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Lettera a Goodmorningumbria

16 novembre 2010

ASILI NIDO NON SONO PIU’ ISOLE FELICI

Sono una nonna che vive, come tante altre nonne, la bella esperienza di vedere nascere e crescere sani e forti i propri nipoti. Peccato che tutto questo si infrange e si sgretola quando le mamme decidono di portare i propri bambini al nido o alla materna, non fraintendetemi, non sono le strutture che non condivido, anzi rispetto ai miei tempi, oggi tutto è cambiato, naturalmente in positivo. Sono fortemente delusa ma direi anche arrabbiata e amareggiata quando vedo questi asili, luoghi di benessere, di socializzazione, di ricreazione, diventare invece piccoli lazzaretti, piccoli ospedali che accolgono bambini malati, bambini che piangono e chiamano la mamma perché sofferenti, allora mi chiedo ma le mamme dove sono? cosa fanno? perché non li tengono a casa e se li coccolano? Ma quando noi adulti stiamo male, una semplice influenza, un banale raffreddore, un mal di testa o un virus o quant’altro, come ci sentiamo? siamo spossati? stiamo male? I BAMBINI SONO COME NOI, STANNO MALE ANCHE LORO,  e c’è chi lo dice perché più grandino e c’è chi non lo dice perché piccolo e ancora non parla ma lo fa capire ed ogni mamma credo che capisca il proprio figlio. Allora non mandiamoli all’asilo quando stanno male, curiamoli, coccoliamoli, rafforziamo il loro fisico con le attenzioni che meritano. Non mandiamoli all’asilo quando sono malati perché inevitabilmente contagiano anche quei bambini che stanno bene e mi sembra un gesto non particolarmente rispettoso nei confronti degli stessi, dei loro genitori  ma anche delle maestre. Ho visto con i miei occhi le maestre in difficoltà con queste situazioni perché devono occuparsi  di bambini che hanno la dissenteria o che vomitano, non parliamo di tosse e raffreddore perché è la normalità.

La quotidianità invece è anche coccolare e tenere in braccio quelli che cercano la mamma, quelli che si fanno male, quelli che litigano, quelli che hanno la giornata storta, quelli che vogliono giocare con la maestra, quelli che fanno il capriccio, quelli che la dentizione li rende agitati e piangono, ma l’occhio vigile della maestra è li accorto e pronto a intervenire sia con i bambini malati che con i bambini non malati e dobbiamo dire loro grazie, per la professionalità con cui svolgono questo lavoro. Allora vorrei fare un appello a quelle mamme e vorrei  dire loro, senza alterarne la sensibilità e suscettibilità, state più vicino ai vostri bambini specialmente quando sono malati, perché loro hanno bisogno di voi, sempre, ma in particolar modo quando non  stanno bene;  il vostro calore, la vostra vicinanza, il contatto è terapeutico, attenua il dolore, il malessere del vostro bimbo. Nonni, nonne un appello anche a voi, offrite la vostra disponibilità ai vostri figli, e quindi ai vostri nipotini! Vorrei fare un appello anche alle nostre istituzioni, ai Sindaci tutti, di rivedere il regolamento per gli asili nido e materne, le vecchie strade oramai collaudate ma abbandonate sono sempre le migliori, i certificati per la riammissione dovrebbero essere rispolverati e riutilizzati, sensibilizzare i pediatri per la tutela della salute dei bambini dell’infanzia con tutte le cure necessarie e i giorni di riposo necessari per la guarigione ed inoltre, vista la situazione che vivono le maestre ma anche per i bimbi stessi è necessario rivedere il rapporto tra il numero del personale addetto ed i bambini.

Sona una nonna che prima ancora è stata una mamma, che lavorava e che aveva, che ha, 3 figli e quando stavano male, io stavo con loro, li tenevo a casa e li curavo e non mi sono mai sentita di rimandarli all’asilo se non quando completamente guariti, è vero si riammalavano ma io li tenevo a casa sempre, ogni volta che succedeva. Mamme non scaricate sulle maestre o sulle strutture pubbliche quello che dovreste fare voi, non è giusto!!!.

Una nonna perugina