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L’UMBRIA, L’AFFARE ENAC E LA FINE DELLA REPUBBLICA BREVE

9 luglio 2011

di Ciuenlai

I risvolti Umbri dell’affare Enac trovano alcuni pesanti riscontri sulle cronache di Repubblica:
Scrive il quotidiano di Scalfari : “Che fossero tangenti o finanziamenti regolari è ancora da chiarire. Una cosa è certa : i 200mila euro che Paganelli ha annotato su un pizzino e destinati a sette persone tra le quali Catiuscia Marini e Adolfo Orsini, sono arrivati a destinazione. Ovvero nei portafogli di quei 7 beneficiari.A dirlo ai Pm è stato proprio lui la figura chiave di tutta l’inchiesta (che sarebbe stato sentito di nascosto mercoledì scorso), Vincenzo Morichini (da Foligno)”.
Capite bene che se la ricostruzione di Repubblica rispondesse al vero, parecchio di quello che è stato detto in questi giorni nel cuore verde d’Italia, salterebbe per aria. Soprattutto sul piano politico.
La cosa sollecita allora alcune domande:
1) Indipendentemente dalle reali responsabilità dei personaggi coinvolti, che personalmente continuo ancora a ritenere inesistenti o marginali, ha ancora un senso continuare ad affermare che in Umbria non esiste una questione morale?
2) E’ normale, anche in caso di leicità del tutto, che la raccolta di contributi per enti pubblici e privati (ammesso e non concesso che sia vero quello che scrive Repubblica) passi anche per procacciatori esterni come Morichini?
3) Una vicenda del genere, sempre se comprovata, non rappresenta, anche se fosse priva di risvolti penali e giudiziari, la configurazione di un sistema di rapporti più o meno privilegiati, tra politica e privati attraverso mediatori dei quali, se ci si sforza a non pensar male, non si capisce il ruolo e lo scopo?
4) Siamo all’agonia non solo di Berlusconi, ma di molti dei principali protagonisti della Repubblica Breve (la Seconda)? E la sua fine viene dichiarata e sostenuta ancora dalla vera forza politica che decide la sorte dell’attuale sinistra Italiana e cioè la Repubblica lunga (il giornale)?
5) Se questo è il processo che è iniziato, a livello locale, è possibile che alla fine paghi “il giusto per il peccatore”?

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Toc toc … scusi … ma esiste ancora il Pd a Perugia?

6 ottobre 2010

di F.L.R.

Per effetto della legge Bassanini, se non ci sono prove di corruzione ai danni della pubblica amministrazione, solo i dirigenti vengono coinvolti e accusati di mala amministrazione. L’andamento delle indagini nei casi del comune di Perugia (buco di bilancio)  e provincia di Perugia (appaltopoli) può portare allo stesso risultato, quindi niente politici nella rete ma solo i dirigenti dei settori interessati, pertanto non aspettiamoci sfracelli giudiziari.

Ci si aspetta tantissimo però dalla vicenda Santoni (sanità Foligno), questa  infatti sembra venire fuori con forza perché l’Umbria è stata almeno da dieci anni, guidata da un sistema di potere che si basava sulla distribuzione degli incarichi funzionali alla gestione di innumerevoli enti, (Asl, Atc, consorzi socio sanitari, parchi Ati acque e rifiuti, comunità montane ecc,) senza valutare le varie commissioni create ad arte,  un sistema ampio che accontentava i capirioni locali legati al capo centrale. Invece adesso tutto cambia perché i soldi sono finiti ed i capi centrali hanno cosi diminuito il loro potere di condizionamento. Un segnale forte è arrivato quando la Lorenzetti non è riuscita ad ottenere il consenso dei due terzi dei dirigenti del partito (PD e inclusi i voti di Locchi) ) per ottenere l’incarico del terzo mandato. Con la riforma della regione si salvano cosi i massimi dirigenti centrali ma non i ras locali,  quindi niente prebende da distribuire a pioggia, tenendo conto che anche le aziende pubbliche, per ragioni economiche, sono costrette a fondersi, vedi trasporti,  con perdita secca di dirigenti e movimenti vari. Tutto questo come mormora Radio Corso Vannucci, senza toccare i tre casi molto caldi nel mirino delle indagini della magistratura. La sinistra si trova davanti ad un bivio, tornare a fare politica vera nell’interesse dei cittadini oppure rassegnarsi alla frantumazione ed affondare.

Ma di tutto questo non sembra esserci traccia nel dibattito all’interno del partito ( ma c’è un dibattito?) e forse non si tiene conto che (come si dice) negli ultimi sondaggi il Pd in Umbria è passato dal 46% a circa il 30%.

Ma cosa sta succedendo? E’ vera la notizia che esisterebbe un progetto Stella che vede Foligno nel suo centro, e nel quale sono considerate le infrastrutture future, centro acquisti sanità, urbanizzazione dei terreni intorno alla ss. 75 Foligno – Civitanova?

E’ vero che si vuole trasformare Perugia in capitale politica virtuale e trasferire i centri di potere a Foligno? E’ vero che il centro logistico per lo stoccaggio delle merci sarà fatto vicino all’aeroporto di Foligno che è stato attrezzato per accogliere i grossi aerei cargo? (campanello d’allarme per Sant’Egidio).

Come mai viene potenziato lo scalo di Foligno (l’ENAC ha investo 800 mila euro per migliorare il confort dei passeggeri ) mentre sappiamo che oggi c’è solo un elicottero della protezione civile?.

Tutto questo sta avvenendo  in assenza totale di una strategia del trasporto passeggeri e merci in Umbria.

In ultimo (ma non meno importante) la mancanza quasi totale  della manutenzione stradale ordinaria e straordinaria, se nessuno prenderà provvedimenti urgenti per le strade umbre  si arriverà al collasso ed al punto di non ritorno e saremo costretti a  spendere dieci volte tanto per sistemarle e metterle in sicurezza.