Posts Tagged ‘istituzioni’

MARIA ROSI, LE ISTITUZIONI E LA CHIESA VOGLIONO STARE A FIANCO DEI GIOVANI”

23 settembre 2011

“Plaudo al ritorno il ritorno della ‘Missione Giovani’ annunciata ieri da Monsignor Bassetti a dimostrazione che Perugia può essere anche una città piena di gioventù che non pensa solo a ‘sballarsi’”. Così il consigliere regionale del Pdl, Maria Rosi, che sottolinea come “in questo momento di grande crisi non solo economica, ma soprattutto di valori è importante che i giovani vedano che le istituzioni e la Chiesa vogliono stare al loro fianco senza giudicarli. Tutti i giorni – aggiunge Rosi – le pagine dei giornali sono piene di racconti di droga legati alla nostra città (guerre tra bande, ragazzi morti per overdose) e proprio per questo è importante mostrare che ci può essere un alternativa, se tutti ci impegniamo , al modello distruttivo”. “Mostriamo ai nostri giovani che si può essere anche più sereni – sottolinea Maria Rosi – se si sceglie di essere ‘sani’: proponiamogli un modello di vita alternativo a quello dell’auto-distruzione. Il disagio giovanile – conclude – in parte è frutto anche dal distacco del mondo adulto da loro. E proprio per questo è importante che le istituzioni, le famiglie e la chiesa tornino a dialogare con loro con il loro linguaggio: la vita è un dono, e va tutelata, non distrutta”

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Cannara, convegno del Partito Democratico sul tema “Donne, politica e istituzioni”.

7 aprile 2011

Il 9 aprile 2011, alle ore 17,00, presso il Teatro Comunale

Su questo argomento si confronteranno esponenti politici del Partito Democratico di massima  rappresentanza del territorio cannarese, dei livelli provinciali, regionali e nazionali, a testimonianza della rilevanza del fattore femminile nello sviluppo e nella crescita civile,  sociale ed economica. Parteciperanno:  Anna Ascani, portavoce regionale democratiche Umbre; Lamberto Bottini, Segretario regionale PD Umbria; Anna Rita Fioroni, senatrice PD; Catiuscia Marini, Presidente Giunta Regionale; Giovanna Petrini sindaco di Cannara; Donatella Porzi, Assessore Provincia di Perugia; Dante Andrea Rossi, Segretario provinciale PD Perugia; Marina Sereni, Deputato Vice presidente assemblea nazionale PD; Stefania Pezzopane, responsabile nazionale PD per la ricostruzione dell’Aquila. Introdurrà gli ospiti Laura Grilli, Segretaria PD di Cannara e coordinerà gli interventi Stefania Fiorucci , portavoce Democratiche Provincia di Perugia.

Oggi, la questione femminile  è al centro dell’attenzione nell’opinione pubblica, in modo a volte sviante, che rende poco merito e svilisce il ruolo che le donne sono chiamate a svolgere, nella famiglia, nel lavoro, nel sociale, nella politica; un ruolo a tutto tondo nel privato e nel pubblico, che richiede competenza e fatica.  La locale Sezione del Pd esprime una grande soddisfazione nel constatare l’entusiasmo e la disponibilità con cui è stato accolto l’invito da parte di esponenti eccellenti del partito, convintamente uniti dall’esigenza di riaprire un dibattito antico, ma sempre nuovo ed, anzi, urgente, non per fare delle donne un “caso specifico”, ma per riconfermare il primato valoriale dell’uguaglianza, del merito, della formazione, del principio di responsabilità. Dal canto suo la politica cannarese vanta una forte partecipazione femminile, riconosciuta e valorizzata anche attraverso l’attribuzione di ruoli importanti, nei livelli comunali e sovra comunali. Il PD locale auspica che in questo territorio, amministrato da una maggioranza di centro sinistra, la differenza continui a rappresentare un elemento di forza partecipativa  e un’iniezione di energia nuova che aggiunge e non toglie.

Umbria – Tre cose da fare subito : Riforme, nuovi rapporti politici e rimpasti di Giunta

4 novembre 2010

di Darko Strelnikov

E’ cominciata la corsa al “dobbiamo cambiare”. Dopo l’apertura dell’inchiesta sulla sanità, si va avanti a botte di richieste di autocritica, di buoni propositi per il futuro, di dichiarazione sulla necessità di “invertire la rotta e rompere con il passato”. Persino i sindacati, che hanno fatto del consociativismo la bandiera della loro presenza negli enti pubblici umbri, reclamano (ma con che coraggio senza mettersi in discussione?) il cambiamento. Insomma dalle parti del centrosinistra in generale e del Partito Democratico in particolare, c’è una specie di fuggi fuggi dalle responsabilità e di messa in onda del gioco delle tre scimmiette (non c’ero, non sapevo, non vedevo, non sentivo, non parlavo). Sembra quasi che molti abbiano vissuto in un mondo lontano anni luce dalla nostra regione. Invece erano qui e partecipavano attivamente alla gestione del sistema di Governo (o di potere se vi piace di più) creato nell’ultimo decennio ed ora sotto accusa. Chi, come me ed altri,  ne parla da anni in termini politici, è stato spesso messo alla gogna, come eretico da sbattere sul rogo. Oggi, chi tappava gli orecchi, deve fare i conti con la dura “verità rivelata”. L’impressione però è che, ancora una volta, l’approccio non sia dei migliori e che si sia alle prese di posizione, ai riti di palazzo. Sembra che molti siano in attesa di tempi migliori, per poi gradatamente riprendere il lavoro : “da dove l’avevamo lasciato”. Non ci sono stati, infatti, segnali politici chiari di inversione di tendenza. Anzi, in alcuni casi (leggi la Presidenza della Vus), sono ricominciate le battaglie intestine. Ci si avvita su parole come “ trasparenza”, “merito”, “discontinuità”, che dicono tutto e non dicono niente. Persino l’opposizione sceglie strade per me sbagliate. Chiedere nuove regole per la nomina dei manager sanitari è aria fritta. L’esperienza insegna che più lacci si mettono, più si ingessano le norme, più si restringono le possibilità di opzione e più si creano le possibilità di fare “aborti”. Il punto è la modifica strutturale di un metodo e di una cultura, che è comune sia alla destra che ad una certa sinistra e cioè quella di privilegiare, negli incarichi, gli amici e gli amici degli amici. Unico requisito richiesto la fedeltà. Meglio se accompagnato da una scarsa capacità e intelligenza; cose che rendono più tranquillo il manovratore. Ma allora quali dovrebbero essere i segnali di cambiamento da mettere immediatamente in campo? Proverò ad elencarne qualcuno:1) Naturalmente le riforme. Riforme non aggiustamenti. Occorre un mezzo terremoto. Deve rimanere solo ciò che veramente serve ed essere cassato tutto quello (ed è tanto) che è inutile. Gran parte delle competenze oggi in mano ad un esercito di enti devono essere trasferite alle istituzioni elettive, anche per una questione di democrazia : sono le uniche il cui operato può essere giudicato dai cittadini. Niente nuove agenzie, via tutto l’intermedio, una sola Asl e va allargato il processo di accorpamento delle aziende pubbliche. Dopo quella dei trasporti ci vogliono quelle dei rifiuti e dell’acqua. Insomma un trend diverso, nel quale le nomine entrerebbero nel palmo delle due mani, costringendo tutti a fare in conti con la competenza, l’affidabilità e l’esperienza dei candidati.2) Le continue sconfitte elettorali, l’emergere di un sistema politico clientelare, deve imporre alla guida del centrosinistra una revisione dei rapporti interni. Il Partito Democratico è chiamato ad un bagno di umiltà e a rinunciare a fare la parte dell’asso pigliatutto e del dio- imperatore che decide ogni cosa. Il Pd ha in Umbria un potere che nessun altro partito, nemmeno il Pci, si è sognato di possedere. Ha tutte le principali presidenze, i sindaci delle città più grandi (dove non li ha è perché ha perso con il centrodestra o con altri), la maggioranza (spesso i 2/3 degli assessorati) nelle giunte, la conduzione dei Consigli. Invece di pensare, come ancora di salvezza, di allargare , ancora una volta, le sue alleanze verso l’Udc (che in questi giorni sta lanciando ponti d’oro alla Marini), condivida le responsabilità con gli attuali partners, costruisca un vero progetto comune di legislatura, impegnando tutte le istituzioni al raggiungimento degli obiettivi concordati. 3) Questo si porta dietro un altro processo da iniziare immediatamente : Il rinnovamento della classe dirigente. Qui mi tirerò dietro tutti gli strali possibili, ma, com’è mio costume, non mi sottrarrò ad esercitare il diritto di critica. E’ sotto gli occhi di tutti che, perlomeno negli ultimi 15 anni, si è assistito ad un graduale e costante peggioramento della qualità degli amministratori. Se non si riconosce questo dato è difficile produrre innovazioni per il futuro. C’è una discreta dose di incompetenza in giro, condita con qualche piccolo sorso di incapacità e di improvvisazione nella gestione della cosa pubblica, soprattutto nelle Giunte (non prendo in esame i Consigli, perché sono scatole vuote prive di poteri, che non incidono minimamente sulle scelte degli esecutivi). Questo, fra parentesi, ha reso sempre più difficile il lavoro dei Presidenti e dei sindaci eletti e li ha costretti ad assumersi in proprio, gran parte delle responsabilità dell’amministrazione. E’ l’effetto di una pratica che deve soddisfare gli orticelli delle formazioni minori e gli orti delle correnti dei democratici. Il primo correttivo da introdurre è quello di fare un accurato esame della situazione e prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di andare a rimpasti di Giunta in molti enti, mettendo dentro persone di riconosciuta capacità e dando maggiore fiducia ai giovani (se ci sono) che si sono veramente distinti nell’attività politica per spirito di servizio, che hanno già avuto esperienze pubbliche e che meritano, quindi, di essere messi alla prova. Non una rivoluzione, ma un cambiamento che dia un segnale preciso a tutta la società regionale e cioè che il merito e il rinnovamento vero (e non solo di anagrafe) diventano i principali se non gli unici criteri di scelta. 4) Fatto tutto questo abbiamo risolto? Ci abbiamo messo una pezza, una bella pezza. Perché manca ancora il futuro. Bisogna costruire meccanismi che aiutino la crescita di una nuova classe dirigente. La lancetta è già sul rosso. Le prossime elezioni amministrative testimoniano la grande difficoltà di tutte le forze politiche e dei poli a trovare candidati riconosciuti, popolari e competitivi. La generazione del 68 fa fatica a trovare sostituti. E allora ad Assisi spuntano riconferme e vecchi nomi, A Gubbio si brancola nel buio o si mettono in pista nomi di bandiera e a Città di Castello non si è ancora deciso se andare sull’usato sicuro (Bacchetta), su un dirigente di belle speranze (Biagini) o su un nome illustre che richiama la storia della nostra sinistra (Zaganelli). E, in questa confusione, il partito che soffre di più è il Pd, che scopre come le sue anime e i suoi dirigenti locali, non abbiano più il feeling di una volta con i cittadini. Per invertire questa tendenza le cose da fare sono due : una politica ed una istituzionale. I partiti debbono rivalorizzare e rivitalizzare le strutture di base, per rimettere in moto un meccanismo di confronto diretto sui problemi reali della gente e dare l’opportunità ad una nuova generazione di misurarsi sul campo con la politica delle cose e non dei palazzi. I comuni devono creare nei quartieri e nelle frazioni organismi di base, elettivi, senza compenso per i partecipanti, che costituiscano un ponte di congiunzione diretta tra l’amministrazione e i cittadini e, nel contempo, una utile palestra per decine e decine di persone, che così potranno iniziare a misurarsi su problemi, come gestione della cosa pubblica, bilancio, scelte. Tutto ciò perché la futura classe dirigente non si forma alle scuole di partito, che ci devono essere perché aiutano, ma alla scuola delle esperienze vissute sul terreno diretto, sul territorio, tra e con la gente, avendo come riferimento, una cosa ormai messa in soffitta, il bene comune. Per la serie, quando l’ovvietà diventa necessità.

FARE RETE NELLA COMUNICAZIONE: UNIVERSITÀ, ISTITUZIONI ED IMPRESE NEL “VORTICE” DELLA CRISI

29 ottobre 2010

Matrone Cristiano e Trivigno Donatella

In un periodo di incertezza e di continui cambiamenti, in cui la parola crisi ricorre

Donatella Trivigno

insistentemente, la comunicazione, studiata e praticata con competenza e responsabilità, riesce ad incidere sui processi sociali grazie al lavoro, alla creatività, ed alla produzione scientifica e culturale dei corsi universitari a cio’ specificatamente deputati. Questo il tema del VII incontro nazionale degli studenti e dei docenti di Scienze della Comunicazione nell’ambito del Com.Lab (Comunicazione e Tecnologie per l’Innovazione), tenutosi a Bologna giovedì 21 ottobre.

L’incontro è stato introdotto da Mario Morcellini, Presidente della Conferenza Nazionale di Scienze della Comunicazione che, parlando della difficoltà di ottenere un aperto riconoscimento di credito da parte dei corsi di comunicazione, ha definito tale attività “asset strategico” nella promozione e nello sviluppo del Sistema-Paese. Il dott. Morcellini ha inoltre sottolineato la richiesta al mercato da parte dei professionisti di un cambiamento culturale, che accolga le competenze innovative per rispondere in modo creativo ai fabbisogni di imprese pubbliche e private.

Cristiano Matrone

Nell’apertura dei lavori il dott.Morcellini e’ stato affiancato dal poeta e scrittore Davide Rondoni, intervenuto sulla comunicazione come rischio totale, e da Maurizio Masciopinto, Direttore del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Ministero dell’Interno. Nel suo intervento il dott. Masciopinto ha sottolineato in particolar modo  l’importante ruolo della comunicazione nella gestione della crisi.

La conferenza è proseguita con gli interventi, coordinati da Lella Mazzoli (Direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione – Università di Urbino Carlo Bo), di Maurizio Piscitelli (Dirigente Direzione Generale per il Personale scolastico) e di Giuseppe Fattori (Presidente dell’Associazione Marketing sociale e Comunicazione per la Salute).

L’incontro nazionale di comunicazione si è concluso con la tematizzazione delle esperienze, curate dai corsi e dalle Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Due le realta’ distintesi per innovazione e creatività: “Business e Gaming. Gioco e Social Network nella rete d’impresa”, la prima ricerca italiana sulle possibilità offerte dai giochi online e networks sociali ad imprese ed associazioni; e “Transeurope. Un docu-reality per raccontare il programma Erasmus”. Le progettualita’ sono state entrambe realizzate dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione – Sapienza Università di Roma.

Luca Dini

Anche il corso di laurea interfacoltà in Comunicazione dell’Università di Perugia ha avuto modo di mostrare la propria creatività, presentando l’esperienza di “FuoriCampus.”, Laboratorio di Comunicazione d’impresa, coordinato dal Professore Luca Dini. Nato nell’a.a. 2008-2009, FuoriCampus ha come obiettivi: la formazione degli studenti attraverso attività pratiche di comunicazione; la fornitura alle imprese di progetti ed idee di comunicazione, realizzati da studenti; la creazione di partnership tra le imprese ed i corsi di laurea in scienze della Comunicazione (tra i partner di maggior rilievo figurano ad oggi Banca Popolare di Spoleto, Gesenu, Kemon, ecc).

“Di esempi di un fare virtuoso se ne potrebbero portare tanti, ma di certo a convincere sono proprio le storie degli studenti, dei laureati che riconoscono nel curriculum seguito un valore aggiunto, strategico nel loro posizionamento sul mercato del lavoro, ma tali storie hanno bisogno di essere ascoltate e rese visibili (Mario Morcellini).”