Posts Tagged ‘legge’

Umbricellum, Ricciardi: udienza rinviata

3 ottobre 2017
michele ricciardi

Michele Ricciardi

BESOSTRI: “AVVOCATI ANTITALIKUM VOGLIONO SOLO GARANTIRE
VOTO LIBERO E DIRETTO AI CITTADINI, FAVORENDO
LEGGI ELETTORALI COSTITUZIONALI”

ROSATELLUM 2.0: AVVOCATI ANTITALIKUM  “NON C’E’ DUE SENZA TRE. SENZA IL VOTO DISGIUNTO FARA’ LA STESSA FINE DI PORCELLUM E DI ITALIKUM”

A Montecitorio, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, si è tenuta la riunione degli Avvocati Antitalikum, introdotta dal Coordinatore Avv. Felice Besostri con gli interventi degli Avvocati: Palumbo, Sarno, Ricciardi, Caputo, Sentimenti, Paolini e Di Stasi.  (more…)

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No presidente Marini, questo non ci piace

23 gennaio 2016
maurizio ronconi

Maurizio Ronconi

Riceviamo e pubblichiamo

Un errore l’adesione e la partecipazione della Presidente della Regione alla manifestazione “Svegliati  Italia” a sostegno del testo di legge “Cirinnà”.

E’ fuori dubbio che ognuno è libero di pensare quello che vuole  ma sarebbe altrettanto doveroso da parte della Presidente, eletta  con i voti determinanti dei cattolici, esercitare prudenza e rispetto verso i cattolici umbri che pure, insieme a tutti gli altri, rappresenta. (more…)

FERRI: Vogliono far sparire la Regione Umbria!..io avevo annunciato il pericolo

11 ottobre 2015
Michele Ferri

Michele Ferri

Nella giornata del 9 Ottobre 2015, il Governo ha accettato l’ordine del giorno in Senato di Raffaele Ranucci (Partito Democratico) che “impegna il governo a prendere in considerazione prima dell’entrata in vigore del ddl di riforma, l’opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni”.

In queste ore leggo post su fb di umbri allarmati dall’ultima idea del Pd:  «Renzi cancella l’Umbria!” ecc…L’ultima  “renzata»  ha fatto reagire anche gli amici della Lega Nord Umbria! Meglio tardi che mai!

In campagna elettorale alle ultime regionali svoltesi in Umbria, sono stato l’unico dei 120 candidati della coalizione di Ricci a porre attenzione sull’argomento  riordino territoriale e non solo, ho anche presentato una proposta alternativa in sala stampa a palazzo Cesaroni…

Si, esiste un’alternativa!

presentazione ddl Morassut

presentazione ddl Morassut

La proposta di ddl Morassut-Ranucci (Partito Democratico) presentata del Dicembre 2014 (quindi non recentemente!!!) propone un nuovo riordino territoriale dello stato tramite l’accorpamento delle regioni confinanti (o parti di esse) e la creazione delle fantomatiche Macroregioni, con le eccezioni di Lombardia Sicilia e Sardegna che rimarrebbero come sono!

L’articolo 131 della Costituzione Italiana verrebbe modificato come segue:

“Sono costituite le seguenti Regioni: (more…)

“UMBRICELLUM”, un logo che identifica la fregatura di una classe politica allo sbando?

15 aprile 2015

 

Leonardo Ranieri Triulzi

Leonardo Ranieri Triulzi

di Francesco La Rosa

Ne parliamo con l’involontario (quando involontario?) e geniale autore di quello che ormai può essere considerato il logo della discordia elettorale,  Leonardo Ranieri Triulzi, neo candidato alle elezioni regionali con la lista Alternativa Riformista Umbria.

Leonardo come le è venuto in mente Umbricellum?

Ero con amici in riunione, c’era anche la Tiziana Ciprini che stava parlando della incostituzionalità del Porcellum come base di discussione della nuova legge elettorale umbra. Mi venne in mente un nome che potesse identificarsi con l’Umbria e simulasse il porcellum, e spontaneamente di accostare il piatto tipico umbro al Porcellum, e quindi Umbricellum. (more…)

IL 31 MARZO SARA’ DEPOSITATO PRESSO IL TRIBUNALE CIVILE DI PERUGIA IL RICORSO CONTRO LA LEGGE ELETTORALE REGIONALE “UMBRICELLUM”

30 marzo 2015

umbricellum43 deputati (Galgano di Scelta Civica, Gallinella e Ciprini del Movimento 5 Stelle), 3 consiglieri regionali (Stufara di Rifondazione Comunista, Sandra Monacelli dell’Udc e Orfeo Goracci di Comunisti Umbri), 2 candidati alla presidenza della regione (Amato De Paulis e Giampiero Prugni), 2 consiglieri comunali di Perugia (Franco Ivan Nucciarelli di Perugia Rinasce e Armando Fronduti di Forza Italia), rappresentanti del Comitato per la Democrazia in Umbria (Michele Guaitini e Andrea Maori segretario e tesoriere di Radicaliperugia.org, Leonardo (more…)

UMBRICELLUM – COMITATO PER LA DEMOCRAZIA IN UMBRIA: ILLUSTRATI I MOTIVI DEL RICORSO DI FRONTE AL TRIBUNALE CIVILE DI PERUGIA E LE ALTRE INIZIATIVE GIUDIZIARIE E POLITICHE

19 marzo 2015
Michele Guaitini

Michele Guaitini

Oggi si è svolta una conferenza stampa congiunta del Comitato per la democrazia in Umbria, Scelta Civica, Movimento 5 Stelle e L’Altra Europa-Umbria sull’Umbricellum, la legge elettorale regionale.

La conferenza stampa è stata particolarmente affollata perché dopo l’approvazione della legge, si sono moltiplicate le iniziative per bloccarne gli aspetti antidemocratici e palesemente incostituzionali.

Durante la conferenza stampa sono state raccolte le prime firme di adesione al ricorso da presentare al tribunale civile di Perugia. La raccolta firme continua comunicando  la propria disponibilità inviando una mail all’indirizzo stopumbricellum@gmail.com indicando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita e codice fiscale.
Si riceveranno informazioni su dove e quando poter firmare la delega.
Alla conferenza stampa moderata da Michele Guaitini, portavoce del Comitato, sono intervenuti nell’ordine Filippo Gallinella deputato del movimento 5 stelle e Adriana Galgano deputata di Scelta Civica che hanno illustrato le iniziative parlamentari per sollecitare il governo ad impugnare la legge regionale.
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Legge elettorale: sconcertanti risposte dal Governo. Da lunedì scattano i ricorsi

15 marzo 2015

Dichiarazione di Michele Guaitini, portavoce del Comitato per la Democrazia in Umbria

Michele Guaitini

Michele Guaitini

Sconcertante. Non c’è altro aggettivo per descrivere la risposta in aula del sottosegretario Bressa all’interpellanza urgente dell’onorevole Adriana Galgano sulla legge elettorale regionale “Umbricellum”.

Onestamente non erano molte le speranze che il Governo potesse impugnare la legge regionale come da sue prerogative, ma sentir dire che certi principi costituzionali valgono per le elezioni nazionali ma non per quelle regionali lascia stupefatti. (more…)

La legge elettorale dell’Umbria “ducesca e incostituzionale”?

10 marzo 2015
Maurizio Ronconi

Maurizio Ronconi

Lo dice un parlamentare nazionale di Forza Italia.

Allora c’è da capire perché  consiglieri regionali di Forza Italia, Nuovo Centro Destra e Fratelli d’Italia, si sono affrettati ad accodarsi con quelli che hanno votato in Consiglio regionale quella legge.

Anche che il candidato del centro destra, Claudio Ricci, esprima una posizione in merito perché è evidente che questa ora travalicherebbe il giudizio sulla legge elettorale per chiarire il ruolo che invece  vorrà affidare  al suo  schieramento. Dalla chiacchiere si passerebbe ai fatti. (more…)

Legge elettorale regionale, Leonelli sulla posizione del professor Belardelli: “Rileviamo che l’Umbria è una terra oltre che di santi anche di ‘costituzionalisti’”

9 marzo 2015

pd umbria“Come, per cultura, siamo abituati a rispettare i pareri di tutti, a cominciare da quelli di autorevoli costituzionalisti, rispettiamo oggi le opinioni del professor Belardelli, laureato in Lettere e docente di Storia, che dopo essersi speso nella sua carriera nello scrivere riguardo al ventennio, a Mazzini e al Risorgimento oggi si riscopre esperto di diritto costituzionale e leggi elettorali regionali”. (more…)

M5S, Laura Alunni: “In Umbria è in atto un tentativo di auto-conservazione della casta”

9 marzo 2015

movimento 5 stelleAnche il Corriere della Sera, con un articolo a firma Giovanni Belardelli, ha denunciato alla pubblica opinione nazionale la legge elettorale -vergogna umbra.

Una legge tutta da riscrivere, in quanto è in palese violazione della Costituzione (articoli 3, 48, 121) e dei più elementari principi di rappresentatività di organi elettivi già sottolineati nella sentenza n.1/2014 della Corte Costituzionale.

In Umbria è in atto un tentativo di auto-conservazione della casta politica al potere. (more…)

Nuova legge elettorale regionale – Città Aperta Terni: Individuare candidati giusti per tutelare gli interessi degli umbri

19 febbraio 2015

città aperta

Riceviamo e pubblichiamo

“La scelta del collegio unico delineata nella nuova legge elettorale regionale, che il movimento ha condiviso, apre dei nuovi scenari e delle nuove considerazioni anche alla luce della diminuzione dei consiglieri eletti.
Nasce l’esigenza che le candidature, uomini e donne, che saranno espresse tengono conto di due fattori fonfamentali: rappresentare una alleanza vasta, rappresentare un territorio vasto che coincide con quello regionale. (more…)

La nuova legge elettorale della Regione dell’Umbria: un colpo mortale al principio di uguaglianza tra tutti i cittadini

19 febbraio 2015
Mario Albi

Mario Albi

di Mario Albi

La legge elettorale approvata dal Consiglio regionale dell’Umbria costituisce un duro colpo ad un principio fondamentale del nostro ordinamento democratico: il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini. 

Il voto espresso da ogni singolo cittadino potrebbe pesare in maniera (more…)

Legge elettorale regionale, profilo di incostituzionalità?

14 febbraio 2015
Michele Guaitini

Michele Guaitini

Comitato per la Democrazia in Umbria: lunedì 16/02 10° presidio per una legge elettorale legalitaria e democratica. A seguire CONFERENZA STAMPA con importanti novità.

Nell’imminenza dell’approvazione della legge elettorale regionale, lunedì 16 febbraio alle ore 10 si terrà 10° presidio del Comitato per la Democrazia in Umbria in piazza Italia davanti alla sede dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria. (more…)

Legge elettorale regionale: il dimezzamento delle firme successo ottenuto dal Comitato per la Democrazia in Umbria.

20 gennaio 2015
Michele Guaitini

Michele Guaitini

L’approvazione nella Commissione Statuto del Consiglio Regionale di un emendamento che in sede di prima applicazione della legge prevede il dimezzamento delle firme, come avevamo chiesto in modo energico a più riprese, va nella giusta direzione per allargare la partecipazione alla competizione elettorale.

Insieme al fatto che le firme devono essere raccolte da tutti i partiti senza esenzioni per alcuno,rappresenta un grande successo per la battaglia politica e legalitaria che il Comitato per la Democrazia in Umbria sta portando avanti da mesi con i presidi e con il pressing nei confronti dei membri della commissione. (more…)

Interrogazione urgente di Laffranco su nuova legge elettorale Regione Umbria

16 gennaio 2015
On. Pietro Laffranco

On. Pietro Laffranco

Il Parlamentare umbro di Forza Italia Pietro Laffranco, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta al ministro degli Interni, Angelino Alfano, in merito alla legittimità della legge elettorale regionale attualmente in discussione in Umbria.

“La possibilità di escludere dalla scheda elettorale il nome dei candidati alla presidenza della Giunta regionale”, scrive Laffranco, necessita di “una attenta valutazione su tale orientamento e alle conseguenze che una simile scelta potrebbe avere in termini di chiarezza nei confronti degli elettori”. 

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Sintesi della conferenza stampa del Comitato per la democrazia in Umbria sulla legge elettorale della Regione Umbria

22 dicembre 2014

foto_conf_stampa_22_dicSi è tenuta oggi presso la sala delle conferenze dell’hotel La Rosetta la conferenza stampa indetta dal comitato per la democrazia in Umbria  a cui hanno partecipato

Michele Guaitini ed Andrea Maori, rispettivamente tesoriere e segretario di Radicaliperugia,   Luigino Ciotti, Sinistra Anticapitalista,  Adriana Galgano, deputata di Scelta Civica e il prof. Mauro Volpi, costituzionalista e docente presso l’Università degli studi di Perugia.

Tutti gli intervenuti hanno stigmatizzato lo scarso livello di partecipazione e di trasparenza che sta caratterizzando la fase di elaborazione della nuova legge. (more…)

Elezioni regionali, Renzi colpisce anche in Umbria?

8 novembre 2014
Claudio Ricci

Claudio Ricci

Prima del voto cominciano le grandi manovre sulle regole elettorali, e piccoli e grandi gruppi di potere muovono le pedine per posizionarsi in maniera comoda nella spartizione dei posti e dei seggi. Voci di corridoio sussurrano che dopo che il Pd ha proposto una legge regionale a collegio unico e doppia preferenza uomo-donna (che ha suscitato tanti mal di pancia ai prossimi candidati della conca) con soglie di sbarramento al 2,8 % di coalizione che in qualche modo molti considerano un regalo al Psi, esponenti della Margherita  hanno proposto alla Marini di invitare    il (more…)

Laffranco e Rocco Valentino (Forza Italia): Infermieri e operatori sociosanitari, due Proposte di legge per liberalizzare in Umbria le professioni infermieristiche

30 ottobre 2014

forza_italia_ logo“La forte carenza infermieristica, tecnica e di altri operatori delle professioni sanitarie del comparto sta raggiungendo livelli preoccupanti- tanto a livello nazionale quanto nella nostra Regione- al punto da mettere in discussione il diritto del cittadino alle migliori cure possibili, oltreché penalizzare queste importanti professionalità. Per questo – sostengono il deputato Pietro Laffranco ed il consigliere regionale Rocco Valentino, vice Presidente della III Commissione (more…)

TREVI, TEATRO CLITUNNO – Venerdì 10 Ottobre in scena lo Spettacolo “COMPAGNIA 180”

3 ottobre 2014
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I Giovani ricordano la Legge Basaglia del 1978 ( Regolamentazione dei Manicomi ), UNO SPETTACOLO AD OFFERTA LIBERA.

di RMG

Venerdì 10 Ottobre alle ore 21,00 presso il Teatro Clitunno di Trevi (con Ingresso Libero ed a offerta) la Compagnia teatrale LOCA, formata da ragazzi, porterà in scena lo spettacolo dal titolo “Cooperativa 180”.

Alice ed Erica Flamini, due ragazze che fanno parte della Compagnia Teatrale LOCA, ci informano sulla Compagnia stessa e sullo spettacolo “Cooperativa 180″:

” La nostra compagnia teatrale è formata da circa 20 ragazzi provenienti da Trevi e dintorni che grazie ad Angelo Gallinella (more…)

Ronconi (U.d.C) legge elettorale regionale simile a quella dei comuni

26 giugno 2014

Prendendo per buono quanto dice Renzi sulla legge elettorale, non sarebbe male se i consiglieri regionali valutassero in sede di redazione della nuova legge elettorale (more…)

PERUGIA – Veglia delle Sentinelle in piedi per difendere la libertà di opinione

21 marzo 2014

PERUGIA, 29 marzo 2014  P.zza della Repubblica ore 17:30

Il disegno di legge Scalfarotto, già  passato alla Camera e in attesa di conferma al Senato, è presentato   come necessario   per   limitare   la   discriminazione   nei   confronti   di   persone omosessuali; ma il nostro ordinamento giuridico punisce già ogni atto di violenza tanto più (more…)

EFFETTO ITALICUM – CROLLA IL PANTHEON

11 marzo 2014

di Ciuenlai

Se nell’aprile del 1924 invece di applicare la legge Acerbo, Mussolini avesse adottato l’Italicum si sarebbe risparmiato un sacco di “noie”. Il Parlamento sarebbe infatti stato composto da due soli partiti la coalizione Fascista formata da Lista Nazionale (Lista Nazionale fascisti, (more…)

Dopo la Legge Merlin le case chiuse sono… all’aperto.

1 marzo 2014

prostituzione-2di Anna Maria Funari

Era il 1958 quando, con la legge n. 75 del 27 febbraio, fu abolita la regolamentazione della prostituzione per poter contrastare lo sfruttamento.

Così Angelina (Lina) Merlin credette di poter restituire dignità a quelle donne che, in case appositamente destinate all’uso, esercitavano l’antico mestiere della prostituta compiacendo i vizi e le voglie più recondite e lussuriose dell’universo maschile.

Quello della prostituta è sempre stato considerato “il mestiere più antico del mondo”; non dimentichiamo che perfino la “lupa” che allattò Romolo e Remo altro non era che una di loro ed esercitava la professione nei “lupanari”, una sorta di piccole alcove collocate in zone specifiche dell’antica Roma. (more…)

EPOCA DEL CONTINUO …. “COLPO DI STATO”

24 gennaio 2014

L’Opinione di Titta Sgromo

Mi dispiace contraddire Michele Fiorini su quanto sostiene in un mirabile articolo, denominato “Morbido Colpo di Stato” (/ politica/2014/01/17/fiorini_politica-17-01.aspx), con riferimento alla pronuncia recente della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il vergognoso “Porcellum”.

Come ho avuto modo di sostenere in un recente articolo pubblicato sull’unico quotidiano (more…)

Il Codacons denuncia i senatori per aver approvato l’emendamento sulle slot machine

20 dicembre 2013
I Senatori umbri che hanno votato a favore della legge, Gianluca Rossi, Nadia  Ginetti, Miguel Gotor

I Senatori umbri che hanno votato a favore , Gianluca Rossi, Nadia Ginetti, Miguel Gotor

Istigazione al gioco d’azzardo e concorso in lesioni psichiche. Con queste accuse il Codacons ha deciso di denunciare i 140 senatori di Pd, Sc, Ncd e Gal che hanno votato l’emendamento “grazie al quale il governo (more…)

QUELLA BUFALA DELLA LEGGE ELETTORALE

6 dicembre 2013

di Ciuenlai

Si certo il porcellum era uno schifo. E’ vero bisognava cambiarlo. Ma l’enfasi con la quale , in questi due anni, si è posto il problema della legge elettorale, senza mai risolverlo, fa sorgere il sospetto che dietro ci sia altro. E l’altro è (more…)

Laffranco(Pdl): più consapevolezza della celiachia come malattia sociale

29 ottobre 2013

“La celiachia è un’autentica malattia sociale, di cui non c’è ancora piena consapevolezza, nonostante colpisca realmente oltre mezzo milioni (more…)

MANOVRA – LA FREGATURA C’E – IL CUNEO? UN CAPPUCCINO E UNA BRIOCHE!

17 ottobre 2013

di Ciuenlai

A sentire Letta la ricerca della felicità è finita. La felicità si chiama legge di stabilità, che è come un pranzo di nozze con tante portate e tutte abbondanti. Mentre parlava mi sono chiesto : “ma dov’è la fregatura?”. Cera, c’era e l’ho scoperta sul Sole 24 ore. Anzi ho scoperto “le fregature” che è peggio. Allora c’è una nuova imposta su rifiuti e casa che costerà mediamente 150 euro in più del 2013. ma, avvisa il quotidiano di (more…)

Varasano (Pdl): “Una raccolta firme per dire ‘no’ all’abrogazione del reato di clandestinità”

14 ottobre 2013

riceviamo e pubblichiamo 

Le drammatiche stragi di migranti – sostiene Varasano (Pdl) – non possono lasciarci indifferenti, il Mediterraneo sempre più insanguinato scuote la nostra sensibilità di uomini, di cristiani e di italiani. Ma di fronte alle tragedie dei viaggi (more…)

La Regione approva la legge sul governo del territorio in Umbria. Premialità, compensazione, perequazione, deregolamentazione, arbitrio

13 luglio 2013

Riceviamo e pubblichiamo

La recente legge varata dal Consiglio regionale dell’Umbria ed intitolata “norme su perequazione, premialità e compensazione in materia di governo del territorio“ ha il pregio di garantire “equità”, “semplificazione”, (more…)

Presentata da Pietro Laffranco (PdL) la proposta di legge per l’elezione diretta del Capo dello Stato.

26 giugno 2013

L’iniziativa partita per promuovere il Presidenzialismo attraverso una petizione popolare partiva l’anno scorso nelle piazze e nei mercati perugini. Dopo lo stop (more…)

La Legge è uguale per tutti? Sembrerebbe proprio di no!

15 maggio 2013

riceviamo e pubblichiamo

Da semplice cittadino, posso affermare di non essere soddisfatto del modo in cui viene trattata la Giustizia nel nostro paese. Da troppo tempo, questo nodoso problema non viene risolto. (vedi condanne europee verso l’Italia). “È come navigare in acque agitate, avendo un’ottima nave, ma con un comandante (more…)

Le priorità politiche di Monti e Bersani ignorano i problemi degli italiani

7 gennaio 2013

monti-bersani_530X0_90di Magdi Cristiano Allam – Io Amo L’Italia

Se volessimo immaginare quale sarà l’Italia della “Terza Repubblica” potremmo fare riferimento ai primi provvedimenti che i tre principali leader dicono che assumeranno qualora dovessero diventare il nuovo capo del governo. Per Monti sarà “una legge elettorale seria”, perché “questa non è degna di un Paese come l’Italia”. Per Bersani “sarà assicurare che chi nasce qui figlio (more…)

GAZEBO PDL al PAM DI SAN MARCO (ORE 17,30) per PETIZIONE POPOLARE su PREFERENZE e PRESIDENZIALISMO

7 settembre 2012

Dopo le forti adesioni riscontrate a Ponte Felicino, Ponte San Giovanni, Ponte Pattoli , Pianello, Ferro di Cavallo, San Martino in Campo e San Sisto, prosegue la mobilitazione del PDL “Per la (more…)

La legge per l’abolizione della tassa Tevere – Nera ? Seeeee…

19 luglio 2012

Lo avevamo detto ed è successo! La legge per l’abolizione della tassa Tevere – Nera non sarebbe arrivata e non è arrivata e oggi il comitato dopo aver plaudito alla Regione finalmente si rende (more…)

Legge 194 meglio conosciuta come la legge sull’aborto, è giusta o sbagliata?

16 luglio 2012

di Anila Marchetti

L’ opinione pubblica è sempre attenta a quesiti di tale rilevanza, le opinione si spaccano per etica, per religione, per politica. Chi è favore, chi è contro. E’ giusta o sbagliata, è immorale o no? Uno (more…)

Ecco i nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro

6 maggio 2012

In 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità, hanno votato contro. Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.

Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega.Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono chiamati a grandi sacrifici togliere qualche euro ai boiardi di Stato, che oggi percepiscono,  stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.

Adamo Marilena (Pd) – Adragna Benedetto (Pd) – Agostini Mauro (Pd) – Armato Teresa (Pd) – Astore Giuseppe (Gruppo Misto) – Baio Emanuela (Api) – Barbolini Giuliano (Pd) – Bassoli Fiorenza (Pd) – Bastico Mariangela (Pd) – Enzo Bianco (Pd) – Biondelli Franca (Pd) – Blazina Tamara (Pd) – Filippo Bubbico (Pd) – Antonello Cabras (Pd) – Anna Maria Carloni (Pd) – Maurizio Castro (Pdl) – Stefano Ceccanti (Pd) – Mario Ceruti (Pd) – Franca Chiaromonte (Pd) – Carlo Chiurazzi (Pd) – Lionello Cosentino (Pd) – Cesare Cursi (Pdl) – Mauro Cutrufo (Pdl) – Cristina De Luca (Terzo Polo) – Vincenzo De Luca (Pd) – Luigi De Sena (Pd) – Mauro Del Vecchio (Pd) – Silvia Della Monica (Pd) – Roberto Della Seta (Pd) – Ulisse Di Giacomo (Pdl) – Di Giovan Paolo Roberto (Pd) – Cecilia Donaggio (Pd) – Lucio D’Ubaldo (Pd) – Marco Filippi (Pd) – Anna Finocchiaro (Pd) – Anna Rita Fioroni (Pd) – Marco Follini (Pd) – Vittoria Franco (Pd) – Vincenzo Galioto (Pdl) – Guido Galperti (Pd) – Maria Pia Garavaglia (Pd) – Costantino Garraffa (Pd)– Maurizio Gasparri (Pdl) – Antonio Gentile (Pdl) – Rita Ghedini (Pd) – Giai Mirella (Gruppo Misto) – Basilio Giordano (Pdl) – Claudio Gustavino (Terzo Polo) – Pietro Ichino (Pd) – Cosimo Latronico (Pdl) – Giovanni Legnini (Pd) – Massimo Livi Bacci (Pd) – Andrea Marcucci (Pd) – Francesca Maria Marinaro (Pd) – Franco Marini (Pd) – Ignazio Marino (Pd) – Marino Mauro Maria (Pd) – Salvatore Mazzaracchio (Pdl) – Vidmer Mercatali (Pd) – Riccardo Milana (Terzo Polo) – Francesco Monaco (Pd) – Enrico Morando (Pd) – Fabrizio Morri (Pd) – Achille Passoni (Pd) – Carlo Pegorer (Pd) – Flavio Pertoldi (Pd) – Lorenzo Piccioni (Pdl) – Leana Pignedoli (Pd) – Roberta Pinotti (Pd) – Beppe Pisanu (Pdl) – Donatella Poretti (Pd) – Raffaele Ranucci (Pd) – Giorgio Roilo (Pd) – Nicola Rossi (Pd) – Antonio Rusconi (Pd) – Gian Carlo Sangalli (Pd) – Francesco Sanna (Pd) – Giacomo Santini (Pdl) – Giuseppe Saro (Pdl) – Anna Maria Serafini (Pd) – Achille Serra (Terzo Polo) – Emilio Silvio Sircana (Pd) – Albertina Soliani (Pd) – Marco Stradiotto (Pd) – Antonino Strano (Pdl) – Salvatore Tomaselli (Pd) – Giorgio Tonini (Pd) – Achille Totaro (Pdl) – Tiziano Treu (Pd) – Simona Vicari (Pdl) – Luigi Vimercati (Pd) – Vincenzo Vita (Pd) – Walter Vitali (Pd) – Luigi Zanda (Pd)

Elaborazioni Il Post Viola su resoconto stenografico Senato (pagine 121-128, codice votazione 016)

Berlusconi: prepariamoci per voto a ottobre

24 aprile 2012

Silvio Berlusconi ha detto oggi di non escludere l’eventualità di andare al voto anticipato il prossimo ottobre, ma necessità di unire in un unico fronte tutti i moderati, compresi i centristi di Pierferdinando Casini, “Una delle ipotesi è il voto a ottobre e dico che dobbiamo tenerci pronti a questa eventualità””Speriamo che i moderati si presentino uniti a prossime elezioni e faremo di tutto perché tra i moderati non ci siano più fratture”. “Stiamo lavorando ad una legge elettorale sul modello proporzionale tedesco, in cui i partiti si presentano da soli e quello che ottiene più voti ha la responsabilità di formare il governo. Se questo non sarà possibile andremo al voto con la legge attuale che premia le coalizioni e perciò sarà ancora più importante unire il voto dei moderati”.

nota di redazione: andare alle elezioni con l’attuale legge elettorale e senza aver introdotto almeno le preferenze si rischia di perpetuare   il disagio dei cittadini verso la politica, con conseguenze non prevedibili. Forse prima di parlare di elezioni sarebbe utile preparare un grande progetto di rilancio del paese,  economico e sociale,  sganciandolo dalla forca europea e dalle tasse di  Monti che stanno ammazzando  di tasse un popolo già in grande difficoltà.

Sandra Monacelli UDC, presenta una proposta di legge per eliminare slot e macchine video.poker

17 aprile 2012

Sandra Monacelli - UDC

“Il gioco d’azzardo, fortemente cresciuto in Italia negli ultimi anni con il diffondersi di slot machine e video-poker, sta creando seri problemi di dipendenza patologica dal gioco, del tutto simili agli abusi di alcoolici o sostanze stupefacenti, con effetti devastanti sulle fasce più deboli della popolazione e sulle loro famiglie.”

Lo afferma Sandra Monacelli, capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, nella relazione che accompagna la sua proposta di legge, trasmessa al presidente del Consiglio regionale, allo scopo di inviarla all’esame del Parlamento nazionale come iniziativa della Assemblea regionale umbra, per sancire la illiceità dell’installazione di apparecchi che propongono giochi d’azzardo con vincite in denaro, tradizionalmente relegati nelle apposite case da gioco, i cosiddetti casinò.

Il testo di legge si popone di modificare la vecchia normativa del 1931 (decreto 773 che approvava il Testo unico delle leggi di sicurezza), per stabilire la illiceità dei sistemi di gioco d’azzardo nei luoghi pubblici, o aperti al pubblico, comprese le sedi di circoli e associazioni. Nella relazione si afferma anche che è da condannare la stessa ripetitività meccanica del gioco d’azzardo proposto dalle macchine elettroniche che crea, conseguentemente, comportamenti di natura compulsiva nei confronti delle continue e sempre maggiori some di denaro che il gioco richiede. Monacelli mette in guardia dai rischi di una evidente collateralità del gioco con gli ambienti della criminalità che spesso gestiscono le attività connesse al gioco d’azzardo. La proposta a firma del capogruppo Udc prevede anche sanzioni amministrative nei confronti dei futuri contravventori, con il pagamento di multe variabili da mille a seimila euro per ciascun apparecchio illegittimamente installato, e per coloro che corrispondano premi in denaro o comunque diversi da quelli legalmente riconosciuti. La legge prevede in ultimo la confisca degli apparecchi non previsti dalla legge e la loro distruzione.

Nota di redazione: Le lobbyes e gli interessi economici che ruotano intorno a questo mondo sono forti e difficilmente battibili, ma  ci sembra una proposta da apprezzare e sostenere, specialmente se comprendesse norme contro i video-poker su internet, che stanno  diventando davvero una autentica piaga sociale, e dove i giocatori e coloro che offrono “questi servizi” non possono essere assolutamente controllati.  Ci piacerebbe che sull’argomento si aprisse un dibattito fra i lettori di Goodmorningumbria e ci rendiamo disponibili fin da ora a pubblicarne i commenti.

Commento di Anila Marchetti:  slot machine, video poker, gratta e vinci….ne vedo tutti i giorni…le cose piu’ assurde…..ma come fara’ la signora Sandra Monacelli , con tutto il mio rispetto, non lo so’… anche perche’ c è un giro di soldi pazzesco con queste cose… é nobile e doveroso e coraggioso da parte della signora Sandra Monacelli affrontare questo problema.

Commento di Ottavio Nulli: Concordo pienamente con la proposta di legge del Consiglere Sandra Monacelli in merito all abolizione dei “giochi di azzardo tutti.” Possibile che in Italia si vieti  a quattro vecchietti una partitella briscola di nessun valore e si consenta invece l’impoverimento delle “famiglie con i giochi d’azzardo”. Quelli sui siti on-line dovrebbeo essere tutti oscurati. Quelli con regolare autorizzazione presso i bar ugualmente. Infine queli collocati in apposite sale, andrebbero quanto meno sottoposti a regole ferree e chi sgarra chiude definitivamente. Altro che ammende!! Ma possibile che insistiamo nel chiedere la lista dei clienti che acquistano capi di abbigliamento al disopra di una certa soglia e manteniamo in piedi il “furto” derivante da una dipendenza, o peggio dalla delinquenza. Coraggio Sandra saremo con te in questa battaglia dura ,ma sicuramente nobile. Per chi vuole e può giocare ci sono i casinò e già bastano ed avanzano.

REGIONE, APPROVATA ALL’UNANIMITA’ LA MOZIONE SULLA LEGGE SPECIALE TODI-ORVIETO

30 marzo 2012

E’ stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale la mozione, presentata dai consiglieri Massimo Buconi (Psi) e Fausto Galanello (Pd), volta a chiedere la riattivazione di un tavolo tra Regione, Comuni e governo per rifinanziare la legge speciale per Todi e Orvieto. Soddisfatto per il risultato conseguito Massimo Buconi. “Cosa abbia significato per Todi la legge speciale – spiega Buconi -, sia in termini di sicurezza del territorio che di sviluppo economico è noto a tutti. Parliamo di investimenti in opere realizzate per circa 100 milioni di euro, senza contare la continuità di sviluppo data dal recupero del patrimonio storico, monumentale e culturale”.“La legge speciale 545/87 e la seguente 242/97 sono state il frutto di un lavoro corale – sottolinea Massimo Buconi – delle comunità locali, dei partiti, delle istituzioni locali e regionali, del parlamento e del governo. Dobbiamo rimettere in moto la macchina, la stessa macchina, per poter ottenere il rifinanziamento della legge speciale per Todi ed Orvieto, che necessiterebbe di almeno ulteriori 50 milioni di euro, di cui almeno 15 milioni urgenti. Oltre al completamento delle opere, infatti, al completo recupero del patrimonio storico-monumentale, c’è l’urgenza di mantenere in efficienza le opere di consolidamento realizzate al fine di non vanificare tutti gli interventi fatti”. “Questa è una priorità politico–amministrativa – conclude -, che doveva trovare spazio, e che, invece, non è stato così nell’azione dell’amministrazione comunale uscente e spero che possa avere il giusto peso in quella successiva. Esprimo particolare apprezzamento per l’impegno assunto dalla presidente Marini e dalla giunta, di intervenire con propri fondi per assicurare le operazioni contingenti, e soprattutto l’impegno preso di coordinare la ripresa dell’iniziativa politico-istituzionale intorno al problema”.

Proposta. Riforma della legge elettorale: collegi uninominali piccoli e primarie la miglior opportunità democratica

10 gennaio 2012

In questa fase di transizione, nella quale il Governo Monti dovrà condurre l’Italia fuori da una delle crisi economiche più gravi della Storia Repubblicana, la politica, i partiti politici che ora a livello governativo siedono un po’ in panchina, hanno il dovere di mettere mano ad una serie di riforme istituzionali, la prima delle quali, a mio parere, è la modifica della legge elettorale, per recuperare un rapporto serio con i cittadini e gli elettori. La realtà di ora è che se dovessimo andare alle elezioni politiche anticipate con il Porcellum, rimarrebbero in essere due problematiche insostenibili per una democrazia compiuta: l’impossibilità di avere un governo di maggioranza, e l’impossibilità per gli elettori di potersi esprimere sul singolo candidato. Il primo problema sarebbe diretta conseguenza della presenza di Tre poli nella campagna elettorale, in quanto il Porcellum era stato congegnato dalla maggioranza di centro-destra per un sistema bipolare. La distribuzione dei seggi con il meccanismo attuale al Senato, impedirebbe la formazione di una maggioranza reale, a meno che uno dei Tre poli non prenda più del 3-4% dei voti, cosa impossibile. La seconda questione è quella delle liste bloccate, strumento per il quale sono i partiti politici a decidere coloro che siederanno in Parlamento in una graduatoria stabilita da loro sull’ordine dei candidati da mettere in lista, impedendo all’elettore di potersi esprimere sul singolo candidato. Diverse sono le opzioni enunciate, fra le quali le più significative sono il ritorno al voto di preferenza in un sistema proporzionale puro con soglia di sbarramento, un maggioritario uninominale a turno unico con quota proporzionale, sulla falsariga del Mattarellum, o un maggioritario a doppio turno con collegi uninominali e quota proporzionale. Senza scandire di chi sono le proposte, vorrei sottolineare quanto il collegio uninominale potrebbe essere l’elemento veramente innovativo e di recupero di un rapporto forte e di responsabilità fra gli elettori e il parlamentare. In un sistema proporzionale, seppur con soglia di sbarramento, la dinamica di selezione della classe dirigente rimarrebbe segnata da una forte delega al ruolo dei partiti, per cui gli elettori, pur in presenza di un voto di preferenza, ratificherebbero scelte operate con ampia delega al partito politico. Se i meccanismi di selezione dentro i partiti fossero davvero aperti ad un ricambio reale e ad un confronto veramente democratico, tutto ciò non risulterebbe così negativo, ma la realtà di questi anni non è questa. La legge elettorale in questo senso diventa uno strumento democratico di straordinaria importanza quando può incidere concretamente sul comportamento stesso degli elettori, a compensare un deficit di democraticità del sistema partitico medesimo. Il collegio uninominale a mio parere, può corrispondere meglio all’esigenza di riavvicinare il cittadino alla politica, in che modo? Nel prevedere collegi più piccoli rispetto a come erano stati congegnati con il Mattarellum, si riuscirebbe a conferire maggior territorialità alle candidature, rafforzato da un processo di primarie per il quale in ogni collegio uninominale, ogni Polo o coalizione dovrebbe prevedere al proprio interno la selezione del candidato di riferimento che andrebbe a rappresentarlo nella competizione elettorale con gli altri 2 Poli. Nella scheda elettorale si ritroverebbero dunque a competere nei collegi uninominali quei candidati che già hanno avuto una prima investitura democratica di rappresentanza con le primarie. In quest’ambito le primarie andrebbero regolamentate in maniera rigorosa, favorendo la partecipazione di militanti e simpatizzanti da non mobilitare all’ultimo momento, ma iscrivendoli in apposite liste nei mesi precedenti l’ufficializzazione delle candidature, così da eliminare o rendere ininfluenti dinamiche corporative e di interesse particolaristico. Nel garantire tutto questo, i partiti politici sarebbero costretti ad essere più attivi nei territori e ciò li costringerebbe a misurarsi in maniera più trasparente con i cittadini e a fare proposte più chiare, costituendo la prima soglia vera di sbarramento all’ingresso del candidato in politica, non certamente dentro le cosiddette “stanze chiuse”, ma in un confronto pubblico trasparente. La quota proporzionale in turno unico, garantirebbe una maggior pluralità delle presenze in Parlamento, a riequilibrare democraticamente una potenziale disparità di mezzi della quale i partiti politici più organizzati, avendo una visibilità mediatica più forte, potrebbero beneficiare nei collegi uninominali. Con collegi uninominali piccoli comunque sarebbe ininfluente introdurre soglie di sbarramento, perché la soglia sarebbe già data dalla selezione nelle primarie, dalla dimensione ristretta del collegio, garantendo visibilità e conoscenza del candidato. Il doppio turno, potrebbe risultare ancor più rappresentativo di una realtà politica italiana molto frammentata e plurale, ma dentro un sistema uninominale che dovrebbe garantire di per sé la governabilità, non tralasciando la necessità, con la quota proporzionale, di far vivere in parlamento un’adeguata rappresentanza democratica delle voci più significative presenti nella realtà socio-politica italiana. In questo caso l’introduzione di una soglia di sbarramento potrebbe garantire accordi di programma meno strategici e più condivisi. Le primarie rimarrebbero sempre lo strumento primo di selezione. Il sistema politico italiano andrebbe poi rivisitato nella funzione della Camera e del Senato, nella riduzione del numero dei Parlamentari, ma la legge elettorale, configurata nel meccanismo del collegio uninominale credo possa essere considerato il punto di ripartenza per una rinnovata e proficua stagione politica dell’era repubblicana italiana, dove i cittadini potranno dire di aver contribuito a selezionare una classe dirigente nella quale si riconoscono.

Luca Panichi

Nota di redazione: in effetti il testo è molto lungo ma ho voluto pubblicarlo per intero per dare ai lettori una opportunità di riflessione e perchè no, di nuove proposte alternative.

Regione/ In commissione la proposta di Buconi sull’assistenza agli anziani

27 aprile 2011

Un confronto con la giunta regionale per discutere sull’insieme delle politiche regionali per gli anziani, sui programmi e sulle prospettive del settore: e’ quanto ha deciso la terza commissione del consiglio regionale, che stamani ha avviato l’iter di discussione sulla proposta di legge di Massimo Buconi (Socialisti italiani) per riorganizzare l’assistenza degli anziani non piu’ in grado di vivere autonomamente, individuando piu’ livelli di non autosufficienza, da quella lieve e meno costosa fino allo stato vegetativo del paziente, che comporta spese maggiori e servizi ininterrotti. La terza commissione ha dedicata l’intera seduta odierna all’esame della proposta di legge di Buconi, considerandola ”complessa e rilevante sul piano politico”, perche’ affronta il tema degli anziani non autosufficienti in una regione come l’Umbria che notoriamente ha numeri record sia per il numero degli anziani sia per le aspettativa di vita. La terza commissione ha anche deciso di chiedere agli uffici del consiglio di preparare l’istruttoria sul testo, la cui trattazione dovra’ essere trasformata da referente a redigente. La proposta di legge, di sette articoli, prende lo spunto dal fatto che la Regione interviene nell’assistenza delle persone anziane non autosufficienti ricoverate in residenze protette del territorio, pubbliche e private, con un contributo giornaliero di 87,20 euro per ogni giorno di ricovero, indipendentemente dal grado di non autosufficienza del paziente. Una somma da ritenersi adeguata, se destinata ad assistere anziani lievemente non autosufficienti, non del tutto capaci di gestirsi, ma che diventa esigua se l’anziano passa ad una condizione di infermita’ totale. E’ in questa seconda situazione, della non autosufficienza grave, che il costo lievita di molto per i gestori delle residenze, perche’ il paziente nel nuovo stato richiede servizi sanitari qualificati e personalizzati da garantire 24 ore su 24. E proprio il passaggio da una gravita’ minima alla non autosufficienza totale ha dato luogo ai casi di mantenimento dei pazienti piu’ gravi all’interno delle strutture iniziali, non piu’ adatte e non autorizzate a questa nuova funzione prettamente sanitaria. Per ovviare a questo problema e per garantire continuita’ assistenziale ai pazienti, la proposta di legge di Buconi prevede la possibilita’ di organizzare, all’interno delle strutture residenziali anche esistenti, moduli diversificati in grado di assistere i diversi livelli di della non autosufficienza, anche tramite interventi di adeguamento strutturale, da realizzare entro due anni sulla base di precisi parametri tecnologici ed organizzativi. Dal punto di vista finanziario, la proposta che contribuirebbe a ridurre le liste di attesa per i ricoveri, non comporta aggravi di costi per la Regione, proprio per effetto della introduzione di piu’ livelli di assistenza con i relativi contributi finanziari differenziati, da disciplinare tramite un nuovo regolamento, ed in considerazione del fatto che il numero dei pazienti in condizione di assoluta gravita’ e’ di gran lunga inferiore rispetto ai casi di non autosufficienza lieve.

Umbria, non autosufficienti, aumenta il divario con le regioni virtuose

27 aprile 2011

di Carla Morelli

In questi giorni è in discussione,presso la terza commissione consiliare di palazzo Cesaroni ,un disegno di legge dal titolo “Norme per il miglioramento  dell’offerta residenziale agli anziani “proposto dal consigliere in quota  socialista  Massimo Buconi . Le residenze per anziani ,articolate in varie tipologie,ricevono ,sulla base  di un nomenclatore specifico adottato a livello regionale e condiviso dai  sindacati e dagli operatori del settore,contributi dal servizio sanitario
regionale e dai comuni di entità variabile ,ma comunque,non inferiore ai 90 euro al giorno.
La Regione mette circa 43 euro (quota sanitaria), la parte rimanente (quota sociale) spetterebbe ai comuni per intero ,ma in genere, viene richiesta  all’ospite della struttura. Obbiettivi della legge sono ottenere una rimodulazione di questi contributi al  fine di poter inserire i soggetti ricoverati in differenti moduli assistenziali, a prescindere dalla tipologia di struttura, individuando anche un meccanismo di sanatoria per tutte quei presidi che residenze sanitarie non sono ,quelli  che potremmo definire volgarmente ospizi; dove la tipologia di soggetti
presenti non presenta ancora il carattere della non autosufficienza,in tal senso si parla di autorizzazioni provvisorie .In sostanza si ritiene utile prevedere una norma che  disciplini diversamente la non-autosufficienza in base alla gravità della stessa .Ad una prima lettura l’opportunità di queste norme  sembra conclamata ,necessaria se non anche auspicabile .
Sarebbe auspicabile in presenza di una pluralità di servizi ma soprattutto di strumenti che considerano il ricorso alle strutture residenziali come residuale e non elettivo, come ultima scelta non come prima ed unica .Prima ed unica, poiché altrimenti non può intendersi, visto che nessun supporto concreto viene riservato al sostegno in famiglia ,nel  proprio domicilio, per i poveri anziani  non più autonomi. Una scelta di campo ,quella fatta oramai da alcuni anni dalla Regione Umbria, che la pone in netto contrasto con tutte le altre regioni italiane, ove certo
di strutture residenziali ve ne sono e ricevono anch’esse lauti contributi pubblici, ma la loro presenza è affiancata da un concorso di strumenti ed  ausili che hanno, come primo obbiettivo, mantenere i bisognosi di cura ed  assistenza a casa loro . Si parla di assegni di cura (Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Puglia, Piemonte  ecc…con importi medi di 500/600 euro mensili) voucher (Lombardia, Sicilia)  Contributi badanti (tutte le regioni, con importi variabili dai 1800 euro al  mese del Trentino ai 200 euro, sempre al mese, della Toscana.   Tutte cifre che hanno un importo di gran lunga inferiore ai contributi che le  regioni versano alle varie forme di residenzialità ove, in casi di presenza di  soggetti con gravi e gravissime patologie , possono entrare fino a 14.000 /30.000 euro per ogni singolo ospite, per ogni singolo mese di permanenza . Qual’è l’obbiettivo mal celato della “legge Buconi”? Trasformare anche le residenze servite (ospizi) in residenze protette , scimmiottando il modello della Regione  Toscana ,che tanto problemi sta  determinando ai famigliari di persone non autosufficienti ricoverati, in
ragione soprattutto delle richieste sempre più esose dei gestori . Infatti il contributo alla retta di pertinenza degli ospite, (erroneamente  definito quota alberghiera, più propriamente definibile quota sociale) è andato  progressivamente  aumentando, riducendo letteralmente sul lastrico migliaia di famiglie,  sembra che ci sia gente che si vende la casa per pagare la retta del  nonno.
Preme sottolineare come in Toscana, differentemente dall’Umbria, il dibattito  sugli assegni di cura sia abilmente sottaciuto se non fosse per un disegno di legge, presentato dagli esponenti dell’Udc, che tenta di far inserire nel fondo  non autosufficienti regionale questo indispensabile strumento di sostegno  all’assistenza domiciliare. Quindi, invece di erogare gli assegni di cura e modularne l’importo  ,come fa  la regione Emilia Romagna dagli anni 90 (sulla base  della gravità delle  condizioni dell’assistito e in ragione di diverse soglie di reddito), la  regione Umbria, sempre se verrà, come è  probabile, approvata la “legge Buconi”, modulerà i già cospicui contributi che eroga alle residenze sanitarie,  estendendo i lauti finanziamenti pubblici , anche ai semplici ospizi che  residenze sanitarie assistenziali  non sono! Un bel regalino pre elettorale che
la terza commissione con solerzia e determinazione si appresta ad approvare . La contraddizione è palese, prima si ritiene adeguata la somma di 87 euro al  giorno per i non autosufficienti diciamo, lievi, poi però si sottolinea che è  opportuno incrementare la quota di pertinenza della Regione in ragione di  un’aumentata necessità di cure degli anziani ospiti .
Se la riforma, a detta del consigliere, ha un costo zero per il servizio  sanitario regionale, non è chiaro, se si rimodulano i contributi pubblici, chi  aggiungerà il maggior esborso che verrà a determinarsi con la diminuzione della  parte di competenza della Regione (cosiddetta quota sanitaria). Perché di questo si parla, nessun esborso ulteriore da parte della Regione, se
le cose staranno effettivamente così, è facile intuire che verrà incrementata  la parte di pertinenza del non autosufficiente ospite. Preme ripetere che sono illegittime tutte le richieste da parte delle asl,  comuni, enti erogatori di servizi,  di  determinare il contributo sulla base
dell’isee famigliare. Per i disabili gravi e gli anziani non autosufficienti   rileva solo l’isee personale . Ce lo ricordano leggi nazionali, ma soprattutto  l’ennesima sentenza del  Consiglio di Stato che ancora una volta ha  ribadito che “le  persone con grave  disabilità e ultrasessantacinquenni non autosufficienti, accertati dalla ASL,  contribuiranno ai costi per fruire dei servizi domiciliari, diurni o  residenziali sulla base del solo ISEE individuale e non di quello familiare  (Sentenza n. 1607 del 15 febbraio 2011 della quinta Sezione del Consiglio di
Stato.) Mentre tutta Italia, scopre e sottolinea i vantaggi del reale e concreto  sostengo alla cura in famiglia dei disabili ed anziani non più autonomi , l’Umbria fa un passo avanti nell’ulteriore obbiettivo di favorire in modo  indiscriminato tutte le tipologie di residenzialità articolate nelle forme più  varie; case famiglia, residenze protette, residenze sanitarie, centri diurni  ecc… a discapito forse delle uniche forme di residenzialità necessarie ed utili ,che non hanno il carattere della permanenza, e cioè i centri  riabilitativi, nella nostra regione ve ne sono ben pochi, sono  inaccessibili  e con liste di attesa interminabili . Ovvio che sia così, i centri di riabilitazione, a differenza delle residenze  sanitarie , hanno bisogno di competenze e professionalità specifiche ed elevate, i costi sarebbero maggiori ed i vantaggi, in termini di clientele elettorali, meno gratificanti. Un conto è assumere logopedisti, fisioterapisti
specializzati, neurologi, tutte  figure afferenti ed essenziali ad un centro  riabilitativo, un conto è imbucare un inserviente in una residenza per anziani  spacciandolo per un operatore socio assistenziale con stipendi di gran lunga  inferiori alle figure su dette. Vogliamo parlare di quanto consta alla regione un ora di assistenza  domiciliare ? C’è un nomenclatore tariffario al riguardo che minuziosamente determina  tariffe e compensi, fu varato dalla giunta in accordo con i sindacati e le coop  sociali. Per un ora di assistenza domiciliare, raramente ne vengono erogate più di 2 a settimana,  una coop riceve dalla regione 25 euro, all’operatore ne  vanno 4,95 .
Un scarto di 20.05 centesimi di cui non è chiaro ne agevole determinare il  percorso, lasciamo ai lettori ogni ulteriore considerazione . Preme ricordare che in terza commissione giace, oramai da mesi, anche il progetto di legge del Consigliere Sandra Monacelli avente come oggetto
“interventi a sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone  affette da SLA “
Della disperazione di questi martiri, di cui la Monacelli si è fatta portavoce, sembra non importare a nessuno, l’auspicio è che la legge venga approvata  quanto prima senza se e senza ma, con tutte le modifiche che occorrono al testo  iniziale,  per sostenere nel concreto, chi si trova in questa drammatica  condizione .

POLITICA: IL MAGGIORITARIO TI ACCORCIA LA VITA

24 marzo 2011

di Ciuenlai

L’incredibile spettacolo della guerra per le candidature a cui abbiamo assistito in questi mesi e alla quale, purtroppo, continuiamo ad assistere, non è altro che l’atto finale, degli effetti del sistema maggioritario. La personalizzazione è stata spinta ai massimi livelli e ormai è l’unico elemento con il quale viene identificata la politica. I programmi (quando ci sono) vengono sempre dopo. Il processo ha avuto varie fasi, prima di arrivare alla degenerazione attuale. L’avvento dell’elezione diretta di Sindaci e Presidenti è parsa, all’inizio, come un elemento di stabilizzazione del sistema. Ma non ci si è resi conto che il primo periodo fu gestito in maniera proporzionale. I partiti, anche se dimagriti e meno organizzati, erano ancora una cosa seria. La sinistra sfondò perché mise in campo i migliori candidati possibili, gente di grande personalità dando l’impressione di una grande apertura verso al società civile. Ma durò poco; solo 5 anni. Il secondo decennio è quello del ritorno degli apparati e della formazione delle oligarchie. Da qui il passaggio all’individualismo sfrenato è stato, praticamente,automatico. La cultura dell’uomo solo al comando, non poteva che avere questa negativa conclusione. E la presunta stabilità si è trasformata in un inferno, in una competizione ad orario continuato. Quella che era considerata la normalità e cioè la riconferma per la seconda legislatura è diventata, nella maggioranza dei casi, una eccezione. Oggi, in realtà, la battaglia inizia il giorno dopo l’insediamento. E gli oppositori più accaniti e pericolosi sono interni più che esterni alla coalizione che ha vinto. Questo nuoce gravemente alla salute degli enti locali perché la condizione fondamentale per passare all’assalto di sindaci e Presidenti in carica è quella di mettere in difficoltà le varie amministrazioni. Peggio vanno e più aumentano le possibilità di mandare a casa i responsabili. E, lentamente questo assalto avviene ad una distanza sempre più ravvicinata. Prima si aspettava la fine delle due legislature, poi si è passati a sferrare l’attacco alla fine della prima e adesso si comincia a tramare dopo pochi anni dall’insediamento (in alcuni casi dopo pochi mesi). In ogni posto i “papabili” creano propri apparati, gruppi di sostenitori, che sfuggono alle strutture di partito e che rispondono solo ad interessi di parte. E’ un po’ come a fine impero, quando ogni generale si faceva incoronare imperatore dalla propria legione. E i generali aumentano ogni ora. Non sono teorie, ne chiacchiere ma fatti di questi tempi e di questi giorni. Basta leggere le cronache elettorali. I sindaci di Nocera Umbra e Di Amelia, che erano al primo mandato, non verranno riconfermati. Ricci di Assisi non avrà tutto il centrodestra con lui perchè il suo vicesindaco Bartolini è diventato un suo concorrente. In città come Spoleto e Terni ci sono forze dentro il Partito Democratico che stanno provando a far saltare il banco prima del 2014. A Perugia una manciata di Consiglieri di maggioranza tiene costantemente “sotto scorta” Boccali. Credo quindi che se si vuole provare a rimettere in campo un pizzico di normalità, bisognerà che, prima o poi qualcuno cominci a fare una seria battaglia contro questo sistema che sta andando in pezzi e che sta mandando in pezzi le istituzioni. Certo la modifica dell’elezione diretta è, per Comuni e Province, una questione nazionale, ma per la Regione è cosa nostra. Una legge elettorale che elimini il listino e che preveda (al massimo) solo l’indicazione del Presidente, potrebbe dare una mano alla democrazia e al buon governo.

La riforma Gelmini è legge: ora si realizzi un sistema universitario razionale e meritocratico

24 dicembre 2010

di Matteo Bressan

Mariastella Gelmini

Passata la furia e la guerriglia urbana del 14 dicembre, così come rispedite alle opposizioni le accuse di facciata e di maniera sui contenuti della riforma,  il Senato ha approvato ieri pomeriggio la tanto discussa riforma Gelmini. Tra le tante novità previste nel disegno di legge tre meritano particolare attenzione proprio perché su queste si concentrano le speranze e le aspettative degli studenti. In primo luogo è prevista infatti una riorganizzazione e fusione degli atenei con meno iscritti e con attività simili. Parallelamente si effettuerà un taglio netto della miriade di corsi di laurea prodotti dall’infausta riforma Berlinguer che tanto hanno danneggiato gli studenti alle prese del mercato del lavoro. Sul fronte dei ricercatori invece si interverrà andando a limitare entro i sei anni il termine entro il quale si può praticare attività di ricerca all’interno delle università. Con questo intervento, duro sotto certi aspetti ma doveroso visti i tempi, si cercherà appunto di frenare un fenomeno, quello dei precari a vita, che per anni ha costituito il serbatoio di voti e false speranze del centro – sinistra. Infine è previsto un limite di mandato per i rettori, peraltro sfiduciabili dal senato accademico, e una serie di limitazioni fino al quarto grado di parentela per partecipare ai concorsi accademici. Una riforma quindi che vuole consegnare all’Italia un’ università più dinamica, più adatta alle sfide e alle esigenze del mercato del lavoro e che vuole spezzare la deriva sessantottina che ancora oggi alberga nelle nostre università.

Assistenza didattica ai disabili perché bisogna andare al Tar per farsi riconoscere un diritto di legge?

18 novembre 2010

Laura Zampa

La Consigliera provinciale Laura Zampa, con delega ai progetti di integrazione nella scuola, torna sul delicato tema dell’assistenza didattica ai disabili. Come “previsto” nel suo intervento nel mese di agosto, l’esponente del Pd mette in risalto che iniziano a giungere sui quotidiani notizie riguardanti le sentenze dei TAR in merito all’assistenza didattica agli alunni ai quali l’ASL ha fornito una diagnosi funzionale di gravità. Il TAR della Campania con sentenza n° 17532/2010 ha accolto il ricorso contro il Ministero dell’Istruzione e  l’Istituto scolastico di provenienza, presentato dai genitori di un alunno disabile accertando il diritto del minore all’assegnazione di un numero di ore adeguato alla sua patologia. Il TAR della Sardegna con una sentenza depositata il 30 ottobre 2010 è andato oltre, riconoscendo ai minori anche il danno esistenziale. Si evidenzia che, nella nostra Regione, pur essendo state date numerose deroghe per il sostegno da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale nel mese di settembre, si sono poi levate da parte delle famiglie diverse richieste di aiuto. Ci si domanda quindi se effettivamente tutti i casi di disabilità grave abbiano avuto riconosciuto il loro diritto.

Non basta la legge per garantire il diritto? Debbono le famiglie per ottenerlo sobbarcarsi l’onere di affidare il proprio caso alla giustizia amministrativa? Eppure i genitori di “figli speciali” hanno già in tempo, economie, disponibilità ed amore e  molto da impegnarsi senza dover aggiungere altri affanni. Credo che la politica – afferma la consigliera – abbia il compito di sostenere queste famiglie e favorire che abbiano tutta l’assistenza scolastica che la Costituzione italiana, le diverse leggi del nostro ordinamento, molto all’avanguardia rispetto al resto d’Europa, e la convenzione dell’ONU, riservano ai figli.