Posts Tagged ‘energia’

ARCHETIPI ALFABETICI: la vibrazione che tutto crea l’espansione del suono/parola nell’archetipo PITH

4 gennaio 2017

tipLETTERA P – ORIGINE: PITH – SIMBOLO: BOCCA – CONCETTO: VOCE – FUNZIONE: ESPANSIONE

Nell’essere umano, ciò che è interiore è messo in comunicazione con ciò che è esteriore tramite le vibrazioni, che di volta in volta hanno modo di manifestarsi sotto forma di verbo/suono/voce/musica. Infatti, così come la voce nomina il segno che perciò diventa simbolo, il suono concretizza l’imago (immagine), nel percorso che vede il concetto farsi realtà in quanto espresso a parole = viene nominato. Non a caso Dio dette all’uomo il compito di nominare le cose, come narrato in Genesi, concedendogli in tal modo la facoltà di dominare il Creato e quindi la responsabilità di agire per delega divina. Elargendogli il potere della razionalità, Dio rende appunto l’uomo in grado di catalogare e di distinguere, cioè di cogliere l’essenza delle entità – animate e non – che lo circondano. Con tale facoltà, che potremmo definire tassonomica, l’uomo produce un sistema di classificazione che agisce secondo una gerarchia concettuale, semplicemente assegnando il nome alle cose: fattore, questo, che inoltre gli permette di riconoscerle e identificarle. (more…)

ECONOMIA: DISMISSIONE EON – ACCIAIO ED ENERGIA

25 marzo 2015

Riceviamo e pubblichiamo

eonRiteniamo opportuna una riflessione ed uno stimolo alla luce della decisione di EON di abbandonare l’Italia mettendo in vendita gli impianti idroelettrici del nostro territorio. Tale problematica si riflette in modo rilevante anche sulla questione siderurgica ternana, alla luce dell’impatto dei costi energetici.

Oggi l’argomento energia è ancor più esiziale per il futuro di questo territorio perché, oltre alla cessione di  EON, rimangono i problemi energetici della siderurgia, della chimica ( dopo le vicende Edison), e delle tante Aziende energivore presenti nel nostro territorio. (more…)

Pdl Terni: confermiamo il pieno sostegno alle iniziative dei rappresentanti istituzionali del territorio dell’orvietano

5 settembre 2013

riceviamo e pubblichiamo

Come segreteria provinciale del Pdl, confermiamo il pieno sostegno alle iniziative dei rappresentanti istituzionali del territorio dell’orvietano, circa l’ iniziativa intraprese nei confronto dell’installazione di un impianto di produzione (more…)

16 Milioni di Euro, richiesta di RISARCIMENTO DA RECORD Costantini(PdL): “Siamo sicuri che il Comune di Marsciano e’ dalla parte giusta?

17 settembre 2012

“La giunta riferisca in consiglio, perchè la cifra mette i brividi ai polsi. Sedici milioni di euro è quello che entra nelle casse comunali, tra tasse e trasferimenti statali, nel bilancio annuale di un (more…)

SE IN UMBRIA VENISSE REPLICATA LA VALLE ELETTRICA DI PANICALE, AVREMMO ENERGIA SUFFICIENTE PER TUTTA L’EUROPA

23 luglio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Se al governo ci sono coalizioni differenti fra loro, quale male c’è ad unirsi per salvaguardare una valle ? Faremmo bene ad unirci anche per rimandare al mittente le egemonie europee di un (more…)

Emergenza rifiuti, ne produciamo troppa, siamo sommersi.

26 giugno 2012

di Emanuela Marotta

Secondo l’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale Ispra: nel 2010 abbiamo prodotto troppi rifiuti e la parte più colpita da questa invasione è il centro Italia. Non si riesce più a trasportarla all’estero, costa troppo, e non si riesce più a smaltirla in Italia. Cumoli di mondezza (more…)

CITTA’ DI CASTELLO, RESTYLING PER L’ILLUMINAZIONE DEL CENTRO STORICO ED ENERGIA SOLARE.

10 marzo 2012

Ad illustrare gli interventi sono gli assessori Luca Secondi e Massimo Massetti, rispettivamente con delega alle Politiche ambientali ed ai Lavori Pubblici, i quali, in una nota congiunta, annunciano che “Prosegue il nostro lavoro per calibrare il mix energetico a favore dell’energia pulita e della riduzione dei consumi. Grazie all’utilizzo di lampade ad alta efficienza energetica dotate di telegestione, potremmo regolare i consumi in determinate fasce orarie e aggiungere funzioni come il controllo degli accessi, la videosorveglianza e il telesoccorso”“Tra le potenzialità del sistema” precisa Secondi “c’è l’alimentazione per la ricarica delle batterie dei mezzi elettrici, quali biciclette, carrozzelle per disabili, automobili, che sarà strutturata in punto, probabilmente adiacente a Piazzale Ferri”. Il progetto, dal valore di 700mila euro, di cui la metà cofinanziati da un bando regionale, interesserà Viale Fianchetti, Viale Vittorio Veneto, Viale Armando Diaz, Via Nazario Sauro, compreso l’impianto di luce radente su mura urbiche, Viale Europa Via Stelio Pierangeli, Via Roma, Via XI Settembre, Via Antimo Marchesani, Via Mario Angeloni, Via Albizzini, Via Mazzini, Via dei Casceri, Via Pomerio San Florido, Piazza Gabriotti e Piazza Garibaldi.

“L’altro progetto interessa la Cittadella dell’Emergenza, dove vogliamo produrre energia solare” aggiungono Massetti e Secondi “attraverso l’installazione sulla copertura di tre immobili di duecentotto pannelli fotovoltaici, dalla potenza captante  complessiva pari a 49,92 Kwp, per un’estensione di circa settecento metriquadrati e un investimento di 315mila euro. Con questa opera l’Amministrazione comunale realizza un impianto in grado di accumulare energia pulita salvaguardando ulteriormente la salute e la qualità dell’ambiente con l’eliminazione di inquinanti derivati dalla combustione fossile, necessaria alla produzione della stessa quantità di energia”.

Castori e Romizi (PdL): Sì all’energia pulita, ma nel rispetto dei vincoli ambientali.

19 ottobre 2011

Sono state rispettate tutte le prescrizioni e le condizioni indicate negli atti autorizzatori relativi all’istallazione degli impianti fotovoltaici nella zona boschiva del Monte Tezio, in località Maestrello? Questo al centro di una interrogazione alla Giunta comunale a firma Castori e Romizi.In Particolare gli esponenti del PdL chiedono chiarimenti circa il rispetto dei vincoli di impatto ambientale (siepi di mitigazione dell’impatto visivo) e idrogeologici (regimentazione e coinvolgimento delle acque meteoriche) a cui la D.D. 1696/2011 della Provincia e il Parere del Comune di Perugia reso in Conferenza di Servizi,  subordinavano la realizzazione degli impianti. “I progetti finalizzati alla produzione di energia pulita e quindi al miglioramento della qualità della vita devono andare di pari passo con la tutela e la valorizzazione del territorio”. Così gli esponenti del PdL in Consiglio comunale Castori e Romizi motivano l’atto ispettivo. “Ovvero occorre favorire gli impianti ad energia fotovoltaica, ma nel rispetto di criteri stringenti per evitare l’effetto cumulo e l’impatto di natura estetica in aree, come quella sopra Maestrello, di grande valore ambientale e naturalistico”. Inoltre -continuano i Consiglieri- “sarebbe utile incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili nelle zone industriali, sui tetti delle abitazioni, lungo le superstrade, preservando così le aree di pregio, come boscate, centri storici, ambiti di pertinenza degli edifici di particolare rilievo architettonico, terreni con produzioni agricole di qualità, parchi, zone di interesse archeologico e naturalistico”.

 

Nicola Porro: Ecco quanto ci costano le favolette ambientaliste

14 giugno 2011

E adesso questo benedetto referendum ce lo paghiamo. Le folle festanti che gioiscono per l’acqua pubblica e l’energia finalmente verde hanno inconsapevolmente scelto per tutti noi: più tasse. Non penseranno mica che il conto sia gratis.

di Nicola Porro da Il Giornale

Destra e sinistra qua c’entrano poco: Zaia, il governatore veneto, come Bonelli, il leader verde, pari sono. «Il buon senso c’era, ma se ne è stato nascosto per paura del senso comune»; è l’atteggiamento bipartisan che in molti hanno avuto. Il trucchetto grazie al quale i costi della scellerata scelta sono stati nascosti sotto il tappeto si chiama illusione finanziaria, come la definì un grandissimo economista italiano di inizio Novecento, Amilcare Puviani. Semplificando, si tratta di quella trappola che tendono con abilità i politici quando un costo per la collettività – invece di cancellarlo – lo spostano in un anfratto ben poco visibile. Il referendum appena passato sull’acqua è un caso di scuola. Vediamo.

I nostri tubi perdono come un colapasta: più si scende e peggio è. Nei prossimi trent’anni sarà necessario investire 60miliardi di euro per ridurre decisamente le perdite. Da oggi in poi il costo di questi investimenti non sarà più possibile comprenderlo nelle tariffe dell’acqua stessa. Ma siccome Babbo Natale da queste parti non si è fatto vedere, da qualche parte questi quattrini toccherà tirarli fuori. La procedura è semplice: con le tariffe ci paghiamo, se va bene, la gestione ordinaria dell’acqua e gli investimenti verranno invece scaricati nelle casse comunali. Et voi-là l’illusione è fatta: il coniglio è uscito fuori dal cappello. Poi però non lamentiamoci quando i nostri amministratori locali alzeranno al massimo l’Irap e l’addizionale Irpef (lo ha appena fatto Nichi Vendola in Puglia).

Sarà interessante assistere tra qualche anno ai favolosi vincitori referendari quando in piazza sfileranno per la riduzione della pressione fiscale arrivata ormai a livelli insopportabili o quando urleranno contro i tagli dello Stato centrale, che ovviamente non ha alcuna intenzione di coprire a piè di lista i costi dei propri enti locali.

Certo un’alternativa c’è. Non fare investimenti e piano piano aumentare le tariffe locali. Esattamente quanto è avvenuto fino ad oggi. Chissà perché nessuno ha messo in rilievo come quest’anno le tariffe dell’acqua siano aumentate del 10 per cento, contro un’inflazione del 2,5 per cento? E anche sugli investimenti basta fare come si è fatto sino ad oggi: cioè poco o nulla. Disperdiamo il 40 per cento dell’acqua e un italiano su tre si trova in zone non trattate da depuratori. Continuiamo così: tutti felici. I cittadini festanti votano per la loro condanna fiscale e i politici altrettanto festanti brindano per il mantenimento delle loro 24 mila poltrone nei consigli di amministrazione delle società pubbliche locali (fonte Corte dei conti).

Quello che non vedremo nelle tariffe, lo troveremo in maggiori imposte e affideremo il tutto ai nostri abilissimi politici locali. Bell’affare.

Sul nucleare Puviani avrebbe potuto scrivere un trattato. Al suo posto, si parva licet, lo ha fatto l’Authority per l’energia. Il discorso in questo caso, limitandosi solo all’aspetto economico, è ancora più semplice. A gran voce si reclamano, come alternativa al nucleare, il sole e il vento. Purtroppo vento e sole non sono efficienti quanto i combustibili fossili e l’atomo, e dunque tocca dare loro un incentivo.

Niente da fare: anche in questo caso Babbo Natale non si è fatto vedere. L’Authority ha calcolato per il 2011 tale incentivo in circa 5 miliardi di euro. Ma chi ha messo per terra una pala o un pannello ne ha diritto (a tariffa costante senza riduzioni) per i prossimi 20 anni. A casa nostra la somma fa cento miliardi di euro.

Già quest’anno le nostre bollette della elettricità sono aumentate del 3,9 per cento, di cui il 3 per cento per i sussidi a vento e sole (fonte Authority per l’Energia). Gli italiani hanno votato per aumentare il loro «debito pubblico elettrico» per cento miliardi di euro. E si trovano le centrali alle porte di casa. Questa più che un’illusione finanziaria, sembrerebbe una truffa.

I referendum sono passati. Siamo tutti più verdi. Siamo tutti più pubblici. Siamo tutti meno efficienti. Siamo tutti più politici. Siamo tutti più giovani e colorati. Siamo tutti più poveri. Evviva.

DOTTORINI (IDV): “ROMETTI STA ANDANDO CONTRO DECISIONI DELLA MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA. BUCONI VADA A RILEGGERSI GLI ATTI”

27 maggio 2011

“Per una volta Buconi mi trova d’accordo. In effetti c’è un problema: c’è un assessore all’Ambiente che punta la sua politica su inceneritori e carbone, evitando di rispondere a qualsiasi interrogazione che riguarda le emergenze ambientali della nostra regione, da Gualdo Cattaneo a Bettona e Marsciano, da Belladanza e Pietramelina al metanodotto Snam. Questo qualche problema lo pone e per questo sarebbe importante innanzitutto comprendere le motivazioni del blitz che ha portato poche settimane fa a modificare il Piano dei rifiuti contro tutti gli accordi
di maggioranza”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le parole del collega Buconi circa “i comportamenti dello stare insieme in maggioranza”. “Purtroppo – continua Dottorini – le scelte che l’assessore Rometti sta
perpetuando in materia di energia, e in particolare per quanto riguarda la Centrale Enel di Gualdo Cattaneo, vanno a contraddire decisioni prese dalla maggioranza di centrosinistra nella passata legislatura. Buconi prima di dare lezioni morali sulla correttezza dei comportamenti avrebbe fatto bene a documentarsi e leggere la delibera numero 194 del Consiglio regionale del 30 ottobre 2007, in cui tutta la maggioranza di centrosinistra – ricorda Dottorini – si è espressa contro il ‘progetto di co-combustione a biomasse agricole previsto per la centrale Pietro Vannucci’ e che tra l’altro ha impegnato la Giunta regionale ‘a non bruciare nella centrale di Ponte di Ferro rifiuti (cdr) o altro materiale inquinante ulteriore rispetto a quello già attualmente in uso’. “Se qualcuno pensa – conclude Dottorini – di poter utilizzare il grimaldello della green economy per scardinare ogni regola di tutela ambientale e di salvaguardia delle potenzialità economiche della nostra
regione ha sbagliato i suoi conti. Noi continueremo a batterci per un Piano dei rifiuti razionale e non asservito agli interessi economici e per una valorizzazione delle qualità ambientali e culturali dell’Umbria che sappiano farsi volano di sviluppo economico e rilancio occupazionale”.

CHIACCHIERONI (PD): ENERGIA, “PIENO APPOGGIO ALL’AZIONE DELL’ASSESSORE REGIONALE ROMETTI”

27 maggio 2011

Gianfranco Chiacchieroni

Esprimo solidarietà e pieno appoggio all’azione dell’Assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti. Le critiche rivolte oggi all’Assessore da parte del capogruppo Idv in Consiglio regionale sulla centrale Enel di Gualdo Cattaneo rappresentano uscite estemporanee che rendono sempre più difficili i livelli di mediazione sulle tematiche cruciali come quelle dello sviluppo e della difesa dell’ambiente e dell’occupazione. Le culture estremiste ed i particolarismi non aiutano il centro sinistra a costruire un’azione di governo affidabile nell’interesse della collettività. La green economy non ha alternative, è una strada obbligata per l’Umbria. È necessario che il centro sinistra ribadisca con forza e decisione il suo “no” al nucleare e rilanci con determinazione la sua azione di governo per sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo da raggiungere l’obiettivo indicato dalla strategia Ue “20-20-20” che prevede entro il 2020 il taglio delle emissioni di gas serra del 20%, la riduzione del consumo di energia del 20% ed il 20% del consumo energetico totale europeo generato da fonti rinnovabili. È un obiettivo ambizioso, difficile da raggiungere per tutti, soprattutto se il centro sinistra, che ha fatto una scelta netta contro il nucleare, non si schiera a votare compatto “si” al referendum del 12 e 13 giugno. Invece di aiutare la comunità locale e nazionale a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, con la presa di posizione di oggi si fa un’offesa alla politica.

Movimento a 5 Stelle contro l’energia nucleare

23 maggio 2011

Tra le varie voci il costo dell’energia ammonta solo al 30% del totale. E il resto? Circa il 22% serve per ammortizzare i costi di gestione della Rete. Un altro 14% sono imposte. Il ricarico che va agli operatori vale circa il 10%. Infine c’è una quota che varia dal 3 al 5%, la cosiddetta “componente A3“…”destinata a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e “assimilate” mediante un sistema di incentivi…“. Per fare un esempio, la Germania destina alle fonte rinnovabili il 10%. In Italia, invece, il 3-5% è ulteriormente suddiviso: il 35% viene assorbito dai certificati verdi, il 31% finanzia il Cip6 e quindi le fonti “assimilate” come l’energia prodotta con gli inceneritori. Le “assimilate” si sono mangiate la quota più grossa togliendo fondi all’energia verde. Secondo la relazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 2009, su 4.204 milioni di euro raccolti per gli incentivi Cip6, solo 1.268 sono andati alle rinnovabili. All’interno della voce A3 c’è, quasi nascosta, la voce A2 che copre i costi per lo smantellamento delle centrali già dismesse. Le stime (al 2007) indicano che i costi per i rifiuti nucleari sono arrivati alla stratosferica cifra di 500 milioni di euro all’anno. Se li intasca la Sogin. Nata nel 1999, 800 dipendenti, in 11 anni non è andata oltre un decimo del suo programma costitutivo.” Pertanto noi del Movimento 5 Stelle si andrà a votare per il referendum sul nucleare mettendo una X sul SI, fallo anche TU! Inoltre ti aspettiamo in Piazza della Repubblica a Perugia, Sabato 28 alle ore 17.30 per conoscere nel dettaglio il nostro programma in materia energetica.

Energie rinnovabili: siglato accordo di collaborazione tra Solarlight del Gruppo Angelantoni e la Facoltà di Agraria

19 aprile 2011

Ricerca, sperimentazione e consulenza sulle energie rinnovabili: sono questi gli ambiti dell’accordo di collaborazione firmato nei giorni scorsi da Giuliano Mattavelli, Presidente della Società Solarlight Italia srl ed il professor Francesco Pennacchi, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia. Solarlight Italia è un’azienda del Gruppo Angelantoni specializzata nella progettazione e installazione di impianti solari offrendo soluzioni per la qualificazione energetica degli edifici e la sostituzione delle coperture in amianto. Per le attività previste dall’accordo, la Facoltà di Agraria di Perugia potrà avvalersi di strutture ad essa collegate e di ricercatori dell’Ateneo di Perugia o di altre Università e Istituzioni Scientifiche Nazionali ed internazionali. In particolare la collaborazione si svilupperà nell’attività di ricerca, sperimentazione, implementazione di brevetti e prototipi, nel settore dell’energia da biogas, soprattutto da quello derivato dal trattamento dei reflui di allevamenti suini. Un altro filone della ricerca sarà dedicato alla messa a punto di tecniche agronomiche adeguate alla produzione delle serre realizzate con pannelli fotovoltaici Quello che si vuole arrivare a realizzare è un Piano delle Agro-Energie in Umbria e la valorizzazione di iniziative volte alla affermazione della strategia della green economy. I giovani laureati e dottorandi avranno la possibilità di collaborare a specifici programmi di ricerca e di stage sia per periodi di tirocinio che di redazione di tesi di laurea.

Fratta Todina: l’impianto di cogenerazione da biomasse a combustile oleaginoso non si fa più

18 marzo 2011

riceviamo da Cinzia Moriconi e volentieri pubblichiamo

Cinzia Moriconi

La polemica che per giorni ha riguardato la possibile realizzazione presso la zona industriale di Fratta Todina di un impianto di cogenerazione da biomasse a combustile oleaginoso, ora sembra essere giunta al termine. Infatti , è notizia di pochi giorni fa che la ditta proponente ha provveduto a ritirare il progetto e a richiedere la restituzione delle somme versate. Fermo restando che da parte dell’Amministrazione Comunale ufficialmente non è stata negata l’autorizzazione al progetto, è d’obbligo però fare una riflessione sulla scelta del percorso seguito e sulle motivazioni implicite che hanno portato tale vicenda alla risoluzione. Personalmente avevo richiesto, in merito a questa vicenda, al Sindaco Pintori l’organizzazione di un tavolo di confronto rivolto a tutta la cittadinanza con i progettisti, la ditta proponente e i tecnici del Comune ,della ASL e dell’Arpa, per consentire ai cittadini di essere informati sul funzionamento dell’impianto, per poter far formulare agli esperti le proprie eventuali perplessità e prendere coscienza delle implicazioni, in positivo o in negativo, in modo tale da potersi così pronunciare nel merito. Aver eluso tale importante fase di partecipazione e condivisione con i cittadini ha dimostrato da parte dell’Amministrazione comunale una grave mancanza di trasparenza, nonché una violazione del diritto dei cittadini all’informazione. Ed è naturale che, laddove non ci sia chiara informazione, la scarsa conoscenza produce pregiudizio e paura. Sarebbe stato doveroso condurre un’analisi più approfondita della situazione ed adoperarsi per mettere la comunità  nella condizione di poter conoscere e valutare bene le conseguenze future correlate all’opportunità di realizzare tale impianto nel nostro territorio, non mancando di sottolineare come, a tutti i livelli governativi, si stia puntando molto sul ricavo di  energia da fonti energetiche rinnovabili, sulla green economy e sulle opportunità di risparmio conseguenti. Indipendentemente dall’esito che poi ha avuto la vicenda, comunque anche questa volta si è persa una preziosa occasione per un’attenta valutazione delle possibilità di sviluppo della nostra realtà.

 

Nucleare italiano: ennesima pagina di ipocrisia nazionale

19 febbraio 2011

di Matteo Bressan

L’allarmismo lanciato dal Senatore del PD Francesco Ferrante sulla possibilità di realizzare al confine con l’Umbria un deposito di stoccaggio delle scorie nucleari, rilancia una annoso dibattito della politica italiana: nucleare si nucleare no. La storia del nucleare italiano è, se vogliamo, lo specchio di assenza di politica strategica e sperpero di risorse che per anni hanno caratterizzato il nostro paese.L’Italia, è bene ricordarlo, è stata uno dei paesi più all’avanguardia nel settore della ricerca e della produzione dell’energia nucleare.Se consideriamo infatti le limitazioni imposte all’Italia con il Trattato di Pace del 1947, si rimane stupiti nel constatare che nel 1966 l’Italia era il terzo produttore di energia nucleare dopo Stati Uniti e Gran Bretagna. L’Italia in una prima fase si dotò di tre tipi di reattori differenti ma tutti di tecnologia anglo americana, che una volta sviluppati raggiunsero i più alti standard di produzione a livello europeo.

Gli esiti del referendum del 1987 contro il nucleare, determinato dall’emotività suscitata dal disastro di Černobyl’ e da una sapiente campagna di informazione mirata ad affossare il programma nucleare italiano, portarono alla scelta politica negli anni 1988 e 1990 di interrompere la produzione dell’energia nucleare e la chiusura delle tre centrali ancora funzionanti. Sarebbe interessante capire quali attori internazionali spinsero l’allora classe dirigente ad affidare un tema così strategico per la sicurezza nazionale al non certo indicato strumento referendario che, mai come in quella occasione, favorì il nostro attuale maggior fornitore di energia nucleare, vale a dire la Francia. Il pensiero dominante di quella fase storica fu che con l’interruzione del programma nucleare italiano, che di fatto tagliò le gambe ad anni di investimenti e know how non indifferente, si poteva essere il paradiso ecologico dell’Europa  pur avendo centrali nucleari a ridosso dei propri confini, si veda Francia e Jugoslavia. È evidente che questo approccio altamente autolesionista ed ipocrita, tipicamente italiano, è stato la causa principale del costo record in Europa, per chilowattora, che i contribuenti pagano per l’energia.Ciò non significa che i risultati raggiunti prima del 1986 contribuissero al fabbisogno energetico nazionale, ma certamente possiamo altrettanto dire che la strada delle sole energie rinnovabili o alternative non può da sola compensare un giusto mix di approvvigionamento energetico all’interno del quale il nucleare gioca un ruolo certamente importante. Se al referendum del 1987 aggiungiamo i costi e problemi derivati dalla gestione dei cinque impianti, per i quali ancora oggi la Società gestione impianti nucleari (SOGIN) è attiva nella fase di nuclear decommissioning, possiamo ben comprendere quali e quanti danni abbia rappresentato l’uscita dell’Italia dal programma nucleare.

Oggi assistiamo, ancora una volta, alle prese di posizioni di una certa parte politica e alle barricate alzate da alcune Regioni che si stanno nuovamente scagliando contro il nucleare, in una fase storica caratterizzata dalla permanente instabilità dei nostri maggiori paesi fornitori di energia (si vedano le rivolte di questi giorni in Libia, Tunisia, Egitto e Iran). La partita del nostro fabbisogno energetico è stata spiegata in maniera molto chiara dal Governo Berlusconi che si è posto come obiettivo quello di suddividere la produzione di energia elettrica dalla seguenti fonti: 25% da energia nucleare, 25% da fonti rinnovabili e 50% da fossile. La nuova politica annunciata dal Governo italiano punta a tagliare le emissioni di gas serra, ridurre la dipendenza energetica dall’estero e abbassare il costo dell’energia elettrica all’utente finale.

Legambiente, No al nucleare, continua la raccolta delle firme

11 novembre 2010

Continua fino  all’ 8 dicembre  la “Raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare SVILUPPO DELL’EFFICENZA ENERGETICA E DELLE FONTI RINNOVABILI PER LA SALVAGUARDIA DEL CLIMA”, promossa dal “Comitato SI alle energie rinnovabili, NO al nucleare”.
Le firme si raccolgono: a TERNI: nei fine settimana sulle scalette del Teatro Verdi, davanti alla Bottega del Commercio Equo Solidale, in Corso Vecchio;
ad AMELIA: presso il Pianeta Verde, via Garibaldi, 28 dal martedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30
a PERUGIA: in Piazza Italia sotto il portico del Palazzo della Provincia e della Prefettura sul lato destro dove c’è l’accesso alla scala mobile per andare dentro la Rocca Paolina, sabato 13 novembre dalle 15.30 alle 19.30 e domenica 14 novembre dalle 9.30 alle 13.

IL DONO

29 novembre 2009

akasha

E’ possibile costruire una nuova identità mondiale attraverso il pensiero…

un dono per chi vive realtà estreme di dolore e di paura.

Sedotti da un epoca che non ha mantenuto le sue promesse e che ci ha inaspettatamente rivelato il volto più primitivo e bestiale dell’uomo, l’umanità è  chiamata ad affrontare l’ennesimo passaggio iniziatico della sua storia… come reagire?

di Maria Giovanna Amu

Ripercorrendo l’assioma” l’energia segue il pensiero” è possibile utilizzare una grande sacca immaginaria ma sostanzialmente reale in cui far confluire la forza di una nuova etica mondiale e attraverso questa comunicare energia e speranza a chi vive ogni giorno una follia sanguinaria, la perdita di sé e della misura umana.

Esiste un grande serbatoio della coscienza umana: l’Akasha dove sono riportati gli Annali del Tempo. Nella cultura esoterica rappresenta l’Enciclopedia Cosmica in cui è impressa la storia dell’umanità. Essa viene individuata da Jung come” inconscio collettivo”. Da esso attingiamo le nostre radici genetiche e spirituali poichè vi è scritta la storia di ognuno di noi: chi eravamo, chi siamo, chi saremo. E’ forse da questo punto che l’umanità ferita potrà rincominciare a tracciare una nuova identità, come è già stato altre volte in passato.

La nostra si è rivelata un epoca di decadenza in cui i vecchi valori crollano e si sgretolano davanti ad avvenimenti che mettono in discussione il significato della parola progresso e futuro. Verrebbe a questo proposito da domandarsi:… quali saranno le possibili  conseguenze psicologiche sulle  persone che vivono il dramma del terrorismo, gli orrori della guerra, le mutilazioni,le decapitazioni, le violenze di massa? Individui persi in un oblio di dolore.

Si può ancora parlare di depressione? O di stress ?..i bambini nella guerra …il ruggito della violenza… il muto urlo d’orrore di un umanità atterrita…  un cemento sociale chiamato paura che dilaga anche nel nostro mondo. Migliaia di esseri umani..  come riusciranno domani a integrarsi, con quali risorse?.. E come aiutarli…? Analisi, psicoanalisi…un orpello in un contesto dove la scommessa è riuscire ad essere vivi. Essa rappresenta il gingillo d’oro che nessuno può più esibire davanti a realtà che scandiscono il ritmo dell’angoscia collettiva: lo sgomento di gruppo… la paura di gruppo.  Immagini e notizie riflettono orrore… il dolore che diventa il nostro dolore vissuto da anime che diventano le nostre anime. Quale rifugio cercare ora che il futuro non sembra più la terra promessa ma un pianeta mostruoso e sconosciuto.

“Il pensiero segue l’energia”, ciò che riusciremo a produrre con le nostre menti rappresenterà il nostro futuro e lo strumento con il quale recuperare chi si è smarrito nel caos di un era decadente per aiutarlo a ritrovare una luce dentro di sé, grazie alle migliaia di luci che possiamo accendere con l’energia dei nostri pensieri. Illuminare le menti che hanno subito il corto circuito del dolore e sono rimaste al buio è quindi possibile…Come? Lavorando su di noi, in questo modo lavoreremo per gli altri e con gli altri. Attivando intenzioni costruttive che abbiano valori profondi, è così che  ogni pensiero concreto potrà raggiungere chi si sta perdendo.  Migliaia di esseri umani in silenzio già operano perché questo avvenga, applicando nel proprio microcosmo personale un etica potente e valida. L’intento collettivo e lo sforzo di gruppo da parte degli uomini di buona volontà produrrà risultati a beneficio di tutti. Da questo sforzo si potrebbero finalmente applicare norme e regole che, a prescindere da culti o ideologie, siano costruttive: secondo la legge dei” giusti rapporti umani” si potrebbe finalmente riuscire a sviluppare una politica che sia al servizio del bene comune, un progetto economico che si evolva nell’interesse di tutti, è così che dal potere d’acquisto di tanti e non di pochi  nascerebbe un benessere più diffuso. Basterebbe un granello da parte di ciascuno di noi per costruire un Governo Mondiale che liberi dal bisogno e dalla paura. Pensare e vivere un etica che sia l’espressione dei più alti principi e valori e che conduca all’Amore è sinonimo di guarigione sociale. Sarebbe un modo per contagiarci a vicenda con un nuovo germe: quello della fiducia. Facciamo in modo che  il Natale, simbolo del ” percorso di vetta dell’iniziato” che ritroviamo nel segno del Capricorno, porti a quella parte di umanità che soffre un dono: l’energia del nostro pensiero. L’inconscio infatti gitano e vagabondo, sa dove andare a cercare ciò che gli occorre e lo utilizzerà in situazioni estreme per aiutare esseri umani disperati a sopravvivere, infondendo loro fiducia ed energia. Essi non ne saranno consapevoli coscientemente ma si scopriranno più forti. Cerchiamo di scrivere una ennesima pagina della grande Enciclopedia Cosmica da cui potrebbe scaturire una rigenerazione adeguata a una nuova umanità, che potrebbe trovare la sua rinascita proprio attraverso l’energia del” pensiero intelligente”.