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Siamo al delirio…”BERLUSCONI PORCELLONE” nei disegni di una scuola media di Spoleto

16 febbraio 2011

www.tuttoggi.info

E’ scandalo in una scuola media statale di Spoleto dopo che è trapelata la notizia di un compito assegnato dalla docente di disegno ad una classe della prima media con il quale descrivere, in modo allegorico, forse per il periodo carnevalesco, le ultime vicende del Rubygate, lo scandalo che sta interessando il premier Silvio Berlusconi. Il titolo sarebbe stato “Berlusconi porcellone, le signorine porcelline”: titolo che, ovviamente, non è stato trascritto dalla professoressa nel registro, ma che, a guardare come i bambini lo hanno riportato sugli elaborati, fa pensare sia stato dettato a voce. Lo scandalo – a sollevare il ‘caso’ è stato il consigliere comunale del Pdl Carlo Petrini, al quale si sono rivolti alcuni genitori rimasti indignati dal compito che i loro figli avevano ricevuto da fare a casa. A ieri erano stati consegnati solo 7 disegni (la prova scade giovedì prossimo), ma la dura presa di posizione di Petrini è riuscita a fermare lo scandalo. O quanto meno a contenerlo. “Non solo i genitori erano indignati – ha raccontato Petrini a Tuttoggi.info – ma gli stessi bambini sono rimasti allibiti di fronte alle richieste della loro professoressa. Quella dell’insegnante – ha proseguito – è stata un’azione scellerata, una strumentalizzazione dell’insegnamento inaccettabile, specialmente se i destinatari sono bambini di appena 11 anni”. Non è l’idea del carro allegorico o del colore politico della strumentalizzazione che ha disturbato Petrini: “Volendola mettere sul piano del carro di carnevale, si sarebbe potuto allora rappresentare Marrazzo in mezzo ai trans o Vendola che fa il gay”, ha dichiarato, “il problema vero è che la politica deve rimanere fuori dai cancelli delle scuole. Il compito dell’insegnante è quello di educare, non di ‘usare’ bambini così piccoli e inconsapevoli per fare propaganda politica Dopo le dichiarazioni del capogruppo Petrini Pdl  che ci mette del suo, inciampando contro un carro allegorico composto da “Marrazzo con i trans e Vendola che fa il gay” (che fosse una metafora del travestimento carnevalesco?), e la cui azione immediata ha limitato la produzione artistica “suinicola” a soli 7 disegni, non tardano ad arrivare reazioni ben più pesanti come quella del  Consigliere Nazionale per l’Alta Formazione artistica e musicale presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il professor Dario Guardalben, attuale consigliere comunale  in quota Pdl al Comune di Terni. “Esprimo grave disappunto – dice il consigliere nazionale – per la strumentalizzazione politica che mira a coinvolgere la scuola ed in particolare il delicato passaggio adolescenziale che la scuola media rappresenta. A questo punto la direzione regionale dell’Usr non può esimersi dall’intervenire sulla delicata questione, anche perchè questa sarà a breve oggetto degli interventi politici.” Non rintracciato il Ministro Gelmini. Il portavoce Massimo Zennaro, seppur informato tempestivamente dall’ufficio stampa ministeriale dell’accaduto, ha evitato ogni commento. Ma la Ministra sarà comunque interessata della vicenda, come conferma il coordinatore del Pdl umbro, l’onorevole Luciano Rossi: “resto allibito nel leggere una simile vicenda – dice il deputato -, non conosco gli atti ma mi pare che la stessa ammissione della dirigente scolastica denuncia un fatto di una gravità inaudita. Qui non stiamo parlando solo di minorenni ma di bambini che sono stati ‘usati’ da una docente che forse non vedeva l’ora di mettersi in mostra. Confido che gli uffici sappiano adottare le opportune azioni, comunque informerò personalmente il ministro Gelmini del fatto”.

La Croce, supremo gesto d’amore offerto all’umanità

25 Mag 2010

di Bruno Di Pilla

Ferma restando la laica “sacralità” del diritto civile alla scelta religiosa di ogni essere umano (con la relativa libertà di proselitismo, artt. 19 e 20 della Costituzione Italiana), chi potrebbe ritenersi offeso dalla presenza di un Crocifisso nelle scuole? Quel supremo gesto d’amore verso tutti gli uomini, senza distinzione di stirpi, nazionalità e categorie sociali, fece crollare barriere millenarie tra razze, popoli e classi, muovendo a pietà le più indurite coscienze già nella Roma imperiale e diffondendo l’idea dell’assoluta uguaglianza – e fratellanza – tra creature dello stesso Dio. Sia pur lentamente, ne derivarono radicali metamorfosi nel pensiero di filosofi e governanti. Schiavi, oppressi ed infermi vennero addirittura prediletti dal Cristianesimo, grazie anche all’esempio di Gesù operaio, che si rese promotore del riscatto del mondo del lavoro. Le antiche società avevano sempre considerato la cultura un privilegio riservato agli uomini liberi, mentre i seguaci della nuova religione, partendo dal presupposto che ogni persona dovesse essere educata e “sorretta”, per lungo tempo si accollarono i compiti di pubblica istruzione ed assistenza che gli Stati avrebbero poi rilevato, nel migrare dei secoli, ritenendoli fondamentali per la loro stessa sopravvivenza. Nel Medioevo fu il Cristianesimo a promuovere la ricerca scientifica, favorendo il sorgere delle prime cittadelle del sapere avanzato, definite Università. Dall’editto dell’imperatore Costantino in poi (313 d. C.), mutò anche la concezione del potere politico, finalmente inteso come servizio alla collettività. “Non sono venuto per essere servito – aveva detto il Cristo – ma per servire”. Così, in epoca rinascimentale, nel vecchio e nel nuovo mondo, unica fonte del diritto non fu più ritenuto lo Stato, di volta in volta personificato da sovrani capricciosi e tirannici, ma le leggi civili cominciarono a conformarsi ai Dieci Comandamenti, che, sia pure a fatica, trasformarono l’agire umano e dischiusero le porte allo “jus naturale”, diritto delle genti, in base al quale la comunità internazionale sarebbe stata considerata, per la prima volta, un’unica grande famiglia ed ogni individuo, “tempio del Signore”, avrebbe ricevuto maggiore dignità. D’altronde, il messaggio salvifico e fortemente sociale della fede cristiana mai ha rinnegato i lumi della ragione. Anzi, diffondendo l’idea ebraica del Dio unico – geloso Creatore delle sue opere – e confutando le primordiali concezioni di un universo frutto del caos e dell’uomo disperato e solo, in preda all’ineluttabile fato, i cristiani predicarono che il cosmo è sapientemente ordinato ed accessibile all’intelletto umano. Magia e superstizioni furono ridimensionate ed in molti casi sconfitte, mentre emersero nobili sentimenti dai meandri della coscienza, quali speranza, condivisione dei beni, pentimento, amore, umiltà generosa, rispetto per ogni vivente. Certo, nell’arco di due millenni, non sono mancati gravissimi errori, ombre e miserie. La Buona Novella è stata spesso confusa con credenze fallaci, lo spirito ha ceduto alle lusinghe terrene, il misticismo è stato inquinato dal potere temporale di uomini abusivamente saliti sulla barca del pescatore Pietro, avidi di piaceri e gloria personale. Tuttavia, incessanti sono state le spinte riformatrici e catartiche (agostiniane, francescane, luterane, calviniste, cattoliche conciliari), che hanno permesso alla più grande confessione planetaria di rafforzare ed estendere le proprie radici, al punto che i suoi prosèliti, oggi, sono oltre un miliardo e mezzo su sei. Chi, in ufficio e nelle aule scolastiche europee, può temere una Croce?