Posts Tagged ‘II’

CHI AMA LA PROPRIA PATRIA, AMA ANCHE LE PATRIE DEGLI ALTRI, CHI DISPREZZA LA PROPRIA PATRIA, DISPREZZA LA PATRIA DI OGNUNO

11 ottobre 2017

socciLa mia generazione ha imparato da Giovanni Paolo II cosa significa amare la propria patria. Lui che veniva da una terra di eroi e di martiri, un Paese che nel Novecento è stata massacrato dai due terribili totalitarismi, il nazismo e il comunismo.

Da noi la parola “patria” era quasi dimenticata e disprezzata, come lo è oggi. E Giovanni Paolo II – che amava la sua terra polacca – ha insegnato a tutti noi ad amare la nostra e la patria di tutti. In ogni suo viaggio, appena sceso dall’aereo, baciava la terra che era andato a visitare. Perché era la terra patria di quel popolo che lo ospitava. (more…)

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Scoperta a Montecchio una lunetta federiciana datata 1223. Per il sindaco Bioli “una ricchezza per la città”

19 settembre 2017

lunettaUna lunetta federiciana inedita, datata 1223 e raffigurante Federico II di Svevia che
riceve lo scettro gigliato dalla madre Costanza d’Altavilla, è stata scoperta da Carlo Bizzarri sul portale della chiesa di San Bartolomeo nel castello di Montecchio. Fatta oggetto di una pubblicazione a stampa, presentata questa mattina nella sala Fiume di palazzo Donini alla presenza del sindaco di Giano dell’Umbria Marcello Bioli, dell’Onorevole. Giampiero Giulietti, dell’assessore alla Cultura della Regione Fernanda Cecchini e del consigliere regionale Giacomo Leonelli, la scoperta rappresenta un fatto importante per il territorio e, soprattutto in virtù delle particolarità della rappresentazione, per la storia dell’Umbria. (more…)

ASSISI, CITTA’ DELLA PACE SENZA PACE

19 settembre 2016
benedetto-xvi

Benedetto XVI

Si sono riuniti nei giorni scorsi ad Assisi alcune eminenti personalità religiose mondiali, le quali, in rappresentanza di alcuni miliardi di credenti nelle varie fedi professate, hanno pregato per una costante ricerca di una comunanza di pace che scongiuri nuove guerre e faccia cessare quelle in atto.

Questa la notizia.

Nel 1986 ebbe luogo il primo incontro, nato da un’idea del papa Giovanni Paolo II: altro contesto, altri tempi diremmo oggi, ma identica sostanza. (more…)

Libri: Regnum Siciliae, lo Stato più moderno d’Europa, di Claudio Di Salvatore

15 novembre 2013

regnum

 

REGNUM SICILIAE 1139 – 1861 e successive Sofferenze. 240 pagine tutte interessanti con trenta brani di versi che, oltre la parola, trasmettono emozioni.

Una stretta di mano, una parola data da Garibaldi, avviato da Mazzini ai sublimi misteri della Patria ed assertore della necessità del Risorgimento Politico Unitario d’Italia, in buona fede, in risposta alle “false verità” apprese dalle due volpi : Cavour (il ragno) e Vittorio Emanuele (il re minore) fece l’Unita’ d’Italia – Per un galantuomo (Garibaldi), quella stretta di (more…)

LIBRI: “Prima di uscire dal mondo” storia romanzata di un uomo del medioevo destinato a cambiare il mondo

21 maggio 2013

libro san francescoIl romanzo, scritto da Ginevra Angeli e pubblicato da Ugo Bozzi editore nel 2000, è ambientato nel medioevo, parla di un giovane bello e ricco, Giovanni di Assisi, dell’amore dei suoi genitori Pica e Pietro di Bernardone, della sua vita che cambia, di come egli perde l’identità, il nome e diventa un altro… Francesco. Il racconto romanzato di Francesco esce dai canoni ufficiali e dalla documentazione storica riguardante la figura del Santo, e si ferma quando egli, non più neanche Giovanni, se ne va da Assisi.

Ne parliamo con l’autrice Ginevra Angeli (more…)

FRANCESCO, PAPA DEI POVERI O DELLA LIBERTA’?

23 marzo 2013

PAPA: FRANCESCO, MISERICORDIA VERSO LE ANIMEI superstiziosi e gli appassionati di profezie hanno di che scrivere: un Papa che arriva al soglio dopo l’abdicazione del precedente (prima volta che succede in quasi 600 anni), che per primo arriva dal Nuovo Mondo, che per primo sceglie il nome di Francesco e, sempre per primo, è un gesuita. E i gesuiti, si sa, sono un corpo ecclesiastico il cui generale è considerato il “Papa nero”, o “anti-Papa”. È la prima volta, dunque, che i gesuiti esprimono Papa e anti-Papa.

Chi credeva nella profezia del Papa nero, quale ultimo pontefice della storia della Chiesa, è convinto di aver avuto ragione, anche se sul balcone di San Pietro non è comparso un africano.

Mettiamoci anche il fulmine sulla cupola di San Pietro, immortalato dal (more…)

Inaugurazione sabato 6 ottobre di opere d’arte sacra nella chiesa del Rosario di Agello

4 ottobre 2012

Sarà inaugurato. presso la Chiesa della Madonna del Rosario di Agello nel comune di Magione. sabato 6 ottobre alle ore 16,30, alla presenza di autorità civili e religiose, il piccolo museo di arte sacra che conserverà le opere relative al progetto “Arte Sacra Contemporanea ad Agello – La Via Crucis di Giovanni Paolo II” realizzate ed offerte dagli artisti amici del (more…)

Libri, Zelinda Elmi: “Una Piccola, Grande Vita”

28 maggio 2012

di Costanza Bondi

Una piccola, grande vita… un piccolo, grande libro: piccolo nella forma, tanto quanto l’autrice, ma enciclopedico nei contenuti e nel messaggio di cui è portatore, al pari delle opere di vita di Zelinda Elmi, la quale ha presentato il proprio libro, Edizioni chiesa San Severo a Porta Sole, La Voce, venerdì 25 maggio alla Residenza Fontenovo. Piccola figlia amata da Dio, con cuore magnanimo e gioioso, porta il segno della presenza di Dio nella propria esistenza sin dalla nascita, in un percorso che la vede trasmigrare nell’anima dall’emarginazione all’appoggio indiscusso nella fede. Zenobia Elmi, classe ’53, meglio nota come Zelinda, diventa essa stessa negli anni testimonianza di vita e di cosciente serenità: messaggio questo che, tramite il libro dal titolo UNA PICCOLA, GRANDE VITA, rivolge con pacata consapevolezza a chi stenta a riconoscere la presenza del Signore nella propria esistenza. La vocazione di Zelinda diviene quindi, nel tempo, quella di mettersi al servizio del prossimo e di diffondere, al contempo, il proprio amore e il proprio coraggio nei confronti di chi, nell’affrontare i momenti difficili che a tutti prima o poi (more…)

NASCITA DEI CAVALIERI DEL TEMPIO O CAVALIERI TEMPLARI

29 dicembre 2011

Con questo articolo riprende su Goodmorningumbria il racconto dei templari, ogni mese infatti seguendo un filo logico storico potete leggerne i contenuti e conoscerne gli aspetti più segreti. Ogni articolo sarà archiviato nella sezione ESOTERISMO per facilitarne la lettura anche in tempi diversi dalla pubblicazione.

Diego Antolini

di Diego Antolini – Los Angeles

(www.thexplan.net)

“Anno del Signore 1111. Le strade di Gerusalemme sono deserte, la polvere copre gran parte delle mura bianche della città come un velo sottile, che non riesce a nascondere numerose chiazze rossastre incrostate nella pietra. Enormi crepe si diramano come serpenti lungo i blocchi che compongono la cinta muraria. Nel silenzio più assoluto, solo il vento osa disturbare l’immobile staticità della scena, facendo sventolare i vessilli crociati posti sulle terrazze di alabastro dei palazzi più alti. Sulla piazza principale, un mendicante scivola furtivo in un vicolo laterale, mentre due donne presso il pozzo alzano il capo e si precipitano in casa, abbandonando sul terreno le brocche piene d’acqua… Passi regolari, sicuri, solenni. Nove cavalieri sfilano lungo la via principale della Città Santa, diretti al Palazzo Reale. Nessuna guardia ha osato fermarli alla Porta Orientale. Nessun soldato si è avvicinato per interrogarli. Le else delle spade riflettono la luce del sole e si specchiano sugli elmi di ferro tenuti sotto braccio. Il Palazzo Reale giganteggia davanti a loro; il pesante portone di quercia e bronzo si apre senza un suono, ma l’eco degli stivali di cuoio sul pavimento a scacchi sembra annunciare l’imminente apocalisse. Re Baldovino II, sovrano di Gerusalemme, siede stancamente sul trono, al centro di un ampio salone quadrato, dove grandi pilastri sorreggono un ampio soffitto a cupola. I nove cavalieri si dispongono lentamente in semicerchio davanti al Re, che li osserva come ipnotizzato dall’aura che sembra avvolgere gli stranieri. Poi, uno di essi si fa avanti, fissa i suoi occhi scuri in quelli del sovrano, e sfila la spada dalla custodia. In quell’istante Gerusalemme trema. Ma il cavaliere non è giunto dall’Occidente per uccidere. Egli si inginocchia e depone la sua spada ai piedi del Re…” Così possiamo immaginare l’arrivo di Hugues de Payen e dei suoi cavalieri a Gerusalemme. La loro missione iniziale, quella di proteggere i pellegrini Cristiani in visita verso la Terra Santa, trasformò i “Poveri Cavalieri di Cristo” – i nove cavalieri iniziali – in un ordine di monaci-guerrieri che andava rafforzandosi di anno in anno. Quando i loro alloggi vennero trasferiti sulla spianata del Tempio di Gerusalemme, tra la Moschea della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa, i Cavalieri di Cristo divennero “Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme”, poi conosciuti semplicemente come Cavalieri Templari. La loro fama di invincibili guerrieri attraversò l’Asia Minore e raggiunse l’Europa. In Francia, l’Ordine venne riconosciuto ufficialmente e da quel momento le ricchezze da loro accumulate diventano incalcolabili. Potere, terre, eserciti, i Cavalieri Templari sfidavano da soli i più potenti regni dell’Europa medievale. L’Ordine perseguiva tuttavia anche un’altra missione, esoterica, occulta, e legata principalmente al Tempio di Salomone. Nei suoi sotterranei, infatti, i nove cavalieri avrebbero rinvenuto documenti antichissimi risalenti addirittura a Mosè. Tali documenti sarebbero stati trasferiti in Europa e starebbero alla base delle costruzioni di templi e cattedrali. Su una tavoletta di rame i cavalieri avrebbero inoltre trovato le indicazioni per raggiungere i tesori nascosti in varie parti del mondo al tempo della guerra tra Ebrei e Romani. Il percorso seguito dai Templari, la loro improvvisa ascesa e la persecuzione feroce che il Papa e il Re di Francia scatenarono contro di essi, rimangono sospese tra l’enigma storico e la leggenda. La storia dei Templari non è solo la storia degli ultimi Crociati, e nemmeno la vicenda di un ordine monastico deciso ad accumulare terre e denaro. L’Ordine affonda le sue radici nell’essenza stessa della storia dell’Uomo, nel Sepher Bereshit che Mosè compilò grazie alla conoscenza esoterica appresa in Egitto. I Templari rappresentano, con la loro stessa esistenza, simboli primigeni come quelli che legano la Materia allo Spirito, e che opportunamente combinati producono la risultante alchemica della Conoscenza, il fine ultimo dei profeti e degli Illuminati. Come per tutti i grandi enigmi, per comprendere i Templari è necessario possedere una chiave, un codice, un particolare tipo di linguaggio che sia in grado di svelare l’Arcano degli Arcani: la Chiave di Hiram, il Segreto di Salomone o l’Aleph Cosmico? Solo il simbolo può aiutarci in questa difficile ricerca del simbolo, e del suo prodromo di base, l’archetipo. Partendo dalla Croce Templare (primo simbolo dell’Ordine), non possiamo non collegare i quattro lati della croce ai quattro elementi primari dell’acqua, terra, aria, e fuoco, e della sua quint’essenza (centro) allo spirito. Associare la croce alla vita attraverso uno dei simboli più antichi dell’Uomo è entrare nella sostanza del mistero dei Templari. Riuscire a penetrare l’essenza in un percorso retrogrado che rimuova tutti i veli che il tempo e l’uomo hanno posto a protezione del Segreto dei Segreti.

Nota di redazione: L’incipt di questo articolo immagina e fa immaginare una scena quasi cinematografica, in verità molto allineata ed aderente alla figura dell’autore, impegnato a Los Angeles negli Art Studios americani. Gli argomenti  trattati in questo articolo  e nei successivi, quasi per magia lo obbligano ad essere voce (o parola se volete) narrante e distaccato quasi non volesse disturbare lo sviluppo di eventi che poi sarebbereo diventati simboli pregnanti della civiltà occidentale.

GIOVANNI PAOLO II : LA LUCE DELLA FEDE E DELLA SPERANZA

11 maggio 2011

di Vincenzo Luigi Gullace

Osservando con il consueto meravigliato stupore il firmamento, aldilà delle stelle, si può scorgere una nuova luce, quella del Beato Giovanni Paolo II. Un Pontefice che ha goduto di un’immensa grazia divina, ovvero guidare la Chiesa Cattolica per ben 27 anni. In questo lungo periodo, egli ha proseguito nell’opera di rinnovamento avviata dai suoi predecessori, in particolare dal Beato Giovanni XXIII; opera di riconciliazione e di nuova e feconda evangelizzazione. Dinanzi al fallimento della politica mondiale, al relativismo dilagante, alle ideologie fuorvianti ed ipocrite, ad una globalizzazione che invece di diminuire aumenta il solco che divide la povertà dal benessere, un’inaspettata potente luce di fede e di speranza, si è accesa il 16 ottobre 1978 con l’elezione di Karol Wojtyla al soglio Santo di Pietro. La storia dei Conclavi è fitta di dispute e di elezioni che in talune circostanze hanno portato a soluzioni mediate, come nel caso di Papa Celestino V, venerato dalla Chiesa come Santo ed eletto Pontefice nel 1294 per calmierare gli animi dei contendenti dell’epoca che non trovavano un accordo; dunque una soluzione comoda e di transizione, considerata l’età e le non buone condizioni di salute dell’eremita divenuto, con viva sorpresa dello stesso Celestino V, Vicario di Cristo per la chiesa Cattolica. Nel caso di Karol Wojtyla la scelta giunse inaspettata e fu assai coraggiosa, ma più che mai indirizzata e voluta dallo Spirito Santo. Fu eletto Papa un giovane Cardinale Polacco con soli 32 anni di sacerdozio alle spalle: quasi insignificante nel contesto del Conclave, poco conosciuto e senza incarichi di rilievo né in Vaticano, né nel suo Paese. Giovanni Paolo II diede subito la sensazione al mondo intero che la Chiesa Cattolica aveva voltato pagina; la sua grande umiltà, la potente energia e la robusta fede che lo animava ne faceva un trascinatore sin dalla giovane età, ed un esempio nella delicata fase del pontificato. Prima di rispondere alla vocazione sacerdotale e dedicare completamente la propria vita a Dio, egli spiccava per l’energico e fattivo impegno denso di particolare attaccamento ai valori familiari, delicato amore per la sua Polonia, concreto operare sia nel sociale, sia nella cultura, rifiuto della violenza e immenso amore per il prossimo. Già si poteva intravedere il suggestivo progetto che Dio aveva riservato alla sua Anima! Fu un sacerdote insaziabile nello studio che approfondiva senza tralasciare alcun particolare sia nelle materie religiose, sia in quelle secolari; altra dote universalmente riconosciuta era la grandissima umanità che esercitava con pacatezza riflessiva e coinvolgente. Queste doti certamente ispirate, lo portarono a scalare in breve tempo i gradini della gerarchia ecclesiastica, con indiscusso merito e apparentemente senza difficoltà. Fu criticato da una parte della Chiesa per i suoi modi ritenuti troppo “gentili” con il regime comunista che opprimeva la Polonia, in verità egli sapeva bene che mantenere alto il livello dello scontro tra la Chiesa ed il potere politico non avrebbe giovato ad alcuno, e la storia gli ha dato ampiamente ragione; fu, altresì, costantemente spiato e ostacolato dal regime che lo riteneva un personaggio potenzialmente pericoloso, ma la fede era con lui ed egli ben sapeva di poter confidare in Dio sempre, e così coloro che lo tenevano sotto controllo lo sottovalutarono; essi non potevano sapere che in quell’uomo, solo all’apparenza debole, agiva la potenza dello Spirito Santo. Giovanni Paolo II ci lascia una cospicua eredità di insegnamenti. Il più importante è che l’amore verso Dio e verso il prossimo è l’arma più potente per vincere nella famiglia, nella società, nella politica. Per vincere nella vita per la vita. Con il suo lungo pontificato, egli ci ha voluto ricordare che la strada per la santità è aperta a tutta l’umanità, è sufficiente volerla percorrere. Concludo questo modesto e breve ricordo del grande Giovanni Paolo II con una meravigliosa preghiera di San Luigi Maria Grignion de Montofort, posta alla fine di un bellissimo libro scritto dal Montofort che Papa Wojtyla amava leggere spesso “ Il trattato della vera devozione a Maria”  uno dei libri più odiati da Satana . “Gloria a Gesù in Maria! Gloria a Maria in Gesù! Gloria a Dio solo! “

ASSISI, Elisei: orgoglio, affetto e gratitudine di tutti i cittadini al Santo Padre

5 aprile 2011

“Dopo 25 anni avremo l’onore di ripercorrere, anche nei dettagli, quell’evento Mondiale di preghiera voluto da Giovanni Paolo II nella nostra terra che, da allora, ha posto “lo spirito di Assisi” alla ribalta mondiale per i valori universali che esprime.

Con affetto e consapevolezza dell’importanza e del privilegio offertoci da Papa Benedetto XVI, tutti insieme ci rivolgiamo a Lui con gratitudine ed affetto per questo ulteriore cammino di speranza che partirà ancora una volta da Santa Maria degli Angeli per concludersi in Assisi, come quel 27 ottobre, per riflettere e pregare, sulle orme del nostro santo Francesco, in un mondo lacerato da conflitti ed esodi umani preoccupanti. È importante che tutte le istituzioni, ecclesiastiche e civili, programmino per un evento così straordinario. Mi duole dover constatare che, tra le voci del bilancio 2011 del comune di Assisi, votato qualche giorno fa, che avrebbe dovuto tener conto in primis di tale evento, di “specifico” ci siano altre voci per finalità diverse ma nulla per tale grande evento, di cui si era a conoscenza fin dalla fine del dicembre 2010”.

Sandro Elisei – Consigliere comunale di Assisi