Posts Tagged ‘inps’

UGL: … ex vigilante perde il “sacrosanto diritto” all’indennità di disoccupazione

21 gennaio 2013

Responsabile il suo datore di lavoro, l’Istituto Vigilanza Umbra Spa, che non ha versato i contributi all’Inps.

Anche le grandi aziende, quelle con più di 150 dipendenti a volte non versano i contributi all ‘Inps, nel caso di specie si tratta della “ Vigilanza Umbra Spa”. E’ vero che la crisi economica ha colpito ogni settore ed aziende di tutte le dimensioni , ma chi ci rimette sono sempre i lavoratori e le loro famiglie.

Il fatto, cosi come lo espone il sindacato dell’Ugl: L’azienda doveva versare 52 settimane di (more…)

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Poveri noi! Come finiremo?

28 novembre 2012

Abbiamo avuto l’ ennesima prova dell’ incapacità amministrativa della nostra classe politica e  di Monti & C.  D’improvviso ha deciso che non si sente di garantire, per il futuro, l’ assistenza (more…)

Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione.

10 novembre 2010

La notizia è arrivata e conferma la peggiore delle ipotesi. Rimarrà sotto traccia per ovvi motivi, anche se in Rete possiamo farla circolare. Se siete precari sappiate che non riceverete la pensione. I contributi che state versando servono soltanto a pagare chi la pensione ce l’ha garantita. Perché l’Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Intrage scrive che l’annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l’Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati. La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio. E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima. precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione. L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile. Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

Nota di redazione: per favore  diteci che non è vero



 

INPS, arrivano giorni neri per le imprese ed i contribuenti

22 settembre 2010

“Purtroppo siamo alle solite …. Mentre l’Europa mira decisa al rilancio dell’economia del vecchio continente con la proposta di una nuova politica industriale per l’eurozona (che metta l’industria manifatturiera e piccole imprese al centro della crescita), in Italia l’attenzione è sempre e solo  costantemente incentrata sugli equilibrismi “dei partiti” per il futuro politico del paese”.

“Nonostante la pesante crisi economica che sta interessando prevalentemente tutte le piccolissime e micro imprese dell’artigianato, del commercio e dei servizi  (ovvero ciò che la “politica pre elettorale” decanta come la vera “SPINA DORSALE DEL PAESE”) …  alcuni personaggi nefasti “dello scemario” nazionale, continuano imperterriti a trovare un qualsiasi sistema per “uccidere prematuramente” tutte quelle aziende che hanno ancora il coraggio e la forza, di dare il loro contributo per fare ripartire “la macchina economica del nostro paese, ma anche e soprattutto dei nostri territori.

Così si esprime Stelvio Gauzzi – Segretario di Confartigianato Imprese Perugia che prosegue:

L’INPS, RECEPENDO CON LA CIRC. N.106 DEL 03.08.2010 UN DECRETO MINISTERIALE TRASORMATOSI IN LEGGE NEL LUGLIO DI QUEST’ANNO, HA IMPARTITO ALLE PROPRIE SEDI E
AGENZIE, L’ORDINE DI INTERROMPERE LA CONCESSIONE DI RATEIZZAZIONI DEI PROPRI
CREDITI ISCRITTI A RUOLO, PER TUTTI COLORO CHE ESERCITANO ATTIVITA’ DA LAVORO
AUTONOMO, SIA IN QUALITA’ DI DATORI DI LAVORO (AZIENDE CON DIPENDENTI), SIA PER
DEBITI CONTRIBUTIVI PERSONALI
.
TALE CIRCOLARE LASCIA LA POSSIBILITA’ DI RATEIZZARE SOLO LA PARTE DI DEBITO
NON ANCORA PASSATA AL CONCESSIONARIO E, ANCHE SE FACILITA IL CONTRIBUENTE PER
LA SOLA CONCESSIONE DI NON PAGARE PIU’ SUBITO UN DODICESIMO DELL’INTERO
IMPORTO, IMPONE PERO’ CHE SI POSSA ACCETTARE LA DILAZIONE AMMINISTRATIVA SOLO
SE NON CI SIANO CARTELLE ESISTENTI A CARICO DELL’UTENTE O, SE CI SONO, CHE EGLI
PROVVEDA A SANARLE O RATEIZZARLE ESCLUSIVAMENTE PRESSO EQUITALIA.

STANTE CIO’ L’INPS NON POTRA’ PIU’ PROVVEDERE A RATEIZZARE LE CARTELLE ESATTORIALI,
PRIVANDOSI COSI’ DI UN IMPORTANTISSIMO COMPITO ISTITUZIONALE CHE, A MIO PARERE, HA SEMPRE
SVOLTO EGREGIAMENTE, FORNENDO UN OTTIMO SERVIZIO A TUTTI GLI UTENTI IN
DIFFICOLTA’ FINANZIARIE, SOPRATTUTTO IN CASO DI EVENTUALI RICHIESTE DI DURC
(DOCUMENTO UNICO DI REGOLARITA’ CONTRIBUTIVA).

INFATTI, ANCHE A FRONTE DI
SITUAZIONI DEBITORIE, L’INPS, FINO AL LUGLIO SCORSO, HA PROSEGUITO AD ANDARE INCONTRO
ALLE AZIENDE IN CRISI, CONCEDENDO OGNI TIPO DI DILAZIONE E PROVVEDENDO AL
RILASCIO DEI DURC NEL GIRO DI POCHISSIMI GIORNI. I TEMPI PREVISTI INVECE PER LA
CONCESSIONE DELLE RATEIZZAZIONI DA PARTE DI EQUITALIA SONO, AD OGGI, DI ALMENO
DUE MESI, CON L’INEVITABILE CONSEGUENZA PER I CONTRIBUENTI AUTONOMI, DI VEDERSI
NEGARE OPPORTUNITA’ LAVORATIVE DETERMINANTI ALLA SOPRAVVIVENZA DELLA PROPRIA
DITTA.
INOLTRE EQUITALIA PONE, QUALE CONDIZIONE FONDAMENTALE ALLA CONCESSIONE DELLE
RATEAZIONI, L’OBBLIGO DI SANARE O RATEIZZARE OGNI ALTRO DEBITO CARTELLATO
DELL’INTERESSATO, CONDIZIONE QUESTA CHE AGGRAVA NOTEVOLMENTE LE DIFFICOLTA’
ECONOMICHE DELLE AZIENDE GIA’, COME ABBIAMO DETTO, IN CRISI.
CON QUESTA INIZIATIVA SI VUOLE IMPOVERIRE L’INPS DI UN RUOLO FONDAMENTALE E DI
UN SERVIZIO EFFICIENTE ED EFFICACE. INOLTRE, SI PRETENDE DAI CITTADINI E DALLE IMPRESE
UNA RISCOSSIONE IMMEDIATA CHE, DI FRONTE AD UNA CRISI ECONOMICA SENZA FINE COME
QUELLA CHE STIAMO VIVENDO, DIVENTA VERAMENTE QUANTO DI PIU’ PREPOTENTE SI POSSA
CHIEDERE.

Ora la speranza, conclude il Segretario della Confartigianato di Perugia – Stelvio Gauzzi – è quella che anche le altre Confederazioni dei lavoratori autonomi, del Sindacato e delle Associazioni dei Consumatori, si attivino immediatamente attraverso i rispettivi “sistemi nazionali”, per cercare di modificare insieme alla Confartigianato, una decreto dannoso per le imprese e per tutte le persone che ci vivono economicamente.