Posts Tagged ‘lavoro’

Antonio Tracchegiani (Forza Italia) motiva il voto contrario alle cooperative spurie

11 febbraio 2016

 

forza italiaIn merito al comunicato stampa del collega consigliere del PD sulle cooperative, intendo esprimere con chiarezza il mio personale punto di vista. L’accorpamento di due distinti Ordini del Giorno, non solo per similarità ma per strumentalizzare l’argomento, nascondeva un piccolo tranello e che cosa si nascondeva in quei due ODG lo sa solo il consigliere Bori che per mistificare è un “simpatico” esperto. (more…)

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GARANZIA GIOVANI, PRESUNTE IRREGOLARITA’ IN UMBRIA- CIPRINI: OK A ISPEZIONI ANCHE DAL MINISTERO DEL LAVORO

17 ottobre 2015
Tiziana Ciprini

Tiziana Ciprini

“Dopo la risposta ottenuta dalla collega europarlamentare Laura Agea da parte della Commissaria all’Occupazione sulle presunte irregolarità nell’attuazione del progetto Garanzia Giovani in Umbria, è arrivata anche la risposta del Ministero del Lavoro”- scrive la deputata Tiziana Ciprini in una nota.

“Nel rispondere a una mia interrogazione sulla stessa questione, infatti, la sottosegretaria Bellanova ha specificato che, a fronte di segnalazioni di eventuali anomalie del sistema, il Ministero del Lavoro intraprende specifiche azioni ispettive volte a contrastare l’uso improprio del programma. (more…)

Umbria: un’altra sentenza a favore del “cambio divisa” retribuito

17 Mag 2015

nurse_professional_dress_code2222_jpgQuesta volta, dopo Orvieto, arriva da Perugia la sentenza che, dando ragione agli 80 ricorrenti assisiti dal Sicobas, richiedevano che i minuti dedicati al “cambio divisa” a inizio e fine turno fossero riconosciuti come orario di lavoro a tutti gli effetti, e dunque retribuiti. La questione, che se sul piano personale di ciascun singolo dipendente può sembrare di non elevato rilievo, se considerata invece a livello aziendale e, per estensione, nazionale, assume ben altra (more…)

CITTÀ DELLA DOMENICA È ALLA RICERCA DI PERSONALE PER LA STAGIONE 2015

9 marzo 2015

Città della Domenica - scritta sulla collinaIl parco divertimenti faunistico perugino Città della Domenica, in vista della riapertura, sta cercando personale giovane, motivato e dinamico per la stagione 2015. I profili richiesti, da specificare nell’oggetto della propria candidatura, sono quelli di addetto bar, addetto accoglienza e animazione. Nello specifico, per la categoria addetti bar e ristorazione per i punti ristoro interni, i bar e i fast food della struttura sono richiesti precedente esperienza di almeno due anni nel settore, attestato Haccp, conoscenza della lingua inglese (titolo preferenziale), disponibilità, adattabilità, serietà, professionalità, predisposizione alle relazioni pubbliche e al (more…)

Missione in Umbria della Commissione Lavoro- commento dei deputati 5 stelle

3 marzo 2015
Tiziana Ciprini

Tiziana Ciprini

“Siamo soddisfatti dell’incontro tenutosi oggi a Palazzo Donini tra la Commissione Lavoro della Camera dei deputati e i Rappresentati istituzionali regionali e di categoria” – dichiarano i deputati 5 stelle facenti parte della delegazione parlamentare Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella, Stefano Lucidi e Roberta Lombardi– “ci sembra un buon metodo di lavoro quello di portare  il Parlamento a toccare con mano la realtà in cui vivono i cittadini”.

Questa missione è stata fortemente voluta  dalla deputata M5S Tiziana Ciprini della Commissione Lavoro, ed è stata l’occasione per acquisire dati e informazioni sulla difficile situazione del lavoro in Umbria direttamente dagli attori  del territorio. Dal  2007 i disoccupati sono passati da 17 mila agli attuali 40 mila, con crisi aziendali nei settori del manifatturiero, siderurgico, chimico, edilizia e ora anche alimentare con il caso Perugina. (more…)

Lavoro che non c’è più, dopo Indesit anche la Antonio Merloni?

12 luglio 2014

Con la vendita da parte della famiglia Merloni della Indesit si chiude un’epoca straordinaria e gloriosa che con l’intuizione della molteplicità dei siti produttivi (more…)

Corciano, grazie al comune 400 nuovi posti di lavoro?

6 giugno 2014

In un periodo fortemente negativo per l’occupazione, nasce un progetto innovativo, di qualità e che contribuisce in modo concreto a creare occupazione, dando fiducia sia al lavoratore che all’azienda locale.

Il progetto si chiama “Borsa lavoro”.

Gli uffici del Comune hanno, prima, contattato oltre 400 aziende e, successivamente, stilato una lista di cittadini corcianesi iscritti alle liste di disoccupazione con (more…)

NELLA PROPAGANDA ELETTORALE MIRACOLANTI PROMESSE

2 Mag 2014

Ci stiamo avvicinando alla fatidica data del 25 maggio, alla quale saremo tutti chiamati, per eleggere il nuovo Sindaco e Giunta che dovranno governare Perugia, nei prossimi 5 anni.
Per caratterizzare la campagna elettorale in atto, si moltiplicano le iniziative dei vari candidati iscritti nelle liste, che dovranno sostenere, il nuovo Sindaco, che potrà essere eletto negli schieramenti di Destra, come di Sinistra o in rappresentanza di liste (more…)

Una amica di Goodmorningumbria cerca lavoro, riusciamo ad aiutarla?

12 ottobre 2013

Informazioni personali:

Claudia Z. , nata a Perugia il 27 agosto 1969, residente a Perugia,

telefono: 392/1715050, nubile, patente B,

Agevolazioni contributive: Iscritta al Centro per l’Impiego di Perugia in data 2 aprile 2013        (more…)

Vado in pensione? Anzi no. Occupazione? Disoccupazione? In Regione Umbria la parola d’ordine è “ Canali preferenziali”

6 luglio 2013

movimento 5 stelle perugiaRiceviamo e pubblichiamo

Siamo all’epilogo. Anche i dipendenti regionali godono di una sorta di “canale preferenziale” di buona uscita arrivando addirittura a delibere fatte ad hoc per prolungare il periodo di contribuzione oltre i termini previsti dalla normativa in materia previdenziale.

Quale sia la ratio che abbia portato l’amministrazione Regionale ad revocare (more…)

Assisi- Botteghe di Mestiere, Corsi d’apprendistato e sui mestieri a vocazione artigianale.

29 giugno 2013

Il termine ultimo per le iscrizioni scade giovedì 4 luglio.

La Bottega di Mestiere è un modello rappresentato da un’impresa singola o da un aggregato di imprese operante nei comparti produttivi della tradizione italiana. Attraverso l’attivazione di percorsi sperimentali di (more…)

ELEZIONI 2013: L’ALTERNATIVA E’ L’ALTERNATIVA

5 febbraio 2013

di Ciuenlai

Tutti si meravigliano della lenta, ma costante rimonta di Berlusconi e della lenta, ma costante discesa del Centrosinistra. Ma nessuno si chiede come mai accade, come mai la “strampalata” campagna del caimano riesce a far breccia e quella “seria” del (diciamolo) noioso Bersani (more…)

DONNE, SPAGNOLI (FLI): SERVE UN PIANO CONCILIAZIONE PER OCCUPAZIONE FEMMINILE

19 settembre 2012

“Dal governo ci aspettiamo una risposta seria al problema dell’occupazione femminile che rappresenta oggi un ostacolo insormontabile per i giovani che vedono sempre più lontana la (more…)

Della Vecchia/Prc: “Subito il comitato in Umbria per i referendum sul lavoro”

10 settembre 2012

Rifondazione comunista dell’Umbria esprime grande soddisfazione per la costituzione del comitato unitario nazionale sui quesiti referendari per ripristinare l’articolo 18 e per abolire (more…)

La gente si uccide ma i privilegi non si toccano

4 settembre 2012

I cittadini sentono la crisi e i nostri consiglieri Regionali grazie a una legge regionale del 1981 (modificata nel tempo) usufruiscono di un rimborso per le spese viaggio per coloro che abitano (more…)

La situazione economica in Italia è devastante ma nessuno fa nulla.

21 agosto 2012

Il Commento

Disoccupazione giovanile alle stelle, esodati, aziende, negozi, imprese che chiudono i battenti, lasciando senza lavoro migliaia di lavoratori. La situazione è devastante e nessuno fa nulla. In una (more…)

Partito Comunista sulla vertenze lavoro del Lago Trasimeno.

20 agosto 2012

In relazione alle numerose vertenze aziendali che si sono aperte durante gli ultimi mesi nell’area del Lago Trasimeno, su tutte ricordiamo quella dell’Euroservice di Pineta di Macchie, della (more…)

INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO NEL 3° MILLENNIO IN ITALIA

18 agosto 2012

Faccio il selettore del personale e counsellor (soprattutto di carriera) dal 1977 in Italia e, con una mia società (www.hke.it) dal 1985, a Roma; inoltre presiedo un’associazione di Counsellors (www.associazioneitalianacounselling.org ).

Ogni anno, dal 1992, vedo circa 1500 giovani neolaureati che cerco di aiutare nell’ingresso nel mondo del Lavoro e sono profondamente e tristemente consapevole delle loro tremende difficoltà dovute ad un cocktail tra la situazione attuale dell’Italia (con particolare riferimento ai (more…)

Art. 1 – LA REPUBBLICA ITALIANA E’ FONDATA (NEL RICATTO) SUL LAVORO

17 agosto 2012

di Ciuenlai

La vicenda dell’Ilva è lo specchio impietoso dei valori di questa società. I lavoratori, non sono persone sono merce e come tale vanno trattati. Prima la produzione e il profitto e poi l’uomo e la sua salute (ma solo se paga lo Stato). Se questa è la ragione sociale di questo paese e di questo Governo è naturale che i colpevoli diventino coloro che provano a far rispettare le leggi (I Giudici) e si accaniscono contro quei “benefattori” che per decenni hanno cosparso di veleni una città e un territorio. E il tutto sbandierando il ricatto del posto di lavoro, come a Pomigliano, come a Mirafiori e come in altre centinaia di aziende italiane. Forse invece di fare ricorso per due telefonate, non era meglio sollevare il conflitto di attribuzione sull’art 1, per domandare ai magistrati “Ma l’Italia è ancora una Repubblica fondata sul lavoro?”

 

Oliviero Lupinelli: una vita dedicata al lavoro premiata con la Stella la Merito del Lavoro

14 giugno 2012

Tra i magionesi insigniti della Stella al Merito del Lavoro anche  Oliviero Lupinelli nato  e residente a Dirindello di Magione dove svolge il lavoro di carrozziere dall’età di quindici anni. Un lavoro iniziato nella città natale prima presso la carrozzeria di Sauro Betti e successivamente presso la Carrozzeria di Germano Beccari. Dal 1998  lavora presso la SAFI Autotipo Spa con sede  a Perugia con  la mansione  di  vice capo carrozzeria.È coniugato con Cinzia Squarta da cui è nato il figlio Francesco. L’ambita onorificenza viene conferita dal Presidente della Repubblica del titolo di Maestri del Lavoro per i meriti acquisiti nella loro carriera lavorativa in ambito pubblico o privato ed è stata consegnata dal Prefetto di Perugia, Enrico Laudanna,  e dal capo di Gabinetto della Prefettura di Terni, Maria Cristina Di Lello, in occasione del 1° Maggio.

Sono entrati nella rosa degli insigniti anche l’assessore alle attività produttive del comune di Magione, Ivo Baldoni, ed Elena Orecchini rispettivamente direttore e vicedirettore della Cantina Terre del Carpine di Magione.

Consegnate a Perugia dal Prefetto Laudanna 24 Stelle del Lavoro

8 giugno 2012

Festa del Lavoro, nell’elegante Centro Congressi della Camera di Commercio di Perugia si è svolta la significativa cerimonia della consegna delle Stelle del Lavoro a 24 persone della nostra regione insignite dal Presidente della Repubblica del titolo di Maestri del Lavoro per i meriti acquisiti nella loro carriera lavorativa in ambito pubblico o privato. Oltre a rappresentanti delle Forze dell’Ordine , delle nostre istituzioni e della stampa locale e ad un folto pubblico erano presenti la vicepresidente della Regione Umbria Carla Casciarri,il capo di Gabinetto della Prefettura di Perugia, Dr.ssa Rita Stentella, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, quello di Assisi Ing. Cav. Claudio Ricci, il consigliere comunale di Foligno, Emiliano Belmonte e tanti altri (more…)

Suicidi. La mattanza sociale

8 Mag 2012

di Davide Caluppi – davidesh78@gmail.com

Il titolo di questo articolo è sicuramente forte, ma altri termini non ce ne sono per descrivere la realtà che domina nel nostro paese. Forse oltre al termine mattanza: strage. Sì anche questo appropriato, ma mattanza, strage non possono farci riflettere sugli episodi di suicidi che giornalmente si verificano. Piccoli imprenditori, operai esasperati che in un millesimo di lucidità, semmai rimasta in quegli attimi, decidono di togliersi la vita. Una piaga sociale che negli ultimi tempi sta prendendo sempre più, in modo allarmante, piede. Si moltiplicano le persone sinora morte per lavoro, debiti, non riuscire a pagare stipendi ai propri operai. Martiri? In un certo senso, col massimo del rispetto per queste morti tragiche, sì martiri di come i nostri rappresentanti politici tutti, da decenni hanno portato il Bel Paese allo sfascio. E questa è pura realtà. Di questa mattanza sociale qualche dato statistico da far rabbrividire: dal 2009 si registra un suicidio al giorno tra coloro che perdono il lavoro e, un suicidio tra gli imprenditori e lavoratori autonomi. Sempre nel 2009 coloro che si sono tolti la vita sono stati un vero esercito: 357 disoccupati. Nel 2010 si è arrivati addirittura a 362 suicidi, cinque in più rispetto al 2009. Numeri che devono far riflettere. Vite umane che hanno messo fine al loro calvario con l’atto più estremo: la vita. Vite umane, un esercito nascosto, silenzioso che quotidianamente non sa più a chi santo rivolgersi. Centinaia e centinaia di migliaia di famiglie ridotte sul lastrico. Oltre due famiglie italiane vive sotto la soglia della povertà. Italiani che fanno la fila agli istituti di carità per chiedere un pasto, per ritirare la busta e tirare alla giornata. 26 nostri fratelli che non ci sono più, il dato più crudo di queste parole messe insieme. Le morti di questi nostri fratelli hanno un complice in comune: la solitudine. Una triste compagna che in silenzio prende per la gola queste persone travolte in questo tragico momento che viviamo, dal fallimento dell’attività economica, dalla perdita del posto di lavoro. Al come tirare avanti, le bollette, il mutuo da pagare con il nemico bancario pronto a bussare alla porta se si è insolventi a restituire i soldi. Gli usurai complici insieme ai politici che hanno causato questo male. Dicevo di questi martiri, di questi fratelli che non ci sono più. Qualcuno di loro è stato prontamente salvato. Le cause di questi gesti sono molteplici, ognuna con una storia personale. Riporto di seguito i loro nomi con la speranza che il loro estremo gesto non sia stato vano. 2012: il 2 gennaio a Bari un 73enne si getta dal balcone di casa dopo che l’Inps ha richiesto la restituzione dal pensionato di 5 mila euro. Il 7 gennaio a Policoro, vicino Matera, un operaio edile di 58 anni tenta il suicidio temendo di non andare più in pensione a seguito della riforma Fornero. L’8 gennaio a Bari i coniugi Salvatore De Salvo di 64 anni, la moglie Antonia Azzolini di 69 anni si suicidano. A Cirò Marina, vicino Crotone, il 10 gennaio un 50enne licenziato da poco tenta il suicidio, viene salvato dai carabinieri. Il 13 febbraio a Paternò, vicino Catania, un imprenditore di 57 anni si impicca per disperazione. La sua azienda era in forte debito. Il 17 febbraio a Napoli un uomo tenta il suicidio con il gas. La polizia lo salva dopo la chiamata dei vicini. Il 21 febbraio a Trento un imprenditore strangolato dai debiti si getta sotto il treno. Viene salvato dagli agenti della Polfer. Il 25 febbraio a Sanremo, Alessandro F. di 47 anni elettricista, si spara un colpo di pistola in bocca. Da poco licenziato da un’azienda di Taggia. A Firenze, il 26 febbraio, un imprenditore di 64 anni si impicca all’interno del capannone della sua azienda. Come per altri casi problemi economici. Il 9 marzo a Ginosa Marina, vicino Taranto, Vincenzo Di Ticco proprietario di un negozio si impicca ad un albero. Il 15 marzo a Lucca una giovane infermiera di 37 anni tenta il suicidio dopo che aveva perso il lavoro. A Genova il 22 marzo, un disoccupato di 45 anni minaccia di buttarsi da un traliccio. Il 27 marzo a Trani un uomo di 49 anni si toglie la vita lanciandosi dal balcone della sua casa. Da molto tempo non riusciva a trovare lavoro. Il 28 marzo a Bologna un artigiano di 58 anni si dà fuoco davanti il parcheggio dell’Agenzia delle Entrate per debiti. Il 29 marzo a Verona un operaio edile di 27 anni marocchino si dà fuoco. Da qualche mese non percepiva lo stipendio. Il 3 aprile a Gela, Nunzia C. di 78 anni si toglie la vita lanciandosi dal quarto piano. La sua pensione era stata ridotta a 600 euro. A Milano, il 4 aprile, Giuseppe Polignino di 51 anni trasportatore si uccide dopo aver perso il lavoro e dopo essersi separato dalla moglie. Sempre il 4 aprile a Roma Mario Frasacco di 59anni imprenditore si toglie la vita dopo aver scritto una lettera alla famiglia. A Savona il 5 aprile un artigiano di 53 anni si impicca all’interno della propria abitazione. Il 9 aprile ad Asti, una giovane disoccupata di 32 anni tenta il suicidio perché non riusciva a trovare lavoro. Il 12 aprile ad Altivole, vicino Treviso, un agricoltore di 53 anni si uccide per debito. Il 13 aprile a Montecchio Maggiore, vicino Vicenza, un imprenditore tenta di uccidersi con un colpo di fucile per l’azienda in crisi. Sempre il 13 aprile a Donnalucata, vicino Ragusa, un giovane imprenditore di 28 anni si impicca per difficoltà economiche. Il 22 aprile a Bosa, un artigiano di 52 anni si toglie la vita dopo aver perso il lavoro. Il 24 aprile a Napoli Diego Peludo, imprenditore di 52 anni, si butta dall’ottavo piano della sua abitazione. Il 30 aprile G.M., imprenditore di 55 anni di Mamoiada, vicino Nuoro, si è sparato un colpo di pistola in testa. Solo, lontano da tutto e tutti ed una lettera lasciata alla famiglia che spiegava i motivi dell’estremo gesto. Dopo questo elenco, appena oltre il primo maggio: ancora esiste una festa dei lavoratori? Il primo articolo della Costituzione che dice: che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Quale lavoro? Intanto noi piangiamo questi martiri sì del lavoro, della crisi che ci strangola.

SIAMO SICURI CHE LA SOVRANITA’ APPARTENGA AL POPOLO?

2 Mag 2012

Olga Stavel

Desidero porre l’attenzione su un articolo fondamentale della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica DEMOCRATICA fondata sul LAVORO. La SOVRANITA’ appartiene al POPOLO che la esercita nei limiti della Costituzione”. Ora riflettiamo sulle parole veramente importanti di questo scritto: DEMOCRAZIA, LAVORO, SOVRANITA’ del POPOLO. In Questo articolo si esprime un concetto importantissimo che i cittadini italiani hanno perso di vista e cioè il fatto che un governo DEMOCRATICO debba essenzialmente RAPPRESENTARE un popolo. In questo caso sono i membri di un governo democratico ad essere al servizio dei cittadini e non il contrario. Nella misura in cui i cittadini sono al servizio di un governo, la democrazia si trasforma automaticamente in DITTATURA. Questa dittatura celata da una falsa democrazia si è instaurata in Italia da diversi, troppi, decenni. Gli italiani sono stati lentamente assoggettati ad un sistema di governo non democratico dove, attraverso una falsa libertà di stampa, di parola, di opinione e di mercato, si sono celate le vere manovre sovversive da parte del governo ai danni della costituzione stessa. l’Italia è  come un grande condominio e gli italiani i suoi condomini…I cittadini eleggono dei rappresentanti perché si occupino della gestione ordinaria e straordinaria dell’intero paese. E’ importante capire questo concetto: i nostri rappresentanti sono nostri dipendenti così come lo è l’amministratore di un condominio! Allo stesso modo deve essere gestita la retribuzione di questi rappresentanti: gli elettori dovrebbero stabilire una “paga” elargita attraverso un regime fiscale (come le quote di condominio) equo e trasparente; non sono i rappresentanti di un governo a dover stabilire quanto guadagnare!  Purtroppo la pigrizia e il disinteresse degli italiani nelle faccende gestionali del nostro paese hanno permesso ai rappresentanti del governo, nostri dipendenti, una presa di potere talmente forte che ha portato l’Italia ad una situazione completamente ribaltata: invece di prendersi cura dei nostri interessi i Signori del Malgoverno ci usano per soddisfare i loro affari. Noi lavoriamo per colmare i vuoti creati dai disastri economici dei decenni passati. Noi lavoriamo per permettere loro un tenore di vita insostenibile. Noi lavoriamo col pensiero fisso di far fronte ad un sistema fiscale iniquo. A noi viene chiesto di fare uno sforzo, di collaborare, di “stringere la cinta”. Ci siamo abituati lentamente a considerare i nostri rappresentanti come sovrani assoluti sulle nostre entrate economiche e addirittura sulle nostre vite! Grazie al retaggio storico di vecchi schemi mentali che, volente o nolente, ci porta a considerare il governo come sovrano assoluto. Nelle nostre menti sono ancora vivi i Borboni, i Savoia, il Papato…ancora dopo 150 anni di Repubblica Democratica. Abbiamo creduto di essere liberi di esprimere le nostre idee creando i partiti politici, ma questo ci ha divisi; abbiamo creduto di essere civili inventato i sindacati per sostenere e difendere la classe dei lavoratori, ma questo ci ha divisi; abbiamo spartito l’Italia tra Sud e Nord…e questo ci ha ulteriormente divisi. In tutti questi decenni ci siamo legati le mani da soli complicandoci la vita; complicando la gestione del paese in nome di una democrazia fittizia. Abbiamo accettato, senza ribellarci, lo sviluppo di una burocrazia talmente ingarbugliata che ha creato quello stato di confusione necessaria ad offuscare le manovre sovversive e anticostituzionali del nostro governo. E’ arrivato il momento di riprendere la situazione in mano avvalendoci dei nostri diritti costituzionali.

La vera rivoluzione di questo millennio è nel pensiero. La consapevolezza allontana le paure, le angosce, il senso di precarietà. Dire “NO” è un nostro diritto e ogni forma di ritorsione deve essere considerata antidemocratica.

E’ questo il concetto che tutti gli abitanti di una Repubblica Democratica dovrebbero capire: non sono i cittadini a temere un governo, ma è il governo a dover temere i cittadini! Se noi non siamo d’accordo con le decisioni del governo in carica abbiamo il diritto, il dovere e la facoltà di destituirlo.

 

 

L’economia umbra tra l’incuria delle istituzioni e i rischi dell’illegalità

6 aprile 2012

di Darko Strelnikov

Più che proposte sembrano depliant delle offerte speciali. 2+2, 1+1 diviso due, 3+1. La riforma sanitaria umbra va avanti così, a numeri che nascondono esigenze conservative di carattere territoriale. Una sola Asl e Una sola Azienda, che sarebbe l’ipotesi più auspicabile, viene da Perugia, il due asl più due aziende da Terni e il tre Asl più un’azienda da Foligno. Non c’è bisogno di spiegare niente, la matematica parla da sola. Ma mentre nel Palazzo si gioca al totosanità, in maniera trasversale, là fuori infuria la crisi. I dati sono pessimi per non dire catastrofici, il declino è evidente. Eppure le istituzioni, al di là dei soliti documenti che non portano niente in tavola, non hanno mai dato l’impressione di voler giungere a soluzioni unitarie, per provare a dare qualche risposta convincente. Non solo; si continua a favorire, come abbiamo fatto notare più volte, megainiziative edilizie e commerciali senza valutare quale impatto potrebbero avere sull’economia reale. L’Assessore all’urbanistica del Comune di Perugia Valeria Cardinali ci informa puntualmente, quando parla dell’insediamento di Ikea e di Decathlon , delle decine di posti di lavoro che porteranno. Ma non si cura di verificare quante persone mandano a spasso queste nuove iniziative. Le darò una mano. In Umbria nel 2011 c’è stato un saldo negativo tra imprese commerciali nate e quelle morte di 887 unità. Sono rimasti a casa circa 1000 lavoratori, senza considerare la sorte dei titolari. E non si tratta solo di piccoli negozi, ma anche di grandi catene commerciali. Del resto il balzo dell’88% della cassa integrazione in un solo mese, vorrà pur dire qualcosa. E questa moria favorisce un fenomeno che ormai è visibile anche al viandante di strada. Negozi che chiudono e riaprono in continuazione, alimentando sospetti di operazioni che potrebbero anche aver a che fare con la malavita organizzata. I posti “chiacchierati” dal popolino, che nella sola Perugia ammontano a qualche decina, sono in continuo aumento e investono ormai la maggioranza dei quartieri. E la situazione non può che peggiorare. La diminuzione sensibile del potere di acquisto di stipendi e pensioni porta all’inevitabile contrazione dei consumi (il 5% il dato ufficiale, il 10% quello percepito) e quindi a nuove difficoltà per il settore del commercio. L’impoverimento è destinato ad aumentare. Stavolta, a differenza degli anni 80, non ci sarà la mano del pubblico a salvare la baracca. Gli ammortizzatori sociali finiranno presto, il pubblico impiego, la mucca dell’Umbria, e gli investimenti degli enti continueranno ad avere inevitabili e pesanti contrazioni, il nuovo lavoro è poco più di un auspicio. Che senso ha quindi mettere in programma l’apertura di un grande centro commerciale al mese? Stesso discorso per l’edilizia. Si continua a costruire dappertutto. Ma per chi? E soprattutto a quale scopo visto che l’invenduto continua pericolosamente ad accatastarsi, raggiungendo cifre percentuali notevoli. E, sembra, che sia in crisi, nonostante al diminuzione dei prezzi, anche il mercato degli affitti. Insomma se non c’è fame di case, perché moltiplicare i palazzi? E anche qui il sospetto, suffragato purtroppo anche da qualche indagine, che la malavita abbia un qualche ruolo, non pare essere frutto di uan visione puramente fantascientifica. Anzi i più maligni sostengono che, dal terremoto in giù, la pratica del riciclo sostenga una fetta, nemmeno tanto marginale, dell’economia di questa regione. Ma al di là di questi allarmi, la cui autenticità è tutta da provare, la verità è che si va ancora per megacostruzioni e che un progetto generale di recupero edilizio, soprattutto dei grandi centri storici, non ha preso ancora piede. Oltre che evitare il consumo di territorio, il recupero ha costi inferiori delle nuove ostruzioni e invoglia di più ad investire i risparmi delle famiglie sul miglioramento delle loro abitazioni. Del resto lo spopolamento dell’acropoli di Perugia è avvenuto anche per la mancanza dal dopoguerra in poi di programmi di questo tipo. La fatiscenza delle vecchie abitazioni determinò la fuga verso i quartieri popolari. Ho citato questi due esempi per dire che la politica, di fronte ad una situazione che va sempre più peggiorando, non è stata in grado di produrre innovazione, di costruire riforme condivise che recuperino risorse necessarie ad investire nel territorio. Si continua ad esercitare la più pericolosa delle pratica in tempo di difficoltà, quella del vivere alla giornata. Da questo mese gli effetti dei provvedimenti governativi cominceranno a farsi sentire. Tra Irpef, Imu, Tia e compagnia bella andrà in onda una stangata che peserà per qualche migliaio di euro a famiglia. In cambio i cittadini avranno meno servizi e nessun beneficio. Alla lunga, se la politica non è in grado di produrre una svolta, la sfiducia negli amministratori locali aumenterà e potrebbe anche sfociare in aperta contestazione. Ed è questa la minaccia che pesa sopra i secondi mandati. Possibile che gli attuali amministratori umbri non capiscano che occorre trovare, e dire alla svelta, un’alternativa al pericolosissimo status quo di oggi. E questo è compito della politica. Quelli che governano ora, continuando a vivacchiare, rischiano di finire sotto un cumulo di macerie. A meno che non imbocchino decisamente la strada della discontinuità con il passato. Ma scaricare, in un baleno, un intricato sistema di potere e di relazioni sociali, consolidatosi in un ventennio, pretende che in campo ci siano dei capitani coraggiosi. E quella è merce che, per adesso, non si trova nel mercato della politica umbra; kipling si rassegni.

strelnikov.d@libero.it

Niente Stato e poco Mercato, alla faccia nostra

15 marzo 2012

di Ciuenlai

La “controriforma” del mercato del lavoro, non sancisce solo la fine dell’art.18, ma certifica la chiusura del cerchio e del progetto degli impiegati Goldman Sachs, meglio noti come Governo tecnico. E la chiusura del cerchio è la fine dell’intervento dello stato per migliorare la condizione di chi lavora. Facciamo un piccolo riassunto :

1) Pensioni – Si passa al contributivo. Cioè si avrà un assegno sulla base di quello che si è versato, Non c’è bisogno dell’Inps, può farlo qualsiasi assicurazione privata;

2) Sanità – Aumentano a dismisura ticket e intramoenia, si allungano i tempi di risposta del servizio pubblico. Se si vogliono cure adeguate e tempestive bisogna rivolgersi al privato. Ogni riferimento alle assicurazione di stampo americano è puramente casuale;

3) Trasporti – Fondi per le frecce rosse, dismissioni e “carri merci” per i pendolari. Servizi di Tpl sempre più scarsi nelle città con costi parificati ai ricavi. Il passaggio a gestori privati è solo questione di tempo;

4) Lavoro – Sussidi brevi e bassi, in gran parte pagati da aziende e lavoratori. Il lavoro diventa solo merce;

5) Fisco – Spostamento del peso sulla tassazione indiretta , quella che pagano tutti nella stessa misura, quella che fa salire i prezzi il cui aumento è superiore agli incrementi delle buste paga. Questo del fisco è il primo passo per eliminare le “trattenute” dalla busta paga. Ciò vuol dire niente Inps, niente servizio sanitario nazionale ecc. Chi vuole può investire una parte del suo stipendio in assicurazioni private per pensione e protezione sociale, che, per chi ha retribuzioni basse (cioè la maggioranza) saranno adeguate “alle prestazioni minime”. Non sarà uno scandalo sentirsi dire, come a John Q, “questo trapianto non possiamo farglielo la sua assicurazione non lo prevede”. In cambio il “liberismo” dovrebbe promettere più mercato. Una volta, adesso del mercato reale non gliene frega più un tubo. Guardate il decreto sulle finte liberalizzazioni, che ha lasciato il mondo com’era.

I Goldmen Sachs si interessano solo di risanamenti finanziari. E su quello sono già a buon punto. Guardate come festeggiano le borse e i famosi Mercati. Festeggiano alla faccia nostra!!!

P.S. – SPIEGATEMI PERCHE’ BERSANI E LA CGIL UN GIORNO MINACCIANO SFRACELLI E QUELLO DOPO, PUR NON ESSENDO CAMBIATO NIENTE, SI METTONO A 90 GRADI SENZA FARE DOMANDE?

CONFARTIGIANATO IMPRESE PERUGIA SU RIFORMA MERCATO DEL LAVORO

9 marzo 2012

Stelvio Gauzzi

“La riforma del mercato del lavoro è una partita da giocare a carte scoperte. Vogliamo chiarezza e trasparenza sui numeri e sulle risorse a disposizione dei diversi settori”. Un messaggio forte e chiaro, quello lanciato dalla Confartigianato e dalle altre associazioni dell’artigianato e del Commercio aderenti a Rete imprese Italia, che hanno presentato alcune proposte concrete per rivedere le norme del mercato del lavoro, che sono oggetto della trattativa in corso con il ministro del Lavoro. “La riforma dell’attuale sistema degli ammortizzatori sociali – ha spiegato Stelvio Gauzzi, segretario di Confartigianato Imprese Perugia – deve necessariamente muovere da un quadro chiaro della situazione esistente, sia rispetto alle risorse, sia rispetto alle quantità e modalità di utilizzo nei diversi settori. Non si può prescindere da un’analisi dettagliata sull’uso degli strumenti vigenti nei diversi comparti economici e dei corrispondenti rapporti tra entrate/uscite, comprese tutte le voci contributive che finanziano le prestazioni temporanee, da cui emerge una riduzione delle tariffe Inail delle gestioni terziario e artigianato in forte avanzo da molti anni. Dal 2002 al 2011 (a livello nazionale) l’avanzo della gestione industriale, che nell’ultimo biennio è andata in deficit, è stato pari a 500 milioni di euro, mentre il terziario ha fatto registrare un avanzo di 9.378 milioni di euro e l’artigianato di10.333 milioni di euro”. “Dalla serie storica dei risultati di bilancio del comparto ‘prestazioni temporanee’ dell’Inps si registra, poi – ha aggiunto Gauzzi -, un avanzo strutturale tra contribuzioni versate e prestazioni effettivamente erogate. I più recenti dati confermano un forte sbilanciamento tra settori economici e la conseguente necessità di un uso ottimale delle risorse che può derivare da una razionalizzazione dei modelli e della spesa. Osservando l’andamento della Cassa integrazione guadagni per tipo di intervento e ramo, nel periodo 2005-2011 la quota di utilizzo dei settori commercio e artigianato è stata pari al 14,8 per cento, nonostante il periodo di crisi eccezionale, mentre nell’industria il 75,3 per cento. La Cassa integrazione guadagni in deroga è utilizzata, non solo dalle pmi, ma nel periodo 2005-2011, anche dall’industria per circa il 39 per cento del totale. Facendo una sintesi elaborata sui dati Inps, rispetto al complesso di tutti gli ammortizzatori sociali nel periodo 2008-2010, si registra un disavanzo complessivo pari a 27,3 miliardi di euro, composto per un terzo da importi finanziari su misure di cui non beneficiano i nostri settori, per la restante quota, i settori del terziario e dell’artigianato pesano meno del 50 per cento del disavanzo”. “Quindi ipotizzare un modello teorico completamente avulso da risorse e dati concreti – ha concluso Gauzzi – non è corretto. Uno strumento unico di ‘Cassa’ per tutti i settori non risponde alle esigenze dei diversi comparti economici, anzi può rivelarsi inutile ed addirittura dannoso. Proprio le peculiari esigenze dei settori hanno realizzato alcune positive esperienze per il sostegno al reddito dei lavoratori durante i periodi di crisi aziendale con sospensione dell’attività produttiva. Ad esempio i lavoratori del comparto dell’artigianato hanno avuto accesso a strumenti di natura contrattuale gestiti dalla bilateralità, in assenza di ammortizzatori sociali ordinari, sulla base di un sistema che ha oltre 40 anni di storia”.

Diocesi di Foligno, Convegno per parlare di giovani e lavoro

6 marzo 2012

L’occupazione dei giovani tra 18 e 29 anni continua a calare. Il tasso di disoccupazione giovanile ormai si colloca sopra quota 31%, è quanto emerge dai dati provvisori dell’Istat relativi a gennaio 2012, appena sotto il record raggiunto a novembre 2011 (31,2%). Si prende atto come, oggi, il mondo del lavoro sia caratterizzato da una sempre maggiore flessibilità e precarietà. Inoltre, l’ insicurezza e le difficoltà, ognora crescenti, non permettono di guardare con speranza al proprio futuro. Per questa ragione l’Ufficio pastorale per i problemi sociali ed il lavoro della Diocesi di Foligno propone per giovedì 15 marzo 2012 alle ore 17, presso la sala conferenze dell’Azienda Luigi Metelli a Sant’Eraclio di Foligno, il secondo convegno diocesano sul tema “Giovani e Lavoro”. La relazione guida del seminario sarà tenuta dal prof. Stefano ZAMAGNI, docente di economia politica presso l’Università degli studi di Bologna e presidente dell’Agenzia per il terzo settore, un ente governativo con funzioni di vigilanza e controllo, promozione, consulenza a Governo e Parlamento in materia di associazioni No profit. Consultore per il Pontificio consiglio della giustizia e della pace, Zamagni è stato uno dei principali collaboratori di papa Benedetto XVI nella stesura dell’enciclica “Caritas in veritate”. Porteranno i loro contributi al seminario di studio mons. Angelo CASILE, direttore ufficio nazionale CEI per i problemi sociali ed il lavoro, la prof. ssa Cecilia CRISTOFORI, docente di sociologia generale presso l’Università degli studi di Perugia e mons. Gualtiero SIGISMONDI, vescovo della Diocesi di Foligno. Modera l’incontro il dott. Enrico PRESILLA, direttore della Gazzetta di Foligno.

L’INTERNAZIONALE : FUTURA UMANITÀ

2 marzo 2012

di Ciuenlai

Secondo Hobsbawm sarà “la distribuzione sociale e non la crescita che dominerà la politica di questo millennio”. Se ciò è vero dobbiamo concludere che mentre le classi dominanti stanno portando a termine il loro lavoro, i (presunti) rappresentanti degli altri ceti sociali brancolano nel buio e subiscono questa offensiva, perché non hanno saputo creare gli strumenti per contrastarla. E’ una storia che è stata già raccontata una infinità di volte : a fare la lotta di classe sono solo i padroni, gli altri la subiscono. Si tratta di un’ offensiva iniziata trent’anni fa. Chi detiene le leve del potere sapeva bene che le risorse non sono infinite e che la maniera per conservare i propri privilegi era soltanto una : ridisegnare l’ordine sociale diminuendo i redditi e, soprattutto, azzerando le “costose” protezioni sociali delle classi lavoratrici. Favoriti dalla fine dell’Urss, hanno iniziato un martellamento che, sulla base delle teorie liberiste, ha ormai dato una configurazione, quasi definitiva, al disegno iniziale. E non è un caso che l’ultimo anello di questo disegno sia stata l’Europa, dove il welfare state aveva raggiunto le vette più alte. Insomma la redistribuzione del reddito sta prendendo forma, ma nel senso inverso di quello comunemente auspicato e cioè dal basso verso l’alto della scala sociale. Mario Monti non è altro che uno degli esecutori di questa strategia di medio – lungo termine. Sotto i benestanti c’è un mondo alla “Blade Runner”, una società multirazziale, modernissima e decadente, perfettamente controllata e dominata dall’insicurezza, dalla paura, dall’egoismo e dall’individualismo. Una società che, riduce gli stati ad agenzie di gestione delle direttive emesse da una ristretta minoranza legata alle organizzazioni della finanza internazionale e i cittadini a recitare il ruolo dei “replicanti” in nome della coesione sociale. Per cambiare rotta bisogna invertire i poli della clessidra della redistribuzione. I timidi passi dell’accordo tra Bersani, Hollande e la Spd devono essere rafforzati e allargati. L’Unione Europea della sinistra, deve produrre un disegno alternativo di società, portare ad una politica sindacale unitaria su base continentale e planetaria, creare strutture e luoghi dove i movimenti possano confrontarsi e dialogare con il resto dell’arcipelago progressista. Insomma bisogna riscoprire la più grande invenzione della sinistra dei secoli scorsi :l’Internazionalismo e insieme a questo, il valore fondante delle società : il lavoro.

PERUGIA: TAVOLA ROTONDA “DONNA E DIRITTO AL LAVORO”

28 febbraio 2012

C.R.A.L. PERUGINA VIA MIGLIORATI – S. ANDREA DELLE FRATTE

giovedì 8 marzo ore 18.30

In occasione dell’8 marzo l’Associazione Ossigeno organizza alle ore 18:30 presso il C.R.A.L. della Perugina una tavola rotonda sul tema del rapporto tra donne e lavoro: in Italia rimane difficile essere donna in tema di ricerca e mantenimento di una occupazione. Dalla vergogna delle dimissioni in bianco, alla questione del precariato e del salario, fino alla tutela della maternità saranno trattati tutti gli argomenti che oggi più che mai preoccupano e rendono difficile l’esercizio del diritto al lavoro da parte delle donne, ci auguriamo la partecipazione di più persone possibile che possano contribuire ad una discussione propositiva e costruttiva.

Il 30% delle madri interrompe il lavoro per motivi familiari, le donne percepiscono salari decisamente più bassi rispetto agli uomini, il precariato e l’alto tasso di disoccupazione giovanile colpiscono in particolar modo le donne, la vergognosa pratica delle dimissioni in bianco viene utilizzata soprattutto contro le donne e il loro desiderio di maternità… se preferire un posto fisso significa essere monotone invitiamo tutte le donne che amano la monotonia a partecipare alla tavola rotonda.

INTERVERRANNO : CINZIA ABRAMO – FLC Cgil Università di Perugia,  GIUSEPPINA CONSOLI- lavoratrice precaria, VJOLA LUARASI- lavoratrice precaria, MARISA NICCHI – relatrice e prima firmataria della l. 188/2007, PAOLA PASINATO- Donnexledonne, LORENA PESARESI – Assessore alle pari opportunità Comune di Perugia

COORDINA: ELENA BISTOCCHI – Associazione Ossigeno

Provincia di Perugia. Formazione – Presentati 7 percorsi integrati per l’inserimento lavorativo di oltre 100 disoccupati

8 febbraio 2012

Aviano Rossi (IDV) “Corsi altamente specializzanti per rispondere alle esigenze delle imprese”

Entra nel vivo il nuovo piano del lavoro e della formazione professionale della Provincia di Perugia: a pochi mesi dalla presentazione di “Provincia Life”, con la formazione di nuove professionalità arrivano le prime risposte concrete alle esigenze delle imprese e del sistema produttivo locale. A presentare questa mattina in occasione di una conferenza stampa svoltasi presso la Sala Pagliacci i sette percorsi formativi appena finanziati dalla Provincia di Perugia attraverso il Fondo Sociale Europeo, erano presenti il vice presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi con delega alle politiche del lavoro e servizi alle imprese, formazione professionale ed il dirigente provinciale del servizio politiche attive del lavoro, formazione e istruzione Michele Fiscella. I lavori, coordinati dal direttore dell’Area lavoro formazione scuola e politiche comunitarie e culturali Adriano Bei, hanno visto anche la partecipazione delle agenzie formative impegnate nell’attuazione dei progetti, che hanno illustrato obiettivi, percorsi formativi e i destinatari dei relativi bandi. “Con questo primo intervento si concretizzano le linee di indirizzo assunte nell’intenzione di fornire risposte concrete alle imprese formando le professionalità a loro necessarie – ha affermato il vice presidente Rossi – in questi sette progetti sono contenuti tutte i componenti necessarie al rilancio dell’economia locale come la formazione di manodopera specializzata, l’artigianato ed il marketing. Si tratta di corsi altamente professionalizzanti e, come tali, di elevata efficacia nella possibilità di inserimento lavorativo – ha continuato – l’obiettivo non è tuttavia quello di non fermarci a tale risultato, ma di pensare anche a formare figure in grado di intraprendere un’attività produttiva imprenditoriale”.

Rossi ha inoltre evidenziato “l’elevato standard qualitativo dei percorsi per i quali saranno selezionate le migliori attitudini al fine di alimentare un’attenzione verso la formazione professionale nel suo complesso, unica strada ad oggi efficace per contrastare la grave situazione di disoccupazione”. Nel dettaglio, come spiegato da Fiscella, questo primo intervento che riguardava percorsi anche pluriennali di formazione professionalizzante e stage con indennità oraria destinati a disoccupati con età superiore a 18 anni e iscritti ai Centri per l’Impiego di Perugia, rientra nell’ambito dell’Avviso pubblico per la realizzazione di percorsi formativi integrati per l’inserimento lavorativo – Anno 2011 – Por Umbria FSE 2007-2013 obiettivo “Competitività regionale e occupazione” – Asse II Occupabilità”. Le proposte progettuale pervenute sono state 26 e, come da Avviso, ne sono state finanziate sette, i profili e le relative agenzie formative sono: Addetto alla cucina (Università dei Sapori s.c.a.r.l.), Addetto all’amministrazione e all’organizzazione (ATS – Ecipa Umbria – Associazione Centro Studi città di Foligno), Addetto marketing e comunicazione (Innovazione Terziario s.c.a.r.l.), Manutentore di macchine e impianti industriali (Associazione Cnos Fap Regione Umbria), Operatrice di maglieria (SFCU- Servizi formativi Confindustria Umbria Soc. Cons. a.r.l.), Maestro liutaio-archettaio (Gubbio Cultura e Multiservizi s.r.l.), Qualificazione acconciatore (Futuro Consorzio Formazione Artigianato e Piccola Impresa). Entro trenta giorni nel portale della Provincia di Perugia saranno disponibili tutti gli Avvisi relativi ai vari percorsi formativi.

 

 

CASCIA E LA CRISI ECONOMICA: I GIOVANI NON CI STANNO A VIVERE COSI’

24 gennaio 2012

“Homo faber fortunae suae” disse Appio Claudio Cieco, oggi non possiamo dire lo stesso,nella nostra idilliaca Italia l’ uomo non è artefice del suo destino. L’Italia è un paese dominato da vecchi che hanno schiacciato i giovani che, con il susseguirsi degli anni hannoavuto  ipnotizzate le menti. I settantenni non lasciano il potere, il lavoro è blindato,  o si è raccomandati o si fa il mestieri dei genitori o non si fa nulla. Vorremmo fare gli americani trascurando che siamo “Made in Italy”, con la differenza che se ti laurei in America non finisci al fast food, qui i laureati o vanno via o lavorano nei call center. L’italiano non si è mai vendicato è sempre stato schiavo dello stato ammaestrato col campionato di calcio. Non sappiamo più cosa sia vero e cosa non lo sia, la cosa che spaventa di più  è l’ essere impotenti davanti ad una situazione ben radicata e fossilizzata.

L’unica cosa certa è che non possiamo cambiare le cose di fronte a tanta grandezza, ma di sicuro potremmo iniziare a fare qualcosa per la nostra piccola comunità, iniziando con il proporre idee per nuove opportunità  di posti di lavoro e  creare  punti di socializzazione,  di confronto di idee e svago. Vorremmo  riuscire a far risorgere la nostra piccola realtà dimenticata,  Cascia e il suo stupendo territorio, e possibilmente impedire ai giovani di fuggire da Cascia perchè non offre possibilità di scelta, non offre lavoro, non offre nuove scelte di vita adeguate alle nostre aspettative.

Vogliamo solo sentirci partecipi di una reatà che in fondo è anche la nostra.

Comitato  Civico Young

Cascia, il neo comitato Civico: pretendiamo diritti e un futuro migliore

13 gennaio 2012

Il neonato COMITATO CIVICO di Cascia, dopo l’incontro con il vicepresidente della provincia di Perugia, ha deciso di invitare TUTTE, (ma proprio TUTTE) le forze politiche dell’Umbria a dialogare per il bene del territorio. “E’ auspicabile l’avvio di una stagione in cui l’intero territorio del Comune di Cascia sia posto sotto una grande lente d’ingrandimento, per verificare l’ effettiva esistenza di piani di sviluppo sostenibili, che sappiano coniugare crescita e soddisfacimento delle richieste di tutti i cittadini utenti. Chiediamo una immediata convocazione, per valutare gli effetti della crisi sull’economia del territorio e quali saranno gli innumerevoli ritorni negativi sul sociale, sul lavoro e sullo sviluppo della nostra terra.” Il COMITATO CIVICO invita tutte le forze politiche provinciali e regionali ad un tavolo che deve essere convocato con immediatezza, per valutare congiuntamente le azioni da intraprendere per lo sviluppo della nostra Cascia. “Dobbiamo superare logiche meramente partitiche, che fino ad ora non hanno portato a niente! DIALOGO, DIALOGO, DIALOGO! tutti compatti per difendere ed acquisire i nostri diritti! pretendiamo un futuro! Non ci possiamo nutrire di nostalgia! Ci auspichiamo per il bene della nostra terra, che questo invito venga accolto da tutti ( e che non venga inghiottito da logiche di partito), e non fatto sparire nei meandri dell’indifferenza!”

Il COMITATO CIVICO

 

Libri: “TORNARE A CASA DAL LAVORO” presentato a Massa Martana

4 gennaio 2012

Nell’ambito della terza rassegna di editoria umbra LIBRI MARTANI – in corso a Massa Martana fino al prossimo 8 gennaio – verrà presentata un’edizione aggiornata del libro-testimonianza “TORNARE A CASA DAL LAVORO” sul tragico incidente in cui persero la vita mentre erano impegnati in delle opere di manutenzione della Umbria Olii di Campello sul Clitunno dove, nel novembre 2006, i il massetano Tullio Mottini ed altri tre lavoratori, Giuseppe Coletti, Maurizio Manili e Vladimir Thode. Il libro, che esce ora dopo la recente condanna dell’amministratore della società umbra per omicidio colposo plurimo, raccoglie un’ampia rassegna di immagini e di stralci da articoli editi sia sulla stampa locale che su quella nazionale; la sua pubblicazione, che si fregia dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata promossa a cinque anni dai fatti dal sindaco di Campello, Paolo Pacifici, nell’ambito di una forte campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla sicurezza dei lavoratori e la tutela del lavoro.

All’appuntamento, previsto per giovedì 5 gennaio alle ore 18 e 30 presso il Centro Espositivo della Chiesa Nuova, interverrà Fausto Bertinotti ex-presidente della Camera dei Deputati (ed estensore della prefazione al volume) ed i sindaci di Campello sul Clitunno e Massa Martana. La presentazione del libro sarà coordinata da Emidio De Albentiis.

 

Il nuovo governo della fallimentare repubblica italiana vara un nuovo dicastero: il ministero alla Coesione sociale.

18 novembre 2011

Gustavo Gesualdo

La evidente volontà di premier e capo dello stato si indirizza inequivocabilmente al salvataggio della unità nazionale così come è, senza alcun senso critico e sentiero razionale, salvando tutti e tutto: mafiosi, amici di merende dei mafiosi, grandi evasori fiscali, pluriomicidi, stupratori ed assassini alcoolizzati stradali extracomunitari, corrotti e corruttori, parassiti e fannulloni di ogni genere e razza. I due “grandi statisti” non si avvedono della evidente incongruenza e del fatto che, molto più che evidentemente, la necessità di munire l’azione del potere esecutivo di un dicastero della Coesione sociale, comprova esso stesso che non esiste una coesione sociale, come non esiste una unità nazionale ed una cointeressenza popolare. Un errore di quelli con il botto, una svista allucinante che denuncia con quali pregiudizi ideologici (altro che tecnocratici) si vuole impostare un governo che salvi tutto e tutti, comunque, senza nessuna selezione, in assenza di un qualunque criterio intellettivo. Il capo dello stato aveva già dismesso i suoi panni di soggetto istituzionale super partes nel suo ultimo viaggio a napoli, la sua città natale, nella quale ha pubblicamente dichiarato il suo campanilismo napoletano e meridionale, a tutto danno e nocumento del resto del paese, aggiungerebbe un attento osservatore. Napoli, è la città sulla quale grava gran parte della responsabilità nella perdita verticale di fiducia e del pregiudizio internazionale sulla Italia intera, nella sua ostinata continuata ed aggravata difesa e non persecuzione della illegalità e nella sua incapacità di gestire la continua emergenza (ormai emergenza nazionale da qualche anno) della Monnezza napoletana, emergenza che è stranamente scomparsa dai disonori della cronaca, sia pure non sia scomparsa la sua monnezza: dove è finita e/o dove finirà la monnezza napoletana è divenuto un segreto di stato gelosamente custodito. Altro che KGB, altro che Putin. Quel che è certo e comprovato è che sia Napolitano che Monti agiscono all’unisono nel rimuovere ogni oggettiva responsabilità napoletana, campana, calabrese, siciliana e, generalmente meridionale (questione assolutamente irrisolta) dalle pur evidenti responsabilità sulla escalation violenta con cui i mercati ed i paesi esteri hanno preso d’assalto l’intero paese. Il sospetto che si voglia salvare in toto un paese così chiaramente non coeso e non unito da aver addirittura bisogno di un ministero della coesione sociale, sale vertiginosamente nella lettura attenta della stampa allineata al potere del nuovo MinCulPop, versione tecnocratico-burocratico-comunista, nella convinzione assoluta che, il voler imporre al paese una coesione che non esiste nei fatti, urti irrimediabilmente contro un paese reale frammentato ed oramai spezzato in almeno tre tronconi geografici e territoriali. Ecco che una visione ideologica, una ideologia dell’unitarismo reale (leggi socialismo reale delle repubbliche sovietiche unite con la forza di una dittatura tecnocratico-burocratico-comunista) si avvale della forza del potere esecutivo per imporre al paese una volontà pregiudizievole ed ideologica, da applicare con tutta la forza pubblica del governo nazionale al paese reale, piaccia o non piaccia, sia condivisa o meno, sia questa volontà possibile, o paradossalmente assurda.. Se non è un atto di violenza questo, allora io non so cosa sia la violenza. Se non è un atto arbitrario questo, allora io non so cosa sia uno stato liberale di diritto. Se non è una palese ammissione di disunità del paese questa, allora io non cosa significhi il detto popolare “simili con i simili”. A questo governo che piace così tanto alle autorità europee vorrei ricordare come i trattati europei difendano in modo netto e determinato il valore del diritto della autodeterminazione dei popoli. A questo Capo dello stato europeista vorrei ricordare che l’adesione dell’Italia alla Unione Europea sottopone la stessa costituzione italiana ad ordinamenti e livelli di giudizio superiori a quello nazionale, difesa e tutela superiore dei diritti che è stata inoltre recepita dalla stessa Italia. Insomma, non si può far finta di non vedere e non sentire che l’agire dell’esecutivo all’unisono con la massima carica istituzionale italiana “fanno finta” di non sapere e di non capire in relazione al diritto di autodeterminazione dei popoli e di tutela e di difesa delle eventuali minoranze secessioniste italiane richiamata e ammonita in trattati e convenzioni che recano la firma italiana. Questa limitazione dei diritti fondamentali dell’uomo e delle comunità umane è inaccettabile, è irricevibile. L’ostinazione con la quale si profonde un enorme impegno nel tacitare le disuguaglianze e le impossibili coesistenze italiane e nel voler imporre a mezzo ministero esecutivo una “coesione sociale” lascia amareggiati e rammaricati, profondamente ed ingiustamente feriti nella più profonda libertà dell’uomo e della donna e di ogni popolo: quella di autodeterminarsi e decidere in piena libertà di scelta con chi coesistere e con chi no. Il violento impatto che una coesione imposta coercitivamente ed esecutivamente potrà avere su di un paese reale già molto distante da uno stato di diritto così povero di giudizio giuridico equilibrato e non di parte ed ideologico supera ogni previsione. In effetti, il voler arbitrariamente salvare comunque e per forza chi è camorrista da chi non lo è, chi è mafioso da chi non lo è, potrebbe avvitare definitivamente il paese reale in un pericoloso vortice che allontani ancor più il paese reale dallo stato di diritto, il paese produttivo di ricchezza dal paese che produce ed esporta illegalità, il paese del made in Italy dal paese che distrugge l’immagine del made in Italy. Oggi, il potere pubblico italiano ha fatto una scelta ben determinata e precisa, scelta fatta ignorando un reale grido di allarme sulla non unità di un paese che si vuole imporre coeso. La politica del potere che redistribuisce una ricchezza che non produce, impicca l’economia che produce la ricchezza che altri pretendono di redistribuire arbitrariamente, in un momento di spaventosa crisi interna ed internazionale può creare certamente il presupposto per un fall out totale del sistema economico, stanco di trascinarsi dietro pesi importanti di popolazioni improduttive e parassitarie, di popolazioni fortemente propense alla illegalità ed al degrado. Non si può chiudere la questione meridionale in questo modo, senza discernere, senza selezionare, senza razionalizzare. Si conferma così una evidente volontà politica ed istituzionale del potere pubblico che impone messaggi ripetitivi ed arbitrari da MinCulPop: tutti mafiosi, nessuno mafioso; tutti corrotti, nessuno corrotto; tutti nella monnezza, nessuno nella monnezza. No, non è così che si risolvono le questioni importanti e storicamente radicate di un paese che è sempre stato definito come quello “delle due italie”. Ora, la nuova dittatura tecno-burocratica che non è stata eletta direttamente dal popolo sovrano impone il suo diktat:  questo è un governo di salvezza nazionale nel senso che, noi, potere pubblico ed istituzionale, sacrificheremo una parte dle paese (il nord) per salvare un’altra parte del paese (il sud). E questo atto di imperio, è inaccettabile, irricevibile, ingiustificabile. L’economia non è una scienza e nemmeno solo una parola: l’economia è quella cosa che consente a tutti di mettere un piatto a tavola ogni giorno. L’economia, come la finanza, non accetta imposizioni, non accetta regole anti-economiche, non può consentire il sacrificio del motore economico di una nazione per salvare chi non produce ricchezza sufficiente per il proprio sostentamento, obbligandosi ad elemosinarne in mani altrui. Non vi è alcuna dignità in tutto questo. Non vi è alcuna regola economica in tutto questo. Non vi è alcuna ragione umana in tutto questo. Non si può risolvere la questione meridionale in questo modo, come non si può mettere a rischio il futuro ed il presente di un intero paese per salvare con la forza chi, non solo non contribuisce in modo importante e nemmeno sufficiente allo sviluppo economico complessivo, ma pesa invece gravemente come un parassita su di esso. Non si può sacrificare lo sviluppo economico complessivo in una coesione forzata fra chi produce ricchezza e chi la brucia senza rispetto alcuno, bruciando contemporaneamente anche l’immagine stessa di chi produce quella ricchezza, mettendolo in gravi difficoltà, contraffacendo quella ricchezza, derubando quella ricchezza, gravando su quella ricchezza. Ma quella ricchezza e quella economia sta prendendo il largo da un simile modo di intendere la coesione sociale e la comunità nazionale. Le imprese fuggono precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto. I capitali fuggono precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto. Chiunque sia dotato di intelletto, fugge precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto. E se si è arrivati oggi alla imposizione di un ministero della coesione sociale, a cosa arriveremo domani? Al mobbing ed alla intolleranza del potere pubblico, o peggio, alla persecuzione morale e materiale di ogni libertà fondamentale? Verrà perseguitato ed incarcerato chiunque dovesse scendere in piazza al grido di libertà? Quale avallo popolare sorregge tale coesione? Non so se per fall out economico-finanziario o per fallimento politico-burocratico, ma è forte la sensazione che questa distanza fra stato di diritto (inteso soprattutto come casta tecno-burocratica e come casta politica) ed il paese reale aumenterà considerevolmente, invece di diminuire, sino alla dimensione del distacco. In quel giorno, eserciti di tecnocrati, burocrati e politici capiranno l’importanza ed il valore della economia che produce ricchezza, del lavoro che produce ricchezza. E dovranno cercarsi un lavoro, uno vero, per sbarcare il lunario, maledicendo quel giorno in cui decisero di sottomettere arbitrariamente gli interessi di quella parte del paese che producevano ricchezza, ad un sultanato dello sbafo pubblico, ad una dittatura dello spreco pubblico. Ad ognuno le proprie responsabilità, compresi quei politici che le ragioni riportate in queste righe proclamano a parole, ma non difendono nei fatti. Poiché è stato varcato il confine della democrazia rappresentativa. Poiché è stato superato il limite della tolleranza economica. E non vi è alcuna giustizia in tutto questo. E men che meno, una coesione sociale, una giustizia sociale.

 Gustavo Gesualdo – alias  Il Cittadino X – Alleanza Federalista

Offerte di lavoro su goodmorningumbria

20 febbraio 2011

La Cooperativa Hope, per attività in Perugia, cerca Mediatori Linguistico Culturali madre lingua per le seguenti aree linguistico culturali:
albanese, arabo, bengalese, cinese, francese, indiano, inglese, macedone, pakistano, portoghese, rumeno, russo, serbo/croato, spagnolo, tedesco, ucraino
Per invio cv e richiesta informazioni: info@cmchope.org

Tessile: maglieriste, un mestiere artigianale che piace ai giovani tutte assunte le 12 maglieriste formate da Confindustria

16 dicembre 2010

Hanno ritirato stamani l’attestato di partecipazione le 12 maglieriste che hanno appena concluso il loro percorso formativo per operatrici del comparto tessile organizzato da Sistemi Formativi Confindustria Umbria e finanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del “Bando Occupabilità” della Provincia di Perugia.

Le giovani donne hanno già trovato un’occupazione nelle imprese che operano nel comparto e che da tempo fanno fatica a trovare profili professionali adatti alle loro esigenze produttive.

Nel corso di una conferenza stampa – stamani nella sede di Confindustria Perugia – l’assessore provinciale alla Formazione Giuliano Granocchia e il presidente del sindacato dell’Industria Tessile di Confindustria Perugia Gianluca Mirabassi hanno presentato i risultati del corso si è concluso recentemente dopo un anno tra lezioni in aula e tirocinio in azienda. Alla conferenza hanno partecipato, oltre alle allieve che hanno ritirato l’attestato, il direttore di Confindustria Perugia Aurelio Forcignanò e Nicola Modugno, coordinatore dei Sistemi Formativi di Confindustria Umbria che si sono occupati di tutti gli aspetti organizzativi e di gestione del corso.

“Siamo riusciti a mettere in campo – ha spiegato Granocchia – una formazione non solo di qualità, ma che offre occasioni di acquisire competenze professionali che non possono essere apprese nel normale circuito scolastico. Le offerte di lavoro giunte alle giovani maglieriste sono il frutto e la conseguenza di una formazione professionale accurata e soprattutto che risponde alle reali esigenze delle aziende”

Il percorso formativo, infatti, era stato progettato tenendo conto delle esigenze delle imprese tessili associate a Confindustria che avevano segnalato la necessità di formare alcune delle principali figure professionali di riferimento per il comparto come appunto maglieriste, rammagliatrici, rammendatrici che rappresentano un cardine per mantenere alti gli standard di qualità e di artigianalità tipici delle aziende umbre operanti in questo settore.

“Le nostre aziende – ha sottolineato il presidente Mirabassi – da tempo si sono rese conto che è una questione di fondamentale importanza, per mantenere elevati i livelli di qualità, competitività e artigianalità, realizzare iniziative volte a supportare il necessario ricambio generazionale delle maestranze aziendali che sono per noi pilastri della cui professionalità non possiamo fare a meno. La nostra regione è conosciuta nel mondo proprio perché capace di coniugare le qualità artigianali alle capacità innovative. La maglierista, oggiAggiungi un appuntamento per oggi, – ha aggiunto Mirabassi – è infatti una figura professionale altamente qualificata, con competenze specifiche su sicurezza e controllo qualità e capace di garantire la produzione di un capo di maglieria attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie e di macchinari all’avanguardia”.

Proprio nella consapevolezza dell’importanza della formazione, nel 2006 è stato costituito il Polo formativo IN.TEX Umbria nato dalla collaborazione fra Imprese, Università, Centri di ricerca, Associazioni di categoria, Enti di formazione e Istituti scolastici e volto ad erogare percorsi formativi per la qualificazione professionale degli operatori delle imprese del settore.

Il corso per maglieriste è frutto anche di questa esperienza e vuole essere un primo esperimento per la formazione di altre figure professionali da inserire nelle aziende del comparto del tessile e dell’abbigliamento che hanno sempre più bisogno di figure altamente qualificate, con competenze specifiche su sicurezza e controllo qualità e capaci di garantire la produzione di un capo di maglieria attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie e di macchinari all’avanguardia.

In programma con il Polo IN:TEX ci sono altri due corsi che interessano il settore: uno strettamente dedicato alla produzione e l’altro legato agli aspetti commerciali.

 

OFFERTE DI LAVORO MAN POWER

27 novembre 2010

MODELLISTA. Per azienda del settore tessile ricerchiamo la figura di modellista con esperienza pregressa in camicie donne e uomo. E’ necessaria competenza uso Cad. Luogo di lavoro: Città di Castello.

ADDETTA RAMMAGLIATRICE. Per azienda del settore maglificio ricerchiamo la figura di rammagliatrice con ottima esperienza pregressa. Luogo di lavoro: Sansepolcro.

ADDETTO FUSTELLA AUTOMATICA. Per azienda del settore grafico ricerchiamo addetto fustella con ottima esperienza pregressa maturata nella mansione maturata presso fustelle automatiche. Luogo di lavoro: Sansepolcro.

ELETTRICISTA INDUSTRIALE. Ricerchiamo elettricista con esperienza pluriennale maturata in ambito industriale, in particolare fotovoltaico. Luogo di Lavoro: Città di Castello

“Candidati ambosessi L.903/77Aut.Min.Prot.n.1116-SG del 26/11/04. Consultare Informativa Privacy su http://www.manpower.it”

Per ulteriori informazioni: Filiale di Città di Castello Via Scipione Lapi, 2/B , Città di Castello (PG) Tel. 075/8557233 – Fax 075/8523753 cittadicastello.lapi@manpower.it.

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Incidenti sul lavoro, Maria Rosi: in Umbria non si fa nulla

30 settembre 2010

Maria Rosi, consigliere regionale PDL

“E’ inutile continuare a dire che è importante la sicurezza sul lavoro: un minuto di silenzio all’inizio di ogni Consiglio regionale ma poi in concreto non si propone nulla”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Maria Rosi, ricordando che “nei mesi scorsi Tullio Gualtieri dell’Inail ha evidenziato che il numero degli incidenti sul
lavoro è diminuito di ben dieci punti, ma è altrettanto vero che sono in aumento le vittime. La dimostrazione di ciò è la morte dell’operaio albanese caduto ieri dal tetto di un capannone ad Annifo di Foligno, dove stava lavorando. Oggi più che mai lavorare è un esigenza importante, ma lo è altrettanto garantirne la sicurezza sul luogo di lavoro”.

“è arrivato il momento che la Regione Umbria smetta il continuo lamento contro per i tagli di Governo e cominci a occuparsi di quelle che sono le vere urgenze del territorio come la sicurezza sul lavoro, materia di sua esclusiva
competenza. Il ministro Fazio ha già chiarito più volte che la manovra finanziaria non taglia i fondi per la spesa sanitaria ed io ho presentato una interrogazione per sapere quali sono le intenzioni della Giunta riguardo questa
fondamentale materia”.