Posts Tagged ‘fondo’

Anche Todi protagonista per le “Mattinate FAI per le scuole”

3 novembre 2015

Ci sono anche tre città umbre tra le 80 di tutto il territorio nazionale dove si svolgeranno le “Mattinate FAI per le scuole”, evento del Fondo Ambiente Italiano alla sua quarta edizione. Si tratta di Terni, Spoleto e Todi.

L’iniziativa prevede che altri studenti più grandi, appositamente formati e costantemente seguiti dai volontari del FAI, facciano da guida alle classi in qualità di “Apprendisti Ciceroni”.

A Terni verrà aperta  mercoledì 18 novembre la chiesa di San Francesco d’Assisi; a Spoleto, giovedì 19, la chiesa dei SS Giovanni e Paolo. (more…)

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Todi, FAI Marathon: alla scoperta di nuovi (antichi) tesori

5 ottobre 2015

todi-tramonto-300x172Todi è tra le 130 città in tutta Italia protagoniste della FAI Marathon, evento nazionale proposto dal Fondo Ambiente Italiano per domenica 18 ottobre, rinnovando il consueto appuntamento annuale per riscoprire tanti angoli nascosti, spesso inaccessibili o poco conosciuti. Quest’anno saranno 500  i luoghi aperti per l’occasione e tre saranno appunto di Todi. Il merito è del Gruppo FAI Todi che, nato appena un anno fa, si propone organizzatore con continuità di eventi di successo. (more…)

Visite guidate: Il FAI Todi propone l’iniziativa “Le mura, la chiesa, i fabbri”

17 settembre 2015

E’ in programma domenica 20 settembre la nuova iniziativa del Gruppo FAI di Todi, con i volontari tuderti del Fondo Ambiente Italiano che proporranno due visite guidate gratuite alla scoperta dei segreti racchiusi dalle mura di Porta Perugina ed in particolare della chiesa di Sant’Eligio, che vanta nove secoli di storia e le cui vicende si intrecciano con quelle del Borgo Nuovo, dalla sua nascita nel XIII secolo allatodisuccessiva costruzione dei bastioni.

Due gli appuntamenti programmati, uno la mattina alle 11:30 ed uno il pomeriggio alle ore 15:30, entrambi con ritrovo e partenza dal vicino Istituto Agrario, dove per tutta la giornata di domenica 20 settembre, dalle 9 alle 19, si terrà un mercato di prodotti agricoli locali, laboratori di fattoria didattica per bambini, escursioni, mini corsi di cucina e, alle 18, il concerto dell’orchestra della scuola Cocchi-Aosta e del Liceo Jacopone, il tutto all’insegna della manifestazione “Cittadella Agraria d’Autunno”.

L’iniziativa del FAI Todi precede ed annuncia la FAI Marathon, evento nazionale proposto dal Fondo Ambiente Italiano per domenica 18 ottobre, rinnovando il consueto appuntamento annuale per riscoprire tanti angoli nascosti, spesso inaccessibili o poco conosciuti.

In tale occasione, così come in altre 130 città italiane, i volontari tuderti, aiutati anche dagli apprendisti ciceroni delle scuole tuderti, guideranno turisti e curiosi alla conoscenza di tre luoghi meritevoli di essere visitati e ritrovati dalla stessa comunità cittadina.

Zapatero: Ecco i retroscena del colpo di stato in Italia

12 dicembre 2013

beZapatero shock: ecco la verità su Berlusconi che nessun media ha raccontato

di Daniele Di Luciano
Vorremmo dire «clamoroso», ma non è così perché sapevamo da tempo, e lo abbiamo più volte scritto, che non solo in Italia ma anche dall’estero arrivavano pesanti pressioni per far fuori Silvio Berlusconi. L’ultima prova, che conferma la volontà di rovesciare un governo (more…)

“FAI PER IL CAMPACCIO OVVERO LA CUPARELLA”

20 giugno 2012

Parco della Cuparella, Centro Storico – Perugia sabato 23 giugno 2012 alle 18,00

Un aperitivo per vivere il Parco della Cuparella (ex Campaccio) e per sensibilizzare sui progetti di rilancio di questo splendido parco appoggiato alle mura etrusche e medievali della città, (more…)

In mostra al Museo della Pesca di San Feliciano documenti e cartografie del Fondo Gnerucci

22 maggio 2012

La raccolta, di proprietà del comune di Magione, raccoglie stampe, carte e documenti antichi sul Trasimeno e la Val di Chiana dal Cinquecento ad oggi

Inaugurate sabato 19 maggio le mostre allestite presso il Museo della pesca di San Feliciano: “Il Fondo Cartografico Paolo Gnerucci: le carte geografiche realizzate tra il XVI e XVIII secolo sul territorio dell’Etruria” e “Valdichiana e Trasimeno e L’evoluzione geografica della Val di Chiana, la sua bonifica e le opere idrauliche di regolazioni” alla presenza del sindaco, Massimo Alunni Proietti, dell’assessore al cultura, Giacomo Chiodini, dei curatori del (more…)

Al magionese Gianfranco Cialini il conferimento dell’onorificenza di Commendatore “Al merito della Repubblica Italiana”

11 febbraio 2012

Con decreto del 27 dicembre 2011 il Presidente della Repubblica ha concesso al magionese

Gianfranco Cialini

Gianfranco Cialini, residente nella frazione di Sant’Arcangelo, la prestigiosa onorificenza di Commendatore “Al merito della Repubblica Italiana”. La notizia è stata ufficializzata con lettera del Prefetto di Perugia, Enrico Laudanna, il 20 gennaio scorso. L’onorificenza viene conferita a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”. «Mi congratulo con il nostro concittadino per questo importante riconoscimento che premia anni di lavoro fatto con passione e competenza – è il commento del sindaco Massimo Alunni Proietti –. Voglio solo ricordare, per quello che riguarda il nostro territorio, gli studi e l’impegno per tutelare e salvaguardare la piccola chiesa di Santa Maria d’Ancaelle, in località Sant’Arcangelo, ed il ruolo avuto nel fare luce sulla figura di don Ottavio Posta». L’onorificenza acquista maggior valore perché la legge, che ne definisce la modalità di conferimento, prevede che non possa essere dato il grado di Commendatore senza essere stati prima insigniti di quelli precedenti che sono Cavaliere ed Ufficiale a meno di “benemerenze di segnalato rilievo” come è stato in questo caso. Il Presidente Napolitano aveva avuto modo di conoscere il lavoro di Gianfranco Cialini in occasione della sua visita a Perugia per il settimo centenario della fondazione dell’Università degli Studi di Perugia, ente di cui ha coordinato, fino al momento della pensione, il Fondo Antico facendo scoperte di valenza mondiale tra cui: uno spartito musicale del ‘300, il più antico documento della polifonia italiana, una bolla papale di Giovanni XXI del 1276, 48 manoscritti ebraici del 1200, una biografia e diverse pubblicazioni sul monaco olivetano Mauro Puccioli, sepolto nel palazzo dell’Università. Ha, inoltre, predisposto due progetti per la valorizzazione del Fondo Antico finanziati dalla Fondazione della Banca dell’Umbria che ne hanno consentito l’inserimento in rete. Un sito visitato, in circa un anno, da quasi 6.000 utenti di tutto il mondo.

Fondo prima casa in Umbria, giovani presi in giro?

11 febbraio 2012

L’Umbria dei miracoli sembra esser diventata l’Umbria delle bufale: dopo i ritardi nell’erogazione del prestito sociale d’onore, la Regione Umbria ha registrato un altro mezzo flop sull’ennesima iniziativa sociale male organizzata. L’assessore Vinti e tutta la stampa vicina alla giunta Regionale avevano infatti presentato in pompa magna il contributo a fondo perduto per le giovani coppie under 35 con il pagamento del 30% del valore dell’immobile. Un importo massimo a fondo perduto comunque di 30.000 euro, una grande cifra se si considera che mediamente rappresenta l’esborso iniziale da dover pagare ad agenzia immobiliari o costruttori prima dell’erogazione del mutuo. Erano state coinvolte società creditizie, agenzie immobiliari e società edilizie con la promessa che la Regione Umbria avrebbe aiutato da una parte il settore immobiliare a riprendere fiato, dall’altro le giovani coppie a poter acquistare finalmente la prima agoniata casa. Ma l’entusismo con cui è stata presentata l’iniziativa si è subito ridimensionato dal momento in cui le domande sono arrivate ben al di sotto delle aspettative e con molte lamentele già pervenute all’ente e pubblicate sui giornali. In pratica il bando è risultato troppo selettivo e alla fine dei conti le domande sono state appena un centinaio con un avanzo nel fondo accantonato dalla Regione di circa 1 Milione di Euro. I maligni già pensano che sia stato un modo per la Regione di poter far cassa con una iniziativa che da una parte metteva sotto una luce positiva la Giunta Marini che si “spendeva per trovare alle giovani coppie una casa”, dall’altro però alla fine dei conti avrebbe avuto dei soldi in più “insperati”. Altri esclusi dal bando ora vogliono vederci chiaro e vedere la lista pubblicata di chi è riuscito a passare le strette maglie della selezione del fondo.

Michael Surace – Coordinatore Provinciale Generazione Futuro Perugia

MONTI: MISSIONE NON COMPIUTA

21 gennaio 2012

Il compito del governo tecnico era quello di stabilizzare la posizione italiana nel mercato dei capitali, porre fine alla strumentalizzazione che si era fatta delle nostre liti e faziosità nazionali, restaurare la normalità nei rapporti interni all’Unione europea e, con ciò, ridurre la forbice del differenziale dei tassi d’interesse. Non a caso s’era molto posto l’accento, nel periodo preparatorio del commissariamento governativo, sugli spread, assai forzandone il significato e quasi leggendoci l’indice della poca credibilità internazionale del governo Berlusconi.

Ebbene, tale missione è fallita.

Noi abbiamo sempre letto gli spread come un indicatore della crisi dell’euro, e non della sostenibilità del nostro debito (anche se, ovviamente, su quella influivano), ma per i feticisti del ramo faccio osservare che la media dello spread, nei sessanta giorni del governo Monti, è superiore a quella degli ultimi sessanta giorni (i peggiori) del governo Berlusconi.

E questa è solo la premessa di quel che sta per avvenire.

Il governo Monti ha commesso due errori, gravi. Il primo è stato negare la crisi dell’euro, negare che l’origine dei problemi (quelli attuali, non quelli storici) sta nella debolezza politica e istituzionale della moneta unica, in questo modo avvalorando l’idea che siano la dissipazione e l’indisciplina interne a portare la colpa di quel che accade. Il secondo è stato far credere che il problema consistesse nel trovarsi un posto fra Francia e Germania, sventolando come un trofeo la riammissione al desco, laddove, al contrario, il problema era rompere quell’asse, far comprendere ai francesi che legandosi ai tedeschi si sarebbero inabissati, e far comprendere ai tedeschi che fuori da una logica europea la loro forza diventa un peso, che li sprofonda fra i fantasmi della storia. A questi due errori il governo Monti ne ha sommati altri, meno decisivi ma comunque nocivi. Ha cominciato a comportarsi come un governo normale, nato dalla volontà degli elettori e non commissariale (quale è e non smetterà di essere), quindi allargando le proprie competenze fino a trattare materie poco o per nulla attinenti con la propria missione. In questo modo è entrato nel gioco politico, il che è legittimo, ma solo a condizione che accetti di passare per il giudizio elettorale. Ha preteso che i propri ministri potessero agire per comprovata competenza, laddove alcuni di loro sono inciampati in incredibile inadeguatezza (come dimenticare lo strafalcione dell’intervento per decreto in un interna corporis parlamentare!), o hanno mostrato una stoffa umana più adusa allo struscio ombroso che al mostrarsi esemplari.

Al sorgere del governo Monti taluni videro alle sue spalle i mitici “poteri forti”.

Noi ci vedemmo la debolezza della classe dirigente e l’insipienza della politica, che veniva commissariata. Anche le umane inadeguatezze confermano quella nostra impressione. Ora la partita cambia. Con alle spalle l’insuccesso, con di fronte l’assenza di strumenti per operare sul campo europeo (Monti pagherà caro l’avere sostenuto l’irresponsabilità dell’euro, e la sua personale debolezza è divenuta quella italiana), il governo in carica rischia d’essere quello che si rivolgerà al Fondo monetario internazionale. Un prestito da quella fonte (oltre a portare una certa sfortuna, perché l’indice degli insuccessi, per il fondo, è infinito) menoma la sovranità politica di un Paese, sottoponendolo non alla vigilanza degli alleati e propri pari, ma a quella di chi presta denaro. Se questo dovesse accadere si porrà la necessità di una decisione, le cui conseguenze si riverbereranno negli anni: accettiamo quei soldi per fare quello che i tedeschi ci chiedono, o li accettiamo per svincolarci da una guida che non abbiamo scelto, non vogliamo è ci porta ad affondare? Da come ho posto la domanda è evidente la mia risposta: la prima cosa sarebbe follia.

Il punto è: chi la prende, quella decisione?

Non di certo un governo commissariale. Su questo è bene essere chiari: a impegnare il futuro di una democrazia non può che essere chi ne è democratica espressione. Il che porta, visto che la precedente maggioranza politica è fallita, per sua stessa ammissione, alle elezioni. Conosco l’obiezione: in questo momento sarebbe pericoloso. Lo è.

Ma quanto è pericoloso pensare di sospendere la democrazia e ipotecare il futuro?

In Spagna, inoltre, s’è dimostrato che un governo con maggiore stabilità politica davanti fornisce maggiore affidamento, pur restando gravi i problemi. Credere che le colpe siano di Monti è sciocco. Credere che sia la soluzione, anche.

Davide Giacalone

 

 

LAMPEDUSA E “I PROFESSIONISTI DELL’IMMIGRAZIONE”

6 ottobre 2011

Fino a due settimane fa, lo spettacolo pressoché quotidiano a Lampedusa e dintorni era il seguente. Le navi della nostra Marina avvistano il barcone carico di disperazione. A differenza di quanto sarebbe accaduto se si fosse trovata in acque maltesi, greche o spagnole, la carretta viene scortata in porto. I profughi sbarcano. La Protezione civile li rifornisce di acqua, cibo, coperte. Alcuni operatori salgono a bordo per prendersi cura di donne e minorenni, che vengono assistiti per primi. Gli agenti di polizia individuano lo scafista che aveva tentato di mimetizzarsi tra i fuggiaschi: sono loro a indicarlo alle forze dell’ordine. I migranti vengono portati al centro di prima accoglienza di Lampedusa per il riconoscimento fotosegnaletico. A quel punto subentra l’attesa per conoscere quale destino li attende: l’asilo, il permesso temporaneo di soggiorno, il rimpatrio.
A un certo punto della trafila, si inserisce un elemento particolare. È il presidio delle Onlus, le associazioni umanitarie presenti in forze a Lampedusa. La loro non è un’attività clandestina: ogni organizzazione agisce in base a un progetto approvato dal ministero dell’Interno. E ciascuna Onlus è dotata di un cospicuo fondo spese per pagare, tra l’altro, vitto e alloggio non agli africani, ma ai drappelli di volontari. Cosa che ha fatto felici albergatori e ristoratori dell’isola disertata dai turisti.
L’impegno dello Stato italiano per fronteggiare l’emergenza, valutabile in un miliardo di euro, non basta. Occorre l’intervento delle associazioni umanitarie. Il cui compito non è procurare prima assistenza ai profughi, ma inserirli in un circuito di protezione. Spiegare loro quali diritti hanno. Fare loro conoscere mediatori culturali, interpreti, avvocati. Organizzare la permanenza nell’isola. Aiutarli a sfruttare ogni piega della legge per poter restare in Italia. Metterli in contatto con i familiari, perché devono sapere che in Italia c’è posto per tutti.
Appena sbarcati, i nordafricani ignorano dove si trovano, non conoscono la lingua e le leggi del posto, sono stralunati. Eppure in pochi minuti hanno già firmato un plico di moduli in cui si mettono nelle mani di un avvocato sconosciuto ma garantito dalla provvidenziale Onlus. La formula è standard: «Io Tal dei Tali attualmente trattenuto presso l’ex base Nato Loran a Lampedusa dal giorno X nomino mio avvocato di fiducia Pinco Pallino, presso il cui studio eleggo domicilio, affinché svolga le pratiche necessarie per porre fine al mio trattenimento e richieda per mio conto un permesso di soggiorno. Ai sensi delle norme vigenti in materia di autocertificazione autorizzo ai trattamenti dei miei dati personali». Spesso la firma è una sigla incerta ma certificata da un funzionario del comune di Lampedusa sulla base del numero identificativo dello sbarco.L’emergenza nordafricani è un sacrificio per gli automobilisti, che pagano più cari i carburanti. È un aggravio ragguardevole per il bilancio dello Stato. Ma è anche un’occasione di business. Per il 2011 il Fondo europeo per i rifugiati ha stanziato all’Italia 7.740.535,42 euro, più altri 6.850.000 straordinari per le «misure d’urgenza». Ulteriori 6.921.174,29 euro arrivano tramite il Fondo europeo per i rimpatri. Con questi soldi il Viminale finanzia progetti presentati dai soggetti più vari (enti locali e pubblici, fondazioni, organizzazioni governative e non, Onlus, cooperative sociali, aziende sanitarie, università) selezionati attraverso concorsi pubblici. Si tratta di 21 milioni e mezzo di euro complessivi.
Molti dunque sfruttano l’emergenza per ottenere visibilità, rivendicare ideologie, attaccare il governo, e anche per fare soldi. Ogni carretta del mare approdata a Lampedusa mette in movimento un complesso apparato. I direttori operativi delle Onlus si precipitano, dettano appelli scandalizzati e li diffondono tramite solerti uffici stampa chiedendo interventi, trasferimenti, soldi, chiaramente in tempi improrogabili. Gli avvocati, tutti attivi nel campo dei diritti umani e spesso difensori di pacifisti e no-global (la genovese Alessandra Ballerini, legale segnalata da Terres des Hommes, si candidò con la sinistra alle regionali 2010), redigono denunce ed esposti. I parlamentari di opposizione presentano interrogazioni allarmate in cui si parla di «prigionieri», «reclusione», «condizioni indegne di un Paese civile».
Il business dei diritti umani contagia perfino il mondo dell’arte. La scorsa settimana è stato presentato a Roma il progetto di trasformare le imbarcazioni abbandonate a Lampedusa in opere d’arte. «Un modo per dire che un relitto è tragica testimonianza – fanno sapere gli ideatori – ma anche porta verso il futuro». A ciò si aggiunge «la valenza epocale del fenomeno immigrazione», cui l’arte offre «un segno di solidarietà». Peccato che per la regione Sicilia le carrette siano rifiuti tossici perché verniciate da sostanze contenenti piombo. Altro che opere d’arte messe in vendita a beneficio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati: dovrebbero essere smaltite con mille precauzioni. Assieme a tanta retorica assistenziale.