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Bastia,l’Ente Palio a dialogo con il vescovo Domenico Sorrentino

8 dicembre 2011

Si è svolto nella propria sede nel centro storico di Bastia Umbra l’incontro dell’Ente Palio de San Michele con il vescovo monsignor Domenico Sorrentino, nell’ambito del calendario di incontri della visita pastorale ai cittadini che si concluderà domenica 11 dicembre. Il presidente dell’Ente Palio Gianluca Falcinelli ha presentato al vescovo le caratteristiche del Palio de San Michele, in particolare il forte coinvolgimento della popolazione giovanile sia durante la manifestazione di settembre sia nelle attività promosse nel corso dell’anno. È stata sottolineato che  la creazione del Palio è avvenuta grazie alla volontà dell’allora parroco Don Luigi Toppetti in occasione della nascita della Chiesa di San Michele Arcangelo, ricordando l’importante ricorrenza che verrà a cadere proprio nel 2012, con il rispettivo festeggiamento del 50esimo anno. Monsignor Sorrentino, da parte sua, ha evidenziato come il Palio sia un momento importante di confronto con le nuove generazioni e di educazione alla vita civile e sociale, secondo gli stessi principi voluti dal suo fondatore. Ha esortato pertanto a trovare occasioni di dialogo con i più giovani, dove spiegare i principi cardini del significato di competizione e sfida. Ad evidenziare questi obiettivi ha contribuito la lettura di un passo della Bibbia tratto dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (9, 24 – 27), in cui l’autore affronta il valore della corsa come strumento di crescita verso una meta. Nel brano biblico si comprende la modernità di San Paolo e il fatto che lui stesso probabilmente correva nello stadio o comunque praticava lo sport. Il passo diventa sicuramente significativo in rapporto ad una delle prove punteggio del Palio, la Lizza, staffetta corsa sul circuito della piazza la sera del 28 settembre, tra l’altro prima gara istituita nel lontano 1962.

 

Doping sui cavalli, condanne della magistratura

20 settembre 2011

L’associazione U.N.A. (Uomo-Natura-Animali) Foligno esprime grande soddisfazione per la condanna dei 10 imputati coinvolti nell’inchiesta “Zodiaco”. Si tratta di una prima vittoria contro l’uso del doping sui cavalli e, in generale, un segnale forte contro i maltrattamenti sugli animali. Infatti, quanto avvenuto fra il 2005 e il 2006, nell’ambito dei Campionati Italiani Endurance e negli ambienti della Quintana, rappresenta un vero e proprio maltrattamento ai danni degli animali, costretti ad assumere farmaci in assenza di patologie e sostanze vietate, solo per accrescere la loro competitività durante le gare. Talvolta queste “bombe” medicinali hanno provocato gravi reazioni ai cavalli, con il rischio di compromettere in maniera seria la loro salute. Si tratta di animali trattati come macchine da corsa, oggetti usati per compiacere la smania di vittoria di qualche fantino o proprietario di scuderia.

E’ uno scenario sconcertante e crudo quello che emerge dalle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di evidenziare le responsabilità degli imputati. Bisogna essere forti di stomaco per sopportare il tenore di certe  conversazioni. E’ aberrante in particolare la condotta dei veterinari coinvolti, che hanno agito in base ad interessi molto lontani da quelli dell’animale. Alla faccia del giuramento di Aristotele.

Grazie all’avvocato Gianfranco Angeli, che ci ha assistito durante il processo e ha creduto fortemente in questa battaglia, proseguiremo il percorso verso il raggiungimento di una maggiore sicurezza nell’ambito dei controlli anti-doping. Chiederemo infatti, insieme alla Lav, un incontro con il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, e il Sindaco di Foligno, per definire un protocollo più efficace contro il reiterarsi di certi atti fraudolenti, come ad esempio l’identificazione del cavallo con un microchip anziché “a vista”, come invece è avvenuto fino ad ora. Proseguiremo in questa lotta, avviata nel 2007 dalla nostra ex presidente Franca Stoppi, recentemente scomparsa, per garantire il benessere degli animali coinvolti loro malgrado in competizioni e palii.

Siamo rammaricati che Ente Giostra e Comune di Foligno si siano tirati fuori dalla vicenda. Un comportamento di tale gravità, da parte di personaggi che gravitano intorno ad una delle manifestazioni più importanti della città, meritava almeno un commento di biasimo.