Posts Tagged ‘idv’

IDV, Andrea Petrini commenta le dimissioni dell’ex segretario provinciale Andrea Romagnoli

5 marzo 2014
“E’ del tutto evidente che il commissariamento dell’IDV Umbria ha celebrato il funerale di questo partito e quindi bene ha fatto Andrea Romagnoli a dimettersi”.
Con queste parole Fabio Andrea Petrini commenta l’addio dell’ex segretario provinciale dell’IDV. (more…)
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San Bevignate ancora interventi contro la nuova residenza Adisu

25 febbraio 2014

“La costruzione di una residenza universitaria in prossimità del Cimitero monumentale di Perugia ed a ridosso della trecentesca chiesa di San Bevignate è uno schiaffo all’ambiente, al buon senso e ad un complesso monumentale di eccezionale importanza a livello internazionale”. Con queste parole Oliviero Dottorini (capogruppo Italia dei valori), annuncia di aver presentato (more…)

Cascia – Valnerina Life e Goodmorningumbria interrogano i candidati politici sul futuro del territorio

13 febbraio 2013
Aviano Rossi

Aviano Rossi

Lalli: “La sinergia per il ricircolo democratico di idee”

Insieme per garantire alla Valnerina l’apertura, il ricambio ideologico e la vera democrazia: è l’appello lanciato ieri pomeriggio in collaborazione con Goodmorningumbria, dalla presidente della Confesercenti Valnerina Maria Cristina Lalli durante il tavolo di confronto sul futuro del territorio che presso la sede della “Civitas Cassie” di Cascia, ha visto riuniti alcuni (more…)

Elezioni 2013: Rivoluzione Civile, ecco i candidati per l’Umbria di Camera e Senato

18 gennaio 2013

rivoluzione civile logoL’Idv, Rifondazione Comunista e Pdci guidati da  Antonio Ingroia presentano le liste per le prossime elezioni.

Lista per la Camera: Antonio Ingroia, Flavio Lotti, Carlo Cianetti, Luca Votoni, Alessandra Ruffini, Raffaella Simoncini, Franco Granocchia, Ciro Zeno, Tiziana Fausti.

Lista  Senato: Marco Gelmini, Giuseppe Mascio, Alfredo Andreani, Annina Pellegrino, Raffaele Goretti, Maura Coltorti, Patrizio Dragani.

INFRASTRUTTURE: “E45 AUTOSTRADA, PER ANNI VENDUTO SOLO FUMO. PIÙ UTILE PUNTARE A PIANO DI MANUTENZIONE”

26 ottobre 2012

“In questi anni agli umbri è stato venduto solo fumo. Si è continuato a promettere un’autostrada, ma la E45 assomiglia sempre più a una mulattiera. Sarebbe ora di abbandonare i progetti folli di trasformazione in autostrada e puntare a un piano straordinario di manutenzione e messa in (more…)

L’aumento dell’IVA sulle prestazioni delle cooperative sociali è la certificazione del fallimento delle politiche di governo.

14 ottobre 2012

Gestire lo Stato come un’azienda, tagliando i rami più deboli, è la certificazione del fallimento totale delle politiche di questo Governo. Lo Stato deve essere gestito come una famiglia, dove si (more…)

Impianto Biogas di Montecchio, risposta polemica di Nevi (Pdl) a Dottorini (Idv)

20 luglio 2012

In relazione all’intervento del consigliere Dottorini sulla costruzione di un impianto di produzione di Biogas nel Comune di Montecchio, in zona sostanzialmente industriale, si (more…)

Brutti (Idv): “Perugia scivolata al quindicesimo posto fra le Università italiane”

19 luglio 2012

“E’ un lento e inesorabile scivolamento verso il basso, quello dell’Università di Perugia, che certifica il tramonto del suo rettore Bistoni”. Il consigliere regionale Paolo Brutti (Idv) legge in (more…)

‎Cascia: Mozione di Maria Cristina Lalli, “Via Equitalia dal Comune di Cascia”

17 Mag 2012

“Vogliamo lanciare attraverso una rete organizzata sul territorio e su Facebook una campagna per chiedere alla nuova amministrazione metodi più umani di riscossione. A breve diffonderemo una mozione da presentare al consiglio comunale di Cascia”. Lo afferma, in una nota stampa, l’ex candidata sindaco per “Cascia città aperta” Maria Cristina Lalli, che propone di escludere (more…)

CARLA SPAGNOLI (FLI): L’IPOCRISIA SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI

3 Mag 2012

Da quando gli scandali Lusi e Belsito hanno travolto Lega e API e tempestato il cielo apparentemente sereno della politica, tutti i leader politici sono stati unanimi nel dire che i finanziamenti pubblici ai partiti dovevano essere profondamente rivisti: le forze politiche che sostengono l’attuale governo tecnico (la famosa “maggioranza ABC”) hanno proposto una legge con le “misure per garantire la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti” senza però parlare di abolire il finanziamento pubblico (pudicamente chiamato “rimborso elettorale”), come invece ha ipotizzato l’IDV, annunciando una campagna popolare di raccolta firme volta a “cancellare il finanziamento pubblico mascherato da rimborso elettorale”; Futuro e Libertà, invece, per bocca del suo leader Gianfranco Fini, ha proposto di dimezzare da subito le rate del rimborso elettorale, arrivate a 100 milioni di euro all’anno. L’argomento ha interessato anche le realtà territoriali e in particolare le regioni; ad esempio, in Umbria i “rimborsi elettorali” della campagna per le regionali del 2010 costituiscono una torta di oltre tre milioni e mezzo di euro, equivalente a circa 5 euro per ogni elettore, divisa da sette partiti in tutto. Leggendo certe cifre astronomiche, si può vedere in tutta la sua sfacciataggine l’ipocrisia delle parole dei politici, delle proposte o delle campagne popolari dei partiti, di qualsiasi colore politico. Per carità, tutte iniziative condivisibili e apprezzabili, ma perché nessuno ha il coraggio di agire subito con coerenza, senza aspettare la discussione o l’approvazione di una legge nuova, dando il buon esempio e rinunciando da subito ai contributi in un periodo in cui la crisi sconvolge il futuro delle famiglie italiane? Perché le forze politiche non si impegnano a restituire i rimborsi ricevuti fino al 2011 per la campagna elettorale della XV Legislatura, conclusasi in anticipo ben tre anni prima? L’ IdV, che vuole l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, perché non mette già da ora in pratica i suoi propositi rinunciando ai rimborsi elettorali per le campagne regionali del 2010, rimborsi che nella sola Umbria ammontano a 300.000 euro. Dato che, nelle intenzioni, le forze politiche sono unanimi, non sarebbe difficile trovare un’ampia convergenza circa la destinazione che questi soldi, una volta tornati nelle casse dello Stato, potrebbero avere. Ad esempio, si potrebbe pensare di impegnare queste risorse per finanziare l’abbattimento delle tre rate annuali dell’IMU per le famiglie con un reddito medio-basso, in modo da alleggerire una pressione fiscale ormai insostenibile (alcune stime prevedono che nel 2014 si arriverà al 45%, record di sempre). Questo è quello che i cittadini si augurano dalla politica: è arrivato il tempo di coniugare l’iter legislativo delle proposte di legge con una rapida e istantanea azione politica dei partiti su alcuni temi, come il finanziamento pubblico ai partiti e i costi della politica. I partiti politici, a partire da quelli umbri, accetteranno la sfida?

Carla Spagnoli – Coordinatore Regionale Futuro e Libertà Umbria

LA DOMANDA DEL GIORNO che fa impazzire il mondo: ITALIANI DEGNI O NO?

16 aprile 2012

di Giovanni Verrecchia

Tutti quelli che evadono le tasse, non sono degni di essere italiani! Parole dette da uno che sono la bellezza di 64 anni che vive sulle spalle degli italiani: Giorgio, ex comunista, nostalgico e discutibilmente coerente con la Costituzione e al popolo italiano! Con quale coraggio si permette di fare la morale agli italiani? Senza voler giustificare gli evasori, ma questa persona che risiede in una struttura che costa al popolo italiano la bellezza di 200 milioni di euro all’anno, lo sa perché la gente comune è costretta a evadere le tasse? Lo sa Giorgio, che ci sono milioni di persone che non possono permettersi di mettere in tavola un pasto completo? Giorgio ha gli occhi per vedere e le orecchie per sentire quante persone si ammazzano ogni giorno perché non riescono più a garantire uno stipendio ai propri collaboratori? Evidentemente no! Giorgio si permette di dare lezioni agli italiani, quando per primo ha trasgredito a quelli che sono i dettati della Costituzione, favorendo un governo incostituzionale e che sta affamando un popolo intero! Lui si permette di fare la predica agli italiani che hanno fame, dimenticando i famosi rimborsi aerei di Bruxelles; lui ha dimenticato che per anni ha fatto politica con i soldi che gli venivano elargiti dall’ex URSS, evadendo nel contempo fior di soldi dalle tasse e levandoli al popolo italiano! Ma forse le sue affermazioni sono dovute al timore che il popolo italiano stanco delle ruberie dei politici, si possa riprendere la sua sovranità, lasciando loro senza la fetta di torta! Con quale coraggio viene a dire agli italiani quello chi è degno di essere italiano e chi no? Secondo il mio punto di vista, tutta la gogna mediatica messa in piedi intorno ai casi dei rimborsi elettorali spariti dalle casse dei partiti, serve solo a distrarre gli italiani da problemi ben più gravi. Infatti, mentre tutto il popolo bue era intento a preoccuparsi delle faccende del Trota, di Lusi, ecc. il governo si dava fare per aumentare le accise sui carburanti, per votare il fiscal compact, per modificare l’ art. 18  della Costituzione e per procurarsi altri mezzi per affamare sempre di più il popolo. Vogliamo scendere nel dettaglio dell’ analisi del caso Lega Nord? Allora, qualcuno mi deve spiegare perché tutto questo fermento intorno alle spese interne di un partito. Quei soldi che sono spariti dalle casse della Lega Nord, come quelli della Margherita e degli altri partiti, non ci devono interessare, perché sono soldi loro, e quindi è una faccenda interna loro. Semmai a noi deve interessare come fare per evitare che le “aziende” partito, possano beneficiare di tanta magnanimità da parte del governo. Ossia, ci dobbiamo preoccupare di togliere di mezzo il sistema di rimborso elettorale o, se preferite, il finanziamento pubblico ai partiti. Quelli che sono spariti, non sono più soldi nostri, e non lo erano più nel momento in cui una legge truffa voluta dalle classe politica, ignorando il volere che il popolo italiano aveva espresso con referendum, ha permesso ai vari governi di elargire nelle casse dei partiti, delle somme da capogiro per rimborsare le spese che dovrebbero aver sostenuto per le campagne elettorali. Ma se non sbaglio, il rimborso è riassunto nel rapporto uno a uno; ossia spendi uno, te ne rimborso uno! Invece i cari truffatori che siedono in parlamento, a fronte della spesa di uno, hanno preteso e ottenuto il rimborso di cinque! Bravi, vero? Comunque, ripeto, una volta che gli sono stati elargiti, noi popolo, non abbiamo più alcun diritto su quei soldi! Ora, accortosi che stanno facendo letteralmente schifo, hanno deciso di cambiare questa legge truffa. In che modo? Semplice. I rapporti di rimborso non si toccano, restano uguali. Però ora i bilanci dei partiti vengono pubblicati su internet! Ma dico, siamo scemi? Ma ci prendete proprio per cretini? Cosa volete che ci interessi se con i soldi che rubate al popolo, vi comprate un albergo alle Maldive o li regalate al vostro cassiere? Noi, popolo italiano, non vogliamo più che i nostri soldi finiscano nelle vostre casse! Avete rubato per troppo tempo. Vogliamo, se proprio si deve, che i rimborsi elettorali siano nella misura di uno a uno! Se il Trota Bossi ha comprato un SUV con i soldi della Lega, saranno affari suoi e della Lega, non certo nostri! Se Lusi ha comprato dieci ville con i soldi della Margherita, se la cantino e chiariscono tra di loro. Dove erano i dirigenti della Margherita quando Lusi prendeva i soldi? Se, come sembra certo, nelle casse della Margherita c’erano 220 milioni di euro, e ne sono spariti 26 per conto di Lusi, altri 30 per altre spese strane, e gli altri? Cosa facevano i dirigenti della Lega Nord mentre il loro cassiere elargiva soldi a destra e manca per comprare un diploma al Trota o per arricchirsi personalmente? A noi popolo non ce ne può fregar di meno! La cosa importante è che non dobbiamo più permettere ai partiti di avere più soldi di quello che spendono!  Quella persona bocconiana che il Giorgio, unitamente alle banche e ai governi forti dell’ Europa, hanno voluto che guidasse il nostro Paese, si sta rilevando quello che realmente è politicamente inadeguato ! E orgogliosamente devo dire che lo avevo pronosticato il giorno stesso del suo insediamento. In un programma televisivo, si magnificava la sua abilità nel mettere a punto la manovra sulle semplificazioni, denominata “cresci Italia”. Praticamente questa manovra “intelligente” crea posti di lavoro per decreto! E già! Pensate che ora apriranno altre 3000 nuove farmacie! Fatto questo molto importante per la crescita del Paese. Già perché ora chi deve andare a comprare un aspirina, anziché percorrere 500 metri per andare alla farmacia più vicina, ne compie solo 300! Quindi risparmia le scarpe, e di conseguenza gli italiani avranno più soldi per pagare le tasse! Ora con decreto semplificazioni, non si faranno più le file agli sportelli; si potranno fare una molteplicità di operazioni direttamente da internet! Peccato che tantissimi italiani non sono in grado di usare internet, senza considerare comunque che abbiamo una rete di trasmissione dati che sarà perennemente intasata, per cui altre difficoltà per gli utenti! Il professore bocconiano è andato in giro per il mondo a nostre spese, autopromuovendosi, a elemosinare investimenti e ricevendo in cambio dei garbati sorrisi e secchi rifiuti!  Gli unici che ancora credono nelle sue qualità, sono i suoi ministri,  i suoi sostenitori ABC, il suo mentore Giorgio e le banche! Caro vecchio nostalgico ex-comunista, chi è indegno di essere italiano? Il popolo costretto a evadere perché non ha soldi per vivere, o voi che continuate impunemente ad affamarlo?

Secondo il mio modesto parere, VOI!!!!

SMACCHI (PD): “MAGGIORE FORZA, UNITÀ E COESIONE DELLA MAGGIORANZA: ATTEGGIAMENTI DELL’IDV NON PIÙ TOLLERABILI”

25 febbraio 2012

Smacchi  (PD) critica “l’atteggiamento poco leale e strumentale dell’Idv nei confronti della coalizione” e avverte che “il Pd non è disposto a correre il rischio che la nostra Regione possa affondare per strategie od alchimie tattiche di partiti che nei fatti stanno dimostrando scarso senso di responsabilità”.

“Dopo l’elezione del nuovo Ufficio di presidenza, è ormai evidente l’atteggiamento poco leale e strumentale dell’Italia dei Valori nei confronti della coalizione: è  giunto quindi il momento di fare chiarezza, per ridare slancio e nuovo vigore ad una maggioranza che dovrà essere sempre più forte, unita e coesa, questo non è certo il momento delle larghe intese. Per giungere a questo risultato – aggiunge Smacchi – occorrono atteggiamenti chiari e coerenti, non certo assenze ingiustificate ed ingiustificabili su un atto fondamentale come il Documento annuale di
programmazione, anche in virtù della delicata fase economica e sociale che ci troviamo ad affrontare nella consapevolezza  dei ruoli di grande rilevanza politica che si ricoprono e che andranno a questo punto messi in discussione”.

Vinti (Prc): Grave la decisione dei gruppi consiliari, dell’Udc, Lega, Idv e Pdl

23 febbraio 2012

La decisione dei gruppi consiliari, dell’Udc, Lega e Idv prima, di non partecipare al voto per il rinnovo dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale dell’Umbria, e del Pdl poi, è stata una decisione grave. L’obiettivo dichiarato è quello di portare alla paralisi l’attività della massima assise legislativa dell’Umbria, sovrapponendo in maniera irresponsabile l’aspro confronto politico con il corretto funzionamento delle istituzioni.Una decisione che assume i caratteri di una azione di rottura democratica, in un paese dove anche il Parlamento è subordinato ad un governo “tecnico” di professori della Bocconi.E’ lecito chiedersi qual è l’obiettivo non dichiarato, impossibile da esplicitare, così vitale da portare alla decisione di praticare la inagibilità del Consiglio Regionale? Rifondazione Comunista, per il ruolo che ha ricoperto e che ricopre, per la sua storia di oltre venti anni nelle istituzioni umbre, non accetta la deriva “sfascista” delle istituzione, anzi la contrasta con determinazione.Appare chiaro, ormai, che la scelta del Pdl fa svanire come neve al sole ogni ipotesi di larghe intese e che il “loden” è utile solo per coprirsi dal freddo.

Dottorini (IDV) sposa il “turismo a basso impatto” di Cucinelli

21 febbraio 2012

Nella querelle con Guarducci, patron di eurochocolate, Dottorini si schiera convintamente con l’industriale di Solomeo. “Le parole con cui Cucinelli ha parlato della vera vocazione turistica dell’Umbria sono piene di buon senso. lo diciamo da anni che la nostra regione ha tra i suoi principali punti di forza la bellezza dei suoi paesaggi, la ricchezza dell’arte e la genuinità dei suoi prodotti tipici”. Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta così le affermazioni fatte al Bit di Milano dall’imprenditore umbro del cachemire Brunello Cucinelli, a proposito della vocazione turistica dell’Umbria ed aggiunge: “Il connubio fra arte, storia, gastronomia e paesaggio, se coniugato in chiave moderna e sostenibile, potrebbe essere il vero motore della ripresa”. “Il modello dei grandi eventi e la trasformazione delle nostre città in enormi luna park a cielo aperto – osserva ancora Dottorini – non risponde certo alla vocazione turistica della nostra regione. L’Umbria ha bisogno di valorizzare al massimo l’autenticità e l’equilibrio ambientale delle sue campagne, dei suoi borghi e della sua cultura. Le manie di grandezza e le manifestazioni che richiamano enormi folle per brevi periodi rischiano invece di mettere alla luce una modalità un po’ provinciale di imitare modelli ‘mordi e fuggi’ e senza visione strategica. Crediamo che la strada da percorrere sia quella delle manifestazioni diffuse in tutto il territorio regionale e durante tutto l’anno, di dimensioni vivibili che siano lo specchio di uno stile di vita unico ed inimitabile. In questa maniera – conclude l’esponente di Idv – probabilmente non avremmo picchi di affluenze concentrati in brevi periodi, ma presenze costanti, realmente benefiche anche per il sistema economico e ricettivo regionale”.

NEVI (PDL): Dottorini, o stai dentro o stai fuori

13 febbraio 2012

Oggi ho letto l’ennesima nota del consigliere Dottorini contro articoli votati all’unanimità della legge di semplificazione e mi viene il dubbio che il consigliere si fosse addormentato più volte durante l’approvazione della legge. Oppure è l’ennesima dimostrazione del metodo che usa l’Italia dei valori, partito di lotta (fuori dal Palazzo) e di governo (dentro il Palazzo per conservare le poltrone). Abbia il coraggio il consigliere Dottorini di uscire dalla maggioranza oppure, più seriamente, taccia. La legge di semplificazione va invece attuata con la massima celerità e non certamente rimessa in discussione come vorrebbe Dottorini.

Raffaele Nevi – Presidente Gruppo PDL Regione Umbria

 

Provincia di Perugia. Formazione – Presentati 7 percorsi integrati per l’inserimento lavorativo di oltre 100 disoccupati

8 febbraio 2012

Aviano Rossi (IDV) “Corsi altamente specializzanti per rispondere alle esigenze delle imprese”

Entra nel vivo il nuovo piano del lavoro e della formazione professionale della Provincia di Perugia: a pochi mesi dalla presentazione di “Provincia Life”, con la formazione di nuove professionalità arrivano le prime risposte concrete alle esigenze delle imprese e del sistema produttivo locale. A presentare questa mattina in occasione di una conferenza stampa svoltasi presso la Sala Pagliacci i sette percorsi formativi appena finanziati dalla Provincia di Perugia attraverso il Fondo Sociale Europeo, erano presenti il vice presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi con delega alle politiche del lavoro e servizi alle imprese, formazione professionale ed il dirigente provinciale del servizio politiche attive del lavoro, formazione e istruzione Michele Fiscella. I lavori, coordinati dal direttore dell’Area lavoro formazione scuola e politiche comunitarie e culturali Adriano Bei, hanno visto anche la partecipazione delle agenzie formative impegnate nell’attuazione dei progetti, che hanno illustrato obiettivi, percorsi formativi e i destinatari dei relativi bandi. “Con questo primo intervento si concretizzano le linee di indirizzo assunte nell’intenzione di fornire risposte concrete alle imprese formando le professionalità a loro necessarie – ha affermato il vice presidente Rossi – in questi sette progetti sono contenuti tutte i componenti necessarie al rilancio dell’economia locale come la formazione di manodopera specializzata, l’artigianato ed il marketing. Si tratta di corsi altamente professionalizzanti e, come tali, di elevata efficacia nella possibilità di inserimento lavorativo – ha continuato – l’obiettivo non è tuttavia quello di non fermarci a tale risultato, ma di pensare anche a formare figure in grado di intraprendere un’attività produttiva imprenditoriale”.

Rossi ha inoltre evidenziato “l’elevato standard qualitativo dei percorsi per i quali saranno selezionate le migliori attitudini al fine di alimentare un’attenzione verso la formazione professionale nel suo complesso, unica strada ad oggi efficace per contrastare la grave situazione di disoccupazione”. Nel dettaglio, come spiegato da Fiscella, questo primo intervento che riguardava percorsi anche pluriennali di formazione professionalizzante e stage con indennità oraria destinati a disoccupati con età superiore a 18 anni e iscritti ai Centri per l’Impiego di Perugia, rientra nell’ambito dell’Avviso pubblico per la realizzazione di percorsi formativi integrati per l’inserimento lavorativo – Anno 2011 – Por Umbria FSE 2007-2013 obiettivo “Competitività regionale e occupazione” – Asse II Occupabilità”. Le proposte progettuale pervenute sono state 26 e, come da Avviso, ne sono state finanziate sette, i profili e le relative agenzie formative sono: Addetto alla cucina (Università dei Sapori s.c.a.r.l.), Addetto all’amministrazione e all’organizzazione (ATS – Ecipa Umbria – Associazione Centro Studi città di Foligno), Addetto marketing e comunicazione (Innovazione Terziario s.c.a.r.l.), Manutentore di macchine e impianti industriali (Associazione Cnos Fap Regione Umbria), Operatrice di maglieria (SFCU- Servizi formativi Confindustria Umbria Soc. Cons. a.r.l.), Maestro liutaio-archettaio (Gubbio Cultura e Multiservizi s.r.l.), Qualificazione acconciatore (Futuro Consorzio Formazione Artigianato e Piccola Impresa). Entro trenta giorni nel portale della Provincia di Perugia saranno disponibili tutti gli Avvisi relativi ai vari percorsi formativi.

 

 

L’ultimo brindisi prima della fine dell’anno o prima della fine dell’italia?

30 dicembre 2011

Cin Cin Italia

Conversazione con Stelio Bonsegna–  di http://www.italia.politica.it

di Francesco La Rosa

Stelio, calma piatta in Italia, sugli ultimi avvenimenti e provvedimenti presentati da Monti, che sta succedendo?

Io credo che dovremmo battere molto su questo Governo, che fa tante parole, ma salva sempre i privilegi di alcuni e non concretizza la vera causa del problema, cioè uno Stato esoso e costosissimo, fin nei suoi enti statali e parastatali. Si guarda bene dal toccarli certi problemi. Intanto dà un occhio alla Grecia, per vedere come va la situazione e non appena vede la popolazione greca mandare all’aria lo Stato, allora cambierà registro (almeno spero), in quanto la Grecia è considerata per tutti gli europei un banco di prova sulle reazioni della popolazione. Chiaro no?

A questo punto siamo ridotti? Malissimo se dobbiamo sperare nella Grecia….

In effetti secondo me solo i Greci ci potranno salvare da Monti e dall’Europa (esosa), quando faranno la loro rivoluzione, in nome di una vera Democrazia (spero) e non che cada nel tranello di un’altra dittatura, tipo quella dei famosi Colonnelli.

Ma noi dovremo tenerli svegli, visto che tutti i media, ci stanno propinando sonniferi., visto i Tg? Non disturbano il manovratore. Anche l’arcigno Ferrara ieri a Radio Londra sembrava rassegnato

Quello che più mi preoccupa è l’arrendevolezza sia del PDL che del PD, i partiti più grossi, quindi dietro ci deve essere per forza un “ ricatto” bell’e buono. Su uno sono sicuro, quello di Berlusconi, che è il campo delle frequenze e Passera è un bel furbetto, lo tiene a freno cosi. Di Bersani, non mi azzardo a fare ipotesi, in quanto molteplici potrebbero essere i motivi di ricatto cui è stato sottoposto (a livello di partito ovviamente).

La sinistra di fatto è sparita e appiattita in maniera acritica sul governo, non batte un colpo, in previsione delle elezioni amministrative non si rischia di avere partiti “centrifugati”?

Gli italiani sono imprevedibili, non oso fare previsioni sulle amministrative. Ovvio che il discorso cambia a livello locale. Ma il mio invito alla gente e di puntare non su gente di partito, ma su persone di PROVATA onestà intellettuale ed amministrativa, competente ed il più coerente possibile. Possibilmente lontana da ricatti politici di eventuali partiti che lo appoggeranno.

C’è il rischio che due partiti, la Lega Nord e Idv raccolgano i cocci di un elettorato deluso?

La mia opinione è che l’atteggiamento scelto dall’IDV, come opposizione, sia prettamente strumentale ed opportunista e che non attragga per il suo essere molti voti (tranne quelli di protesta estrema), mentre per la Lega, il discorso cambia, in quanto è stata coerente e continua ad esserlo, purtroppo mantiene nel suo dna, ancora, una piccola parte di “conservazione”, come ad esempio la loro non disponibilità ad eliminare le Province (inutili enti costosi).

E sindacati fanno solo bau bau? Tutto tace su quel fronte, compresi i movimenti, in altri tempi con Berlusconi al governo per molto meno avrebbero fatto l’inferno sulle piazze…

I sindacati? Grazie a Monti, mantengono o manterranno quel filo di 4° potere, che li ha sempre distinti da tutti gli altri sindacati europei. Se non li si ridimensiona a dovere, qualsiasi legge o proposta di legge contro di loro verrà sempre ghigliottinata. Ma in questo momento mantengono un low profile perché stanno fra l’incudine (il Pd ed il governo) e il martello (lavoratori e pensionati) e la necessità di non osare troppo per non perdere i privilegi acquisiti in decenni di fiancheggiamento della sinistra.

I movimenti spontanei (fuori dai partiti) possono essere una soluzione? Il Tea Party* è sparito?

Il Tea Party Italia è una delle soluzioni. Tra le tante lobby che ci sono in Italia, credo sia giusto ci sia la lobby popolare, dei cittadini comuni, di quelli che prima non arrivavano alla fine del mese, ora nemmeno alla fine della prima settimana, da movimenti come il Tea Party possono avere potenziali catalizzatori di preferenze elettorali (di un elettorato confuso e sfiduciato) possono avere origine le vere novità della politica italiana.

Negli anni 70 i “movimenti spontanei” hanno provocato lutti e una interminabile scia di sangue e poi sono stati riassorbiti dal potere, pensi possibile il riproporsi di quel modello ?

Noooo! Assolutamente no! I capri espiatori, non dovranno essere la gente comune, ci mancherebbe altro. Basta rivolgersi verso chi ha predicato bene, ma razzolato male a scapito dei cittadini, ma non con la violenza gratuita, ma semplicemente mandandoli a casa alle prossime elezioni, oppure non andando a votare e standosene a casa al calduccio. Oppure, meglio ancora, comportarsi da investigatori sul loro operato e sul come si sono arricchiti, sperando poi che esista un giudice a Berlino, che abbia il coraggio (che siano di destra o di sinistra) di fare pulizia vera e far venir fuori il loro malaffare sia a livello nazionale che locale.

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*In Italia, da una anno circa esiste un movimento di base spontaneo, chiamato “Tea Party Italia”, altri gruppi si stanno organizzando, sull’onda dei cugini spagnoli ai quali anche Beppe Grillo ha fatto visita per vicinanza di idee. Uno di questi gruppi è “Italian Revolution”, il quale pecca di essere, in parte, attraversato politicamente dalla Sinistra estrema.. Ecco come può nascere un movimento popolare spontaneo, rompendo gli schemi di un contesto politico atrofizzato e stantio. Ma vanno viste le priorità di queste formazioni spontanee, che differiscono tra loro notevolmente negli obiettivi e nel metodo. Comunque questi gruppi non si sono mai interfacciati con il Tea Party Italia che è già una realtà in Italia, e da un anno ha scelto di proporre soluzioni, piuttosto che la semplice protesta. In Tea Party Italia (sulla scia dei Tea Party Americani) si sta allargando a macchia d’olio in tutta Italia, il cui motto è “Meno tasse più libertà”. Tra le altre richieste: drastico abbattimento della spesa pubblica, riforma fiscale e del welfare, semplificazione e riduzione della pressione fiscale.

Rossi (IDV): “il bisogno di salute è cambiato, ora devono cambiare i servizi sanitari”

16 dicembre 2011

“L’assistenza infermieristica in Umbria, una questione di salute”. È il titolo della giornata di studio che ieri 16 dicembre si è tenuta presso il centro congressi Giò di Perugia, organizzata dal coordinamento regionale dei collegi IP.AS.VI. dell’Umbria, con il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di perugia e dell’Università degli Studi di Perugia. Oltre 200 partecipanti, provenienti da tutto il territorio regionale.

Il vice Presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi che, anche in virtù della delega alla Promozione della Salute, ha sottolineato come “oggi le persone che si rivolgono ai servizi sanitari, sono sempre più anziane, sono spesso affette da malattie croniche con le quali convivono da anni e non esprimono bisogni acuti”. “Questo deve farci riflettere perché allocare ancora più di 2/3 della spesa sanitaria su questo fronte – ha precisato Rossi – fa concentrare sull’ospedale una casistica che potrebbe trovare risposte più pertinenti e meno costose a livello territoriale, consentendo di impiegare al meglio e di valorizzare le professionalità tipiche di questo contesto, tra le quali spicca la professione infermieristica”. “Se il bisogno di salute è cambiato – ha concluso Rossi – ora devono cambiare anche i servizi sanitari”

 

Terni, ennesima crisi in consiglio comunale

31 ottobre 2011

L’ennesima crisi a Palazzo Spada, certifica l’impossibilità e l’incapacità di questa “sconquassata” maggioranza politica di amministrare la nostra città. Per il bene della città, con vero senso di responsabilità, si prenda coscienza dell’impossibilità di andare avanti così. L’Italia dei Valori apre finalmente gli occhi e arriva a denunciare il sistema di gestione di potere del Partito Democratico, impegnato da sempre a sostenere apparati e gruppi di potere a discapito dei reali bisogni della città. Un Partito Democratico che non guarda in faccia a nessuno quando si tratta di favorire anche spudoratamente i propri “amici” e i loro interessi. La vicenda che apre la nuova crisi nasce proprio dall’atto amministrativo che vorrebbe favorire ancora una volta gli attuali gestori del Caos. Apprezziamo che si stia allargando sempre di più il fronte di chi denuncia apertamente, nel rispetto del proprio elettorato e mandato, lo strapotere e l’arroganza amministrativa di un Partito Democratico che si sente padrone della città e che per questo annienta le legittime richieste altrui, favorendo esclusivamente gli interessi particolari di amichevoli gruppi. Esiste in questa città un Partito Democratico che isola gli altri partiti della maggioranza e i rispettivi membri di Giunta e che svuotando quegli assessorati, vuol gestire tutto da “padre padrone”. E’ una nuova crisi politica dopo quella della scorsa primavera che portò allora alle dimissioni del Sindaco, poi ritirate a fronte di una promessa svolta, che ancora la città attende. Allora fu il gruppo degli ex margherita ad alzare giustamente la voce, poi si è aggiunta la Federazione della Sinistra e oggi è la volta dell’Italia dei Valori. Tutti denunciano quanto l’interesse della comunità venga di fatto accantonato dalla gestione lobbistica e particolare del solo Partito Democratico. Ora la città si aspetta atteggiamenti coraggiosi,responsabili e lungimiranti, si blocchi questa esperienza di governo cittadino e si fermi così un Partito Democratico spudoratamente padrone della città; perché la città non si merita di assistere alle ennesime promesse di cambiamento e di svolta che puntualmente arriveranno, tanto meno possibili rimpasti di Giunta che potrebbero accontentare qualcuno ma che non servono alla città. Non si accettino nuovi “strapuntini”, non ci si faccia abbindolare, ma coscientemente e seriamente si fermi questa deleteria esperienza amministrativa.

Michele Rossi – Coordinatore Comunale PDL TERNI

CERCANDO DISPERATAMENTE IL PD

9 ottobre 2011

di Ciuenlai

Sono ormai tre giorni che sfoglio i giornali alla disperata ricerca di un segno di vita del Pd e di Bersani. Mentre Il palazzo (Grazioli) brucia, l’opposizione parla per bocca di Fini, Casini e Vendola. I primi due vogliono fare il “Governo dei Padroni” (Montezemolo, Profumo, Monti, Della Valle e più soldi hai più ne metti) il secondo vuole votare subito. Bersani non dice niente (se no l’accoppano), Veltroni non dice niente (ed è una notizia), D’Alema non dice niente (perché tanto Veltroni sta zitto). Riflettono? No non possono parlare. Se intervengono per il Governo di tregua si incazza mezzo partito + 1, se chiedono le elezioni si incazza l’altra metà – uno. Ma il centrosinistra ha bisogno di una parola chiara. Soprattutto quel popolo che continua a scendere in piazza o con altri partiti (Sel e Idv), o con i movimenti (il 15 ottobre), o con gli studenti, o con la Cgil o con le associazioni (Giustizia e Libertà). C’è un moto nel paese che chiede di essere rappresentato da una coalizione che si proponga di vincere le elezioni su alcuni punti semplici, semplici : Redistribuzione del reddito, patrimoniale per i ricchi, salvaguardia dei beni comuni, cultura del merito, sostegno al sapere e alla ricerca, diritti e libertà individuali ecc. Non c’è più tempo. L’altro Centrosinistra sta aspettando il Pd, Intero o ridotto non importa, purchè si decida. Se mancano Casini; Fioroni e compagnia non è un problema perché l’allargamento che conta il centrosinistra deve farlo con la gente e non con questa gente.

PD –NUOVO ULIVO ADDIO, ARRIVA LA BARRA AL CENTRO

4 ottobre 2011

di Ciuenlai

La Direzione nazionale del Pd ha segnato un punto di svolta. La sinistra si è scoperta minoranza nel partito. Una svolta che non è giunta inaspettata e della quale si aveva sentore ormai da tempo. Bastava ascoltare, nelle ultime settimane, i racconti dei protagonisti delle varie riunioni che si succedono quotidianamente nella sede romana del Pd. Racconti che parlavano di forti malumori per la linea “rossa” (sic) del segretario. La maggioranza dei leader democratici non vuole il “Nuovo Ulivo”. Salvo i fedelissimi di Bersani e pochi altri, Area Dem, Modem, pezzi di maggioranza (Letta e Fassino) pensano che lo schema del segretario vada completamente ribaltato. Non si deve partire da un’intesa di ferro con Vendola e Di Pietro, da allargare possibilmente all’Udc, ma da un intesa con il terzo polo, da allargare eventualmente alla sinistra. Sta in questa distinzione la diatriba tra elezioni subito e Governo di emergenza. Il passaggio per un esecutivo largo è lo strumento necessario a cementare le future alleanze e la collaborazione con i centristi. E lo strumento metterebbe i più pericolosi concorrenti (Sel e l’Idv) nell’angolo, costringendoli o ad aderire ad un progetto moderato o a stare fuori dall’alleanza. Incanalandoli verso un cammino irto di difficoltà. Se aderiscono si snaturano, se vanno da soli saranno costretti a sopportare, per l’ennesima volta, una campagna di stampa ed elettorale tutta in salita all’insegna della responsabilità nazionale e del voto utile, contro il fantasma di Berlusconi. Le argomentazioni non mancano : il momento è difficile, anzi drammatico, occorre una maggioranza larga per governare e ricostruire il paese, ci vuole una grande alleanza tra moderati e progressisti per vincere le elezioni ecc. ecc. L’offensiva non arriva a caso. Tutti i sondaggi, quelli noti e, soprattutto, quelli riservati, dicono che se si votasse oggi il centrosinistra classico vincerebbe a mani basse. E vincerebbe su un progetto sbilanciato a sinistra. La proposta di Governo di emergenza, come scelta strategica, serve dunque a decantare questa situazione e a produrre una inversione di tendenza. La scelta si porta dietro anche un’ altra conseguenza. Non ci saranno le primarie. Il prossimo capo del Governo dovrà essere una personalità “bipartisan” in grado di azzerare tutte le pretese di leadership nell’area antiberlusconi, con buona pace di Bersani e di “Nichi”. In questa ottica appare anche meno incomprensibile l’uscita “massimalista” di Fausto Bertinotti, che invita la sinistra a rifugiarsi tra i movimenti, rinunciando a qualsiasi ipotesi di governo. Il minoritarismo come ideologia e la rinuncia alla sfida del Governo non sono certo soluzioni auspicabili per la sinistra, ma è indubbio che un simile scenario complicherebbe le cose. C’è però da dire che anche la strada del voto utile e della rincorsa al centro, comporta i suoi rischi per il Pd. Le simulazioni attuali parlano di una sinistra guidata da Vendola in grado di arrivare fino al 25% dei voti in caso di corsa solitaria. Questo avverrebbe a scapito del Pd, che si troverebbe a non essere più la forza principale ed egemone di una alleanza al centro, con il terzo polo rinforzato da truppe provenienti dal centrodestra. Per questo sono in molti tra i democratici a sperare che alla fine uno dei due “radicali” accetti di far parte della nuova coalizione. E le pressioni sono tutte per Vendola, perché Casini Di Pietro non lo digerisce proprio.

 

Brutti (IDV)Ticket sanità in Umbria: “Undici milioni di euro l’anno, per lo più a carico del ceto medio.

14 settembre 2011

Magari, detta così, suona diversa e qualcuno si sveglia”.

Così Paolo Brutti, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, dopo l’audizione dell’assessore alla sanità Franco Tomassoni in terza Commissione, critica la scelta fatta dalla Giunta parlando di approccio diretto con le cifre nella battaglia contro i ticket sanitari. A suo giudizio,”si è scelta la via più facile e più ingiusta. Continuiamo a ripetere che è profondamente sbagliato trasferire sui cittadini le inique manovre del Governo e che andava fatto il possibile per scaricare parte dei tagli sulla pesante macchina burocratica che amministra la nostra sanità. Undici milioni di prelievo sono tantissimi – prosegue Brutti -, anche perché vanno a gravare per lo più su un ceto medio fortemente vessato. Con i ricchi che scelgono le cliniche private, con gli evasori che in virtù del basso reddito sono esenti dal ticket, con il complice silenzio del centrodestra, ben lieto di sfilare ai cittadini umbri un mucchio di soldi a sostegno della manovra
Berlusconi: alla fine pagano solo le persone per bene. Che da oggi hanno un motivo in più per stare male”.

I TROPPI “VORREI MA NON POSSO” DELLA MARINI SU RIFORME E RIMPASTINO DI GIUNTA

9 settembre 2011

di Ciuenlai

Riforma regionale; è tutto confermato, fino ad ottobre non se ne parla. E bisogna anche vedere come se ne parlerà. Perché gli annunci sono roboanti, ma ciò che circola in giro sulle soluzioni possibili sa tanto di “conservazione furbesca” allo stato puro.
La Presidente ci riprova, ma trova forti resistenze. Non è piaciuto nè al gruppo, nè alla segreteria regionale del Pd il dover “leggere sui giornali” le sue intenzioni, “senza essere stati consultati”. E non è, soprattutto piaciuto, il tentativo che sarebbe stato fatto, in diverse sedi e con diverse modalità, di farsi accreditare come il “leader massimo” del Pd e della coalizione.
Un ruolo, non messo in discussione per il futuro, ma tutto da conquistare nel presente. Un ruolo che i “senatori e le senatrici” democratiche non hanno nessuna intenzione di mollargli adesso. E gli abboccamenti successivi, quelli di questi giorni, hanno confermato questo disagio, decretando una scontatissima mancanza di identità di vedute. Risultato : l’accordo ancora non c’è. Due Asl, una azienda ospedaliera, niente Ati e Consorzi va bene a tutti. Ma c’è modo e modo di arrivarci. Si può fare e stop cassando tutto quello che c’è da cassare o seguire una linea gattopardesca che, in sostanza, lascia le cose immutate. L’azienda è unica ma ha due direzioni, una a Perugia e una a Terni, le Asl sono due , ma hanno sedi distaccate a Città di Castello e a Foligno, gli enti intermedi di secondo livello spariscono, ma al loro posto spuntano come cavallette agenzie regionali che si occupano “di tutto e di più”.
E, al momento, è questa la strada che riscuote maggiore consensi, come temono Idv, Sel e una piccola parte del Pd. La ragione l’ha ricordata il senatore Brutti : Questa classe dirigente dell’Umbria è vissuta all’ombra di questo sistema, che ha creato e che difficilmente smonterà. E con il possibile stop alla riforma dell’Umbria, tramonta anche l’ipotesi di un nuovo rimpastino di giunta, chiesto, sottovoce, da chi, dentro il Partito Democratico, pensa che, nel mezzo delle turbolenze giudiziarie, “bisognerebbe dare un segnale rinnovando anche gli uomini”, facendo entrare personale “più giovane e fresco”.
La vera posta in gioco per la Marini è quindi la scelta tra conservazione “camuffata” da riformismo e riformismo “vero” che cancella la conservazione. Per il momento la Presidente sembra averne la volontà, ma non la forza.

LE PROVINCE DEGLI ALTRI

19 agosto 2011

di Ciuenlai

La proposta di abolizione della Provincia di Terni ha provocato confusione e panico e ha messo in evidenza il pressappochismo della nostra classe dirigente. Si va alla spicciolata. Nessuna idea unitaria, nessun progetto da contrapporre all’eventualità della soppressione, nessuna iniziativa regionale in cantiere, magari solo per discutere della cosa. E ci si accorge solo ora della fragilità della nostra Regione. E allora il “riequilibrio territoriale”, diventa una novità e una scoperta; ma quando fu proposto alcuni anni fa dalla stessa Upi, nessuno fece niente per dargli concretezza. Anzi Fu trattato come una boutade politica. Perché lo squilibrio serviva. Era la scusa per non potenziare questi enti intermedi. Perugia era troppo grande e sarebbe diventata troppo forte. Quindi era meglio che tutto rimanesse nelle mani della Regione. Finchè non si sarebbe ottenuto il vero obiettivo di testa manovra : la terza Procincia. Alla luce di quello che accade oggi sembrerebbe una battuta, invece è storia. Ma c’è di più. La proposta di abolire le province sotto i 300 mila abitanti è sul tavolo da oltre un anno. Ma nessuno da noi ha preso la cosa sul serio e agito di conseguenza, per scongiurare tale eventualità. Nemmeno gli amministratori ternani che hanno preferito, in questi ultimi 10 anni, vivere in uno “splendido isolamento” dal resto della Regione. A Perugia come a Terni, le barricate si sono alzate solo per evitare che Asl, Aziende, Ati, poltrone, poltroncine, strapuntini e sgabelli venissero razionalizzati e magari soppressi. Si è preferito difendere lo status quo, l’ideologia delle divisioni per aree, dell’autosufficienza territoriale del potere, che ha significato solo il mantenimento di costosi privilegi. Per poi scoprirsi “nudi” di fronte agli avvenimenti esterni. Non c’è quindi da meravigliarsi se le uniche risposte a questa situazione sono le inutili quanto dannose espressioni di ultracampanilismo (andiamo con Roma, a morte Terni ecc.). Ha parlato il popolino, che dirà anche cavolate, ma è l’unico che sembra avere a cuore questa questione. Chi invece doveva parlare è restato zitto. I due principali protagonisti del palcoscenico umbro, la Giunta Regionale e il Pd, sono, fino ad ora, restati muti. Salvo l’Upi e il Prc nessuno, delle altri parti si è degnato di far conoscere il proprio pensiero. E ci sono anche cose divertenti come quelle di casa Idv. Il partito va in piazza a chiedere le firme per l’abolizione delle Province e i suoi esponenti continuano a votare documenti per il loro mantenimento. Addirittura Alex Paiella (Membro del coordinamento Provinciale IDV Terni) chiede (adesso) il riequilibrio territoriale per salvare quella di Terni. Ma non è una eccezione, è la linea. Via le Province? Si ma quelle degli altri.

DOTTORINI (IDV): “ROMETTI STA ANDANDO CONTRO DECISIONI DELLA MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA. BUCONI VADA A RILEGGERSI GLI ATTI”

27 Mag 2011

“Per una volta Buconi mi trova d’accordo. In effetti c’è un problema: c’è un assessore all’Ambiente che punta la sua politica su inceneritori e carbone, evitando di rispondere a qualsiasi interrogazione che riguarda le emergenze ambientali della nostra regione, da Gualdo Cattaneo a Bettona e Marsciano, da Belladanza e Pietramelina al metanodotto Snam. Questo qualche problema lo pone e per questo sarebbe importante innanzitutto comprendere le motivazioni del blitz che ha portato poche settimane fa a modificare il Piano dei rifiuti contro tutti gli accordi
di maggioranza”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le parole del collega Buconi circa “i comportamenti dello stare insieme in maggioranza”. “Purtroppo – continua Dottorini – le scelte che l’assessore Rometti sta
perpetuando in materia di energia, e in particolare per quanto riguarda la Centrale Enel di Gualdo Cattaneo, vanno a contraddire decisioni prese dalla maggioranza di centrosinistra nella passata legislatura. Buconi prima di dare lezioni morali sulla correttezza dei comportamenti avrebbe fatto bene a documentarsi e leggere la delibera numero 194 del Consiglio regionale del 30 ottobre 2007, in cui tutta la maggioranza di centrosinistra – ricorda Dottorini – si è espressa contro il ‘progetto di co-combustione a biomasse agricole previsto per la centrale Pietro Vannucci’ e che tra l’altro ha impegnato la Giunta regionale ‘a non bruciare nella centrale di Ponte di Ferro rifiuti (cdr) o altro materiale inquinante ulteriore rispetto a quello già attualmente in uso’. “Se qualcuno pensa – conclude Dottorini – di poter utilizzare il grimaldello della green economy per scardinare ogni regola di tutela ambientale e di salvaguardia delle potenzialità economiche della nostra
regione ha sbagliato i suoi conti. Noi continueremo a batterci per un Piano dei rifiuti razionale e non asservito agli interessi economici e per una valorizzazione delle qualità ambientali e culturali dell’Umbria che sappiano farsi volano di sviluppo economico e rilancio occupazionale”.

CHIACCHIERONI (PD): ENERGIA, “PIENO APPOGGIO ALL’AZIONE DELL’ASSESSORE REGIONALE ROMETTI”

27 Mag 2011

Gianfranco Chiacchieroni

Esprimo solidarietà e pieno appoggio all’azione dell’Assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti. Le critiche rivolte oggi all’Assessore da parte del capogruppo Idv in Consiglio regionale sulla centrale Enel di Gualdo Cattaneo rappresentano uscite estemporanee che rendono sempre più difficili i livelli di mediazione sulle tematiche cruciali come quelle dello sviluppo e della difesa dell’ambiente e dell’occupazione. Le culture estremiste ed i particolarismi non aiutano il centro sinistra a costruire un’azione di governo affidabile nell’interesse della collettività. La green economy non ha alternative, è una strada obbligata per l’Umbria. È necessario che il centro sinistra ribadisca con forza e decisione il suo “no” al nucleare e rilanci con determinazione la sua azione di governo per sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo da raggiungere l’obiettivo indicato dalla strategia Ue “20-20-20” che prevede entro il 2020 il taglio delle emissioni di gas serra del 20%, la riduzione del consumo di energia del 20% ed il 20% del consumo energetico totale europeo generato da fonti rinnovabili. È un obiettivo ambizioso, difficile da raggiungere per tutti, soprattutto se il centro sinistra, che ha fatto una scelta netta contro il nucleare, non si schiera a votare compatto “si” al referendum del 12 e 13 giugno. Invece di aiutare la comunità locale e nazionale a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, con la presa di posizione di oggi si fa un’offesa alla politica.

LETTERA: I giovani Idv e le dimissioni di Eros Brega

23 Mag 2011

 LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Mi sembrava strano che l’IDV fosse diventata una forza garantista. L’intervento dei giovani dell’IDV, sicuramente ispirato dai meno giovani che chiedono le dimissioni di Brega, sono l’esempio di un giustizialismo con cui il centrosinistra deve fare i conti e ora vedremo – sarà interessante – quale sarà l’atteggiamento del PD. Se continuare a costruire coalizioni contro oppure rompere con forze, come l’IDV, che sono accecate dal furore ideologico.

Enrico Masciarri – Coordinatore vicario PdL – Terni

I NO DI CASINI E IL PIANO “B” DI DALEMA E C.

11 gennaio 2011

di Ciuenlai

Silvio Berlusconi

“Tanto lo sposo lo stesso” era la frase con cui Philippe Noiret nel film “La grande abbuffata rispondeva agli amici che gli portavano prove concrete dell’infedeltà della donna che amava. La stessa cosa succede in politica. Più il Pd insiste con l’alleanza costituzionale da Fini a Vendola, più Casini si avvicina a Berlusconi, mandando a dire ai democratici che la cosa (forse) si può fare mandando a casa Vendola e Di Pietro. Insomma il terzo polo non si allea con la sinistra ma solo con il Pd, che evidentemente non viene più considerato di sinistra. Ma allora

Massimo D'Alema

perché questa insistenza? Voci romane parlano di un piano B. Adesso al Pd e ai terzopolisti non conviene votare, quindi si da altro tempo al governo Berlusconi (anche offrendo una escamotage al berlisca sul legittimo impedimento, costruito dal casiniano Vietti vicepresidente del Csm, nominato anche dal Pd). Il seguito lo annuncia il solito Fioroni “Da Casini una grande apertura verso il Pd,  per la prima volta non parla di equidistanza, non dice vedremo. Con chiarezza afferma che se il Pd vuole governare con i moderati deve fare delle scelte e dire dei no. Non è questione di alleanze è questione di contenuti. Prendi Mirafiori, io con la Fiom e Vendola non ci sto”. Tradotto in soldoni : La linea rimane la coalizione costituzionale da Vendola a Fini,

Pierferdinando Casini

ma il programma sarà indigeribile per la sinistra, che sarà costretta a chiamarsi fuori. A quel punto diranno che il Pd è una sinistra responsabile e riformista e che il resto è sinistra antagonista il cui atteggiamento di chiusura favorisce Berlusconi e aiuta la sua eventuale vittoria. Si la storiella del voto utile. A volte ritornano, soprattutto quando non si è alla frutta e non si hanno altre idee che quella del Governo per il Governo. A prescindere dai contenuti, vero caro Fioroni?

Sanità, dimissioni di Riommi, IDV preoccupata

16 ottobre 2010

“Rimaniamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo nella nostra regione e ci limitiamo a prendere atto della decisione dell’assessore Riommi. Si tratta senz’altro di un gesto di sensibilità istituzionale che quanto meno marca la differenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale dove esponenti del governo condannati per reati gravissimi continuano a rimanere al proprio posto, accusando la magistratura e cercando di sottrarsi ai processi”.

E’ il primo commento di Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, alla decisione dell’assessore alla sanità Vincenzo Riommi di rimettere le deleghe alla presidente Marini.     “Non conosciamo i contorni della vicenda giudiziaria in cui è coinvolto Riommi – aggiunge Dottorini – ma dobbiamo riconoscere uno stile che evidenzia una difformità netta rispetto al desiderio di impunità che anima l’azione dello schieramento berlusconiano e leghista. Se fosse vero che non è interessato da alcuna contestazione da parte dell’autorità giudiziaria – osserva il consigliere regionale – la scelta di Riommi risulterebbe addirittura precipitosa. Ma, per quanto ci riguarda rimane apprezzabile e opportuna, in quanto tesa a salvaguardare l’azione del governo regionale che, ripetiamo, deve dichiararsi parte lesa in questa vicenda. Rimane intatto il nostro fastidio e il nostro disappunto per quanto sta emergendo dall’inchiesta del Pm Sottani – conclude Dottorini – e continuiamo a chiedere massimo rigore, trasparenza e fermezza nell’affrontare una situazione che si fa di giorno in giorno più inquietante”

Trasporti urbani, Ciccone: “I furbi sono dappertutto. Non solo stranieri tra gli evasori”

15 ottobre 2010

Capitolo uno: evasione tariffaria. “Non è assolutamente vero che sono solo gli stranieri a non

Roberto Ciccone, Assessore alla Mobilità

pagare il biglietto”. Con queste parole Ciccone mette un punto fermo sulla questione dell’evasione tariffaria sugli autobus. L’iniziativa sperimentale del Comune (che inizierà lunedì prossimo a bordo di 10 mezzi della linea S provvisti di tornelli) riguarda tutti i cittadini ed ha come obiettivo quello di recuperare una quota pari a 660 mila euro all’anno per la fascia urbana. Dunque, la nuova proprosta, non può essere intesa solo come un’azione volta a colpire una specifica fascia della popolazione; piuttosto è stata concepita come “un disegno specifico -sottolinea Ciccone- in favore del trasporto pubblico locale, che allo stato attuale risente di una perdita di proventi causata anche da molti italiani che viaggiano sulle linee urbane ed extraurbane”. Conclusione: non azzardare nessun giudizio riguardo alla responsabilità univica di alcune etnie, portoghesi in testa. Quindi, sul fronte dei “furbetti”, capitolo chiuso. Capitolo due: Eurochocolate. Come ogni anno l’amministrazione ha predisposto uomini e mezzi necessari allo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza. Di sicuro l’accesso al centro in alcune aree sarà permesso solo a residenti e mezzi pubblici, ma la mappatura della viabilità rispetto agli scorsi anni non è cambiata. “Abbiamo messo in campo un numero di vigili necessari a svolgere turni supplementari dentro e fuori l’acropoli”, annuncia l’assessore, che incalza e dichiara che finalmente sembra che sia stato trovato un accordo tra Apm e Minimetrò sulle navette. “L’accordo prevede un costo tale da ripagare la spesa destinata alle navette. Certo -sottolinea Ciccone- chi organizza Eurochocolate si può scordare che il Comune predisponga un servizio di trasporto gratuito per una manifestazione che ha chiari scopi di lucro”. Capitolo tre: aumenti. Dopo la sollecitazione da parte dell’Udu di Perugia riguardo all’applicazione della delibera n. 408 del 7 ottobre 2010 (per le categorie protette), l’assessore alla mobilità ribadisce che “gli studenti rientrano di fatto all’interno delle fasce protette e lo testimonia l’invariabilità dei prezzi degli abbonamenti per la campagna di settembre”. Di sicuro le agevolazioni non potranno essere allargate allo stesso modo per tutti, ma solo in relazione alla divisione delle fasce di reddito. Fermo restando che per seri motivi legati a vincoli di bilancio, la delibera non modificherà sostanzialmente le previsioni fino ad oggi adottate in favore delle categorie protette.E, per concludere, Ciccone rimane comunque convinto delle azioni messe in campo dall’amministrazione comunale in tema di servizio di trasporto pubblico locale, “che a Perugia -spiega l’assessore- rimane comunque un servizio valido per i cittadini, soprattutto se si tiene conto della grande mannaia imposta dal governo centrale che ha ridotto le risorse agli enti locali di circa il 50 per cento”.

nota di Oliviero Dottorini – IDV

“E’ urgente che la Giunta regionale affronti in maniera complessiva e integrata la questione del trasporto pubblico locale, mettendo in campo un serio e corposo piano di rilancio. Solo
portando più cittadini ad utilizzare mezzi alternativi a quelli privati si potranno sanare i bilanci delle aziende della mobilità pubblica”. Lo  dichiara il capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale,

Guinza, Convocazione Ministro Matteoli: “Adesso, subito un percorso per il finanziamento dell’opera”

29 settembre 2010

BALDELLI: “Si deve procedere così anche per la Perugia Ancona, l’Umbria deve uscire in blocco dall’isolamento”

E’ la ratifica di un successo non scontato della manifestazione di protesta – è il commento del Vice capogruppo Pd alla Provincia di Perugia Luca Secondi, appresa la notizia della convocazione del Ministro dopo l’occupazione della Guinza –   che ha visto protagonisti le Province di Perugia, Pesaro e Urbino e  Arezzo. Il mio auspicio è che la convocazione da parte del Ministro Matteoli non si esaurisca con un’estemporanea risposta mediatica senza un seguito operativo”. Piena soddisfazione per aver raggiunto questo obiettivo è stata espressa dal capogruppo Prc alla Provincia Luca Baldelli che sarà presente a Roma con il Presidente Guasticchi. “E’ il risultato della nostra mobilitazione – ha detto Baldelli – accanto alla iniziativa per la Guinza dobbiamo metterne in campo un’altra analoga per la Perugia Ancona. Per questo ho già presso contatto con l’Amministrazione di Valfabbrica: l’Umbria deve uscire tutta in blocco dall’isolamento”.  “E’ il risultato di un importante lavoro – ha commentato l’Assessore al turismo e ambiente Roberto Bertini – anche il Ministro si rende conto dell’importanza i questa infrastruttura  trasversale della penisola. Speriamo in un primo finanziamento che permetta di completare il collegamento con la E 45: una svolta per l’economia e il turismo del nostro territorio”. “Matteoli – ha aggiunto l’Assessore provinciale ai trasporti Stefano Feligioni – ha valutato la necessità di sentire le Regioni e le Province che sono state gli Enti capofila per la rimessa in discussione della ‘Due Mari’: il primo obiettivo è raggiunto. Adesso si spera che il prossimo 13 ottobre si riesca ad ottenere dal Ministro un percorso per il finanziamento dell’opera che ci consenta di rimettere a gara i tratti mancanti e di mettere in  funzione la Galleria della Guinza. Per noi si tratta di un’infrastruttura strategica che ci consente di collegare tutta l’Italia centrale con le zone portuali di  Grosseto e Fano”. Per Franco Granocchia, capogruppo IdV alla Provincia di Perugia, “la protesta messa in atto alla galleria della Guinza dimostra ancora una volta come l’unità in difesa dei diritti dei cittadini e dei loro interessi sia l’unica mossa vincente che le amministrazioni possono mettere in atto”. “Uscire dai campanilismi e ragionare in una visione di Italia Mediana – sottolinea Granocchia – è la vera scommessa delle nostre azioni politiche. Non arrendersi e pretendere dal Governo Centrale il completamento della E78, è questo quello che adesso ci aspettiamo dall’incontro con il Ministro Matteoli.”