Posts Tagged ‘lascia’

STEFANIA VERRUSO lascia la politica.

20 maggio 2017
stefania verruso

Stefania Verruso

Dopo sofferte valutazioni, STEFANIA VERRUSO, già segretario regionale de La Destra ed attuale commissario del Movimento Nazionale per la Sovranità in Umbria, ha deciso di abbandonare la politica, non riscontrando più nell’attuale schieramento la giusta rappresentanza per chi, da cittadino e imprenditore prestato alla politica, si è impegnato attivamente per contribuire a portare quel sano pragmatismo in un mondo sempre più distante dai reali bisogni della gente.

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Politica: Giorgio Corrado lascia il PDL

4 giugno 2012

LETTERA APERTA AD ANGELINO ALFANO SEGRETARIO NAZIONALE PDL

Gent.mo Segretario, Quale Consigliere Comunale al Comune di Perugia, Le comunico di autosospendermi dal Partito, dando nel contempo le dimissioni dal Gruppo Consiliare, dopo 12 anni trascorsi in questa compagine elettiva. E’ con tanta amarezza e forte delusione che giungo a tale decisione, per una molteplicità di ragioni, riconducibili in sintesi alla perdita di quella identità politica per la quale mi sono battuto in tutti questi anni, senza nulla chiedere, né tanto (more…)

Michele ROSSI : “Lascio il PDL perché voglio continuare a fare opposizione”

17 maggio 2012

Nel corso degli anni non mi sono mai risparmiato nel denunciare i tanti problemi della città insieme a chi diceva di volere una Terni diversa e migliore. Oggi sono fortemente deluso perché sento di aver pagato tutti i miei vari distinguo e soprattutto l’iperattività di tutti questi anni. Un’attività che ha infastidito chi sembra aver fatto dell’opportunistico immobilismo e silenzio il suo stile politico. Ho provato a fare la mia battaglia all’interno del partito per renderlo aperto (more…)

… e lascia sta’ i santi!

6 dicembre 2011

di Costanza Bondi

Ieri, 5 dicembre 2011, al Teatro Morlacchi di Perugia, Sandro Allegrini ha presentato la sua ultima creazione letteraria edita da Aguaplano.

Risate a scroscio come incipit della conferenza – dalla ormai avvalorata formula pomeridiana e gratuita dell’Accademia del Donca – a dispetto del tempo inclemente che imperava fuori del teatro e, sfidando appunto le intemperie meteorologiche, si è parlato di santità a 360 gradi. Dalle boutade enologiche riprese dall’Antica Società del Gotto (vin… santo, san… giovese, sagra… ntino) alla proiezione delle vignette realizzate con perizia e maestria da Marco Vergoni, in cui la santità è stata elegantemente declinata solo nel versante umano, il divertimento l’ha fatta da padrone. Umbria, terra di santi in cui la profonda religiosità è piena di contraddizioni, è perciò stesso l’antonomasia di quella che l’autore definisce blasfemia interrupta (parafrasi declinata dalla più famosa locuzione coito…), quel fenomeno per cui si parte per dire qualcosa – in tal caso la bestemmia, appunto – e strada facendo si finisce per dire qualcos’altro. Creatività, seppur blasfema, di cui il perugino, a dispetto di nemo profeta in patria, è da secoli maestro! Da qui la teoria, con la quale si può concordare o meno, che più si crede e più si impreca e che quindi la bestemmia non sia altro che una declinazione “oratoria”, quantunque nella sua formula “interrotta” finisca con termini alquanto noti, quali Campanile o Maiuscola! Le espressioni trattenute delle quali parlava il grande Dante Magnini, tanto per intenderci.

Particolare predilezione in tema il perugino doc la riserva alla Madonna, la quale con 23 chiese a lei dedicate, affiancate da un’infinità di edicole, risulta essere la prima santità sul territorio, quanto a numero di presenze. A dispetto, ironicamente… si intende, dei tre patroni della città che non li bestemmia mai nessuno! Il tutto presentato alla conferenza sempre secondo la teoria che la bestemmia sia una pregheria: relata refero.

Al di là di ciò, tante le curiosità (che per i più si trattano di novità) in tema di santità, che si ritrovano all’interno del libro. Le due facce di sant’Ercolano e le sue due feste: quella del 1 marzo, coincidente con la sassaiola, e quella del 7 novembre del dies natalis. San Costanzo e l’occhiolino che, se non strizzato, col torcolo nel braccio dal fidanzato di turno veniva rimpiazzato. San Lorenzo e la sua autoironia in quel della graticola (“sono cotto, servimi e mangia”) per cui è entrato di dovere a protezione di pompieri e cuochi. E ancora san Lorenzo patrono di trenta città italiane, tra cui appunto Perugia, forse perché come emblema ha il grifo. E quindi i santi inventati: santa Pupa, santa Pacènza o santo Scòllete, tanto per citarne alcuni. Per finire, immersi tra i dovuti fraintendimenti, col detto perugino “per san Martino ogni ucello arpija ‘l su’ cammino”.

Allora, gente, se n voléte fa’ come quillo che era gito a Roma e ‘nn eva visto ‘l Papa… leggete il libro e gustatevi fino in fondo la storia locale dei nostri santi…