Posts Tagged ‘inghilterra’

I TEMPLARI E LA CAPPELLA DI ROSSLYN

10 luglio 2012

Chiesa di Rosslyn

di  Diego Antolini (www.thexplan.net)

Poche miglia a sud di Edimburgo, Scozia, si erge una delle cappelle medievali del XV sec. con piu’ decorazioni su pietra di tutta l’Europa. Gli enigmatici simboli delle incisioni di Rosslyn, in particolare il Green Man e la Colonna dell’Apprendista – continuano a suscitare un enorme interesse ancora oggi. La Cappella di Rosslyn e’ sata oggetto di numerose ricerche attraverso i secoli, e si pensa che possa contenere dei segreti a lungo perduti: l’Arca dell’Alleanza, la testa di Cristo mummificata, il Sacro Graal, una Madonna (more…)

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Sovranità europeista e tritacarne degli spread

17 dicembre 2011

C’è vita (politica) sotto le macerie degli spread. In giro per l’Europa ci sono segnali confortanti, non allineati con i canoni più elementari, che tanto successo hanno in casa nostra. François Hollande, che la primavera prossima contenderà l’Eliseo a Nicolas Sarkozy, ha detto che i tedeschi se la possono scordare l’ipotesi di far controllare la disciplina di bilancio alla Corte di giustizia europea, perché una cosa è essere tenuti all’armonizzazione delle politiche fiscali, altra l’essere denunciati, e doverne rispondere a un giudice, per scelte politiche prese con metodo democratico. Detto in modo più generale: va bene cedere sovranità nazionale verso istituzioni europee che abbiano l’eguale base di legittimità, vale a dire siano frutto della volontà popolare, non va affatto bene, invece, rinunciarci a favore di quale che sia magistratura o burocrazia. Il socialista Hollande ha ragione, ed è il tema politico dell’Europa futura. Da noi sembra che esistano solo due opzioni: o tutti uniti nell’ottemperare ai dettami europei, delegandone l’attuazione ai tecnici, quindi ammettendo il commissariamento della politica e, con questa, della democrazia; oppure scatenarsi in un moto reazionario e antieuropeo, che abbia nella moneta unica il suo bersaglio ideale. Alternativa d’impareggiabile povertà culturale, oltre che politica. Dilemma che, oltre tutto, si risolve a tutto favore della prima opzione, che ha il difetto di caricare come una molla la rabbia sociale, senza disporre di alcuno strumento per governarne l’eventuale scatto. Oramai tutti hanno imparato che la Bce deve diventare “prestatore di ultima istanza”, talché lo sento ripetere a pappagallo da chiunque voglia darsi l’aria d’aver capito cosa significa.  Ma dietro la formuletta di rito c’è un problema politico: come all’interno di uno Stato la spesa pubblica (ed il debito che ne consegue) ridistribuisce reddito, così avverrebbe all’interno dell’Unione. La redistribuzione, possibilmente coniugata con la produzione, altrimenti genera burocrazia e miseria, è scelta politica, presuppone il chi, il cosa e il dove si guadagna e il chi, il cosa e il dove ci si rimette. Chi, in Europa, può praticare queste scelte? La risposta, oggi, è: nessuno.

Se si vuole uscire dalla trappola logica, che ha dato vita al tritacarne degli spread, si deve andare verso una maggiore integrazione, quindi verso maggiore cessione di sovranità, ma anche verso maggiore democrazia, quindi maggiore politica europea. In Germania non c’è solo l’incapacità e la pochezza di Angela Merkel, ci sono anche voci autorevoli, come quelle dei due Helmut, Schmidt e Kohl, che ne condannano le scelte. In Francia non c’è solo l’imperizia di Sarkozy (a proposito, visto che, secondo lui, detto in pubblico, la Merkel “nous fout le bordel”, perché non se ne chiede la destituzione e non lo si radia dai consessi civili, come si fece con chi, in privato, si è espresso poco opportunamente sulle terga della citata?), c’è anche l’europeismo di Jacques Delors e il pragmatismo di Jean-Claude Trichet. In Inghilterra il sindacato ha scioperato contro la riforma delle pensioni, ma i laburisti (che sono opposizione, di sinistra) non li hanno seguiti, ben consapevoli, come il governo, che lo stato sociale del passato non ce lo si può più permettere. Insomma, c’è vita (politica), ci sono idee e, grazie al cielo, ci sono interessi che si contrastano. L’Italia è la settima potenza economica mondiale. Abbiamo colpe verso noi stessi (alto debito pubblico e bassa crescita) e abbiamo sempre, demenzialmente, guardato all’Unione come a un vincolo, anziché come a un’opportunità. Ma la nostra forza ci consegna anche responsabilità e limitarci ad obbedire agli ordini senza interloquire, con autorevolezza e determinazione, nelle scelte ci rende complici di chi sbaglia. Trovo impressionante che la Camera dei Deputati abbia trionfalmente approvato (464 voti a favore e 11 astenuti) la modifica costituzionale che scolpisce nel marmo il pareggio di bilancio, impegnandosi ad un via libera definitivo entro il febbraio 2012, dimenticando che:

a) tale vincolo c’era già (articolo 81);

b) già nella legislatura 1992-’94 si corse al suicidio politico, facendosi imporre l’agenda da fuori.

La settima potenza economica non si fa dettare i compiti e corre a farli. Almeno chiede un consiglio di classe e, dentro quello, cerca le sponde per fare politica, per far valere i propri interessi, per non umiliare quelli europei. Così, come se fossimo ancora padroni della nostra storia

Davide Giacalone

 

GOVERNO TECNICO O GOVERNO DELLA BCE?

21 novembre 2011

Questo Governo Tecnico è pieno di conflitti d’interesse, dal primo ministro all’ultimo sottosegretario. Poi, tutti o quasi, antiberlusconiani DOC, ma quello che è più strano è la fiducia incassata da questo Governo Tecnico, dai due maggiori partiti PDL e PD. E’ il caso di dire, “cornuti e mazziati”, questi partiti accodatisi alla santificazione del Primo Ministro Mario Monti. Su tutti i membri di questo pseudo-Governo pesa un marchio di fabbrica, chi del Vaticano, chi del Partito Democratico, chi della BCE, chi di area Prodiana e chi di Goldman Sachs, ecc. ecc. Interessante è stata la presentazione del Programma di Governo, piena di buoni propositi e tante belle parole di contorno, molto attento a non calcare la mano su argomenti chiave, come l’Art. 18, la Patrimoniale, l’Ici, Eliminazione di Privilegi, ma non ha ben specificato quali ed a chi, in quanto argomenti di rottura con i partiti dell’arco, così detto Costituzionale. Ne vedremo delle belle al momento dell’attuazione di tale programma, ma questo interessa poco a questi signori, in quanto a loro interessa un’altra parte del programma, quella delle privatizzazioni e dismissioni. Credo sia il caso di tirar fuori il vecchio detto: “Siamo finiti dalla padella nella brace”. Quello che interessa a tale Governo Tecnico (se così lo si vuol definire) ed il motivo per cui ci è stato imposto in modo antidemocratico, è una parte dei punti della famosa lettera della Unione Europea e precisamente le privatizzazioni. Quello che interessa alla Francia, alla Germania, all’America e perché no anche all’Inghilterra sono i nostri gioielli industriali, come Fintecna, Ferrovie, Rai, Poligrafico e perché no, anche alcune utilissime dismissioni e liberalizzazioni, inoltre a causa della conseguente povertà indotta da questo Governo, vi saranno scorribande Francesi e Tedesche per mettere le mani sulle nostre migliori affidabili Banche (troppo concorrenti alle loro) per un tozzo di pane. Interessanti e significative le parole dell’On. Gianfranco Rotondi: “Nasce una specie di centrosinistra, con fido bancario”, parole sicuramente conseguenti all’eccessiva santificazione del Primo Ministro Mario Monti, da parte del Partito Democratico e da Pier Ferdinando Casini (UDC). Non tutti, nei vari partiti, hanno condiviso questa fiducia in bianco data al Governo Tecnico impostoci, pertanto un pericolo d’implosione interna è latente per tutti, a cominciare dal PDL. Gode Bersani per essere riuscito a dare la sua maggior impronta a tale Governo, cosi detto di Tecnici (suoi). Gode Casini, che oggi più che mai, vede vicina la ricostituzione della vecchia Balena Bianca (la vecchia Democrazia Cristiana). Unica in assoluto l’opposizione (credo molto coerente) della Lega Nord, unica, la quale vede allontanarsi il completamento del tanto agognato Federalismo. C’è chi vede in atto la costituzione di un iciucio da prima Repubblica. Incredibile come sia stata sospesa la Democrazia nella nostra Italia. Nessuno che abbia avuto il coraggio di rispondere alla Merkel e a Sarkozy, come ai burocrati di Bruxelles, che i Governi Italiani vengono eletti dal Popolo Italiano e da esso fatti cadere (Berlusconi, nonostante la sua piccola statura, riusciva a fare ombra alla Merkel ed al piccolo Napoleone Sarkozy). A seguito del caos finanziario, iniziato in America e che ora coinvolge il mondo intero, in Italia non si è trovato di meglio che fare un Golpe. Un Golpe dei Banchieri.

P.S. Un avvertimento al Governo!. Attenzione a non reinserire l’ICI sulla prima casa ed attento alla Patrimoniale. Prima si operi SERIAMENTE sui disonesti Privilegi, poi le Privatizzazioni, le Dismissioni. In ultimo si chiederà, se manca, qualche euro al popolo pecoreccio (solo qualche euro).

Stelio Bonsegna