Posts Tagged ‘marotta’

Presentazione del libro di Loredana Frescura “Vado a essere felice”

18 giugno 2014
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Oggi pomeriggio alle ore 18:00 alla libreria Musica e Libri, verrà presentato “Vado a essere felice”, edito da Raffaello Ragazzi, della scrittrice perugina Loredana Frescura. Romanzo questo di formazione pubblicato col patrocinio dell’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo). Relazionerà insieme all’autrice, Marta Mussini responsabile dell’ADMO per la Regione Umbria. La presentazione è organizzata dalla Pro Loco di Bastia Umbra. Il romanzo ci fa entrare subito nell’animo della protagonista Andrea, una quindicenne con i suoi problemi esistenziali legati alla sua età, difficile da gestire, sia dai genitori che dagli stessi ragazzi che attraversano un periodo combattuto, tra pensieri, dubbi e perplessità. Infatti Andrea non si ama molto, non si accetta e non riesce a stare bene tra gli amici e (more…)

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“La casa delle bambole”, Spettacolo di Danza e video che denuncia la violenza sulle donne

18 giugno 2014

danzaUna casa fa pensare subito ad un ambiente dove si può creare una famiglia, un luogo protetto, un luogo caldo, un luogo dove abitano Serenità e Conforto e dovrebbero essere solo loro gli inquilini e i proprietari. Invece ci sono certe case dove è sempre tutto buio, dove fa freddo, dove la paura e la tensione fanno da padrone. Quelle abitazioni non hanno al loro interno “la casa delle bambole” di una piccola bambina ancora non consapevole dei pericoli, ma diventano come quelle piccole “strutturine”, strette e artificiali e la donna diventa la bambolina imprigionata. E così il gioco oscuro diventa subire e sopportare violenze, da quelle fisiche a quelle (more…)

Semifinali e finali del Basket Bastia sabato 7 giugno e domenica 8 al Palagiontella

6 giugno 2014

basket bastiaQuesto fine settimana al Palagiontella di Bastia Umbra si terranno le semifinali e finali del campionato di promozione della federazione italiana pallacanestro. La vincitrice dei due giorni auspicherà la promozione in serie D. Le squadre che accederanno alle suddette fasi finali sono il blasonato Basket Bastia, il Gubbio, il Trestina ed il Todi. La prima semifinale di sabato vedrà scendere in campo alle 16:00 il Gubbio contro il Trestina e a seguire alle 18:00 il Bastia contro il Todi. Gli scontri di domenica (more…)

Basket: “ I giganti di Bastia”

13 febbraio 2014

fotoBasket Bastia – Pontevecchio (74-48)

Il titolo può sembrare scontato visto che stiamo parlando di una squadra di basket, ma non è una squadra qualunque, è il BASKET BASTIA, i suoi giocatori sono dei giganti perché giocano con passione e sanno giocare bene e i numeri lo dimostrano, 12 partite vinte su 12. Con la partita che si è svolta sabato 8 febbraio al Pala (more…)

Giorno della Memoria: Se può servire la mia testimonianza per non dimenticare…mai…

28 gennaio 2014
Auschwitz-Birkenau

Auschwitz-Birkenau

Un giorno chiesi a mio padre: papà ma abbiamo un albero genealogico? Vorrei sapere chi eravamo. Mio padre: so solo che abbiamo origini ebree…molti italiani hanno origini ebree, i nostri antenati erano degli Ebrei. M’informai…non riuscii a trovare molto, non sapevo bene come fare, ero piccola…vivevamo all’estero, in Marocco e mi ero ripromessa che da grande, tornata in Italia avrei fatto le mie ricerche. Le ho fatte e papà aveva ragione. I miei antenati erano Ebrei. All’età di 23 anni circa decisi di andare in Germania 10 giorni, volevo vedere (more…)

Ungheria: l’anti-fascismo unisce il paese

20 marzo 2013

A Budapest, domenica 2 dicembre migliaia di cittadini hanno dato vita a una manifestazione di protesta contro l’anti-semitismo. Alcuni politici dei gruppi di maggioranza e dell’opposizione vi hanno partecipato per condannare le (more…)

“Racconti alla finestra” della giornalista-scrittrice Emanuela Marotta

1 marzo 2013

raccontidi Francesca Sciamanna

IL libro di Emanuela Marotta , promettente autrice,è una serie di racconti. Piccole storie fantasy con risvolti più o meno autobiografici della sua vita. Sono racconti di costruzione, di passaggio come molte fiabe. Si attraversano le pagine navigando attraverso i tortuosi percorsi della formazione, dell’amicizia, dell’ amore con un linguaggio delicato e ricco di simboli. Il titolo stesso è altamente simbolico: la finestra è un (more…)

Emergenza rifiuti, ne produciamo troppa, siamo sommersi.

26 giugno 2012

di Emanuela Marotta

Secondo l’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale Ispra: nel 2010 abbiamo prodotto troppi rifiuti e la parte più colpita da questa invasione è il centro Italia. Non si riesce più a trasportarla all’estero, costa troppo, e non si riesce più a smaltirla in Italia. Cumoli di mondezza (more…)

Libri: “Racconti alla finestra” della giornalista-scrittrice Emanuela Marotta

12 giugno 2012

Recensione di  Francesca Sciamanna

IL libro di Emanuela Marotta , promettente autrice,è una serie di racconti. Piccole storie fantasy con risvolti più o meno autobiografici della sua vita. Sono racconti di costruzione, di passaggio come molte fiabe. Si attraversano le pagine navigando attraverso i tortuosi percorsi della formazione, dell’amicizia, dell’ amore con un linguaggio delicato e ricco di simboli. Il titolo stesso è altamente simbolico: la finestra è un filtro un modo di guardare fuori senza farsi vedere nonostante il desiderio di aprirsi al mondo. Leggendo questi racconti ci si imbatte in uno stile contaminato di cinema e di pittura: ogni storia può essere immaginata come un quadro o come una serie di sequenze cinematografiche. Sembra quasi di essere proiettati in un mondo surreale (more…)

Dal 24 al 31 marzo avrà inizio ad Assisi, in varie sedi dislocate, l’evento “Ella fu”

21 marzo 2012

di Emanuela Marotta

Questa manifestazione culturale e artistica è nata dalla volontà, del comune di Assisi e dall’assessore alle pari opportunità e politiche giovanili Francesco Mignani, di dare più voce e spazio alla donna nella società dimostrando di avere nel territorio un buon numero di donne che arricchiscono l’Umbria. Per far si che questo nasca, sia organizzato e ideato è stata scelta l’Ass. “Ritmi”, che da anni si occupa di promozione sociale, musica, esposizioni d’arte e teatro. Come idea portante è stata scelta la Donna ma proiettata in un contesto nuovo, non banale come quello delle “donne contro gli uomini” o peggio ancora delle “donne contro le donne”, ma in quello dell’arte, della cultura e di come riescano a contribuire alla crescita culturale, artistica ed economica del Paese. “Ella fu”, nome che rievoca un’anima femminile, è il festival dedicato alla donna intesa come “Donna, Cultura, Sociale” che dimostrerà come l’universo femminile sia fatto di momenti di riflessione non solo in “rosa”, in cui tutti potranno mettersi in discussione cercando di uscire dagli stereotipi legati alla concezione: “sesso debole”, ed offrire uno spunto critico e autocritico. Infatti l’evento si prefigge di affrontare non il classico rapporto della donna in società con le sue attività quotidiane, con i suoi conflitti o con le sue fragilità, ma la donna inserita pienamente nella cultura, nell’arte, nel sociale come protagonista sia di se stessa che della sua vita. L’evento inizierà con un’esposizione tutta al femminile che accompagnerà il visitatore durante la settimana; arricchiranno la mostra, presentazioni di vari libri e ci saranno spazi dedicati alle associazioni, momenti teatrali e musicali. In questi otto giorni si metterà in evidenza una “gentil sesso” nuovo ed innovativo.

Sabato 24 – ore 17.30 – Galleria delle Logge
Inaugurazione  “Ella Fu…” – mostra d’arte visiva contemporanea

Interverranno le artiste Alessandra Baldoni, Tonina Cecchetti, Ilaria Margutti, Carlotta Marzi, Gabriella Napolitano, Virginia Ryan, Sofia Rocchetti, Monica Scafati, il Sindaco Ing. Claudio Ricci, il Presidente del Consiglio Comunale Patrizia Buini , l’Assessore alle Pari Opportunità Francesco Mignani e  Massimiliano Dragoni presidente dell’Associazione Ritmi.

Domenica 25 – ore 18   – Sala Ex Pinacoteca
Presentazione del libro  “Donne alla ricerca dell’origine”  della Dott.ssa Clarisse Schiller.
Interventi dell’ Assessore alle Pari Opportunità Francesco Mignani e della Dott.ssa Rossella De Leonibus
Martedì 27 – ore 16 –  Sala Ex Pinacoteca
Intervento dell’Associazione “Donne Insieme Onlus” di Foligno, della Dott.ssa Torrini Rosita – Senologa e del Presidente della Terza Commissione del Comune di Assisi, Claudia Travicelli. A seguire gli allievi della Scuola di Teatro Dilettantistico “Rossana Gaoni” leggeranno una selezione di brani tratti da opere letterarie con tema femminile.
Mercoledì 28 – ore 10 – 18 Galleria delle logge
“Ella Fu…” – mostra d’arte visiva contemporanea
Giovedì 29 – ore 18  – Sala Ex pinacoteca – Presentazione del libro “Le italiane” a cura della Dott.ssa Annamaria Barbato Ricci – Interventi della Dott.ssa Vanna Ugolini, vice caposervizio alla redazione di Terni de “Il Messaggero”, dell’Assessore alle Pari Opportunità Francesco Mignani. Ospite la Sig.ra Carla Spagnoli

Venerdì 30 – ore 18:30 – Bibenda – Wine bar
Presentazione del libro “Racconti alla finestra” di Emanuela Marotta.
Introdurrà la Dott.ssa Francesca Sciamanna.

ore 21.30 «Donne mie». Voci di donne in versi e musica. A cura di Elisa Tonelli. Canteranno Simona Fontanella, Alice Spadea, Costanza Piermatti, Paola Properzi. Alla chitarra il Maestro Antonio Ruvo. Darà voce ai testi Cristina Bastianini.

Bastia, multiamo chi sporca le Aree Verdi

21 dicembre 2011

“Se si concede alla natura nulla di più dello stretto indispensabile, la vita dell’uomo vale meno di quella di una bestia”. William Shakespeare.

Si dovrebbe guardare alla natura sia vegetale che animale con occhi più consapevoli, non solo facciamo parte anche noi di esse ma con pochi gesti possiamo renderle più vivibili e percorribili. L’uomo senza la flora e la fauna non può sopravvivere e viceversa e le “bestie” valgono tanto quanto l’uomo.

Le aree verdi danno modo a molte persone di dedicarsi allo sport all’aperto, di fare lunghe passeggiate, anche con i propri cani, e a molte famiglie danno la possibilità di far giocare i propri figli nel parco a contatto con la natura e non tra macchine e asfalto. Queste zone oltre ad essere state pensate per il tempo ricreativo e di svago hanno anche una valenza estetica importante per la città. Purtroppo i cittadini sono sempre in agguato. Si, se ci pensiamo bene siamo proprio noi umani a sporcare di più e facendo un giro per la città di Bastia Umbra e dintorni si nota che alcune aree verdi sono ancora da sistemare definitivamente, altre invece sono state ultimate e vengono periodicamente ripulite, il problema è che il cittadino non ha cura di questi luoghi. In quasi tutti i giardini ci sono cartelli che chiedono gentilmente, dove ci sono dei giochi per bambini, di non introdurre i cani, addirittura in alcuni non ci sono i cartelli che ti vietano di entrare con l’animale ma ti mettono a disposizione degli appositi distributori di bustine per raccogliere le feci. Cassonetti della spazzatura (anche differenziata) praticamente ovunque e nei parchi gli appositi cestini, ma purtroppo spesso siamo costretti ad evitare escrementi di animale sia sul prato che sulle strade o addirittura sui viottoli dei giardini, per non parlare dei pezzi di carta o delle bottigliette di plastica. Cosa ancora più nociva e incivile sono i mozziconi di sigarette, che sono non biodegradabili come la plastica, sparsi sul prato, tutto questo è solo inciviltà e maleducazione. Bisognerebbe salvaguardare queste aree verdi e incominciare a fare multe salate ai cittadini non solo alle automobili perché “i parchi urbani costituiscono dei veri e propri ecosistemi” nei quali si sviluppano e coesistono esemplari vegetali e animali in uno stretto equilibrio e non dobbiamo dimenticare che se i cani sporcano la colpa è solo dei padroni. Togliere del tutto la possibilità ai cani di entrare nelle zone verdi sarebbe una pessima idea anche perché nella città di Bastia Umbra s’incontrano spesso persone accompagnate dal loro amico a quattro zampe, perché allora non responsabilizzare di più i proprietari? Questo verde è una grande risorsa per il nostro territorio ed è doveroso da parte degli stessi cittadini avere un occhio di riguardo e prendere la sana abitudine di salvaguardare il parco sotto casa, il giardino pubblico, l’aperta campagna, il percorso verde, i marciapiedi, le strade, le piazze e tutta la città, raccogliendo i bisognini dei propri cani, non svuotando il posacenere nei giardini o buttare le sigarette per le strade e non lasciare sporco dopo aver fatto un pic nic. Si aspetta fiduciosi che avvenga un cambiamento e che i dovuti controlli si effettuino, non si dovrebbe sporcare ciò che è di tutti.

di Emanuela Marotta – foto di Michela Vaccai

 

A Bastia si premia la Cultura che è segno di speranza

12 dicembre 2011

a cura di Emanuela Marotta – servizio fotografico di Michela Vaccai

La Cultura è come un pietra rara e preziosa di un luogo molto lontano, siamo in un mondo che corre freneticamente e in una società che non si ferma ad ascoltare e ad assaporare i piaceri dello scrivere, del leggere e dello studiare. Ma c’è sempre un’ eccezione e si verifica ormai da 34 edizioni a Bastia Umbra con il Premio “Insula Romana”. La macchina organizzativa del premio programmato dalla Pro Loco ha iniziato sulle note di Mozart, tema ispiratore della sezione Poesia e una spumeggiante Roberta Calce ha presentato l’evento che aveva un numeroso pubblico appassionato di arte e di poesia. La prima sezione del premio, arte e pittura è stata dedicata a Roberto Quacquarini, un grande pittore, musicista e amante del bello, con una sua grande creatività e particolarità espressa nelle molteplici opere pittoriche. La seconda sezione del premio è stata quella di Narrativa Edita che ha coinvolto la Scuola Media Colomba Antonietti di Bastia Umbra nella scelta di un libro. La terza sezione invece è stata dedicata alla Poesia Inedita Nazionale, un momento di vera lirica poetica con i lettori e con i poeti presenti sia in sala che sul palco, ma un momento di grande intensità è stato l’intervento musicale a cura del coro gospel Cantori Umbri di Assisi, diretto da Rita Gasparrini. Le voci hanno coinvolto anche l’anima dello spettatore, la solista del gruppo Luisa Bombardoni insieme ai bravissimi coristi, ci ha emozionato con la sua favolosa interpretazione. Successivamente si è passato al premio Giuseppe Pascucci, il merito scolastico dedicato al prof. Pascucci, figura significativa e importante nell’ambito scolastico. In conclusiaone della serata si è passati alla sezione del Premio Cultura, premio riservato a personalità che operano nel territorio umbro che si sono distinti nel campo della divulgazione e della promozione della cultura, una cultura ampia che spazia su vari settori professionali, e quest’anno il premio cultura 2011 è andato al Prof. Giovanni Zavarella che ci ha regalato un momento memorabile e passionale con il suo discorso pieno di speranza per i giovani e per il futuro. L’evento ha voluto mettere in evidenza l’importanza di fare arte e ha voluto dare una grande rilevanza alla cultura.

I primi tre calssificati sono: Premio Roberto Quacquarini di arte e pittura: 1° classificata la pittrice Angeli Valentina di Terni premia Luisa Bartolini. 2° classificato Lello Negozio di Fratta Todina premia Paolo Plini Pro loco Cannara. 3° classificato Giuliano Belloni di Bastia Umbra, realizzatore anche del Palio de S. Michele.

Premio Narrativa Edita per giovani adulti: ha subito una variante quest’anno, è stato scelto il libro scelto e votato  dagli studenti della Scuola Media Colomba Antonietti di Bastia U.

Premio poesia inedita nazionale: 1° premio – assegno come da bando di concorso e libro 50° Pro Loco al 1° classificato Ivano Mugnaini con la lirica “Il dono” proveniente da Massarosa in provincia di Lucca. 2° classificato Mauro Barbetti di Osimo Ancona con la lirica “Lettera mai scritta al padre”, riceve una ceramica umbra di Deruta e libro 50° Pro Loco. 3° classificato Deanna Mannaioli di Marsciano – Perugia con la lirica “Linfa nuova pulsa”, riceve una pregevole ceramica umbra e il libro del 50° pro Loco Bastia.

Premio Giuseppe Pascucci al merito scolastico: Liceo scientifico annesso al convitto nazionale Principe di Napoli Assisi: studente Capodaglio Filippo, Istituto Tecnico statale commerciale e per geometri Ruggero Bonghi Assisi: studente Affricani Martina diploma di ragioniere e perito commerciale Igea

Liceo classico Properzio Assisi : studente Santucci Chiara liceo pedagogico sociale

Liceo Classico Properzio Assisi: studente Degli Esposti Alunni Lara Liceo linguistico

Liceo classico Properzio Assisi : studente Di Lorenzo Letizia liceo linguistico

Premio alla cultura: al Professore Giovanni Zavarella, residente a S. Maria degli Angeli, cavaliere della Repubblica.

 

 

Lyrick di Assisi: “Danzando tra cielo e terra”, uno spettacolo per la ricerca

27 ottobre 2011

Emanuela Marotta

Nella bellissima cornice di Assisi al teatro Lyrick si terrà lunedì 31 Ottobre una grande iniziativa di beneficenza il “Gran Galà il sorriso di Enrico”. Lo scopo dell’evento è sostenere la ricerca e la cura delle leucemie e dei tumori di adulti e bambini ma anche di informare chi è in difficoltà. Questo progetto ideato dalla dottoressa Valeria Laurenza e organizzato dal Comitato per la Vita Daniele Chianelli di Perugia e dall’Associazione Onlus ha avuto un grande supporto artistico volontario dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Asso di Cuori di Bastia Umbra in provincia di Perugia e della scuola di ballo La Rondine – Balletto Classico e Moderno di Assisi, in collabo­razione con Ideaevent, agenzia di Management. Ma non solo, molte altre attività di vario genere si sono adoperate per dare una mano nella raccolta fondi destinata al sostegno del progetto di ricerca condotto dal Prof. B. Falinie dall’Istituto di emopatologia dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia per la ricerca del sequenziamento del DNA nei tumori di Hodgkin, fornendo anche un contributo

Valeria Laurenza

psicologico e morale importantissimo per chi è costretto ad affrontare malattie di questo genere. Perché tanti ballerini uniti per la ricerca? Per rendere omaggio al Campione Italiano 2009 Danze Standard, categoria 19/34 B2, Enrico Sorbelli, un amante della vita e della gioia di vivere, scomparso lo scorso Novembre a causa proprio del linfoma di Hodgkin, un tumore maligno che colpisce prevalentemente persone giovani e di cui ancora si ignora la causa scate­nante. Celebrità come Samanta Togni e Samuel Peron, campioni come Angelo Madonia e Alessia Betti e il corpo di ballo della scuola Asso di Cuori e della scuola La Rondine saranno uniti e i protagonisti di una grande passione che è quella della danza, lanciando anche un forte messaggio, quello di non arrendersi mai e di combattere contro le avversità e per i propri sogni perché sono proprio le passioni e i sogni che tengono vive le persone e che danno la forza per andare avanti nei momenti difficili. Le loro coreografie saranno accompagnate dalle note del M° Stefano Zavattoni e della sua orchestra composta da 40 elementi. Tutte le informazioni per poter aderire al progetto si trovano sul sito  e su Face-book,    www.ilsorrisodienrico.it aderendo al gruppo “Gran Galà il Sorriso di Enrico”.

di Emanuela Marotta –  culturanews.it

Ma guarda un po’….”Buongiorno Regione” e “Goodmorning Umbria”…..forte!!!!!!!

22 settembre 2011

Commento alla nota sulla trasmissione “Buongiorno Regione” su RAI 3 Umbria

di Emanuela Marotta

Era da un po’ di tempo che volevo scrivere un mio commento su questo fantastico portale? giornale web? blog? quotidiano? non saprei come definirlo perchè Goodmorning Umbria è unico nel suo genere. Perchè? Non sto leccando il sedere a nessuno, non mi serve! Mi sembra giusto dire che è gestito bene e con professionalità, soprattutto perchè quando si manda il pezzo non si devono aspettare anni e anni per vederlo pubblicato con la paura che venga cestinato senza essere letto o che scade come un barattolo del supermercato e se chiedi quando esce…miracolo… ti viene detto!!! Vieni avvisato!!!! Quasi tutti possono scriverci o dare le notizie o indicazioni, se l’articolo non piace o c’è qualcosa che non va, con grande cortesia ti si dice no o ti si dice di sistemare il pezzo. Cosa ancora meglio e ormai rara è che puoi scrivere di tutto anche la sacrosanta verità. Molti giornalisti o scrittori fissati e con la puzza sotto al naso (che non sanno fare il loro mestiere perchè già vantarsi di se stessi vuol dire che sei insicuro e quindi che non sai fare nulla) penseranno che è troppo libero e quindi che se una cosa è per tutti non può essere di valore…beh certo in questo paese sbagliato a causa di molti purtroppo dove hanno il potere molti ingnoranti e dove una parte del popolo, troppo poca (quello ancora intelligente e non corrotta) vuole parlare e sa parlare cosa ci possiamo aspettare: la censura! Ma questo paese e quelli che in questo momento leggendomi pensano di essere meglio di molti vorrei dire: ma non dovrebbe essere così invece?… se è per tutti è di grande valore perchè più siamo e più ci si confronta e ci si arricchisce e invece se è per pochi è noioso, uguale e non ha novità e idee per crescere!!!!Non penso ci siano arrivati tutti a questo mio concetto. Comunque non commento il pezzo perchè va bene così e la trasmissione “Buongiorno Regione” va benissimo così… commento qui sotto perchè vorrei che arrivasse un messaggio a quei giornalisti che si sono dimenticati di guardarsi in torno: il vero giornalista è quello che ha una vasta cultura e umiltà e che collabora ma soprattutto che fa arrivare le notizie, tutte senza distinzioni e che dice sempre la verità come “Goodmorning Umbria”.

Ma guarda un po’….”Buongiorno Regione” e “Goodmorning Umbria”…..forte!!!!!!!

ESTERI, Pakistan, tra uccisioni, catture e attentati.

29 agosto 2011

Il numero due di Al-Qaeda, Atiyah Abd al-Rahman è stato ucciso il 22 agosto, a riferirlo sono fonti

Emanuela Marotta

americane. E’ uno dei più grandi terroristi, se si può chiamare così, ed è il numero due dopo Bin Laden. Di risposta agli americani ora il Pakistan è una vera e propria trappola per Al-Qaeda. La morte di Rahman è una grande perdita per il terrorismo islamico, Al Zawahri, il successore di Bin Laden, contava molto su di lui per contribuire a guidare e gestire l’organizzazione terroristica. Il Pakistan come molti altri paesi musulmani in questo periodo di rivolte, catture ed uccisioni, sta vivendo momenti di guerriglia e di un atroce terrorismo interno. In Pakistan non si ha più tempo per disperarsi ed avere paura. Sempre oggi a Quetta capoluogo del Baluchistan, la più estesa provincia del paese un sanguinoso assalto ad un treno nel sud-est del Pakistan ha causato tre morti e 18 feriti. Non c’è stata ancora nessuna rivendicazione ma la polizia sospetta che possa essere un movimento separatista che punta al territorio e al suo controllo perché situato tra l’Iran e l’Afganistan. Pochi giorni fa invece, un ragazzo di 16 anni si è fatto esplodere in una moschea di Islamabad. Il bilancio dell’attentato è di 53 morti e di oltre 120 feriti, la città e la popolazione sono ancora scosse per l’accaduto. Questo giovanissimo kamikaze si è fatto esplodere in mezzo ad una folla di persone durante il venerdì di preghiera nel distretto tribale di Khyber, area altamente turbolenta e porta d’ingresso in Afghanistan. Da alcune ricostruzioni, il giovane kamikaze sarebbe entrato nella moschea da una finestra e si sarebbe fatto esplodere nella sala principale che in quel momento accoglieva quasi 600 fedeli. La violenza non si  ferma neanche nel mese del Ramadan, manca solo una settimana alla conclusione e si spera che non ci siano altri atti così violenti. L’attentato alla moschea di Islamabad viene considerato uno dei più gravi degli ultimi mesi nel Pakistan, la giovane età dell’attentatore e la  tattica usata fanno  pensare ad un’azione dei talebani che controllano il valico di frontiera dove sono frequenti gli scontri tra diversi gruppi tribali e bande criminali. Da alcune testimonianze si pensa che sia una rivendicazione perché alcuni giorni precedenti alla strage dei militari sono stati cacciati dai capi della comunità tribale locale, inoltre alcuni superstiti hanno dichiarato di aver sentito il giovane urlare prima di farsi esplodere: ”Chi mi butterà fuori ora?”, da questa esclamazione si può dedurre che è una vendetta da parte dei talebani. Non ci si può più muovere in Pakistan, tutto è in rivolta, tutti sono in rivolta. Troppi interessi e troppe persone che vogliono il potere o accaparrarsi qualcosa sia dall’interno che dall’esterno.

di Emanuela Marotta

Roberta Calce: “Mi rende felice rendere felice”

4 luglio 2011

Emanuela Marotta

Intervista di Emanuela  Marotta –  Fonte: Culturalnews.it

E’ bastata una stretta di mano ad una manifestazione sportiva per disagiati a Bastia Umbra in provincia di Perugia, dove Roberta presentava, per far nascere, dopo una reciproca e breve presentazione, un incontro divenuto poi intervista.  Momento piacevole e divertente come Roberta Calce, voce radiofonica, orami non più, ma tanto amata, di Radio Subasio.

Chi è Roberta Calce? Mi puoi parlare un po’ di te?

Parlare di me? Non è facile per una ipercritica quale sono, posso dirti che provengo da una famiglia che mi ha insegnato i valori della vita ed io ho cercato di fare lo stesso con i miei splendidi 3 figli. Sono diventata nonna 2 anni fa ed ora da pochissimo è arrivata la prima femmina in una casa di soli uomini: non poteva che chiamarsi Eva.

Roberta Calce

A cosa ti dedichi ora? Hai una passione?

A parte fare la mamma e la nonna, ora sono impegnata nella poesia, ho aperto quasi due anni fa un sito “Poesie in Calce” dove attualmente ha ricevuto più di 27.000 visite, dicono sia un bel risultato, alla faccia di chi dice che la poesia sia morta. Ho scritto tre raccolte di poesie, l’ultima in dialetto romanesco, la recensione è stata fatta da Ricky Memphis e altri due autorevoli firme. Inoltre una compagnia acquistò la prima raccolta e ne fece un recital, ho visto la mia anima sul palco, è stata una grande emozione. Si, ho la passione per la poesia ed è nata nello stesso periodo della radio, è stato tutt’uno. Sono diventata anche ambasciatrice dei diritti umani e dell’istituto Serafico di Assisi, questo perché  stare a contatto con i bambini,  in modo particolare con quelli più disagiati, mi da tanta felicità. Riuscire a vedere il loro sorriso sincero è qualcosa che non ha prezzo. Tutti i ricavati delle raccolte che faccio sono devoluti in beneficenza.

Hai parlato di radio, com’ è iniziato il tuo lavoro da speaker radiofonica e perché è finito?

Da che sono nata credo di aver subito parlato, avevo questo “dono”, quello della comunicazione. Ho iniziato a fare radio nel 1976 e da lì è nato il grande amore, un amore eterno, un amore che ancora fa venire i brividi quando ne parlo. E’ stata un’esperienza che ho portato avanti con la passione sempre in primo piano, mai per opportunismo. Ho presentato serate di ogni genere, dalla cultura allo spettacolo, ho lavorato a fianco di Paolo Mosca, di Paolo Fox, di Severino Gazzelloni e moltissimi altri. Mi chiedi come è finito il mio rapporto con la radio? Ancora me lo sto chiedendo, non c’è stata una spiegazione, la decisione è stata unilaterale, cioè hanno deciso loro e senza preavviso.

Si può amare il proprio lavoro e soffrire per la sua perdita, soprattutto quando è fatto con tanta devozione, studio, passione e bene come lo facevi tu. Tanti giovani oggi soffrono per le molteplici difficoltà che ci sono per realizzare i propri sogni, cosa gli suggerisci?

Si, si può amare il proprio lavoro ma anche soffrirne per la perdita. Per tutti coloro che vogliono intraprendere questo lavoro non devono fare altro che avere, per prima cosa, la passione poi metterci la buona volontà, iniziando da piccole emittenti per fare esperienza, poi credo che bisogna averla innata la capacità di fare radio, non c’è bisogno di scuole, bisogna essere se stessi, perché chi ti ascolta percepisce attraverso le parole chi sei, e se hai un’anima o no. Devi essere trasparente e donare solo e sempre serenità.

Cosa ti ha reso felice in passato e cosa invece ti rende felice ora?

In passato mi ha reso felice ogni cosa che ho fatto, mi piace ricordare le cose belle, i dispiaceri e le delusioni le abbiamo avute tutti. Ovviamente i figli in primis e l’arrivo di Daniel e Eva, i miei nipoti. Mi rende felice, rendere felice.

Piaci a molti e ti definiscono una persona solare, vivace, divertente e intraprendente. Non avrai mica appeso il tuo lavoro al chiodo?

Appendere il mio lavoro al chiodo? Mai e poi mai è la mia vita, sarebbe come chiedermi di smettere di respirare. Non credo che crescerò mai, nonostante i miei 51 anni mi sento di averne 23 e ho esagerato. Crescere fa bene solo per continuare a vivere, ma se si riuscisse a vivere con una personalità infantile sarebbe il massimo…i bambini insegnano molto!

Concludendo, vuoi aggiungere qualche riflessione sul mondo di oggi?

Il mondo di oggi ha bisogno di supporti, di esempi che siano di uguaglianza e di giustizia. Il mondo di oggi è come quello di ieri e l’altro ieri, nulla cambia se non lo vogliamo, se oggi stiamo in queste condizioni è perché ormai l’egoismo invade ogni essere umano, ognuno pensa al suo orticello e per quei pochi che cercano di creare qualcosa di diverso sarà sicuramente sempre più difficile, ma io credo molto nei giovani, non denigriamoli troppo e non diciamo che “ai miei tempi non le facevamo queste cose!”,  si che le facevamo, solo che eravamo in meno. Inoltre aggiungo che non accendere la televisione per almeno 1 settimana può far molto bene, io ormai sono 5 anni che non ce l’ho. La tv distrae dal mondo e dalla realtà, ci fa vedere quello che vogliono e intanto ci perdiamo le cose belle della vita. Iniziamo ad insegnare ai figli cosa vuol dire assaporare le piccole cose della vita e che non è facile arrivare al successo come ci vogliono far credere, l’istruzione è fondamentale e bisogna usare le proprie capacità donandole al prossimo, può recare piacere agli altri e a se stessi.

Tunisia: è iniziato il processo a Ben Ali

23 giugno 2011

Emanuela Marotta

di Emanuela Marotta

Lunedì 20 è incominciato il processo all’ex presidente della Tunisia, Zine El Abidine Ben Ali e alla moglie Leila Trebelsi. Entrambi sono accusati di possesso di denaro, gioielli, armi e droga trovati nei loro palazzi presidenziali, le loro “umili” dimore. Per gli imputati sarà l’inizio di una lunga serie di processi ma già si è diffusa la notizia che la difesa, cinque avvocati, chiederanno un rinvio e che lo stesso Ben Ali ha respinto tutte le accuse dichiarandole “disonorevoli e immaginarie”. La giustizia penale e militare, non più nelle mani del dittatore, è decisa a procedere con fermezza in questo lunghissimo processo per dimostrare ai tunisini e non solo, che il cambiamento continua ad andare avanti e che la giustizia punisce ancora nel paese; bisognerà solo verificare se in questo caso la giustizia sarà effettivamente uguale per tutti. Più di un centinaio di persone ha preso posto nell’aula e si sono verificati momenti di agitazione fuori dal tribunale. Molti cittadini manifestavano la loro rabbia verso quell’ex presidente, assente all’udienza, che “si è solo arricchito con i nostri soldi”, parole dichiarate da un tunisino che durante i giorni della rivoluzione ha perso il lavoro. Altri manifestanti invece sono stati allontanati dal tribunale e alcune lamentele nell’aula hanno fatto rallentare l’udienza. I tunisini volevano vedere il dittatore processato, volevano che rispondesse davanti alla legge, non hanno accettato la sua fuga in Arabia Saudita e il suo snobbare la Tunisia e la giustizia, c’è chi urlava “andate a prenderlo”. Fuori dal tribunale famiglie intere che hanno perso il lavoro e genitori che hanno perso i figli negli scontri hanno lasciato dichiarazioni senza timori ai giornalisti, c’è chi con coraggio e orgoglio ha detto: “solo ora sono fiero di essere tunisino, quello lì, (Ben Alì) è un codardo”. Non bisogna dimenticare che Zine El Abidine Ben Ali e stato anche accusato di omicidio, riciclaggio di denaro e tortura, per tutti questi reati c’è la pena di morte all’orizzonte.

Angolo Disumano: Sudafrica, “stupro correttivo”

14 giugno 2011

di Emanuela Marotta

Emanuela Marotta

Rimango ogni giorno sempre più sconvolta e ferita dalle atrocità che si verificano sulla terra. Atrocità che vengono troppo spesso ignorate perché non fanno notizia o potrebbero farne troppa. Nessuna autorità si prende la responsabilità di parlarne, di far alzare un grande polverone, solo giornalisti coraggiosi o associazioni minuscole e blogger fanno in modo che queste voci arrivino. Il nostro paese è tra quelle nazioni che spesso decide di non parlare di alcuni argomenti e qui la mia domanda nasce spontanea, perché c’è chi osa tacere? L’informazione non deve essere globale e non bisogna tutelare e sconfiggere le crudeltà? Utopia? In Sudafrica da diverso tempo si stanno verificando stupri disumani, chiamati “stupri correttivi”, svolti collettivamente o solo da una “persona” su vittime femminili che agli occhi di questi “uomini” hanno un solo grande “difetto”, sono lesbiche. Per giustificare e spiegare questi loro stupri dicono che è una pratica “educativa”, messa in atto con sconvolgente libertà e tranquillità perché il Sud Africa è la capitale dello stupro nel mondo. Un’altissima percentuale ha stabilito che le ragazze tra i 15-16 anni in Sud Africa ha più possibilità di finire tra le mani di uno stupratore che di studiare. Il maschilismo è molto presente a causa della povertà e dell’ignoranza, ma la cosa ancora più sbalorditiva è che molti maschi Sud Africani di appena 11-12 anni, hanno dichiarato che costringere una ragazza a fare sesso non è un atto di violenza. C’è anche un’altra realtà purtroppo, quella della NON denuncia, molti stupratori non vengono presi perché non vengono denunciati o per paura o per ignoranza, quindi rimangono liberissimi di farlo ancora e su chiunque e ancor peggio questi soggetti rimangono convinti di non aver fatto nulla di male. Su internet questa pratica “educativa” viene chiamata “catastrofe umana colossale”, ecco perché questa deve diventare una battaglia di tutti  contro l’omofobia e la povertà di questi paesi lasciati soli a tiranni con mentalità, se si può chiamare così, completamente fuori dalla ragione. Si deve porre fine a questo sconvolgente “modo di pensare” e purtroppo anche di fare, come se stuprare e farlo su di una persona omosessuale sia legale, normale, punibile perché il loro amare persone dello stesso sesso viene considerato “un vizio”, “uno sbaglio”, “un crimine”. Ora vi pongo due domande: Amare è scorretto? Mentre, stuprare è corretto? Vi lascio riflettere, se poi ci sia da riflettere per rispondere a queste due semplici domande. Non riesco a chiamarli animali e neanche bestie questi esecutori di una giustizia tutta loro, ho troppo rispetto per il genere animale. La mia mente e il mio cuore non possono credere che ancora oggi esistano pratiche così feroci e dei motivi così futili sulle quali giustificare uno stupro o un omicidio, non si devono lasciare libere queste persone, a loro gli si deve negare la libertà. Cosa significa, vi prego qualcuno me lo spieghi? Cosa diavolo è lo stupro correttivo? Proverò a spiegarlo io come se tutte le vittime dello stupro correttivo potessero raccontare ed esprimersi al posto di quelle persone che hanno fatto e detto troppo poco. “Camminavo mano nella mano con la mia fidanzata, qualcuno all’improvviso mi ha aggredito vigliaccamente alle spalle afferrandomi con forza e scaraventandomi per terra. Le sue mani mi stringevano prima le braccia poi sempre con forza ha incominciato a toccarmi, mi ha subito riempito di schiaffi e pugni, mi ha dato anche qualche calcio con tutta la sua forza e crudeltà, volevano stordirmi per non riconoscerli. Hanno incominciato ad abusare di me, erano tre, forse quattro, mi hanno stuprata per cinque ore di seguito, hanno provato anche a strangolarmi, mi hanno torturato e accoltellato più volte”. Queste tutte insieme sono solo una piccola parte delle atrocità che hanno fatto a tante donne, alcune sopravvissute altre no e solo perché omosessuali. “Stupro correttivo” e lo ripeto ancora e ancora “stupro correttivo”, che possano queste due parole regnare nella mente di chi non sta facendo nulla per fermare tutto questo. Voglio anche che entri bene nelle menti di tutti i lettori e che sentano un male esistenziale,  che sentano il cuore spezzarsi e una rabbia invadere il loro corpo. Tutta questa vicenda è una questione delicatissima difficile da affrontare con le parole ma semplicissima con i fatti. Anche i gay nei paesi del Sud Africa sono minacciati e in alcuni casi arrestati o addirittura uccisi. Quello che non mi torna è che un paese come il Sudafrica viene visto dal mondo intero come un paese, dopo l’apartheide, molto impegnato contro le discriminazioni, è stato il primo paese ad aver dichiarato fuorilegge nella sua Costituzione la discriminazione sessuale non solo riconosce anche i matrimoni tra gay. Come si possono quindi svolgere questi atti disumani in questi paesi del Sud Africa avendo leggi così all’avanguardia? Perché le leggi vanno fatte ma anche applicate e non solo vanno fatte al più presto leggi che tutelano e condannano. Bisogna fare molta pressione pubblica, riuscire a far arrivare e raccontarle, queste orribili pratiche, in tutto il mondo denunciandole. Purtroppo la popolazione Sud Africana cresce con i pregiudizi e non con un’istruzione. Concludo con un appello: potenze fatevi avanti, associazioni non mollate, giornalisti raccontate e a tutti i lettori fate il passa parola, e siate  consapevoli di queste atrocità.

 

LIBRI: RACCONTI ALLA FINESTRA – OPERA PRIMA DI EMANUELA MAROTTA

1 aprile 2011

Emanuela Marotta

Nei suoi racconti Emanuela Marotta mette tutta la freschezza e la dinamicità di una sognatrice. Vi troviamo gioie e dolori, dolcezza e coraggio, forza e paura, emozioni incorniciate da una particolare padronanza lessicale. Ogni storia rapisce il lettore con le sue proprie caratteristiche, quando una immagine incantata lo porta in un mondo fatato, quando un gruppo d’amici lo accompagna in vacanza con loro, alla ricerca del vero io, quando una nuvola nel suo breve, ma lungo viaggio, volto alla riconciliazione di due amanti lontani, gli mostra la scena idilliaca del ricongiungimento, quando un ballo lo trascina in una passione coinvolgente. Questa è Emanuela Marotta e i suoi racconti.

Emanuela Marotta è nata a Roma, ma fin dai primi anni ha vissuto all’estero. Si è trasferita poi in Umbria, per studiare, dove ora fa la giornalista.

La copertina: grafica Marta Marotta, dipinti dell’artista Gabriella Parodi.

Libia, un altro paese arabo in rivolta, una popolazione che lotta per la libertà.

27 febbraio 2011

di Emanuela Marotta

Anche la Libia è in rivolta, dopo la Tunisia, che ha acceso gli animi rivoluzionari e poi ancora l’Egitto e l’Iran, i libici si sono letteralmente scagliati nelle strade e nelle piazze per prendersi la libertà. Stufi del regime totalitario durato 42 anni di Gheddafi, la popolazione è in rivolta da molti giorni, una ribellione sanguinaria tra chi sostiene ancora il “dittatore” e chi invece lo vuole fuori dal paese subito. Dalle ultime dichiarazioni che hanno rilasciato i militari e i poliziotti libici c’è una gran parte di loro che si è schierata con la popolazione per difenderla dagli attacchi dei fedeli di Gheddafi ma c’è anche una gran parte che si è unita alla sommossa finendo nella lista nera dell’orami ex presidente. Considerato e diventato tiranno in questi ultimi giorni dopo le ultime dichiarazioni fatte alla televisione: “ucciderò tutti quelli che si metteranno contro di me”, sono stati mandati dei suoi video dove accusa ancora una volta con un discorso l’Europa e l’America dei tumulti e di aver aizzato il popolo contro di lui. I video delle strade, dove le persone sono in preda al panico o nel pieno di una guerra civile si sono diffusi quasi in tutto il mondo, le ultime immagini riportate dai media hanno fatto vedere le fosse comuni dove vengono seppelliti centinaia di corpi. Le ultime affermazioni di Gheddafi fatte alla stampa sembrano dei vaneggiamenti di un capo orami spento e sconvolto, denuncia di alto tradimento l’Europa e i militari, nomina anche l’Italia e minaccia di bloccare le forniture del gas. Ha inoltre incolpato l’occidente di aver drogato i manifestanti e di averli pagati, gli egiziani e i tunisini che vivono il Libia sono costretti a scappare o a nascondersi. Le parole del leader libico hanno un gusto amaro, sembrano di un folle in preda al panico perchè il suo regime sta crollando e non è più in grado di controllare la folla inferocita contro di lui. Tutti i suoi beni e una gran parte dei suoi soldi sono stati confiscati e congelati da alcune banche, anche i suoi figli stanno scappando dal paese, i mezzi di comunicazione sono controllati e internet è stato bloccato ma c’è chi rischia anche la vita per far arrivare le testimonianze registrando dal cellulare e caricandolo su delle “finestre” nel web, che sono ancora aperte al mondo. Anno 2011, anno in cui la storia deve segnare indelebilmente il Magreb in completo tumulto, anno in cui gli arabi, tutti, stanchi dei loro regimi hanno reagito ai soprusi e hanno scelto l’insurrezione; la lega araba si è riunita proprio in questi giorni per discutere di quest’onda, non anomala ma tenuta a largo per molto tempo per poi scagliarla contro chi non ha avuto il vero valore musulmano.

 

Fin dove arriva la Befana, dolci, doni e tradizione.

6 gennaio 2011

di Emanuela Marotta

Emanuela Marotta

“La befana vien di notte”, così incominciava la filastrocca cantata da milioni di nonni e genitori,  ma dov’è andata di preciso la befana ieri notte, oltre a camminare e volare sopra i tetti? E’ solo un’usanza prettamente italiana, che poi si è diffusa in giro per il mondo? O è accaduto come a Babbo Natale che girando tranquillo per la Lapponia, donando giocattoli solo agli abitanti della sua città si è poi sparsa un po’ troppo la voce prendendo piede il business? Vediamo se anche per la befana si può dire la stessa cosa e se è andata in giro per il mondo. Questa vecchietta spericolata su quella sua scopa ultimo modello, ormai a passo con i tempi, ieri notte è andata nelle nostre case italiane, si è calata dal cammino e ha lasciato per tradizione, una calza piena di dolcetti. Ai bambini che sono stati cattivi ha fatto trovare del carbone, ma quello allo zucchero nero. Gli innamorati si sono scambiati cioccolatini e ad alcuni e soprattutto negli ultimi anni anche lei ha portato dei piccoli regali. Amici e famiglie oggi invece si ritroveranno per giocare e mangiare dolci tipici e a Rivotorto sempre oggi, possiamo trovare la Befana alla fiera alle ore 15 e porterà con lei doni per tutti i bambini. E’ una dolcissima fiera che delizierà e divertirà i visitatori tutto il giorno dalle 8 di mattina fino alle otto di sera. Le vie del paese saranno piene di bancarelle e si potranno degustare prodotti tipici della zona. Ora però partiamo subito per vedere cosa è successo in Francia la notte tra il 5 e il 6 e scopriamo che la Befana non esiste. Nel giorno dell’ epifania i francesi preparano un dolce speciale dove nascondono al suo interno una fava, chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa. In Spagna invece il 6 gennaio tutti i bambini si svegliano presto e corrono a vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato, il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchier d’ acqua per i cammelli assetati, qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui i Re sfilano per le vie cittadine su dei carri riccamente decorati. Si deduce che anche qui la Befana non arriva. Ma viene invece avvistata in Russia dove la chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio e secondo la leggenda i regali vengono portati da Padre Gelo che è accompagnato da una simpatica vecchietta di nome Babuscka. Dalla Russia proviamo a vedere in Germania dove per i tedeschi il giorno della venuta dei Re Magi è un giorno come tutti gli altri, lavorativo e i bambini vanno a scuola. Sono molto più felici i bambini Olandesi, è sì un giorno come gli altri il 6 e non arriva la Befana ma i Re Magi si, le famiglie, gli amici e i bambini si scambiano per tradizione delle lettere di cioccolata, di solito l’iniziale del proprio nome o della persona amata. In molti paesi europei la Befana viene soppiantata dai Re Magi, nella tradizione religiosa sia Cristiana che Ortodossa infatti arrivano proprio loro da Gesù e gli portano dei doni. In Italia infatti rimane la tradizione che in alcuni presepi si aggiungono i Re Magi o se ci sono già si avvicinano alla figura di Gesù, ma non si va in giro per le case a chiedere dolci o a cantare canzoni, non si regalano di solito soldi ma umili regalini e i dolci sono portati dentro una calza da questa strana vecchietta un po’ strega ma molto buona. Nei paesi come il Marocco, dove le tradizioni sono completamente diverse e dove la religione è musulmana il 6 Gennaio per i bambini marocchini si festeggia con una festa molto simile alla nostra. Si esalta la gioia e i genitori regalano un gioco ai propri figli. Si gioca per tutto il giorno perché è il dì dei giochi e dell’allegria. Hanno la possibilità di mangiare la frutta secca e i datteri, alcuni ricoperti da zucchero con un buonissimo e dolcissimo thé alla menta. Si può concludere anche se non abbiamo percorso tutti i paesi del mondo che questa tradizione della Befana è Italiana ma che si è diffusa abbastanza anche in altri paesi ma per diversi motivi e cause. Non la fa girare il business nel mondo ma bensì la religione e la tradizione di ogni singolo paese, mentre in Italia il business mette la sua buona fetta di dolce. C’è chi la vede come una simpatica vecchietta che distribuisce felicità e dolci, chi aspetta i re magi, chi solo doni e chi invece gioca tutto il giorno. Si può affermare che con il tempo la nostra cara vecchietta è diventata famosa, quasi quanto il suo caro amico Babbo Natale e che il 6 gennaio è in tutto il mondo il giorno in cui i dolci non ingrassano anzi rendono felici sia i grandi che i piccoli.