Posts Tagged ‘filipponi’

Arte a Spoleto: presentata la Ecobiennale 2016

6 giugno 2016

Filipponi-1Sabato 4 giugno alle 17 è stata presentata la biennale di Spoleto ideata e diretta dal m° Giuliano Ottaviani già da tempo assiduo frequentatore della città del Festival e da sempre la sua organizzazione Eclettica ha creduto nelle potenzialità di Spoleto tanto che lo stesso
ha dichiarato:” tutte le principali città al mondo hanno una biennale d’arte , quindi mi sembrava doveroso che anche Spoleto ne avesse una di livello ed a forte vocazione internazionale”.

Molte sono le novità di questa edizione a partire dal nome che da il tema : Ecobiennale del Dialogo, ma poi anche i luoghi che sono differiti dalla Galleria Eclettica in via Portafuga 4, alle sale del Comune di Spoleto in via Visiale,  fino al Museo della ex ferrovia Spoleto Norcia in via Fratelli Cervi e poi le mostre personali di grandi maestri presso la sede della galleria Polidarte in via Duomo 27. (more…)

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Arte: A Massimo Zavoli il Premio Internazionale Spoleto Festival Art

24 luglio 2015
In primo piano, in bianco, Stefano de Majo. Dietro, in giacca, il Maestro Massimo Zavoli e di fianco, in abito e cravatta, il Presidente di Spoleto Festival Art, Luca Filipponi.

In primo piano, in bianco, Stefano de Majo. Dietro, in giacca, il Maestro Massimo Zavoli e di fianco, in abito e cravatta, il Presidente di Spoleto Festival Art, Luca Filipponi.

Il Prof. Massimo Zavoli, docente presso il Liceo Artistico “O. Metelli” di Terni, è stato insignito per la seconda volta consecutiva del Premio Internazionale Spoleto Festival Art. Maestro indiscusso nella tecnica dell’acquaforte, che realizza con un torchio ricevuto in dono dai discendenti di Aurelio De Felice, Massimo Zavoli esporrà due proprie opere al Global Village allestito nell’ambito della Biennale di Venezia. Nel corso della cerimonia di conferimento del Premio, tenutasi presso la prestigiosa sede di Palazzo Ancaiani a Spoleto, è stata presentata anche una acquaforte dal titolo “Terni – 11 agosto 1943”. La presentazione dell’opera, magistralmente condotta dall’attore ternano Stefano de Majo, che sarà in scena ad agosto all’Anfiteatro Fausto, rievoca il primo bombardamento subito dalla città di Terni, la cui memoria è stata affidata al romanzo “Ascolta! Il nemico non tace!”, scritto dallo stesso de Majo.


Massimo Zavoli al torchio

Massimo Zavoli al torchio

“NON SONO STATO IO A CERCARE IL TORCHIO, LUI HA TROVATO ME”

Quando suoni alla porta di Massimo Zavoli ti accoglie Arturo, guardiano della soglia di tutto rispetto. Sdraiato sullo zerbino, non esita un istante ad esternare, con tipica arte felina, la propria simpatia. Prima si mette supino, con le zampette distese, poi, dopo una serie di giravolte, ti si struscia sui pantaloni con il manto cinerino, invitandoti senza mezzi termini, con la coda ben dritta, ad entrare. Anticipando, da perfetto anfitrione, l’ospite, ti indica le scale che conducono ad un ampio salone e al laboratorio in cui, grazie alla passione dell’artista, ha ripreso vita il torchio che appartenne ad Aurelio De Felice (1915 – 1996). Non un semplice strumento per la stampa ma un vero e proprio alambicco utilizzato per più di quarant’anni da De Felice per materializzare centotrenta straordinarie acqueforti e sperimentare, come ha scritto Italo Faldi, nuove tecniche: fondi graffiati con fittissimi reticolati di linee di impercettibile spessore, ampie fasce bianche di contorno che circoscrivono le forme e ne individuano i profili con effetto di negativo fotografico, che pervengono a risultati di non comune intensità espressiva. Dopo la morte di Aurelio, il torchio è rimasto a lungo inerte, solitario custode, nella penombra di una disabitata mansarda, di sogni, visioni, memorie, finché Pericle (detto Dante), nipote dello scultore di Torre Orsina, non ha deciso di donarlo a Zavoli. E ha fatto bene, molto bene. Non sarebbe potuto finire in mani migliori. L’artista gli presta, infatti, le stesse attenzioni, oseremmo dire le stesse premure, che riserverebbe ad un figlio. Quando lo mostra, spiegandone le funzioni, non riesce giustamente a trattenere un misto di orgoglio, commozione e timore per l’onore e la responsabilità di accudire ad un bene così prezioso. Realizzato dalla ditta Paolini di Urbino, dotato di un nuovo feltro rotante, il torchio conosce adesso una nuova stagione. Massimo ne parla riconoscendo il proprio debito, umano e artistico, nei confronti di De Felice e di Roberto Bellucci, un altro autore per cui prova smisurata ammirazione. È a Bellucci che, dice, si deve il perfezionamento della tecnica adoperata, con la scelta accurata di lastre di rame crudo, la meticolosa preparazione dell’inchiostro e la non meno puntigliosa stesura sulle trame incise.

Francesco Pullia

Giorgio Carlini e l’albero di Natale in ferro con saldatura con elettrodo più grande del mondo

26 novembre 2014
Giorgio Carlini

Giorgio Carlini

Realizzerà l’Albero di Natale più grande del mondo, in ferro a saldatura con elettrodo. E’ questo il suo ennesimo e personale obiettivo. E’ questa la sua distinzione tra gli Artisti: ad oggi nessuno ha realizzato un così grande albero natalizio con un metodo di costruzione sicuramente innovativo. (more…)

Spoleto Festival Art 2014 in crescita in tutta l’Umbria

7 gennaio 2014
Luca Filipponi

Luca Filipponi

Lo Spoleto festival art sta programmando un 2014 veramente scoppiettante con moltissime attività a Spoleto ed anche in arte città dell’Umbria. Attualmente è ancora in corso, prorogata fino all’otto gennaio lo Spoleto Meeting Art in via della salara vecchia 5 a palazzo Laurenti con la presenza dei seguenti artisti: Andrea Zampollo, (more…)

Lo Spoleto Festival art lancia il gemellaggio con la città di Macerata

10 gennaio 2013

Sabato 12 ore 17 presso l’Hotel nuovo Clitunno verrà presentata la mostra personale del Maestro maceratese Silvio Craia che esporrà opere tematiche sull’Europa con particolare (more…)

Lo Spoleto Festival Art presente alla Fenice di Venezia al concerto di capodanno di Rai 1

5 gennaio 2012

Tra le nuove partnership dello Spoleto Festival Art 2012 ci sono il teatro La Fenice di Venezia e la città di Venezia, tantoché in occasione del concerto di capodanno il dott. Luca Filipponi ed un gruppo di critici d’arte e giornalisti sono stati ospiti al famoso concerto dato da Rai 1 in diretta televisiva. In effetti sono in cantiere numerose idee tra Spoleto Festival Art ed altre organizzazioni ed enti della città di Venezia con la finalità comune di divulgare le iniziative culturali e promuovere gli scambi tra le due città e tutte le associazioni, fondazioni ed enti che operano nelle stesse città, a fortissima vocazione culturale. Il dott. Luca Filipponi Presidente dello Spoleto festival Art ha espresso soddisfazione per l’evolversi di tale partnership:” oltre alla collaborazione con Venezia che è ancora in fase di perfezionamento abbiamo portato avanti uno scambio culturale con il Premio artistico Santa Caterina delle città di Siena attraverso il famoso storico, giornalista e professore d’arte Gilberto Madioni. Gli accordi con queste due realtà culturali mi sembrano un ottimo inizio per il 2012 ma tutto ciò rappresenta solamente l’inizio di una serie di sinergie che potranno far crescere moltissimo l’expo spoletina fino ad arrivare ad essere una delle prime cinque rassegne di arte contemporanea in Italia”. Nel frattempo anche a livello territoriale continua il coinvolgimento degli artisti con mostre ed altre attività culturali. In particolare martedì 10 gennaio alle ore 18.00 presso la Sala Espositiva dell’Ospedale di Spoleto in collaborazione con l’associazione Creel presieduta dalla dott.ssa Stefania Montori verrà presentata la mostra dell’ artista spoletino Luigi Piccioni, a seguire alle ore 19.00 presso l’hotel Nuovo Clitunno sarà presentata la mostra del noto artista Valan acronimo di Antonio Valentini.

 

L’ARTE ENTRA NEL SOCIALE CON VALERIO GIUFFRE’

18 ottobre 2011

Valerio Giuffrè

L’artista romano Valerio Giuffrè ritorna a Spoleto con la sua arte molto provocatoria con un’esposizione presso la sala espositiva dell’ospedale di Spoleto. Questa iniziativa sancisce un accordo tra lo Spoletofestivalart, l’Istituto europeo per la formazione ed il CREEL con l’obiettivo di creare sinergie sul territorio ed avvicinare l’arte contemporanea in luoghi e situazioni non convenzionali. Unanimemente i presidenti delle organizzazioni che organizzano l’evento Luca Filipponi e Stefania Montori credono con forza alle iniziative di questo tipo: “Il ruolo dell’arte nella società, nel contesto sociale e nella sanità è oramai in molti luoghi una cosa consolidata che può solo far bene in determinati ambienti”.

Valerio Giuffrè è nella giornata di giovedì alle ore 17,00 presso lo stesso luogo presenterà anche il suo ultimo libro “Il gene dell’immortalità” nel quale si da un’interpretazione della vita e delle regole sociali vicino alla corrente filosofica del neoempirismo alla quale il medico, filosofo ed artista romano appartiene a pieno titolo e con fortissime credenziali. Infatti Valerio Giuffrè ha già firmato un contratto con il prestigioso editore SI per un nuovo libro sull’antimetafisica che avrà una fortissima e capillare distribuzione. L’artista da un’interpretazione molto particolare dell’arte, della filosofia e di altre scienze intellettuali e ritiene sinteticamente che queste discipline possano essere utilizzate con maggiore e notevole successo in tutti i contesti sociali.

TOPONOMASTICA, LIBERA STORIA: “QUALE RATIO A PIEDILUCO NELL’INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AD UN PARTIGIANO?”

18 aprile 2011

“Ci chiediamo quale sia la logica alla base delle decisione di intitolare una strada a Piediluco a Mario Filipponi, partigiano della brigata “Antonio Gramsci”, da parte del Comune di Terni”. È quanto si legge in una nota dell’associazione culturale di promozione sociale, Libera Storia. “Siamo curiosi di apprendere le motivazioni che hanno spinto il Comune di Terni a questa decisione, a maggior ragione a fronte della necessità di raggiungere una reale pacificazione della stessa memoria storica nel nostro corpo sociale, come auspicato più volte dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso dei suoi molteplici interventi nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, in modo particolare a Terni, recentemente teatro di episodi di intollenza politica. Accomunare la figura del partigiano Filipponi, il cui operato dentro e fuori il movimento di liberazione è quanto meno discusso, stando a quanto scientificamente ed accuratamente documentato da diverse recenti pubblicazioni, con dati bibliografici e d’archivio di indubbia fondatezza, a quella di tanti protagonisti della nostra storia nazionale ed unitaria ci sembra una scelta forzata e dal sapore ideologico. Sarebbe stato più opportuno, a nostro avviso, dedicare una via ai tanti protagonisti sconosciuti, e spesso dimenticati, del processo unitario e risorgimentale, la memoria delle cui gesta sta risorgendo anche in Umbria attraverso molteplici iniziative culturali, accademiche ed editoriali, piuttosto che incensare una figura legata a pagine sicuramente più drammatiche della nostra storia contemporanea”.