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Lungarotti, ovvero l’Umbria tra tradizione e innovazione: intervista a Teresa Severini e Maria Grazia Marchetti Lungarotti

12 luglio 2015
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Chiara Lungarotti, Maria Grazia Marchetti, Teresa Severini

Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo. – Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa)

Guerre, conquiste, imperi e imperatori: questa non è – o meglio non dovrebbe essere – la storia.

La storia dell’Umanità dovrebbe raccontare le idee, l’arte e le scoperte. La storia dovrebbe essere una fonte di nobili esempi da seguire e non un elenco di esecrabili azioni da non ripetere.

Non voglio accettare l’idea che il nostro millenario percorso possa essere determinato da pochi “grandi” uomini.

Ritengo, al contrario, che la storia sia ricca di grandi uomini ma che la grandezza di un uomo si misuri nella quotidianità, nel suo essere presente per gli altri, nella sua capacità di costruire il bene partendo dalle proprie radici fino a produrre frutti che saranno le radici del futuro.

Ecco la grandezza di Giorgio Lungarotti: il suo lavoro è rimasto a testimonianza del suo impegno e della sua passione. È passato di mano ma continua a rappresentare un esempio e una ricchezza per la sua famiglia – che con competenza e serietà si è presa carico di continuarlo e farlo crescere – per il suo territorio e per l’Italia tutta.

Oggi sono la figlia Chiara, con la sorella Teresa, a condurre l’Azienda Lungarotti insieme alla moglie Maria Grazia – direttrice della Fondazione Lungarotti – ma lo spirito, la passione per la terra e l’amore per l’Italia e per il suo grande patrimonio artistico e paesaggistico sono rimasti immutati.

Intervistare la famiglia Lungarotti, pertanto, rappresenta l’opportunità di esplorare contemporaneamente il passato, il presente e il futuro non solo dell’Italia del vino ma di quell’Italia che da millenni è capace di lasciare una traccia indelebile nelle pagine più belle della storia d’Europa e del mondo.

L’Italia è – o meglio potrebbe e dovrebbe essere – il paese della cultura. La Famiglia Lungarotti ha investito passione, impegno e risorse nel promuovere la cultura plurimillenaria del vino e dell’olio tramite i suoi due Musei: come sono state accolte inizialmente – e come lo sono attualmente – dai visitatori queste due importanti realtà culturali?

Il primo, e in grande anticipo sull’attenzione che oggi gode il vino, è stato il Museo del Vino, aperto al pubblico nel 1974. Accolto con grande curiosità e interesse soprattutto all’estero, ponendo l’accento sullo stretto legame della bevanda con l’arte e la storia dell’uomo. Ha goduto subito di una grande notorietà all’estero, assolvendo al progetto che ne era alla base: diffondere la cultura della vite e del vino che caratterizza il Mediterraneo e, in particolare, l’Italia.

Il focus sull’Umbria nella parte centrale richiama alla vitivinicoltura e alle tradizioni locali, rimanendo però fuori da ogni legame commerciale, e questo è molto apprezzato. Un “mecenatismo” nei confronti della diffusione della conoscenza che vola alto, tanto che è stato definito il migliore dal NYTimes. Molti anni dopo, nel 2000, è stato inaugurato il Museo dell’Olivo e dell’Olio (MOO). Non è stato il primo in Italia, ma certamente quello che ha posto l’accento sui molteplici usi dell’olio d’oliva nei millenni e, anch’esso come il MUVIT, è collezione d’arte che mette in luce lo stretto legame con la nostra cultura mediterranea, evidenziato dalla mitologia prima ancora che dalla cultura gastronomica.

Molto apprezzata anche l’attenzione al visitatore: entrambi i Musei portano testi bilingue italiano-inglese fin dall’inizio e forniscono video-audioguide. Particolare attenzione ai bambini, nel concetto di attenzione alla famiglia, tanto che al MOO c’è proprio uno spazio dedicato ai più piccoli per laboratori e giochi. In entrambi i Musei è stato attivato un percorso per ragazzi – tramite pannelli appositamente realizzati – in cui Dioniso per il MUVIT e Atena per il MOO li guidano idealmente per mano alla conoscenza.

Promuovere il vino e il territorio di Torgiano è da sempre una delle missioni principali della Vostra Famiglia: quali credete siano stati i principali risultati ottenuti in tal senso dal vostro impegno in questi decenni di attività e quali quelli che sperate di poter raggiungere negli anni a venire?

Considerando che abbiamo già passato il mezzo secolo, che esportiamo da oltre 40 anni e che in tutti questi anni, pionieri nella rivoluzione enologica italiana, abbiamo contribuito alla diffusione di un’immagine di qualità del vino italiano in Italia e all’estero, siamo orgogliosi di quanto fatto. Nel tempo il mercato è cambiato e la produzione, non solo italiana ma mondiale, è imponentemente cresciuta: sedersi sugli allori non è mai vincente per cui abbiamo continuato a confrontarci e rimetterci in gioco laddove necessario.

Soprattutto perché la qualità non è mai un dato finale: c’è sempre possibilità di migliorare facendo ricerca e innovazione, ma il segno distintivo, strettamente legato alla passione, è sempre lo stesso, anche se aggiornato. Ciò che non amiamo sono le mode, da cui rifuggiamo. Al contrario, abbiamo voluto dare voce a un territorio fortemente vocato come è Torgiano, e più tardi Montefalco, sottolineando come la nostra regione – l’Umbria – sia una terra magnifica e di lunga storia anche se enologicamente meno conosciuta di altre. E per questo, forse, ancora più preziosa.

L’Italia enoica trova nel proprio irripetibile intreccio di territori e vitigni un valore unico al mondo. Contemporaneamente, però, il mercato richiede chiarezza di comunicazione e marchi immediatamente identificabili: come credete si possano far coesistere queste esigenze apparentemente inconciliabili, permettendo così ai vini italiani una maggior penetrazione nei grandi mercati mondiali senza doversi omologarsi ai gusti internazionali?

La ricchezza di vitigni, di vini e di denominazioni in Italia rappresenta nel contempo un vantaggio e uno svantaggio. Il primo è evidente e segue i territori. Il secondo è la difficoltà di fare chiarezza in un consumatore non “acculturato”, che si disorienterà nella scelta, salvo cercare i suoi punti di riferimento da cui difficilmente si discosterà. Quindi, a mio avviso, c’è da puntare sulla identificazione territoriale del vino nel nome della qualità e della diversità, abbinandola ad una forte promozione del territorio stesso. Sarebbe auspicabile una maggiore coscienza dei produttori per creare dei sistemi di comunicazione ad ampio spettro pur mantenendo la propria identità produttiva.

Il Vitigno Italia deve parlare al mondo con la consapevolezza del ruolo di leader nella produzione mondiale e, soprattutto, con la certezza di una tradizione ineguagliabile. Se poi questo lo intersechiamo con gli altri settori collegati, come la gastronomia o l’ospitalità, ecco che la ricetta è completa e andiamo ad arricchire il più grande patrimonio paesaggistico e culturale del mondo. Nel ruolo del vino come ambasciatore delle bellezze del nostro Paese, noi abbiamo sempre creduto ed investito affinché diventasse il punto di forza del nostro territorio.

La Fondazione Lungarotti svolge un ruolo importante nel valorizzare l’economia agricola italiana e, in particolare, la cultura del vino e dell’olio: quali i progetti più ambiziosi per i prossimi anni?

La partecipazione ad EXPO è un esempio della sua mission: non solo testimoniare il passato, ma anche trarre dalla sua conoscenza la comprensione dell’oggi nonché del futuro. Questa può essere raggiunta attraverso l’educazione alla consapevolezza del vino, della sua cultura e della storia della vite: non solo per l’adulto ma anche per il ragazzo. Ad EXPO ci hanno richiesto 27 opere di varia età, tra le più significative del MUVIT, che introducono il visitatore del Padiglione VINO alla cultura e alla storia del prodotto principe.

A Torgiano, nei due musei, inoltre, ci sono percorsi tematici di cui abbiamo già accennato. Personaggi mitologici -Dioniso per il vino, il dio greco del vino ma anche della linfa vitale, della rinascita, della rappresentazione teatrale, e Atena, la figlia di Zeus che donò l’olivo all’uomo, per l’olio – introducono ai due prodotti simbolo della dieta mediterranea comunicandone i valori al fine di una consapevolezza che metta in guardia dagli eccessi e dal loro cattivo uso.

La Fondazione Lungarotti è anche coinvolta con il prestito del modello di nave oneraria alla mostra “Nutrire l’impero” che si svolge attualmente all’Ara Pacis a Roma, a dimostrare la diffusione dell’olivicoltura nell’Impero romano.

I progetti di internazionalizzazione attraverso una rete museale del vino sono, quindi, il nostro obiettivo.

Nei media, nella politica e nella cittadinanza sembra essere in atto un forte risveglio di interesse nei confronti del comparto agroalimentare di qualità del nostro Paese: nell’anno di Expo a Milano, quali ritenete siano le principali necessità di un settore che riceve, nei fatti, sicuramente meno aiuti e meno attenzione di quella che gli viene riservata all’apparenza?

Il settore agricolo in Italia, e in particolar modo quello vitivinicolo, ha bisogno di un programma importante di rilancio e di salvaguardia, proprio per garantire l’esistenza di un modello che funge da base ad altri importanti settori, quali il turismo, la valorizzazione dei beni culturali, ecc.. Non è possibile che il singolo produttore sia lasciato a sé stesso nell’affrontare la competitività dei mercati internazionali.

Occorre creare delle strutture permanenti di promozione e comunicazione, che supportino le aziende nello sviluppo dei mercati esteri. Confrontandoci con produttori di altri paesi, ci rendiamo conto che la nostra burocrazia ingessa il sistema produttivo creando forte penalizzazione al comparto. Quindi è di fondamentale importanza la creazione di strutture operanti sia a livello nazionale, che locale, che coordino e supportino il “Made in Italy” nel mondo.

Molto del Vostro impegno è profuso nello sviluppare tecniche di lavoro in vigna e in cantina volte a minimizzare l’impatto ambientale sia localmente sia a livello globale: quali ritenete siano, in tal senso, gli sviluppi più promettenti nel medio periodo?

Abbiamo da sempre lavorato per creare un modello di azienda ecosostenibile capace di proteggere l’ambiente in cui noi stessi viviamo. Questa “coscienza produttiva” ci ha visti impegnati nello studio dell’ambiente di coltivazione, sia da un punto di vista pedologico-attitudinale, che climatico e agronomico. Ad oggi, dopo aver eliminato le concimazioni chimiche e i diserbi, siamo ad un controllo delle fitopatie con modelli assolutamente riferiti alla singola vigna. In realtà, i nostri 250 ettari vengono gestiti come se fossero tante piccole aziende a sé stanti, capaci così di ottimizzare il risultato finale e determinare nel vino una forte impronta caratteriale.

Non vogliamo sminuire i progetti biologici o biodinamici che si sono sviluppati negli ultimi anni, ma siamo fortemente convinti che una “educazione civica agronomica” offra risultati molto superiori se consideriamo l’impatto finale della coltivazione con la natura circostante. L’esaltazione del trinomio del vino, “Uomo-Ambiente-Vitigno”, rappresenta l’obiettivo fondamentale per raccontare i nostri vini ai mercati internazionali.

Il mondo degli enoappassionati, assaggiatori, sommelier e giornalisti di settore rappresenta una galassia quanto mai frammentata e, spesso, più attenta a sostenere le proprie tesi – se non addirittura i propri interessi corporativi o personali – che non a svolgere quel necessario lavoro di critica e indirizzo volto a migliorare, con l’aiuto dei produttori stessi, la qualità e l’immagine dei vini italiani. A seguito di questa lunga introduzione, quale potrebbe essere, a Vostro giudizio, il ruolo migliore che tutti noi – non intendo certo chiamarmi fuori dalla mia parte di responsabilità – potremmo svolgere per dare un contributo alla crescita dell’enogastronomia italiana?

In parte, come ho sottolineato prima, è importantissimo il modello di comunicazione integrato e trasversale, capace di fondere i settori basilari della nostra economia; vino, cucina, moda, accoglienza, arte, sono fattori catalizzanti di attenzione sul nostro Paese e sulle sue infinite ricchezze. Tutti dobbiamo capire che gli stili di consumo oramai cambiano con velocità supersoniche e dobbiamo essere pronti a comprendere queste modificazioni restando aperti al mondo che ci circonda.

La nostra azienda, per esempio, da sempre ha cercato con i suoi vini, di mantenere il senso forte della tradizione (vedi Rubesco Riserva Vigna Monticchio o il San Giorgio) ma allo stesso tempo ha esplorato nuovi stili con la linea Brezza e con i due L’U. Quest’ultimo progetto si inserisce proprio nell’ottica del consumo a bicchiere, che deve coprire più funzioni e soddisfare l’intenditore e il neofita. Così come noi cerchiamo di captare queste nuove tendenze del mercato, tutti coloro che si approcciano al mondo del vino, a qualsiasi titolo e livello, dovrebbero assumere un atteggiamento di umiltà e consapevolezza dell’impegno e la passione di donne e uomini che lavorano alacremente per il vero segreto del vino: il puro piacere sensoriale.

A conclusione di questa intervista voglio ringraziare per la cortesia e la grande la disponibilità le tre donne che l’hanno resa possibile rispondendo in modo approfondito alle varie domande. Il mio grazie va, quindi, alle Signore Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Teresa Severini Zaganelli e Chiara Lungarotti. (nella foto)

Augusto Gentili

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La vittoria di Romizi ed il referendum contro Boccali

13 giugno 2014

LETTERA A GOODMORNING UMBRIA

 

Perugia, al di là  dei mal di pancia delle sinistre e dei suoi sostenitori che non riescono ad ingoiare la sconfitta politica, comprende benissimo che questo grande e straordinario risultato è un risultato storico.Un risultato che porta la firma di coloro che attraverso il voto hanno scelto di cambiare “verso”, proprio per amore di una città.  Una città che stava gridando aiuto da anni ed anni , una città che sofferente di un’immagine negativa dovuta alle tante brutte notizie che si sono susseguite (more…)

Arrivano le amministrative e opla…ci concedono una staccionata…..

27 gennaio 2014
E’ di estremo sollievo venire a conoscenza  che i tecnici del Comune si siano prontamente prodigati in un sopralluogo nel parco di Ponte Valleceppi per sistemare una staccionata in legno e prendere atto che dopo ben cinque volte sia stata distrutta da atti vandalici, siano giunti alla decisione di cambiare la stessa con una in ferro. (more…)

Evviva…brindiamo ai Maya e al nostro futuro

13 dicembre 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

In un’ Italia che sta sprofondando per effetto di questa grande crisi, ci  si mettono pure le profezie dei Maya. Antico e rispettabile popolo millenario!! Tra profezie e superstizioni gli italiani cosa fanno? Semplice…  si preparano : a chi non importa nulla, a chi si sta preparando addirittura (more…)

ANILA MARCHETTI: Il futuro è adesso, fuori da questa UE che ci sta distruggendo

11 dicembre 2012

Riceviamo e Pubblichiamo

“OGNI COSA CHE NOI FACCFIAMO, OGNI ATTO POLITICO CHE SI DECIDE, CHE SIA ESSO NELLA VITA PUBBLICA, CHE SIA ESSO NELLA VITA PRIVATA, NON E’ SOLO PER NOI STESSI, MA PER LE GENERAZIONI FUTURE, PER I NOSTRI FIGLI, PER I NOSTRI NIPOTI”.

SE IL FUTURO E’ ADESSO, allora prendiamo decisioni responsabili a fronte di cio’ che sta (more…)

Primarie: è vero esercizio di democrazia?

5 dicembre 2012

Riceviamo e pubblichiamo

Che le Primarie siano uno “strumento” o che siano un “mezzo “straordinario per l’esercizio di democrazia ci puo’ stare. Ma il “fine ” qual’è ? PD e PDL sono i partiti che stanno ancora, (more…)

MAI SOCCOMBERE AD UNA CULTURA DIVERSA DALLA NOSTRA

1 ottobre 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Giorni fa, il Ministro profumo presento una strana proposta, a proposito dell’insegnamento della Religione nelle scuole. Secondo il signor Ministro, la nostra nazione è abbastanza matura, da togliere l’ora di religione nelle scuole. Abbiamo già tolto i crocefissi, abbiamo tolto le immagini e foto sacre dalle scuole…..ma a “qualcuno” ancora non basta evidentemente. (more…)

L’ITALIA DEL SI, L’ITALIA DEL NO, L’ITALIA DEL FORSE

10 settembre 2012

E’ veramente cosi questo Paese? Il Paese delle contraddizioni? Lo Stato che disse “No al Nucleare”, ma nello stesso tempo compra energia di provenienza nucleare dalla Francia. Se (more…)

Euro e Stati Uniti d’ Europa: quali menti perverse hanno potuto partorire una cosa del genere?

30 agosto 2012

Pura follia, pura utopia. Utopia si, solo questo può essere. Ogni Stato, non rinuncerà mai alle proprie tradizioni, alla lingua, alla propria storia, e alla propria cultura, alla propria sovranità. Il Vecchio Continente è nato cosi’ e rimarra’ cosi per ancora ulteriori secoli. La verita’ è (more…)

La situazione economica in Italia è devastante ma nessuno fa nulla.

21 agosto 2012

Il Commento

Disoccupazione giovanile alle stelle, esodati, aziende, negozi, imprese che chiudono i battenti, lasciando senza lavoro migliaia di lavoratori. La situazione è devastante e nessuno fa nulla. In una (more…)

Legge 194 meglio conosciuta come la legge sull’aborto, è giusta o sbagliata?

16 luglio 2012

di Anila Marchetti

L’ opinione pubblica è sempre attenta a quesiti di tale rilevanza, le opinione si spaccano per etica, per religione, per politica. Chi è favore, chi è contro. E’ giusta o sbagliata, è immorale o no? Uno (more…)

PONTE VALLECEPPI: SPORT e TRADIZIONI GASTRONOMICHE si fondano per dar vita alla: XXVII Festa dello Sport e la 1°Sagra della Tagliatella

26 giugno 2012

di Anila Marchetti

Si trova  solo a dieci minuti da Perugia, attraversata dal fiume Tevere,  Ponte Valleceppi e  come per altre frazioni sorelle del Comune , la parola “ponte” indica il ponte stesso, già presente (more…)

SONO CONTRARIA ALLA CITTADINANZA DI FIGLI DI STRANIERI NATI IN ITALIA, SONO INCIVILE?

6 giugno 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Ogni giorno sentiamo dai politici proposte nuove , tante proposte. Oggi dal web, notizia fresca fresca, appare l’On. Finocchiaro (PD) che dice: “COMPRENDO TUTTE LE PREOCCUPAZIONI E IL PRINCIPIO DI REALISMO, MA RITENGO CHE UNA LEGGE SULLA CITTADINANZA PER I FIGLI DI STRANIERI NATI IN ITALIA SIA UNA NECESSITA’ E UNA QUESTIONE DI CIVILTA'”. Cara (more…)

Impostare le proprie campagne elettorali sull’ accoglienza agli stranieri, clandestini e non, è sbagliato ed incivile nei confronti dei cittadini .

21 maggio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Questo modus operandi non è altro che falso perbenismo e beneficienza gratuita non più ammissibile. Si innescano meccanismi perversi a danno dei cittadini italiani. Diritti negati ai cittadini italiani, che poi sfociano inevitabilmente in rabbia ed intolleranza. (more…)

Dovremo dire addio a ciò che è rimasto del Made in Italy?

14 maggio 2012

Lettera a

goodmorningumbria

Qualcosa mi arrovella! C è qualcosa che non torna!. In questa crisi italiana ( e non solo) assistiamo inermi alle difficoltà di imprese produttive ed alle attività commerciali sull’orlo della chiusura , e molte altre già chiuse e fallite.

Un po’ di giorni fa sbarca a Perugia H&M, ma chi è H&M? E allora mi son documentata un po’ ed è venuto fuori che H&M è un azienda svedese fondata nel 1947 che inizialmente vendeva solo abiti femminili .Nel 1952 aprì il suo primo (more…)

Eravamo quattro amici al bar… si, ma non in Europa

9 maggio 2012

di Francesco La Rosa

Capita a volte che un incontro casuale fra amici Anila Marchetti, Michelangelo Felicioni, consigliere comunale Pdl e Stelio Bonsegna, noto giornalista e commentatore politico, faccia nascere discussioni su ciò che sta accadendo nel nostro apese, alla fine mi è sembrato interessante  sintetizzare alcune parti della conversazione e pubblicarne una sintesi sperando di averne  interpretato bene il pensiero riprendendo alcune domande che hanno dato il la alla conversazione stessa.

Se ci fosse un referendum, per accettare questa Europa, o uscire dall’Europa, cosa votereste?

Michelangelo Felicioni

Michelangelo Felicioni : Io personalmente sarei per uscire, perché in queste condizioni non vedo una europa dei popoli. Non esiste un esercito europeo, non esiste una lingua comune, non esiste un controllo economico europeo di ultima istanza.

Stelio Bonsegna: Confermo quanto detto da Michelangelo, tra l’altro faccio presente che l’ingresso in questa comunità europea, ci è stato imposto, senza una pubblica consultazione. Un metodo che definirei antidemocratico. Intanto ci ha portato ad aziende che chiudono i battenti, lavoratori licenziati, costo della vita alle stelle, aumento impressionante degli indigenti, criminalità in fortissimo aumento e chi più ne ha, più ne metta, ma ciò che è più grave è che l’imprenditore onesto, arrivi al suicidio.

Anila Marchetti

Anila MarchettiIo penso che dopo 150 anni, abbiamo ancora difficoltà, noi italiani, a riconoscerci come popolo unito, sia  dal punto di vista territtoriale, che culturale e politico. Detto questo, sinceramente mi viene difficile entrare e far parte di un contesto politico, all’interno del quale, noi italiani, poco o nulla abbiamo fatto per essere considerati protagonisti.

Di questa Europa, Monti sicuramente è l’espressione forte e l’incarico ricevuto dal presidente Napolitano, a seguito delle dimissioni di Berlusconi, sembra una forzatura alla luce dei fatti successivi, ormai su tutti i giornali, che il binomio Sarkozy e Merkel formando una sorta di direttorio che ha tracciato le lineee guida della politica economica e fiscale dell’Italia. Come vedete la situazione, dopo sei mesi di questo governo?

Michelangelo Felicioni: in una unica parola: catastrofica. Ci hanno imposto un governo di non eletti dal popolo, commissariando di fatto quel poco di democrazia che avevamo. Hanno saputo prendere solo decisioni a scapito del cittadino e delle imprese, senza prima lasciar prevedere il risultato finale di questa operazione. Si doveva intervenire diminuendo le tasse, per favorire i consumi, la ripresa produttiva industriale e di conseguenza il logico aumento di posti di lavoro.

Stelio Bonsegna

Stelio BonsegnaSi sarebbe dovuto intervenire, prima con il così detto Spending Review (versione anglofona della più nota Revisione della Spesa), poi eventualmente, coinvolgere con un minimo di contributi, il cittadino. Errore imperdonabile per un Professore-Tecnico come Monti.

Anila Marchetti: da normale cittadina non posso che assistere alla continua diminuzione della capacità di spesa, troppe tasse, Imu, benzina alle stelle, parlano di favorire di ripresa ma si ha l’impressione che non sanno da dove cominciare,  e poi la richiesta ai cittadini di suggerire dove e come tagliare le spese francamente mi sconcerta, percepisco un governo deciso ad alleggerirci le tasche ma come progetto di sviluppo sono allo sbando. Come ci si può fidare cosi?

Come regalo ai cittadini piomba sulle nostre tasche, oltre agli aumenti di cui stiamo pagando le conseguenze, arriva l’IMU, sulla quale già registriamo un parere negativo da alcuni sindaci importanti come Wladimiro Boccali, il quale preferisce la patrimoniale, piuttosto che l’IMU. Intanto propone il 5 per mille, come aliquota minima per la prima casa e 7,6 per le successive, non vi pare un controsenso?

Michelangelo Felicionisono contrario all’IMU (ex ICI) in ogni sua forma e calcolo. Per essere chiari: La casa in cui si abita è un bene inalienabile, non tassabile.

Stelio Bonsegna L’IMU, una tassa incostituzionale ed iniqua, su un bene già tassato alla fonte (visto che è stata fatta con denaro già tassato e di cui si paga già una tassa sulla denuncia dei redditi). Io proporrei per legge il divieto di tassazione della prima abitazione e della sua non sequestrabilità, anzi, lo metterei nella Costituzione. Dovrebbe essere uno dei principi della Democrazia, se è questa che si vuole.

Alina Marchetti: Se il sindaco fosse contrario davvero non la introdurrebbe, ma è solo un gioco delle parti, fare entrare dalla finestra ciò che esce dalla porta, ma sono sicura che metterà l’aliquota massima consentita, i comuni sono troppo affamati di soldi per nutrire clientele attraverso consulenze o altri trucchetti, delle città sinceramente non mi pare che se ne occupino troppo, basta vedere in che condizioni sono le strade per rendersene conto, a parte il centro, le periferie sono davvero devastate, e non sono certa che le entrate dell’Imu cambieranno questo stato di cose.

Violenza e droga, basta moralismo e perbenismo

9 maggio 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Con estremo rammarico apprendo ora che a Perugia (centro storico), si è assistito all’ ennesimo scontro tra clan di extracomunitari. Un altra sconfitta per la città e soprattutto per i suoi cittadini.  Non è bastata la nomina di pochi mesi fa come Perugia capitale europea della droga, non sono bastati nemmeno i manifesti tolleranza zero presentati dal PDL, e che han fatto tra l’ altro tanto  parlare, e anche oggi si apprende che un altra mozione sempre riguardante sulla sicurezza non è passata, apprendiamo che ci saranno tagli sulle commissioni antidroga e antimafia. E allora se questa è la situazione che cosa dobbiamo aspettarci ancora? Che futuro ci aspetta e aspetta ai nostri figli? Come possiamo insegnare ai nostri figli la tolleranza? Provvedimenti seri aspetta questa citta’ ed è cio’ che noi aspettiamo e che vogliamo, basta falsi moralismi basta falsi perbenisti.

Anila Marchetti

SUCCESSO PER LA 100 MIGLIA DI MAGIONE, NONOSTANTE LA PIOGGIA

28 novembre 2010

Nonostante le difficili condizioni meteorologiche ben cinquantacinque auto hanno solcato l’asfalto del Borzacchini per non perdere l’appuntamento motoristico. Trentuno equipaggi al via nel Raggruppamento destinato alle vetture con cilindrata inferiore ai 2.0 cc hanno animato una gara scattata in regime di safety car. Molti i fuori pista che si sono visti fin dal turno di qualifica, disputato nella mattinata. Sulla griglia di partenza il miglior rilievo cronometrico è stato segnato dalla Renault Clio Cup di Luciano Gioia (Go Race), seguito dalla vettura gemella della Composit Line guidata in alternanza da Enrico Dell’Onte e Ronnie Marchetti.

Spettacolare anche la “wet race” delle cilindrate più potenti. La pole position è stata centrata dai vincitori del 2009, Raffaele Giammaria e G.Filippo Liberati, sulla Ferrari F430 del team Edil Cris, seguita dalla debuttante F430 GT2 della scuderia fabrianese La.Na. pilotata alternativamente da Amaduzzi e Benusiglio. Anche la seconda 100 Miglia della giornata ha visto la partenza in regime di safety car a causa della pista allagata. Le condizioni meteo però hanno continuato a peggiorare, pertanto la Direzione Gara ha ritenuto opportuno interrompere la corsa  a tredici giri dalla fine prevista La classifica ha visto così primeggiare il duo che ha condotto quasi tutta la gara in testa, ovvero Giammaria e Liberati, che hanno bissato il successo del 2009. Secondo posto per la Porsche 964 dei De Castro e terzo gradino del podio per l’altra Ferrari di Cerati. Nono posto per gli umbri Emanuele Mantovani e Walter Lilli sulla Porsche Cayman Cup, mentre Massimo Vezzosi su Seat Leon Copa ha chiuso al sedicesimo posto. Ventiduesima piazza per gli eugubini Brunetti e Picchi (Peugeot 306).

Il prossimo week-end sabato 4 e domenica 5 Dicembre vedrà il gran finale della stagione automobilistica all’Autodromo dell’Umbria con l’undicesima edizione della “Due Ore Autostoriche”, riservata alle auto da corsa retrò.