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Marò, la sentenza del Tribunale del Mare: Girone e Latorre non rientreranno in Italia, processo con corte internazionale

24 agosto 2015

maròLa sentenza del Tribunale internazionale del Mare delude le aspettative di quanti in Italia speravano in una decisione nel merito sul rientro di Salvatore Girone, ancora detenuto in India, e sulla permanenza di Massimiliano Latorre, temporaneamente in Italia per curarsi dopo un ictus. Proprio per il fuciliere tarantino, il Tribunale di Amburgo non ha ritenuto valide le motivazioni di urgenza che secondo l’Italia giustificassero la permanenza del marò, visto che ha già usufruito da parte dell’India di una proroga di sei mesi. Respinta poi la richiesta italiana che avocava a sè la giurisdizione sul caso trattandosi di un incidente che ha coinvolto due membri delle proprie forze armate. Secondo i giudici, presieduti da Vladimir Golitsyn, i due militari non possono godere dell’immunità da parte della giustizia indiana, visto che non stavano prestando servizio su una nave militare, ma su un mercantile.

La decisione – Con 15 voti a favore e 6 contrari, la corte di Amburgo ha quindi stabilito che il giudizio sull’incidente dell’Erica Lexie dovrà essere espresso da un tribunale terzo, da costituirsi ad Amburgo, al quale le parti dovranno presentare un proprio rapporto entro il 28 settembre prossimo. Nel frattempo i giudici hanno chiesto all’Italia e all’India di sospendere ogni procedimento in corso.

Giovanni Ruggiero

fonte: www.liberoquotidiano.it

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MARÒ, TERZI SI DIMETTE “LO FACCIO PER ONORE” QUALE ONORE, MINISTRO?

26 marzo 2013

MARO': PREMIER INDIA, SITUAZIONE INACCETTABILELa vicenda Marò non ha precedenti nella storia repubblicana.
Solo ora, dopo mesi di ondivaghezza, il ministro degli Esteri meno influente e caparbio della storia ha avuto un sussulto di amor patrio e di orgoglio, dimettendosi. Anche se ormai è troppo tardi.

“Mi dimetto – ha detto – perché per 40 anni ho ritenuto e
ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilita’ del
Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due Maro’ e con le loro famiglie’. Giulio Terzi, aggiunge, che si dimette “in disaccordo con il governo”. Le riserve “da me espresse- sottolinea- non hanno prodotto alcun effetto e la decisione è stata un’altra, la mia voce è stata inascoltata”. Di chi è quindi la responsabilità?

fonte: http://www.piazzolanotizia.it