Posts Tagged ‘firenze’

ARTE: DUE INSTALLAZIONI DELL’ARTISTA PIERLUIGI MONSIGNORI A FIRENZE

16 marzo 2017

monsiPierluigi Monsignori in mostra con “il pesce di contro corrente” nel Cenacolo di OgniSsanti e con un elemento di “Plastic Food”, presso Monteripoli, grazie ad Artour-o, format dell’architetto Tiziana Leopizzi.

L’artista di Umbertide, Pierluigi Monsignori, continua a viaggiare offrendo, attraverso le sue opere, una serie di proposte di riflessione sulla vita e i valori umani. Valori, sempre attuali e rinnovati, che, anche oggi, possono essere trasmessi attraverso l’arte, un’arte che realmente non è mai morta, o quantomeno ancora detentrice di una forza mai spenta.

Il pesce di Controcorrente è posto ai piedi dell’Ultima Cena dipinta dal Ghirlandaio. I suoi elementi, 13 mattoni che compongono due mezze lune a formare un “pesce”, riprendono i valori simbolici propri della fede cattolica: pesce (IXTYS) simbolo cristologico; al suo interno la branchia, disegnata con 3 mattoni, rappresentante la Trinità. Ogni mattone vuole volutamente, quanto simbolicamente rappresentare un apostolo e Gesù. (more…)

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TURISMO: Firenze Romana Prima che Palazzo Vecchio ingoiasse tutto

23 ottobre 2015

FIdomenica 1 novembre 2015

Visita guidata a cura di Nicoletta Bernardini

“E guardate la città turrita, con le sue mura e il fiume: è l’unico testimone superstite di una Firenze che fu cuore della civiltà occidentale”

L’ASSOCIAZIONE MATAVITATAU invita a scoprire la Firenze romana meno conosciuta emersa nei sotterranei di Palazzo Vecchio, direttamente sotto al cubo del palazzo del potere di Arnolfo di Cambio, dove lo scavo archeologico concluso nel 2010 ha riportato alla luce i resti di alcune parti del teatro romano di Florentia.
L’itinerario romano di Firenze permette di scoprire le tracce della città romana attraverso quelli che furono i luoghi simbolici della città Medievale e Rinascimentale: l’anfiteatro che ha lasciato memoria di se nel perimetro e nel nome di via Tòrta e del Parlascio, il Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai che offre ai visitatori affreschi e resti archeologici in uno straordinario insieme di arte e storia di Firenze dall’età romana al Rinascimento. (more…)

Lavori Tav Firenze, arresti domiciliari per Maria Rita Lorenzetti

16 settembre 2013

È stata arrestata questa mattina Maria Rita Lorenzetti, ex presidente Pd della Regione Umbria e dal 2010 capo di Italferr , società del gruppo Ferrovie dello Stato che opera nel settore dell’ingegneria dei trasporti ferroviari e dell’Alta Velocità. Le (more…)

QUANDO PERUGIA RICHIAMO’ IN PATRIA LE SUE ECCELLENZE.

10 giugno 2013

dI Vanni Capoccia

Perugia alla fine del ‘400 fece quello che non sa fare l’Italia d’oggi: richiamò in Patria due sue intelligenze. Il Comune offrì all’umanista perugino Maturanzio, allora all’Università di Venezia, di riprendere l’insegnamento nello Studio di (more…)

Libri: “48 small – il dottore di Perugia e il mostro di Firenze” presentato a Gualdo Cattaneo

14 gennaio 2013

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Sabato 19 gennaio ore 17,30

Cantina “Cesaroni Sartori” – Torri di Barattano – Gualdo Cattaneo

Anna Mossuto, direttore del quotidiano Il Corriere dell’Umbria analizza, insieme all’autore , uno dei più complessi misteri italiani raccontato nel libro inchiesta di Aalvaro Fiorucci

Un colpo di scena dopo l’altro, ma non è un romanzo. Lo svolgimento delle vicende raccontate da Alvaro Fiorucci nel libro-inchiesta <<48 small-il dottore di Perugia e il mostro di Firenze>> (Morlacchi editore) ha assunto, nel corso di un trentennio, a volte il carattere proprio delle trame di un giallo, altre volte si è avvicinato alle iperboli dei legal-thriller, in certi passaggi ha manifestato l’anima (more…)

19 AZIENDE UMBRE PRESENTI AD ART LA FIERA NAZIONALE DELL’ARTIGIANATO DI FIRENZE

17 aprile 2012

Sono 19 le aziende artigiane che insieme ad Unioncamere Umbria, con il contributo della Regione e d’intesa con le associazioni di categoria, parteciperanno ad Art Firenze 2012, una delle più importanti vetrine italiane per le produzioni tipiche ed artistiche. Nove giorni fitti di iniziative, dal 21 al 29 aprile, pensati per valorizzare l’alta tradizione artigianale ma anche le innovazioni tecnologiche che un settore chiave del “Made in Italy” propone di continuo. Sabato prossimo, l’inaugurazione ufficiale, negli storici spazi della Fortezza da Basso. Sono attesi quasi 200mila visitatori. Più di 800 gli espositori, con più di 5000 operatori professionali. Quest’anno verrà presentata ai visitatori una importante novità: il tracciato della mostra è stato costruito attraverso percorsi sensoriali dedicati alle varie regioni. Un modo per privilegiare il territorio attraverso l’artigianato: dal turismo all’enogastronomia, dagli antichi mestieri al paesaggio. Art 2012 si presenta come una vera e propria “Città del bello”, un punto di incontro fra produttori e consumatori dove però sarà possibile anche fare acquisti e degustare prodotti tipici e tradizionali. Artigianato da vedere, da toccare e da assaporare, in orario continuato, per tutto il periodo della rassegna, dalle 10 alle 23. Per l’Umbria, una importante occasione di promozione attraverso le sue produzioni di eccellenza: ceramiche artistiche, maglieria, cornici, legni antichi decorati, accessori sartoriali, mobili dipinti a mano, oggetti in vetro, oreficeria, arredamenti per interni, mattoni artigianali, bigiotteria ed oggetti medievali. Saranno presenti 19 aziende: Laboratorio di Corniceria; Società agricola Maridiana Alpaca; Libero laboratorio d’Arte Ceramica; il Mercatino delle Pulci; Claudia Andreani; Legno&Colore; Ceramiche Mazur; Mogrè Ceramiche; Vetri d’arte Bodrero; Enrico Marrani; Bottega orafa Bartoccioni; La Quercia 21; Fabula; Folisa; Acacia Giuseppe; Peccetti Gino; Ceramiche Mercante; Scala di Luca e il Cotto Umbro.

 

Partito Democratico e caso Renzi

8 novembre 2011

LETTERA APERTA DI MARIO FELICIONI

“I CAPPONI DI RENZI”

Cari democratici credo che occorra dare luogo ad una riflessione, ad un dibattito  attento, costruttivo, privo di preconcetti all’interno del Partito dopo “l’evento” dei cosiddetti “Rottamatori” della Leopolda  di Firenze. Personalmente ritengo Renzi un amministratore capace, anche alla luce di recenti sondaggi che lo vedono tra i sindaci più graditi in Italia, un ottimo comunicatore i suoi interventi sono fluidi, apparentemente anticonvenzionali, lucidi, coinvolgenti. Ma ho anche la percezione, il sesto senso che sia un soggetto ambizioso, desideroso di gloria, vanitoso, spregiudicato, aggettivi pericolosi se accostati ad un politico insomma non vorrei che chi giustamente vuole pensionare D’Alema non ne divenga poi la giovane copia. Ho ascoltato con attenzione le conclusioni della Leopolda e pur mantenendo le  mie personali convinzioni sul personaggio-fenomeno Renzi trovo motivi di condivisione su alcuni passaggi, specie quando dice che uno statista quando governa non guarda alle prossime elezioni ma deve cercare di guardare al futuro delle generazioni che verranno. O quando dice che i nostri nonni e padri ci hanno lasciato con una casa un conto in banca, delle sicurezze, insomma un certo benessere, mentre i nostri nonni-padri politici sono andati a mangiare al ristorante e ci ha lasciato il conto da pagare, ossia l’irresponsabilità nel creare un debito pubblico che graverà su di noi e le generazioni che verranno. Oppure quando dice che il centrosinistra  deve dividere chi vive di finanza da chi fa impresa da chi ha voglia di rischiare da chi vive di rendita, e questo proposito non posso non ricordare che  vivo personalmente  sulla mia pelle il fatto che oggi sempre più spesso la finanza rovina l’impresa e chi come me lavora per quell’impresa. Ho condiviso anche quando dice che dobbiamo scrivere tutti insieme una nuova storia e questo lo devono fare i pionieri e non i reduci, ma attenzione non dobbiamo mai dimenticare, mai buttare alle ortiche le nostre radici perché altrimenti avremo creato un partito senza  basi solide, senza valori,  avremo creato in sintesi un PDL di sinistra.

nota di redazione: la lettera è molto lunga, per l’argomento trattato merita di essere pubblicata per intero, ma  per ragioni di opportunità editoriale l’abbiamo divisa in due parti, ci scusiamo con l’autore ed i lettori, ma promettiamo di pubblicare presto la seconda parte.

ACCORDO TRA CONFINDUSTRIA PERUGIA, BANCA CR FIRENZE E LE CASSE UMBRE DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO

12 novembre 2010

1 MILIARDO DI EURO PER SOSTENERE LO SVILUPPO DELLE IMPRESE DEL TERRITORIO

Banca CR Firenze e Confindustria Perugia, hanno presentato, a margine dell’Assemblea Generale delle Imprese associate a un ulteriore importante accordo che fa seguito a quelli nazionali siglati da Intesa Sanpaolo e che intende attivare strumenti per assistere al meglio le piccole e medie imprese nell’attuale fase congiunturale, ancora difficile ma certamente più orientata alla crescita e allo sviluppo.  L’Accordo è stato illustrato agli imprenditori dal Presidente Confindustria Perugia e da Luciano Nebbia, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. L’Accordo conferma e prolunga gli strumenti attuati nel 2009, disegnati per fronteggiare le principali emergenze della crisi, come ad esempio la linea di credito aggiuntiva per la gestione degli insoluti, i programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, l’allungamento fino a 270 giorni delle scadenze a breve termine e il rinvio rate su mutui e leasing, diventate poi oggetto dell’Avviso comune ABI del 3 agosto 2009. In 12 mesi si è potuto dare un riscontro positivo a oltre 50.000 richieste a livello nazionale, di cui oltre un migliaio in Umbria. Banca CR Firenze, le Casse Umbre del gruppo Intesa Sanpaolo (Cassa Risparmio di Città di Castello, Cassa di Risparmio Cassa di Risparmio Spoleto e Cassa di Risparmio di Terni e Narni) e Intesa Sanpaolo mettono a disposizione delle aziende del territorio un plafond di 1 miliardo di euro specificamente destinato a interventi e investimenti in tre ambiti strategici per il rilancio della competitività delle imprese:

Internazionalizzazione: aiutare le imprese a sviluppare nuove strategie sui mercati esteri attraverso il supporto operativo in 40 paesi nel mondo e le consulenze specialistiche del polo per l’internazionalizzazione del gruppo Intesa Sanpaolo.

Innovazione: finanziamento e sviluppo di programmi di ricerca, acquisizione di nuove tecnologie, raccordo tra banca, impresa e università.

Crescita dimensionale: sviluppo delle iniziative volte a migliorare i parametri patrimoniali e la cultura creditizia delle imprese. Promozione delle reti d’impresa e delle sinergie territoriali.

 

La scultura Etrusca

18 novembre 2009

di Marianna Gallinella

Sulla provenienza degli etruschi, la cui presenza  è egemone nell’Italia centrale tra il X ed il III Sec. a. C., si sono molto affaticati gli studiosi senza giungere ad una conclusione certa. Le ipotesi formulate su quella origine sono in sostanza tre. Alcuni vogliono gli Etruschi venuti dall’Oriente per via marittima, altri discendenti di gruppi abitanti l’Italia prima dell’invasione indoeuropea (matrice delle varie popolazioni della penisola); altri ancora calati dal nord delle alpi Retiche. Nessuna però ha fondamenti tali da renderla vincente. Si sa per certo, comunque, che tra tutti i popoli italici (lidi, tirreni, tusci, raseni), quello etrusco raggiunse il più alto grado di civiltà. Se ne ha una chiara testimonianza nel musei archeologici delle città toscane e laziali, (Chiusi, Cerveteri, Tarquinia, Firenze) dove le prima sculture etrusche risalgono addirittura all’VIII sec. a.C. . si tratta di opere ancora rozze, in cui le figure modellate in argilla oppure fuse in bronzo, sono rappresentate in forme piuttosto rigide e schematiche.

A cominciare dal VII sec. a. C., quando gli etruschi vennero in contatto con l’arte greca, la loro scultura fece dei notevoli progressi. Pur ispirandosi a quella greca, con l’introduzione in Etruria della concezione greca dell’Ade (regno sotterraneo ed oscuro dei morti, abitato da demoni paurosi) l’arte etrusca non perse la sua originalità e rivela chiaramente un aspetto fondamentale della civiltà di quel popolo: il grande culto funerario, nel cui ambito curarono in modo particolare le tombe con urne, canopi, sarcofaghi di pietra, cippi, sfingi e stele. Se ne differenziava soprattutto perché non mirava a renderne fedelmente la realtà plastica delle forme naturali, né a rappresentare “tipi”, ma deformava liberamente strutture e particolari per raggiungere una maggiore intensità espressiva e puntava all’individualità ispirandosi alla realtà contingente.

Era un’arte più ingenua e primitiva, non colta e raffinata come quella ellenica, ma proprio per questo più affine alla semplicità rude e pratica dei Romani.

L’agro chiusino, che comprendeva i territori della Val di Chiana e della Val d’Orcia, fungeva da raccordo tra il corso del Tevere e quello dell’Arno, metteva in comunicazione le regioni interne dell’Etruria meridionale con quella settentrionale ed infine era collegato al mare.

Tale territorio, abitato fin dalla preistoria, ebbe un notevole sviluppo intorno al VII sec. a. C., a causa dello sfruttamento decentrato delle risorse agricole.

Ciò portò alla formazione di una serie di insediamenti minori documentati prevalentemente da necropoli, di cui troviamo testimonianze nel Museo Archeologico di Chiusi, e nei musei civici di Chianciano Terme e Sartiano.