plaudo al ritorno il ritorno della ‘Missione Giovani’ annunciata ieri da Monsignor Bassetti a dimostrazione che Perugia può essere anche una città piena di gioventù che non pensa solo a ‘sballarsi’”. Così il consigliere regionale del Pdl, Maria Rosi, che sottolinea come “in questo momento di grande crisi non solo economica, ma soprattutto di valori è importante che i giovani vedano che le istituzioni e la Chiesa vogliono stare al loro fianco senza giudicarli. Tutti i giorni – aggiunge Rosi – le pagine dei giornali sono piene di racconti di droga legati alla nostra città (guerre tra bande, ragazzi morti per overdose) e proprio per questo è importante mostrare che ci può essere un alternativa, se tutti ci impegniamo , al modello distruttivo”. “Mostriamo ai nostri giovani che si può essere anche più sereni – sottolinea Maria Rosi – se si sceglie di essere ‘sani’: proponiamogli un modello di vita alternativo a quello dell’auto-distruzione. Il disagio giovanile – conclude – in parte è frutto anche dal distacco del mondo adulto da loro. E proprio per questo è importante che le istituzioni, le famiglie e la chiesa tornino a dialogare con loro con il loro linguaggio: la vita è un dono, e va tutelata, non distrutta”

Maria Rosi (Pdl) lancia un appello affinché l’Umbria “dichiari guerra alle droghe sintetiche”.

26 luglio 2011

Maria Rosi

“L’Umbria deve dichiarare guerra alle droghe sintetiche proprio come ha fatto di recente l’Unione Europea, che nel 2010 ha individuato una quantità record di sostanze psicoattive (41, contro le 24 dell’anno precedente), che provocano effetti simili a quelli di droghe pericolose come l’ecstasy o la cocaina. Queste droghe sono spesso vendute liberamente su Internet o in appositi negozi, in modo illegale”. Lo afferma Maria Rosi (Pdl) che, in una nota, cita i dati del sondaggio ‘Eurobarometro’, dai quali risulta che le nuove sostanze stupefacenti sono sempre più diffuse: il 5 per cento dei giovani europei ha dichiarato di averne fatto uso. Di questi il 54 per cento si rifornisce da amici, il 37 per cento durante feste o in club, il 33 per cento in appositi negozi e il 7 per cento su Internet. Dal sondaggio – prosegue – emerge inoltre che gli europei tra i 15 e i 24 anni fanno una netta distinzione tra cannabis e altre droghe illecite, sia per quanto riguarda la disponibilità che gli effetti sulla salute. In generale, molti più giovani (95 per cento) ritengono
che la cocaina e l’ecstasy comportino elevati rischi per la salute dei consumatori abituali, rispetto alla cannabis (67 per cento) e all’alcol (57 per cento). In tutti gli Stati membri la maggior parte dei giovani tra i 15 e i 24 anni è a favore del divieto di tali sostanze”. “La Commissione europea – continua – sta esaminando il modo in cui rendere più efficaci le norme dell’Ue, ad esempio mediante alternative alle sanzioni penali, nuove forme di monitoraggio delle sostanze che suscitano preoccupazioni e l’allineamento delle misure di controllo previste per le droghe a quelle esistenti nel settore della sicurezza alimentare e dei prodotti ed in autunno presenterà una serie di opzioni al riguardo. L’ Umbria – secondo Rosi – non dovrà fare il gambero, anzi dovrà essere pronta a recepire tutte le normative, proprio per non essere più la capitale europea della droga e combattere l’ampia disponibilità di nuove droghe sintetiche. Dobbiamo attivarci a livello regionale e proteggere i nostri figli. L’attuale sistema di individuazione delle nuove droghe non è adeguato a fronteggiare l’aumento del numero di queste sostanze sul mercato. È quindi necessario rafforzare le norme vigenti per impedire che i giovani cadano nella trappola di queste droghe pericolose. Dobbiamo garantire che il nostro quadro normativo per contrastare queste sostanze sia forte ed efficace”. Infine, Rosi rilancia un concetto: “dalla famiglia in primis e dalle istituzioni va dato un messaggio forte e chiaro ai giovani: la subcultura dello sballo è sbagliata, la vera trasgressione è non farsi”.

GIORNATA NAZIONALE CONTRO LA DROGA

20 giugno 2011

Maria RosiIn una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl, ha illustrato finalità e scopi della proposta di legge per istituire in Umbria, in data 26 ottobre di ogni anno, “la giornata regionale per la lotta alla droga”, come strumento promozionale per
sensibilizzare il mondo giovanile e le istituzioni nei confronti del fenomeno delle morti per overdose. A sostegno della proposta il capogruppo del Pdl Raffaele Nevi che ha parlato di la lotta alla droga in Umbria come uno dei temi centrali del Pdl in questa legislatura, ha fatto appello alla
maggioranza affinché la prossima settimana, alla guida della Commissione d’inchiesta sulle tossicodipendenze venga nominato uno dei due consiglieri di minoranza, come segnale bipartisan unitaria al fenomeno.

MARIA ROSI (PDL), DROGA IN UMBRIA: “MI AUGURO CHE LA GIUNTA REGIONALE SI RIMBOCCHI LE MANICHE E RAGGIUNGA UNA NUOVA INTESA CON IL DIPARTIMENTO POLITICHE ANTIDROGA”

24 Mag 2011

Risposta data in Consiglio regionale dalla presidente della Giunta Catiuscia Marini sul finanziamento restituito al Dipartimento politiche antidroga (Dpa)

Maria Rosi, consigliere regionale PDL

L’interrogante Maria Rosi (Pdl) in uno nota afferma: “Ci terrei a specificare che il progetto di prevenzione delle patologie correlate, di riduzione dei rischi e dei danni era stato affidato alla Regione Umbria ben 14 mesi fa ed è rimasto inattivo per tutto questo tempo, in quanto il Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al senatore Carlo Giovanardi, richiedeva alla Regione di orientare le azioni del progetto verso interventi immediati e concreti, tesi a ridurre il rischio di overdose e di infezioni. Al contrario è stato proposto a questo Dipartimento, ancora una volta, un progetto di studio e di ricerca chiaramente inaccettabile considerata l’ esigenza di intervento. Quanto al consenso delle Regioni italiane – aggiunge la Rosi – ci risulta che alcune fossero d’accordo ed altre no, e che alla fine purtroppo ha prevalso il no. La prevenzione delle patologie correlate e quindi delle infezioni e delle overdose è comunque un atto dovuto da parte dei Sistemi sanitari regionali e che il progetto affidato alla Regione Umbria era stato finanziato per promuovere e sostenere questo indispensabile intervento. Il Dpa non ha
recepito le proposte precedentemente fatte dalla Regione Umbria, in quanto non erano pertinenti e con l’obiettivo di attivare immediati interventi. Purtroppo ancora una volta abbiamo visto il prevalere di logiche politiche burocratiche sulla necessità di in un intervento sanitario indispensabile per contrastare le overdose. Ed è per questo che a suo tempo è stata chiesta la restituzione del finanziamento. Al di la delle precisazioni – conclude la Rosi – è necessario un nuovo impegno della Giunta a collaborare con il Dpa rimboccandosi le maniche e sottraendosi finalmente alla continua meditazione. Prendo comunque atto che le dichiarazioni di collaborazione con il Dpa, fatte oggi dalla presidente Marini siano un impegno serio nella lotta alla tossicodipendenza, per la quale non possono essere tralasciati il coinvolgimento delle scuole, delle comunità di recupero, delle istituzioni e il rinnovamento del Sert.

Spaccio di droga nel quartiere di P.ta s.Angelo, lettera dei cittadini ai Carabinieri ed al sindaco di Perugia

16 Mag 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Spett. Comandante Carabinieri Perugia

Comando Legione Carabinieri Umbria – c.so Cavour, 133 Perugia

Illustrissimo Sig. Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali

c/o Comune di Perugia, Palazzo dei Priori, C.so Vannucci 19, Perugia

I Cittadini firmatari della presente intendono esporre  la preoccupante situazione relativa allo spaccio di droga nel quartiere di P.ta S. Angelo. Negli ultimi mesi si e’ assistito ad un notevole incremento del fenomeno, esteso praticamente a tutte le vie principali e secondarie,  che avviene sempre più alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti. L’estensione e il numero di soggetti coinvolti sono tali da non consentire più ai residenti, anche i più coraggiosi, di attuare le classiche azioni dissuasive come l’affaccio alle finestre, la sosta in strada ecc. che , al contrario, ora provocano reazioni  varie di sfida da parte degli spacciatori stessi. Il “mercato” sembra essere così esteso che non sono infrequenti gli acquirenti provenienti addirittura in automobile da altre città, i quali , sfidando il senso unico obbligatorio di C.so Garibaldi si infilano nelle stradine laterali per poi acquistare e spesso consumare in loco la droga. Questa situazione, già grave di per sè , sta creando alcuni effetti non secondari, come l’allarme che si sta diffondendo fra i cittadini stranieri, turisti e studenti, i quali stanno letteralmente abbandonando il quartiere di fronte ad episodi diffusi di spaccio, molestie, ubriachezza ecc. ; assistiamo purtroppo  giornalmente a disdette di prenotazioni, affitti ecc. .

Negli ultimi anni il quartiere si e’ sempre più guadagnato la reputazione di “pericoloso” ed evidentemente non solo per effetto dell’eco mondiale che ha avuto il delitto di Meredith Kercher . La conseguenza più immediata di tutto questo e’ la perdita di residenzialità di “qualità” e favore di una generale desertificazione del quartiere che non fa altro che aggravare  quanto esposto sopra.

Chiediamo pertanto un intervento delle Forze dell’Ordine atto a riportare il quartiere entro  limiti di normalità con un maggiore presidio delle Vie  anche tramite l’impiego di personale in borghese.

Nel contempo, anche allo scopo di non vanificare gli sforzi che lo stesso Comune di Perugia sta recentemente attuando per valorizzare il bellissimo quartiere di P.ta S. Angelo,  chiediamo all’Illustrissimo Sig. Sindaco che vengano intraprese azioni ed iniziative in ambito sociale volte alla prevenzione ed educazione dei giovani con particolare riguardo alla consumo di droga e all’abuso di bevande alcooliche, problema quest’ultimo strettamente legato al primo e affatto secondario, nonchè di intraprendere qualsiasi azione possibile per favorire il continuo presidio e sorveglianza  delle vie del Centro Storico a tutte le ore del giorno sia tramite videosorveglianza  mirata che da parte delle Guardie Municipali e Provinciali.

Chiediamo inoltre  e allo stesso scopo che vengano organizzate attività volte a rendere piu’ animate le nostre Vie e Piazze  con mercati, appuntamenti culturali, sportivi e quant’altro.

Distinti Saluti

I Cittadini di Porta S. Angelo

In Umbria spinello libero?

25 febbraio 2011

di Raffaele Nevi – Presidente gruppo PdL Regione Umbria

In Consiglio Regionale c’è stato uno spettacolo veramente pietoso – durante la discussione sulla istituzione della commissione d’inchiesta sulle droghe – quando il centrosinistra sotto il dicktact di Rifondazione comunista ha rigettato l’emendamento proposto dal centro – destra (PdL / Lega / UDC / FLI) che metteva sullo stesso piano la lotta alle droghe cosiddette “leggere” a quelle cosiddette “pesanti”. Siamo di botto tornati al 1968 quando i comunisti si battevano per lo spinello libero. Il problema è che oggi ci sono dati inquietanti sui quali non si può giocare più. Siamo stati contenti che sui nostri emendamenti non tutta la maggioranza sia stata compatta ma ci siano stati alcuni distinguo, tra qui quello del Presidente Brega che non ha votato contro evidentemente in difficoltà a votare insieme a Rifondazione come invece hanno fatto altri suoi colleghi, anche della ex margherita, coprendosi ulteriormente di ridicolo e rinunciando ai loro convincimenti pur di non contraddire il potentissimo “alleato”  che gli consente di stare seduti nei banchi della maggioranza.

DROGA: “IN UMBRIA PRIMATO DI MORTI E SPACCIO”

11 novembre 2010

“Plaudo al grande lavoro che stanno svolgendo le Forze dell’ordine sulla nostra regione, che

Maria Rosi

anche ieri hanno arrestato 8 persone, fra cui anche due cittadini italiani. Purtroppo però la nostra regione è ancora considerata ‘il paese dei balocchi’ per la droga: a Perugia vengono venduti stupefacenti di tutti i tipi ad ogni angolo della strada. Noi siamo la realtà con il più alto tasso di morti per overdose e a Perugia la droga può essere reperita con una estrema facilità”. Lo afferma il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl) sottolineando che nel capoluogo di regione “si possono trovare spacciatori ovunque: nei vicoli del centro storico, nei sobborghi di periferia, vicino alle facoltà, nelle stazioni dei treni e degli autobus, nei parchi e ultimamente, dato ancora più allarmante, davanti alle scuole. Qualsiasi cittadino di qualsiasi età sa quali sono i luoghi di spaccio della nostra città, che tra l’altro sono diventati off limits. Purtroppo – continua il consigliere regionale – non si è riusciti a far paura agli spacciatori, che a qualsiasi ora del giorno e della notte danno vita a piccoli mercati della droga. Si stima che ogni giorno vengano vendute 6000 dosi. Ai primati che già avevamo se ne aggiunge un altro: siamo la prima regione (55,7 per cento) ad avere il maggior numero di stranieri segnalati per violazione delle leggi sulla droga. Si può dire che vengano a Perugia non solo per studiare nella nostra fantastica università, ma perché è più facile comprare la droga e trovare un buon lavoro da spacciatore”. Maria Rosi ricorda che “nel 2007 la Polizia di Stato ha stilato un documento da cui si evince che negli ultimi 10 anni in Italia il numero totale dei decessi da abuso di stupefacente è notevolmente calato, mentre in Umbria questo decremento non c’è stato, anzi si è registrato un sensibile aumento. Inoltre l’Umbria è al quarto posto fra le regioni italiane per quantitativi di eroina sequestrati, una impressionante quantità che deve far soprattutto riflettere sull’utilizzo che viene fatto di questi proventi illeciti. Quello che mi fa riflettere ancor di più, non sono solo i dati sconcertanti, ma è  l’aspetto politico sociale, che è veramente tragico.
A Perugia, nello specifico, ma come in tutte le altre amministrazioni di centro sinistra dell’Umbria, ci si ostina ad applicare la politica della ‘riduzione del danno’, del ‘facciamo alla meno peggio’. Si dice al tossicodipendente di utilizzare altre sostanze che temporaneamente lo salvano e gli alleviano il dolore, ma non gli si danno i veri strumenti per uscire concretamente dal tunnel della droga. In Umbria – osserva Maria Rosi – ci sono 21 centri per chi soffre di dipendenze, ma non vengono presi nemmeno lontanamente in considerazione dalla nostra amministrazione, anzi forse sono ignorati, perché non rispondono alle loro logiche politiche. Questi posti non solo fanno fare un percorso di recupero fisico al tossicodipendente, ma lo riabilitano alla vita e a una presa di coscienza con loro stessi. Purtroppo nella nostra regione il fallimento della politica attendista di centro sinistra lo si riscontra tutti i giorni sulla pelle di ragazzi e ragazze che muoiono per strada per overdose, o delle file interminabili davanti al Ser.T dei tossicodipendenti e dei loro familiari”. Il consigliere del Pdl conclude auspicando “leggi più dure in ambito regionale. Va soprattutto applicato il binomio di prevenzione e recupero, che a mio avviso sono le vie più reali per la lotta alla droga. Non possiamo permettere che la nostra amministrazione mantenga ancora lo status quo.
Vorrei ricordare che chi fa uso di droga non lo fa solo per un piacere personale, ma lo fa anche per alleviare dei dolori, un disagio sociale, che sono motivi interiori a cui non si può porre rimedio solo con l’assistenza farmacologica o con uno psicologo che ti fa terapia una volta al mese. Dobbiamo pensare al tossicodipendente come a persone a cui va data tutta l’assistenza dal punto di vista morale e fisico, e dobbiamo pensare al disagio vissuto dalle loro famiglie, che non hanno gli strumenti giusti per poterlo affrontare. La tossicodipendenza non è un problema che investe solo il singolo, ma anche le loro famiglie e le istituzioni. La vita è un bene prezioso e va salvaguardata”.