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Perugia. La Giovane Università dell’Umbria elegge i suoi vertici regionali

20 giugno 2011

 

Marica Fuccelli - Maria Rosi - Francesca Vittoria Renda

Il 17 Giugno 2011 ha avuto luogo  la prima assemblea regionale della Giovane Università Umbria, moderata dal Presidente Nazionale della Giovane Università, Riccardo Ragni, Madrina ed ospite di eccezione Maria Rosi, consigliere regionale PDL dell’Umbria. Con singole votazioni e  all’unanimità i giovani universitari che numerosi hanno accettato l’invito, hanno eletto Presidente Regionale Francesca Vittoria Renda e come Presidente di ateneo di Perugia Marica Fuccelli. Francesca Renda nel sentirsi “onorata di ricoprire la carica di Presidente Regionale di un associazione che fa della “legittimazione “ il suo principio fondante, ha ribadito “l’importanza di avviare un processo meritocratico all’interno delle associazioni e dei partiti che parte proprio dall’elezione interna dei rappresentanti. Solo così si può aspirare a tornare ad affermare la vera democrazia  in ambienti che sono la base culturale del nostro paese, e di per se portatori e ispiratori di quel processo democratico  indispensabile per lo sviluppo sociale di tutti i paesi più avanzati“.

Marica Fuccelli nuovo giovane Presidente di ateneo di Perugia, annuncia una serie di iniziative per coinvolgere i giovani su tematiche di carattere sociale: con priorità alla lotta contro la droga, all’emergenza sangue,  con gazebo,  questionari, iniziative culturali.

Nel corso dell’assemblea è proprio la giovane Presidente  che confermando   l’importanza di tornare a parlare di cultura tra i giovani ha voluto come ospite speciale   una giovane scrittrice perugina Federica Ziarelli che ha potuto  presentare il suo libro  “Sono venuta a portare il Fuoco”.

In conclusione dell’evento, di rilievo è l’intervento del  consigliere Regionale PDL Maria Rosi che, contenta che “dai giovani nasca l’esigenza di far partire uno nuovo processo democratico che si fonda anche sul principio di legittimazione dei loro ruoli,  esprime piena fiducia e appoggio alla Giovane Università  perché i giovani sono il nostro futuro ed è nostro dovere stragli accanto”

 

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Risposta a Mary Mancinelli sulla inutilità della “piazza” per “difendere i diritti”

15 ottobre 2010

Gentile Sig.ra Mancinelli,

non mi pare che la signora Fuccelli abbia fornito indicazioni in merito all’individuazione di capitoli di spesa da tagliare.Mi pare al contrario che abbia espresso una lagnanza, tout court. Al ché mi è apparso doveroso indicare il vero responsabile dei tagli ai trasporti pubblici, ossia il Governo centrale, che sta mettendo in ginocchio molti Comuni. Dopodiché,  la Sua sollecitazione a ridurre gli sprechi mi invita “a nozze” dal momento che il mio partito (Rifondazione comunista) è in prima linea nella lotta ai privilegi e agli sprechi, senza gli accenti demagogici e velleitari oltreché rozzi che caratterizzano le esternazioni di altre formazioni politiche o di comitati.Sono certa che un’osservatrice attenta e impegnata come Lei ne sarà al corrente.La prego quindi di collaborare e – già fin da ora – indicare qui, in risposta al mio commento, quali tagli Lei sarebbe disposta ad effettuare. Ciò premesso, mi consta sottoporre alla Sua attenzione il fatto che comunque i tagli imposti dal Govenro (che però finanzia spese altissime per il nucleare e per la Guerra) vanno ad aggredire e a ridurre ogni servizio pubblico ed ogni forma di tutela (asili, servizi di assistenza alla persona, edilizia residenziale pubblica, sanità, istruzione, etc). La manifestazione di domani, pertanto,  si pone come un primo atto di resistenza contro questa pratica dell’attacco ai diritti costituzionalmente garantiti. Non Le sfuggirà che a braccetto di una ipocrita retorica sulla famiglia vengono imposti riduzioni dei tempi di vita, della libertà e dei diritti minimi dei lavoratori, in particolare di quelli più sfruttati nel corpo, come gli operai.E che proprio sui ceti più deboli si sta giocando cinicamente una partita a Risiko per renderli schiavi.Non le sfuggirà il fatto che questo Governo sta privatizzando tutto ciò che appartiene alle nostre comunità a beneficio di pochi.Ebbene contro tutto questo e molto altro, domani  manifesterà a Roma la FIOM e manifesteremo tutti noi cittadini consapevoli e lucidi. Per sollecitare una coscienza critica annacquata se non annichilita e per riappropriarci del senso vero della libertà che è “partecipazione” alle scelte che ci riguardano come cittadini e come persone, fuori da un’ottica ideologica meramente consumeristica che vorrebbe vederci solo come – appunto – consumatori e non come persone con diritti e dignità elaborate in una propsettiva che non è solo di consumo. Convinta che la Sua risposta sarà circostanziata e puntuale, sono a porgerLe distinti saluti.

Paola Bianchi

TRASPORTI, ADDIO BIGLIETTO UNICO PERUGIA

14 ottobre 2010

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Dal 9 giugno 2008 è stato introdotto il nuovo Piano di Mobilità Urbana (PUM) con maggiori collegamenti tra le reti FS, FCU, APM, Minimetrò. Il cosiddetto “Biglietto Unico Perugia” è stato motivo di esaltazione della politica regionale fin dal primo momento in quanto può far viaggiare i cittadini su tutte le linee degli autobus dell’APM, dell’ACAP, sul Minimetrò e sulle tratte ferroviarie, all’interno del Comune di Perugia, delle Ferrovie dello Stato e della Ferrovia Centrale Umbra con una validità di 70 minuti dalla convalida. E’ anche facilmente reperibile: si può acquistare presso le stazioni del Minimetrò, le stazioni FS e FCU del comune di Perugia, i giornalai, i tabaccai e direttamente all’interno degli autobus (quest’ultimo con un ammontare di 1,50 euro).

Ora la Giunta di sinistra, per far fronte a questo periodo di crisi economica, aiuta i propri cittadini aumentando ben del 50% il costo del biglietto. Ma non solo, non bisogna scordare che questi mezzi di trasporto non sono solo adoperati da coloro ai quali piace passeggiare tre le bellezze perugine ma sono molto utilizzati anche dai lavoratori e dagli studenti, per raggiungere il posto in cui svolgere la propria mansione. E quindi aumento o non aumento sono costretti a non farne a meno. Di conseguenza è lecito domandare per quale motivo è stato effettuato questo rincaro  dato che non si conoscono periodi di poco impiego dei mezzi. Si può cercare una risposta analizzando le spese sostenute nel 2009 per il mantenimento del Minimetrò: l’istituzione di questo mezzo sta facendo perdere circa 1.380.000 euro mensili alla Regione considerando che ogni mese ne versa 1.500.000 e ne incassa approssimativamente 113.000. Perciò è davvero un’esigenza, per lo più urgente, o l’ultima dimostrazione d’ inattività della Giunta di sinistra, che preferisce far pagare ai cittadini piuttosto che tagliare spese inutili e ingiustificate?

Marica Fuccelli