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PESARESI: “UMBRIA‬ ISOLA VERDE MA TROPPO ISOLATA – USCIRE DALL’ISOLAMENTO FERROVIARIO É LA SFIDA PER USCIRE DALLA ‪CRISI‬ ECONOMICA

8 marzo 2015
Lorena Pesaresi

Lorena Pesaresi

L’INTERVENTO DI LORENA PESARESI   ALLA LEOPOLDA DELL’UMBRIA 

Che il futuro dell’Umbria sta nell’economia verde, nella qualità urbana e ambientale legata alle nuove tecnologie è ormai un punto fermo, il cuore del programma europeo nella costruzione di città SMART.

MA C’E’ UN PUNTO IN UMBRIA CHE RIMANE APPESO DA OLTRE MEZZO SECOLO….

Oltre la pesantezza della crisi, l’Umbria sta pagando anche il prezzo di un isolamento dovuto ad una mobilità antiquata e zoppa, se mi consentite la battuta. Oggi l’Umbria è un’isola verde, ma è troppo isolata.

Al verde, cioè all’Ambiente, dobbiamo la nostra personalità regionale, il motivo per cui siamo conosciuti e ricordati da tutti. Il verde è quello dei nostri boschi e delle nostre campagne curate e lavorate. E’ quello di un ambiente che la nostra cultura di umbri ci ha insegnato a rispettare, a vivere e usare in modo sostenibile.

 

Però oggi questa armonia s’incrina perché i tempi richiedono ALTRO: una forte mobilità, capacità di avere una dimensione internazionale, una cultura aperta al nuovo. Oggi l’aggettivo “lontano” non ha più senso. La Cina un tempo era ‘lontana’, oggi è in ogni mensola, in ogni cassetto di casa nostra, nei telefonini che usiamo, anche nelle statuette di Natale che compriamo. E’ cambiata anche la percezione del tempo: oggi dire “tempestivo” vuol dire ‘ora’, ‘immediatamente’. Quel concetto di “VELOCITÀ” che fa la differenza è che anche la Serracchiani ha messo al centro del suo intervento di oggi.

L’Umbria su questo deve poter fare un salto di qualità. Siamo una regione dell’Europa, non possiamo continuare a soffrire questo isolamento, questa arretratezza che consentitemi è anche di natura culturale della politica.

MOBILITA’ E TRASPORTI SU FERRO DEVONO DIVENTARE LA LEVA DELLO SVILUPPO ECONOMICO E DI NUOVA OCCUPAZIONE IN QUESTA REGIONE

Fuori dall’isolamento ferroviario, è il primo obiettivo, in un contesto ormai di macro regione, per non restare alla periferia del mondo nel sistema dei trasporti italiani e internazionali, innovando la rete ferroviaria e con collegamenti ferroviari rapidi, efficienti e competitivi, più economici e meno inquinanti

PERCHE’ L’UMBRIA ANCORA OGGI E’ TRA LE PRIMISSIME REGIONI IN ITALIA

dove la maggioranza di persone e di merci viaggia ancora su gomma e non su ferrovia: l’Umbria è tra le primissime regioni italiane a più elevato rapporto auto/persona… PERCHE ‘il trasporto su ferro è fuori scala nazionale e internazionale per effetto delle infrastrutture obsolete della Rete ferroviaria… mentre invece, (come recitano le ricerche), I trasporti nei collegamenti con la rete nazionale e internazionale sono strategici per tornare ad investire in Umbria da parte delle nostre aziende locali (costrette a farlo ormai nei paesi dell’est) e non solo delle multinazionali che investono e troppo spesso sottraggono risorse e ricchezze con scarse ricadute in termini occupazionali e di servizi per le nostre comunità locali. Lo dimostrano anche i risultati dell’ultimo rapporto dell’AUR: il tasso di povertà è passato in Umbria dal 5% all’11% dal 2010 al 2012 (più che raddoppiato); il tasso di disoccupazione giovanile è schizzato ai livelli più alti della media nazionale, con un tessuto economico già fortemente indebolito….

PER TUTTI QUESTI MOTIVI

Non si esce dalla crisi se questo punto non diventa una priorità del governo regionale per i prossimi 5 anni, serve un salto di qualità enorme come condizione essenziale per rilanciare l’economia su basi nuove, DURATURE e con politiche virtuose. Il futuro dell’Umbria passa con il treno dell’economia verde: tutto dipenderà da quanto saremo veloci a prenderlo….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partito Democratico e caso Renzi

8 novembre 2011

LETTERA APERTA DI MARIO FELICIONI

“I CAPPONI DI RENZI”

Cari democratici credo che occorra dare luogo ad una riflessione, ad un dibattito  attento, costruttivo, privo di preconcetti all’interno del Partito dopo “l’evento” dei cosiddetti “Rottamatori” della Leopolda  di Firenze. Personalmente ritengo Renzi un amministratore capace, anche alla luce di recenti sondaggi che lo vedono tra i sindaci più graditi in Italia, un ottimo comunicatore i suoi interventi sono fluidi, apparentemente anticonvenzionali, lucidi, coinvolgenti. Ma ho anche la percezione, il sesto senso che sia un soggetto ambizioso, desideroso di gloria, vanitoso, spregiudicato, aggettivi pericolosi se accostati ad un politico insomma non vorrei che chi giustamente vuole pensionare D’Alema non ne divenga poi la giovane copia. Ho ascoltato con attenzione le conclusioni della Leopolda e pur mantenendo le  mie personali convinzioni sul personaggio-fenomeno Renzi trovo motivi di condivisione su alcuni passaggi, specie quando dice che uno statista quando governa non guarda alle prossime elezioni ma deve cercare di guardare al futuro delle generazioni che verranno. O quando dice che i nostri nonni e padri ci hanno lasciato con una casa un conto in banca, delle sicurezze, insomma un certo benessere, mentre i nostri nonni-padri politici sono andati a mangiare al ristorante e ci ha lasciato il conto da pagare, ossia l’irresponsabilità nel creare un debito pubblico che graverà su di noi e le generazioni che verranno. Oppure quando dice che il centrosinistra  deve dividere chi vive di finanza da chi fa impresa da chi ha voglia di rischiare da chi vive di rendita, e questo proposito non posso non ricordare che  vivo personalmente  sulla mia pelle il fatto che oggi sempre più spesso la finanza rovina l’impresa e chi come me lavora per quell’impresa. Ho condiviso anche quando dice che dobbiamo scrivere tutti insieme una nuova storia e questo lo devono fare i pionieri e non i reduci, ma attenzione non dobbiamo mai dimenticare, mai buttare alle ortiche le nostre radici perché altrimenti avremo creato un partito senza  basi solide, senza valori,  avremo creato in sintesi un PDL di sinistra.

nota di redazione: la lettera è molto lunga, per l’argomento trattato merita di essere pubblicata per intero, ma  per ragioni di opportunità editoriale l’abbiamo divisa in due parti, ci scusiamo con l’autore ed i lettori, ma promettiamo di pubblicare presto la seconda parte.