Posts Tagged ‘inchiesta’

“Il Piacere dell’onestà” così titolava Pirandello una delle sue più belle commedie, ricca di verità profonde.

19 novembre 2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La certezza, aggiungo io, che se Ti suona il campanello di casa all’alba è sicuramente uno che ha sbagliato. Non tutti oggi possono avere queste certezze. Tuttavia per non essere forcaioli a priori, dico subito che vorrei tanto che l’indagine avviata questa mattina trovi tutto in ordine a Terni, fallito l’obiettivo di capitale della cultura, sia capitale dell’onestà. Ma il sogno, la speranza, spesso divergono dalla realtà. Tanto tuonò che piovve! Confidiamo in una giustizia giusta e veloce; e, se vi sono responsabilità del tipo di quelle che la rete già diffonde a grande voce, paghino i colpevoli!

Ma anche i responsabili politici della locale amministrazione all’interno della quale si sarebbe consumato il tutto, facciano un passo indietro, anche due, anche dieci e lascino i cittadini liberi di esprimere le proprie scelte alla luce di trenta mesi di amministrazione che definire fallimentari significa essere davvero generosi. Chiedendo scusa!!!

Paolo Crescimbeni

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Pd Terni: “Rispetto per la magistratura e per le persone coinvolte. No allo sciacallaggio”

19 novembre 2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

pd“Il Pd di Terni nutre profondo rispetto per il ruolo della magistratura, per i rappresentanti politici e istituzionali della città, che siamo certi sapranno collaborare con gli inquirenti nella più completa correttezza, e ovviamente per le persone coinvolte”. (more…)

‘Caso’ Baronci una bolla d’acqua: non luogo a procedere per Antonini e gli altri indagati

26 luglio 2016
antonini

Giovannino Antonini

Resta in piedi un’ipotesi di reato marginale, ormai prossima alla prescrizione. Paga Spoleto

Alla fine aveva ragione lui. Giovannino Antonini. Oggi pomeriggio gliel’ha riconosciuto anche il giudice per l’udienza preliminare, pronunciando il “non luogo a procedere” per tutti gli indagati, tranne che per un’accusa marginale in via di prescrizione. Niente associazione a delinquere, niente usura, niente di niente. Al limite un ipotetico abuso dell’intermediazione creditizia, con il “famoso” giro di assegni, che sarebbe tutto da verificare se non che il reato cadrà a breve in prescrizione. (more…)

Domanda: A che servono le commissioni di inchiesta in Umbria?

28 ottobre 2015

Alla luce  della inquietante vicenda  della  GESENU, oggi c’è da chiedersi come abbia lavorato la Commissione Regionale di Inchiesta sulla infiltrazioni malavitose.

Dopo alcuni anni di lavoro di questa Commissione del  Consiglio Regionale non si è accorta di nulla,  la società umbra nulla è venuta a sapere di quanto in realtà accadeva in una delle più importanti realtà aziendali della regione.

La sensazione è che questa ignoranza sia stata anche della Commissione stessa, istituita per indagare sulla mafia, ma incapace di percepire infiltrazioni che si verificavano sotto il suo naso.

Un altro elemento per valutare il significato, il ruolo, la necessità di questa pur costose Commissioni di Inchiesta  regionali e, volendo, anche la vigilanza che esercitano le stesse Istituzioni.

Maurizio Ronconi

Inchiesta giudiziaria su Umbria Mobilità

11 aprile 2013

riceviamo e pubblichiamo

Ben venga una approfondita inchiesta giudiziaria su Umbria Mobilità che faccia luce su vicende oscure e tutt’altro che trasparenti. La politica da parte sua (more…)

Nevi (Pdl): un’altra richiesta che riguarda la ex Presidente Lorenzetti che sta addirittura investendo le cronache nazionali

18 gennaio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

Neanche il tempo di prendersela con il sottoscritto che ha osato sottolineare lo scandalo della sinistra in Provincia di Terni e subito il PD si trova di fronte un’altra richiesta che riguarda la ex Presidente Lorenzetti che sta addirittura investendo le cronache nazionali. (more…)

Goracci (Comunisti Umbri) propone una commissione di inchiesta per la povertà in Umbria

19 luglio 2012

All’indomani della pubblicazione dei ultimi dati Istat sulla povertà in Italia ed in Umbria, il consigliere regionale Orfeo Goracci (comunista umbro) propone l’istituzione di una specifica (more…)

In Umbria spinello libero?

25 febbraio 2011

di Raffaele Nevi – Presidente gruppo PdL Regione Umbria

In Consiglio Regionale c’è stato uno spettacolo veramente pietoso – durante la discussione sulla istituzione della commissione d’inchiesta sulle droghe – quando il centrosinistra sotto il dicktact di Rifondazione comunista ha rigettato l’emendamento proposto dal centro – destra (PdL / Lega / UDC / FLI) che metteva sullo stesso piano la lotta alle droghe cosiddette “leggere” a quelle cosiddette “pesanti”. Siamo di botto tornati al 1968 quando i comunisti si battevano per lo spinello libero. Il problema è che oggi ci sono dati inquietanti sui quali non si può giocare più. Siamo stati contenti che sui nostri emendamenti non tutta la maggioranza sia stata compatta ma ci siano stati alcuni distinguo, tra qui quello del Presidente Brega che non ha votato contro evidentemente in difficoltà a votare insieme a Rifondazione come invece hanno fatto altri suoi colleghi, anche della ex margherita, coprendosi ulteriormente di ridicolo e rinunciando ai loro convincimenti pur di non contraddire il potentissimo “alleato”  che gli consente di stare seduti nei banchi della maggioranza.

Inquinamento di Bettona, la giustizia a volte è lenta, ma alla fine arriva sempre

15 gennaio 2011

La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Procuratore Giacomo Fumu e dal Pubblico Ministero Manuela Comodi nei confronti di 26 persone implicate nei fatti di continuo e massiccio inquinamento perpetrato per ben 30 anni a Bettona,  dimostra come  i nostri numerosi esposti e denunce presentati nel corso degli anni fossero del tutto fondati.

Che la situazione ambientale nel territorio di Bettona fosse pesantemente compromessa appariva del resto di tutta evidenza e riconoscibile a tutti.  La puzza asfissiante durante il giorno e la notte, l’inquinamento riconoscibile a vista dei fossi, dei torrenti e del fiume Chiascio in modo particolare nei fine settimana e in occasione delle pioggie, la fertirrigazione fasulla su terreni disponibili solo nella misura del 10% rispetto a quella necessaria, la certificazione di agibilità acquisita solo da 3.000mq di stalle rispetto ai 60.000mq presenti nel comune, l’inquinamento dell’acqua di numerosi pozzi: queste solo alcune delle gravi conseguenze della sconsiderata ed illecita gestione del depuratore zootecnico consortile e degli allevamenti suinicoli. Solo un sistema fondato sulla complicità e connivenza a tutti i livelli ha consentito il verificarsi ed il perdurare di questo “disastro  ecologico”. Almeno 12 milioni di tonnellate di reflui sono finiti sui terreni e nel fiume. Chi doveva effettuare i controlli, oltretutto pagato da noi cittadini-contribuenti, reggeva il sacco ai lestofanti. L’Amministrazione comunale attualmente in carica, se non fosse stata bloccata dall’intervento della Magistratura,  avrebbe creato le condizioni (con la realizzazione di una seconda laguna per i liquami da 90.000 tonnellate) per condannare la popolazione a vivere ancor peggio che nel passato. Per tutta la Giunta, Sindaco e Vicesindaco in testa, è stato richiesto il rinvio a giudizio. Gli atti adottati, nonché le intercettazioni telefoniche, hanno evidenziato lo stretto legame con gli autori materiali di questo disastro. Per noi cittadini quanto è emerso è più che sufficiente per chiedere le dimissioni immediate di questi amministratori. Non è né possibile né accettabile che questi personaggi, visti i precedenti, continuino a gestire le questioni ambientali del nostro comune e il destino dei suoi abitanti. Siamo molto preoccupati per le varie ipotesi di riutilizzo dell’impianto di depurazione destinato a diventare una centrale a biomasse o, peggio ancora, un inceneritore. A queste ipotesi ci opporremo con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge. Sin da ora annunciamo che il Comitato, ricorrendo presso  le competenti sedi giudiziarie, si costituirà parte civile nei confronti di tutti i responsabili, richiedendo loro il risarcimento dei gravi danni arrecati alla salute dei residenti, al deprezzamento patrimoniale dei loro immobili, al notevole danno arrecato all’immagine del comune e del suo territorio.

per Il Comitato Popolare per l’Ambiente di Bettona

Remo GranocchiaGiorgio ForestiLuigi Pasinato

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Nota di redazione: Gli scriventi non specificano quali amministrazioni sono coinvolte in 30 anni e quali sindaci, però chiedono le dimissioni di quella attuale, c’è qualcosa che non torna. Non ci rimane che aspettare con serenità  l’esito dell’inchiesta in corso per capire la verità.

 

Una riflessione dalle inchieste umbre: il rapporto tra legalità e verità

23 ottobre 2010

di Fabio Andrea Petrini

L’inchiesta sulle “assunzioni, favori politici e forniture” della Procura della Repubblica riguardante la sanità, alcune società partecipate ed enti della nostra regione, l’Umbria, è un nuovo monito importante su cui aprire una profonda riflessione. La prima questione su cui interrogarsi è quella che, da molti anni, caratterizza il dibattito pubblico Italiano, purtroppo senza grandi successi: il rapporto tra legalità e verità. Tutti, o quasi, siamo d’accordo che la pubblica moralità e l’etica non hanno colore politico. Ma il nostro paese si distingue in negativo rispetto ad un vero modello di democrazia europea. E la differenza è proprio qui: l’occultamento dei fatti, la parzialità di molti di noi che impedisce la corretta analisi delle situazioni, lo “studio” superficiale degli avvenimenti. Il cittadino italiano medio ha una sorta di affetto “materno” nei confronti del politico che interpreta la sua “fede”. E quando, verso quest’ultimo, viene scagliato un attacco anche ben documentato e difficilmente smentibile, la prima cosa che pensa non è un sentimento di amarezza, ma come difendere la propria “creatura”. Non importa dal reato commesso, o dal disastro compiuto. L’ho votato, ce l’ho messo io, allora va bene. Stesso discorso, a parti invertite, è quando invece ad essere attaccato è un personaggio politicamente “antipatico”. Magari qualcuno lo spedirebbe in galera senza processo e senza le dovute garanzie che invece, per chi crede nella legalità, sono il principio fondamentale del diritto. La verità purtroppo non è gratis, ha un caro prezzo, si chiama impegno. “L’inchiesta vada avanti, si tolgano tutte le mele marce dal cesto soprattutto se si scoprirà che le ho raccolte anch’io”. Lo dica il cittadino che è il vero titolare di questo concetto.

“VERGOGNOSO QUELLO CHE STA ACCADENDO CON LO SCANDALO DELLE ASL3: UNA ARROGANZA DI POTERE NON PIÙ TOLLERABILE”

23 ottobre 2010

Maria Rosi

“E’ inutile che la presidente Marini si affanni a fare incontri con le massime istituzioni del clero, definendo il legame con loro antico ed elargendo fondi alla Conferenza episcopale umbra se
poi non è in grado di far applicare nell’azione politica i basilari valori cristiani: uguaglianza, meritocrazia, onestà”. Lo afferma il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl) facendo riferimento all’inchiesta della magistratura sulla Asl 3 e al dibattito svoltosi ieri in Consiglio regionale.
Denunciando una “arroganza di potere non è più tollerabile”, Rosi valuta “vergognoso” quello che sta accadendo con lo scandalo delle Asl3  (“hanno sfruttato e abusato di un sistema clientelare, di scambio di voti così tanto da farlo crollare”) e si domanda cosa accadrebbe se venisse analizzata la situazione delle altre Asl umbre. “Dante era riuscito a trovare una collocazione nell’inferno per ognuno – aggiunge il consigliere del Pdl rivolgendosi alla maggioranza di centrosinistra – ma credo che anche lui sarebbe stato indeciso se mettervi nel VI girone con gli ingordi o in quello dei superbi. Non si è avuto rispetto del sistema sanitario che
dovrebbe a garantire ai cittadini il miglior servizio possibile, fare il meglio per tutelare la loro salute. Ma dalle intercettazioni si evince che si è fatto il meglio solo per tutelare la poltrona ai nostri amministratori locali. Sono stati sfrontati nell’abusare del sistema, si sono sentiti
invincibili più forti persino del sistema giudiziario”. Maria Rosi evidenzia che “i cittadini sono stanchi delle ‘comparsate’ del centro sinistra, mirate solo a raccogliere voti e occupare posti. E’ immorale verso i nostri giovani far credere nella legittimità di un concorso, far investire tempo dando l’illusione di potercela fare e poi far passare quello che possiede un pacchetto di voti più appetibile. Bisogna ridare dignità e valore etico all’azione politica e come diceva Don Bosco: ‘fare bene la cosa giusta’. Fare bene per il politico e farla giusta per il cittadino e non per
mantenere la propria poltrona. Il mio auspicio è che si ritrovi il concetto chiaramente espresso nel nostro codice civile del ‘buon padre di famiglia’. Dopo questo tsunami – conclude – abbiamo il dovere di ricostruire un sistema corretto. Dobbiamo ridare fiducia al partito dei non votanti.
Dobbiamo restituire una prospettiva alle nuove generazioni che domani saranno
i nostri giudici più severi”.

 

Fiammetta Modena (PDL): “audizioni urgenti con i revisori dei conti delle Asl umbre”

21 ottobre 2010

Fiammetta Modena

“A fronte di una situazione di scarso controllo su bilanci, appalti, forniture e assunzioni che comincia ad assumere una fisonomia sistemica, è necessario che il Consiglio regionale eserciti la sua funzione di controllo sull’amministrazione e convochi ‘a tappeto’ i revisori dei conti della Asl umbre”. Così la portavoce dell’opposizione Pdl-Lega Nord, Fiammetta Modena  che aggiunge: “Le notizie odierne relative all’inchiesta sulla Asl, ormai uscita dai semplici confini di Foligno per allargarsi alle Asl di Città di Castello e Perugia, impongono una verifica a tutto campo da parte dell’Assemblea legislativa umbra”. Modena preannuncia l’invio di una richiesta formale al presidente del Consiglio regionale Brega, “perché si attivi al fine di disporre una serie di audizioni urgenti con i revisori dei conti delle Asl umbre”

INCHIESTA ASL3: “L’ASSESSORE RIOMMI DOVREBBE SOSPENDERSI, COME SEGNO DI SERIETÀ SU UNA VICENDA RELATIVA ALLA MATERIA DI CUI SI OCCUPA”

15 ottobre 2010

MARIA ROSI (PDL) PARLA DI “CROLLO DEL SISTEMA POLITICO UMBRO”

“Trema la sanità e la politica umbra.

Maria Rosi

L’assessore Vincenzo Riommi, che in base a notizie di stampa risulterebbe
indagato, dovrebbe comunque sospendersi, almeno fino a quando non verrà fatta chiarezza, perché l’indagine riguarda la materia di cui si occupa”. Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl, con riferimento alle rivelazioni giornalistiche sulle indagini nei confronti della Asl 3 dell’Umbria, sollecita, “un segno di serietà su una vicenda che le intercettazioni pubblicate descrivono come sistema clientelare che prevedeva scambio di voti e favori”. Rosi che parla di “crollo di un sistema politico umbro”, nel quale “i posti di lavoro verrebbero assegnati non per merito o per concorsi, ma perché si è in possesso di pacchetti di voti”, aggiunge: “Non si può giocare con una cosa seria come la sanità. Il mio auspicio è che la
magistratura faccia chiarezza al più presto sulla vicenda. È arrivato il momento di risanare il sistema politico umbro. I politici devono restituire dignità e valore etico alla propria attività e, come diceva Don Bosco, ‘fare bene la cosa giusta’, interrogandosi tutti giorni sul proprio operato. I cittadini – conclude Rosi – dovrebbero essere orgogliosi dei propri rappresentanti, invece ancora una volta si dà dimostrazione della cattiva politica quella dell’affaruccio: non è questo l’insegnamento che dobbiamo dare alle nostre amministrazioni”.