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ZAFFINI: CENTRI IDENTIFICATIVI ED ESPULSIONI, IN UMBRIA: CHE IL CONSIGLIO DISCUTA LA MOZIONE GIACENTE DA APRILE

30 settembre 2011

“Bene la proposta dell’On. Bocci di istituire un Centro identificativo di espulsione in Umbria; una proposta, peraltro, che può essere  immediatamente argomento di dibattito in Consiglio Regionale, visto che esiste già una mozione protocollata dal sottoscritto lo scorso aprile”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Franco Zaffini nell’apprendere le dichiarazioni del parlamentare del Pd. “Purtroppo – prosegue – devo ricordare all’on. Bocci che, in più occasioni, sono stati i colleghi della sua maggioranza ad impedire che nella nostra regione si aprisse qualsiasi tipo di discussione in relazione all’istituzione di un centro di identificazione ed espulsione. Liquidato dai pregiudizi meramente ideologici che hanno sempre caratterizzato l’agire dell’amministrazione regionale – dice ancora Zaffini – il Cie, al contrario, rappresenta una soluzione concreta ai problemi correlati all’immigrazione, che consentirebbe di gestire in maniera organica i flussi regionali e di snellire le procedure di identificazione e di riconoscimento dello status di rifugiato o di clandestino,  a garanzia di un intervento più rapido sia per gli eventuali rimpatri che per le collocazioni in strutture protette”.

“Resta da chiedersi – continua il consigliere regionale – come abbia fatto la maggioranza politica di questa regione e di Perugia, in particolare, ad accorgersi solo ora della condizione di degrado in cui versa la città e lo stato emergenziale in cui è arrivata. I cittadini se ne sono accorti da un pezzo e si sono sentiti ripetere che i livelli di  criminalità, spaccio e degrado di Perugia erano perfettamente nella norma. C’è voluto uno spacciatore tunisino ammazzato per svegliare il Sindaco, mentre il video di un’anziana signora, aggredita nell’androne del palazzo, che tutti hanno potuto vedere sul web, non aveva sortito tanta contrizione dal parte del primo cittadino. Vogliamo sperare che non si debba arrivare ad una guerra tra bande, per prendere provvedimenti e restituire a Perugia decoro e vivibilità”