Posts Tagged ‘marina’

PERUGIA: LA GRANDE MUSICA ENTRA ALL’OSPEDALE PER EMOZIONARE MEDICI E PAZIENTI

3 marzo 2018
marina comparato

Marina Comparato

Le musiche di Bizet, Rossini e Garcia Lorca, solo per citare alcuni tra i compositori più noti, risuoneranno nell’ospedale ‘Santa Maria della misericordia’ di Perugia per offrire a coloro che tutti i giorni vivono i reparti ospedalieri quelle emozioni uniche che solo la grande musica dal vivo sa dare.

Mercoledì 7 marzo, alle 16, la soprano Marina Comparato e la pianista Linda Di Carlo si esibiranno gratuitamente nella cappella della struttura ospedaliera di fronte a pazienti, medici, infermieri, parenti e volontari. (more…)

SPELLO: Villa Romana Sant’Anna – Il ministro Dario Franceschini in visita ai mosaici

9 marzo 2015
Dario Franceschini

Dario Franceschini

Mercoledì 11 marzo alle ore 15.00

Il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini in visita al sito archeologico della Villa Romana di Sant’Anna: è in programma per mercoledì 11 marzo 2015 alle ore 15.00 il sopralluogo ai mosaici della Domus risalente al II-III sec. d.C. Il ministro ha accolto l’invito dell’onorevole umbra Marina Sereni che nei mesi scorsi aveva apprezzato questa prestigiosa e importante scoperta monumentale; sarà accompagnato dal sindaco di Spello Moreno Landrini,  dai rappresentati della Regione Umbria e delle Soprintendenze dell’Umbria. La visita sarà l’occasione per informare l’onorevole Franceschini sullo stato dell’intervento di recupero della Domus romana, scoperta nel 2005, che ha consentito di restituire fino a oggi un assetto edilizio unico nel suo genere con 14 ambienti di cui 8 presentano una pavimentazione musiva con splendide decorazioni policrome di tipo geometrico, antropomorfo e zoomorfo dalla superficie di circa 700 metri quadrati.

Mostra: Ferruccio Ramadori, Marina Benedetti, Andrea Dejana, Irene Di Liberto e Rossella Sclavi a Villa di Magione presso le Cantine Pucciarella

28 luglio 2014
Ferruccio Ramadori

Ferruccio Ramadori

Nel cuore dell’Umbria, dove tutto parla il linguaggio del creato, accarezzato dalle dolci brezze del Lago Trasimeno,natura e cultura si sono fuse per dar vita alla Mostra “L’estate di Sant’Anna”, svoltasi il 26 luglio presso Cantine Pucciarella a Villa di Magione. (more…)

Villa di Magione, incontro fra spiritualità ed arte presso le cantine Pucciarella

25 luglio 2014
Fotografia di Irene Di Liberto

Fotografia di Irene Di Liberto

Come da tradizione, SABATO 26 LUGLIO presso cantine Pucciarella a Villa di Magione,  in occasione della festa di Sant’Anna si svolgerà la messa pomeridiana. In concomitanza sarà allestita, già dalla mattinata, un’esposizione d’arte a cui parteciperanno il Maestro Ferruccio Ramadori, Marina Benedetti, Andrea Dejana, Rossella Sclavi e Irene Di Liberto con la sua foto del Lago Trasimeno pubblicata da Focus come una delle foto più belle dell’anno a cura  dell’Associazione Culturale Convivium Corciano

ore 11 mostra d’arte

0re 17 funzione religiosa

ore 18 rinfresco-aperitivo  dove si potranno  degustare  i pregiati vini della cantina Pucciarella

“Chi ha votato il Fiscal Compact lo spieghi ai cittadini! Oggi è necessario alleggerire i vincoli imposti dall’UE”

15 gennaio 2014

In aula al voto la mozione cinquestelle sul patto di bilancio europeo

movimento 5 stelle“Agire immediatamente sul Fiscal Compact si può, basta appellarsi all’articolo 62 della Convenzione di Vienna in quanto le circostanze essenziali esistenti nel Paese al momento della stipulazione della ratifica sono mutate: la crisi economica italiana non ha fatto altro che aggravarsi e la disoccupazione ha ormai toccato il 12,5%”. Lo dichiarano i deputati (more…)

Politica:Un pomeriggio davanti ad un caffè… per caso

14 dicembre 2013

di Francesco La Rosa

Un incontro e una conversazione come capita di farne tanti  fra amici al bar, scambio di opinioni a ruota libera e senza una scaletta precisa, a caso, sugli argomenti del giorno, Forconi, Europa, Letta ecc. Alla fine ho pensato (more…)

PRIMARIE PD, RENZI E IL PERICOLO “ANI”

30 novembre 2013

di Ciuenlai

L’hanno costretto a misurarsi con le correnti e con i “Capibastone” e Renzi è andato subito nei guai”. Uno dei suoi più grandi sponsor, De Luca, Il Vice Ministro, Sindaco di Salerno, Direttore dei lavori dell’area e (more…)

Roberta PINOTTI visita il Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito di Foligno

15 ottobre 2013

DSC_5642Il  Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Roberta PINOTTI, accompagnata dall’Onorevole Marina SERENI (Vice Presidente della Camera dei Deputati), ha visitato il Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito (CSRNE) che ha la propria sede nella Caserma “GONZAGA DEL VODICE FERRANTE” in Foligno.

Presenti il Generale di Corpo d’Armata Giovan Battista BORRINI (Sottocapo di (more…)

DISABILI: L’Assistenza Indiretta: un diritto negato

5 giugno 2013

di Martina Zardini

Sono giorni che cerco il modo e le parole giuste per iniziare a scrivere qualcosa su quest’argomento: L’assistenza domiciliare indiretta per le persone disabili e anziane. L’argomento è scottante e dibattuto perché in questo nostro amato Paese in recessione si è tagliata, tragicamente, la spesa sociale e i comuni (more…)

Elezioni 2013: Entra nel vivo la campagna elettorale a Giano: tre appuntamenti con i candidati Pd

5 febbraio 2013

partito democratico logoSono tre gli appuntamenti organizzati dal circolo del Partito Democratico di Giano dell’Umbria in questa breve e intensa campagna elettorale per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

Sabato 9 alle ore 11.30 la giovanissima candidata Anna Ascani (la più votata alle primarie nel comune gianese) sarà a Bastardo per un incontro aperitivo con i ragazzi del territorio. Seguirà alle 13 un (more…)

PRIMARIE PER I PARLAMENTARI – QUANDO LE REGOLE SI TRASFORMANO IN DEROGHE

28 dicembre 2012

di Darko Strelnikov

Si chiamano regole le protagoniste dell’operazione di salvataggio dalla famosa e temuta “rottamazione” dell’intero gruppo dirigente del Partito Democratico. Dovremmo dire l’uso di esse, più che le regole stesse. Perché è indubbio che punti di riferimento normativi e di (more…)

ARCHEOLOGIA A TERNI: NON C’ERANO I CELTI MA GLI UMBRI NAHARKI

27 novembre 2012

di Marina Antinori

La popolazione protostorica degli “Umbri Naharki” è stato l’argomento della trasmissione “Il Salotto Buono …di Sera” condotto da Livia Torre, andato in onda il 21 novembre alle ore 20,40 su Teleterni, visibile anche in web streaming. Ospiti in studio sono stati la dott.ssa Maria Cristina De Angelis della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Umbria, la dott.ssa Marina Antinori, il dott. Stefano Ferrari, e Stefano Montori del Gruppo Speleologico delle Terre Arnolfe.

Gli argomenti trattati da parte dei rappresentati della Soprintendenza sono stati la necropoli delle (more…)

Castello di Torchiagina: 6° Rassegna ecologico-ambientale sul sentiero francescano

28 agosto 2012

Assisi, località Torchiagina di Assisi Via della Torre, 5

 SEGRETERIA ORGANIZZATIVA telefono 075.8039372

Scorre inesorabile il tempo! Abbiamo già consumato buona parte del fatidico 2012, preconizzato

Vittorio Marchi

da tanti veggenti e tante culture come lo spartiacque tra due ere: la fine di una civiltà e l’inizio di un’altra. L’incontro annuale di “Cun tutte le creature” non può ignorare questa circostanza. Se i veggenti e le profezie hanno un fondamento di verità dovremmo essere in grado di leggere e identificare i sintomi della fine, ma anche di individuare i segni del nuovo che germoglia. Avremo la possibilità di approfondire in un clima sereno e informale queste tematiche con ospiti e esperti d’eccezione. Con Vittorio Marchi,  ( venerdi 21 settembre ore 17,30) noto fisico dell’Università Sapienza, autore di varie pubblicazioni in cui, con un approccio multidisciplinare e grande competenza, cerca di portare alla luce una verità tanto antica e tanto attuale, ma sempre ignorata, nascosta e (more…)

LIBRI: COLLELUNA: IERI, OGGI E DOMANI

5 giugno 2012

Archeologia, Storia e Attualità del Territorio della II Circ. Nord del Comune di Terni Ed. Thyrus

Giovedì 14 giugno 2012, ore 17 Presso Sala Gisa Giani Archivio di Stato di Terni Via Cavour28

PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI MARINA ANTINORI

Introduzione: Marilena Rossi Caponeri: Direttore dell’Archivio di Stato di Terni,  Francesca Malafoglia: Presidente II Circoscrizione Nord del Comune di Terni, Adriano Fabrizi: Centro Insieme S. Matteo Ideatore e Responsabile del Progetto

Interventi degli autori:Marina Antinori,Luigi Di Sano, David Fratini, Adriano Fabrizi

Conclusioni: Sergio Sacchi Polo didattico e scientifico di Terni Università di Perugia

A breve nelle librerie ed edicole.

Per info e prenotazioni: Ed. Thyrus 0744-389496 info2@edizionithyrus.it

Collaboratori: Anna Ciccarelli, Roberto Fantato e Gruppo Speleologico “Terre Arnolfe”, e Eleonora Antinori.

 

 

 

Volontari di Magione fra i terremotati in Emilia

4 giugno 2012

Volontari della Misericordia di Magione, con quelli di Fossato di Vico e Montegabbione, colonna mobile del Ragguppamento delle Misericordie Umbria (R.M.U.), hanno raggiunto, il 27 maggio, le zone colpite dal sisma in Emilia Romagna. Cinque giorni vicini alle persone che stanno vivendo il dramma del terremoto, per aiutare nell’organizzazione degli aiuti nel campo Misericordie di San Felice sul Panaro.Un aiuto concreto, fatto di allestimenti tende, aiuti sanitari, presenza nei luoghi in cui il sisma dello scorso 20 maggio ha lasciato, ancora una volta, molte persone senza più nulla. Si sono resi disponibili a recarsi nelle zone terremotate, per la Misericordia di Magione Fabrizio Alunni, Mirco Livi, Marina Cacchiata; per Fossato di Vico: Michele Merli, Diego Chiocci; per Montegabbione: Eleonora Spallaccini e Gabriele Coppetti.

Women@Work presentano il libro “TRACCE” al Caffè di Perugia

28 Mag 2012

Lunedi 28 maggio 2012, ore 18.30 Caffè di Perugia, via Mazzini 10/14

Tracce, antologia scelta di racconti brevi è una piccola antologia a cura di Costanza Bondi, in cui le WOMEN@WORK, poetesse d’amore ormai acclarate, si riuniscono per la prima volta all’insegna della prosa. (more…)

MARINA COMETTO : MI DISPIACE DELUDERVI SIGNORI MINISTRI QUESTO NON LO FARO’ MAI !

28 Mag 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Gentilissima redazione,

Sono la mamma di una donna disabile di 39 anni, mia figlia ha la Sindrome di Rett, grave malattia rara che in lei ha avuto effetti devastanti rendendola già dall’infanzia persona totalmente non autosufficiente , anche con gravi limitazioni cognitive. Abbiamo cresciuto nostra figlia e i suoi fratello e sorella cercando di offrirle il meglio secondo le nostre possibilità , siamo una famiglia operaia , ho lasciato il lavoro per poter seguire mia figlia e non doverla affidare alle “cure” di qualche struttura , che allora si chiamavano istituti, tetri ghetti che toglievano alle persone , anche bambini , ogni rispetto, (more…)

Jean Luc Bertoni sulle “Tracce” di… Costanza Bondi

23 Mag 2012

Tracce è una piccola antologia di racconti brevi, in cui le WOMEN@WORK, poetesse d’amore ormai acclarate, si riuniscono per la prima volta all’insegna della prosa.

Sì, è una raccolta di 20 racconti scritti da 12 autrici. E, più precisamente, si tratta di un libro che abbiamo scritto per compiacere nessuno, se non noi stesse, dopo aver raccolto esperienze personali e di gente a noi vicina.

Quindi non ci sono stereotipi, anche se… viene da chiedersi se ciò che avete raccolto riguardi o meno cose realmente accadute.

La risposta è: as-so-lu-ta-men-te sì! Abbiamo senza dubbio utilizzato la scrittura come una (more…)

“Dopo di noi”: meglio a casa, intervento di una Mamma con la figlia disabile

18 Mag 2012

di Marina Cometto

Un breve preambolo al mio commento mi viene suggerito dalla frase proprio ieri Livia Turco ha reso noto che qualcosa si muove ecce cc. Trovo disdicevole che le risorse per le persone con disabilità vengano affidate al gioco d’azzardo , anzi lo definirei politicamente inaccettabile se credessi ancora nella buona politica. Se le persone logorate dalla povertà non giocherà più all’azzardo che succederà? Io persona con disabilità devo sperare che ci siano persone che continuino a cercare nel gioco e a volte rovinarsi per poter avere una risposta per il futuro di mia figlia disabile?  (more…)

Fronte Retro: una storia di successo che viene da lontano

5 marzo 2012

ll nuovo studio grafico di Bastardo propone idee innovative e la stampa in ESACROMIA

Antonella Zengoni, Lorenzo Oliva e Marina Paccani

Dieci anni fa, quando la signora Daniela Baldari viveva a Roma occupandosi con successo di reti bancarie, mai avrebbe immaginato che ieri, 4 marzo 2012 in quel di Bastardo (comune di Giano dell’Umbria), avrebbe inaugurato con e per suo figlio Lorenzo uno studio di grafica e stampa. Ma la vita, si sa, è imprevedibile e la storia di questa nuova avventura inizia proprio nel 2002 quando la Baldari, in Umbria per una pausa di riflessione, ebbe un grave incidente che la costrinse sulla sedia a rotelle per ben due anni. In quel periodo, ci racconta, leggeva di tutto, avendo tanto tempo a disposizione e tanta voglia di evadere, almeno con la mente, da quella brutta situazione, così che spesso le venivano in mano giornali locali “pensati male e realizzati peggio”, magari con delle buone intuizioni, ma assolutamente di livello dilettantistico. Essendo geneticamente predisposta al giornalismo in quanto nipote di Aldo Giorleo, già direttore del Secolo d’Italia e del Giornale e spinta da una gran voglia di fare e di reagire, nonostante la momentanea infermità, in soli 15 giorni diede vita ad un giornale di 32 pagine, dal nome Fronte Retro, che da allora per ben 7 anni ha accompagnato la vita di questa parte dell’Umbria evolvendosi fino alla sua forma finale di bimestrale di 40 pagine. Contemporaneamente, e come conseguenza di questa esperienza, la Baldari ne matura un’altra, spinta dall’esigenza degli inserzionisti pubblicitari del suo giornale, spesso sprovvisti di un’immagine da proporre, piuttosto che di una grafica a cui affidare i propri messaggi promozionali. Nasce così una nuova grande passione, quella della grafica pubblicitaria che pian piano, anche grazie all’evoluzione dei tempi, sovrasta quella dell’editoria diventando il core-business dell’azienda che nel frattempo si andava creando. Ma la grafica viene da una idea e si esprime in un file, che poi ha sempre bisogno di essere “messo in atto”, spesso e volentieri tramite un processo di stampa, per cui l’esigenza principale fu presto quella di mettere a punto un sistema al top, capace di rendere giustizia alle idee e ai progetti elaborati: da qui la scelta di un fornitore importante, colosso mondiale della stampa, che esegue tutti i processi in esacromia, sinonimo di stampa brillante. Ciò non inganni riguardo al prezzo: potendo dividere il costo di realizzazione della singola lastra in più clienti fino al riempimento della stessa, il processo risulta economicamente vantaggioso per l’utente finale. Tutto questo prende oggi la forma del nuovo studio grafico Fronte Retro di Bastardo, ideato e voluto dalla Baldari per il figlio Lorenzo, grafico pubblicitario, della cui creatività vengono messi a disposizione anni di esperienza, una pratica consolidata, un parterre di clienti dai nomi altisonanti e uno staff “rosa” composto da Marina Paccani (contabilità) e Antonella Zengoni (commerciale) preparato e molto competitivo.

fonte: http://www.tuttoggi.info

LAMPEDUSA E “I PROFESSIONISTI DELL’IMMIGRAZIONE”

6 ottobre 2011

Fino a due settimane fa, lo spettacolo pressoché quotidiano a Lampedusa e dintorni era il seguente. Le navi della nostra Marina avvistano il barcone carico di disperazione. A differenza di quanto sarebbe accaduto se si fosse trovata in acque maltesi, greche o spagnole, la carretta viene scortata in porto. I profughi sbarcano. La Protezione civile li rifornisce di acqua, cibo, coperte. Alcuni operatori salgono a bordo per prendersi cura di donne e minorenni, che vengono assistiti per primi. Gli agenti di polizia individuano lo scafista che aveva tentato di mimetizzarsi tra i fuggiaschi: sono loro a indicarlo alle forze dell’ordine. I migranti vengono portati al centro di prima accoglienza di Lampedusa per il riconoscimento fotosegnaletico. A quel punto subentra l’attesa per conoscere quale destino li attende: l’asilo, il permesso temporaneo di soggiorno, il rimpatrio.
A un certo punto della trafila, si inserisce un elemento particolare. È il presidio delle Onlus, le associazioni umanitarie presenti in forze a Lampedusa. La loro non è un’attività clandestina: ogni organizzazione agisce in base a un progetto approvato dal ministero dell’Interno. E ciascuna Onlus è dotata di un cospicuo fondo spese per pagare, tra l’altro, vitto e alloggio non agli africani, ma ai drappelli di volontari. Cosa che ha fatto felici albergatori e ristoratori dell’isola disertata dai turisti.
L’impegno dello Stato italiano per fronteggiare l’emergenza, valutabile in un miliardo di euro, non basta. Occorre l’intervento delle associazioni umanitarie. Il cui compito non è procurare prima assistenza ai profughi, ma inserirli in un circuito di protezione. Spiegare loro quali diritti hanno. Fare loro conoscere mediatori culturali, interpreti, avvocati. Organizzare la permanenza nell’isola. Aiutarli a sfruttare ogni piega della legge per poter restare in Italia. Metterli in contatto con i familiari, perché devono sapere che in Italia c’è posto per tutti.
Appena sbarcati, i nordafricani ignorano dove si trovano, non conoscono la lingua e le leggi del posto, sono stralunati. Eppure in pochi minuti hanno già firmato un plico di moduli in cui si mettono nelle mani di un avvocato sconosciuto ma garantito dalla provvidenziale Onlus. La formula è standard: «Io Tal dei Tali attualmente trattenuto presso l’ex base Nato Loran a Lampedusa dal giorno X nomino mio avvocato di fiducia Pinco Pallino, presso il cui studio eleggo domicilio, affinché svolga le pratiche necessarie per porre fine al mio trattenimento e richieda per mio conto un permesso di soggiorno. Ai sensi delle norme vigenti in materia di autocertificazione autorizzo ai trattamenti dei miei dati personali». Spesso la firma è una sigla incerta ma certificata da un funzionario del comune di Lampedusa sulla base del numero identificativo dello sbarco.L’emergenza nordafricani è un sacrificio per gli automobilisti, che pagano più cari i carburanti. È un aggravio ragguardevole per il bilancio dello Stato. Ma è anche un’occasione di business. Per il 2011 il Fondo europeo per i rifugiati ha stanziato all’Italia 7.740.535,42 euro, più altri 6.850.000 straordinari per le «misure d’urgenza». Ulteriori 6.921.174,29 euro arrivano tramite il Fondo europeo per i rimpatri. Con questi soldi il Viminale finanzia progetti presentati dai soggetti più vari (enti locali e pubblici, fondazioni, organizzazioni governative e non, Onlus, cooperative sociali, aziende sanitarie, università) selezionati attraverso concorsi pubblici. Si tratta di 21 milioni e mezzo di euro complessivi.
Molti dunque sfruttano l’emergenza per ottenere visibilità, rivendicare ideologie, attaccare il governo, e anche per fare soldi. Ogni carretta del mare approdata a Lampedusa mette in movimento un complesso apparato. I direttori operativi delle Onlus si precipitano, dettano appelli scandalizzati e li diffondono tramite solerti uffici stampa chiedendo interventi, trasferimenti, soldi, chiaramente in tempi improrogabili. Gli avvocati, tutti attivi nel campo dei diritti umani e spesso difensori di pacifisti e no-global (la genovese Alessandra Ballerini, legale segnalata da Terres des Hommes, si candidò con la sinistra alle regionali 2010), redigono denunce ed esposti. I parlamentari di opposizione presentano interrogazioni allarmate in cui si parla di «prigionieri», «reclusione», «condizioni indegne di un Paese civile».
Il business dei diritti umani contagia perfino il mondo dell’arte. La scorsa settimana è stato presentato a Roma il progetto di trasformare le imbarcazioni abbandonate a Lampedusa in opere d’arte. «Un modo per dire che un relitto è tragica testimonianza – fanno sapere gli ideatori – ma anche porta verso il futuro». A ciò si aggiunge «la valenza epocale del fenomeno immigrazione», cui l’arte offre «un segno di solidarietà». Peccato che per la regione Sicilia le carrette siano rifiuti tossici perché verniciate da sostanze contenenti piombo. Altro che opere d’arte messe in vendita a beneficio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati: dovrebbero essere smaltite con mille precauzioni. Assieme a tanta retorica assistenziale.

Grotta Bella di Avigliano: il mistero delle figurine di Marte di piombo

30 aprile 2011

La produzione di figurine di piombo è esclusivamente attestata solo nella zona di Amelia e non trova confronti in tutta Italia per l’epoca protostorica.  Gli studiosi si sono posti due domande: perché usare un materiale come il piombo tipico di manufatti funerari per dei votivi di guerrieri? E, soprattutto, esistono dei confronti in altri siti al di fuori dell’Italia?

di Marina Antinori

Il Monte l’Aiola si erge fra i rilievi più settentrionali della catena dei monti amerini, parallela al gruppo montuoso dei monti Martani. Alle pendici N-O si apre un’ampia e articolata cavità naturale chiamata Grotta Bella. È compresa nell’ambito settentrionale del comune di Avigliano Umbro, distante 2 Km, e a sud-est del paese di Santa Restituta.  È accessibile per una mulattiera dalla frazione di Casa Vecchia.  La grotta-santuario era collegata attraverso la via Amerina ai vicini centri di Todi e di Amelia distanti rispettivamente 16,5 e 8 Km.

Gli scavi all’interno della camera principale sono stati condotti, tra il 1970 e il 1974, dalla Sopraintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria in collaborazione con l’istituito di Paleoetnologia dell’Università di Milano. La frequenza insediativa si estende a partire dal neolitico fino all’Età Romana. Il santuario di Grotta Bella aveva un ruolo politico ed ideologico oltre che economico e sociale, come il servizio “emporico”, posto sotto il controllo da parte di una classe dominante che in questo modo esercitava il proprio prestigio su di un territorio non ancora urbanizzato. I dati suggeriscono per il periodo che va dal V-IV sec a.C. una frequentazione di aristocratici il cui potere si basava sul controllo di possedimenti di armenti, sull’allevamento, sui pascoli e sull’agricoltura. A costoro si riconducono i votivi più antichi come i bronzetti e di strumenti premonetali come l’aes rude e di pezzi contromarcati. L’immagine della classe dominante è espressa simbolicamente anche nelle figure dei guerrieri, scudini e di danzatrici di piombo ( IV sec a.C.), oltre che nei bronzetti di Marte ( Gruppo Nocera Umbra, V sec. a.C. ); questi ultimi alludono ad individui aventi lo specifico ruolo sociale di capi militari. La produzione di figurine di piombo è esclusivamente attestata solo nella zona di Amelia ( anche nella necropoli preromana in località Pantanelli, dove era un santuario testimoniato da terrecotte architettoniche ) e non trova confronti in tutta Italia.  Gli studiosi si sono posti due domande: perché usare un materiale come il piombo tipico di manufatti funerari per dei votivi guerrieri? E, soprattutto, esistono dei confronti in altri siti al di fuori dell’Italia?

Le figure maschili, alte tra i 7 e i 12 cm,  realizzate con la tecnica di fusione, restituiscono una figura di guerriero con busto di prospetto. Il guerriero indossa un chitonisco, e sopra una corazza con spallacci allungati. Il braccio è alzato, nell’atto di impugnare la lancia, in una posa non dissimile da quella dei bronzetti di Marte. Gli scudini, realizzati per coniazione, non sono dei votivi isolati, ma si integravano con le figurine dei guerrieri: il retro che raffigura un braccio quasi in alto rilievo, con l’avambraccio infilato nel bracciale dello scudo a tre lacci, e la mano ancorata all’asta della monopola. Le immagini sugli scudini vanno da semplici globetti a quella di un gorgoneion di tipo “orrido” ma addolcito, caratterizzato da grandi occhi prominenti, un lungo naso e, una bocca sottile con lingua pendula, per tipologia databile al IV sec. a.C.

La presenza di scorie di piombo fra i materiali della stipe, e strumenti di lavoro di ferro, come pinze, tenaglie, e martellini, potrebbero essere indizi, sopratutto le prime, di una lavorazione in loco, scaturita dalla necessità di una produzione a basso costo e standardizzata a uso degli utenti.

Nell’antichità il piombo era generalmente utilizzato a scopi funerari o defissori, o in ogni caso a indicare il mondo katàktonio o “sotterraneo”. Molto noti sono ad esempio le defixiones, vere e proprie maledizioni: a volte incise su tavolette di piombo poi deposte in sepolcri; oppure su dei proiettili scagliati sul nemico durante degli assedi; delle figurine venivano utilizzate per lanciare un maleficio su qualcuno, ed infilzate con dei chiodi o degli spilloni. Da sottolineare che di solito i fanciulli venivano deposti all’interno di semplici sarcofagi fatti di piombo per essere inumati.

Allo stato attuale non è possibile dare un significato certo, ma molto rilevante è riportare in questa sede racconti di abitanti della zona testimoni di ritrovamenti diretti. Questi riferiscono di un’enorme quantità di queste figurine di piombo, andate smarrite ad opera di scavi clandestini, mentre altre inedite sono raccolte nel Centro di Paleontologia Vegetale della Foresta Fossile di Dunarobba ( non esposte al pubblico ). Emerge un elemento singolare che potrebbe far supporre una ritualità specifica e un significato sconosciuto ancora agli studiosi: erano conficcati tra le rocce, a volte letteralmente arrotolati ( è il caso delle tipologie “a ritaglio”), e deposti insieme a un vasetto miniaturistico ( della tipologia a “situla”, di cui possiamo ritrovare dei confronti ad esempio a colle S. Rufino d’Assisi ) riempito con cereali.

Per quanto riguarda un confronto, la Monacchi ha saputo riscontrarne uno piuttosto convincente con  dei votivi di piombo rinvenuti in Grecia, addirittura a Sparta, nei santuari del Menelaion, dell’Amyklaion e di Artemis Orthia, distribuiti tra la fine dell’VIII sec. a.C. e il IV sec. a.C., ma concentrati soprattutto nel VI sec. a.C. e ritenuti una produzione tipica della città peloponnesiaca.

Non sappiamo quando questa grotta di grande interesse tornerà visitabile. In passato è stata gestita da varie cooperative, ma con risultati poco soddisfacenti. Attualmente il Comune di Avigliano Umbro sta lavorando affinché la custodia del sito e  le visite guidate siano gestite da un’associazione locale. C’è la volontà di coinvolgere gruppi speleologici e di eseguire ulteriori ricerche di approfondimento.

Si ringrazia il Comune di Avigliano Umbro per la visita, ( attualmente la grotta non è aperta al pubblico ) in particolare l’accompagnatore, il consigliere Fabio Pacifici, che ha fornito notizie non presenti in pubblicazioni note.

BIBLIOGRAFIA

W.G CAVANAGH – R.R. LAXTON, Lead Figures from thr Melaion and Seriaton, in ABSA LXXIX, 1984, tav. 2-6; A.J.B. WACEW, in The sanctuary of Artemis Orthia, London 1929, p. 249 segg., tavv. CXCIX, 6-8; 10-12; CLXXXIII, 13-15.

MATTEINI STOPPONI 1996 M. Matteini, Stopponi, Museo Comunale di Amelia, Electa, Amelia 1996.

MONACCHI 1984 D. Monacchi, Resti della stipe del Monte Subasio ad Assisi, in SE, vol LII, 1984, serie III.

MONACCHI 1986  D. Monacchi, Nota sulla stipe votiva di Grotta Bella, (Terni), in SE, Volume LIV, 1986, Serie III.

MONACCHI 1996  D. Monacchi, Terrecotte architettoniche dal Santuario di Pantanelli di Amelia, in SE, Volume LXIII, 1996.

CANNARA, QUANDO LA POLITICA INCONTRA LA SOLIDARIETA’

31 marzo 2011

Anna Ascani

Sabato 2 aprile al Teatro Comunale di Cannara “Ettore Thesorieri” alle ore 17.00 andrà in scena “Storie Moderne?!” una commedia interpretata dal gruppo “L’altra gioventù” che fa capo al sindacato SPI – CGIL. L’ingresso, ad offerta libera, sarà interamente devoluto a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo e consegnato materialmente a Stefania Pezzopane (Responsabile nazionale PD per la ricostruzione dell’Aquila) sabato 9 aprile, sempre al Teatro Comunale di Cannara alle ore 17.00, in occasione dell’iniziativa politica “DONNE, POLITICA E ISTITUZIONI”.

All’evento parteciperanno oltre a Stefania Pezzopane: ANNA ASCANI Portavoce Regionale Democratiche Umbre,, LAMBERTO BOTTINI Segretario Regionale PD Umbria, ANNA RITA FIORONI Senatrice, CATIUSCIA MARINI Presidente Giunta Regionale, GIOVANNA PETRINI Sindaco di Cannara, DONATELLA PORZI Assessore Provincia di Perugia, DANTE ANDREA ROSSI Segretario Provinciale PD, MARINA SERENI Deputato – Vice presidente Assemblea Nazionale PD

 

LA TORRE DI COLLELUNA DI TERNI E UN AMBIENTE SOTTERRANEO NASCOSTO: TANTO INTERESSE, NESSUNA RISORSA

3 febbraio 2011

Marina Antinori

In mancanza di studi che lo confermino, una domanda resta senza risposta certa: esiste, dunque, un lungo viadotto sotterraneo che conduceva dalla Rocca all’abitazione del castellano, e lì a breve distanza, proseguendo giù per il declivio del colle, traversando il piano, passava per il Convento dei Capuccini ( S. Martino ) e riusciva dalla Piazza Maggiore di Terni?

di Marina Antinori

La Forterocca di Terni, Colleluna, simbolo di cruenti battaglie volte alla difesa della città, ha visto avvicendarsi importanti personaggi storici come Andrea Castelli, Braccio da Montone, Bartolomeo d’Alviano, agli ordini del celeberrimo e temuto papa Borgia, Alessandro VI, la dolce castellana Cremesina Paradisi e, molti altri …

Il pittore naif  O. Melelli ha dedicato un quadro alla “Battaglia di Colleluna” famosa perché i Ternani, ribelli, nel 1348 “rivendicarono la propria libertà” nei confronti del papato.

Cruciani ha invece ambientato  presso questa roccaforte un intero capitolo del suo romanzo storico, pubblicato nel 1867, “Rosa Venturina degli Arroni: cronaca romantica spoletina del 1499”.

La fantasia popolare e racconti orali, ma pare anche testimonianze documentarie (Ceroni), farebbero sospettare la presenza di un lungo viadotto sotterraneo che collegherebbe la Torre fino all’attuale Piazza del Popolo a Terni. Di certo c’è che la roccaforte ha un ambiente sotterraneo.

Infatti, il Medori ci dice che “Italia Nostra” ( sezione di Terni) effettuò delle esplorazioni nella Torre di Colleluna che lo confermano con certezza. Dal vestibolo scende una terza scala, oltre alle due di cui parla il Ceroni, e in fondo ad ogni scala lo spazio si allarga e converge verso le feritoie ( di queste una rimasta intatta ed è simile a quella del vestibolo ). I rifiuti di ogni genere non permettono di dire di quanto si possa scendere; tuttavia è sicuro che si possa scendere ancora, poiché lo spazio doveva consentire ai difensori di stare in piedi o almeno curvi per usare le armi. Segni che lo proverebbero sono un foro e una feritoia interrata al livello del primo gradino della scala che evidentemente comunica con un locale sottostante. Non è un caso che il Ceroni – il quale esplorò la torre oltre cento anni fa-  parlasse di casematte, prigioni, nascondigli sotterranei, cisterne, camere di comando,  illuminati da un foro a sghembo “filtrante languida luce dall’alto”. Il Lanzi fa addirittura menzione di un “ascensore” e altri marchingegni facenti parte dell’arte militare di allora. Nel vestibolo è stato possibile individuare anche  un pozzo–trabocchetto, pieno di rifiuti di varia natura e si è potuta misurare una profondità di circa 4,60 m. Al primo piano c’è una canna fumaria e al secondo resti di una scala ardita.

La torre si ergeva molto più alta dell’attuale (oltre 35 m, oggi sono 17 m), al culmine del colle, fortificata dall’arte e dalla natura. Sulla cima c’era tutt’intorno una corona di merli molto spessa e a ciascun angolo vi era una gotica torretta acuminata al vertice e, ciascuna dava modo ad un arciere di stare al coperto al fine di scoccare una freccia attraverso la feritoia.

Oggi la torre non è più munita e temibile come un tempo, è senza difese: proprietà privata e in vendita. Tuttavia l’attuale proprietaria, la gentile sig.ra  Emiliani Luciana, aveva manifestato il suo interesse verso i progetti di valorizzazione presentati da associazioni culturali quali “Terni Racconta” ( pres. Luciano Ragni) e “ Centro Insieme San Matteo” ( pres. Adriano Fabrizi ).

Tre conferenze con relatori la dott.ssa Marina Antinori, studiosa di archeologia, e il sig. Luigi di Sano, archivista dell’Archivio di Stato, si sono svolte tra il 2009 e il 2010 riguardo a questo tema, riscuotendo interesse e consensi. In progetto erano scavi, esplorazioni, manifestazioni, concorsi per le scuole ( del quale uno svoltosi ) e, una rievocazione storica.

Purtroppo, nonostante la ricerca di un sostegno, anche da parte di organi istituzionali, le risorse non sono state trovate. In cantiere rimane solo la possibile realizzazione di un libro, corredato d’ immagini fotografiche, riguardante non solo la Torre, ma anche il territorio della circoscrizione Nord ( Cesi, scavi di Maratta, i santuari di S. Erasmo e M. Torre Maggiore, ecc … ) di valenza divulgativa ma anche scientifica, in cui raccogliere articoli risultanti dalle nuove ricerche effettuate da studiosi locali e pubblicisti affermati, e i lavori scelti dei ragazzi delle scuole. Non soltanto verrebbero raccolte le notizie storiche, archeologiche ed artistiche, ma si cercherebbe di dare anche delle indicazioni sullo stato attuale del territorio con proiezioni rivolte al futuro. Il libro sarebbe distribuito gratuitamente presso scuole, biblioteche, e a tutti coloro che sono interessati.

Per info mars2@teletu.it

BIBLIOGRAFIA

F.Angeloni, Storia di Terni.

G.Medori, Colleluna, una forte rocca di Terni, Storia documenti e notizie, 1982.

Tabarrini, l’Umbria Racconta, dizionario.

TERNI: RESTI DI UNA BASILICA ROMANA SOTTO LA PIAZZA DI S. GIOVANNI DECOLLATO MAI STATI ACCESSIBILI AL PUBBLICO

3 gennaio 2011

Marina Antinori

di Marina Antinori

È comune opinione ritenere che Terni non abbia antichità da offrire all’occasionale visitatore, poiché la città ha subìto troppi danni a causa dei bombardamenti, o per via delle modifiche alle infrastrutture e agli edifici dovute ad una modernizzazione necessaria. Tuttavia è evidente all’attento osservatore l’esistenza di tracce sparse appartenenti all’epoca protostorica ( basti ricordare gli importanti ritrovamenti presso le necropoli delle Acciaierie e di quella dell’ex-Alterocca conservati al recente Museo Archeologico cittadino ) e a quella romana.

Desta meraviglia il fatto che molti siti non siano né conosciuti dalla popolazione locale, né adeguatamente segnalati.  In particolar modo dà seguito a grosse perplessità lo scoprire che al di sotto della piazza san Giovanni Decollato, dietro all’ex Palazzo delle Poste ( in pieno centro cittadino ), c’è quel che rimane dell’abside di una basilica di epoca romana appartenente al Foro. Infatti, i resti presenti non sono in nessuno modo visitabili, né accessibili. Si trovano al secondo piano interrato del parcheggio sotterraneo, che all’epoca della scoperta nel 2000 il Ministero acquistò ( in vista di futuri progetti di valorizzazione e organizzazione di visite guidate? ). Non solo il ritrovamento non è reso palese in nessuna maniera, nemmeno da una indicazione mediante un cartello, ma scendere la rampa di scale che conduce al sotto è addirittura sconsigliabile poiché l’ambiente è privo di illuminazione, sporco, maleodorante a causa di escrementi e rifugio notturno di senzatetto. Le porte che darebbero sui resti dell’edificio antico sono fortunatamente chiuse a chiave, tuttavia l’ascensore presente non è mai stato funzionante ( di fronte sono stati depositati dei cassonetti dell’immondizia ).

Facciamo un passo indietro dando uno sguardo alla ricostruzione storico-archeologica per comprendere meglio l’importanza del ritrovamento e la conseguente necessità di toglierlo dallo stato di oblio e degrado. La chiesa S. Giovanni Decollato fu demolita nel 1920 e al suo posto fu eretto il vecchio “Palazzo delle Poste”, era di proprietà della Confraternita della Misericordia, una congregazione religiosa che aveva come scopo primario quello di salvare in extremis i condannati alla decapitazione, di accompagnarli sul luogo del supplizio e infine al cimitero.  Talvolta i prigionieri potevano sfuggire alla giustizia ricoverandosi presso la stessa confraternita. Infatti nei muri laterali della chiesa erano stati ricavati dei piccoli ambienti sotterranei, i quali erano adibiti a ricovero dei condannati. Per quanto riguarda il periodo romano sappiamo che c’era un’iscrizione (CIL XI, 4280) inserita nel pinnacolo risalente al I sec d.C. e che, durante i lavori per la costruzione delle Poste, furono trovati dei cunicoli sotto le fondazioni della chiesa, probabilmente pertinenti ad un calidario. Durante gli scavi condotti nel 2000 per la realizzazione di autorimesse interrate nella piazza è stata portata alla luce alla profondità di circa 6 m circa dal piano stradale, una struttura che presenta come paramento esterno dei grossi conci di pietra sponga disposti a semicerchio e come un nucleo un conglomerato[1] che costituisce la preparazione di un pavimento in cocciopesto[2], quasi completamente perduto. I conci si presentano sotto forma di parallellelepipedi troncopiramidali disposti radialmente in un unico filare. L’abside con probabilità  apparteneva ad una basilica che si affacciava sul foro di epoca romana della città; considerando anche per l’imponenza dell’edificio databile alla fine del I sec. a. C. Nell’area delimitata dal taglio di fondazione è stato individuato un interro che ha obliterato al struttura romana. In uno scarico di materiali ad est dello scavo sono venuti alla luce: frammenti di terra sigillata italica, di ceramica a pareti sottili, e puntali di anfore, comprende anche un’antefissa e un bollo laterizio. Si potrebbe azzardare l’ipotesi che il filare di fondazione fosse munito di un piano interrato destinato ad ambienti secondari e, che quindi la quota del piano terra si trovasse ad una quota compatibile con il livello di calpestio di età romana.

In passato delle associazioni hanno cercato di far presente questa situazione all’Amministrazione Comunale e all’opinione pubblica, ma data la condizione attuale evidentemente senza avere alcun buon esito.

[1] Uno strato di grossi ciottoli fluviali, più un altro conglomerato costituito da ghiaia fluviale fine.

[1] Battuto costituito di malta e laterizi triturati.

BIBLIOGRAFIA:

Angeloni, Storia di Terni.                                                                                                                              L’articolo di Francesco Giorgi, “lo scavo di Piazza S. Giovanni Decollato” in L. Bonomi Ponzi, C. Angelelli, Terni, Interamna Nahars: nascita e sviluppo di una città alla luce delle più recenti ricerche archeologiche, Rome 2006 , école française de Rome.

Sisani, Umbria, Marche, Bari, Roma 2006, Laterza.

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Commento:

Riportiamo un articolo del gennaio 2008 in cui l’allora consigliere di Circoscrizione Michele Rossi ,oggi coordinatore comunale del PDL, sollevava il problema

Terni è stata tra le prime città in italia a realizzare parcheggi interrati su aree pubbliche liberando molte vie e piazza dalla presenza di automobili. Rientra tra le tante aree di parcheggio create con il meccanismo della Legge Tognoli, anche piazza Piazza S. Giovanni Decollato, dietro all’ex Palazzo delle Poste. In fase di realizzazione di questo parcheggio interrato venne alla luce un importante ritrovamento archeologico che fece parlare la città per mesi.  Vennero rinvenuti nel corso degli scavi, una serie di blocchi di pietra arenaria, posti a semicerchio; poi indicati come le fondazioni di un antico tempio romano.  Si discusse sulla sistemazione di quel materiale. Fu deciso di lasciare tutto al secondo piano interrato, per cui il Ministero acquistò un piano del parcheggio. Consapevoli dell’importanza del ritrovamento furono annunciate l’organizzazione di visite guidate, la predisposizione di nuovo museo sulla presenza romana nella nostra città e addirittura un ufficio distaccato della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria, ancora oggi presente solo a Perugia e Orvieto.
Cosa si è fatto fino ad oggi a distanza di quasi 10 anni? Nulla di tutto questo e ormai nessuno ricorda quella importante presenza storica allora rinvenuta anzi c’è chi approfittando dell’oscurità usa il posto come bagno pubblico.  Al piano strada, macchine parcheggiate dove capita e mucchi di immondizia a ridosso dell’ascensore, mai entrato in funzione. Un trattamento inaccettabile quello riservato alla basilica romana di Piazza San Giovanni Decollato, lasciata in un degrado che sembra ben dimostrare l’ignoranza e insensibilità culturale e storica di chi oggi amministra Terni.
Informo dunque di aver presentato apposita mozione al Consiglio della II Circoscrizione “Interamna” affichè la stessa si faccia promotrice verso l’amministrazione comunale di un serio progetto di qualificazione del reperto archeologico di Piazza San Giovanni Decollato, con la necessaria creazione di un percorso illuminato che consenta l’accesso a studenti e turisti.
Faccio poi appello agli organi di informazione perchè attraverso la loro denuncia sollecitino l’opinione pubblica (la situazione di degrado in cui si trovano i reperti è ben documentabile chiunque può infatti accedere al secondo piano del parcheggio).

Michele Rossi

Capogruppo Forza Italia II Circoscrizione Interamna
Presidente Associazione civico / culturale “Terni Città Futura”

Goodmorningumbria seguirà questa vicenda e le darà sicuramente il risalto che merita.