Posts Tagged ‘marino’

A Santa Maria degli Angeli giornata di legalità e di altruismo

21 dicembre 2015

legalitàPromosso dalla Regione Umbria si è svolta sabato 19 dicembre 2015 presso la Domus Pacis di S. Maria degli Angeli una tavola rotonda dedicata alla Legalità come il regalo più vero che ha visto dare la loro testimonianza di vita e di lavoro Donatella Porzi, Presidente dell’Assemblea Legislativa (more…)

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Perugia, concluso il seminario sull’affido “Una famiglia in +”

1 giugno 2012

Un vero successo di partecipazione con circa 150 presenze, il seminario che si è tenuto sabato 26 maggio  a Perugia sul tema dell’affido familiare. Amministratori degli enti locali, assistenti sociali, educatori di comunità, famiglie, studenti hanno risposto all’invito, per riflettere insieme sull’affido familiare, un tema che già da anni è stato promosso e sostenuto dai servizi sociali, quale forma privilegiata di accoglienza di un minore che vive situazioni di difficoltà nella sua famiglia d’origine “Una  famiglia in +” ha detto Gabriella Marino, presidente dell’associazione Aquila, pensando alle famiglie affidatarie che accogliendo un minore in casa, acquistano non una croce, come potrebbe essere letto il segno +, ma veramente qualcosa in +” (more…)

“CASE DI RIPOSO LAGER… ALLARME IN UMBRIA… I DATI METTONO PAURA”

21 marzo 2012

Strutture non conformi,26 sanzioni amministrative e ben 100 sanzioni penali , 2 arresti su 14 in tutta Italia , 34 provvedimenti di chiusura su 150 provvedimenti analoghi adottati su scala nazionale . Nell’assistenza agli anziani brilla per inefficienza la socialmente evoluta Umbria. E’ più di un allarme ed è squillato assordante alcuni giorni fa quando il comandante dei Nas, Cosimo Piccinino, ha riferito nel corso dell’audizione davanti la commissione di inchiesta del Senato sui risultati dei controlli effettuati nelle RSA (Residenze sanitarie assistenziali) e nelle strutture ricettive per la terza età . L’Umbria rispetto alle altre regioni Italiane si distingue in negativo, al punto che al termine dell’incontro in Senato il presidente della commissione Ignazio Marino, ha sottolineato come sia rimasto sorpreso delle irregolarità in regioni annoverate come virtuose in sanità, l’Umbria e le Marche . Residenze sanitarie assitenziali (quelle che ricevono i maggiori controlli dalle asl e con gli accreditamenti di massimo livello ) hanno ricevuto 4 provvedimenti di chusura su 8 a livello nazionale e 8 segnalazioni giudiziarie . Per quanto riguarda le Strutture ricettive per anziani su 288 verifiche sono state riscontrate ben 102 irregolarità ,con ben 100 sanzioni penali. In 2 casi sono scattate le manette e ben 54 segnalazioni all’autorità giudiziaria . In Umbria i provvedimenti di chiusura sono stati 34, record nazionale solo avvicinato da Lazio (26),Campania (25),Sicilia (23). I membri della commissione di inchiesta del Senato sono rimasti basiti davanti le parole del generale Piccinino il quale ha sottolineato che emerge una situazione drammaticamente allarmate .”…..

Giuseppe Silvestri – Corriere dell’Umbria

Commento di Silvana Di Modena: E non dimentichiamo i fatti allucinanti accaduti lo scorso anno ad Umbertide : Anziani e disabili usati come cavie in una struttura riabilitativa della ASL .
Per questa vicenda è  in corso un procedimento giudiziario presso  il tribunale di Perugia.

Commento di Romina NardielloChe vergogna !! Se controllassero  di più sarebbe una strage per tutte queste strutture non regolari , è necessaria più autorità e forza pubblica, ormai nessuno si  spaventa più di  niente ! Troppe cose brutte succedono,  e’ giusto che la gente lo sappia, grazie Goodmorningumbria! Le sbandierate  riforme forse servono a fare risparmiare,  ma cosi nascono strutture non adeguate ai servizi che dovrebbero  erogare. Ma la domanda arriva maligna nella mia mente, c’è  forse un calo inaccettabile del livello di civiltà? Avrei  solo bisogno di capire a cosa stiamo andando incontro in questa regione. Grazie

Ommento di Ombretta Versiglioni. Orrore, lo scorso anno percorrevo una strada tutte le mattine ed ogni volta mi prendeva  l’ansia….avevo paura di sentire gemiti e urla che provenivano da dentro un luogo simile, e un  giorno sentii la necessità di fermarmi ed ascoltare meglio. e grande fu la voglia di sfondare quella porta immensa, cominciai  a piangere per la rabbia e l’emozione, arrivai tardi al lavoro, e per non averlo fatto dopo mi sentii più stronza di prima….

Commento di Gianluca Cirignoni: La sinistra umbra si preoccupa tanto per il benessere degli stranieri e si dimentica dei nostri anziani …VERGOGNA. Domani presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale per riportarli alla realtà e chiedere interventi specifici per sanare questa inaccettabile situazione.

Commento di Paola De Bonis: la scorsa settimana ho chiesto al presidente della terza commissione provinciale di organizzare un incontro ad hoc sulla situazione delle case di riposo nella provincia di Perugia. E’ necessario fare luce su queste vicende vergognose. Saranno invitati tutti i soggetti interessati e chiederò chiarimenti in merito

La cioccolata in tazza nel segno della ceramica contemporanea

8 ottobre 2011

Al Museo del Vino di Torgiano  dal 14 ottobre al 20 novembre 2011

Ironiche, colorate, estrose e personalissime rivisitazioni della chicchera da cioccolata, la tradizionale tazza ideata per il consumo della bevanda calda, sono le protagoniste della mostra che la Fondazione Lungarotti promuove in occasione della diciottesima edizione di Eurochocolate. Un oggetto raffinato ed eccentrico, dalla lunga e affascinante storia che si intreccia con la storia della porcellana, rivive nelle interpretazioni di artisti contemporanei: chicchere dalla delicata ironia, come le opere prodotte dal ferrarese Riccardo Biavati o dall’umbro Roberto Fugnanesi, convivono con le sculture di ceramisti di solida tradizione come il derutese Ubaldo Grazia o di interpreti del contemporaneo come Giorgio Crisafi, Marino Ficola, Rita Miranda e Marino Moretti.

Chicchere oggi.
La cioccolata in tazza nel segno della ceramica contemporanea
MUVIT – in collaborazione con Eurochocolate 2011
info: 075 9880200 –  museovino@lungarotti.it www.eurochocolate.com

GLI UOMINI DELLA POLIZIA DI STATO – ANPS VINCONO IL “VII TORNEO DI CALCIOTTO GRUPPO VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE CITTÀ DI FOLIGNO”

30 maggio 2011

Il VII torneo di calciotto Gruppo Volontari Protezione Civile “Città di Foligno” è stato vinto dalla squadra della Polizia di Stato – ANPS, che hanno battuto quella del Corpo Forestale. Per il 3° e 4° posto la squadra dei Militari ha battuto quella dei Carabinieri. Il premio per il miglior cannoniere è andato a Luca Maria Salemmi della Polizia di Stato – ANPS, mentre quello per il miglior portiere è andato a Salvatore Pillitteri dei Militari e a Marino Giuliani del Gruppo Volontari Protezione Civile “Città di Foligno”. L’albo d’oro vede la Polizia di Stato – ANPS in testa con 3 vittorie seguiti dai Carabinieri con 2 e dalla Finanza e l’Aeronautica con 1:

2005 CARABINIERI – 2006 FINANZA – 2007 AERONAUTICA – 2008 POLIZIA DI STATO – ANPS

2009 POLIZIA DI STATO – ANPS – 2010 CARABINIERI – 2011 POLIZIA DI STATO – ANPS.

Un grazie sentito ad Ernesto e Carla Pantanetti e Valentina Campi che, insieme a PUCCI sas Concessionario FIAT Lancia e a LEGEA, hanno contribuito alla buona riuscita di questa bella manifestazione che ogni anno accomuna tanti grandi personaggi di tante grandi istituzioni della nostra città.

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Cosa è il calciotto?

Il calciotto è una variante del gioco del calcio si gioca su un terreno  lungo  (metri) min 50 – max 65; largo (metri) min 30 – max 40. Porte: larghezza 4 m, altezza 2 m. Pallone: numero 5 a rimbalzo normale. Giocatori: 8 per squadra (portiere incluso); numero minimo per squadra: 5. Riserve e sostituzioni illimitate. Durata incontri: due tempi di 25 minuti; intervallo max 3 minuti.

Orvieto, apre al pubblico il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali orvietane

13 maggio 2011

Dopo più di venti anni dalla sua istituzione, conseguente al decreto di notifica del Ministero dei Beni Culturali, il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane di Marco Marino ha aperto definitivamente al pubblico. Dal 16 aprile è possibile visitare i locali in via della Cava che ospitano una  straordinaria collezione privata di  migliaia di maioliche databili tra il
Trecento e il Cinquecento. I locali che ospitano il Museo sono particolarmente suggestivi e di per sé  costituiscono un’attrattiva notevole. Quasi interamente scavati nella roccia  tufacea, contengono al loro interno strutture archeologiche medioevali e  rinascimentali, quali l’unica fornace del Quattrocento per la cottura di  maioliche ancora intatta, esistente in Italia e forse nel mondo. Sono inoltre  visibili i pozzi da butto e le strutture di una tipica cantina per la
conservazione del vino. L’esposizione delle maioliche si è resa possibile realizzando vetrine ricavate  in vecchie nicchie scavate nel tufo o anteponendo vetri di sicurezza sorretti
da strutture in legno davanti alle pareti. Non va trascurato che la città di Orvieto, pur essendo tra le più note in  Italia per la sua tradizione ceramica, non dispone a tutt’oggi di un Museo
specializzato in tale settore e che quindi era necessario colmare una simile  grave lacuna.
L’apertura al pubblico del Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali  Orvietane vuole essere anche un contributo all’offerta turistico culturale, che  non può passare solo attraverso le seppure encomiabili manifestazioni  temporanee, ma che deve costituirne il tessuto permanente che fa di Orvieto una  città da visitare in ogni stagione.

LA COLLEZIONE
Formata prevalentemente dagli scarti di due fornaci operanti in via della cava  dalla seconda metà del trecento fino ad oltre la metà del cinquecento ed  arricchita con acquisizioni di maioliche aventi legami con le due fornaci, la  collezione deve la sua straordinarietà per aver ricondotto alla città di  Orvieto produzioni che si ritenevano non autoctone. Fino a questi ritrovamenti,  documentati e notificati per la loro eccezionale importanza storica, la
conoscenza della produzione orvietana si fermava alla fine del trecento e  veniva considerato pertanto di importazione ogni reperto di epoca successiva al  periodo arcaico, pur se la dovizia di maioliche del quattrocento e del  cinquecento ritrovate in Orvieto avrebbe consigliato maggiore prudenza in tali  convincimenti.
LA FORNACE
La dimostrazione della continuità produttiva dei ceramisti orvietani è  dimostrata dai reperti esposti in questo museo creato nei locali di un’antica  fornace che non ha prodotto solo pezzi unici, ma che, vera e propria fabbrica,  sfornava pezzi seriali e ripetitivi. È proprio questo l’elemento che ci fa  considerare questo sito come l’incontro tra l’archeologia classica medievale e  quella industriale e l’organizzazione del lavoro che se ne può dedurre avvalora  tale tesi. Il posizionamento del fornello nell’interrato e della camera di  cottura al livello del piano superiore, dove le maioliche venivano dipinte,  mentre la tornitura avveniva in altre stanze dove l’acqua attinta dalla  cisterna veniva condotta con tubature per gravità, ci dimostra una divisione  degli spazi di lavoro più congeniale ad una fabbrica che ad una bottega
artigiana.

Orari: tutti i giorni 10-13 15-20
Apertura fuori orario su richiesta o prenotazione.
Costo del biglietto: 5 euro, con riduzione a 3 euro per studenti, senior e
gruppi di più di dieci persone, gratis per bambini fino a 5 anni, studenti
medie ed elementari, 1 euro.
Per informazioni: www.ceramicundergroud.org     www.facebook.
com/ceramicunderground.org

DOPO L’ABRUZZO È TOCCATO AL LAZIO UN ULTERIORE DANNO ALL’IMMAGINE DI ASSISI

2 aprile 2011

In qualità di ex assessore alla Pubblica Istruzione e ONU son venuta spesso a contatto con gli organizzatori di questo patto di amicizia della città di Marino ed in particolare con la signora De Luca ed ho potuto notare quanta passione e, addirittura riverenza, avevano verso la nostra città. Questo episodio mi dà amarezza”.

Tra i primi punti del programma del sindaco uscente, figura: “Valorizzazione delle relazioni internazionali e gemellaggi”.

A questa premessa il sindaco ha dato subito seguito con un episodio inverosimile, ad ulteriore conferma di quanto poco gli stia a cuore se stesso e non certo l’immagine della Città. Il 26 marzo 2011, alle ore 16, nell’aula consiliare di Palazzo Colonna della città di Marino, era stata fissata, previo accordo tra le due amministrazioni, la CERIMONIA della FIRMA del PATTO DI AMICIZIA ASSISI-MARINO. Nell’invito ufficiale è riportato: interverranno Adriano Palozzi, sindaco di Marino, Claudio Ricci, sindaco di Assisi, Mons. Pietro Massari, abate Basilica San Barnaba apostolo di Marino, Padre Giuseppe Piemontese, custode Basilica San Francesco, Padre Fabrizio Migliasso, custode Porziuncola, Valeria De Luca, Presidente Associazione Culturale Lo Storico Cantiere di Marino, Moreno Bastianini, Presidente Pro Loco Santa Maria degli Angeli.

Il Sindaco e tutti i componenti della delegazione assisana avevano comunicato adesione e conferma alla cerimonia, fortemente voluta non solo dalle due famiglie francescane, ma dallo stesso sindaco, proteso negli ultimi cinque anni a “fare amicizia” con tutti coloro che la chiedevano. Il 26 Marzo, giorno della cerimonia, la partenza della delegazione assisana, a sorpresa, è stata annullata da Ricci senza darne motivazione. Ma c’è di più: a Marino lo aspettavano il sindaco, il Vescovo, vari sindaci dei comuni limitrofi, religiosi, associazioni varie coinvolti da mesi nella stipula di questa amicizia con la città di origine della nobildonna Jacopa de’ Settesoli, amica di San Francesco, che, in una visione, lo vide morente alla Porziuncola per cui partì subito e vi giunse con i mostaccioli da lui preferiti, appena in tempo per poterlo salutare. La cerimonia, preparata a dire degli stessi organizzatori di Marino, con cura minuziosa e dispendiosa per il rispetto della città di Assisi, non è potuta avvenire, tra l’indignazione di tutti i Marinesi espressa per l’onta subita e il disinteresse dimostrato dal Sindaco con un laconico preavviso di appena qualche ora prima della cerimonia. Gli stessi hanno fatto sapere di aver ricevuto dal Sindaco e dalla città una vera offesa.

Maria Belardoni

Il consigliere Mencarelli lascia Progetto Democratico e vola nel PD

12 novembre 2010

di Fabio Duca, Stefano Nuccioni, Guido Bartolini – consiglieri comunali di Progetto Democratico

Il consigliere Marino Mencarelli, eletto nella lista Progetto Democratico, ha deciso di lasciare i banchi dell’opposizione e di spostarsi su quelli della maggioranza motivando il gesto con una presunta sollecitazione di tutti i suoi elettori “a collocarsi con il PD”. Ci resta francamente difficile capire le ragioni di questa scelta: non si è espresso un dissenso o un disagio rispetto all’operato e all’atteggiamento tenuto dal gruppo in questo anno e mezzo di legislatura, come mai non è  emersa un’opinione divergente rispetto al programma presentato agli elettori dalla nostra lista di centrosinistra composta anche da esponenti del PD, del PSI, di RC e del PdCI e che è stato condiviso e votato da quasi 3.000 cittadini castiglionesi. Nel motivare le ragioni della scelta, non si è accennato né a discordanze in merito alla riconversione dell’acquario, né sul mantenere pubblica la destinazione dell’ospedale Sant’Agostino, ecc.., insomma nessuna motivazione programmatica ma solo ragioni estranee all’attività del Consiglio Comunale ed esclusivamente riconducibili a questioni politiche strettamente personali.  Dovrà renderne conto agli elettori anche chi, insieme a Mencarelli, è stato l’ispiratore ed ha lavorato dietro le quinte creando le condizioni perché si verificasse un episodio di tale indecenza e scorrettezza che pensavamo di trovare solo nell’attualità di certi ambienti politici nazionali. Un episodio questo che rappresenta una pagina nera di storia amministrativa comunale di Castiglione del Lago e che contribuirà, per come è stato pensato e gestito, ad alimentare ancor  più il distacco dalla politica e dall’impegno civile  anche in zone come le nostre non abituate culturalmente a queste operazioni di trasformismo.

Congressi Pd – Il “Signor Rossi” zittisce il “coraggio che non c’è”

28 settembre 2010

di Darko Strelnikov

Districarsi nei meandri del PD umbro è impresa quasi impossibile. Da uno a 10, direi 20, arrotondando per difetto. Perché qui, le già ingarbugliate vicende romane, diventano ingarbugliatissime. Le tre correnti tradizionali

Catiuscia Marini

(Bersaniani, Area Dem e Mariniani), sono attraversate da piccoli e grandi terremoti che stanno cambiando la geografia del partito. I fan di Dalema, via Bersani, devono fare i conti con i mal di pancia di amministratori del calibro di Katiuscia Marini e Wladimiro Boccali, che hanno incominciato a giocare in proprio (vedi documento firmato insieme ad personaggi provenienti da altre aree) e di molte defezioni di base per la delusione dopo il congresso. La spaccatura dell’area Dem, da noi è diversa perché i Veltroniani non stanno con i popolari. Infine Marino è rimasto solo Marinelli, un capo bollato dai suoi come “un abile e arruolato ai giochi di partito”. Poi c’è Alberto Stramaccioni che gioca in proprio una partita solitaria. Tanto solitaria da risultare quasi l’unico sostenitore di se stesso. Succede quindi che i nemici di Roma (Bersaniani e popolari) si alleino e partoriscano una proposta unitaria per le segreterie. Il nome, di per se, è una novità. Il Vicesindaco di Spoleto; tale Rossi.

Wladimiro Boccali e Renato Locchi

Figlio di una delle famiglie che hanno portato una marea di problemi alla sinistra della città dei due Mondi. Il padre, che è stato amministratore comunale e provinciale, viene ricordato più per le polemiche, che per quello che ha fatto come assessore. Lungi da me teorizzare che “le (presunte) colpe dei padri vadano riversate sui figli”, ma i giudizi raccolti sul personaggio non sono incoraggianti. Si va dalla perplessità per la scelta “di un uomo qualunque”, alle aperte contestazioni per aver puntato su un personaggio “signorsi,non all’altezza del compito”. Non ho sentito nessuno esclamare (salvo gli addetti ai lavori) che Rossi è quello che ci voleva per capacità, competenza. Ma è l’uomo perfetto per reggere un fragile equilibrio. E’ Bersaniano e ha votato per Bocci alle primarie. Insomma il classico elemento che fa prendere “ due piccioni con una fava”. Ma, secondo me, non è questo l’elemento più triste di tutta la vicenda. I vertici del partito, piaccia o no, hanno fatto il loro mestiere ma, salvo il velleitario tentativo di Stramaccioni, non hanno trovato opposizione. Si è consumato un rito che ha dimostrato che in Umbria non esiste, nel Partito Democratico, una classe dirigente alternativa a quella attuale. Nel Pd c’è una manciata di giovani che rosica e si esprime, prevalentemente, in privato, contro i dirigenti di adesso. Ma nessuno di loro ha avuto il fegato di rompere gli schemi e di presentarsi come candidato alternativo. Anzi non hanno neppure commentato le dichiarazioni dell’unico personaggio che pubblicamente ha attaccato Lorenzetti, Locchi, Bottini, Bracco, Sereni Agostini e compagnia;

Marco Vinicio Guasticchi

Il Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi. Non c’è voglia di rischiare, di mettersi in gioco, di aprire una falla. Eppure, secondo me, c’era, tra loro, chi poteva assumersi questo ruolo. Ma la paura di perdere i piccoli orticelli, di restare esclusi da “quello che passa il convento”, ancora una volta, l’ha fatta da padrona. Solo alcuni dell’area Marino si preparano a dare battaglia nei congressi di circolo per tentare di modificare i rapporti di forza e di rendere difficile quell’accordo. L’intento è apprezzabile, ma manca di un elemento fondamentale per poter portare a termine la missione : un candidato. Infatti anche nel remotissimo caso che riuscissero ad ottenere una maggioranza contro Rossi, non potrebbero eleggere nessuno. Sarebbe solo l’ennesimo caso politico. Alla fine dei congressi i vari Bori, Cecchetti, Fancelli, Valentini, Mariuccini, Chiappini, Maura Firmani, Cavalieri, Alessia Dorillo, Lavinia Pannacci ecc. resteranno prigionieri dentro le mura delle correnti nelle quali si sono accasati.

Lavinia Pannacci

Alessia Dorillo

Non c’è da meravigliarsi che diversi di loro siano affascinati dal racconto di Vendola. Il Governatore della Puglia è la speranza e la rottura che cercavano e che, internamente, non sono in grado di produrre autonomamente. E’ una specie di amnistia politica per uscire dalla prigione in cui sono stati internati. In politica senza autonomia si resta dietro alla volontà dei potenti. C’è anche un ulteriore problema. Questo gruppo di giovani emergenti è troppo eterogeneo e spesso in competizione. Si ha l’impressione, talvolta, che la richiesta di cambiamento sia fine a se stessa e risponda solo ad un dettame : “Noi al posto di loro”. Ed è per questo, forse, che molti vanno ancora sul “sicuro” e scelgono ciò che conoscono, magari turandosi il naso. Non basta la richiesta

Maura Firmani

di mutare facce per scaldare una base smarrita e basita dal comportamento dei vertici. Bisogna ridargli un sogno e l’orgoglio di appartenenza. Occorrono contenuti alternativi e la consapevolezza che ormai, come direbbe Berlinguer, la spinta propulsiva degli ex si è spenta per sempre. Altrimenti si è percepiti come complici del declino. Eppure molti di loro hanno l’entusiasmo e una voglia matta di cambiare le cose usando la politica con la P maiuscola. Magari fanno un po’ di confusione, ma il fine è quello giusto. Sarebbe , quindi, giunta l’ora che questo potenziale elemento venga tramutato in fatti. E allora, bando ai tentennamenti e ai timori. Guardatevi in faccia, guardate dentro il Pd, guardate fuori il Pd e diventate veri protagonisti di una nuova stagione. Se lo farete la sinistra in Umbria e in Italia potrà avere ancora una speranza, per una nuova ed entusiasmante vita.