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LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ILIO LIBERATI: priorità messa in sicurezza stradale

10 dicembre 2010

A seguito della palese e diffusa lamentata criticità e difficoltà per la manutenzione delle strade comunali  quale responsabile e in rappresentanza della FLG (Fondazione-ente morale- riconosciuto dal Ministero), soggetto abilitato dal CNEL quale componente Consulta Nazionale sulla Sicurezza Stradale come determinato dalla Legge 144/99 art 32 e successivi piani programmatici nazionali sulla sicurezza stradale, pur tenendo conto che di fronte ad una manovra finanziaria che penalizza in modo quasi esclusivo gli enti locali – l’Amministrazione Comunale dovrà, d’ora in avanti e compatibilmente con le risorse di bilancio, lavorare su una scala di priorità programmatiche, ormai imprescindibile – ricordiamo a tal proposito che i fondi stanziati per la messa in sicurezza delle zone a rischio hanno priorità assoluta nell’interesse comune e visto che l’Ente per Legge con la mancata messa in sicurezza delle zone a rischio determinato non solo dall’inadeguata struttura stradale esistente, ma anche dagli indici dell’elevato numero di incidentalità (parametro del PNSS) è riconosciuto soggetto correspensabile di incidentalità stradale. Pertanto è di fatto in obbligo all’attuazione delle stesse norme di messa in sicurezza stradale oltre che atto di buon governo nell’interesse generale della città. Per quanto di mia specifica competenza, desidero informarLa che la messa in atto dei “SPEED CHECK” e i previsti lavori di bitumatura sulla Via San Girolamo (prospettati dal lontano13 settembre), non riteniamo siano sufficienti ed adeguati a quanto sopra menzionato ricordando che esiste un principio base per la sicurezza stradale, che vale in modo particolare nell’ambito urbano: “metti in sicurezza lo spazio stradale per l’utente più vulnerabile (pedoni, ciclisti, carrozzine, motociclisti) e tutti gli altri viaggeranno più sicuri”. La “scatola degli attrezzi” per la messa in sicurezza delle strade: • realizzare marciapiedi e piste ciclabili • rafforzare gli attraversamenti pedonali e ciclabili • mettere in sicurezza le intersezioni con rotatorie e minirotatorie • sistemare le fermate del trasporto pubblico locale • regolare le svolte a sinistra • migliorare l’illuminazione stradale • rafforzare la segnaletica stradale • adottare misure di controllo telematico del traffico.
Evidenziando che molti dei requisiti sopra citati sono in sostanza inesistenti in via San Girolamo per questo ci appelliamo all’Assessore Liberati che preso atto intervenga efficacemente e tempestivamente come le norme comandano in capo alla Sua responsabilità

Mary Mancinelli
responsabile FLG (Fondazione Luigi Guccione-ente morale sicurezza stradale-consulta nazionale sicurezza stradale)
coordinatore Sentinelle Sicurezza Stradale Umbria

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“Sentinelle della sicurezza stradale” si parte dall’Umbria

23 novembre 2010

di Mary Mancinelli – rete sicurezza stradale Umbria – FLG,  Ente Morale consulta nazionale

Lunedì 22 in occasione della giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada si è tenuto

Mary Mancinelli

presso la Camera dei Deputati un incontro pubblico organizzato da FLG (ente morale sicurezza stradale  ). Sono intervenuti: Barbara Marinali: direttore generale per le infrastrutture stradali MIT. Pasquale Cialdini: direttore generale per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture MIT. Sergio Dondolini: direttore generale per la sicurezza stradale MIT. Roberto Cantiani: delegato del Sindaco di Roma per la sicurezza stradale. Maurizio Coppo: capo segreteria tecnica Consulta Nazionale Sicurezza Stradale. Antonio Marzia area UITP(Unione Internazionale Trasporto Pubblico). Roberto Romizi: Presidente ISDE Italia (International Society of Doctors for the Enviroment). Inoltre hanno aderito all’iniziativa diverse Amministrazioni: Regioni, Province, Comun fra le quali Perugia.

Durante l’incontro che ha avuto momenti di confronti anche duri, sono stati indicati alcuni percorsi di lavoro per l’anno che verrà, cui si vede replicare proprio partendo dall’ Umbria una nuova struttura organizzativa basata sulle “Sentinelle della sicurezza stradale”, modello già sperimentato dai medici dell’ambiente a presidio dei territori locali. La fondazione si farà inoltre promotrice della realizzazione di una struttura nazionale formativa sui temi della sicurezza stradale e nuovi modelli di mobilità e sviluppo sostenibile, sono stati inoltre fissate date ed obbiettivi di nuove azioni di contrasto dell’incidentalità stradale in particolare verrà convocata una conferenza socio-sanitaria nazionale per predisporre servizi adeguati a ridurre i danni da incidente stradali e predisporre una Legge per le vittime. Verrà inoltre attività “La città delle reti” per discutere e riorganizzare le reti materiali (più TPL) dando centralità alla mobilità pedonale e ciclabile contrastando nei fatti gli inquinanti e le reti immateriali attività correlate per promuovere un “nuovo rinascimento” per le nostre città. Un progetto di recupero della cultura urbana (rapporto tra individualismo e comunitarismo, reti materiali e virtuali, trasporto privato e pubblico, manutenzione delle strade) che non può prescindere da Istituzioni efficienti fondate sulla partecipazione dei cittadini e sulla pratica, in ambito locale, della democrazia. Già da questa settimana sono previsti incontri con le Istituzioni locali

Sicurezza Stradale in Umbria, – questione (etica) politica e sociale?

21 novembre 2010

In occasione della giornata mondiale al ricordo delle vittime della strada (21/11)non voglio elencare numeri sempre tragici e negativi checchè se ne dica, ma rivolgo invece con questa mia un appello al dovere e al bene pubblico perchè  affrontare la questione dipende esclusivamente dalla volontà politica. Da troppo tempo assistiamo (non immobili ma partecipi) alle molteplici questioni che vanno dal TPL alle manutenzioni stradali, dalla messa in sicurezza dei blackpoint ai lavori di ripavimentazione dei centri storici, dalla inadeguata segnaletica alla strumentalizzazione comunicativa e decisionale cui- l’elemento cittadino- e suoi diritti nonchè le norme che regalano il tutto e relativi diretti responsabili sembrano scomparire lasciando il passo a caparbie opposizioni che alimentano antagonismi fra cittadinanza e amministrazioni…

Pare che sistematicamente alle ovvietà si ricorrano tattiche di strumentalizzazione con arroganti posizioni  cui però si dovrà dar conto prima o poi sia del comportamento che delle azioni di condotta amministrativa derivanti dalle decisioni politiche.

Non si tratta di punire ma deve esser considerato il trascorso operato e la totale mancanza di “comprensione …..”opporsi all’ovvietà e ignorare quanto è ormai di pubblica coscienza grazie al faticoso e ostico impegno delle nostre organizzazioni cui il lavoro è spesso titanico quanto invisibile, grazie però cui la diffusione di informazioni chiarificatrici su vari aspetti rimasti a lungo oscuri hanno cambiato la “percezione” distorta della tematica, mi permetto di dire grazie a  noi che ci occupiamo di sicurezza stradale per istanza di cittadinanza e dalla componente civile ci poniamo di fondo la domanda: chi ci amministra perchè non lo fà su analisi di bene pubblico economico sociale che politico è ? La sicurezza stradale pone le condizioni coerenti al bene pubblico che in questo caso coincidono essendo così determinati dai programmi europei, nazionali e regionali con lo sviluppo civile civico,mediante la razionalizzazione di spesa sulle priorità determinate che ricadono sull’innalzamento di qualità di vita oltre che di buona amministrazione. Negandola nel loro stesso interesse per il ruolo assunto, a chi o cosa allora determinano questo loro modello di operare?

Amministrare è ineluttabimente sinonimo di ingannare la pubblica opinione falsando la “forma” e di conseguenza il “contenuto democratico” ? Temo rischiamo di imbarcarci nel caos,  frutto di un gap fra il vecchio sistema e la ricerca di un nuovo modello cui la partecipazione della cittadinanza fà da “sentinella” e sollecitazioni e in verità  è proprio da qui, da chi si impegna sulla realtà e scontrandovi con essa che  dovrebbe uscire la nuova classe dirigente politica, fuori dal circuito di scambio di voti.

Assistiamo invece sistematicamente a politici così eletti, persone magari una volta timide insicure che oggi acquistano lo stesso atteggiamento: -sostenere l’insostenibile- e soprattutto contro il bene pubblico e la corretta amministrazione con dialettica mendace e manipolatoria agli stessi interessi e mandato…è questa la “scuola politica” o di potere cui devono sottostare per “crescere”? come ne usciamo….commissariando i comuni che non hanno adottato tali norme? Chissà, potrebbe esser una soluzione, ma chi controlla gli stessi perchè tace?

Lascio a voi lettori questa domanda e mi appello agli assessori responsabili della trasversale questione sicurezza stradale perchè si attengano alle direttive e norme susseguitesi dal ’99 ad oggi.

Mary Mancinelli – Rete Sicurezza Stradale Umbria

FLG- ente morale nazionale-

Umbria: “terra di mezzo” e interregno normativo?

11 novembre 2010

di Mary Mancinelli

Come è possibile che si assista a modalità amministrative che non solo non adempiono allo

Mary Mancinelli

svolgere i propri compiti del “buon padre di famiglia” ma che addirittura vanno contro le norme come le ennesime ultime iniziative testimoniano. “Come si può pensare di inserire dei cartelli pubblicitari in una rotatoria, quando il nuovo codice della strada entrato in vigore nello scorso mese di agosto lo vieta?”. Così il consigliere regionale del PdL e vice presidente della seconda Commissione, Maria Rosi definisce come “ennesima bufala della sinistra,la cosìdetta  “griffe” delle rotatorie, l’ultima invenzione del Comune di Perugia”. Pur ricordando Rosi  che “l’articolo 23, comma 1 del nuovo codice della strada prevede che “sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica”. O ancora credo molti come me si sian posti la domanda su come possa esser passata  “l’iniziativa” dalla Giunta regionale dell’Umbria che come da comunicato stampa di pochi giorni fà annunciava che:” ha approvato – i (s)criteri per la concessione dei contributi- sulla base dei risultati conseguiti lo scorso anno e che dovranno essere utilizzati per la riorganizzazione dei servizi, estendendo la raccolta differenziata “porta a porta”, e l’applicazione di agevolazioni e riduzioni tariffarie. Ammessi ai contributi regionali, da un minimo di 2mila euro a un massimo di 100mila euro, saranno i Comuni che nel 2009 hanno superato il livello del 45 per cento di raccolta differenziata, ma saranno premiati anche i Comuni che, pur non raggiungendo l’obiettivo del 45 per cento, nel 2009 hanno conseguito un incremento almeno del 10 per cento rispetto al livello del 2008, certificato dalla Regione, attraverso l’estensione dei servizi domiciliari. Nel primo caso, ha stabilito la Giunta regionale, il contributo è erogato in misura proporzionale ai residenti e al livello di raccolta differenziata raggiunto. Nel secondo caso, il contributo è calcolato in base ai residenti e all’incremento registrato rispetto all’anno precedente. Le due forme di contributo non sono cumulabili.”

Destra e sinistra possono essere ancora le bussole, i marcatori del discorso politico?

8 novembre 2010

di Mary Mancinelli

Mary Mancinelli

Oggi in Italia mi sembra più discriminante un’altra alternativa: quella tra populismo e liberalismo, tra “liderismo” salvifico e democrazia partecipativa, tra libertà intesa come identificazione mistica col capo e quotidiano esercizio di un potere di controllo, tra ‘reductio ad unum’ del potere e rispetto delle autonomie sia istituzionale che sociali e civili. In quali corni dei dilemmi collocare Fini non è poi così evidente, come invece è evidente la sua rotta di collisione col Berlusconi. Nell’area del centrosinistra si guarda ora con stupore ora con sospetto l’evoluzione di Fini, ma in ogni caso sempre con distacco come se le posizioni del presidente della Camera fossero una vicenda tutta interna alla Destra. Potrebbe non essere così. Si ha l’impressione, cito Girgensi, che Fini abbia potuto vedere negli occhi la Medusa e, come Perseo, ne abbia colto l’abisso devastante senza risultarne pietrificato. E invece di aspettare paziente il suo turno, all’ombra della Medusa, abbia cercato di ridurre i danni, di alzare muri di contenimento, che rallentassero lo straripamento del mostro. Ne denuncia il progetto,  ma scommette ancora oggi sul logoramento per calcolo pensando di raccogliere l’eventuale eredità nel campo della destra? In realtà il punto cui è arrivato il contrasto tra Berlusconi e Fini è tale che un compromesso è impossibile. I fatti potrebbero precipitare rapidamente.  Fino a quando Fini potrà resistere sui principi quando agli stessi non condivisi pone resistenza? Così disse Barbara Spinelli: “la politica attuale di Fini come ispirata alla logica del male minore, cioè sta cercando di ridurre i danni. Puntare ad ottenere sempre minori mali rischia di far dimenticare la realtà del Paese diventandone complice”, ma forse proprio per evitare questa complicità e al contempo non “staccare la spina” azione che potrebbe produrre crolli come a Pompei nel mondo paleolitico politico che Fini ieri ha parlato di “oltre Berlusconi, oltre il PDL”. Ma parliamoci senza ipocrisie, forse solo i politici di “vecchia forma” non si sono accorti che  al punto in cui siamo, la posta che c’è in gioco è la democrazia, lo stato di diritto,la salvaguardia delle istituzioni, in sintesi: l’affrontare la realtà per il bene comune e non di poche cerchie che anemizzano sempre più lo Stato, bisognerebbe osare di più come disse ancora la Spinelli e avere parole nette contro “il male”, ma perchè non tradurre l’insofferenza politica del Paese al declino del Paese che indubbio sia “male” per tutti? E il Pd? Cosa dice il Pd? Può continuare ad assistere compiaciuto al contrasto tra Berlusconi e Fini pensando di goderne alle prossime elezioni o invece chiedere a Fini di tirare tutte le conseguenze dalla sua analisi e insieme puntare alla salvezza della repubblica? Stà già accadendo? Troppo lenti per gli interessi della Nazione che oggi dovrebbero essere convergenti visto sullo stato di cose. E se con coraggio proponesse a Fini una fase costituente, un patto di ‘Catarsi’ come quello greco di qualche anno fa, per neutralizzare le derive populiste e riscrivere insieme alcune nuove regole costituzionali di riassetto delle forme dello stato e di aggiornamento delle garanzie, finite le quali tornare eventualmente a dividersi secondo vocazioni e interessi? Una democrazia ha bisogno di diverse componenti politiche che si scontrino su posizioni nette, ma oggi siamo al paradosso e per il passaggio alle urne è necessario e decisivo  ripristinare la possibilità degli elettori di scegliere i propri rappresentanti al parlamento, scelta fondamentale ma perchè sia quanto più responsabile e consapevole e non “pilotata” e calata dall’alto per non cadere nei vecchi errori, si deve garantire una libera informazione e che si aprano senza timori arene politiche di scontro e confronto. Si abbandonino i modelli di marketing finora programmati e calati dall’alto  poichè non reggono più nemmeno nel mercato da call center: la gente chiede coinvolgimento e chiarezza, basta toccare la pancia o antichi ancestrali debolezze con uso di squallide tecniche persuasive da piazzisti della politica o dialettiche puramente filosofiche dei migliori teatranti. Il salto di qualità politica e morale devono adeguarsi a rappresentare il nuovo: capacità politiche di concretezza e coerenza, verità e informazione, innovazione e merito, razionalizzazione e progettualità. C’è un problema di leadership  ma non solo per una questione anagrafica, i vizi sono una scorciatoia da cui pure i giovani sono attratti e purtroppo educati dagli stessi baroni della politica e dell’economia. Salviamo Pompei ma non le forme antiquate e inadeguate della leadership italiana. Prendere atto della realtà è l’unica via d’uscita, nonostante i canti delle sirene che ancora resistono, ma che in questa fase di passaggio suonano estremamente patetici ed egoistici, visto come hanno costoro da anni lavorato solo ipotecando il non futuro, a tutela delle proprie e sole esistenze.

“Nel tempo delle menzogne universali dire la verità è un atto rivoluzionario” (Orwell)

5 novembre 2010

di Mary Mancinelli

Mary Mancinelli

Per chiarire meglio come e quali quotidiani non forniscono una vera informazione, basterebbe sfogliarne alcuni e si coglie innanzitutto un altissimo livello di allarme (giusto ma in notevole ritardo): a caratteri cubitali troneggiano titoli su truffe, corruzione, mafia, ecc., del tipo “Nel governo fascisti e amici dei mafiosi” (in copertina). Tuttavia, le colpe di tutti questi eventi nefasti vengono addossate quasi tutte, in un modo o nell’altro, all’attuale governo, a membri del Pdl o a Berlusconi. (lungi da me il beatificarlo!!) stesso gioco fanno amministratori e politici, ma ..allora…mandato a casa Mister B è tutto risolto?

Quindi prima di Berlusconi e del Pdl non esisteva la corruzione e la mafia. Dunque, si grida al “corrotto” non per capire chi è il corruttore e poter estirpare il male comprendendolo appieno, ma soltanto per criminalizzare una parte politica, additandola come responsabile di tutto o quasi. Ovviamente, il criminalizzare una parte politica serve ad avvantaggiarne un’altra., e gli italiani? Inoltre, anziché lavorare seriamente, i politici e i giornalisti si occupano, seppure in modo diverso, della lotta tra fazioni contrapposte, non risparmiando nemmeno i gesti più meschini e riprovevoli. Con curiosità e particolari scabrosi che nulla hanno da invidiare allo stile “berlusconiano” e  ….Intanto il Paese va in rovina, gestito da personaggi da cui non vorremmo nemmeno farci allacciare le scarpe. Questo modo di fare informazione rappresenta senza dubbio un insulto ai veri giornalisti indipendenti,  che non sono scesi mai a compromessi, continuando a fare informazione anche quando veniva a galla qualcosa che non veniva pubblicato da nessuno, questi non hanno rinunciato ad informare su cose “scomode” alla ricerca della verità e non di un “patrocinio” per questo probabilmente non godranno mai della popolarità di altri noti.. Basti pensare che  nessun giornalista dei canali ufficiali italiani  si permette di fare domande scomode alle autorità italiane, ad esempio sulle guerre estere e sul sistema bancario.

 

 

 

Comitato difesa dei Cittadini, ancora perplessità sull’aumento del biglietto del trasporto pubblico

18 ottobre 2010

di Mary Mancinelli

Mary Mancinelli

Riporto la richiesta fatta dal Comitato per la Difesa dei Diritti dei Cittadini il quale prende posizione contro l’aumento del biglietto (TPL) a Perugia passato ad euro1,50 . Il comitato chiede come mai visto che l’aumento viene attribuito ai famosi tagli del Governo, il biglietto a Terni costa a tuttoggi 1,00 euro come pure a Spoleto e Foligno dove oltretutto il servizio è svolto da SSIT, società notoriamente in grosse difficoltà economiche. Sostiene inoltre, che l’ APM nel bilancio 2009 dichiara “attribuzione ai soci Comune e Provincia di Perugia di euro 2.000.000 di riserve ” La verità, continua a sostenere il Comitato, è probabilmente che non si sà come mantenere aperto il Minimetrò di Perugia per quanto riguarda l’anno 2.011, in considerazione dei seguenti motivi: il Comune di Perugia passa al Minimetrò circa 1 milione di euro al mese, cifra comprendente il contratto di servizio e le rate di mutui e swap 2.107.136 euro. La Regione versa a sua volta c.ca 500.000 euro mensili, comprensive di 5 milioni di sovvenzioni ed euro 905.025 come compensazione del biglietto unico. Probabilmente a causa dei tagli del Governo, dal prossimo anno sarà impossibile passare al Minimetrò la cifra di 1,5 milioni al mese, e per questo si è iniziato da subito alzare il prezzo del biglietto ed a gennaio a tagliare i servizi, senza considerare che, da quanto appreso sulla stampa, anche i privati ACAP e SULGA faranno altrettanto lasciando a piedi quelli delle frazioni limitrofe già da tempo penalizzati. Il comitato a tal proposito pone la domanda e vuol capire se è buon operato e come mai contano di più per l’amministrazione i 10 mila viaggiatori giornalieri del Minimetrò piuttosto che i 140 mila abitanti dell’intero comprensorio di Perugia. (Eros Panemi CDDC). Aggiungo che già dalla stracitata Legge 144/99 le spese ed i progetti (viabilità, mobilità sostenibile) veniva normata da costi/benefici, naturalmente di pubblico interesse e non di ristrette “cerchie” o/e questioni di visioni “Cesaree”, cui da anni si risponde ad ogni problematica cittadina con il mantra…”i soldi non ci sono perchè sono state fatte “grandi opere”. Or dunque, difficile constatare che tale affermazione in un paese civile non avrebbe avuto modo di esser pronunciata una seconda volta, crisi o non crisi, fù invece messa “in circolo” come fatto ineluttabile e di nessuna responsabilità attribuibile usata per rispondere a richieste che andavano per la messa in sicurezza di una scuola piuttosto che di illuminazione stradale, buche, autobus ecc e già in tempi non sospetti alla crisi. Ora riproposta in salsa Governo/crisi, ma proprio adesso emerge sempre più prepotente la questione di come mai non si diede priorità al rifacimento della FCU come metropolitana di superficie chiesta da sempre a gran voce la quale oltre che costare meno avrebbe prodotto  vantaggi certi e benefici  notevolmente  superiori al Minimetrò.

FIOM. Mary Mancinelli replica a Paola Bianchi

16 ottobre 2010

Gentilissima sig.ra Paola Bianchi,
innazitutto non le ho detto che la piazza sia inutile, ma che è assurdo da parte sua strumentalizzare i fatti FIOM  facendo facili quanto insostenibili associazioni ai tagli di
assistenza sanitaria e o agli  aumenti assurdidei servizi dei TPL. Devo però evidenziare che quel che  sospettato da tempo ed è a questo che mi riferivo quale piazza” inutile”  o meglio un alibi disgustoso  per  l’attuale amministrazione comunale che stà facendo tagli a servizi cui
andavano beneficiarne ed usufruire soprattutto anziani, studenti, lavoratori commercianti..ecc ecc insomma proprio quelli più toccati dalla crisi, e in genere quindi quella fascia
medio bassa di reddito. Strano modo davvero per definirsi comunisti nel difendere tali strategie
Forse le sfugge che sono fra le prime aver denunciato il taglio “a mannaia” del  Governo inequivocabilmente  ad altre considerazioni sull’azione intrappresa unite ad argomentazioni di
tali azioni nefaste ricadenti solo verso  le fasce medie e basse della popolazione, idem dicasi per il settore imprenditoriale ( PMI/artigianato/ faconisti ecc) oltre ai noti dipendenti delle grandi imprese come da lei giustamente citati ai quali và tutta la mia solidarietà e non solo… e che nessuno strumentalizzi la LORO PIAZZA che pur di tutti ma che non faccia da discarica a tutti i poteri e vergogne locali.  L’indignazione scaturisce dalle modalità e l’arbitrarietà di cui una certa
politica e una ancor più “incerta” pubblica amministrazione adotta tesa a colpire  certuni nel tentativo di salvare altri e se stessi.
No cara, se si lotta contro inadeguatezza corrutela di un sistema marcio  non posso permettere si faccia strumentalizzazione di tale grave crisi sociale ed economica coprendo l’inadeguatezza o il sistema cientelare allo stesso modo gestito a livello centrale e locale convogliando oltretutto una situazione assurda sulle spalle dei cittadini perugini, da anni innescate cui oggi culminano con adozioni, in linea alle precedenti, ma se pur di minor grandezza di maggior disgusto
vista proprio la situazione e il pulpito da cui partono, non riescono passare….forse siamo proprio noi indignati più vicini alla FIOM…non chi li usa come spot.  La sig.ra Fucelli ha espresso un sentore diffuso da cittadino, io le dico che supporto quanto sopra accennatole avendone ruolo e conoscenza e potrei fare considerazioni nomi e fatti che al momento perseguo per vie concilianti perchè non credo che mettere  tutti contro tutti sia la più logica delle azioni e soprattutto per il bene pubblico, ma consto che nonostante tutto qualcuno ci stà marciando
nonostante come da lei stessa sottolineato la gravità della situazione. Forse  contando sulla disinformazione? Sulla devozione a prescindere? su protezioni? forse…e su gente ricattabile o annessi al sistema stesso oppure potrei pensare ad una strumentale  propaganda per le future
lontane/vicine elezioni? Mettere a disagio un anziano, un operaio, uno studente….nè colpisci uno ne ricadono 100… magari in piazza? e tutta la colpa anche quelle vecchie malefatte ricadono su un malgovernocentrale. Ma così gli fate una garanzia a vita!!! NO, non me ne voglia ma certi giochini stritolano la cittadinanza e nulla hanno che fare con il bene pubblico o la buona amministrazione… Sono sicura lei sia in buona fede, sicuramente motivata da sane ideologie, ma ignora diverse cose. Per quel che riguarda la mobilità e tutte le tematiche annesse ed appartenenti alla sicurezza stradale cui circostanziarle con fatti e norme che simili atteggiamenti amministrativi sono una grave dimostrazione di non volontà all’attuare nè norme nè destinazione dei fondi ad essi destinati e di tagli potremmo parlar per ore…  ma quelli ( i tagli) che il comune deve effettuare sono soprattutto legati al sistema clientelare e debiti di vincoli di voti e ad alcuni poteri forti locali le cui antiche ed attuali costi/ spese e deficienze non possono certo proprio in lei trovare una voce complice a che ricadino sulle spalle della cittadinanza tantomeno in periodo di crisi colpendo come i tagli denunciati all’unisono, sempre sugli stessi.
Carissima oggi il peggior nemico della Democrazia dei Diritti e della ripresa economica e civile è la strumentalizzazione cui è aduso un sistema inadeguato a rispondere alle esigenze attuali e alla dura realtà poichè troppo spesso solidificatosi grazie a quelle ormai a tutti note modalità.
Osservi i fatti in relazione a compiti norme mandati e fondi e non giudichi nè dagli abiti nè da facili e banali retoriche, si informi e non si renda complice e facile strumento.
Mi spiace, rispetto fortemente i sui ideali, ma certe azioni sono indifendibili. Così non fà del bene nè agli operai della FIOM nè alla cittadinanza perugina.
Viva la FIOM !

Mary Mancinelli
resp Fondazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione Onlus

Risposta a Mary Mancinelli sulla inutilità della “piazza” per “difendere i diritti”

15 ottobre 2010

Gentile Sig.ra Mancinelli,

non mi pare che la signora Fuccelli abbia fornito indicazioni in merito all’individuazione di capitoli di spesa da tagliare.Mi pare al contrario che abbia espresso una lagnanza, tout court. Al ché mi è apparso doveroso indicare il vero responsabile dei tagli ai trasporti pubblici, ossia il Governo centrale, che sta mettendo in ginocchio molti Comuni. Dopodiché,  la Sua sollecitazione a ridurre gli sprechi mi invita “a nozze” dal momento che il mio partito (Rifondazione comunista) è in prima linea nella lotta ai privilegi e agli sprechi, senza gli accenti demagogici e velleitari oltreché rozzi che caratterizzano le esternazioni di altre formazioni politiche o di comitati.Sono certa che un’osservatrice attenta e impegnata come Lei ne sarà al corrente.La prego quindi di collaborare e – già fin da ora – indicare qui, in risposta al mio commento, quali tagli Lei sarebbe disposta ad effettuare. Ciò premesso, mi consta sottoporre alla Sua attenzione il fatto che comunque i tagli imposti dal Govenro (che però finanzia spese altissime per il nucleare e per la Guerra) vanno ad aggredire e a ridurre ogni servizio pubblico ed ogni forma di tutela (asili, servizi di assistenza alla persona, edilizia residenziale pubblica, sanità, istruzione, etc). La manifestazione di domani, pertanto,  si pone come un primo atto di resistenza contro questa pratica dell’attacco ai diritti costituzionalmente garantiti. Non Le sfuggirà che a braccetto di una ipocrita retorica sulla famiglia vengono imposti riduzioni dei tempi di vita, della libertà e dei diritti minimi dei lavoratori, in particolare di quelli più sfruttati nel corpo, come gli operai.E che proprio sui ceti più deboli si sta giocando cinicamente una partita a Risiko per renderli schiavi.Non le sfuggirà il fatto che questo Governo sta privatizzando tutto ciò che appartiene alle nostre comunità a beneficio di pochi.Ebbene contro tutto questo e molto altro, domani  manifesterà a Roma la FIOM e manifesteremo tutti noi cittadini consapevoli e lucidi. Per sollecitare una coscienza critica annacquata se non annichilita e per riappropriarci del senso vero della libertà che è “partecipazione” alle scelte che ci riguardano come cittadini e come persone, fuori da un’ottica ideologica meramente consumeristica che vorrebbe vederci solo come – appunto – consumatori e non come persone con diritti e dignità elaborate in una propsettiva che non è solo di consumo. Convinta che la Sua risposta sarà circostanziata e puntuale, sono a porgerLe distinti saluti.

Paola Bianchi

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

8 ottobre 2010

Commento all’articolo di Mary Mancinelli

Finalmente qualcuno descrive la situazione politica Umbra con i numeri piuttosto che con le chiacchiere che tendono sempre a nascondere le verità indigeste. Italia federale apprezza il coraggio e la lucidità nel trattare l’argomento. Un plauso di incoraggiamento.

Alfeo Rinalducci – Segretario Nazionale Italia Federale

Gualdo Tadino, ancora polemiche sulla sicurezza stradale

1 ottobre 2010

Caro Direttore. questa lettera mi perviene da un rappresentante del territorio Gualdese: Mercoledi ho assistito all’ennesima dimostrazione di menefreghismo su un aspetto importante della nostra vita. Dopo 4 ore di Consiglio Comunale si trattava di discutere l’ordine del giorno presentato da Graciolini in data 24 giugno (già la solerzia con cui si discutono le questioni in consiglio comunale dimostra quanto attaccamento ci sia per le problematiche del territorio) e riguardante i ritardi sulla costruzione della Perugia Ancona. Da 5 anni sto seguendo queste problematiche pertanto speravo in un minimo di discussione visto che comprendono sicurezza stradale inquinamento e spreco di soldi pubblici. Prima della discussione c’è stato un fuggi fuggi generale da tutte le parti politiche Graciolini ha parlato due minuti (strano) della questione che nell’indifferenza generale è stata messa a votazione ed è stata unanime ma penso che chi ha votato nemmeno conoscesse la questione ma non apettava altro che alzare la mano prima possibile. E’ ignobile che le persone che abbiamo eletto si comportino in questa maniera. Scusate lo sfogo nei confronti di tutti i cittadini ma mi resta impossibile comprendere per quale motivo sia più importante dove si nasce che dove si muore. Sulla problematica delle nascite a Branca e quindi registrate sotto il comune di Gubbio sono intervenuti anche i morti con migliaia di interventi pubblicazioni sui giornali sulle televisioni ecc ecc. Invece quando la discussione riguarda la schifosa viabilità che si sta costruendo nel nostro territorio se ci sono 4 /5 interventi è già tanto cosa importa se moriremo contro una pianta che per legge dovrebbe essere protetta o come avvenuto oggi contro un guard rail o in tante altre situazioni pericolosissime.Cosa importa se fanno in maniera di costruire strade pericolose o inquinanti. Cosa importa se spendono soldi a destra e manca per errori da ragazzini dell’asilo tanto noi li vediamo e ce ne stiamo zitti come conigli. E pensare che ho speso molto inchiostro per sensibilizzare gli assessori comunali di Gualdo e Fossato ma è come parlare con il muro e ciò si riferisce anche alla precedente amministrazione di sinistra. Auguro a tutti di non incappare in un incidente mortale ma se dovesse avvenire avvertite il Padreterno che si è sbagliato a ritenere l’uomo l’animale più intelligente ma il più fesso.

Renzo Gatti

nota di redazione: risponde Mary Mancinelli

Caro Renzo, smettiamola di dare colpa al Padreterno, responsabilità e coscienza sono prerogative umane,  l’uso che se ne fà distinzione dei singoli, politici amministrativi e cittadini, presenteremo un disegno di Legge per quanti sordi e ciechi ai doveri già regolamentati ma persi o sotterrati in mille rivoli, così li renderemo comprensibili anche ai più “tardi”


Piano per la sicurezza stradale impegno fra Regione Umbria e AIFVS

22 settembre 2010

COMINICATO  STAMPA CONGIUNTO FRA   AIFVS  E REGIONE UMBRIA

Il giorno 10 settembre 2010 si è svolto presso gli uffici della Giunta regionale un incontro tra l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada – onlus (AIFVS), Mary Mancinelli, l’assessore competente in materia di sicurezza stradale, Stefano Vinti, e di funzionari del servizio infrastrutture per la mobilità, per intraprendere un percorso di confronto e collaborazione in ordine all’importantissimo tema della sicurezza stradale alla luce anche del susseguirsi, in questi mesi estivi, di incidenti stradali avvenuti nel territorio regionale.

Mary Mancinelli

L’AIFVS prende atto dell’impegno di questa giunta regionale sulle tematiche della sicurezza stradale, visto che per la prima volta è stata data ad un assessore la delega specifica su tale materia e si auspica allo stesso tempo che si possano utilizzare al meglio tutti gli strumenti disponibili per creare le condizioni per una mobilità sicura e sostenibile, riducendo il drammatico tributo di vittime imposto quotidianamente dagli incidenti stradali.

L’AIFVS ha ribadito l’importanza di agire secondo i Principi Generali e le Linee Guida del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale che individuano sette linee di azione comprendenti: misure di indirizzo, coordinamento e incentivazione; cultura della sicurezza stradale; rafforzamento dell’azione di prevenzione, controllo e repressione; rafforzamento dell’azione sanitaria; miglioramento delle regole e dei controlli su veicoli, conducenti e servizi di trasporto; miglioramento dell’organizzazione del traffico e della rete infrastrutturale; informazione agli utenti e campagne di sensibilizzazione:

Stefano Vinti

L’assessore Vinti ha sottolineato anche il fatto che Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS), istituito dall’art. 32 della Legge 144/99 ed in accordo con quanto indicato dalla Commissione Europea, stabilisce tra l’altro di ridurre il danno sociale derivante dagli incidenti stradali e che alla luce di ciò la Regione intende mettere in atto tutte le risorse a disposizione che potenzino la sicurezza stradale, cercando il coordinamento e la collaborazione con tutte le istituzioni e associazioni che intervengono sulla questione sicurezza, e che alcune iniziative già adottate agiscono nel campo della diffusione della cultura della sicurezza stradale, e tendono a favorire e coordinare la partecipazione al processo di miglioramento della sicurezza stradale da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria, del sistema delle imprese e delle rappresentanze sociali.

Regione e AIFVS, in conformità al Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, ritengono di continuare a perseguire con fermezza l’obiettivo di costruire una rete di relazioni e interscambio di esperienze anche con altri soggetti pubblici e/o privati che lavorano sul tema, creando un punto di riferimento per lo sviluppo delle politiche di sicurezza stradale.