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Destra e Fascismo, c’è ancora questa pregiudiziale in Italia?

24 gennaio 2013
Daniela Cirillo e Francesco Storace

Daniela Cirillo e Francesco Storace

Riceviamo e pubblichiamo

Stamattina mi sono soffermata a riflettere sul passato, sul presente, su come eravamo, su come siamo. Ho ripercorso i lunghi anni che mi sono lasciata alle spalle e mi sono resa conto che solo noi non siamo cambiati. Mi sono tornati alla mente i giorni in cui vivevo ancora nella mia città d’origine, Pescara , le prime lotte, le prime porte in faccia perché ero “fascista”, capii subito che non avrei avuto accesso ad impieghi “pubblici” perché gli altri mi avevano messo addosso un marchio che, per me era un vanto ma…sembrava che io e quelli che avevano i miei stessi principi, i miei stessi ideali, fossimo “appestati”, indegni di accedere a posti di lavoro che, al contrario, si spalancavano agli “altri”. non era consolante sapere che tutto quello che ti onoravi di rappresentare, fosse giudicato come una pregiudiziale (more…)

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APOLOGIA DI COMUNISMO?

4 aprile 2011

Riccardo Sallusti

L’OpinioneRICCARDO SALLUSTI

Tra le varie anomalie italiane , se ne potrebbero annoverare migliaia, di certo una merita l’attenzione dell’opinione pubblica oltre che del mondo politico.

Ben nota alla memoria è la legge 20 giugno 1952, n. 645 che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «fa propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».
La “riorganizzazione del disciolto partito fascista” si intende (ai sensi dell’art. 1 della citata legge) riconosciuta «quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».
Questa legge sancisce quindi un principio ben chiaro e saldo ovvero che il fascismo in ogni sua forma politica, ideologica e materiale è reato. Il fascismo si è connotato e saldato nella società italiana in un periodo di tempo che ha avuto il suo massimo vigore nel ventennio fascista.
Dopo la guerra la destra italiana ha riacquisito i suoi vecchi fasti con l’Msi di Giorgio Almirante per poi arrivare al suo scioglimento ed alla nascita di An. Con Fiuggi i Destri incalliti ed i nostalgici sancirono la “fine”, il vulnus con il passato fascista incoronando Gianfranco Fini leader della nuova destra italiana. Fin qui tutto chiaro ma cosa è successo dall’altra parte politica?

 

I neri si sono man man mano sbiancati ed invece i rossi? I comunisti che cosa hanno fatto? Sono spariti? Oggi sussurare questo aggettivo od epiteto sembra quasi un reato. Comunisti? Dove?
Chi ? I comunisti non ci sono forse non sono nemmeno esistiti. Bene questa omissione di memoria ancor oggi in Italia rappresenta un cortocircuito epocale oltre che storico. Eppure a memoria nessuno ricorda di essere comunista od di esserlo stato sotto mentite spoglie.

 

Nessun politico italiano, escludendo alcune rare eccezioni come Bertinotti, Diliberto e c., ricorda di esserlo stato. Nessuno a distanza di decenni ha fatto una riflessione, un mea culpa, una piccola analisi storica. Fascismo e Comunismo sono la stessa farina di un unico sacco? Che cosa ha prodotto nella storia recente e ed attuale il Comunismo?

 

Che cosa è accaduto nel 1989 quando il muro di Berlino è crollato non solo fisicamente ma anche ideologicamente? Nessun politico di sinistra appartenente all’ex Pci ha mai riflettuto su questi eventi? Quali le differenze tra il Fascismo ed il Comunismo? Sembra così difficile mettere a confronto queste due ideologie? Bene questo dibattito in Italia sembra essere un vero e proprio nodo cruciale nello sviluppo di una vera e propria democrazia. Nessun Comunista ha ammesso colpe e misfatti del Comunismo non solo quello casalingo ma anche di quello internzionale. Falce e martello hanno continuato ad essere il simbolo indisturbato dei vari partiti comunisti italiani. L’orrore della falce e del martello sotto i quali milioni di persone sono morte affamate o trucidate dai propri governi, hanno rappresentato e rappresentano ancora uno dei partiti più rappresentativi del nostro paese ovvero il Pd. Ben poco è stato fatto rispetto al passato poiché cambiare nome e colori al proprio partito è lungi da un vero cambiamento.
Il Comunismo spaghetti e mandolino non è differente da quello dell’ ex Urss poiché ha condiviso tutto di quella ideologia e non solo. Basterebbe il solo fatto di condividerne il simbolo per essere inorriditi. Invece in terra italica tutti nicchiano, non si scrollano le macerie di quel muro che ancora oggi sono sulle loro spalle. Anzi nell’indifferenza totale di costoro, oggi abbiamo un Presidente della Repubblica, noto anzi notissimo per il suo passato Comunista, vicino all’ Urss quando invadeva l’Ungheria con i carri armati. Fantasmi del passato che oggi l’Italia ha ancora nel grembo grazie a queste figure preistoriche della politica. Silenzio assoluto ed assordante, ci sono voluti decenni per ricordare gli eccidi delle foibe dei titini di Tito. Nei miei libri di liceo vi erano due paginette riassuntive dei fatti, solo dopo ho avuto la possibilità di approfondire quella pagina orrenda di storia. Mascheramento della storia, i vinti e i vincitori, la storia dei vincitori non può far dimenticare quello che il Comunismo ha fatto nel passato. Si inalberano per l’unità nazionale quando per decenni hanno cantato “bandiera rossa trionferà” si sono spartiti il paese con la vecchia Dc, quanto caro è costato all’Italia il compromesso storico per non far scivolare l’Italia nell orbita e nella sfera di influenza dell’ Unione Sovietica? Colpe ideologiche e non solo. Oggi siamo all’inverosimile oltre che al verosimile.
Coloro che oggi pontificano su unità nazionale, patriottismo, il bene dell ‘Italia erano pronti a svenderci ad una delle maggiori ideologie barbariche della storia. Non c’ è bisogno di storici ed analisti per comprendere la contiguità tra Fascismo e Comunismo. Mi sono sempre chiesto perché nella mia facoltà universitaria di scienze della comunicazione dove ancor oggi c’ è una targa che ricorda come: “In questa facoltà si ripudia ogni forma di Razzismo e Fascismo…..” non si sia menzionato anche il Comunismo. Questa la dice lunga sulla miopia di un paese che rimane diviso e acritico nei confronti della storia. Una legge sull’apologia di Comunismo sarebbe solo l’inizio per il nostro paese. Per quella parte di società che ancora vuole credere in un paese veramente libero che vada oltre gli schemi del passato.