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“DIVIDI ET IMPERA” IL METODO DELLA CASTA POLITICA, Il quotidiano italiano è una circolare privata di gruppi di potere

9 maggio 2012

di Stelio Bonsegna

Scorrendo i giornali, quotidiani e settimanali, assistendo a trasmissioni televisive, si nota uno strano approccio alla crisi economica, a quella dei partiti politici e della Casta in genere. Leggo che il famoso “Cetto la Qualunque” (Antonio Albanese), ha abbandonato la satira politica. Il perché è ovvio, è il genero del neo Tecnico di turno del Governo Monti, tal Piero Gnudi. (more…)

Io non mi sento informato …

30 novembre 2011

di Dino Amenduni –  Il fatto Quotidiano

Da quando c’è il governo Monti mi sento meno informato di prima. Forse è colpa mia, forse sono io che cerco meno le notizie. O forse si è creata una situazione anomala sui media italiani. Il governo delle larghe intese è stato benedetto da un’altrettanto larga (e inusuale) convergenza tra i principali gruppi editoriali italiani, che difficilmente potranno comunicare scetticismo verso il Governo dopo averlo promosso con tale forza. I media che attaccano Monti, soprattutto quelli vicini alla galassia berlusconiana soffrono a loro volta un grave deficit di credibilità maturato negli anni e potenziato dall’appoggio, perlomeno formale, del Pdl all’attuale maggioranza. Esiste poi un’altra galassia di opposizione, quella che sostiene la tesi dei ‘Poteri forti’ dell’economia e della finanza mondiale come veri registi della nomina di Monti: una ricostruzione sicuramente avvincente che è nata e cresciuta con facilità in un contesto di sicuro anomalo (la domanda: “Stiamo provando a uscire dalla crisi con gli stessi strumenti che l’hanno generata?” non ha ancora trovato una risposta compiuta) ma promossa ed elevata a realtà quasi incontestabile senza alcuna prova dei rapporti diretti tra le cause ed effetti di ciò che si teorizza.

Per tutte queste ragioni un’informazione libera, critica ma non pregiudizialmente ideologica, che analizza le singole questioni nel merito, è ridotta ai margini o comunque non fa ‘egemonia’. Eppure questo atteggiamento è nelle corde di una quota non irrilevante di italiani che probabilmente hanno fiducia in Monti, che sostengono la necessità di un governo tecnico ma non per questo aderiscono a questo progetto politico in modo plebiscitario.

Questi cittadini si stanno forse chiedendo perché il vertice MontiMerkelSarkozy, definito ‘un fallimento’ da quest’ultimo, è stato raccontato solo come il ritorno dell’Italia nell’Europa che conta.Vorranno anche comprendere le ragioni per cui i risultati della Borsa di Milano e di tutte le Borse europee hanno continuato a peggiorare e il differenziale tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi si mantiene oltre la soglia d’allarme dopo che per settimane ci è stato detto che la caduta di Berlusconi avrebbe comportato un immediato effetto psicologico che valeva un ridimensionamento dello spread tra i 100 e i 300 punti base. Si chiederanno per quale motivo la giusta fretta che ha portato all’accelerazione della crisi di governo Berlusconi e che ha animato la penna di direttori ed editorialisti in quei giorni convulsi (sono bastati otto giorni dal voto sul rendiconto dello Stato, che ha sancito la fine della maggioranza eletta nel 2008, per avere un nuovo Premier) ora si è trasformata in attesa e studio (ma non erano i migliori, i tecnici, con le riforme già pronte?). Gli italiani che hanno applaudito al cambio di passo a Palazzo Chigi oggi, forse, non si aspettavano che il Governo Monti non riuscisse a prendere alcuna decisione mentre il Parlamento ha, perlomeno, abolito i vitalizi dal 2018. E infine, i tanti italiani che sarebbero voluti andare a votare ma che hanno accettato l’idea di sospendere la loro valutazione sulla classe politica in nome di un governo di ‘salvezza nazionale’, inizieranno a domandarsi se tutto sommato non fosse stato meglio andare a votare, dato che sono passati 18 giorni dall’inizio della fine del governo Berlusconi (dall’otto novembre, giorno dei 308 della Camera) e che Maroni ha ripetuto più volte che le elezioni si potevano celebrare 40 giorni dopo quella data. Molte di queste domande, me lo auguro, potrebbero diventare vecchie o persino inopportune da un momento all’altro. Sta di fatto che nessuno le ha potute leggere o ascoltare, salvo rare eccezioni. Sia chiaro, non sono costruzioni retoriche e non ho la minima idea di cosa sia giusto per l’Italia. Se tutte queste domande fossero le mie, se avessi una posizione certa su ciò che sta accadendo, mi prenderei i miei rischi e lo direi. Ma lo scopo di questo post è un altro: vorrei che si tornasse a ragionare, a porre e porsi interrogativi; vorrei che fosse ripristinato il dubbio, la riflessione.

(p.s.  magari, alla fine, qualcuno si porrà un’ultima questione: ci avevano detto che l’informazione in Italia non era libera per esclusiva colpa di Berlusconi. Pur avendo inequivocabilmente inquinato il dibattito pubblico italiano grazie al conflitto di interessi, sarà vero che l’ex-Premier ha il 100% delle repsonsabilità?)

Nota di redazione:  L’informazione in Italia non era libera? beh chi lo diceva mentiva sapendo di mentire, non dimentichiamo che le dimissioni di Berlusconi sono state chieste con la scusa che le cose in un lampo si sarebbero messe a posto da sole. Niente di tutto questo, sinceramente mi auguro che non peggiori tutto, ma forse lo scopo principale era quello di far sistemare un po di cosine ai soliti noti, (sono spariti tutti visto?) e poi andare alle urne, infatti Monti ha chiesto almeno garanzie economiche, senatore a vita e altri provilegi, nel caso molto probabile si andasse alle urne a gennaio. E noi cittadini? Beh ci becchiamo lo spread che da 500 punti arriverà a mille, cosi impariamo a credere ai raccontatori di favole. ELEZIONI SUBITO

 

Sono i mezzi di informazione la cause di tanta cronaca nera?

30 agosto 2011

Qualunque problema, se viene affrontato in tempo, scompare; mentre, se diventa eccessivo, porta a gravi conseguenze: tanti problemi di salute come un’infezione, il diabete, la pressione alta, ecc…Accade la stessa cosa per i contrasti umani; si sa che da sempre si litiga tra marito e moglie, tra fratelli, tra estranei e anche le nazioni litigano fino a farsi la guerra. In poche parole esiste lo scontro che è una cosa normalissima, che ha uno scopo preciso, di farci migliorare perché facilita il confronto. Allora, quando diventa negativo? Quando diventa eccessivo e quando diventa eccessivo? Quando nessuno considera quello normale. Nel passato, forse eravamo meno civili, ma c’erano usanze che impedivano allo scontro di diventare eccessivo; come i pettegolezzi delle donne del paese, le liti sonore, vi ricordate quando si litigava e si mandavano le ingiurie? Oggi, siamo raffinati, ognuno pensa ai fatti suoi, nessuno può sparlare di te, vieni denunciato e la legge sulla privacy impedisce i rapporti umani, ognuno è solo con sé stesso, certo non litiga. E’ uno dei tanti aspetti negativi della civiltà perché essa sembra aver avuto solo uno scopo: aumentare il più possibile la soddisfazione ed eliminare il bisogno, la base per costruire rapporti sani perché siamo collegati gli uni agli altri e per stare bene, dobbiamo confrontarci, correggerci, non isolarci. La seconda causa di tanta cronaca nera è legata al potere della parola, che teniamo presente è un ordine, non una semplice informazione; la pubblicità ne sa qualcosa. Quando la stampa e la televisione parlano e si dilungano sul caso di un marito che ha ucciso la moglie, non succede niente ai coniugi che stanno bene insieme, a quelli che hanno maturità e fede; ma, se sono superficiali o in base alle nuove leggi che regolano le separazioni, non si possono permettere di separarsi, senza rovinarsi economicamente, diamo loro l’idea. Se vogliamo eliminare pian piano questo grave problema, dobbiamo persino abbandonare il detto “I panni si lavano in famiglia”, aprirci allo scontro normale, anche se fastidioso, parlarne meno sulla stampa che gli dà troppa considerazione e creare organi gratuiti o quasi, dove potersi   lamentare e ricevere consigli; devono avere un certo potere sulla persona più in torto tra i due litiganti.

Ivana Mucciola

Nota di redazione: Che i giornali e le tv siano assetati di notizie di sangue ormai è cosa acquisita, si vedano i casi delle giovani uccise recentemente, ci fanno sapere tutto, perfino se gli imputati hanno un colpo di tosse, presentato come colpo di scena sulle indagini. Siamo sicuri che la gente vuole questo? Riusciremo a dire basta una volta per tutte? Riusciremo a non vedere più i microfoni quasi messi in bocca ai familiari delle vittime? Riusciremo a non sentire più domande cosi cretine ai protagonisti involontari da far rimanere basito lo spettatore?