Posts Tagged ‘fortebraccio’

PERUGIA. PRIMO ALLENAMENTO INTER-REGIONALE DI LOTTA 2012

15 febbraio 2012

Sabato 18 Febbraio – ASDB FORTEBRACCIO (PG)

Orario 9,30 – 17,30

con il tecnico federale HAMID MOJTAHEDI e LUCIANO ORTELLI

Programma:

– ore 9,30 : registrazione partecipanti

– ore 10,00 : prima sessione di allenamento : riscaldamento e tecniche di lotta

– ore 14,00 : teoria: regolamento nazionale, punteggio e presa obbligata

– ore 15,00 : riscaldamento e tecniche e lotta

Annunci

Perugia. Alla Fortebraccio, open-day e allenamento interregionale di lotta 2012

2 febbraio 2012

di Geraldina Rindinella

Il mondo della lotta apre i battenti ai neofiti e curiosi di questa disciplina che ogni anno registra un numero crescente di iscritti, ma che spesso è sconosciuto ai più giovani. E’ per questo motivo che, sabato 4 febbraio presso la sede dell’associazione sportiva Fortebraccio di Pian di Massiano, è previsto un open-day (mattina e pomeriggio) di allenamenti e simulazioni in attesa delle gare 2012. All’iniziativa possono partecipare tutti come spiega Filippo Gallina, responsabile di lotta della Fortebraccio di Perugia: “Il gruppo, in realtà, nasce nel 1995 mentre io sono entrato a far parte dello stesso nel 2002. Dapprima, come atleta ho partecipato sia a sfide regionali che nazionali poi, preso dalla passione insieme all’amico Paolo Iannetti, ho partecipato al corso per allenatori e giudici di gara cominciando così l’attività professionale di insegnamento e di arbitraggio. Dall’anno scorso – continua Gallina – ho iniziato a promuovere in varie palestre della regione alcune attività volte all’insegnamento di lotta e ho notato un crescente interesse verso questa attività. Ho deciso così di coinvolgere anche Luciano Pierini, vicepresidente FIJLKAM Umbria, e insieme abbiamo organizzato una giornata intera di allenamento con un preparatore federale italo-iraniano di alto livello ed ex mondiale master di lotta, convocando anche società non umbre. L’invito è esteso anche a coloro che la lotta la conoscono solo per nome, un’occasione per far conoscere i meccanismi di questo affascinante sport”.

Sabato 4 Febbraio 2012 – ASDB FORTEBRACCIO (PG)

 Orario 9,30 – 17,30 – con il tecnico federale Hamid Mojtahedi

 Programma:

– ore 9,30 : registrazione partecipanti

– ore 10,00 : prima sessione di allenamento : riscaldamento e tecniche di lotta

 – ore 12,30 : pranzo

 – ore 14,00 : teoria: regolamento nazionale, punteggio e presa obbligata

– ore 15,00 : riscaldamento e tecniche e lotta

Info: filippobaloo@tiscali.it

Filippo Gallina 338.38.68.192

LA TORRE DI COLLELUNA DI TERNI E UN AMBIENTE SOTTERRANEO NASCOSTO: TANTO INTERESSE, NESSUNA RISORSA

3 febbraio 2011

Marina Antinori

In mancanza di studi che lo confermino, una domanda resta senza risposta certa: esiste, dunque, un lungo viadotto sotterraneo che conduceva dalla Rocca all’abitazione del castellano, e lì a breve distanza, proseguendo giù per il declivio del colle, traversando il piano, passava per il Convento dei Capuccini ( S. Martino ) e riusciva dalla Piazza Maggiore di Terni?

di Marina Antinori

La Forterocca di Terni, Colleluna, simbolo di cruenti battaglie volte alla difesa della città, ha visto avvicendarsi importanti personaggi storici come Andrea Castelli, Braccio da Montone, Bartolomeo d’Alviano, agli ordini del celeberrimo e temuto papa Borgia, Alessandro VI, la dolce castellana Cremesina Paradisi e, molti altri …

Il pittore naif  O. Melelli ha dedicato un quadro alla “Battaglia di Colleluna” famosa perché i Ternani, ribelli, nel 1348 “rivendicarono la propria libertà” nei confronti del papato.

Cruciani ha invece ambientato  presso questa roccaforte un intero capitolo del suo romanzo storico, pubblicato nel 1867, “Rosa Venturina degli Arroni: cronaca romantica spoletina del 1499”.

La fantasia popolare e racconti orali, ma pare anche testimonianze documentarie (Ceroni), farebbero sospettare la presenza di un lungo viadotto sotterraneo che collegherebbe la Torre fino all’attuale Piazza del Popolo a Terni. Di certo c’è che la roccaforte ha un ambiente sotterraneo.

Infatti, il Medori ci dice che “Italia Nostra” ( sezione di Terni) effettuò delle esplorazioni nella Torre di Colleluna che lo confermano con certezza. Dal vestibolo scende una terza scala, oltre alle due di cui parla il Ceroni, e in fondo ad ogni scala lo spazio si allarga e converge verso le feritoie ( di queste una rimasta intatta ed è simile a quella del vestibolo ). I rifiuti di ogni genere non permettono di dire di quanto si possa scendere; tuttavia è sicuro che si possa scendere ancora, poiché lo spazio doveva consentire ai difensori di stare in piedi o almeno curvi per usare le armi. Segni che lo proverebbero sono un foro e una feritoia interrata al livello del primo gradino della scala che evidentemente comunica con un locale sottostante. Non è un caso che il Ceroni – il quale esplorò la torre oltre cento anni fa-  parlasse di casematte, prigioni, nascondigli sotterranei, cisterne, camere di comando,  illuminati da un foro a sghembo “filtrante languida luce dall’alto”. Il Lanzi fa addirittura menzione di un “ascensore” e altri marchingegni facenti parte dell’arte militare di allora. Nel vestibolo è stato possibile individuare anche  un pozzo–trabocchetto, pieno di rifiuti di varia natura e si è potuta misurare una profondità di circa 4,60 m. Al primo piano c’è una canna fumaria e al secondo resti di una scala ardita.

La torre si ergeva molto più alta dell’attuale (oltre 35 m, oggi sono 17 m), al culmine del colle, fortificata dall’arte e dalla natura. Sulla cima c’era tutt’intorno una corona di merli molto spessa e a ciascun angolo vi era una gotica torretta acuminata al vertice e, ciascuna dava modo ad un arciere di stare al coperto al fine di scoccare una freccia attraverso la feritoia.

Oggi la torre non è più munita e temibile come un tempo, è senza difese: proprietà privata e in vendita. Tuttavia l’attuale proprietaria, la gentile sig.ra  Emiliani Luciana, aveva manifestato il suo interesse verso i progetti di valorizzazione presentati da associazioni culturali quali “Terni Racconta” ( pres. Luciano Ragni) e “ Centro Insieme San Matteo” ( pres. Adriano Fabrizi ).

Tre conferenze con relatori la dott.ssa Marina Antinori, studiosa di archeologia, e il sig. Luigi di Sano, archivista dell’Archivio di Stato, si sono svolte tra il 2009 e il 2010 riguardo a questo tema, riscuotendo interesse e consensi. In progetto erano scavi, esplorazioni, manifestazioni, concorsi per le scuole ( del quale uno svoltosi ) e, una rievocazione storica.

Purtroppo, nonostante la ricerca di un sostegno, anche da parte di organi istituzionali, le risorse non sono state trovate. In cantiere rimane solo la possibile realizzazione di un libro, corredato d’ immagini fotografiche, riguardante non solo la Torre, ma anche il territorio della circoscrizione Nord ( Cesi, scavi di Maratta, i santuari di S. Erasmo e M. Torre Maggiore, ecc … ) di valenza divulgativa ma anche scientifica, in cui raccogliere articoli risultanti dalle nuove ricerche effettuate da studiosi locali e pubblicisti affermati, e i lavori scelti dei ragazzi delle scuole. Non soltanto verrebbero raccolte le notizie storiche, archeologiche ed artistiche, ma si cercherebbe di dare anche delle indicazioni sullo stato attuale del territorio con proiezioni rivolte al futuro. Il libro sarebbe distribuito gratuitamente presso scuole, biblioteche, e a tutti coloro che sono interessati.

Per info mars2@teletu.it

BIBLIOGRAFIA

F.Angeloni, Storia di Terni.

G.Medori, Colleluna, una forte rocca di Terni, Storia documenti e notizie, 1982.

Tabarrini, l’Umbria Racconta, dizionario.

“Papa Martino non vale un quattrino, Braccio valente vince ogni gente”

9 ottobre 2009
braccio fortebraccio

braccio fortebraccio

BRACCIO  FORTEBRACCIO DA MONTONE

di Fabrizia Cesarini

Grande capitano di ventura arrivò quasi a fare dell’Italia Centrale un’unica signoria sotto il suo dominio. Nato da una famiglia nobile di Perugia  caduta in disgrazia  dedicò tutta la sua vita a recuperare ciò che aveva perduto. Lo storico umanista Antonio Campano ci racconta che Braccio nacque dal nobile d’Oddo nel castello di Montone nel 1368 e che con la sua “eroica virtù riuscì a piegare l’avversa fortuna”. Militò molti anni rischiando la vita sotto papa Bonifacio IX  meritandosi la fama di guerriero astuto ed energico anche se esposto a molti rovesci della sorte. Sognava di tornare vincitore nella sua Perugia, l’occasione determinante arrivò per lui a 39 anni, quindi tardi, in una società dove per il pericolo e le malattie, la vita media di un uomo era di 35 anni. Gli venne offerta dai marchigiani la signoria di Roccacontrada in cambio della sua protezione contro il nipote di Innocenzo VII che organizzava incursioni violente sul territorio. Braccio fu così provvisto di una base stabile e signore di un territorio, s’inserì nella lotta in Italia centrale tra Ladislao d’Angiò che era contro il Papa e che aveva come sua alleata Perugia e Luigi II d’Angiò tutti e due rivali per il trono di Napoli, ma il Luigi si era impegnato a proteggere e ad appoggiare il Papa e i suoi territori. Braccio al servizio dei Papi che si succedettero in quel periodo storico (Giovanni XXIII, Martino V) riunì sotto il suo controllo tutta l’Umbria, parte delle Marche e il Principato di Capua. Un ritornello popolare cantava : “Papa Martino non vale un quattrino, Braccio valente vince ogni gente”… Braccio fu aiutato in questa sua scalata al potere da un’ alleata singolare: una strega, Matteuccia da Todi, così ci riferiscono le cronache dell’epoca e anche il processo per stregoneria che si tenne e che la condannò morto il suo protettore. Le cronache ci narrano della loro amicizia e il processo ci racconta che il Condottiero le diede due uomini per ripescare un cadavere nel Tevere che doveva servire alla strega per fare degli unguenti. Braccio morì avendo fatto di Perugia il centro, o diremmo la capitale, di una signoria che senza la sua “virtus” si dissolse.