Posts Tagged ‘guerra’

COMMEMORAZIONE DEI CADUTI IN GUERRA – GRANDE PARTECIPAZIONE A SAN SECONDO

2 novembre 2016
“La grande partecipazione di cittadini, in particolare giovani, studenti delle scuole di
ogni ordine e grado con i loro insegnanti e dirigenti, dimostra quanto, iniziative come
quella promossa dal Comitato Pro San Secondo e dall’Associazione Nazionale
Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra – Sezione di Città di Castello, in onore dei caduti
in guerra (vittime civili e militari), costituiscono la vera essenza di una comunità che
ogni anno e non solo, si ritrova unita e commossa attorno a valori ed ideali che
rappresentano il senso di appartenenza e orgoglio che si tramanda di generazione in
generazione”.

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Impresa e cultura sottobraccio a Montefalco

17 luglio 2016
magdi1

Monica Dentici con Magdi Cristiano Allam e Andrea Schiarelli

Sabato 16 luglio presso il Cortile dello Studio Monica Dentici (SMD) gestito da Monica Dentici e  Andrea Schiarelli.

Presenti i giornalisti Magdi Cristiano Allam, ex Parlamentare Europeo, giornalista e scrittore,  de “Il Giornale”, con il suo ultimo libro “Islam Siamo in Guerra” (Ed. Il Giornale) e Orietta Cicchinelli, giornalista del free press “Metro” con il libro “Hijo de Puta” (Mgc Edizioni). Un incontro culturale, allietato da un buon bicchiere di vino della Cantina di Rialto, seguito da un  pubblico attento e molto interessato.

Nulla è riuscito a guastare che si preannunciava splendida, nemmeno il simpatico “inconveniente” dei  microfoni non funzionanti, nonostante fossero stati provati più volte, (more…)

KAMIKAZE, SHAHID E ΜΆΡΤΥΣ, MA CHE GUERRA E’?

7 aprile 2016

kamikazeRIFLESSIONI

La guerra è senz’altro l’aspetto della umana convivenza più esecrabile, più crudele eppure la meno evitabile tra le sciagure che la possono interessare. Il surrogato della guerra (la politica) riesce in qualche caso a dilazionare, a posporre una soluzione conflittuale ma quasi mai riesce a stabilizzare definitivamente una dissidio umano. (more…)

Attualità: Ma sono ISLÀMICI o ISLAMÌCI ?

29 marzo 2016
islam

Islàmico o islamico?

In un’epoca di totale perdita dei punti di riferimento spirituali, etici, politici, economici, con una forma liquida, evaporata, di società occidentale, il rapporto con il mondo islamico, nel bene e nel male, sembra rappresentare il punto di convergenza e di confronto più dolente e stimolante (absit iniuria verbis) dell’attuale congiuntura storica. Per secoli abbiamo sempre ricacciato indietro il problema di una matura relazione culturale con l’Islam, che costituisce una parte cospicua dell’umanità, preferendo in sua vece, un approccio utilitaristico-pragmatico in un clima di continuo sospetto e reciproca diffidenza nei rapporti internazionali bilaterali. Sfruttando una evidente superiorità scientifico-tecnologica, una incontrovertibile predominanza economico-finanziaria e forti delle armi del capitalismo ( libertà, mercato, laicità), l’Occidente ha solo preso petrolio contro dollari trascurando del tutto l’aspetto motivazionale che anima “in nuce” il mondo islamico. La Storia del mondo sembra giunta ad uno snodo fondamentale, come pochi altri momenti ( caduta dell’Impero romano, scisma luterano, rivoluzione francese, seconda guerra mondiale). La nostra supposta superiorità si sta rivelando fragile, insufficiente e disorientata a motivo delle istanze radicali, che ci vengono poste dal minaccioso diktat islamico. Anche se non tutto il mondo arabo accetta le posizioni oltranziste del fondamentalismo teologico, la (more…)

Conferenza: “La legge di salvaguardia delle vestigia della Grande Guerra”,

21 aprile 2015

grande guerra

lunedì 27 aprile alle 17.30 presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Palazzo Graziani in Corso Vannucci 47, Perugia.

La legge di salvaguardia delle vestigia della Grande Guerraè il tema che verrà affrontato da Giuseppe Severini, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, che è stato fra gli autori della normativa in materia, grazie alla quale sono stati restaurati innumerevoli manufatti del conflitto e censiti monumenti ovunque in Italia. Sarà presente anche la dottoressa Paola Monacchia  della Deputazione di Storia Patria dell’Umbria, Istituto che ha collaborato alla realizzazione

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Marsciano: La Grande Guerra delle donne

7 marzo 2015

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La conferenza, nell’ambito de “Il marzo delle donne”, tratterà il tema del ruolo avuto dalle donne nella Prima guerra mondiale. Mercoledì 11 marzo alle ore 10.00 presso il Teatro Concordia   

Il quarto appuntamento con “Il marzo delle donne” a Marsciano è dedicato ad approfondire il ruolo avuto dalle donne nel corso della Prima guerra mondiale. “La Grande Guerra delle donne” è infatti il titolo della conferenza in programma mercoledì 11 marzo 2015 alle ore 10.00 presso il Teatro Concordia. Questa iniziativa rientra, inoltre, nel ciclo di conferenze organizzate dall’Istituto Omnicomprensivo Salvatorelli-Moneta, insieme al Comune di Marsciano, nell’ambito del progetto didattico “Brunone Moneta e gli altri. Storie di ragazzi marscianesi durante la Grande Guerra”. (more…)

Don Ottavio Posta , parroco dell’Isola Maggiore ,testimone d’amore e di coraggio

28 gennaio 2015
Don Ottavio Posta

Don Ottavio Posta

Una bella storia , commovente e fonte di riflessione e tutto un paese che si mobilita per raccontarlo : è accaduto ieri a Passignano Sul Trasimeno.

Un evento che nasce lontano ,quando il prof. Gianfranco Cialini appassionato bibliofilo e ricercatore dell’Università di Perugia sente parlare dal dr. Gustavo Reichenbach di un salvataggio di ebrei durante l’ultima guerra al lago Trasimeno.

Rintraccia discendenti dei protagonisti di questa vicenda e trova un testimone e attore della vicenda Agostino Piazzesi e conosce quindi la storia di prima mano che ruota attorno ad una nobile figura , quella del parroco dell’Isola Maggiore negli anni della guerra .

Don Ottavio Posta, nativo di Passignano sarà parroco all’Isola dal 1915 fino alla sua morte nel 1963.

...

Persona altruista, umile e generosa spese la sua vita tra gli umili pescatori del luogo spogliandosi dei suoi beni per contribuire alla costruzione dell’Asilo Infantile di Passignano e per soccorrere le necessità dei suoi parrocchiani più poveri.

Ma l’episodio che della sua vita viene rievocato è quello successo nel giugno del 1944.

In piena guerra il lago pullulava di tedeschi in ritirata sotto la spinta degli Alleati che risalivano la penisola. Un gruppo di ebrei era stato confinato sull’Isola al castello Guglielmi e  era fondato il rischio che nella ritirata li portassero con sé per internarli nei campi di concentramento dai quali solo una piccola parte sarebbero sopravvissuti.

Ma gli Alleati erano arrivati a Sant’Arcangelo  sull’altra sponda del lago . (more…)

Assisi: Shoah, “Giorno della Memoria”. Innocenti in guerra

20 gennaio 2015

shoaMusiche, letture, testimonianze

Gli artisti:

Daniele Buschi – Italia

Kujtim Turkeshi – Albania

realizzeranno in estemporanea due opere pittoriche che saranno donate al Museo della Memoria di Assisi

25 gennaio 2015, ore 18.00 – Sala della Spoliazione

Piazza Vescovado – Assisi

MA RENZI L’HA CAPITO CHE E’ LUI IL CAPO?

16 settembre 2014

di Ciuenlai

Il sig. Renzi ne ha per tutti. L’Italia va malissimo e lui se la prende con la “perfida albione” della Ue, con il Parlamento che lavora poco, con i sindacati che dicono sempre no, con le supplenze che rovinano la scuola , con i poveri “Gufi” che rosicano , coi suoi Ministri che non vogliono tagliare, con le famiglie che non spendono gli 80 euro e con Gomez che non avendo ancora segnato, fa abbassare il Pil della (more…)

Il M5S di Perugia sul conflitto Israelo-Palestinese

24 luglio 2014

Il Movimento 5 Stelle di Perugia sta seguendo con molta attenzione il conflitto in atto nei territori palestinesi, un conflitto sfociato in emergenza umanitaria di larga scala, che sta mietendo molte, troppe vittime soprattutto di civili, donne e bambini, inermi e non protagonisti attivi di contese tra i due stati. In questi giorni, il MoVimento 5 Stelle di Perugia, mediante i propri consiglieri e tutti gli attivisti, sta valutando e (more…)

LA METROPOLITANA DI GAZA

24 luglio 2014
Maurizio Molinari

Maurizio Molinari

Ieri sera per la prima volta RaiNews24 ha mandato in onda un servizio sulla Guerra a Gaza non fazioso, non il solito servizio di propaganda a favore di Hamas che ci propina od ogni ora Lucia Goracci. Ha mandato in onda una intervista a quello che senza dubbio è il miglior giornalista italiano in Medio Oriente, Maurizio Molinari.

Molinari, con la sua solita pacatezza, ha (more…)

EPOCA DEL CONTINUO …. “COLPO DI STATO”

24 gennaio 2014

L’Opinione di Titta Sgromo

Mi dispiace contraddire Michele Fiorini su quanto sostiene in un mirabile articolo, denominato “Morbido Colpo di Stato” (/ politica/2014/01/17/fiorini_politica-17-01.aspx), con riferimento alla pronuncia recente della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il vergognoso “Porcellum”.

Come ho avuto modo di sostenere in un recente articolo pubblicato sull’unico quotidiano (more…)

UMBRIA TPL E RIFORME – SVOLGIMENTO ED EPILOGO DELLA “GUERRA DELLE DONNE”

24 novembre 2012

di Darko Strelnikov

La gestione della crisi di Umbria Mobilità, assieme alla costruzione del nuovo quadro istituzionale, misureranno la tenuta e le capacità di sopravvivenza dell’attuale Governo (more…)

Lettera aperta al Presidente del Consiglio – Sen. Mario Monti

8 settembre 2012

Egr. Senatore Mario Monti

Presidente Consiglio dei Ministri

Piazza Colonna 370 – 00187 Roma

 

Egr. Prof. Mario Monti, non so se Lei avrà l’opportunità di leggere questo scritto, forse qualcuno deciderà per Lei e lo passerà direttamente nel cestino. Spero di no. Perché vede Sig. Presidente, Lei perderebbe l’occasione per conoscere che in questo popolo italiano per cui deve prendere (more…)

“ULTIMATUM DEI DISABILI GRAVI AL GOVERNO MONTI “

14 giugno 2012

Preg.ma Prof.ssa Maria Cecilia Guerra Sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche Sociali

e.p.c.

Preg.ma Prof.ssa Elsa Fornero Ministro lavoro e Politiche Sociali

Carissima Prof.ssa Maria Cecilia Guerra,

mi scusi se La chiamo “Prof.ssa”, ma per il sottoscritto che ha lavorato nella scuola per più di 30 anni è un complimento. Una premessa è doverosa. La conosco da tempo, per caratura professionale e impegno sociale, capisco che Lei stia lavorando alacremente con tutti gli uffici per trovare un valido progetto di riforma del sistema socio-assistenziale. Questo non esclude che la S.V., congiuntamente al Ministro, abbia preso un preciso impegno il 17 aprile: rendere pubblico un piano sulla non autosufficienza. Noi abbiamo programmato un presidio il 7 giugno per (more…)

NON SIAMO NEL 2012 MA NEL 1993, MA 20 anni per un sogno non sono troppi?

12 maggio 2012

ma 20 anni per un sogno non sono troppi?

di Vincenzo Merlo

CAMBIAMO TUTTO PERCHE’ NULLA CAMBI

Se pensate di essere nel 2012 vi state sbagliando di grosso, amici! Per uno strano sortilegio, forse anche per congiunzioni astrali o per meccaniche celesti ancora sconosciute, pur alternandosi il giorno con la notte e una stagione con la seguente, in questa povera Italietta siamo bloccati all’anno di grazia 1993, e non c’e ‘ verso di uscirne. Gli e’ infatti che il cronometro non si muove più, che le clessidre non versano più sabbia, che il tempo non scorre; tutto pietrificato! Ecco, dunque, come stanno le cose: stante la crisi dei partiti (la D. C., il P.LI, il P.R.I, il P.S.I., il P.S.D.I, ma anche il Pdl, la Lega, l’l’Udc….), al Governo sono saliti i “tecnici” ( Ciampi, ma anche Monti), con lo scopo di “risanare” il bilancio dello Stato e ” moralizzare” la vita pubblica. Con la “sobrietà” e l’ “eleganza” che si addice agli “illuminati”, stanno “risanando” e “moralizzando”talmente bene (d’intesa con le “grandi” istituzioni internazionali) che le parti più importanti del nostro tessuto produttivo stanno per chiudere o per essere acquistate da stranieri. Non sono forse sempre gli (more…)

SOCCI: “QUESTA NON E’ UNA CRISI. L’ITALIA E’ BOTTINO DI GUERRA”

11 febbraio 2012

Quando Mario Monti diceva la verità e ci vedeva lungo: “Sui mercati è nato un vero e proprio conflitto”. E noi siamo la preda grossa. «Sembra che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno», scrive il Papa nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace. Ma da dove viene questa tenebra che produce ansia e insicurezza? Cosa esattamente sta accadendo e perché? I saputelli di casa nostra indicano il nostro «debito pubblico», ma la risposta è sbagliata (e provinciale) perché era a questi livelli anche dieci anni fa. Del resto il Giappone ha un debito pubblico che è quasi il doppio del nostro e un’economia che va male eppure non è minacciato da speculazione e default. Noi abbiamo le nostre colpe, ma è assai più complesso scoprire perché d’improvviso tutto l’Occidente (anche Francia, Spagna o Germania e Stati Uniti) si trova sull’orlo dell’abisso. Il primo passo per capire e uscire fuori dalla foresta oscura è dare il giusto nome alla cose.

Diciamo allora la verità. Quella in cui ci troviamo non è una «crisi», ma una «guerra». Passa un’enorme differenza tra le due situazioni. Una «crisi» infatti è come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che è addirittura «un’opportunità» (espressione che io però userei sempre con cautela o mai perché ci sono delle vittime). Ma una «guerra» invece non è «un’opportunità» per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralità). In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra è vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come.

E da che parte stiamo noi. A me pare che molte persone in gamba (penso al mondo cattolico) siano incorse nell’abbaglio di confondere una guerra con una crisi, scambiando lucciole per lanterne, o le cannonate delle artiglierie per i fulmini di un temporale o per i fuochi d’artificio della festa paesana. Ha colto bene la situazione invece il gruppo di Alleanza Cattolica di Massimo Introvigne che sulla rivista “Cristianità” ha proposto una riflessione molto interessante, partendo proprio dalla nozione di «guerra». È proprio perché non ci si è ancora resi conto che siamo in guerra – dice Cristianità – che molti, i quali condividono ideali comuni (per esempio cattolico-liberali o ispirati alla dottrina sociale della Chiesa) «rischiano di dividersi tra loro»: sui «sacrifici», il «governo dei tecnici», l’Europa e altro. Ed è anche per questo che in Italia i vecchi schieramenti politici si frantumano e tutto sta cambiando.

Capiamo allora di che tipo di guerra si tratta. «Cristianità» spiega: «Almeno dal 2008 è in corso una guerra mondiale più difficile da capire di altre, perché combattuta non su campi di battaglia militari – almeno non principalmente, perché non mancano episodi di questo genere, come la guerra in Libia – ma nelle borse, nelle banche e nel sistema finanziario internazionale. Che questa sia una modalità delle moderne guerre dette “asimmetriche”, a proposito delle quali la parola “guerra” è usata in senso proprio e non solo metaforico, è stato chiarito dagli stessi ideatori della nozione di “guerra asimmetrica”, i colonnelli dell’esercito della Repubblica Popolare Cinese Qiao Liang e Wang Xiangsui, che nel loro libro “Guerre senza limiti. L’arte della guerra asimmetrica tra terrorismo e globalizzazione”, talora presentato come “la Bibbia dei nuovi conflitti”, oltre all’esempio del terrorismo citano precisamente quello delle aggressioni attraverso tecniche di tipo finanziario». Anche Mario Monti concorda che il problema comincia nel 2008 con la grande esplosione dei «subprime» americani (costata 4.100 miliardi di dollari che hanno dissestato l’economia mondiale). In una conferenza tenuta alla Luiss nel febbraio scorso affermava che anche in quel caso il disastro «è stato per un problema di regole e soprattutto di “enforcement” delle regole» (cioè di attuazione, esecuzione delle regole) e – proseguiva Monti – «non tanto per carenze nei meccanismi di “enforcement” quanto per il motivo più brutto che può star dietro a questa mancanza». Monti indicava l’atteggiamento dell’autorità che doveva sorvegliare i mercati e «le sue genuflessioni di fronte al mondo del grande capitalismo americano in quegli anni… ma anche abbiamo visto l’asservimento di finalità sociali, come quella di dare l’alloggio in proprietà ad ogni americano.

Per cui si sono fatte cose turpi. Nessuno ha osato richiamare al rispetto di certe regole che pure esistevano». Anche Monti – a proposito di questa regolazione dei mercati – parla di «conflitto, non armato, ma conflitto». Resta da capire se, quanto e come tale regolazione «bellica» di forze finanziarie più potenti degli stati possa essere imposta da tecnocrazie spesso provenienti dallo stesso mondo finanziario e bancario e con procedure che sembrano annacquare sempre più democrazia e sovranità popolare. «Cristianità» scrive: «Dopo che la crisi del 2008, seguita dall’elezione di un presidente degli Stati Uniti particolarmente inadatto a governarla, ha dimostrato che per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale l’egemonia statunitense può essere messa in discussione, si è scatenata una guerra asimmetrica di tutti contro tutti per cercare di sostituirla con “qualche cos’altro”, dove i principali contendenti sono la Cina, alcuni Paesi arabi – che si muovono anche secondo una logica di tipo religioso -, e il BRI, sigla riferita a Brasile-Russia-India, Paesi che si considerano le potenze economiche emergenti del futuro e formano il cosiddetto BRIC con la Cina, con cui però hanno interessi non coincidenti». Questa descrizione della situazione ha molti annessi: per esempio l’atteggiamento della Gran Bretagna risente del fatto che la sua prima «industria» è quella finanziaria e i capitali che hanno scelto Londra come loro «patria» sono anzitutto quelli del petrolio arabo. Bisogna tener presente infatti che i protagonisti in campo non sono solo degli interessi nazionali definiti perché vi sono ormai masse di capitali, senza patria e più potenti degli stati, che si muovono su loro logiche di profitto (o anche ideologiche o religiose). Inoltre ci sono errori degli Stati Uniti e dell’Europa che hanno contribuito grandemente a dar fuoco alle polveri e a rendere l’Europa il vaso di coccio o meglio la preda.

Primo: gli Usa hanno «dopato» la loro economia non solo con le «bolle» speculative, ma anche consentendo alla finanza quell’errata globalizzazione che ha trasformato l’Asia e soprattutto la Cina in produttore a basso costo. Per questo hanno consentito quell’ingresso di schianto e senza condizioni della Cina nel Wto che ha messo in ginocchio le nostre produzioni e ha trasformato la Cina oggi nel «padrone» degli Usa (visto che ne detiene una parte significativa del debito pubblico).

Secondo: In Europa, col crollo del comunismo e la riunificazione della Germania, è riesploso lo scontro fra interessi nazionali, si è accantonata la cultura cattolica europeista di Adenauer, Schuman e De Gasperi e si è dato il potere a una tecnocrazia che ha inventato un’altra Europa, quella della moneta unica, senza una banca centrale come referente finale e senza un governo politico federale. Così esponendo l’euro e l’Europa – inermi – agli assalti.

In questo scenario «bellico» l’Italia è un vaso di coccio che ha perfino osato andare per conto suo alla ricerca del petrolio libico e del metano russo.

Perciò hanno usato il suo storico debito pubblico (e certi errori della sua classe politica) per punirla e metterla a guinzaglio essendo peraltro una preda appetitosa per i tesori che possiede (dal grande risparmio delle famiglie, alle aziende di stato, al patrimonio pubblico in generale) e che molti vogliono spolpare. La guerra continua e non è chiaro come si difende l’Italia e chi sta con chi.

Antonio Socci

 

 

Disabili … ma allora il cattivone non era Berlusconi

17 dicembre 2011

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

In questi anni di governo di centrodestra siamo stati “educati” ad odiare Berlusconi . Berlusconi ladro, Berlusconi corruttore di uomini e fanciulle “innocenti ed indifese” , Berlusconi che , insieme a Tremonti e Brunetta, odia i disabili, ecc…,  i nostri amici appartenenti alla galassia dei partiti della sinistra gridavano fino a pochi giorni fa : “Tremonti e Berlusconi vogliono togliere le indennita’ d’accompagnamento !!!” Tutti o quasi conoscete la storia della delega assistenziale, delle norme, previste, si, dal vecchio governo ,che tra gli altri obbiettivi prevedevano la possibilita’ di subordinare il “godimento” delle indennita’ d’accompagnamento (o di qualsiasi altra provvidenza economica assistenziale ) al mancato superamento di una determinata soglia di Isee. Quindi ora secondo voi questi propositi sono stati superati ? Vi presento la professoressa Maria Cecila Guerra sottosegretario al ministero del welfare , dovra’ occuparsi delle questioni disabilita’ e non autosufficienza e del riparto delle relative risorse. La Guerra, con nostro immediato sollievo, ha precisato che il complesso delle risorse non deve essere decurtato, non e’ accettabile, non e’ opportuno . Ma c’e un particolare : la Guerra (non e’ assolutamente contraria alla modifica dell’Isee) il che puo’ voler dire soltanto una ,due cose, non ci sono molte alternative; ricomprendere le indennita’ d’accompagnamento nell’Isee o subordinare l’erogazione di esse al mancato superamento di una determinata soglia. Verrebbe da chiederci : gia’ ci scandalizza la posizione della Guerra in merito, ma le risorse che verrano recuperate sottraendo le indennita’ a chi supera una certa soglia di Isee, visto che nel complesso non verrano decurtate, a chi andranno? Sembra, leggendo l’articolo di superando.it, che la Guerra sia in ottimi rapporti con gli amici del terzo settore (cooperative,onlus,fondazioni,associazioni) coloro cioe’ che erogano i famosi servizi, che gestiscono le varie forme di residenzialità e che annoverano, tra le loro fila, gruppi privati come il gruppo kos di Carlo De Benedetti proprietario in tutta italia di oltre 60 strutture di diversa tipologia … quindi, ancora, verrebbe da chiedersi, a chi andranno tutti i finanziamenti, che fino ad ora erano destinati alle famiglie con disabili gravi ed anziani non autosufficienti, che la Guerra presumibilmente sottrarra’ indicizzando le indennità d’accompagnamento all’Isee ? Dimenticavo …la Guerra e’ vicina, molto, agli amici del terzo settore, molto vicina, anche, agli amici del partito democratico . Sono convinto che … per conformismo … per convenienza, sciegliete voi !… Ma …. nessuno ci educhera’ ad odiare il partito democratico !

Disabile Libero – Perugia

Al Convegno Anmig il Presidente Cav. Serafino Gasperini festeggiato dai suoi iscritti e dai soci Unci

9 ottobre 2011

Il Coom. Elio Carletti insieme ad Ilio Liberati consegna il diploma a Serafino Gasperini, nella foto anche Mariarita Carletti e Remo Gasperini

Con una cerimonia ricca di significato il giorno 8 ottobre 2011 si è tenuto presso l’Hotel Ristorante Faina di Corciano PG l’annuale incontro dei soci dell’Associazione Nazionale e Fondazione mutilati e invalidi di guerra . Presenti le associazioni combattentistiche, partigiane, d’arma, di categoria e del sociale e i tanti figli e nipoti di coloro che hanno patito le conseguenze del loro servizio alla Patria. Il presidente regionale ANMIG dell’ Umbria e della sezione di Perugia Cav. Serafino
Gasperini, ha rivolto il suo saluto alle autorità e ai soci e presentato una bella iniziativa per mantenere vivo il ricordo dei nostri combattenti ricercando e catalogando le lapidi e le tombe dei caduti reperibili nel nostro territorio. Erano presenti per il comune di Perugia l’assessore Ilio Liberati e il consigliere Tiziana Capaldini, il console regionale dei Maestri del Lavoro Giampaolo Censini, il redattore del Messaggero Remo Gasperini e le professoresse Norma Pacifico e
Mariarita Carletti e il Rag. Fabrizio Fucchi, soci Unci della sezione di Perugia. Parole di saluto sono state rivolte dalle autorità convenute, richiamandosi soprattutto ai valori dell’amore per la patria e del sociale che rappresentano le fondamenta dei valori da tramandare ai nostri figli e di cui quest’associazione è custode. Il Comm. Elio Carletti, presidente della sezione provinciale di Perugia dell’ Unci- Cavalieri d’Italia, socio ANMIG perché figlio di un mutilato e invalido di guerra, medaglia d’oro dell’Ordine di Vittorio Veneto, nel porgere il saluto ha ricordato con profondo sentimento i riconoscimenti militari e civili del Cav Gasperini: medaglia d’onore quale prigioniero in Germania e croce al merito di guerra per la lealtà di cittadino e di soldato. Concludendo l’intervento, ha conferito, in quest’occasione, al Cav. Serafino il diploma d’iscrizione alla sezione Unci di Perugia con i complimenti del presidente nazionale Grd. Uff. Ennio Radici.

INTERVISTA A HELMUT KOHL: “DOBBIAMO RIPORTARE LA FIDUCIA IN EUROPA”

20 settembre 2011

Helmut Kohl

“Durante la mia carica di cancelliere, la Germania non avrebbe mai approvato l’ammissione della Grecia nella Zona Euro”

Domande di   Henning Hoff, Joachim Staron e Sylke Tempel della rivista tedesca Politica Internazionale

L’intervento in Libia, la crisi in Grecia, la rivoluzione energetica, la Germania mette in gioco la fiducia nei confronti della sua politica estera?

Sì, dice l’ex-cancelliere Helmut Kohl nell’intervista della rivista tedesca “IP” (Politica Internazionale). Da alcuni anni la Repubblica Federale di Germania non è più affidabile, ora però è arrivato il momento in cui la Germania e l’Europa devono assumersi le loro responsabilità.

IP:
L’“Affidabilità” Signor Kohl, una volta era il fondamento della politica estera tedesca, invece l’ex-cancelliere Schröder, rifiutando di partecipare alla guerra in Iraq nel 2003, ha messo i rapporti transatlantici a dura prova. Ora si aggiungono l’astensione rispetto all’intervento in Libia nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, una solitaria rivoluzione energetica, e il riluttante impegno per la crisi in Grecia e il salvataggio dell’Euro. La Germania ha perso la sua bussola?

Helmut Kohl:
Purtroppo non possiamo che constatare che è così che stanno le cose. La Germania da alcuni anni non è più affidabile, né in politica interna, né in politica estera. Anche se lo si dimentica spesso, Konrad Adenauer schierandosi senza ambiguità con le potenze occidentali non si era affatto procurato solo degli amici; per imporre la sua politica ha dovuto affrontare, soprattutto in patria, resistenze di ogni tipo, ma è riuscito a creare un’impostazione di fondo chiara e affidabile su cui si sono potuti basare tutti i cancellieri successivi. Mi ricordo dei mesi drammatici della svolta degli anni 1989/90. Anche se la mia linea verso la riunificazione della Germania ha portato a far vacillare brevemente la fiducia dei nostri vicini e dei nostri partner nel mondo nei nostri confronti, abbiamo tuttavia superato la prova in modo brillante. Nel circolo dei nostri alleati occidentali ha contribuito in modo fondamentale il fatto che contemporaneamente all’unità tedesca ho sempre tenuto fede alla nostra politica europeista, promuovendo l’approfondimento della Unità europea con delle iniziative molto concrete. La riunificazione del nostro paese in pace e libertà in neanche un anno dalla caduta del muro, fino alla firma dei trattati e il Giorno della Riunificazione sono un impressionante esempio del credito di fiducia che ci siamo guadagnati con il nostro lavoro nell’arco di tanti anni. Non era scontato aspettarsi che in questi tempi difficili e insicuri i nostri partner e vicini restassero al nostro fianco, e questo per noi rappresenta un obbligo per il futuro, non lo si può sottolineare abbastanza.

IP:
Prendendo in considerazione i punti che Lei affronta nella sua domanda, guardando lo sviluppo degli anni recenti, mi chiedo, quale sia la posizione della Germania in questo momento e quale sarà in futuro. Lo stesso si chiedono anche i nostri vicini e alleati all’estero. Di una cosa, mi sono accorto recentemente, così come anche altri: alcune settimane fa, quando il presidente americano Obama è venuto in Europa, ha visitato Francia e Polonia, ma non è stato in Germania. Dopo tutto quello che noi tedeschi e americani abbiamo passato e vissuto insieme, e che tutt’oggi ci unisce profondamente, mai avrei  pensato che il presidente americano in carica potesse venire in Europa e non visitare la Germania, di fatto ignorandola completamente.

Kohl:
“Dobbiamo stare attenti a non perdere interamente la fiducia dei nostri alleati. Dobbiamo ritornare quanto prima alla nostra tradizionale affidabilità. È necessario rendere chiaro agli altri quale sia la nostra posizione e in quale direzione vogliamo andare, far capire qual è il nostro posto sullo scacchiere geopolitico e, che abbiamo valori e principi che difendiamo e promuoviamo costantemente. Sopratutto dobbiamo decidere tutti insieme e trovare una linea congiunta da seguire anche qualora dovessimo trovarci a fronteggiare grandi difficoltà”.

IP:
La politica estera della Germania sta cambiando. Come si spiega questo fatto?

Kohl:
Questa domanda prende la stessa direzione di quella riguardante la bussola. Se non si possiede una bussola, cioè se non si sa dove ci si trova e dove si vuole andare, vengono a mancare anche competenza e forza creativa nella leadership, e semplicemente non siamo in grado di attenerci con continuità alle decisioni prese nella politica estera tedesca perché manchiamo di consapevolezza. La situazione è tanto semplice quanto complicata. I rapporti transatlantici, l’Europa unita e in particolare la cooperazione con quegli alleati che sono più piccoli  ma comunque di pari dignità, l’amicizia franco-tedesca, i rapporti con i nostri vicini nell’Est e sopratutto con la Polonia, la nostra relazione con Israele, le responsabilità a livello mondiale; sono questi i fondamenti a cui la nave Germania è rimasta saldamente ancorata nel passato e che io ritengo validi ancora oggi, anche se sarà necessario adattarli al presente con tutte le sue sfumature. Se abbandoniamo questi nostri ormeggi, galleggeremo – in senso figurato – senza bussola e senza ancora nell’oceano, correndo il rischio di diventare inaffidabili e perdere la nostra identità. Le conseguenze sarebbero catastrofiche: verrebbe a mancare la fiducia di fondo che abbiamo guadagnato, si amplificherebbe il senso di incertezza e in ultimo la Germania rimarrebbe isolata. Credo che nessuno si auspicherebbe un tale risultato.
Quello che mi irrita e allo stesso tempo mi fa riflettere sono le opinioni che sentiamo ripetere in continuazione: oggi tutto è cambiato, il mondo non è più così semplice, dopo la fine della Guerra fredda ogni cosa è diventata più complessa anche per la politica, perché stiamo vivendo un momento di crisi di portata storica, che porta sempre nuove sfide. È vero che fino agli anni 89/90 il mondo era più facile da capire, perché, per cosi dire, esistevano solo due poli.
Anche se la pianificazione politica era fondamentalmente meno complessa e le sfide da affrontare meno imponenti, è controproducente trarre facili conclusioni e promuovere l’idea che tutto fosse piú facile all’epoca della Guerra Fredda, quando avevamo un mondo spaccato in due parti, una libera e l’altra oppressa, la nostra patria divisa, e vivevamo un periodo di incertezze costanti con la minaccia di una nuova guerra mondiale. Questo atteggiamento rende solo palese l’attuale senso di scoraggiamento verso nuove sfide e nuove opportunità e rivela una eclatante mancanza di conoscenze storiche insieme alla consapevolezza di come fosse in realtà difficile agire responsabilmente in quell’epoca.

Per fare il punto della situazione: gli enormi cambiamenti che avvengono nel mondo non possono essere una scusa per chi non ha una posizione o idee per il futuro. Al contrario: sono proprio gli enormi cambiamenti a richiedere una posizione stabile e chiara, affidabilità e continuità. Mi riferisco soprattutto alla politica; tanto più diventa complesso il mondo quanto più diventa importante che coloro che devono prendere le decisioni si assumano le proprie responsabilità e che dimostrino le loro capacità di leadership, rappresentando le loro opinioni e principi e dando risposte in modo chiaro e ripercorribile. Solo così sarà possibile creare certezza e affidabilità in un mondo complesso, guadagnandosi fiducia nel tempo e coinvolgendo anche gli altri. Unicamente in questo modo sarà possibile raggiungere gli obiettivi in modo costruttivo. Allo stesso tempo dobbiamo smettere di interpretare i cambiamenti nel nostro paese e nel mondo come minacce e accadimenti di portata storica. Piuttosto è vero il contrario: dobbiamo percepire ed accogliere i cambiamenti come chance e in generale rendere le persone più fiduciose verso questi cambiamenti.

DOMANI SARA’ PUBBLICATA LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA

In collaborazione con la rivista Critica Sociale

LA GUERRA ALLARGA LA MAGGIORANZA DI BERLUSCONI

27 aprile 2011

di Ciuenlai

Le vicende legate alla guerra libica, dimostrano, ampiamente che gran parte delle finte opposizioni, non hanno nessuna voglia (perlomeno adesso) di mandare a casa Berlusconi.
I FATTI – C’è lo scontro sulla giustizia e per diverse volte la maggioranza può essere mandata sotto alla camera. … Ma ci sono assenze nella minoranza e non se ne fa niente. La minoranza è compatta solo quando non serve.  Il Governo decide di entrare in guerra con Gheddafi e di dare il via ai bombardamenti sulla Libia. La Lega, per ragioni sue, dice di no.
La cosa più elementare sarebbe, tenendo una linea costituzionale contro la guerra, costringere la maggioranza ad un voto sull’argomento. Si potrebbero raggiungere due risultati :
1) La Lega si riallinea e si sputtana col suo elettorato
2) La Lega vota con l’opposizione e decreta la crisi dei Governo
E Che succede! Il Capo dello Stato dice che le bombe sono una naturale prosecuzione della missione e il Pd si prepara, di conseguenza, a costruire una stampella per reggere Berlusconi.
E allora ditelo!
E NON HA RAGIONE Berlusconi quando affema che ha una maggioranza più larga di quello che sembra?

IL DONO

29 novembre 2009

akasha

E’ possibile costruire una nuova identità mondiale attraverso il pensiero…

un dono per chi vive realtà estreme di dolore e di paura.

Sedotti da un epoca che non ha mantenuto le sue promesse e che ci ha inaspettatamente rivelato il volto più primitivo e bestiale dell’uomo, l’umanità è  chiamata ad affrontare l’ennesimo passaggio iniziatico della sua storia… come reagire?

di Maria Giovanna Amu

Ripercorrendo l’assioma” l’energia segue il pensiero” è possibile utilizzare una grande sacca immaginaria ma sostanzialmente reale in cui far confluire la forza di una nuova etica mondiale e attraverso questa comunicare energia e speranza a chi vive ogni giorno una follia sanguinaria, la perdita di sé e della misura umana.

Esiste un grande serbatoio della coscienza umana: l’Akasha dove sono riportati gli Annali del Tempo. Nella cultura esoterica rappresenta l’Enciclopedia Cosmica in cui è impressa la storia dell’umanità. Essa viene individuata da Jung come” inconscio collettivo”. Da esso attingiamo le nostre radici genetiche e spirituali poichè vi è scritta la storia di ognuno di noi: chi eravamo, chi siamo, chi saremo. E’ forse da questo punto che l’umanità ferita potrà rincominciare a tracciare una nuova identità, come è già stato altre volte in passato.

La nostra si è rivelata un epoca di decadenza in cui i vecchi valori crollano e si sgretolano davanti ad avvenimenti che mettono in discussione il significato della parola progresso e futuro. Verrebbe a questo proposito da domandarsi:… quali saranno le possibili  conseguenze psicologiche sulle  persone che vivono il dramma del terrorismo, gli orrori della guerra, le mutilazioni,le decapitazioni, le violenze di massa? Individui persi in un oblio di dolore.

Si può ancora parlare di depressione? O di stress ?..i bambini nella guerra …il ruggito della violenza… il muto urlo d’orrore di un umanità atterrita…  un cemento sociale chiamato paura che dilaga anche nel nostro mondo. Migliaia di esseri umani..  come riusciranno domani a integrarsi, con quali risorse?.. E come aiutarli…? Analisi, psicoanalisi…un orpello in un contesto dove la scommessa è riuscire ad essere vivi. Essa rappresenta il gingillo d’oro che nessuno può più esibire davanti a realtà che scandiscono il ritmo dell’angoscia collettiva: lo sgomento di gruppo… la paura di gruppo.  Immagini e notizie riflettono orrore… il dolore che diventa il nostro dolore vissuto da anime che diventano le nostre anime. Quale rifugio cercare ora che il futuro non sembra più la terra promessa ma un pianeta mostruoso e sconosciuto.

“Il pensiero segue l’energia”, ciò che riusciremo a produrre con le nostre menti rappresenterà il nostro futuro e lo strumento con il quale recuperare chi si è smarrito nel caos di un era decadente per aiutarlo a ritrovare una luce dentro di sé, grazie alle migliaia di luci che possiamo accendere con l’energia dei nostri pensieri. Illuminare le menti che hanno subito il corto circuito del dolore e sono rimaste al buio è quindi possibile…Come? Lavorando su di noi, in questo modo lavoreremo per gli altri e con gli altri. Attivando intenzioni costruttive che abbiano valori profondi, è così che  ogni pensiero concreto potrà raggiungere chi si sta perdendo.  Migliaia di esseri umani in silenzio già operano perché questo avvenga, applicando nel proprio microcosmo personale un etica potente e valida. L’intento collettivo e lo sforzo di gruppo da parte degli uomini di buona volontà produrrà risultati a beneficio di tutti. Da questo sforzo si potrebbero finalmente applicare norme e regole che, a prescindere da culti o ideologie, siano costruttive: secondo la legge dei” giusti rapporti umani” si potrebbe finalmente riuscire a sviluppare una politica che sia al servizio del bene comune, un progetto economico che si evolva nell’interesse di tutti, è così che dal potere d’acquisto di tanti e non di pochi  nascerebbe un benessere più diffuso. Basterebbe un granello da parte di ciascuno di noi per costruire un Governo Mondiale che liberi dal bisogno e dalla paura. Pensare e vivere un etica che sia l’espressione dei più alti principi e valori e che conduca all’Amore è sinonimo di guarigione sociale. Sarebbe un modo per contagiarci a vicenda con un nuovo germe: quello della fiducia. Facciamo in modo che  il Natale, simbolo del ” percorso di vetta dell’iniziato” che ritroviamo nel segno del Capricorno, porti a quella parte di umanità che soffre un dono: l’energia del nostro pensiero. L’inconscio infatti gitano e vagabondo, sa dove andare a cercare ciò che gli occorre e lo utilizzerà in situazioni estreme per aiutare esseri umani disperati a sopravvivere, infondendo loro fiducia ed energia. Essi non ne saranno consapevoli coscientemente ma si scopriranno più forti. Cerchiamo di scrivere una ennesima pagina della grande Enciclopedia Cosmica da cui potrebbe scaturire una rigenerazione adeguata a una nuova umanità, che potrebbe trovare la sua rinascita proprio attraverso l’energia del” pensiero intelligente”.