Posts Tagged ‘mare’

Arte moda e una Donna di Talento

3 luglio 2018

 

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una modella con  Grey Estela Adames

Il 23 Giugno sono andato su invito della mia amica Yulia Bazarova (ideatrice del “Russian Festival”) a Cinecittà World per l’Anteprima dell’Expo Universale.
Mentre cercavo il settore russo come al solito ho sbagliato direzione, mi sono trovato nel settore Centro Sudamerica, all’improvviso si è scatenata una tempesta di vento ed acqua, tutta la gente correva a ripararsi ma io no e sapete perché?
Il vento mi aveva portato tra le mani un bellissimo foulard dai colori bellissimi ed io ero curiosissimo (sono un appassionato di accessori moda) di sapere a chi appartenesse.
Tra gli stand vedo una donna bella come l’arcobaleno che lottava come in un duello con il vento che dispettoso cercava di (more…)

Venerdì 17 novembre all’ Urban sarà di nuovo Friday I’m in love

16 novembre 2017

bee-bee-sea-coverUscirà proprio  il 17 Novembre “Sonic Boomerang”, il secondo album dei Bee Bee Sea.

Bee Bee Sea è il trio mantovano che negli ultimi due anni ha sfasciato  i palchi di mezza Italia (e non solo) a suon di garage psych e punk. Hanno debuttato nel 2015 con un album omonimo (sold out) e da lì non si sono più fermati.
Hanno suonato con Oh Sees, Black Lips, Night Beats, King Khan & The Shrines e molti altri.
Nel 2016 sono tornati con un l’EP “3 Songs and Jacques Dutronc”, uscito in digitale e cassetta e nel frattempo hanno collezionato spot televisivi (Fiat e DMAX con Chef Rubio) e colonne sonore di skate-video firmati DC Shoes.
Il nuovo disco, registrato al TUP Studio di Brescia e prodotto da Bruno Barcella, è puro terrorismo sonoro e segna una evoluzione ancora più “live oriented” con lunghe intro, chitarre abrasive, assoli in faccia e un ritmo che lascia senza fiato senza mai rinunciare ai loro “hook”, ai ritornelli singalong e alla vena pop che ha contraddistinto la produzio- ne della band.
Sonic Boomerang uscirà in digitale e in cassetta per l’etichetta angloamericana Dirty Water Records USA e in vinile per Wild Honey Records il 17 Novembre.
Sabato 18 novembre ​HEY BOY HEY GIRL presenta JOLLY MARE

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Convegno: “L’Italia e il mare. Tra geopolitica, sicurezza nazionale e sviluppo economico”.

5 Mag 2017
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Alessandro Campi

Organizzato da Alessandro Campi  per il prossimo martedì 9 maggio, d’intesa tra Università di Perugia e Marina Militare,

Nell’occasione il Capo di Stato Maggiore della Marina – Ammiraglio di squadra Valter Girardelli – terrà, alla presenza del Magnifico Rettore prof. Franco Moriconi, una prolusione sul tema: “Il mare come risorsa strategica per l’Italia”.

Alla luce delle discussioni di questi giorni sul ruolo della nostra Marina nel Mediterraneo (e delle polemiche sulle politiche di accoglienza perseguite dal nostro Paese), si tratta di una discussione di grande importanza e attualità.

L’appuntamento si svolgerà presso il Dipartimento di Scienze politiche del nostro Ateneo (Via Pascoli, Aula 1), con inizio alle ore 15.

 

 

I BIMBI MORTI IN MARE E CHI FINANZIA LO STATO ISLAMICO

9 settembre 2015

PER MOTIVI DI RISPETTO NON PUBBLICHIAMO LA FOTO DEL BAMBINO MORTO SULLA SPIAGGIA

Tutto il mondo si commuove per il bambino morto nel naufragio di un gommone in Turchia.
Ci si dimentica che in Siria sono morti già decine di migliaia di bambini sotto la guerra.
Occorre affrontare il problema dei profughi, ma anche e soprattutto le cause della loro tragedia: le guerre in Medio oriente, i finanziamenti allo Stato islamico, le guerre per procura delle potenze regionali e mondiali. (more…)

Marò, la sentenza del Tribunale del Mare: Girone e Latorre non rientreranno in Italia, processo con corte internazionale

24 agosto 2015

maròLa sentenza del Tribunale internazionale del Mare delude le aspettative di quanti in Italia speravano in una decisione nel merito sul rientro di Salvatore Girone, ancora detenuto in India, e sulla permanenza di Massimiliano Latorre, temporaneamente in Italia per curarsi dopo un ictus. Proprio per il fuciliere tarantino, il Tribunale di Amburgo non ha ritenuto valide le motivazioni di urgenza che secondo l’Italia giustificassero la permanenza del marò, visto che ha già usufruito da parte dell’India di una proroga di sei mesi. Respinta poi la richiesta italiana che avocava a sè la giurisdizione sul caso trattandosi di un incidente che ha coinvolto due membri delle proprie forze armate. Secondo i giudici, presieduti da Vladimir Golitsyn, i due militari non possono godere dell’immunità da parte della giustizia indiana, visto che non stavano prestando servizio su una nave militare, ma su un mercantile.

La decisione – Con 15 voti a favore e 6 contrari, la corte di Amburgo ha quindi stabilito che il giudizio sull’incidente dell’Erica Lexie dovrà essere espresso da un tribunale terzo, da costituirsi ad Amburgo, al quale le parti dovranno presentare un proprio rapporto entro il 28 settembre prossimo. Nel frattempo i giudici hanno chiesto all’Italia e all’India di sospendere ogni procedimento in corso.

Giovanni Ruggiero

fonte: www.liberoquotidiano.it

Vacanze in Sicilia, le spiagge più incontaminate e le calette più remote

24 Mag 2015
Isola Bella, Taormina

Isola Bella, Taormina

Riserva dello Zingaro

Riserva dello Zingaro

L’idea delle (meritate) vacanze inizia a farsi sempre più insistente. Quale meta scegliere e soprattutto dove trovare mare cristallino e calette nascoste dove godersi pace e relax? Senza dubbio in Italia c’è l’imbarazzo della scelta quando si tratta di scegliere la meta dei sogni ma, tra le varie destinazioni, la Sicilia resta una delle più gettonate e ambite. (more…)

CABARET A PALAZZO CHIGI

12 settembre 2014

renzi gelatoMentre nei due palazzi del Parlamento si rappresentano commedie, a volte comiche, a volte tragiche, degne di un grande sceneggiatore teatrale, nel palazzo sede del Governo Nazionale va in scena il cabaret con Renzi e la sua compagnia.

Lo spettacolo che potremmo titolare “te lo do io il gelato“, è ufficialmente iniziato il 22 (more…)

Mare, sole, archeologia, e rivivi l’antico fascino di Selinunte

3 Mag 2012

di Roberta Capodicasa

Selinunte, la più occidentale delle colonie greche di Sicilia fu fondata, stando a Tucidide, da Megara Iblea circa cento anni dopo la sua madrepatria nel 628/27 a. C.. La storiografia attuale tende, però, a rialzare la data di fondazione di circa un trentennio e a preferire la data proposta da Diodoro Siculo cioè il 650/1 a.C.. Questa data parrebbe anche più coerente con la documentazione archeologica in nostro possesso. L’area archeologica della polis è forse la più affascinante da me visitate in Sicilia grazie allo straordinario connubio del sito antico col mare ad esso prospiciente; si potrebbe quasi dire che la polis sembra uscire dal mare per adagiarsi mollemente sulla costa. Qualcuno l’ha chiamata città degli dei per il gran numero di templi ivi presente, per il suo mare azzurro e i suoi cieli limpidi. Il nome deriva da quello di un prezzemolo aromatico molto diffuso nell’ area, così tanto da essere rappresentato anche sulle monete antiche. I primi fondatori di Selinunte, come abbiamo già spiegato nella scheda relativa a Megara Iblea, provenivano dalla costa est della Sicilia. Si spinsero diametralmente quasi all’opposto del triangolo siceliota probabilmente alla ricerca di terre coltivabili non certo reperibili nel sito della madrepatria tra Catania e Siracusa. Trovarono nell’area popolazioni indigene ed una forte realtà punica con la quale la polis ebbe sempre a confrontarsi e scontrarsi per preferire, infine, una politica filo -cartaginese che la caratterizzerà sempre. Tentò di fondare sub-colonie come Eraclea Minoa ma, nonostante l’accortezza della sua politica, ebbe vita breve. Il suo splendido sviluppo economico e demografico ebbe fine dopo soli duecento anni, anni in cui vide un rapido sviluppo anche territoriale, fino ai confini della chora di Segesta a nord e fino al limitare del territorio di Agrigento ad est, e ad ovest in corrispondenza dell’odierna Mazara del Vallo.

In questo periodo di fioritura, VI secolo, dominerà la città una tirannide intraprendente che porterà avanti all’interno della polis, una politica di espansione architettonica cui si devono le grandi realizzazioni templari che resero monumentale il suo aspetto. Nel V sec. a. C. la città fu coinvolta in numerosi scontri con Segesta uno dei quali fu alla base dell’intervento ateniese in Sicilia: il molteplice intreccio delle vie della Storia comportò un tradimento da parte dell’antica alleata Cartagine nei confronti di Selinunte che capitolò dopo nove giorni di coraggiosa resistenza, nelle mani dell’ amica-nemica fenicia.

Dopo la sconfitta cartaginese della prima guerra punica nel 250 a.C., la popolazione fu trasferita dai Romani a Lilibeo ed il sito rimase deserto fino ai nostri giorni. Tale abbandono consente attualmente la possibilità di studio unica nel suo genere di una città greca antica le cui strutture appaiono meravigliosamente conservate. Il pur necessariamente brevissimo resoconto storico, consente di approcciarci a questo particolare sito archeologico consapevoli del ruolo giocato da una città greca di confine: proprio in forza di certe scelte storiche, si trovò a vivere in territorio nemico gestendo una politica lungimirante che la farà risplendere per il fascino delle sue strutture visibili ancora agli occhi di un contemporaneo, in quello che uno dei parchi archeologici più belli del mondo. La Sicilia può così ancora una volta vantarsi quale conservatrice di una memoria del passato unica.  Quest’ultima carta che riporta la ricostruzione di quella che doveva essere la polis antica, aiuta un potenziale visitatore a muovere i passi in un territorio pieno di sorprese per chi desideri andare oltre i ‘ruderi’. La visita di un sito archeologico antico, infatti, non è un affare di poco conto: necessita di una grande volontà di sapere. Aristotele diceva che ogni uomo per natura e desideroso di sapere. Visitare uno scavo è come andare in palestra: chi vuole davvero allenarsi sa che c’è bisogno di un sacrificio. Così è la storia approcciata tramite la maggiore delle sue basi documentarie che è l’archeologia: armati di una buona guida e di tanta voglia di conoscere, Selinunte potrà offrire una palestra elegante e completa. Per ora finisce qui la nostra passeggiata tra i templi greci di Selinunte, sperando di tornare presto a visitarla, a bere il suo mare azzurro, a respirare i suoi cieli limpidi.

 

LAMPEDUSA E “I PROFESSIONISTI DELL’IMMIGRAZIONE”

6 ottobre 2011

Fino a due settimane fa, lo spettacolo pressoché quotidiano a Lampedusa e dintorni era il seguente. Le navi della nostra Marina avvistano il barcone carico di disperazione. A differenza di quanto sarebbe accaduto se si fosse trovata in acque maltesi, greche o spagnole, la carretta viene scortata in porto. I profughi sbarcano. La Protezione civile li rifornisce di acqua, cibo, coperte. Alcuni operatori salgono a bordo per prendersi cura di donne e minorenni, che vengono assistiti per primi. Gli agenti di polizia individuano lo scafista che aveva tentato di mimetizzarsi tra i fuggiaschi: sono loro a indicarlo alle forze dell’ordine. I migranti vengono portati al centro di prima accoglienza di Lampedusa per il riconoscimento fotosegnaletico. A quel punto subentra l’attesa per conoscere quale destino li attende: l’asilo, il permesso temporaneo di soggiorno, il rimpatrio.
A un certo punto della trafila, si inserisce un elemento particolare. È il presidio delle Onlus, le associazioni umanitarie presenti in forze a Lampedusa. La loro non è un’attività clandestina: ogni organizzazione agisce in base a un progetto approvato dal ministero dell’Interno. E ciascuna Onlus è dotata di un cospicuo fondo spese per pagare, tra l’altro, vitto e alloggio non agli africani, ma ai drappelli di volontari. Cosa che ha fatto felici albergatori e ristoratori dell’isola disertata dai turisti.
L’impegno dello Stato italiano per fronteggiare l’emergenza, valutabile in un miliardo di euro, non basta. Occorre l’intervento delle associazioni umanitarie. Il cui compito non è procurare prima assistenza ai profughi, ma inserirli in un circuito di protezione. Spiegare loro quali diritti hanno. Fare loro conoscere mediatori culturali, interpreti, avvocati. Organizzare la permanenza nell’isola. Aiutarli a sfruttare ogni piega della legge per poter restare in Italia. Metterli in contatto con i familiari, perché devono sapere che in Italia c’è posto per tutti.
Appena sbarcati, i nordafricani ignorano dove si trovano, non conoscono la lingua e le leggi del posto, sono stralunati. Eppure in pochi minuti hanno già firmato un plico di moduli in cui si mettono nelle mani di un avvocato sconosciuto ma garantito dalla provvidenziale Onlus. La formula è standard: «Io Tal dei Tali attualmente trattenuto presso l’ex base Nato Loran a Lampedusa dal giorno X nomino mio avvocato di fiducia Pinco Pallino, presso il cui studio eleggo domicilio, affinché svolga le pratiche necessarie per porre fine al mio trattenimento e richieda per mio conto un permesso di soggiorno. Ai sensi delle norme vigenti in materia di autocertificazione autorizzo ai trattamenti dei miei dati personali». Spesso la firma è una sigla incerta ma certificata da un funzionario del comune di Lampedusa sulla base del numero identificativo dello sbarco.L’emergenza nordafricani è un sacrificio per gli automobilisti, che pagano più cari i carburanti. È un aggravio ragguardevole per il bilancio dello Stato. Ma è anche un’occasione di business. Per il 2011 il Fondo europeo per i rifugiati ha stanziato all’Italia 7.740.535,42 euro, più altri 6.850.000 straordinari per le «misure d’urgenza». Ulteriori 6.921.174,29 euro arrivano tramite il Fondo europeo per i rimpatri. Con questi soldi il Viminale finanzia progetti presentati dai soggetti più vari (enti locali e pubblici, fondazioni, organizzazioni governative e non, Onlus, cooperative sociali, aziende sanitarie, università) selezionati attraverso concorsi pubblici. Si tratta di 21 milioni e mezzo di euro complessivi.
Molti dunque sfruttano l’emergenza per ottenere visibilità, rivendicare ideologie, attaccare il governo, e anche per fare soldi. Ogni carretta del mare approdata a Lampedusa mette in movimento un complesso apparato. I direttori operativi delle Onlus si precipitano, dettano appelli scandalizzati e li diffondono tramite solerti uffici stampa chiedendo interventi, trasferimenti, soldi, chiaramente in tempi improrogabili. Gli avvocati, tutti attivi nel campo dei diritti umani e spesso difensori di pacifisti e no-global (la genovese Alessandra Ballerini, legale segnalata da Terres des Hommes, si candidò con la sinistra alle regionali 2010), redigono denunce ed esposti. I parlamentari di opposizione presentano interrogazioni allarmate in cui si parla di «prigionieri», «reclusione», «condizioni indegne di un Paese civile».
Il business dei diritti umani contagia perfino il mondo dell’arte. La scorsa settimana è stato presentato a Roma il progetto di trasformare le imbarcazioni abbandonate a Lampedusa in opere d’arte. «Un modo per dire che un relitto è tragica testimonianza – fanno sapere gli ideatori – ma anche porta verso il futuro». A ciò si aggiunge «la valenza epocale del fenomeno immigrazione», cui l’arte offre «un segno di solidarietà». Peccato che per la regione Sicilia le carrette siano rifiuti tossici perché verniciate da sostanze contenenti piombo. Altro che opere d’arte messe in vendita a beneficio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati: dovrebbero essere smaltite con mille precauzioni. Assieme a tanta retorica assistenziale.