Posts Tagged ‘fitoterapia’

Marc Mességué ai Cappuccini Wellness & Spa

6 marzo 2013

Dall’idea di ricerca del benessere a partire da un rapporto privilegiato con la

Marc Messegue

Marc Messegue

natura è nata la collaborazione con il famoso fitoterapista ed erborista Marc Mességué destinata ad arricchire ulteriormente le proposte del Cappuccini Wellness & Spa. Una rivoluzionaria, eppure antichissima, filosofia di benessere, in cui la ricerca e l’utilizzo delle erbe e l’alimentazione sana si integrano alla medicina, alla fisioterapia ed ai trattamenti benessere. Gli ospiti del Park Hotel ai Cappuccini possono contare sulla presenza costante di Marc Mességué e del suo storico entourage con in testa il dott. Roberto Merani e su un monitoraggio giornaliero dell’andamento di una cura personalizzata che rispetta (more…)

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Le erbe nella tradizione medica europea

31 ottobre 2009

festa dei druidi

di Loriana Mari

Il continente europeo è una terra di antichissime tradizioni mediche, magico-mediche e magiche, di una bellezza affascinante.Di fatto il nostro continente è stato teatro dell’incontro e della commistione di conoscenze e pratiche fitoterapeutiche provenienti dalla Grecia, attraverso Roma, dall’Egitto, dalla Scandinavia e soprattutto dalle popolazioni celtiche, ricche del bagaglio di sapienza dei Druidi. E’ interessante notare che in Egitto, accanto alla medicina ufficiale, esisteva una medicina praticata dalle donne delle erbe, che caratterizzarono la storia antica un po’ dappertutto, sottolineando la connessione tra la donna e la Dea Madre attraverso la natura. Certamente molte di quelle conoscenze erano corrette dal punto di vista erboristico e molte altre lo erano dal punto di vista psicologico: infatti, non possiamo negare ai nostri antichi antenati i riscontri positivi dell’effetto placebo di alcuni dei loro rimedi; inoltre non si può dimenticare la potenza di suggestione dei rituali che spesso accompagnano la terapia.  Il rituale aumenta il bagaglio di fiducia e instilla nel paziente la certezza della guarigione, stimolando efficacemente il sistema immunitario. Sta di fatto che con la medicina delle erbe, con o senza corollari magici, in vigore in Europa dall’inizio della nostra era fino alle soglie del XX sec., il continente si è andato sempre più popolando, il che significa che le nascite e le guarigioni erano più numerose delle morti e pertanto quel tipo di medicina, in una certa misura funzionava. Quando parliamo di erbe della nonna, parliamo delle nostre tradizioni mediche popolari, di grande aiuto e sostegno soprattutto alle popolazioni più povere, che spesso non avevano neanche la possibilità  di chiamare il medico, e soprattutto ricordare tutte quelle donne, esperte di erbe e di pozioni medicinali, le cui ricette venivano tramandate oralmente di madre in figlia: in quelle ricette, la tradizione antica, con i suoi ritmi, i suoi tempi e i suoi  riti, è stata interpretata, per un lungo periodo, come stregoneria, e lepoverette hanno dovuto pagare col rogo il semplice fatto di essere eredi di un’antica cultura che appariva scomoda e incomprensibile nei tempi oscuridell’ inquisizione. Sarebbe incredibilmente lungo elencare le piante che per qualche ragione sono entrate nel corso dei secoli nell’erbario un po’ medico e un po’ magico della nostra tradizione; anzi si può affermare che tutti i vegetali potrebbero trovarvi una collocazione perchè ognuno partecipa, per una certa parte anche piccola, alle concezioni cosmogoniche e naturalistiche degli antichi. I sacerdoti degli antichi popoli celti, i Druidi, costituivano, ai tempi di Cesare, una delle principali classi della società  in Irlanda, Britannia e Gallia. Suddivisi in Druidi vati (o indovini), e bardi, i druidi si occupavano della raccolta del vischio, assistevano ai sacrifici, presiedevano alle cerimonie religiose ed esercitavano anche funzioni giudiziarie, di educatori e di medici. Essi possedevano una profonda conoscenza della natura, soprattutto in campo vegetale: questo li portava a fare uso di molte piante medicinali, tra cui il trifoglio, la verbena, la primula e molte altre. Ma le ricette dei loro infusi non sono giunte fino a noi se non  tramite  una tradizione popolare tramandata oralmente.Molti aspetti delle concezioni dei druidi si ritrovano in molte culture: per esempio la sacralità di varie piante tra cui il tasso, il frassino, il nocciolo, e soprattutto la quercia, considerata come l’albero del bene e del male e quindi della conoscenza.A partire dal 400 a.c. avevano cominciato a giungere in Italia tribù di Barbari celti attraverso le Alpi e, in seguito la penetrazione continuò più o meno sensibilmente su tutto il territorio, e le conoscenze erboristiche di questo popolo si diffusero anche in Italia, sovrapponendosi ed interagendo conquelle locali. I druidi erano abili nel riconoscere le virtà medicinali delle piante, ed erano riusciti ad identificare un insieme di rimedi con cui trattare, con buoni risultati, la maggior parte delle malattie e delle infermità  di quel tempo. Le piante medicinali che utilizzavano, sono state tramandate fino a noi dalla medicina popolare, e sono tuttora presenti allo stato spontaneo sulterritorio.