Posts Tagged ‘legalità’

ASSISI: LA LEGALITÀ NON PUÒ ESSERE STRUMENTALIZZATA

4 giugno 2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

lunghi

Antonio Lunghi

In questi giorni, sui quotidiani locali e sui media online, molto si è parlato di legalità. Spesso chi è intervenuto lo ha fatto con leggerezza o, ancor peggio, con ipocrisia e malafede, strumentalizzando un argomento sul quale non prendiamo lezioni da nessuno.

Abbiamo visto alcuni servirsi di una vicenda delicata, come quella che riguarda un simbolo della comunità assisana come l’Hotel Subasio, per il proprio tornaconto personale, ritenendo che la questione possa essere liquidata con qualche spot o annuncio sull’argomento paventando la presenza di chissà quali spettri aggirarsi nelle stanze del palazzo comunale. (more…)

A Santa Maria degli Angeli giornata di legalità e di altruismo

21 dicembre 2015

legalitàPromosso dalla Regione Umbria si è svolta sabato 19 dicembre 2015 presso la Domus Pacis di S. Maria degli Angeli una tavola rotonda dedicata alla Legalità come il regalo più vero che ha visto dare la loro testimonianza di vita e di lavoro Donatella Porzi, Presidente dell’Assemblea Legislativa (more…)

La Sicilia si muove verso la legalità, a San Giovanni La Punta(CT): nuovo presidio antimafia “Rita Atria”

24 marzo 2012

Il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di San Giovanni La Punta al centro di una nuova sfida per la legalità. Inaugurato il 12 Marzo il nuovo presidio antimafia dell’associazione “Libera” dedicato a Rita Atria, testimone di giustizia italiana durante gli anni novanta. Per la prima volta la lotta alla mafia sbarca in una scuola etnea. «Il nostro percorso è iniziato 2 anni fa – ha affermato il giovane Fabio La Rosa, referente e presidente del nuovo presidio – grazie al contributo attivo nel riutilizzo dei terreni confiscati alla mafia e concessi in gestione all’associazione Libera». «La lotta antimafia – continua nell’intervento – non ha colore politico, ma è una battaglia esclusivamente culturale». «Un punto di partenza per riempire il divario sempre più preoccupante che si è venuto a creare tra i giovani e la giustizia» ha dichiarato invece la presidentessa dell’ASAAE, Associazione Antiracket e Antiusura Etnea, Gabriella Guerini.

Tra gli altri interventi: Dario Montana, fratello del commissario Beppe Montana (ucciso dalla mafia); Gianni Notari, ex direttore del Centro Arrupe di Palermo, adesso parroco di Catania; Giuseppe Strazzulla , coordinatore provinciale di “Libera”. Alla fine dell’incontro offerti i prodotti di “Terra Libera“, realizzati grazie al lavoro di tanti giovani nei terreni confiscati ai boss mafiosi e dati in gestione all’associazione “Libera”. Si apre ufficialmente una nuova pagina ricca di contenuti, progetti e sogni portati avanti da un gruppo di ragazzi, quelli del Liceo “Ettore Majorana”, che intendono avviare una svolta culturale incisiva nel territorio e nella scuola etnea.

Una riflessione dalle inchieste umbre: il rapporto tra legalità e verità

23 ottobre 2010

di Fabio Andrea Petrini

L’inchiesta sulle “assunzioni, favori politici e forniture” della Procura della Repubblica riguardante la sanità, alcune società partecipate ed enti della nostra regione, l’Umbria, è un nuovo monito importante su cui aprire una profonda riflessione. La prima questione su cui interrogarsi è quella che, da molti anni, caratterizza il dibattito pubblico Italiano, purtroppo senza grandi successi: il rapporto tra legalità e verità. Tutti, o quasi, siamo d’accordo che la pubblica moralità e l’etica non hanno colore politico. Ma il nostro paese si distingue in negativo rispetto ad un vero modello di democrazia europea. E la differenza è proprio qui: l’occultamento dei fatti, la parzialità di molti di noi che impedisce la corretta analisi delle situazioni, lo “studio” superficiale degli avvenimenti. Il cittadino italiano medio ha una sorta di affetto “materno” nei confronti del politico che interpreta la sua “fede”. E quando, verso quest’ultimo, viene scagliato un attacco anche ben documentato e difficilmente smentibile, la prima cosa che pensa non è un sentimento di amarezza, ma come difendere la propria “creatura”. Non importa dal reato commesso, o dal disastro compiuto. L’ho votato, ce l’ho messo io, allora va bene. Stesso discorso, a parti invertite, è quando invece ad essere attaccato è un personaggio politicamente “antipatico”. Magari qualcuno lo spedirebbe in galera senza processo e senza le dovute garanzie che invece, per chi crede nella legalità, sono il principio fondamentale del diritto. La verità purtroppo non è gratis, ha un caro prezzo, si chiama impegno. “L’inchiesta vada avanti, si tolgano tutte le mele marce dal cesto soprattutto se si scoprirà che le ho raccolte anch’io”. Lo dica il cittadino che è il vero titolare di questo concetto.