Posts Tagged ‘elena’

OMERO ESALTA LA FORZA CHE DA MILLENNI SI OPPONE A DISGREGAZIONE E VIOLENZA, FONDANDO LA CIVILTA’: LA FAMIGLIA

2 gennaio 2018
Bekim Fehmiu (Ulisse) con Irene Papas (Penelope)

Bekim Fehmiu (Ulisse) con Irene Papas (Penelope)

E’ stato l’anno della guerra dei sessi, almeno a dar retta ai media. Uomini contro donne e viceversa: un tema che sta già nei codici genetici dell’Occidente, per esempio nei poemi omerici.

La guerra di Troia comincia perché la bella Elena, moglie del re di Sparta, Menelao, viene rapita del principe troiano Paride. Da lì si scatena il finimondo. La poveretta è innocente – accade tutto per le trame degli dèi – ma si trova sballottata da un marito-padrone all’altro e poi pure colpevolizzata per i tanti morti della criminale imbecillità maschile. (more…)

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Perugia, scomparsa Elena Benvenuti Binni

12 gennaio 2016

2 i coniugi Binni nel 1942 (1)Scomparsa, a 103 anni, Elena Benvenuti, compagna di una vita del critico e politico perugino Walter Binni. I funerali oggi alle 15.30 presso la chiesa di Casaglia. Sarà tumulata al Cimitero monumentale di Perugia, nella tomba di famiglia, insieme al suo Walter

Nella foto: i coniugi Binni nel 1942

Era nata a Lucca, il 16 settembre 1912. Studentessa universitaria a Pisa, presso la Facoltà di Lettere, conobbe Binni nel 1932 alle lezioni dell’italianista Attilio Momigliano. Dal 1933 iniziò questa profonda relazione d’amore con Walter, di cui sarebbe stata la compagna di tutta una vita. Si sposarono nel gennaio del 1939, stabilendosi a Perugia, dove Binni insegnava all’Università per Stranieri. Dopo la Liberazione, fu eletta per il Partito socialista nel primo consiglio comunale di Perugia, mentre Binni fu eletto deputato socialista all’Assemblea Costituente. (more…)

Elena Bonelli interpreta al Todi Festival il grande drammaturgo tedesco Bertolt Bretch.

26 agosto 2015

Lo spettacolo dal titolo “Elena Bonelli interpreta Brecht” andrà in scena mercoledi 26 agosto alle ore 21.00 (Teatro Sala Jacopone) ed in replica giovedì 27 con la direzione musicale di Cinzia Gangarella, mentre Patrick Rossi Gastaldi ne firma la regia. (more…)

I perché della mostra “Machiavelli e il mestiere delle armi”

31 ottobre 2014
Alessandro Campi

Alessandro Campi e il ritratto di Machiavelli

di Elena Laudani

La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia in collaborazione con la Cariperugia Arte ha inaugurato la mostra “Machiavelli e il mestiere delle armi” a Palazzo Baldeschi, C.so Vannucci 66.
Perché proprio la Fondazione Cassa di Risparmio, perché questa mostra e soprattutto che legame esiste tra il celebre fiorentino e l’Umbria?
Non tutti sanno che la (more…)

EUROBIS è il primo studio italiano nella lotta all’obesità infantile

15 luglio 2014

E’ partito lo scorso 8 febbraio. Si tratta di EUROBIS (Epode Umbria Region Obesity

Prof. Pierpalo De Feo

Prof. Pierpaolo De Feo

Intervention Study) un progetto innovativo, a livello nazionale ed internazionale, nel campo nella lotta alla obesità infantile secondo la sperimentata metodologia EPODE.
EUROBIS è il primo studio italiano EPODE (Ensamble Prévenons l’Obésité des Enfants), programma sviluppato in Francia a partire dal 2004, attivo in 15 Paesi europei ed extra-europei con 25 programmi di intervento e diventato, grazie al suo approccio intersettoriale che va ad intervenire su tutti determinanti dell’obesità infantile, il primo network mondiale nel settore. (more…)

Narni: PREMIO MIMOSA 2014 “Il lavoro che da vita o il sogno perso fra le fauci dell’ingiustizia

22 marzo 2014

Degas_BallerinaDomenica 23 marzo, a partire dalle 16,00 al Museo di Palazzo Eroli, una giornata dedicata al PREMIO MIMOSA 2014 e al lavoro delle donne. La giornata rientra negli eventi organizzati nel mese di marzo, a Narni, promossi dagli assessorati alla cultura e per le pari opportunità  e  dall’associazione Minerva.

Dopo l’introduzione a cura di Mariacristina Angeli, presidente dell’associazione Minerva,  i saluti dell’Assessore per le  Pari Opportunità Piera Piantoni e dei rappresentanti della giuria, si procederà alla lettura e alla premiazione dei racconti delle tre (more…)

Effimero e precario, Incontro introduttivo di Yoga e meditazione

20 febbraio 2014

SABATO 1 MARZO – ore 16-19

 Stardanceacademy – Via Benucci – Zona ind.le Molinaccio  Ponte San Giovanni Perugia

Ingresso libero – Per informazioni: Elena Arcari  tel. 339 4831081 E’ necessaria la prenotazione

Portare un tappetino, un cuscino e una coperta (more…)

PERUGIA, NON CI RESTA CHE L’AUTOIRONIA

18 luglio 2013

perugiadi Elena Testi

Povero Wladimiro Boccali. Povero il nostro caro Sindaco. Primo cittadino indiscusso di questa meravigliosa città, dove ogni cosa è possibile. Insomma adesso ci si è messo anche quel cattivone di Ernesto Galli della Loggia a criticarlo. Se lo immaginano tutti il piccolo Wladimiro che si (more…)

INFIORATA DI SPELLO 2013, LA CAPATURA … QUESTA SCONOSCIUTA

29 maggio 2013
La Capatura

La Capatura

di Elena Proietti

Scorrendo la Home Page in basso leggerete l’articolo sull’infiorata di Spello, adesso invece cerchiamo di immergerci in quella fase che precede la difficile realizzazione di un tappeto floreale, ovvero la fase della CAPATURA. “Capare” non significa altro che spetalare i fiori, che andranno poi (more…)

UMBRIA VERDE? UN ECOMOSTRO SI SCORGE A SINISTRA

11 maggio 2013

ecomostrodi Elena Testi

 Dieci maggio 2013. Nuvolo e ventilato. Tutto procede regolarmente. Tutto procede con quella regolare monotonia figlia di una regione verde e senza mare. Monotonia a volte spezzata da qualche gigantesca macchietta di troppo. Sarà il regime quarantennale, sarà un’amministrazione ormai radicata nel territorio, sarà quel che sarà, ma queste macchie sono visibili a occhio nudo. Il loro nome è ecomostri che tradotto (more…)

AGRIUMBRIA… E IL SEME DELLA RETORICA

5 aprile 2013

di Elena Testi

Apre i battenti Agriumbria, la mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnica e alimentazione a Bastia Umbra. Apre i battenti, ovviamente, con i saluti della (more…)

PISA: 10° “FESTIVAL DEL TIRRENO” 2013

5 aprile 2013

festival del tirreno

Teatro Verdi

Santa Croce Sull’Arno – Pisa

27 Maggio – 28 Maggio – 01 Giugno – 08 Giugno Ore 21.15

Direttore Artistico: Barbara Ambrosini

Concorso  di Arte Varia per Cantanti, Strumentisti, Ballerini, Attori, Musical, Gruppi Musicali (more…)

VILLA NANNI, SGOMBERO DOPO LA DENUNCIA DI PIAZZOLANOTIZIA

15 marzo 2013

LA NOTIZIA  RILANCIATA ANCHE DA GOODMORNINGUMBRIA

Sgombero e pulizia dopo la denuncia di piazzolanotizia che aveva documentato nei giorni scorsi lo stato di degrado e abbandono di una realtà centrale per (more…)

FINI: BERLUSCONI NON HA PIÙ REGOLE

19 febbraio 2013

SONY DSCdi Elena Testi

Sarà la sala gremita di gente a togliere l’aria ai polmoni. Sarà quella stanzetta da cinquanta posti a essere claustrofobica. Quella stanzetta prenotata dopo un flop pazzesco ad Agrigento. Quella stanzetta all’Hotel Brufani di Perugia, noto ai più per essere il luogo della non storia da dove (more…)

IL VERO VOLTO DELLE SETTE SATANICHE IN UMBRIA

8 novembre 2012

Un viaggio nella parte più nascosta dell’Umbria, tra chiese sconsacrate e sette sataniche. Un fenomeno, quello settario che sta erodendo silenziosamente dalle fondamenta la terra di san Francesco e san Benedetto nell’indifferenza di un’opinione pubblica disinformata sulla gravità di una situazione difficile anche da immaginare. E’ questo il contesto in cui si muove l’inchiesta giornalistica raccolta nel libro “Il satanismo in Umbria. La trama nera e il Mostro di Foligno” di Elena Testi che sarà presentato in anteprima giovedì 8 novembre alle 18 alla sala Cannoniera della Rocca Paolina in occasione di Umbrialibri. L’autrice ripercorre il caso di Luigi Chiatti fino a mettere in discussione le conclusioni processuali che inchiodarono il “mostro di Foligno” come unico responsabile dell’omicidio del piccolo Simone Allegretti. Le trame sinistre che vedono, in realtà, Chiatti come il referente di oscuri ambienti vengono ripercorse attraverso il racconto della ragazza di Foligno, divenuta nota grazie al programma televisivo “Le Iene”, testimone involontaria e vittima lei stessa di inimmaginabili efferatezze e crudeltà (more…)

Oliviero Lupinelli: una vita dedicata al lavoro premiata con la Stella la Merito del Lavoro

14 giugno 2012

Tra i magionesi insigniti della Stella al Merito del Lavoro anche  Oliviero Lupinelli nato  e residente a Dirindello di Magione dove svolge il lavoro di carrozziere dall’età di quindici anni. Un lavoro iniziato nella città natale prima presso la carrozzeria di Sauro Betti e successivamente presso la Carrozzeria di Germano Beccari. Dal 1998  lavora presso la SAFI Autotipo Spa con sede  a Perugia con  la mansione  di  vice capo carrozzeria.È coniugato con Cinzia Squarta da cui è nato il figlio Francesco. L’ambita onorificenza viene conferita dal Presidente della Repubblica del titolo di Maestri del Lavoro per i meriti acquisiti nella loro carriera lavorativa in ambito pubblico o privato ed è stata consegnata dal Prefetto di Perugia, Enrico Laudanna,  e dal capo di Gabinetto della Prefettura di Terni, Maria Cristina Di Lello, in occasione del 1° Maggio.

Sono entrati nella rosa degli insigniti anche l’assessore alle attività produttive del comune di Magione, Ivo Baldoni, ed Elena Orecchini rispettivamente direttore e vicedirettore della Cantina Terre del Carpine di Magione.

IMU Comune di Perugia: la CISAL dice NO, e lancia una proposta di una “spending review”

7 maggio 2012

Anche la CISAL, come le altre forze sociali presenti, non ha firmato oggi il Protocollo di intesa tra

Elena Tiracorrendo

Amministrazione comunale e Tavolo di concertazione sulla Programmazione economico finanziaria 2012/2014. Il mancato accordo ha riguardato le aliquote dell’IMU, che il Comune di Perugia vuole applicare nella misura massima: lo 0,5% (5 x mille) sulle abitazioni principali e l’1% (10 x mille) su tutto il resto.  La CISAL si è dichiarata contraria per diverse ragioni. “La pressione fiscale su cittadini e imprese è a livelli ormai insopportabili” – ha dichiarato Elena Tiracorrendo –  segretario generale della CISAL di Perugia. “La misura è colma, basta una sola “goccia” a far traboccare il vaso. A Perugia molte seconde case sono frutto dell’eredità dei genitori o investimenti fatti per i figli; colpire così pesantemente questi beni, così cari ai perugini, applicando quasi l’aliquota massima (il 10 per mille a fronte di un massimo di 10.6) è un colpo al cuore dei cittadini, oltre che ai bilanci familiari ormai precari. Il sindacato autonomo non può avallare queste scelte”. Nel 2012 l’IMU “sperimentale” con l’aliquota base porterebbe nelle casse del Comune 38 milioni, consentendo il recupero di 3 dei 20 milioni mancanti. E i restanti 17? Da qui la decisione di applicare le aliquote massime consentite. Decisione che tuttavia non convince il sindacato autonomo. Prosegue Tiracorrendo: “Quello che non ci convince soprattutto è che l’amministrazione ritenga si siano già conseguiti tutti i risparmi possibili nella gestione comunale. Secondo noi margini di risparmio ci sono ancora. E possono essere trovati anche con una “spending review” dal basso, sul modello di quella che sta avvenendo a livello nazionale per il pubblico impiego. Per questo lanceremo nei prossimi giorni sul nostro profilo Facebook “caccia allo spreco”

Tariffe Trasporti: Per la CISAL di Perugia occorre maggiore attenzione alle famiglie, agli studenti, ai pensionati

30 marzo 2012

Istituzione del “biglietto family” e riduzione delle tariffe collegate all’Isee per pensionati e universitari. Sono alcune delle proposte avanzate dal

Elena Tiracorrendo

sindacato autonomo CISAL al Tavolo di concertazione sul bilancio di previsione 2012/2014 del Comune di Perugia dedicato ai trasporti. La CISAL condivide l’obiettivo dichiarato dall’assessore Livia Mercati: pur nell’incertezza delle risorse salvaguardare lo stato sociale, mantenendo i servizi pubblici essenziali. Ed è proprio il riguardo allo stato sociale ad ispirare le proposte CISAL: tariffa unica regionale di 1 euro (invece che 1,20 come prospettato dall’assessore Ciccone), biglietti a tempo (10′ 20′ 30 minuti), biglietto unico per le famiglie, riduzioni collegate all’Isee per studenti e pensionati. “In un momento di scarsità di risorse condividiamo le soluzioni individuate dal Comune di Perugia per razionalizzare le spese” dichiara

 

Vincenzo Filice

Vincenzo Filice, che ha rappresentato la CISAL al Tavolo, “come ad esempio il sistema di trasporto a chiamata in sperimentazione nella zona di San Marco. Bisogna però fare di più per venire incontro alle famiglie, ai giovani, agli anziani”. Per discutere nel dettaglio le proposte, l’assessore Ciccone potrebbe indire uno specifico tavolo tecnico. “Da due anni la CISAL partecipa attivamente ai Tavoli di concertazione sul bilancio comunale” afferma Elena Tiracorrendo, segretario generale della CISAL di Perugia; “la concertazione è un ottimo strumento, va solo migliorato. Disertare i tavoli, come sempre più spesso avviene da parte di molte forze sociali, non è la soluzione. Bisogna partecipare, esserci e contribuire con le proprie proposte.” In merito al tema “Perugia Sicura” la CISAL ha proposto al Comune di rivedere ed integrare i protocolli d’intesa già esistenti con le diverse forze di polizia, al fine di un più efficace e razionale controllo del territorio.

PERUGIA: TAVOLA ROTONDA “DONNA E DIRITTO AL LAVORO”

28 febbraio 2012

C.R.A.L. PERUGINA VIA MIGLIORATI – S. ANDREA DELLE FRATTE

giovedì 8 marzo ore 18.30

In occasione dell’8 marzo l’Associazione Ossigeno organizza alle ore 18:30 presso il C.R.A.L. della Perugina una tavola rotonda sul tema del rapporto tra donne e lavoro: in Italia rimane difficile essere donna in tema di ricerca e mantenimento di una occupazione. Dalla vergogna delle dimissioni in bianco, alla questione del precariato e del salario, fino alla tutela della maternità saranno trattati tutti gli argomenti che oggi più che mai preoccupano e rendono difficile l’esercizio del diritto al lavoro da parte delle donne, ci auguriamo la partecipazione di più persone possibile che possano contribuire ad una discussione propositiva e costruttiva.

Il 30% delle madri interrompe il lavoro per motivi familiari, le donne percepiscono salari decisamente più bassi rispetto agli uomini, il precariato e l’alto tasso di disoccupazione giovanile colpiscono in particolar modo le donne, la vergognosa pratica delle dimissioni in bianco viene utilizzata soprattutto contro le donne e il loro desiderio di maternità… se preferire un posto fisso significa essere monotone invitiamo tutte le donne che amano la monotonia a partecipare alla tavola rotonda.

INTERVERRANNO : CINZIA ABRAMO – FLC Cgil Università di Perugia,  GIUSEPPINA CONSOLI- lavoratrice precaria, VJOLA LUARASI- lavoratrice precaria, MARISA NICCHI – relatrice e prima firmataria della l. 188/2007, PAOLA PASINATO- Donnexledonne, LORENA PESARESI – Assessore alle pari opportunità Comune di Perugia

COORDINA: ELENA BISTOCCHI – Associazione Ossigeno

PERUGIA, a Borgo XX Giugno la “Fiera della Nuova Terra”

15 giugno 2011

di Elena Livia Pennacchioni

Nasce a Perugia, nel sopravvissuto quartiere di Borgo Bello, la “Fiera della Nuova terra“, fiera popolare rivolta alla Decrescita, al Vivere Bello e alla Pratiche Buone. La manifestazione si terrà il 18 e il 19 Giugno e si svolgerà dentro e fuori gli spazi del Cinema Zenith, con il patrocinio della Regione Umbria, Provincia e Comune di Perugia.

E’ nata dall’ idea  di creare un’occasione di incontro e di scambio per le  persone con lo scopo di rinforzare il tessuto sociale e di promuovere l’impegno civile, la partecipazione alla vita del quartiere e della città, tra l’altro cercando di collegare tra loro le realtà associazionistiche del territorio che lavorano per creare una società più sostenibile. Alla “Fiera della Nuova Terra” potrai trovare il Mercato Biologico, il Mercato del Riciclo, il Mercato degli Artigiani, Laboratori artigianali, Incontri-seminari, Spettacoli e Arte per adulti e bambini.

Si svolgerà fra le altre iniziative un incontro-seminario dal titolo “Agroecologia: agricoltura, ambiente, salute e società”, organizzato dall’ Associazione Universitaria IAAS e tenuto dal Professor Fabio Maria Santucci della Facoltà di Agraria e da Vincenzo Vizioli, Presidente Aiab (Associazione Italiana per l’ Agricoltura Biologica) Umbria.

Il convegno avrà luogo Domenica 19 Giugno dalle 11.30 alle 13.00 negli spazi del cinema-teatro Zenith.

 

 

INFIORATA DI SPELLO, LA CAPATURA … QUESTA SCONOCIUTA

29 maggio 2011

di Elena Proietti

Scorrendo la Home Page in basso leggerete l’articolo sull’infiorata di Spello, adesso invece cerchiamo di immergerci in quella fase che precede la difficile realizzazione di un tappeto floreale, ovvero la fase della CAPATURA.  “Capare” non significa altro che spetalare i fiori, che andranno poi successivamente essiccati  rigorosamente all’ombra per mantenere nel miglior modo possibile il colore originario.

E fin qui nulla di straordinario, il non ordinario sta nel riunirsi e mettersi seduti a capare questi benedetti fiorellini a testa bassa per minimo un paio d’ore a sera.  Ma assolutamente necessario. Voi che venite a trovarci quella fatidica mattina vi siete mai chiesti quanti petali di fiori ci sono lì in terra? Ecco fate una prova, prendete una semplice margherita di campo, togliete tutti i petali e metteteli uno vicino all’altro… Fatto? Ecco…  adesso vi siete perfettamente resi conto che non avete coperto nemmeno un centimetro quadrato della superficie su cui avete appoggiato i vostri

La Capatura

fiori, ora immaginate lo stesso petalo essiccato, ricoprirà ancor meno superficie, giusto ? Avrete ora certamente idea di come passiamo le serate di quest’ultimo mese noi poveri pazzi disposti a maggior gloria di Dio a creare capolavori che andranno quasi immediatamente calpestati dalla folla. In genere ci si ritrova a casa di qualcuno la sera dopo il lavoro, nel pomeriggio qualcuno sarà andato a raccogliere i fiori o le erbe da capare in serata, ci si siede tutti insieme e si comincia a lavorare,   chiacchierare  e capare con l’acacia, uno dei primi fiori che ci annunciano la primavera. La fioritura dell’albero dà lo spunto al ritrovarsi del gruppo, appena sboccia questo fiore bianco con i  telefonini  iniziamo a mandare  messaggi di richiamo, ci cerchiamo, ci ricordiamo di far parte di una realtà ben precisa, ci si incontra per strada e si rinfocola una sana rivalità che fa da stimolo al raffinarsi della manifestazione, rispunta la voglia di stupire, si va avanti, si cercano nuovi fiori, nuovi colori nuove tecniche. Non mi ero mai fermata tanto a riflettere sull’inizio di quest’avventura che mi accingo ad affrontare come sempre da ormai tanto tempo, effettivamente stupisce anche me pensare che la semplice fioritura di un albero tanto comune metta in moto situazioni tanto complesse. E dovreste venire a trovarci una di queste sere, vederci intenti a separare uno ad uno i petali della ginestra, starnutendo per il polline e grattandoci continuamente per le miriadi di insetti che trovano rifugio nei fiori. Nulla va sprecato, nemmeno uno di quei preziosi petali viene lasciato cadere, ognuno di loro ci porta più vicino al risultato. Una volta separati vanno messi ad asciugare all’ombra, ogni gruppo poi usa la sua tecnica, non sta a me dire come, non tutti seccano i fiori al sole, qualcuno magari li asciuga in forni tiepidi, ma dovrete certo convenire con me che se anche questa dovesse essere la parte meno affascinante del lavoro è di sicuro la più interessante a livello personale. Permette di intessere una serie di rapporti sociali che consolidano le amicizie e creano relazioni che dureranno tutta la vita. Dal mio punto di vista la magia dell’infiorata è  da vedere anche e soprattutto in questa fase, è il momento in cui le persone si coordinano e danno il via a quell’armoniosa danza che permetterà alla fine di eseguire un quadro perfetto.

Liceo Scientifico Gandhi – Narni classe 5 C – Anno scolastico 2010 – 2011

25 maggio 2011
In Piedi da sinistra: Beatrice Pastura, Alexandra Inhautic, l’insegnante di lettere, Linda Maurizi, Silvia Zara, Giulia Micci, Chiara Nesta, Sveva Mandich, Miriam Raccosta, Eleonora Sbuglia, Piegati: Agnese Novelli, Giulia Leonardi, Elena Cresta, – assente Davide Curiotto.

Giovani imprenditori: due umbri negli organi nazionali di Confindustria

4 maggio 2011

Federico Montesi

Due giovani umbri ai vertici nazionali. Federico Montesi, Presidente Regionale dei Giovani Imprenditori dell’Umbria entra a far parte della squadra di presidenza dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Nel contempo, Elena Veschi, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Perugia, è stata designata a far parte della Giunta Nazionale di Confindustria, l’organo di indirizzo a cui siedono i più importanti rappresentanti dell’imprenditoria italiana. Montesi affiancherà il nuovo Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori Jacopo Morelli, eletto per il triennio 2011–2014, in qualità di responsabile dell’Organo tecnico “Modernizzazione del Paese”. Federico Montesi è titolare della A&I srl, con sedi a Narni ed a Genova, azienda specializzata nello sviluppo di sistemi complessi nell’ambito della automazione industriale. È un imprenditore di terza generazione e presiede dallo scorso anno il Comitato Regionale dei Giovani Imprenditori umbri.

Elena Veschi

Elena Veschi, Amministratore Unico dell’azienda di famiglia Umbraplast di San Giustino che si occupa della produzione di imballaggi in plastica e materiale biodegradabile e presidente del Gruppo Giovani provinciale dal 2010, è stata una degli otto giovani entrati a far parte della Giunta.

Soddisfazione per gli incarichi appena affidati a livello nazionale a Federico Montesi ed Elena Veschi è stata espressa da Umbro Bernardini, Presidente di Confindustria Umbria, che ha sottolineato come la fiducia espressa dal Comitato Nazionale dei Giovani Imprenditori a Montesi ed alla Veschi rappresenta una significativa testimonianza  della forte reputazione che la Organizzazione umbra dei Giovani Imprenditori ha saputo acquisire nell’ambito del sistema Confindustria, nel quale ora l’imprenditoria di questa Regione accresce significativamente il peso della propria rappresentanza.

 

FRITTATA CON ASPARAGI, ANTICIPO D’ESTATE…O PRIMAVERA?

12 aprile 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

In questo insolito anticipo di estate il sole ci ha regalato un’effimera abbondanza di saporiti asparagi e di conseguenti raccoglitori. L’umbro, quello vero, appena vede una “ sperella de sole”  come dicono i nostri vecchi, si arma di coltello ed esce per la prima raccolta della stagione. Intanto va detto che l’asparagina o sparago selvatico è una pianta della famiglia delle liliacee, di cui generalmente si mangiano solo i turrioni,ovvero la parte terminale dei germogli,che vanno comunque raccolti molto presto, prima che diventino legnosi e che diano origine a un intricato e pungente cespuglio. L’asparago ha una spiccata attività diuretica e ha una azione remissiva della candida,viene usato nella cura della gotta e dei reumatismi.

Ma noi poveri e comuni mortali lo conosciamo soprattutto per l’uso che se ne fa in cucina,dai risotti alle tagliatelle, buonissimi anche solo scottati e conditi in pinzimonio, vale davvero la pena di rovinarsi un po’ le manine per andare a raccoglierli. Camminando sulle pendici delle nostre terre non è insolito in questo periodo infatti vedere vere e proprie orde di raccoglitori della domenica, facilmente distinguibili da quelli seri per il contenitore che usano.

Volete sapere come si fa a distinguere un vero conoscitore da chi esce occasionalmente a fare una passeggiata con l’idea di farsi una frittata?

Controllate il contenitore in cui mette gli asparagi… uno a dieci l’inesperto si riconoscerà dalla busta di plastica che gli pende dalle mani, mentre chi frequenta abitualmente le campagne avrà un bel tascapane capiente in cui gli asparagi saranno perfettamente adagiati non prima di essere stati legati con un rametto di ginestra in piccoli fasci o in alternativa con una manciata di gramigna attorcigliata . Altra differenza ? A parità di tempo trascorso nella ricerca il secondo avrà raccolto minimo il doppio di saporiti asparagi rispetto all’ignaro cittadino. Malgrado questo per entrambi il fine rimane lo stesso, ovvero farsi una sana mangiata di questa saporita verdura. Come? Bhè che dire ci sono infiniti modi per cuocere gli asparagi, in primis lessati al dente, altrimenti perdono sapore e diventano di consistenza acquosa, e poi conditi in pinzimonio o ripassati in burro e parmigiano, o ancora stesi su un letto di besciamella ricoperti di formaggio e poi fatti dorare in forno.

Oppure, ed è il modo che noi umbri sicuramente preferiamo, si spezzano con le dita in pezzetti lunghi come la falange di un dito,e poi si stufano in olio caldo portandoli lentamente a cottura, si può aggiungere aglio e un pizzico di peperoncino, ma chiaramente queste sono solo varianti sul tema, a questo punto potete scegliere di usare gli asparagi così stufati per preparare dei magnifici primi piatti o in alternativa aggiungere direttamente nella stessa padella delle uova sbattute e salate, per preparare una  profumatissima frittata… la mia preferita….

Buona passeggiata e buon appetito.

Cucina umbra, le frittelle di San Giuseppe

22 marzo 2011

di Elena Proietti

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Finalmente è arrivata la primavera, deve aver avuto qualche problema però, perché a quanto pare si è scordata di portarci quel tiepido solicillo che ci scalda il cuore. Per quanto mi riguarda ne sento tutti gli effetti fra cui i tipici cambiamenti di umore e la sensazione di stare per addormentarsi da un momento all’altro che si accompagna a questo avvio di stagione e, infatti, sono perennemente in ritardo in tutto quello che faccio,ve ne accorgerete presto e soltanto leggendo quello che sto scrivendo. Per questa volta, infatti, vorrei presentare un dolce che pur non essendo propriamente tipico in quanto presenta ingredienti di assoluta non provenienza umbra è comunque diventato il simbolo della giornata di San Giuseppe a cui erano tanto devoti in passato e forse anche oggi gli abitanti della piana umbra, famiglie legate fra loro strettamente da legami non solo di sangue ma anche e soprattutto di amore: le Frittelle di San Giuseppe. Ora avrete capito che sono davvero perennemente in ritardo! Comunque a prescindere dalla festività a me piacciono da morire, quindi ve le presento sperando vivamente che possiate ritrovare quell’atmosfera familiare che a volte ci manca ed è invece di conforto infinito a chi ha il morale a terra, senza considerare che sono dolci e golose e fanno bene allo spirito solo per l’alto contenuto di zucchero che hanno !!

INGREDIENTI per 6 persone:

  1. 500 gr. Di Riso
  2. ¼ Lt. di latte
  3. Uova 3
  4. Rhum o altro liquore ( dipende dai gusti .)
  5. Uvetta
  6. 100 gr. Di zucchero
  7. Scorza di un limone grattugiata
  8. Cannella (una spolverata….)
  9. Lievito per dolci
  10. Farina

Fate lessare il riso nel latte mescolato altrettanta acqua, ricordatevi di dolcificarlo e magari di aggiungere un po’ di scorza di limone o volendo nella versione moderna sostituire il limone con una stecca di vaniglia.

Lasciate raffreddare il riso nell’acqua e incorporate tutti gli altri ingredienti ricordandovi di aggiungere per prima cosa le polveri. L’impasto non deve risultare liquido altrimenti friggendo non manterrà la forma della frittella e assorbirà l’olio. Il segreto però non sta tanto nella tecnica quanto piuttosto nel ricordo di chi lo prepara, non sono stata volutamente precisa nell’elencarvi la quantità degli ingredienti perché come sapete in ogni casa c’è una ricetta, assaggiate quello che state preparando e dosate i componenti della ricetta con la bilancia del vostro ricordo.

A questo punto mettete sul fuoco una padella per friggere, ovviamente essendo umbra non posso che dirvi di usare dell’olio extravergine di oliva per friggere……

Buttate nell’olio caldo la pastella, io preferisco farlo con un cucchiaio da minestra qualcuno lo fa con un mestolo piccolo, regolatevi sempre ricordandovi come erano quelle della vostra infanzia, e friggete le frittelle.

Scolatele adagiatele su della carta paglia e cospargetele di zucchero appena si saranno intiepidite.

Signori come sempre buon appetito…

E perdonate il ritardo.. è la primavera

Farfalle al cavolo nero

4 marzo 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Eccomi qui sono tornata. La vita come sempre imprevedibile mi ha fatto un gran regalo… Passata la fase della cinica ironia, mi sto lentamente riprendendo e torno alle mie passioni. Quindi signori questa sera si ritorna a parlare di cucina. Sono stufa di pasti mangiati in fretta e voglio condividere con voi la mia voglia di sapore. Il lutto rende insipido qualsiasi piatto … E Fede lo so che avresti storto il naso, ma poi avresti assaggiato e spolverato tutto. Ecco angelo dispettoso stasera si mangia pasta, un bel piatto di costarelle e pancetta alla brace e si trinca con un bel bicchiere di rosso. Per voi signori invece, stasera si prova a mettere in pentola l’ultimo e saporitissimo frutto dell’inverno: il cavolo nero. Voglio proporvi un piatto della tradizione, servono pochissimi ingredienti tutti facilmente reperibili nelle cucine contadine degli inizi del 900 in Umbria. Innanzitutto preparate un trito di sedano (poco ! ),carote e cipolla, mondate e lavate del cavolo nero e tagliatelo a striscioline. Affettate della pancetta e tagliatela a dadini. In una padella fate scaldare poco olio e soffriggete il trito di verdure, aggiungete la pancetta fatela diventare color oro. Quando la pancetta avrà assunto il giusto colore buttate nella padella il cavolo nero e abbassate il fuoco facendolo stufare piano piano. Intanto mettete a bollire una pentola con l’acqua per la pasta. Tirate a  cottura il sugo aggiungendo eventualmente dell’acqua bollente e aggiustate di sale e pepe. Buttate la pasta, io personalmente preferisco delle tagliatelle all’uovo, ma vanno benissimo anche le farfalle ad esempio oppure dei tortiglioni. Scolatela molto, molto al dente e buttate la pasta nella padella del sugo. Portate a cottura aggiungendo l’acqua in cui avete cotto la pasta. Potete spolverare con del formaggio, parmigiano o pecorino quello che preferite. Alcuni aggiungono al sugo dei pomodorini tagliati in quattro, io non li ho citati semplicemente perché, come sapete, in Umbria in questo periodo non ne abbiamo.

Lascio a voi la scelta e soprattutto buon appetito !

SILVIA BARTOLINI, L’ORGOGLIO DI ESSERE MADRE E DONNA IN CARRIERA SENZA RINUNCIARE ALLA FEMMINILITA’

23 febbraio 2011

Intervista di Francesco La Rosa

Chi è Silvia Bartolini?

Sono una giovane donna che da sempre ha delle aspirazioni, partendo dalla curiosità di

Silvia Bartolini

conoscere più aspetti possibili della vita, e delle cose mi circondano.

In effetti di cos ti occupi?

Sono una beauty advisor….

Cioè?

Sono consulente cosmetica e truccatrice.

E dove le proponi queste consulenze?

Lavoro nei negozi  di profumeria e consiglio i clienti sui prodotti da usare e spesso li trucco anche.

Quindi ti rivolgi a uomini e donne?

Si spesso capita perché esistono prodotti di make up anche per gli uomini.

Possiamo dire che è più una consulenza di immagine?

In effetti le persone si affidano volentieri a me perché riesco a trasmettere informazioni per il benessere psicologico oltre che per l’estetica.

Ci sono particolari prodotti che abitualmente proponi?

Ovviamente io conosco quasi tutti i prodotti esistenti in commercio, però faccio riferimento a delle aziende specifiche che sono nel portafoglio dell’agenzia per cui lavoro, e grazie a queste aziende ho avuto la possibilità di maturare esperienze nel settore specifico dell’alta cosmetica per quanto riguarda il trattamento estetico ed il benessere personale.

Silvia Bartolini

In futuro pensi di continuare su questo percorso o ti aspetti altre esperienze?

Mi aspetto molto sinceramente, anche perché non sono mai soddisfatta, tanto è vero che presto sarò coinvolta in un importante progetto a livello nazionale attraverso Helena Rubinstein.

Che progetto è? Puoi dire qualcosa di più?

Helena Rubinstein è una linea di lusso di L’Oreal che intende riproporre e riaffermare sul mercato il brand e riprendersi il posto che le compete per tradizione e qualità di prodotti.

Quale sarà il tuo compito?

Sono stata selezionata insieme ad altre 10 persone per rinforzare l’organico già esistente per competere in maniera adeguata con una concorrenza agguerrita.

Beh immagino che ti sarà richiesto un grande impegno, ma come farai a conciliare il lavoro con la famiglia?

Ho due figlie, Arianna e Margherita, e sono consapevole di dover richiedere a loro un grande sacrificio, anche perché sono ancora piccole ed hanno bisogno di avere accanto la madre il più possibile, per fortuna ho un partner che approva quello che faccio e spesso quando è possibile ed io sono fuori sede, le accompagna da me per rendere il distacco meno duro.però ammetto di avere a volte dei sensi di colpa nei loro confronti, mi conforta però la consapevolezza che una donna non può rinunciare ai suoi sogni perché smettere di sognare è un po’  come morire.

Pensi che l’aspetto economico giustifichi tutto questo?

No, infatti non è solo un problema economico, ma questo lavoro mi permette di crescere come persona, come  donna psicologicamente libera e desidero che le mie figlie crescano con questa apertura mentale perché il mondo che troveranno sarà pieno di incertezze e ferocemente competitivo.

A che punto ti senti della tua vita?

Posso dire di essere una donna con molti progetti non realizzati e molte aspettative per il futuro, una donna che in passato ha fatto molti errori, dai quali però ho imparato molte cose, ma posso affermare di avere rimorsi ma non rimpianti, anche perché non ho paura di vivere e farò di tutto perché il futuro sia mio e piace pensare che sia cosi anche per tutte le donne.

Vuoi dire che quello che stai facendo possono realizzarlo a loro modo tutte le donne?

Io credo molto nella donna nella società moderna, sono convinta che le donne abbiano le carte in regola per affermarsi e rimanere comunque fedeli al proprio ruolo e viverlo con orgoglio, senza aver la necessità di essere “aiutate” per far carriera.

OSSO DEL PROSCIUTTO CON FAGIOLI E PATATE

4 febbraio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Visto che ho appena iniziato ad andare in palestra, per ovvi motivi… Ovvero evitare di rotolare se mai dovessi inciampare, qui a casa si sta mangiando sano. Per esempio stasera quiche al brie, fontina, taleggio con pezzettini di salciccia, giusto per darvi un’idea ! In realtà non sono davvero così grassa come dico, e non si mangia sempre così a casa mia… Però a casa mia si cucina, si mette attenzione e tempo nella preparazione di ogni pasto. Domani ad

Cantina Cutini

esempio mangeremo qualcosa per cui ci vogliono almeno dieci ore di preparazione. Ormai avrete ben capito che mi piace mangiare solo cose di cui conosco la provenienza, anche perché vivendo in campagna me lo posso anche permettere. In questi giorni abbiamo finito un prosciutto, uno dei nostri, fatto in casa e fatto alla maniera umbra ovvero salato da mangiare col pane sciocco. Ovviamente saprete bene che quando si arriva all’osso diventa difficile tagliare anche quello, per cui il prosciutto si gira e si comincia a tagliare dall’altra parte, tra l’altro una delle migliori occasioni per fare la torta al testo. Ma quando ormai il siamo alla fine di questa delizia, sapete cosa fanno le famiglie contadine? Ebbene signori mangiano il prosciutto rimanente stufato con patate o fagioli…

Ecco domani mangerò l’osso del prosciutto con le patate.

Si mette a bagno l’osso e lo si lascia in ammollo per un paio di giorni. A questo punto si pulisce da eventuali irrancidimenti e si mette a bollire in una pentola capiente schiumando man mano per almeno un paio di ore. Passate due ore si scola e si lava sotto l’acqua corrente. Si rimette di nuovo a bollire con acqua fredda fino a quando la cotenna e la carne rimasta non si bucano facilmente. Si passa ancora sotto l’acqua corrente e si pulisce e si taglia a dadini. Non so se lo

olio San Potente

avete mai assaggiato, ma il prosciutto così è veramente  buono anche se molto filaccioso,  e passatemi il termine, lo so che si dovrebbe scrivere tenace, ma non rende affatto l’idea. Ora vanno capate e tagliate a pezzi anche le patate, in pezzi non troppo piccoli, si prepara un fondo con sedano carota e cipolla e olio. Soffritto il fondo di cottura si aggiungono le patate e si fanno insaporire, si butta il prosciutto tagliato a dadini, si  fa andare per qualche minuto e infine si unisce la passata di pomodoro. Si fa andare allungando con acqua bollente salata fino a cottura delle patate, il sugo va assaggiato e aggiustato di sale e pepe solo alla fine pepe e sale perché altrimenti potrebbe risultare toppo salato. Un piatto decisamente contadino,  con un sapore caratteristico e da accostare a un buon bicchiere di vino.

 

 

 

La smollicata, un piatto povero da leccarsi i baffi

28 gennaio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Cavolo verza

Per questa settimana ho deciso di presentare un contorno tipico del perugino: la smollicata. E’ un altro dei piatti poveri con cui si accompagna in genera la carne di maiale arrosto. Nei campi in questo periodo pur attanagliati dal gelo resistono le verze col loro bel color verde che spicca fra la terra pazientemente e sapientemente lavorata. Per le loro proprietà i cavoli e le altre piante appartenenti al genere come le verze appunto, sono state considerate veri e propri medicinali. Catone attribuiva all’uso di queste verdure la proverbiale salute del popolo romano, inoltre con il loro contenuto di vitamine : A, B1, B2, B6, C, D, E, K, PP e altri elementi come il bromo, rame e potassio e non solo sono veramente utili al nostro organismo, specialmente qualora vengano consumate crude. Per la ricetta di oggi occorre solamente un cavolo verza, pulitelo e sbollentatelo in acqua salata, a cottura ultimata

Vini Sportoletti

passatelo sotto l’acqua fredda per mantenere inalterato il colore che altrimenti virerebbe al giallognolo. A parte procuratevi delle fette di pane raffermo di almeno un paio di giorni, tagliatelo a dadini e fatelo scaldare fino a prendere un bel color oro in una padella. A questo punto prendete la stessa padella dove avete fatto imbiondire il pane e versateci dell’olio che farete scaldare. Appena l’olio è caldo buttate nella padella la verza lessata e portatela ad ebollizione, poi aggiungete i dadini di pane raffermo. Fate andare fino a che la verza abbia ceduto l’acqua rimasta e questa sia ben evaporata dal pane, che non deve mai risultare molliccio,ma croccante. La smollicata in genere viene usata per accompagnare le costine di maiale arrosto o le fette di pancetta fatte alla brace. E se devo essere onesta vi dico che è uno dei miei contorni preferiti e poi con le foglie che scarto ci posso sempre fare delle maschere di bellezza no?

Le ricette umbre: Faraona alla leccarda

20 gennaio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Per questa settimana ho scelto di presentare un piatto tipico della cucina Ternana: la faraona alla leccarda. Questo tipo di gallina si trova in natura in diverse parti del continente africano, fu importata sul territorio italiano dai romani che ne favorirono la distribuzione in tutto l’impero. In Umbria veniva allevata nei cortili insieme agli altri animali da cortile,ma lontano dalle case dei vicini … non so  se la avete mai sentita cantare, vi consiglierei di fare un giretto su you tube per capire il perché della mia specificazione ! La carne della faraona è molto magra e ricca di proteine,per questo si presta meglio ad essere servita con un ripieno o salse che ne irrorino le carni. Nello specifico oggi la cucineremo alla leccarda ovvero spezzata e cotta in tegame con tutti gli aromi e i fegatini,che poi verranno passati per creare una salsa ricca e saporita da adagiare sopra la carne.

Ingredienti :

1 Faraona

Sedano,Carota, Cipolla

2 spicchi di Limone

Rosmarino e Salvia

3 o 4 Fegatini di Pollo

Olive verdi Denocciolate

Sale e Pepe

Olio

Vino bianco un bicchiere

Lavate bene la faraona, eventualmente fiammeggiatela e spiumatela. Passatela ancora sotto l’acqua corrente e poi  spazzatela, irroratela ora con del vino bianco e fatela scolare. La stessa cosa fate con i fegatelli di pollo. Mettete in un tegame l’olio, la cipolla tritata, il sedano e la carota, fate appena soffriggere. A questo punto mettete nel tegame la faraona spezzata e quando avrà tirato fuori l’acqua scolate il tutto e rimettete in pentola aggiungendo di nuovo olio. Mettete nel tegame il limone, il rosmarino e la salvia, questi ultimo possibilmente legati a mazzetto. Fate cuocere fino a rosolare leggermente e aggiungete i fegatini di pollo. Quando anche questi saranno rosolati aggiungete il vino sulla carne e fate evaporare. Salate e pepate a piacere. Molte ricette prevedono di aggiungere ancora del vino  man mano che la faraona cuoce.

Io a questo punto preferisco togliere dalla pentola la salvia e il rosmarino che avevo precedentemente legato assieme e portare a cottura aggiungendo acqua a cui unisco un mazzetto fresco di queste due erbe aromatiche, per evitare che si dissolvano nella salsa di cottura e rendano amarognola la salsa. A metà cottura aggiungere le olive e continuare ad irrorare durante il restante tempo con l’acqua aromatizzata. Quando la carne sarà cotta adagiate la faraona su di un piatto di portata e passate nel tritaverdure o al passatutto la cipolla, la carota, le olive e i fegatini di pollo. Lasciate il limone da parte potrebbe rendere amara la salsa.

Ne risulterà una crema densa e saporita, assaggiatela per poi poterla aggiustare di sale. Nappate la faraona con la sua salsa e servite con delle bruschettine di pane sciocco (non salato).

E anche per questa settimana credo di potervi augurare Buon appetito…

Raccolta natalizia del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Perugia devoluta all’Associazione “Palestra delle emozioni”

14 gennaio 2011

Elena Veschi

È stata devoluta PALESTRA DELLE EMOZIONI ONLUS di Monte Santa Maria in Tiberina – Città di Castello, il ricavato delle offerte natalizie che il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Perugia ogni anno realizza nel corso delle vacanze di Natale. Quest’anno la somma è stata donata ad un’associazione di volontariato che si  occupa di aiutare e sostenere le persone che si trovano in difficoltà emotive, familiari e ambientali con particolare riguardo ai bambini, agli anziani e ai malati. I ricavati verranno interamente utilizzati per finanziare percorsi di formazione emozionale promossi dall’Associazione, progetti in ambito internazionale a sostegno di iniziative avviate da altre associazioni con scopi e finalità analoghe. Per esempio nel 2010 su richiesta di padre Bruno Epis, missionario in Malawi, sono stati inviati lì  quintali di generi alimentari vari, di prima necessità.

“Riteniamo molto importante – ha sottolineato il presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Perugia Elena Veschi – poter contribuire al sostegno delle tante associazioni di volontariato che, senza nessuna altra finalità che quella di aiutare chi è in difficoltà, operano sul nostro territorio. Quest’anno abbiamo scelto un’associazione di cui conosciamo bene l’utilità e la finalità. Ma ci piacerebbe sostenere in futuro anche progetti di altre associazioni serie che sono nate nella nostra regione e che rivestono un ruolo sempre più importante e significativo nel nostro contesto sociale. Spesso però il solo lavoro “volontario e gratuito” non basta, c’è bisogno, infatti, di risorse economiche. L’Istat conferma che la maggior parte delle risorse provengono dal privato e cioè da donatori, singole persone o imprese che consegnano
ai volontari denaro per trasformarlo in azioni e progetti. Siamo felici quindi di poter ogni anno offrire il nostro contributo a questa rete di volontariato”.

 

 

Le ricette della tradizione umbra: Tagliatelle al sugo d’oca.

5 gennaio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Pur essendo in pieno inverno, ho scelto di presentare un piatto tradizionalmente legato al periodo della trebbiatura, forse perché lo trovo più consono ai nuovi stili di vita.
Nel periodo estivo le famiglie si ritrovavano per mietere e trebbiare il grano, piatto forte dei pranzi era chiaramente il pollame, per essere precisi l’arrosto d’oca, anche perché il maiale protagonista della cucina umbra non era macellato per l’impossibilità della conservazione.
Le massaie preparavano nei forni di casa il nostro meraviglioso pane sciocco e una volta che si abbassava la temperatura, infornavano gli arrosti.
Nel frattempo nelle cucine dove non si buttava assolutamente nulla le donne di casa e le vicine impastavano le tagliatelle e preparavano il sugo.
Un sugo ricco e denso, ma soprattutto profumato, con un gusto notevolmente diverso da quelli cui siamo abituati noi oggi.
Cotto il sugo e cotta la pasta portavano a tavola all’aperto nelle aie e riunivano tutti i mietitori,nei racconti delle mie nonne era una festa, una delle poche a cui partecipavano nel corso dell’anno.
Detto questo, vi do la ricetta sperando che sia di vostro gradimento e che soprattutto una volta o l’altra troviate il modo di metterla in tavola.
Va chiarito che la ricetta non è standard e che variava da famiglia a famiglia.

  1. 400 gr di rigagli d’oca
  2. 100 gr di pasta per salciccia
  3. 1/2 bicchiere di vino bianco
  4. passata di pomodoro
  5. olio extra vergine d’oliva rigorosamente umbro
  6. cipolla
  7. carota
  8. sedano
  9. sale e pepe

Tagliare finemente la cipolla e pulire bene sedano e carota.
Lavare bene i rigagli e tagliarli a dadini.
Fate imbiondire in un tegame la cipolla con l’olio, quando sarà color oro
gettate nel tegame i dadini,e fateli andare sul fuoco per circa una decina di minuti,aggiungere la pasta di salciccia fresca sbriciolata e fate rosolare il tutto.
Quando la carne comincerà a sfrigolare alzate il fuoco e sfumate col vino bianco. Non mescolate e fate evaporare perfettamente il vino altrimenti nel sugo se ne sentirà il sapore asprigno.
A questo punto aggiungete il pomodoro e fate andare lentamente fin quando il sugo non sarà perfettamente cotto. Aggiustate di sale e pepe.
Potete scegliere se preparare in casa le tagliatelle, oppure comperarle,l’importante è che le cuociate al dente.
Condite la pasta col sugo e spolveratela di pecorino, sapete bene che il parmigiano in Umbria non era proprio di casa!
Buon appetito!!!

Imprenditoria Giovanile e Arte – I Pensieri in Vetro di Elena Bellavita

23 novembre 2010

di Viviana Picchiarelli

Determinazione, coraggio, innovazione nella tradizione, questi i punti di forza della giovane

Viviana Picchiarelli

creatrice umbra Elena Bellavita che, in controtendenza rispetto all’attuale crisi economica, ha fatto della sua passione un lavoro. Sua l’idea di riprendere l’antico mestiere dell’incisione su vetro attualizzandone tecniche, materiali e impieghi per creare oggetti di design eleganti, raffinati e personalizzabili.
Complice il background artistico, culturale e territoriale di Piegaro, famoso fin dall’antichità per la lavorazione del vetro e oggi sede del Museo dedicato, gli studi in restauro nonché l’amicizia con una pittrice veneta vissuta nel borgo piegarese, Elena Bellavita realizza veri e propri “Pensieri in Vetro”.
Le materie prime di altissima qualità, vetro e cristalli della cittadina toscana Colle Val D’Elsa, vengono decorate interamente a mano con incisioni sottilissime a punta di diamante mediante l’ausilio di una piccola fresa dando vita a frasi e massime benauguranti su Vino, Amore e Vita.
L’ispirazione dei “primi pensieri” di Elena la si deve a Dante e alle sue terzine del V Canto dell’Inferno, poi filosofi, scrittori, pensatori del passato hanno arricchito il repertorio letterario da cui attingere per incidere indelebilmente su coppe, calici e flûte da regalare e regalarsi.
Si tratta di pezzi unici e personalizzati, dal design originale il cui minimalismo si legge nella trasparenza del bicchiere e nella leggerezza dell’incisione. Ma sono anche oggetti in cui forte è la mano dell’artista che tocca e lavora la materia come nella migliore tradizione artigianale.
I Pensieri in Vetro di Elena, infatti, così come la coraggiosa idea imprenditoriale che li sostiene, coniugano la forte appartenenza al tessuto sociale del borgo e agli antichi mestieri con la sobrietà e la ricerca dell’essenziale verso cui tende sempre più la nostra epoca.
Il legame con le traduzioni artigianali e con il territorio, poi, ha trovato ulteriore espressione nell’idea regalo concepita per il Natale. Un cofanetto con uno dei Pensieri in Vetro di Elena insieme a pregiati cioccolatini al Barolo chinato, all’aceto balsamico, alla lavanda e tanti altri originali gusti senza ovviamente tralasciare i grandi classici, prodotti dalla cioccolateria artigianale”CioccoRaffinati” di Città della Pieve. Un fare sistema, questo, che forse oggi può dare anche nuova linfa ai piccoli grandi attori dell’economia locale.
Questa è la vetrina di Elena. http://www.elenabellavita.it/

MUSE AL MUSEO, ALLA SCOPERTA DEL MUSEO DEL TABACCO E LA SUA STORIA

11 agosto 2010

di Gianna Nasi

Martedi 10 agosto al Museo Storico Scientifico del Tabacco di San Giustino si è tenuta la manifestazione “Muse al Museo”. Si trattava di un percorso teatralizzato che coinvolgeva e accompagnava il pubblico alla scoperta del museo e della sua storia.

Grazie ad Anna Martinelli e Clara Rebiscini, alle coreografie di Elena Bracalenti ed alle allieve della scuola “Studio danza” di Rita e Roberta Giubilei, gli spettatori hanno rivissuto le fasi della raccolta e della lavorazione del tabacco. Sono stati coinvolti personalmente, hanno annaffiato una pianta vera di tabacco, hanno visto i due diversi tipi di foglie, Kentucky e Virginia Bright.  Sono stati inseriti nel contesto storico, precedente all’invenzione della catena di montaggio, ed hanno vissuto il clima umano di enorme fatica fisica e rigidità da parte delle sorveglianti.

Infine Clara Rebiscini ha dato delucidazioni sulla nascita della coltura nella zona. Un vescovo di Sansepolcro alla fine del 1500 aveva avuto in dono dei semi di tabacco da Parigi e da questo dono è nata la storia. Il museo ha un percorso di stanze dove si svolgevano le varie fasi della lavorazione e una sala convegni. E’ dotato di una serie di cartelloni, foto e strumenti dell’epoca.

Il luogo, che vide per la prima volta la coltivazione de “l’erba torna buona”, rappresenta un luogo di incontro, divulgazione e ricerca per quanti vogliano entrare in contatto con l’immenso patrimonio che la cultura tabacchicola ha accumulato nel territorio.

Il percorso di lavorazione del tabacco oggi sembra cosi estraneo alla mentalità veloce e tecnologizzata. Ma oltre ad essere stato un esempio di organizzazione del lavoro anche per altri settori produttivi, ha caratterizzato una stagione di cambiamenti, di lotte di emancipazione e conquiste delle lavoratrici (le lavoranti erano soprattutto donne perché, come è stato sottolineato nelle varie fasi del percorso, le donne erano in grado di riconoscere più velocemente le foglie buone e dei due diversi tipi con il solo colpo d’occhio).

Il museo è un importante punto di riferimento per l’organizzazione di attività, iniziative, dibattiti corsi di formazione, e mostre attinenti alla filiera del tabacco. Un centro di esposizioni, documentazione e luogo di visita per conoscere la nostra storia ma anche strumento per connettere le diverse realtà che ruotano attorno a questo complesso mondo produttivo.

La Fondazione Museo Storico Scientifico del Tabacco è stata realizzata grazie all’azione sinergica di più istituzioni a partire dal Comune di San Giustino che ha acquistato i locali e al contributo fondamentale della Comunità Montana Alto Tevere Umbro messo a disposizione attraverso il “Patto Territoriale Dell’Appennino Centrale”

Muse al Museo è un progetto della “Poliedro Cultura” messo già in essere presso la Pinacoteca Comunale di Città di Castello.

Per info e visite Tel. 075 8618449 Fax 0758618444 Cell 338 9904349- 338 3156210

E-mail info@museotabacco.org Sito web: http://www.museotabacco.org