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PERUGIA, VIA DEL MACELLO: UN IMPEGNO DECISO PER LA LEGALITA’.

30 settembre 2010

Chiamiamola “Via Falcone e Borsellino”, diciamo che l’aria deve cambiare!

Qualche giorno fa le cronache dei quotidiani riportavano la notizia dell’ennesimo episodio di violenza (rissa e ferimenti) in via del Macello. Mi auguro, da cittadino prima che da rappresentante politico, che sia l’ultimo, ma so bene che chi ha la responsabilità della rappresentanza ha il compito di fare la propria parte e restare concretamente aggrappato alla realtà.

Emanuele Prisco consigliere comunale PDL

La sicurezza è legata a tanti fattori (scelte urbanistiche, illuminazione, governo del territorio); in questa zona scelte sbagliate e atteggiamenti superficiali hanno dimostrato come si possa devastare un intero quartiere, un tempo residenziale e a misura di cittadino, oggi quell’indegno spettacolo che vediamo e sentiamo raccontato con comprensibile rabbia dai residenti.

Di qua e di là dalla Stazione, un po’ come dire i due lati del fronte, quello degradante dello spaccio, dei balordi, della prostituzione. Questi problemi oggi hanno però bisogno di una risposta immediata, visibile ed efficace.

Fare un giro a Fontivegge, passando per il sottopassaggio che porta in Via Sicilia (con la telecamera di sorveglianza divelta da mesi) finendo in via del Macello, rappresenta una sorta di “tour del degrado”: marciapiedi e aree verdi presi per letti o peggio per bagni pubblici, risse, urla, spaccio a cielo aperto e tutto quello che le cronache quotidiane ci raccontano nell’ormai “zona franca di Perugia”. Qualcosa è stato fatto, bisogna dirlo, grazie alla presenza in via Martiri dei Lager della nuova caserma della Guardia di Finanza, dell’impegno delle forze dell’ordine e grazie all’iniziativa dei residenti che lì, come in Via Sicilia, hanno adottato sistemi di prevenzione e vigilanza privata negli spazi condominiali.

La tolleranza, però, non può diventare assuefazione, la soluzione ai problemi non può significare  negarli, il cercare responsabilità lontano da Perugia (leggi Governo nazionale) non assolve dal non aver adottato per anni strategie e decisioni efficaci. E’ tempo di sentire la responsabilità di un intervento determinato in questo senso, che passa per una verifica attenta delle residenze e delle presenze, dal potenziamento dell’illuminazione, da un “protagonismo attivo” dei cittadini e, perché no, da un segnale immediato per dire ai cittadini “che l’aria deve cambiare” e che le istituzioni sono dalla loro parte.

Se via del Macello sembra richiamare nel proprio nome il proprio stato attuale, forse cominciando dal nome (per esempio trasformandola in Via Falcone e Borsellino) si potrà scriverne una nuova storia; una storia in cui le ragioni della legalità e delle tante persone perbene che vi abitano abbiano la meglio su degrado e balordi. Certo il nome non cambia la sostanza delle cose, e quegli atti determinati contro il degrado, che più volte abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere, non sono più rinviabili.

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