Posts Tagged ‘locchi’

CASO PERUGINA: LETTERA APERTA A RENATO LOCCHI

25 febbraio 2014
Renato Locchi

Renato Locchi

Carissimo Renato, mi perdonerai se rubo un pò del tuo tempo prezioso, ma volevo aggiornarti sulla situazione della Perugina a San Sisto. Ricordi? La settimana scorsa insieme al consigliere regionale Mariotti avevi tenuto a sdrammatizzare la situazione, affermando che da fonti certe sapevi che la cassa integrazione non avrebbe riguardato non più di 200 operai e a rotazione, per poche ore la settimana. L’avevi definita una situazione normale, normalissima con il calo di produzione fisiologico di febbraio e marzo.
Con questa mia vengo ad avvisarti che dal 3 di marzo e fino a dopo Pasqua si va di cassa integrazione per TUTTI e completa (si escludono i 300 part time per cui non è applicabile la CIG, ma tu lo sai nevvero?), (more…)

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RIFIUTI: MOZIONE IN REGIONE DI LOCCHI E BUCONI

21 gennaio 2014

pd_logo“La Giunta presenti un adeguamento dell’attuale Piano regionale dei rifiuti entro il prossimo mese di giugno. All’interno del documento che è fondamentale per il futuro dell’Umbria, deve essere contenuta la soluzione più idonea ad assicurare la chiusura del ciclo”. E’ quanto chiedono all’esecutivo della presidente Catiuscia Marini i capigruppo del Partito (more…)

POLITICHE – IL CENTROSINISTRA IMMOBILE E IL RISCHIO DELLA GUERRA SU DUE FRONTI

26 maggio 2012

di Darko Strelnikov

Un’altra Umbria è possibile? Mi spiego meglio; esiste una domanda di alternativa agli attuali equilibri politici? E se si come e dove si organizza per competere alle prossime elezioni politiche e alle prossime amministrative? A giudicare dalla recente tornata alternativa verrebbe da dire di no. Si, le liste civiche ci sono state, hanno avuto anche corposi successi, ma sono ancora molto incanalate all’interno del quadro politico tradizionale. Venivano in gran parte da personaggi, (more…)

Da Rocchi a Locchi: per una modernizzazione di Perugia nel XX e nel XXI secolo

23 aprile 2012

Ulisse Rocchi

Due momenti importanti per la modernizzazione di Perugia del Novecento e del terzo millennio. Ulisse Rocchi, già medico e direttore dell’ospedale perugino di via Oberdan, portò significative innovazioni nella vita cittadina. Esponente borghese, subentrato al notabilato agrario, Rocchi si propose come convinto progressista, governando la città per un quindicennio. Fondatore del giornale “La provincia”, legò il proprio nome al trinomio “luce, acqua e tram”, sintetizzando in queste tre voci un pacchetto di opere pubbliche che contribuirono all’innalzamento del profilo civile della città del Grifo. Alla fine della sua carriera politica concorse l’incidente, verificatosi durante la costruzione di via Cesare Battisti quando, nel crollo di un’impalcatura, morirono degli operai. Roberto Sciurpa, autore di uno studio sui sindaci

Renato Locchi

della città del Grifo, per ricordare le contraddizioni e lo spirito trasformistico di Rocchi, cita la satira riportata ne “L’Unione Liberale” che gli mise in bocca la strofetta: “Per far piacere al popolo / che m’è tanto cortese / faccio il

Claudia Minciotti

socialistoide / truccato da borghese”. Renato Locchi, sindaco di Perugia per due consiliature, ha tenacemente voluto la realizzazione di significative opere pubbliche come il teatro Brecht di San Sisto, il nuovo Ospedale S. Maria della Misericordia (ex Silvestrini), il minimetro e la “sala del commiato”, per portare l’ultimo saluto, da parte di amici e familiari, a cittadini non credenti, presso il cimitero civico.

Leandro Corbucci, Sandro Allegrini, Gian Franco Zampetti

Il talk tra Sandro Allegrini, Claudia Minciotti e Renato Locchi si dipanerà intorno a temi della storia perugina passata e presente, con intermezzi poetici, letti dagli attori Leandro Corbucci e Gian Franco Zampetti. L’animazione verterà su poesie e prose pubblicate dagli autori perugini dell’Accademia del Dónca nelle antologie dell’Officina del Dialetto e nel volume “Minimetro che passion!”, con Book shop organizzato da Morlacchi editore.

 

CRISI REGIONE – IL PD E IL TEOREMA DI STOCKMAYER

20 febbraio 2012

di Ciuenlai

L’umorista Arthur Bloch ne “La legge di Murphy e altri motivi per cui le cose vanno al rovescio” presenta il Teorema di Stockmayer : “Se sembra facile, è dura. Se sembra difficile, è fottutamente impossibile“. Ecco, applicatelo alla crisi umbra e ne avrete una perfetta chiave di lettura. Venirne a capo non sarà, infatti, facile. La segreteria regionale del PD, per non smentire il teorema, ha deciso di non decidere e di passare la palla alla direzione regionale. Sul tavolo restano le due ipotesi : surroga dei componenti mancanti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale o azzeramento totale dell’organismo con le dimissioni del Presidente Brega. La tentazione di aderire alle richieste degli alleati e di mandare “un segnale forte di rinnovamento” ha un discreto seguito negli organismi dirigenti, anche perché gli sponsor sarebbero Catiuscia Marini e Vladimiro Boccali. Sponsor che non troverebbero l’ostilità del Segretario Regionale Lamberto Bottini. Il problema è però come arrivarci e, soprattutto come fare. Perché questo è uno dei classici passaggi nei quali “si sa da dove si comincia, ma non si sa dove si può andare a finire”. Mi spiego; se opta per il cambiamento è probabile che una parte consistente del Pd chiederà di non fermarsi al Consiglio, ma di coinvolgere anche la Giunta. Insomma, per questo filone di pensiero, Brega si porta “inevitabilmente” dietro Riommi. La presunta minoranza dei democratici pretenderebbe, in cambio, un riequilibrio dell’esecutivo, dal quale è adesso esclusa. Il “chi” ancora non si conosce, ma si parla di un esterno, magari di Foligno, per rispettare gli attuali equilibri territoriali. Per l’area “Modem” questa resterebbe la soluzione preferita, non avendo un sostituto di Brega da mettere in campo. Il Consigliere Regionale Barberini è anche lui indagato e Smacchi viene considerato non proponibile “per diverse ragioni interne ed esterne alla componente”. Ed è anche e soprattutto per questo che la partita per la Presidenza del Consiglio si gioca, direbbe Veltroni, dentro, “ma anche” fuori del centrosinistra. Le varie correnti avrebbero già avuto colloqui e abboccamenti sia col terzo polo che con il Pdl. Anzi, secondo il racconto di un Consigliere Regionale (non mi chiedete se di maggioranza o di minoranza, tanto non ve lo dico), la cosa si sarebbe intensificata negli ultimi giorni perché “ognuna delle parti piduine non vuole cedere all’altra l’esclusiva sui rapporti con l’opposizione”. Parliamo, naturalmente, dell’ipotesi di portare Sandra Monacelli dell’Udc sul tetto del Consiglio. Un’ipotesi che si porta però dietro, lo spettro di un futuro cambio delle alleanze, con tutto quello che ne può conseguire in termini di stabilità per la Regione e diversi enti locali. E allora, se cambiamento ha da essere “adesso è meglio farlo in casa”. E, immancabilmente, rispunta il nome di Renato Locchi che ormai si è cucito una veste “bipartisan” nel Partito Democratico. Ma Locchi e conservazione sono descritti come una simbiosi, che si sposa male, tuonano i giovani leoni del Pd, con l’agognato rinnovamento. E siamo alla fine del viaggio per accorgerci che abbiamo fatto tutto questo giro per tornare al punto di partenza. Perché siamo alle solite, il Pd ormai non è più in grado di esprimere una leadership unitaria e riconosciuta. Ogni giorno aumentano il numero di mediazioni da compiere per trovare una soluzione condivisa. E , visto che “il difficile sembra fottutamente impossibile”, gli osservatori credono che la conclusione più ovvia alla quale si giungerà, perlomeno in una prima fase,è quella di lasciare il mondo com’è. Non potendo decidere, pena drammatiche rotture, ci si prepara a mettere in onda il programma preferito e più gettonato; quello del rinvio. Ma perché e soprattutto per quanto?

UMBRIA – E’ INIZIATO L’ASSALTO ALLE CASERME DEL POTERE

17 dicembre 2011

di Darko Strelnikov

L’ultimo sondaggio noto sull’Umbria mette in evidenza la difficoltà di consenso dei partiti, grandi o piccoli che siano. Al di là dei numeri l’aumento notevole della quota del non voto o dell’altro voto (Grillo), dovrebbe essere recepito come un fatto allarmante. Ma la nostra politica non se ne cura. Il cambio di cultura, rispetto alla prima repubblica, ha inciso profondamente sui comportamenti dei protagonisti vecchi e nuovi. Un comportamento che ha determinato una divisione in due parti, ormai quasi pari, dell’elettorato. Quelli del “sono tutti uguali” che ritenendo ormai irrecuperabile la situazione, decidono di restare a casae quelli del “tengo famiglia”che invece hanno un interesse diretto a partecipare e quindi votano. Per la verità c’è anche una terza parte : quelli “alternativi” che pensano ancora di cambiare le cose. Ma sono pochi, derisi e inascoltati. Le due tendenze principali sono spinte da due dei più pericolosi virus che attaccano la democrazia : l’indifferenza e la rassegnazione. E allora per convinzione, per sfinitezza o peggio per opportunismo, entrambi concordano e convergono sulla stessa analisi : “tanto non cambia niente!”. Ai partiti, ai capi corrente, ai ras locali interessa quindi agire e interloquire con la parte che partecipa. E il fatto che questa fetta di elettorato sia in diminuzione non preoccupa più di tanto, anzi, da qualcuno viene addirittura benedetta “perchè “si controlla meglio”. Appunto il controllo diretto ed indiretto dell’elettorato è il lavoro principale al quale sono dediti i nostri eroi. Non è un caso che non essendoci grandi appuntamenti elettorali in vista, ci si concentra, tra congressi nazionali e locali, sistemazione di vicende pregresse e operazioni di vario genere, sugli organigrammi dei partiti. Sarà un lavoro sempre più profondo. Perchè i vecchi schemi stanno saltando. I posti disponibili per la politica sono in forte diminuzione. Tra abolizione presunta delle Province, riduzione degli enti intermedi, dei consiglieri e delle Giunte Comunali, nel 2014 mancheranno all’appello centinaia e centinaia di posti. Posti di prima fila (Province e principali comuni) e di loggione (i piccoli municipi e enti di tipo vario). Avere dalla propria parte le organizzazioni di partito significa quindi poter decidere su candidati e liste, aiuta in caso di primarie e infine rende disponibili una serie di incarichi che possono tappare (in parte) le falle delle istituzioni. Non è un caso che si comincia a far strada sul serio l’ipotesi di divieto di doppio incarico tra partito ed enti. Manca companatico e occorre trovare spazio e spazi agli scontenti. Non escludo quindi, che in futuro la conflittualità tra responsabili delle forze politiche e sindaci, aumenti in maniera considerevole. Badate bene, questa non è una analisi astratta sul futuro, è realtà odierna. E in questa corsa a mettere le bandierine, in questo momento, la più in difficoltà, dentro il Partito Democratico umbro è la corrente dei giovani leoni. Quei quaranta/cinquantenni che, a suon di documenti, avevano cercato di far credere che il ricambio da noi c’era già stato o al massimo era in corso. Ma dati alla mano la Presidente Catiuscia Marini salvo che a Todi, di bandierine ne può mettere molto poche. I suoi appoggi, come quelli ternani, sono donazioni di altri e a Perugia fa fatica a trovare solide basi. Anche perchè fa fatica anche il sindaco che ha un suo seguito, che però è lontano dall’essere maggioritario. Ha bisogno di alleati forti e le sue truppe migliori, quelle dell’assessore alla cultura Andrea Cernicchi, adesso non sono più “ciecamente e acriticamente” sue. Non sono ancora “sul mercato” come maligna qualcuno, ma sono certamente autonome ed in grado di rimettere tutto in discussione nel capoluogo. Tanto più che un certo Locchi, detto “Renatino”, sta, pure lui, alla finestra. Il terzo della “nouvelle vague”, il sindaco di Umbertide Giulietti, pare che vada pure peggio. Si mormora che sia stato abbandonato dal suo padrino Rosi e dal suo predecessore Becchetti, che avrebbero siglato un patto di non belligeranza con il Presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, la cui potenza e influenza, da quelle parti, si starebbe allargando, l’esponente democratico, come dicono i suoi numerosi tifosi, sarebbe stato” incoronato” a Città di Castello come “re dell’alta Umbria”. Esagerazioni? Non lo so. Quello che risulta chiaro è che a quel congresso, come da noi anticipato, l’assessore regionale Fernanda Cecchini (la “giovane leonessa” ) insieme alla vecchia guardia del luogo (Orsini e Ciliberti), ha preso una “di quelle dentate” da far venire in mente quella barzelletta che fa : “vacce tu che me vien da ride”. Potrei continuare con Benedetti, Mismetti, Batino e soci, ma preferisco fermarmi qui. Perchè il senso sarebbe sempre quello. L’assalto a tutte queste caserme del potere è iniziato. E’ iniziato dentro il Pd. E un risultato questo inizio di assedio sembra già averlo ottenuto. Non ci saranno deroghe per nessuno. Le riconferme dovranno essere riconquistate sul campo, con o senza primarie. Ma la vicenda del terzo mandato della Lorenzetti non sembra aver insegnato niente all’attuale (e io dico presunta) maggioranza dei democratici della nostra regione. Sono loro che rischiano di fare l’agnello sacrificale di questa situazione. Certo niente è scontato, ma una cosa è certa. In Umbria il calendario Maya andrebbe riformato. La fine del mondo non sarà nel 2012 ma nel 2014.

 

Regione, Rossi: non voterò la proposta di abolizione dei consorzi di bonifica

25 novembre 2011

Oggi in commissione abbiamo assistito allo psicodramma della sinistra sulla questione dei consorzi di bonifica e dopo lunga e penosa sofferenza la Giunta regionale ha ritirato il suo Disegno di legge e annunciato una nuova proposta che arriverà la settimana prossima. Di questo me ne rallegro ed è esattamente quello che avevo chiesto tirandomi dietro le critiche di molti. Mi pare che dal dibattito sia emerso il nodo che ci tiriamo dietro da sempre e che è quello dei soldi che la Regione non vuole mettere a copertura del mancato introito della tassa. Se alla fine di questo percorso non si arriverà alla abolizione della tassa noi annunciamo una dura opposizione e speriamo che questa volta ci saranno al nostro fianco i comitati abolizionisti. Speriamo che ora, Venturi e soci, si renderanno conto che la Regione, Stufara e l’Italia dei Valori stanno prendendo in giro tutti con tecnicismi che alla fine andranno solo a giustificare il fatto che la tassa rimane perché la Regione non vuole metterci i soldi. Infatti anche oggi l’assessore Rossi e il PD, per bocca di Locchi, hanno ribadito che l’ordine del giorno di Luglio non ha valore vincolante e Rossi ha anche aggiunto che lui non lo avrebbe mai votato. Alla faccia degli annunci di abolizione in cui anche lui si è sperticato, nei giorni scorsi!

Raffaele Nevi – Presidente gruppo PDL Regione Umbria

LE INTUIZIONI DI LOCCHI, LE COSE CHE “GIRANO” DELLA MODENA, ATTILA- CARDINALI E IL CUOCO “BENEDETTI”

26 settembre 2011

LE PAGELLE D’AUTUNNO di Ciuenlai

Katiuscia Marini – Vince le resistenze e sposta “di peso” la Rosignoli da Foligno (pare anche col consenso “ab collo torto” della Zarina), ricompatta la maggioranza Consiliare e del Pd, insiste su riforme “senza veli”. Al tempo delle banche merita un’apertura di credito. 7 più, ma non ci deluda facendoci scoprire l’ennesima  “bolla istituzionale”.

Gianluca Rossi – Fa subito il contraltare della Marini . Azienda unica ospedaliera? Non se  ne parla. Via i Consorzi?  Mica tutti. Via gli Ati? Si ma se si associano i comuni. Cerca 100 milioni per sanare il bilancio. Se fa così, dove li trova sotto il materasso? Presidente lo metta in riga. 4 meno, meno

Renato Locchi – Ci ha pensato un po’ e poi è sbottato :  “Sanitopoli ha danneggiato il Pd”. Ma va? Intuitivo 7 meno. Non mi guardate meravigliati. Si 7, perché, a parte le battute, è l’unico a preoccuparsi del partito

Fiammetta Modena – In una intervista dice “In Umbria debbono tornare a girare i soldi”. E già perché adesso, visti i provvedimenti del Governo, girano altre cose. 5

Gianfranco Chiacchieroni – chiede una modifica della legge elettorale regionale che elimini il listino e diminuisca i consiglieri. Il gruppo del Pd avrebbe deciso di aprire “da subito” una discussione e avrebbe preparato un invito con due soli punti all’O,d.g, : punto numero uno  “tagli ai costi della politica , cominciando da Chiacchieroni”; punto numero due “varie ed eventuali dimissioni.. di chi è d’accordo con Chiacchieroni”. 7 abbondante

Lorena Pesaresi – Presenta un documento sullo sviluppo compatibile della città. Perché in giro c’è solo quello “incompatibile” : “Qualità dell’aria in picchiata a Perugia”, “Parco del Tevere nel dimenticatoio”, “Impianto fotovoltaico sul Tezio, una ferita al paesaggio”, “Fumata nera sulla distilleria”, “San Martino non vuole la maxistalla” e, dulcis in fundo, cemento fin sopra gli orecchi (vedi prossima pagella). Che ambiente, anzi che ambientino!. Il voto? lasciamo perdere!

Valeria Cardinali – A proposito di sviluppo compatibile. Notizie dall’assessorato all’Urbanistica del capoluogo : Demolizione completata a Monteluce, riavviata quella del tabacchificio di Pontevaleceppi, messe in cantiere quelle di diverse aree dismesse (mercato coperto, carcere di Piazza Partigiani, ex fiat della Pallotta, area delle fornaci Briziarelli di Piscille , altri tabacchifici ecc.). La chiamano l’Attila del comune; dove delibera lei non cresce più l’erba. Demolition Woman 4, anzi 4 e mezzo perché verrà male in politica, ma viene bene in fotografia.

Daniele Benedetti – Il sindaco di Spoleto si mette ai fornelli per spiegare, con una panzanella, l’utilità della raccolta differenziata dei rifiuti. Adesso, per un atto di coerenza,  stanno aspettando che si improvvisi “scopino” per illustrare il menu delle mense comunali. 3 al cuoco perchè la panzanella non mi piace e mi astengo sul sindaco

Politica equestre – Asini che passione! Dopo Fratticiola, anche Castiglion della Valle fa la corsa dei ciuchi. Non è che qualcuno, in questi tristi tempi per la politica, per non  sbagliare cavallo, ripiega sui somari.

IL PD E LA SINDROME DEL PANETTONE

30 luglio 2011

di Ciuenlai 

Il “rimpastino” della Giunta Regionale è stato caratterizzato solo da un rimescolamento delle deleghe. Le persone sono esattamente quelle nominate dopo le elezioni. Non è questa la novità, il dato politico è un altro. Sono cambiati gli equilibri interni al Partito Democratico. L’attuale minoranza del Pd (I Modem di Veltroni e Fioroni a Roma e di Verini e Bocci a Perugia) non ha più un proprio rappresentante nell’esecutivo. Al momento dell’insediamento l’allora area Dem di Franceschini aveva messo in campo Franco Tommassoni e Fabrizio Bracco. Due nomine sostenute dagli ex dc e da Marina Sereni. Nei mesi successivi questa corrente si è spaccata e una parte di essa è entrata a far parte della maggioranza che sostiene Bersani nella capitale e Bottini in Umbria. Guarda caso a questa componente fanno capo anche gli assessori prima citati. Ma guai a parlare di tradimenti. “Sono loro che si sono spostati, noi siamo rimasti dov’eravamo”. Sarebbe questo, secondo alcune fonti, il commento accreditato all’ex Presidente della Grifo latte, in risposta alle pesanti accuse di essere passato “dagli amici ai compagni”. Di riequilibrio nemmeno a parlarne. Alcuni componenti della segreteria regionale del Pd avrebbero puntato i piedi e sostenuto a spada tratta la nomina di Tomassoni, ormai in “odore ufficioso ma non ufficiale” di maggioranza. Si spiegherebbero così le iniziative e le turbolenze dei tre consiglieri democratici che fanno riferimento alla minoranza del partito (Smacchi, Barberini e Brega). Un comportamento che non piace al capogruppo Locchi che sarebbe infastidito da questa specie di doppia fedeltà al partito e alla cordata, con preferenza per la corrente”. Ma il timore dei “modem” nostrani, è che questo (dice uno di loro) non sia che l’inizio di “un più pesante e articolato regolamento di conti”. La linea Bersani della diversità politica, quella che impone a tutti i coinvolti in inchieste giudiziarie di fare il fatidico passo indietro, tenuta oggi in un cassetto, potrebbe essere rispolverata a settembre (per chi?). Il tempo dei pranzi “riconciliatori” e delle scelte condivise, pare finito. I bersaniani, tranne Mignini, sembrano averla accantonata. E allora ecco che spunta la classica domanda calcistica di inizio stagione, quella delle previsioni su chi non arriverà a mangiare il panettone “democratico”. C’è già chi abbozza una specie di risposta al quesito. E’ un personaggio dei piani alti di Piazza della Repubblica che fa la sua profezia : “tanto in autunno quelli se ne vanno”. Ma dove?

LA SINISTRA UMBRA e il MINIMETRO Il tunnel dove non si vede… Il fine

27 luglio 2011

Apprendiamo dalle cronache (http://www.umbria24.it) che autorevoli esponenti della Federazione della Sinistra, che riunisce RC e PdCI, muovono critiche all’internalizzazione dei costi di esercizio del minimetro di Perugia nel bilancio della nuova holding del trasporto pubblico regionale Umbria TPL. Ci chiediamo dove fossero tali esponenti di sinistra quando l’allora Sindaco di Perugia, Locchi, fece di tutto per realizzare a Perugia un’opera dai costi di esercizio superiori a quelli dell’intero trasporto pubblico regionale. Tali costi erano ben noti sin d’allora, così come era evidente la chimera del pareggio a 21.000 passeggeri al giorno. Stante tali proiezioni sui costi di esercizio, forse, certi partiti di sinistra, prima di confermare in quest’ultimo decennio le alleanze con il PD pigliatutto, avrebbero dovuto essere più risoluti a rinunciare a qualche poltrona. Invece la sinistra non ha mai cessato di appoggiare ed essere organica al PD nelle giunte che contano in Umbria e, certamente, l’elezione blindata di Locchi nel listino a Palazzo Cesaroni si deve anche alla mancata opposizione di tali partiti. Ricordiamo benissimo l’entusiasmo di tutte le forze di sinistra umbre di fronte a quell’opera, apparsa inutile sin dalla sua progettazione, quanto dannosa nei suoi effetti finanziari. Invitiamo quindi i cittadini di Terni e quelli di tutta l’Umbria a pagare i debiti prodotti dal minimetro, fino al necessario smantellamento dell’opera, visto che l’impatto finanziario è di grandezza almeno regionale e a premere sui loro rappresentanti politici affinché l’opera sia smantellata nel più breve tempo possibile, invece di pensare alla realizzazione di nuove costosissime ed inutili tratte. Ricordiamo infatti che la nostra regione è già molto indebitata e fa parte di uno Stato che versa in condizioni da “quasi-default” con quasi 2000 miliardi di debito pubblico. Auspichiamo invece che i vertici della sinistra ternani e di tutta la Regione rispondano quanto prima agli elettori per la loro miopia politica.

Movimento 5 Stelle Perugia

LE TESSERE D’ANNATA, L’ASSESSORE SANITARIO E I VICHINGHI DEL TRASIMENO

15 giugno 2011

Le pagelle di Ciuenlai

Andrea Rossi – Dopo la segreteria rinvia (intanto a gennaio, poi si vedrà) anche le tessere. Visto che al Pd continuano a riscriversi in pochini, decide infatti di prorogare le adesioni del 2010, al 2011. L’innovazione nel Pd non ha confini. Da oggi, come nelle migliori enoteche, si potrà scegliere, oltre al circolo, anche l’annata di iscrizione : “Oggi ho fatto la tessera del 2009, tra due anni farò quella del 2010, per le altre aspetto il condono”.

Eros Brega – Il Presidente del Consiglio regionale esplode un “Subito le Riforme”. A chi gli grida “ma che fa si veste da assessore?” risponde “Giammai, non mi interessa”. Come disse quella volpe all’uva : «Nondum matura est, nolo acerbam sumere».

Brunello Cucinelli – L’uomo del cachemire afferma, con un sottile riferimento alle attuali polemiche sindacali “A mille euro al mese chi verrà a lavorare?”. I disoccupati e tutti quelli che ne prendono 500 (o poco più)! E mi creda sono (purtroppo) in continuo aumento. 8 perché, ricordando le sue origini, a differenza dei politici che dovrebbero farlo, continua a credere che il lavoro è un valore (perché dietro c’è una donna o un uomo) e non una merce.

Assessore alla Sanità – C’è chi sponsorizza, nell’indifferenza più assoluta, Bruno Brachelente, chi teme le mattate Rosignoli o Americioni, chi si rassegna a Locchi “perché è il meno peggio”, chi si è iscritto al gruppo di facebook “aridatece Riommi” e chi ci prova con Giovanetti (Via Rossi), Bottini e Brega. Dalla recensione del film di Ermanno Olmi Il tempo si è fermato: ” Girato da attori professionisti che praticamente interpretano se stessi, la pellicola rivela le smisurate capacità della nostra classe dirigente di riuscire, senza fronzoli e con molte compiacenze, a sopravvivere a se stessa”. Per la serie “politici oltre la morte”. Facciamo 5, ma sarebbe 4, che dite? Meglio 3, forse, ma un bel due non guasterebbe……

Comune di Perugia – Arriva il misuratore del centro. Non è uno scherzo c’è un preciso bando di concorso. “Che dovrebbe misurà?” chiede un anziano ad un amico “istruito” in Corso Vannucci, “le attività antropiche”, “E che fettuccia ce vole?”

Statuti – L’Italia è terra di Santi, Poeti e Navigatori. L’Umbria , essendo una regione italiana, deve adeguare a questa regola, “in maniera cristiana”, i propri statuti. Per i Santi siamo a posto (San Francesco, San Benedetto, ma se serve ci sono anche Ercolano, Chiara, Rita, Ubaldo ecc.). Per i poeti siamo coperti dal beato Jacopone da Todi. Il problema è trovare frati o preti navigatori nella nostra regione. Una difficoltà, che in una scala da uno a 10, segna 1500. Eh si perché far passare gli Olivetani di Isola Polvese per i Vichinghi del Trasimeno, è dura per tutti, anche per Brega.

IL DUPLEX DI LOCCHI, LA “PRESENZA” DI NEVI E IL DETTAGLIO DI DURANTI

9 aprile 2011

LE PAGELLE DI CIUENLAI

Renato Locchi – Incenerisce tutti. Per lui in regione “Non ci sono due linee. La linea del Pd è una sola”. Devono aver ripristinato il duplex. Uno e bino 5

Raffaele Nevi – Al Consigliere regionale della destra, dopo gli scontri sul bilancio nella maggioranza, viene accreditata questa dichiarazione : “C’è un centrosinistra che fa maggioranza e opposizione”. E Loro che fanno; presenza? 4

Domenico Duranti – Dopo essere stato sconfitto alle primarie di Città di Castello afferma con orgoglio : “3000 voti non sono un dettaglio”, Nemmeno i 5000 di Bacchetta. 3

Pd Castello – Dopo la sconfitta alle primarie c’è aria di rinnovamento tra i democratici tifernati. Ciliberti è stato eletto coordinatore, Orsini da la linea, la Cecchini dirige il traffico Nocchi ritorna in pista e Verini è… uscito di pista. Come faceva quella canzone “ stare qui, nel Pd, ha il sapore dell’Eternità….” 4

Pdl – I berlusconiani sono scesi in piazza per protestare contro il dilagare dello spaccio di droga nel centro di Perugia. Bravi, una bella strigliata al loro Governo e al loro Ministro degli interni ci voleva proprio. voto 8

Comune di Foligno – Oltre alle dichiarazioni del sindaco vogliono mettere su You Tube anche le sedute del Consiglio Comunale “Così ci vedono tutti”. Sicuri che sia una buona idea?

Trasporti – Secondo l’ufficio stampa regionale delle Fs i doppioni di linea tra bus e treni non sono un loro problema. E di chi del salumiere sotto casa? voto 1

Mense scolastiche – Per Il Pd perugino sono “un bene da tutelare”. E te credo, perché non è che per risparmiare qualcuno aveva pensato di mandare i ragazzi a letto senza cena!

Vino – Tra Montefalco e Spoleto è scoppiata la guerra per un vino straordinario, memorabile e imperdibile : il Trebbiano doc. A quando quella dell’acetello tra Gualdo e Nocerà?

PRIMARIE – IL PD SE LA CAVA I BERSANIANI NO!

5 aprile 2011

Di Ciuenlai

Ci sono state le primarie. Il Pd ha evitato, per il rotto della cuffia, il cappotto. E’ scomparso a Città di Castello, ma è ricomparso a Gubbio. Ma più che il Partito, quello che, ieri, ha ricevuto un nuovo tremendo scossone, sono i suoi equilibri interni. La maggioranza (Bersaniani o Dalemiani fate voi) aveva, più o meno ufficialmente, presentato tre candidati (Duranti a Castello, Casoli a Gubbio e la Travicelli ad Assisi). Per ragioni diverse, hanno perso tutti e tre. La minoranza ne aveva presentato uno solo (Guerrini a Gubbio) e , contro ogni pronostico, l’ha portato a casa. Ma il tragico non è la sconfitta, ma come e dove hanno perso gli ex comunisti. Bacchetta ha umiliato Duranti, Casoli è stato poco più di una comparsa e la Travicelli non è riuscita a prevalere sulla sinistra, nonostante la discesa in campo di pezzi da 90 come Maria Rita Lorenzetti. E tutto questo è avvenuto in posti come Castello e Gubbio che , storicamente, sono considerate due roccaforti “rosse” dell’Umbria. Tradotto in soldoni, questo significa che una parte considerevole dell’elettorato di sinistra del Partito Democratico, da noi, continua a spostarsi sulle posizioni più moderate della minoranza. E non con gli ex Ds di Verini, Bracco e Agostini, ma con gli uomini provenienti dalla ex Margherita. Se oggi ci fosse un nuovo congresso, non è per niente scontato che a vincerlo sarebbero i seguaci di “Baffino”. Del resto basta prendere una carta geografica della Provincia di Perugia per rendersene conto. Nell’alta Umbria, dei Comuni di un certo peso, dopo ieri, rimane ai Bersaniani ormai solo l’enclave di Umbertide. Nella valle umbra sud, con la possibile perdita di Nocera Umbra, resiste solo Foligno, che, però, resta sotto la spada di Damoccle delle inchieste su sanitopoli. Perugia è spaccata in due, con notevoli mal di pancia e una sottile pratica della tecnica dello sgambetto tra i vari esponenti dell’attuale ed esile maggioranza (Bottini, Boccali, Locchi e Mignini). Al Trasimeno, Batino e compagni sono sempre più asserragliati dentro la rocca di Castiglion del Lago. Il centro, con l’eccezione di Marsciano, è ormai in mano alla destra. Il segreto di questa lenta ma inarrestabile scalata della minoranza del Pd sta in due precisi elementi politici. Primo la capacità di mettere in campo e dare spazio a persone, spesso giovani, adeguate alla realtà politica territoriale, che appaiono come una novità, se confrontate con quelle della concorrenza, che, in diversi casi, puzzano di apparato, lontano un miglio. Secondo l’applicazione costante di una linea che potremmo definire “di lotta e di Governo” . Fateci caso. Nelle istituzioni guidate dai bersaniani gli esponenti della minoranza sono costantemente all’attacco. Basta guardare quello che succede in Regione, e nei due principali comuni. E infine c’è una percezione del vecchio e della conservazione che qualcuno, a torto o a ragione, è riuscito ad appioppare addosso al grosso degli ex comunisti. Sarà forse per questo che, da un po’ di tempo, questa parte ha smesso di fare la voce grossa, si siede a tavola, e cerca un accordo?

P.S. – Grande affluenza alle primarie. Buona cosa, ma qualcuno dice che un bel tantino dei partecipanti, il 16 maggio, non voterà per il candidato del centrosinistra.

AGGIORNAMENTO – IL RIFORMISTA CI INFORMA OGGI CHE IL FENOMENO E’ NAZIONALE

I “POLLI” DI LOCCHI, “L’ARIA BUONA” DI TERNI E LA SINDROME DEL MAGHREB

4 marzo 2011

LE PAGELLE DI CIUENLAI
Renato Locchi – Boccia il “piano pollaio” con il quale tre suoi consiglieri (Smacchi, Barberini e Galanello), per rendere più confortevole gli alloggi per galline, avevano pensato di dotare queste strutture di cucina all’americana, tre camere, due bagni, sala da pranzo, salottino con la tv e garage per il camioncino che le trasporta al mercato. Fonti ben informate di palazzo Cesaroni hanno lasciato trapelare la notizia che i tre, viste le opposizioni sui pollai, avrebbero abbassato le pretese accontentandosi di una legge per l’aumento della cubatura delle cucce per cani e delle gabbie per canarini. 3 agli animalisti travestiti da cementieri e 7 al “capomastro pentito” .

Leopoldo Di Girolamo – Allora il piano del Pd ternano è questo : Rossi assessore regionale alla sanità, Brega all’agricoltura, Liviantoni all’Asm, Giovanetti libero e Di Girolamo…. Di Girolamo; ah si, Di Girolamo a casa. Dice che il Sindaco si potrebbe salvare facendo un rimpasto per formare una Giunta di “grande respiro”. E per questo che qualcuno gli ha consigliato di cambiare aria? Montagnardo 5

Edo Romoli – Sbatte la porta del circolo Pd di Assisi e dichiara “nel gruppo dirigente c’è chi ha puntato a sistemare se stesso e gli amici “. 4 per non esserci riuscito

Elezioni comunali – Aggiornamento Gubbio : Pd e Prc sono per il ticket Ercoli – Guerrini, i democratici (non si sa quali) vogliono le primarie, Sel insiste su Stirati, Stirati aspetta (e spera) Godot – Bottini, I socialisti chiedono chiarezza (cioè quali e quanti posti gli spettano), i Dipietrini di capirci qualcosa e, tanto per non farsi mancare niente, circolano voci che l’ex segretario della margherita (nonché consigliere comunale del Pd) Matteo Andresini, stia per candidarsi con l’Udc (tanto anche Bersani è per il terzo polo). Un bordello? No è solo una piccola modifica del significato etimologico della parola coalizione. Allora; dicesi coalizione l’unione di più persone, organizzazioni e partiti, il cui obiettivo non è conseguire un fine comune, ma perdere il Comune. 0/spaccato a tous le monde.

Elezioni comunali – Aggiornamento Città di Castello. Il Pd scarica Bacchetta e lancia un messaggio chiaro a tutti “il sindaco è mio e me lo gestisco io”. Previsioni del tempo : Una piccola perturbazione socialista sarà di passaggio nelle prossime settimane nei comuni di Bevagna, Trevi, Assisi, Gubbio, Nocera Umbra e Amelia.

Sicurezza – La situazione a Perugia è indubbiamente peggiorata, molto peggiorata. Domanda al Sindaco; se le forze dell’ordine dipendono dal Governo, Il Prefetto ed il Questore dipendono dal Governo, perché la colpa è del Comune?

Caccia – L’Idv propone che per ridurne il numero, i piccioni cittadini siano dichiarati “specie cacciabile”. L’apertura è prevista in Piazza IV novembre, Corso Vannucci e Piazza Italia. E’ la strada dei palazzi. Attenti alla sindrome del Maghreb.

Commercio – In Umbria c’è un negozio ogni 50 persone, un supermercato ogni 1000 persone, un centro commerciale ogni 4 case, uno scaffale ogni palazzo e un commesso ogni famiglia. E sono dati del 2008, adesso è ancora peggio. Se continua così, tra non molto avremo più negozi che case e potremmo assistere a dichiarazioni di questo genere : “Adesso abitiamo in un negozio di 300 metri quadri, tabella quarta, con grandi celle frigorifere, ampio parcheggio e bancone panoramico”.

IL CALENDARIO DI ROSSI, IL PDCI “MASCIO” E I “TROMBATI” DEL LAGO

24 febbraio 2011

LE PAGELLE DI CIUENLAI

Feliciano Polli – Si lamenta perché il Pd non riesce ad esprimere leader credibili e vincenti elettoralmente. Nella classifica dei Presidenti delle Province su 104 concorrenti , lui si è classificato centesimo. Film consigliato “Senti chi parla”. 4

Andrea Rossi – aveva detto, rispetto alla formazione della segreteria provinciale del Pd, che “se non riusciremo a farla a dicembre, andremo a gennaio”. Siamo a febbraio … Per la serie “campa cavallo che l’erba cresce” 4

Enrico Flamini – Per un segretario che dorme e non piglia pesci, a sorpresa, c’è n’è uno che va a trote. Il collega del Prc, in 10 giorni risolve ,senza contrasti interni, la vicenda della sostituzione di Giuliano Granocchia nella Giunta Provinciale. “Veni, vidi vici” 6 e mezzo

Roberto Carpinelli – Fonda un movimento“bipartisan”, partendo dal fiume (fiume è una parola grossa, diciamo torrente, forse è più adatto fosso, no è meglio un rigagnolo, facciamo “pescolla” e non se ne parli più) di voti (99) presi alle regionali. I Valori di riferimento sono chiari : a Perugia si rifà alla Marini, ad Assisi appoggia Ricci e sotto sotto pare aspiri ad essere in combutta anche con la Binetti. Dal film “L’attimo fuggente (Carpe Diem)” 4 e mezzo

Pcdi – Carpinelli non è la sola perdita del Pcdi. L’assessore Provinciale Feligioni viene dato per perso, mentre pezzi importanti di Gubbio, Tuoro e Spoleto se ne vanno verso Vendola. Domanda : “Com’è il Pdci?”, Un po’ Mascio.

Pd Trasimeno – In vista del Congresso hanno fatto i conti; sono 493 gli iscritti che hanno un incarico istituzionale o politico. Fatica inutile, non facevano prima a contare i “trombati” ?3

Lega nord – Dopo Il Consigliere Provinciale Giancarlo Carocci, lascia anche uno dei fondatori umbri, Mauro Mordenti. Si è scontrato con il “Commissario della Nazione Umbria” (non ridete si chiama così) Paolini. Problemi di linea. Dice che non era d’accordo con la secessione della Topinia.

Sanitopoli – Sembra che adesso spuntino gli appalti sulle strade. Sorge un dubbio. Le strade dell’Umbria sono piene di buche. Quindi, se non hanno incatramato, che cosa hanno appaltato?

Ali Cristiane – Daie , daie i cattolici ce l’hanno fatta. Sulla vicenda dei Santi, vista la resistenza e “l’ignoranza” dei laici, hanno deciso di “volare alto”. L’aeroporto di Perugia si chiamerà San Francesco che è di Assisi, ma fa lo stesso. Messaggio a Locchi : “Tie!”

PD, LE TESSERE D’ANNATA, L’ASSESSORE SANITARIO E I VICHINGHI DEL TRASIMENO

17 gennaio 2011

Le pagelle di Ciuenlai

Andrea Rossi – Dopo la segreteria rinvia (intanto a gennaio, poi si vedrà) anche le tessere. Visto che al Pd continuano a riscriversi in pochini, decide infatti di prorogare le adesioni del 2010, al 2011. L’innovazione nel Pd non ha confini. Da oggi, come nelle migliori enoteche, si potrà scegliere, oltre al circolo, anche l’annata di iscrizione :“Oggi ho fatto la tessera del 2009, tra due anni farò quella del 2010, per le altre aspetto il condono”.

Brunello Cucinelli

Eros Brega – Il Presidente del Consiglio regionale esplode un “Subito le Riforme”. A chi gli grida “ma che fa si veste da assessore?” risponde “giammai, non mi interessa”. Come disse quella volpe all’uva : «Nondum matura est, nolo acerbam sumere».

Brunello Cucinelli – L’uomo del cachemire afferma, con un sottile riferimento alle attuali polemiche sindacali “A mille euro al mese chi verrà a lavorare?”. I disoccupati e tutti quelli che ne prendono 500 (o poco più)! E mi creda sono (purtroppo) in continuo aumento. Voto 8 perché, ricordando le sue origini, a differenza dei politici che dovrebbero farlo, continua a credere che il lavoro è un valore (perché dietro c’è una donna o un uomo) e non una merce.

Assessore alla Sanità – C’è chi sponsorizza, nell’indifferenza più assoluta, Bruno Brachelente, chi teme le mattate Rosignoli o Americioni, chi si rassegna a Locchi “perché è il meno peggio”, chi si è iscritto al gruppo di facebook “aridatece Riommi” e chi ci prova con Giovanetti (Via Rossi), Bottini e Brega. Dalla recensione del film di Ermanno Olmi Il tempo si è fermato: ” Girato da attori professionisti che praticamente interpretano se stessi, la pellicola rivela le smisurate capacità della nostra classe dirigente di riuscire, senza fronzoli e con molte compiacenze, a sopravvivere a se stessa”. Per la serie “politici oltre la morte”. Facciamo voto 5, ma sarebbe 4, che dite? Meglio 3, forse, ma un bel due non guasterebbe……

Comune di Perugia – Arriva il misuratore del centro. Non è uno scherzo c’è un preciso bando di concorso. “Che dovrebbe misurà?” chiede un anziano ad un amico “istruito” in Corso Vannucci, “le attività antropiche”, “E che fettuccia ce vole?”

Statuti – L’Italia è terra di Santi, Poeti e Navigatori. L’Umbria , essendo una regione italiana, deve adeguare a questa regola, “in maniera cristiana”, i propri statuti. Per i Santi siamo a posto (San Francesco, San Benedetto, ma se serve ci sono anche Ercolano, Chiara, Rita, Ubaldo ecc.). Per i poeti siamo coperti dal beato Jacopone da Todi. Il problema è trovare frati o preti navigatori nella nostra regione. Una difficoltà, che in una scala da uno a 10, segna 1500. Eh si perché far passare gli Olivetani di Isola Polvese per i Vichinghi del Trasimeno, è dura per tutti, anche per Brega.

Il “Natale” di Rossi, I “tradimenti” alla Laffranco e le “Breghe” di Locchi

16 dicembre 2010

LE PAGELLE DI CIUENLAI

Andrea Rossi – Alla domanda “A quando la nuova segreteria provinciale del Pd ?”, risponde “Se ci riusciremo prima di Natale bene, altrimenti andremo a gennaio”. Per deduzione, l’aggiornamento del quesito dopo le feste potrebbe suonare così : ”se ci riusciremo a gennaio bene, altrimenti andremo a febbraio”. 5 Per la serie “di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne han 31”

Pietro Laffranco – Scandisce ad una manifestazione del Pdl “I traditori (gli amici di Fini) saranno sconfitti e la giustizia (dopo bandiera rossa) trionferà”. Dal suo Blog personale : “Al congresso nazionale di Bologna del 2002 è stato eletto, su proposta del Presidente Gianfranco Fini, membro della Direzione nazionale di AN – Su indicazione del Presidente Gianfranco Fini e di Alleanza Nazionale dell’Umbria, è candidato (ed eletto) alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 – Ecco un altro storico traguardo per la Destra italiana: l’elezione di Gianfranco Fini a Presidente della Camera”. Lettura consigliata “A proposito di traditori” di Paolo Guzzanti. 4 e mezzo.

Lamberto Bottini – Scrive in un articolo “Semplificare e riorganizzare la strumentalizzazione dello sviluppo, significa un diverso dimensionamento della pubblica amministrazione, il cui ruolo va sottratto alla strumentalizzazione del consenso”. Io avrei aggiunto per essere un attimino più incisivo “Il bisogno emergente presuppone un organico collegamento interdisciplinare, senza precostituzione delle risposte, evidenziando ed esplicitando il tutto in termini di efficacia ed efficienza”. Come fa quella canzone “Chiarezza per favore va via, tanto tu in casa mia, no non entrerai mai….” 4 ai soci del club “la questione è più complessa”.

Renato Locchi – Pare che quando gli hanno presentato l’ennesimo documento contro la pillola abortiva firmato da 3 Consiglieri del suo gruppo (Barberini, Smacchi e il Presidente del Consiglio Regionale) abbia sbottato “Alè che Brega!”

Maria Pia Bruscolotti – Il Sindaco di Massa Martana ha inaugurato il primo semaforo “intelligente”. Sembra che i cittadini lo adorino : “è come na persona, ie manca solo la parola”.

Giorgio Bartolini – Annuncia la sua candidatura a Sindaco dicendo “Lo faccio per Assisi”; aggiungerei, se non disturba, e pè la mi nonna!

Pdl – Raccontano che Berlusconi, che adesso si interessa un botto di partito, si sia messo a leggere la lista dei nuovi coordinatori locali. Roccacannuccia Rossi, Peretola Bianchi, Gualdo Tadino Dell’Unto..” “Dell’Unto? No, sono stato eletto anche lì”.

«Una volta un umbro su due votava comunista. Adesso un comunista umbro su due vota in un consiglio di amministrazione».

6 ottobre 2010

di Mary Mancinelli

Mary Mancinelli

Pur non avendo simpatia per la testata in appresso citata vorrei riportare vecchie osservazioni per sottoporre a quanti volessero, una discussione per valutare quanto se e cosa è cambiato perché non resti solo un grande sogno, quali proposte concrete e realizzabili per uscirne.
Il 1° ottobre 2005, a pag. 4 de “Il Giornale” Pierangelo Maurizio, usciva con questo articolo:
Se nella rossa Toscana una famiglia su tre vive con il soldi transitanti in gran parte dalla Regione, nella rossa Umbria ci campa una famiglia su due. Quattro Asl, due aziende ospedaliere, più nove comunità montane, due Province, due università… Su 825mila abitanti, 50mila sono dipendenti pubblici, pari al 6,1 per cento dell’intera popolazione, la percentuale più alta d’Italia. Ma è una cifra non esatta. Dai 50mila sono stati scorporati per esempio i lavoratori delle ex municipalizzate, diventate Spa private ma con capitali pubblici.  La cifra vera oscilla tra i 90mila e i 100mila. Ci sono 300mila pensionati e negli ultimi quattro anni la terra di San Francesco ha fatto il miracolo: boom delle pensioni di invalidità (più 47 per cento), appena superata dalla Campania (47,3 per cento).  Dice Ernesto Galli della Loggia: «In Umbria c’è un regime. Il sistema politico è connotato dalla mancanza fisiologica di un ricambio. Il controllo massiccio delle risorse da parte della classe politica – spiega – ha fatto sì che voti per la sinistra anche il dieci per cento di un elettorato tendenzialmente “strategico” e di tipo moderato… Il regime è così in grado di autoalimentarsi all’infinito creando un controllo capillare del voto fondato sullo scambio».  Ancora meglio definisce la situazione una battuta che circola da queste parti: «Una volta un umbro su due votava comunista. Adesso un comunista umbro su due vota in un consiglio di amministrazione». Carlo Ripa di Meana, che nella passata legislatura era stato eletto nel centrosinistra in Regione a un certo punto con la supervisione di Claudio Abiuso ha provato a contare enti e carrozzoni: titolo del dossier «Il sottogoverno in Umbria». È saltato fuori che, sanità a parte,  la Regione sforna nomine in 298 enti, tra associazioni, comitati, osservatori, consorzi e cooperative. Racconta: «Più volte ho ricevuto dal gruppo dei Ds all’ultimo momento, in aula, i nomi da votare scritti su un biglietto. Persone che non conoscevo e di cui non ero in grado di valutare le capacità. E così, con l’eccezione di due persone invece a me note, ho sempre votato scheda bianca». In questi anni l’opposizione in Umbria l’hanno fatta lui, il giornalista del Messaggero Sandro Petrollini con i suoi libri («Rossi per sempre» e «DettoSfatto»), e Il Giornale dell’Umbria, rara voce controcorrente.  Al centro di questo sistema e delle critiche è, inevitabilmente, lei: Maria
Rita Lorenzetti, 53 anni, la governatora ds. Pugno di ferro, considerata da tutti una donna di potere capace e abile, da «Mozzarella» come la chiamavano al liceo a «Madame preferenze»: a giugno l’hanno rieletta per il secondo mandato con il 63 per cento dei voti. Ha un curriculum di tutto rispetto: sindaco di Foligno, quattro mandati da parlamentare durante i quali ha anche ricoperto la carica, decisiva, di presidente della Commissione lavori pubblici. È una dalemiana di ferro. Quando nei paraggi c’è D’Alema ama ripetere la raccomandazione che le fa la madre: «Tu oggi devi fare una cosa sola: salutarmi Massimo… ».  Quanto a risultati plebiscitari non è da meno il sindaco di Perugia, Renato Locchi . anche lui rieletto con il 63,4 per cento. Da sempre qui l’asse preferenziale, come in tutte le regioni rosse, è con i costruttori. E quando un Comitato cittadino protesta, gli viene attribuita questa risposta: «Conosco un solo Comitato, quello elettorale e per fortuna si riunisce una volta ogni 5 anni».
Ma c’è spazio anche per i volti nuovi. Maria Prodi, ad esempio, la nipote di Romano. Lo scorso anno per farle posto nella giunta regionale come assessora al Turismo non si è esitato un attimo a sacrificare l’ex sindaco di Perugia, il professor Gianfranco Maddoli, a seguito di una faida interna alla Margherita. Dopo le ultime Regionali, Maria Prodi – anche questa volta senza passare per le urne e senza essersi candidata – è stata richiamata in giunta anche se per un incarico più defilato: Istruzione e formazione professionale Ma si diceva delle nomine. Siamo nel regno dell’indeterminato. Per quanto riguarda i compensi si va dagli 11mila euro al mese per i direttori delle Asl, ai gettoni di presenza che oscillano dai 15 ai 206 euro, agli incarichi gratuiti per cui sono previsti i rimborsi spesi. Per i 154 enti sui 298 schedati da Ripa di Meana che si sono degnati fornire qualche dato è stata accertata una spesa annua per gli emolumenti di 2,2 milioni di euro: cifra che si presume raddoppi (considerando che la metà non ha risposto). La stima totale, se si aggiungono rimborsi, gettoni e «missioni», arriva a 8,6 milioni l’anno.  Il punto tuttavia non sono tanto gli sprechi. Il punto è capire se molti di questi enti, comitati, commissioni in realtà sono l’interfaccia tra il potere politico e la distribuzione dei finanziamenti a pioggia.

Sanità: Damiano Stufara polemica sulla pillola ru 486

25 settembre 2010

“In nessun altro Paese dove la RU486 è legale è previsto il ricovero delle donne in ospedale. La somministrazione avviene normalmente in regime di day hospital”. Così il capogruppo di Rifondazione comunista, Damiano Stufara per il quale, in Italia  “le disposizioni ministeriali, ispirate da una logica punitiva e  reazionaria, pretendono di costringere le donne ad un ricovero coatto. È il caso di ricordare agli esponenti nostrani dell’Udc e del PdL – aggiunge –  che l’ospedale non è un carcere, e sarà, come sempre, il rapporto  medico-paziente a regolare i singoli casi; alcune volte sarà opportuno il  ricovero, altre volte sarà sufficiente assicurare alla donna la possibilità  di essere assistita tempestivamente, in caso di complicazioni. Solo chi è preso da furore ideologico e non conosce la materia – afferma Stufara – può pensare che la donna resterà in ospedale, come fosse in galera, senza alcuna esigenza clinica”. Il capogruppo regionale di Rifondazione, sottolinea quindi che “le linee guida ministeriali non possono sostituirsi alla legge dello Stat  ‘194/’78’ che, all’articolo 8, prevede il ricovero solo ‘se necessario’. Inoltre – sottolinea -, in materia di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, la Costituzione tutela l’autonomia regionale”. Per Stufara i consiglieri Rosi e Zaffini (PdL) e Monacelli (Udc) “portano avanti ormai da mesi una polemica, per certi versi scontata, che rappresenta l’ennesimo tentativo del centro-destra di aprire anche nella nostra regione una stagione reazionaria, restringendo i diritti delle donne, colpendo la  loro autodeterminazione per poi sferrare l’attacco a tutte le differenze. Hanno brandito come spade – aggiunge – la presunta solitudine o il rischio per la salute delle donne e, ad oggi non hanno fatto altro che privarle di una corretta informazione, lasciandole fuori da qualsiasi dibattito pubblico e politico. Introdurre la RU486 – sostiene Stufara – significa rispettare  la 194, le donne ed il lavoro di chi si fa carico della sua applicazione”.  Secondo l’esponente di Rifondazione è stata “tempestiva e opportuna la presa di posizione del consigliere Locchi (PD) il quale ha ribadito come il  percorso avviato dalla Giunta, che ha previsto il contributo di autorità scientifiche ed il coinvolgimento dei diversi attori interessati, non potrà che portare ad una decisione in linea con la legge e rispettosa del principio della responsabile libera scelta delle donne. Al contempo – conclude Stufara – esprimiamo preoccupazione per le esternazioni di altri consiglieri come Barberini, Smacchi e Brega che, per logiche di scontro interne al PD,  rischiano di minare il profilo laico e progressista della coalizione che  governa la Regione, già messo a dura prova, la scorsa legislatura, con  l’approvazione della legge sulla famiglia  che ha visto convergere i voti dell’opposizione e della maggioranza, con i soli voti contrari di Rifondazione Comunista”.

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Commento di Stefania Piacentini

Nulla da eccepire, tutto da condividere, ma proprio per questo, cosa osta all’applicazione delle decisioni prese in sede tecnica… e perchè non esplicitare anche quel non detto che attiene alla capacità ricettiva di un reparto, che come tutti, sottoposto al drastico ridimensionamento dei posti letto, non reggerebbe di certo l’impatto di ricoveri costosi, inutili e quindi dannosi….