Posts Tagged ‘libero’

Disabili gravi, in Umbria nulla si muove, MARTIRI SCOMODI?

20 ottobre 2014
giulio galliA sinistra dell’immagine c’è Giulio Galli di Terni lavoratore delle Acciaierie disabile grave deceduto in seguito allo sforzo sostenuto durante un’ occupazione del consiglio regionale dell’Umbria .
Quel giorno, 11 luglio 2011, a Perugia c’erano 40 gradi .

Dopo mesi di inutili suppliche , richieste e sollecitazioni   verso la Giunta presieduta da Catiuscia Marini al fine di ottenere l’erogazione di un dignitoso assegno di cura domiciliare , Giulio e i suoi compagni decisero di unirsi per combattere contro la colpevole inerzia delle istituzioni umbre. (more…)

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Strana Coppia: Il Collaborazionista ed il disabile

16 luglio 2014

il collaborazionista disabile traditore  con scritta giallaIn questo percorso ho incontrato molta gente , tante storie ,alcune l’ho vissute ,ormai ce l’ho addosso .
Ho maturato la convinzione ,forse troppo tardi, che non abbiamo nessuna possibilità di riscatto ,nessuna chance di liberarci dalla nostra codardia e dal nostro cinismo.

Da giorni una parola mi girava in mente ,una parola che evoca angosce e nubi oscure del passato .
Mi fermo a riflettere ,vedo le atrocità del nazismo , i lager e la cronaca quotidiana di oggi ,le probabili assonanze ,le inevitabili comparazioni. (more…)

LA COMICITA’ DI PAOLO ROSSI, GLI APPROFONDIMENTI DI BARANES E RIVAS, LE PROIEZIONI DI MISTRATI E TANTO CACAO ARTIGIANALE: A CITTA’ DI CASTELLO L’EDIZIONE 2013 DI ALTROCIOCCOLATO

15 ottobre 2013

tortaciocc“Verso un futuro equo e più dolce per tutti” è lo slogan coniato per l’edizione numero 13 di Altrocioccolato, la manifestazione organizzata da Umbria Equosolidale che, quest’anno e per i prossimi due, sarà ospitata a Città di Castello. La kermesse, che si svolgerà dal 18 al 20 ottobre in contemporanea con le Giornate regionali del commercio equosolidale, arriva nell’Alta Valle del Tevere dopo i successi riscossi a Castiglione del Lago e a (more…)

Perché per i cittadini italiani disabili c’è un autentico MURO DI GOMMA?

9 aprile 2013

Riceviamo e pubblichiamo

nota di redazione: Il testo è particolarmente lungo e ce ne scusiamo con i lettori, ma vista l’importanza sociale e la delicatezza dell’argomento trattato invitiamo tutti  ad arrivare fino in fondo.

di Disabile Libero – Perugia

La lotta dei cittadini non autosufficienti in favore del principio di libertà sulle modalità dell’assistenza incontra quotidianamente sempre nuovi ostacoli, le (more…)

Dream’s Factory ha presentato GOLIARDO, la due ruote dedicata a Filippetti in mostra a Narni

31 gennaio 2012

Paolo Lucci e Goliardo Filppetti con la moto Goliardo

La passione per i motori e per le motociclette uniche sono state al centro della serata evento tenuta il 28 Gennaio, presso la Sala Consiliare del Comune di Narni gremita di gente, alla presenza del Sindaco Stefano Bigaroni, della Giunta e del Consiglio Comunale.

A dare il via alla serata è stato il Prof. Alberto Freddi che ha raccontato la storia di Goliardo Filippetti, narnese doc e noto collezionista di moto d’epoca. Il vero evento è stato la presentazione a sorpresa della moto “Goliardo” di Dream’s Factory, nata dalla passione per le due ruote di Paolo e Marco Lucci. Realizzata con oltre 700 ore di ricerca, lavoro e sperimentazione, la due ruote dedicata a Filippetti ha reso l’evento unico. Goliardo Filippetti per l’occasione ha ricevuto un riconoscimento particolare da parte del Sindaco di Narni come ringraziamento per l’impegno dimostrato nel campo motociclistico e nei confronti della Città nativa. All’evento hanno partecipato ospiti d’onore come il campione Remo Venturi, il meccanico Pirro Loreti e il figlio del campione Libero Liberati.

A suggellare l’evento l’inaugurazione dell’esposizione permanente di moto d’epoca collezionate da Filippetti, all’interno del Palazzo Comunale di Narni.

UMBRIA DISABILI GRAVI: QUANDO LE ISTITUZIONI “UCCIDONO” LENTAMENTE …

9 gennaio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Sono trascorsi esattamente 6 mesi dalla manifestazione dei malati di SLA organizzata dall’AISLA nel consiglio regionale dell’Umbria. Quella mattina il clima era davvero pessimo, l’aria irrespirabile, la temperatura vicina ai 40 gradi. Quelle condizioni climatiche minarono in modo irreversibile la salute di alcuni dei malati presenti, uno dei partecipanti GIULIO GALLI morì pochi giorni dopo . I malati e i loro familiari, furono costretti a compiere un gesto così clamoroso a causa della condotta omissiva, elusiva, delle istituzioni regionali, il disegno di legge che disciplinava l’assegno di cura giaceva in III commissione da mesi . L’assegno, come molti di noi sanno, ha il compito di alleviare e sostenere il carico di cura della famiglia, permettendo di assumere e remunerare dignitosamente un assistente familiare, in quanto è altresi noto, che l’impegno di cura a favore dei malati è piuttosto considerevole, spesso finanziariamente insostenibile, si parla di cifre prossime ai 6000 euro al mese. Tutte le reginioni italiane, tranne poche, rare eccezioni, erogano gli assegni, li erogano non solo ai malati di SLA, ma a tutti coloro che si trovano in condizioni di grave disabilità. Nel corso della seduta consiliare concomitante alla manifestazione, fu strappata l’approvazione di un ordine del giorno nel quale la maggioranza si impegnava a disciplinare la previsione dell’assegno, lo strumento prescelto non sarebbe stata una legge, ma bensì una traballante delibera, per di più, delibera che intruduceva una sorta di sperimentazione della durata di un anno, quindi nulla di definitivo e nulla di estensibile agli altri disabili gravi . Quindi, scelte discutibitili e palesemente discriminatorie, quasi con l’intento mal celato di alimentare una guerra tra disperati . Secondo voi a distanza di 6 mesi qual’è lo stato dell’arte ? Nulla, nessun segnale, niente assegno, famiglie e malati ancora nel guado ! Voi direte – beh c’è la crisi, la regione non trova i soldi – No ! I soldi erano già pronti a maggio 2011, la Regione poteva metterne dei suoi, ma non lo fece, aspettò il riparto del fondo sanitario nazionale per il 2011, i fondi, circa 300.000 euro, erano   già disponibili da allora. Sembra alquanto difficile credere, che una Regione con un bilancio prossimo ai 3 miliardi di euro, incontri tutte queste difficoltà a racimolarne poche decine di migliaia al fine di alleviare la sofferenza di queste famiglie.  Sembra difficile crederlo anche in ragione del fatto che, ogni anno, vengono indetti appalti per  centinaia di milioni di euro in favore delle varie coop, appalti per la gestione delle strutture residenziali e semiresidenziali, appalti, che prevedono contributi pubblici per ogni singolo disabile ospite in struttura per migliaia di euro al mese . Tutti conoscono i vantaggi, in termini di risparmio che gli assegni di cura portano alle casse regionali, ma tutti o quasi, in questa Regione, continuano ad ignorare, eclissare, tacere . Mi raccontava ,un sindacalista di fuori regione che lotta in favore dei diritti delle persone con handicap, delle straordinarie difficoltà che ha incontrano in Umbria nell’ organizzare le attività del suo sindacato, ai suoi occhi è apparso subito il meccanismo consociativo estremo che di fatto blocca e mina la naturale vita democratica ed istituzionale . In Umbria, a suo dire, non c’è ne maggioranza ne opposizione ma un miscuglio malsano,  aveva incontrato molte meno difficoltà in Sicilia e Campania. Posto in questi termini il quadro parrebbe disperato, ma in realtà non è così . L’assegno di cura, l’assistenza domiciliare indiretta ,sono figure previste da leggi e norme nazionali, il fatto che vi sia o meno una delibera regionale, comunale, provinciale che ne disciplini i dettagli, è quasi irrilivante . Le leggi in questione sono la 328 del 2000 e la 162 del 1998, leggi che in Umbria, vengono completamente disattese nelle parti in cui favoriscono concretamente la libera scelta dei disabili e delle famiglie su come disporre dei finanziamenti relativi all’assistenza. Finanziamenti non pochi per la verità, a loro destinati dal fondo sanitario nazionale, e comunque, anche i comuni possono disporre di risorse proprie per coprire adeguatamente certe situazioni . Ai cittadini umbri non rimane che un unico valido strumento per ottenere la tutela dei loro diritti, affidare ad un legale competente in materia, l’intera questione, avendo cura di scegliere oltre che in ragione della compenza anche con riferimento,    per quanto possibile, all’indipendenza . E’ necessario scegliere un legale che non anteponga interessi e collusioni poco trasparenti alla deontologia ,che non inganni e tergiversi sulle possibilità che la legge offre per la tutela di queste persone e delle loro famiglie, le cui rivendicazioni, per la legge e i tribunali italiani sono assolutamente concrete, rivendicazioni che per la grettezza, il cinismo, la corruzione di alcuni politici ed amministratori pubblici, debbono necessariamente trovare risposte e tutele nei palazzi di giustizia .

Disabile Libero – Perugia

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Il consiglio regionale dell’Umbria in quel caldo giorno di luglio, si e’ assunto un impegno con i malati di Sla e le loro famiglie.  Lo ha preso con Giulio… con coloro che come lui non c’e l’hanno piu’ fatta… lo ha preso con Francesco e con  coloro che condividono la stessa crudele compagna di viaggio.  Simili esperienze non possono scivolare inutilmente sulla pelle senza lasciare traccia- Ci sono casi della vita in cui le parole sono pietre e questoè uno di quelli! Non c’ è ragione al mondo che possa giustificare il ritardo con il quale ancora oggi, dopo mesi, si stenta ad onorare un impegno unanimemente assunto dal Consiglio regionale dell’Umbria!

Sandra Monacelli – consigliere regionale Udc

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Davvero strano a volte che i politici sembrino non comprendere quale tipo di risonanza mediatica potrebbe avere un intervento palese a favore di categorie fortemente penalizzate dalla natura e dalla storia. Essendo queste parte dell’ambito sociale in cui si vive, l’attenzione fattiva dello stesso, rappresenterebbe uno specchio di rimando pubblicitario per loro di altissimo spessore. Dimostrerebbero di possedere quelle doti di umanità e di sociale attenzione che dovrebbero essere le prime da ricercare in un candidato politico da parte degli elettori. Si potrebbe così invitare i potenziali elettettori ad accertarsi delle idee possedute dall’ aspirante politico prima di entrare nell’urna, accertandosene osservando la sua capacità di relazionarsi con gli ambiti più sfortunati e provati della società. Si potrebbe ovviare ad eventuali cantonate semplicemente valutando i suoi modi di relazione con i più sofferenti: una cartina di tornasole capace di valutarne l’attitudine nel trattare in casi di varia umanità partendo da un anello basso.
La presenza di tanti condizionali nel testo non ne pregiudica di per se la possibilità reale!!!

Roberta Capodicasa

Libero: “Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli”- Ipse Dixit.

5 dicembre 2011

di Viviana Picchiarelli

Viviana Picchiarelli

Va bene, pare che l’articolo sia ironico. D’accordo, non si tratta di un consiglio, bensì di un dato statistico, guarda un pò, riportato solo alla fine dell’articolo firmato da Camillo Langone sulle pagine del quotidiano di Belpietro del 30 Novembre.

Un articolo volutamente provocatorio, un intervento a gamba tesa in cui è stato messo in evidenza il legame tra la scolarizzazione femminile e il calo delle nascite. Fonte autorevole di suddetta conclusione è la ricerca condotta dalla Harvard Kennedy School secondo la quale le donne con più studi ed educazione sono più facilmente nubili mentre le donne con meno educazione sono quelle che fanno più figli. Concorda anche il ministro dell’educazione inglese Wallace, dicendo che più istruzione femminile superiore si traduce con meno famiglie e meno figli.

La conclusione del Langone, dopo aver peraltro parlato di stretto legame tra culle vuote e barconi pieni di immagrati, è più o meno questa: togliete i libri alle donne e faranno più figli. Riaprire i reparti di maternità chiudendo qualche facoltà.

Queste le mie personalissime considerazioni in materia (da accanita lettrice):

1) fare figli non può essere una mera questione fisiologica, la logica del “si è donne quindi si devono mettere al mondo dei figli” è deleteria. Non siamo tutte in grado di e predisposte a.

2) fare figli deve necessariamente essere una presa di coscienza consapevole. I figli non chiedono di venire al mondo, per questo meritano rispetto ancor prima di nascere. Rispetto che prima di tutto si deve tradurre in piena coscienza e accettazione dell’enorme impatto che la nascita di un figlio ha sulla vita e del singolo e della coppia.

3) i figli non si fanno se:

a) si sta insieme da anni, il rapporto fa acqua da tutte le parti e allora si pensa bene di mettere una toppa con l’illusione delinquenziale di salvare in extremis un legame che va troncato caricando di responsabilità un essere di 2-3 kg.

b) si rincorre la moda dell’”accasamento” perché così fanno tutti o, peggio, la cerchia dei nostri amici. Non sia mai che si rimanga indietro. Lo stesso dicasi per i matrimoni. Ma questa è un’altra storia.

c) si pensa di “depositarli” presso nonni, parenti, baby sitter e affini. Direte voi, e il lavoro? Ci si organizza. O l’uno o l’altro, almeno nei primissimi anni di vita. O si fa un passo indietro nella professione. Non si può avere tutto. Anche perché tanto non ci si riesce. Quindi sarebbe quanto meno opportuno che la priorità venisse data ai figli se si decide di metterli al mondo.

4) i figli non sono:

a) scusa per “vacanze prolugate” grazie all’istituto della maternità anticipata

b) escamotage per procrastinare contratti lavorativi in scadenza

c) alibi per non separarsi

d) strumenti di ricatto tra ex-coniugi

e) pungiball per frustrazioni, rancori, rimpianti e rivendicazioni di genitori incapaci di scindere se stessi dal ruolo che rivestono

Detto questo, sarà poi vero che il troppo leggere abbia reso le donne meno inclini al concepimento? Fermo restando che non ero a conoscenza della natura anticoncezionale delle pagine scritte, direi che se fosse vero, considerando la deriva a cui stiamo assistendo, forse noi donne abbiamo sbagliato libri. Se il troppo studio ci ha condotto a pessimi risultati quantitativi e qualitativi sarà il caso di ritornare a scuola. Seriamente, però.

 

 

LETTERA AI GIORNALI DI RICCARDO NENCINI (SEGRETARIO NAZIONALE PSI)

30 luglio 2011

NENCINI (Segretario Nazionale Psi) SCRIVE AI DIRETTORI DI REPUBBLICA, CORRIERE DELLA SERA, SOLE 24 ORE, LA STAMPA, IL MESSAGGERO E QUOTIDIANO NAZIONALE

Caro direttore, una seconda (nuova?) tangentopoli sta spazzando l’Italia. Colpisce soprattutto i partiti più rappresentativi e pezzi dell’alta burocrazia statale a dimostrazione che i nodi mai sciolti negli anni ’90 si sono ripresentati con immutata forza, che la politica ha rinunciato alla sua funzione di strumento regolatore e braccio responsabile nel governo di una nazione, che nella penisola non vi sono decisive differenze tra le parti in gioco quando si tratta di ‘questione morale’.
Con un paio di sottolineature.

La prima. Senza volersi infilare il saio del Savonarola, radicali e socialisti, in questo decennio, sono rimasti lontani dal fuoco.  Non ricordo un amministratore socialista condannato per aver approfittato della pubblica amministrazione.  Eppure sono diverse centinaia gli amministratori iscritti al PSI nei comuni, nelle province e nelle regioni italiane.  E non si tratta nemmeno di fortuna.  Il passato, per noi, è stato maestro di vita, abbiamo cambiato i nostri rappresentanti locali, aperto a esperienze più giovani e cancellato le correnti quando non vi erano posizioni politiche antagonistiche.  Il potere gestito è decisamente minore ma il cambiamento c’è stato comunque.
La seconda. Leggo, anche di recente, di partiti che adottano codici di comportamento per moralizzare la loro vita interna.  Bene.  Il mio PSI – con inizio nell’estate 2008 – pose due questioni alle forze presenti in parlamento. Ridurre al medesimo livello le indennità, oggi ingiustamente diversificate, di Consiglieri e Assessori Regionali  (quota Umbria-Toscana, la più bassa: risparmio di 110/120 milioni di euro).  Conferire il finanziamento pubblico solo ai partiti in regola con l’art. 49 della nostra Costituzione.  Un sacco di applausi poi un catacombale silenzio sugli atti che si dovevano assumere.  Noi, che lanciammo quelle proposte, ci siamo affidati alle campagne pubbliche per sostenerle.  Da soli.  Non sarà questa, direttore, una evoluzione della diversità della sinistra?

Riccardo Nencini – (Segretario nazionale del Psi)

nota di redazione: a Libero? a Il Giornale? Il Tempo? Il Mattino? era finita la carta segretario?

SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA): UNA DELEGAZIONE DELLA TERZA COMMISSIONE HA FATTO VISITA A FRANCESCO BRUNELLI

26 maggio 2011

IMPEGNO BIPARTISAN PER UNA LEGGE DI SUPPORTO ASSISTENZIALE ED ECONOMICO

Una delegazione della terza Commisione consiliare, composta dal presidente Buconi (Psi) e dai consiglieri regionali Sandra Monacelli (Udc), Massimo Monni e Rocco Valentino (PdL) ha fatto visita stamani, presso la sua abitazione di Perugia, a Francesco Brunelli, malato di Sla (Sclerosi laterali amiotrofica) da otto anni che, nei giorni scorsi aveva denunciato l’indifferenza delle Istituzioni regionali dell’Umbria rispetto alle reiterate richieste di aiuto dei malati di Sla e delle loro famiglie. L’impegno di accelerare una apposita proposta di legge di Monacelli, attualmente in Commissione, è stato bipartisan come all’unisono è stato garantito l’impegno affinché i malati di Sla vengano presi in carico dalle strutture pubbliche prevedendo al contempo un forte sostegno alle famiglie. Rimarcando l’esasperazione delle famiglie all’interno delle quali vive un malato di Sla, Brunelli ha manifestato l’intenzione di interrompere, entro il prossimo 31 maggio, alimentazione e idratazione se non avrà ancora ricevuto una risposta concreta, che vada cioè al di là delle solite promesse.

Tra i momenti più toccanti dell’incontro, la testimonianza della moglie, Francesca che, proprio come un ‘Angelo custode’ lo cura senza abbandonarlo neanche un attimo.

Commento:

Disabile Libero bene, ora il teatrino può iniziare, i soldi sono già arrivati, circa 300.000 mila euro + le spese … erano ricompresi nel riparto dei 4 milioni del fondo non autosufficienti, avete capito appena 4 milioni, non i 115 milioni previsti dall’ex assessore Damiano Stufara ! Ora occorrre vigilare, approvare la legge non vuol dire che il denaro sia disponibile il giorno dopo, ovvio, ci vogliono delibere, regolamenti, e poi l’isee, conta quello del disabile grave non quello famigliare !!!