Posts Tagged ‘federazione’

La Federazione Italiana Bocce e il Centro Speranza di Fratta Todina uniti per i ragazzi disabili

17 settembre 2012

“Lo sport ci unisce” è lo slogan dell’evento di solidarietà che si è svolto venerdì mattina presso il Centro Speranza di Fratta Todina, che eroga servizio riabilitativo per bambini e ragazzi con disabilità. La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con il Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e la Fib (Federazione Italiana Bocce di Perugia) e rientra nel progetto “Disabilità: benessere natura e sport” promosso dal Centro Speranza per il Servizio Civile Nazionale dell’anno in corso. Hanno partecipato i ragazzi disabili che frequentano l’associazione sportiva ASDA di Fratta Todina, l’istituto Serafico di Assisi, l’associazione Fortitudo di Perugia, l’associazione Cretaceous Terziario K/T di Gubbio e il Centro Arcobaleno di Spello. Tiro con l’arco per non vedenti, tennis da tavolo, torneo di bocce e il calcio balilla sono state le attività sportive svolte in un clima festoso. “Lo sport ha la grande forza di abbattere le barriere che ostacolano (more…)

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AGRICOLTURA: FIMA, OGGI TUTELA DEL LAVORO E’ PRIORITA’ PER TUTTI

12 marzo 2012

E’ stata ricorrente la domanda fatta dai tanti giornalisti presenti lungo il corteo della Fiom: “che ci fate voi agricoltori a Roma con i lavoratori?” La risposta non poteva essere diversa: “Oggi la tutela del lavoro e del reddito ad ogni livello, dipendente e autonomo, e’ una priorità per tutti. E siamo pronti a sostenere altre iniziative perche’ il tema della giustizia sociale e di un’equa distribuzione dei redditi non puo’ lasciare insensibile nessuno. Ci saremmo augurati che alla manifestazione avessero aderito tutte le organizzazioni sindacali agricole le quali nelle interviste riconoscono la natura strutturale della crisi, ma pensano che sia sufficiente dichiararla senza scendere in campo”. Lo ha dichiarato Saverio De Bonis, Coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, in occasione della manifestazione dei lavoratori in cui erano presenti delegazioni di agricoltori di molte regioni. “Gli agricoltori non ce la fanno perché per produrre cibi sani spendono piu’ di quello che guadagnano – ha sottolineato De Bonis – ma i prodotti agricoli valgono sempre meno, mentre i consumatori pagano il cibo a caro prezzo. Di fronte a questo scenario il governo non puo’ opprimerci di tasse e chi si straccia le vesti per il ruolo politico che assumono i lavoratori, dovrebbe ripensare alla propria azione. Legittimare lo scippo subito dagli agricoltori, che sì impoveriscono, a favore delle industrie e della grande distribuzione, le uniche che ci guadagnano, e’ inaccettabile per la società italiana”. E’ arrivato il momento di richiamare l’ attenzione. “L’ allarme che abbiamo lanciato a Roma di fronte a migliaia di consumatori inconsapevoli – prosegue il coordinatore – supera i confini corporativi ed investe altre sfere comuni: la salute, l ’ ambiente, il paesaggio, il presidio del territorio, oggi sempre piu’ compromessi come il lavoro”. La questione ormai assume rilevanza di carattere generale. Il comparto agricolo e’ strategico ma alcuni aspetti sono sottovalutati. Ad esempio, si pensi all’ impatto di un’ alimentazione contaminata, derivante da certe importazioni, sui bilanci sanitari dello Stato! Gli industriali trovano convenienza ad approvvigionarsi di materie prime straniere, spesso di scarsa qualità, spacciate per made in Italy e chi ci rimette sono i consumatori che, disinformati, vedono aumentare patologie e intolleranze. Oltre allo Stato che invece di proteggere un’ agricoltura sana e forte, come fanno altri paesi europei, favorisce così le multinazionali farmaceutiche e alimentari, a danno dei bilanci sanitari pubblici. “Bisogna, dunque, lottare insieme per uscire dalla crisi – ha concluso dal palco della piazza romana il portavoce degli agricoltori – e tornare ad un mercato orientato alla società, in cui il cibo diventi un bene comune e l’ uomo abbia un ruolo centrale senza consentire a nessuno di calpestare la dignità, i diritti e la democrazia”.Salvaguardare l’agricoltura significa tutelare il bene comune; perché la terra è bene comune!

 

FIMA: attenzione al monito di cambiamento che dalla Sicilia giunge al Paese. Disinformare e’ un errore, ma occorre prudenza.

23 gennaio 2012

Riceviamo da FIMA Federazione italiana Movimenti Agricoli e volentieri pubblichiamo

“Dopo l’ iniziale silenzio mediatico ed istituzionale calato sulle iniziative di protesta degli agricoltori siciliani, cui abbiamo ribadito la nostra vicinanza e sostegno, e’ in atto il tentativo di delegittimare l’immagine di un movimento spontaneo, che ha il merito di aver sollevato la questione agricola e fiscale, in particolare del mezzogiorno, dove il disagio delle popolazioni rurali, piu esposte alla crisi, fa sentire la sua eco in tutto il Paese”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della neonata FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli. La personale conoscenza di molti agricoltori che guidano il movimento e la storia drammatica di tragedie familiari vissute nel silenzio ci consente di testimoniare la sincerita’ dei manifestanti, animata da uno spirito di servizio verso i piu’ deboli e negli interessi generali del Paese, pur nella rabbia comprensibile di chi soffre e non viene ascoltato. Quelle rivendicazioni sono sacrosante. Da anni i movimenti agricoli italiani e le associazioni autonome stanno denunciando alle istituzioni, a tutti i livelli, la grave situazione in cui versa il settore, presentando proposte e soluzioni, tuttora inattuate. La nostra Federazione e’ allarmata per le affermazioni del presidente regionale di Confindustria che denuncia il tentativo – fisiologico – di infiltrazioni malavitose verso cui i movimenti sapranno certamente difendersi, senza ricercare saldature. Tuttavia, tali affermazioni, creando confusione sulle vere motivazioni che muovono la protesta, sposta l’ attenzione dei media nazionali. Occorre condurre una battaglia per la trasparenza nelle filiere, il reddito alle aziende e la lotta alla criminalita’ in modo serio e combattivo, senza utilizzare quest’ ultima come un pretesto per bloccare il resto. Di criminalita’ e’ disseminato tutto il Paese e i suoi abiti sono diversi. Il nuovo Ministro e’ gia’ informato degli squilibri nella catena del valore alimentare, frutto dell’ egoismo dei poteri forti, dei cartelli e degli abusi, che hanno ampliato le distanze sociali e la poverta’, riducendo la capacita’ contributiva e il potere di acquisto dei prodotti agricoli, ma non la dignita’ di chi, venendo alla luce dalla terra, puo’ andare a testa alta di fronte ad accuse disdicevoli”. La verita’, forse, e’ che la classe industriale e dirigente di questo Paese comincia ad allevare il timore di un cambio di paradigma che possa mettere in discussione la distribuzione dei redditi, intaccando molte situazioni di privilegio. Gli industriali non dovrebbero dimenticare che sul primario si fonda l’ economia dell’ Italia e se si ferma il primario e’ normale che si fermino tutte le altre attivita’ economiche. E’ inutile, pertanto, scandalizzarsi! Al contrario, serve un cambio radicale di regole e classe dirigente. La Sicilia, culla di civilta’, sta alzando la testa senza farsi strumentalizzare da nessuno; bisogna cogliere il grande segnale di mutamento dal basso, che produrra’ una contaminazione positiva per la crescita del mezzogiorno e dell’ intero Paese. E’ tempo che il Parlamento ed il Governo, in modo unitario, ne prendano atto, aprendo subito il confronto ed assumendo con urgenza misure straordinarie. Il vento del cambiamento e’ inarrestabile ed indomabile e la buona politica dovra’ supportarlo, per il bene comune.

 

FIMA: attenzione al monito di cambiamento che dalla Sicilia giunge al Paese. Disinformare e’ un errore.

20 gennaio 2012

“Dopo l’ iniziale silenzio mediatico ed istituzionale calato sulle iniziative di protesta degli agricoltori siciliani, cui abbiamo ribadito la nostra vicinanza e sostegno, e’ in atto il tentativo di delegittimare l’immagine di un movimento spontaneo, che ha il merito di aver sollevato la questione agricola, in particolare del mezzogiorno, dove il disagio delle popolazioni rurali, piu esposte alla crisi, fa sentire la sua eco in tutto il Paese, nella totale inerzia delle organizzazioni sindacali di categoria”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della neonata FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli. “La personale conoscenza di molti agricoltori che guidano il movimento e la loro storia drammatica – aggiunge il coordinatore – mi consente di testimoniare la sincerita’ dei manifestanti, animata da uno spirito di servizio verso i piu’ deboli e negli interessi generali del Paese, pur nella rabbia comprensibile di chi soffre e non viene ascoltato. Un attitudine questa sempre piu’ rara in un Paese in cui l’ egoismo miope dei poteri forti e le connivenze hanno ampliato le distanze sociali e la poverta’, riducendo la capacita’ contributiva e il potere di acquisto dei prodotti agricoli, ma non la dignita’ di chi, venendo alla luce dalla terra, puo’ andare a testa alta di fronte ad accuse disdicevoli e strumentali”. “La nostra Federazione – prosegue De Bonis – e’ basita per le affermazioni del presidente regionale di Confindustria che, nel tentativo vano di minimizzare o zittire la protesta – denunciando infiltrazioni malavitose – spera, forse, di pregiudicare l’ accesso ai media nazionali, creando confusione sulle vere motivazioni che la muovono. E’ altresì difficile, ed insensato, di fronte ad una reazione di popolo trasversale, distinguere il colore politico dei manifestanti”.

La verita’, forse, e’ che la classe industriale di questo Paese comincia ad allevare il timore di un cambio di paradigma che possa mettere in discussione la distribuzione dei redditi, intaccando molte situazioni di privilegio. Gli industriali non dovrebbero dimenticare che sul primario si fonda l’ economia dell’ Italia e se si ferma il primario e’ normale che si fermino tutte le altre attivita’ economiche. E’ inutile, pertanto, scandalizzarsi! La Sicilia, culla di civilta’, sta alzando la testa senza farsi strumentalizzare da nessuno, men che meno da coloro che si frappongono ad una nuova regolamentazione dei mercati agricoli; bisogna cogliere il grande segnale di cambiamento che produrra’ una contaminazione positiva per la crescita del mezzogiorno e dell’ intero Paese.

L’ assenza di una politica seria di sviluppo e coesione del Paese, oggi che la crisi morde con forte intensita’, manifesta la sua portata storica. E’ tempo che il Parlamento ed il Governo in modo unitario ne prendano atto, aprendo subito il confronto ed assumendo con urgenza misure straordinarie. Il vento del cambiamento e’ inarrestabile ed indomabile e la buona politica dovra’ supportarlo, per il bene comune.

 

“Questione sociale, questione democratica”- Giovedi Iniziativa del Prc a Perugia

21 dicembre 2011

Giovedì 22 Dicembre, alle ore 17 presso la sala Partecipazione del Consiglio Regionale, si terrà l’iniziativa “Questione sociale, questione democratica: il governo dei banchieri e i suoi effetti sull’Umbria”, organizzata dalla Federazione di Perugia del Partito della Rifondazione Comunista e dal Gruppo consiliare regionale del Partito della Rifondazione Comunista per la Federazione della Sinistra. Verranno trattate le disposizioni contenute nella finanziaria del Governi Monti, i cui provvedimenti, dall’aumento del carico fiscale sulle famiglie all’innalzamento dell’età pensionabile, rischiano di innescare un’autentica spirale recessiva, da cui l’Umbria, in assenza di provvedimenti compensativi ed a garanzia dell’equità sociale, rischia di essere colpita più di altre Regioni. Nel corso dell’iniziativa, coordinata e presentata da Enrico Flamini (Segretario provinciale PRC Perugia), interverranno Damiano Stufara (Presidente Gruppo PRC-FdS Regione Umbria), Luciano Della Vecchia (Assessore Provincia di Perugia e membro Direttivo nazionale Unione delle Provincie), Vasco Caiarelli (Segretario regionale CGIL Umbria) e Claudio Carnieri (Presidente Agenzia Umbria Ricerche). Le conclusioni saranno di Gianluigi Pegolo, della segreteria nazionale PRC – Responsabile Area Democrazia e Istituzioni).

Federazione della Sinistra dell’Umbria: A Gubbio restiamo in maggioranza

6 novembre 2011

La Federazione della Sinistra dell’Umbria esprime piena condivisione rispetto alla posizione espressa dalla Federazione della Sinistra provinciale di Perugia sulla situazione politica di Gubbio.
Siamo convinti che la difesa dello stato sociale e dei servizi pubblici locali per l’allargamento della sfera dei diritti dei ceti sociali più deboli colpiti profondamente dalla crisi rappresenti un elemento politico prioritario nell’azione e nell’iniziativa della Federazione della Sinistra. Per questo vogliamo ribadire la nostra ferma volontà di continuare a partecipare al governo locale di centrosinistra di Gubbio contro la crisi e contro le scelte scellerate del governo Berlusconi.
La Federazione della Sinistra è forza fondante e importante della coalizione che governa Regione, Province e comuni dell’Umbria. La scelta del metodo delle primarie a Gubbio e la ricomposizione di tutto il centrosinistra alle ultime elezioni comunali rappresentano un valore aggiunto per tutta la coalizione regionale. Il processo virtuoso che ha visto l’elezione del sindaco Guerrini come candidato di tutto il centrosinistra deve essere difeso e valorizzato politicamente per consentire il superamento delle attuali difficoltà ed il rilancio dell’azione amministrativa del governo eugubino.
Rileviamo un sostanziale rispetto degli impegni programmatici assunti dalla coalizione e dal sindaco Guerrini in questa prima fase di governo ed è per questo che siamo convinti che le problematiche emerse dentro al centrosinistra in merito alla composizione della giunta possano essere affrontate in tempi rapidi mettendo in condizione tutte le forze politiche di contribuire fattivamente al governo della città per affrontare le sfide che ci attendono. Riteniamo quindi urgente rilanciare l’azione amministrativa della coalizione a Gubbio. Occorre evitare una rottura che risulterebbe politicamente incomprensibile in primis agli elettori eugubini che hanno sostenuto con il loro voto la Federazione della Sinistra. L’unità del centrosinistra sui territori è condizione politica necessaria e strategica, oggi come non mai, per la tenuta democratica e sociale rispetto all’attacco dell’Europa delle banche, della BCE e del FMI.

Per la Federazione della Sinistra Umbria

Stefano Vinti, Segretario Regionale Prc Umbria
Giuseppe Mascio, Segretario Regionale PdCI Umbria
Franco Calistri, Coordinatore Regionale Sociaslismo 2000 Umbria

Andrea Caprini candidato sindaco a Todi?

11 ottobre 2011

Andrea Caprini

La notizia era nell’aria, soprattutto dopo i comitati nati: Andrea Caprini rompe gli indugi e fa il passo in avanti. Sarà lui l’uomo che correrà alla primarie per la Federazione della Sinistra, ovvero per Rifondazione comunista e Comunisti italiani. Ecco il comunicato La Federazione della Sinistra di Todi, forte del sostegno manifestato da tanti cittadini, degli appelli promossi dal comitato Todi 2.0 e dal laboratorio Krisis, designerà candidato alle primarie del centrosinistra del 27 novembre 2011 il consigliere comunale Andrea Caprini. Abbiamo condiviso con convinzione la scelta delle primarie quale strumento per l’ individuazione del candidato sindaco che sfiderà il centrodestra nelle amministrative del prossimo anno. Analogamente riteniamo Andrea Caprini capace di competere lealmente con gli altri candidati per rendere l’appuntamento del 27 novembre una festa della democrazia e della partecipazione, oltre a rappresentare il primo passo per vincere le elezioni comunali. Avviamo così un percorso politico che vada oltre le primarie, in stretta collaborazione con le soggettività che si riconoscono nella candidatura di Andrea Caprini, aperto a tutti coloro che ritengono necessario, soprattutto a livello locale, mettere da parte barriere e steccati per la costruzione di una sinistra unita, più forte, autorevole, in grado di dare risposte concrete ai cittadini che stanno pagando il prezzo di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità. Saremo impegnati nei prossimi giorni, insieme a Todi 2.0, Krisis e a tutti i cittadini che vorranno contribuire, nell’elaborazione di una proposta politica all’insegna della difesa del lavoro e dei beni comuni, per il potenziamento dei servizi sociali e delle politiche giovanili e culturali, coerente con i principi programmatici sottoscritti dalla coalizione e che verrà resa nota con l’ufficializzazione di tutti i candidati alle primarie del 27 novembre.

LA SINISTRA UMBRA e il MINIMETRO Il tunnel dove non si vede… Il fine

27 luglio 2011

Apprendiamo dalle cronache (http://www.umbria24.it) che autorevoli esponenti della Federazione della Sinistra, che riunisce RC e PdCI, muovono critiche all’internalizzazione dei costi di esercizio del minimetro di Perugia nel bilancio della nuova holding del trasporto pubblico regionale Umbria TPL. Ci chiediamo dove fossero tali esponenti di sinistra quando l’allora Sindaco di Perugia, Locchi, fece di tutto per realizzare a Perugia un’opera dai costi di esercizio superiori a quelli dell’intero trasporto pubblico regionale. Tali costi erano ben noti sin d’allora, così come era evidente la chimera del pareggio a 21.000 passeggeri al giorno. Stante tali proiezioni sui costi di esercizio, forse, certi partiti di sinistra, prima di confermare in quest’ultimo decennio le alleanze con il PD pigliatutto, avrebbero dovuto essere più risoluti a rinunciare a qualche poltrona. Invece la sinistra non ha mai cessato di appoggiare ed essere organica al PD nelle giunte che contano in Umbria e, certamente, l’elezione blindata di Locchi nel listino a Palazzo Cesaroni si deve anche alla mancata opposizione di tali partiti. Ricordiamo benissimo l’entusiasmo di tutte le forze di sinistra umbre di fronte a quell’opera, apparsa inutile sin dalla sua progettazione, quanto dannosa nei suoi effetti finanziari. Invitiamo quindi i cittadini di Terni e quelli di tutta l’Umbria a pagare i debiti prodotti dal minimetro, fino al necessario smantellamento dell’opera, visto che l’impatto finanziario è di grandezza almeno regionale e a premere sui loro rappresentanti politici affinché l’opera sia smantellata nel più breve tempo possibile, invece di pensare alla realizzazione di nuove costosissime ed inutili tratte. Ricordiamo infatti che la nostra regione è già molto indebitata e fa parte di uno Stato che versa in condizioni da “quasi-default” con quasi 2000 miliardi di debito pubblico. Auspichiamo invece che i vertici della sinistra ternani e di tutta la Regione rispondano quanto prima agli elettori per la loro miopia politica.

Movimento 5 Stelle Perugia

AUTONOMIE LOCALI LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA DOPO LA MANOVRA FINANZIARIA

21 ottobre 2010

CONVEGNO  NAZIONALE

PROVINCIA DI PERUGIA, Sala Consiliare p. Italia 11

22 ottobre 2010 ore 15,30

Interventi programmati:  Regioni, Province, Comuni, Polizia Locale e Camere di commercio: Come incidono il nuovo Federalismo fiscale e la Manovra Finanziaria correttiva 2011 – 2012 sulle prospettive giuridiche e contrattuali dei dipendenti del comparto.

ROSSI Aviano Vicepresidente Provincia di Perugia

Aviano Rossi

CASTAGNOLA Stefano Segretario Nazionale FSI

DANZA Maurizio Segretario Nazionale Coord. FSI – Uff. Giuridico e Vertenze

SPINA Antonia Segretario Nazionale FSI

PARIS Maria Teresa Dir. Resp. Servizio Informazione comunicazione e decentramento provincia di Perugia

AMICI Ivo Coord. Regionale FSI – AA. LL. / Umbria

SANTI Paride Coord. Nazionale FSI – Moderatore dell’incontro

ROSI Maria Consigliere Regionale UMBRIA (PDL)

Maria Rosi

ZAFFINI Francesco Consigliere Regionale UMBRIA (FLI)

MONACELLI Sandra Consigliere Regionale UMBRIA (UDC)

On. GIOVANELLI Oriano Presidente Forum Riforma Pubblica Amministrazione (PD)

On. RONCONI Maurizio Responsabile Nazionale AA. LL. (UDC)

SINDACI delle principali Città dell’Umbria