Posts Tagged ‘minciotti’

Perugia: Incontro dibattito sul libro “Le leggi delle donne che hanno Cambiato l’Italia”

7 marzo 2015
Lorena Pesaresi

Lorena Pesaresi

8 Marzo Giornata Internazionale della Donna

Sala S. Chiara ore 17,00 via Tornetta

Interventi:

Claudia Minciotti Tsoukas – Storica

Lorena Pesaresi – Esperta tematiche Pari Opportunità

Edi Cicchi: Assessore Pari Opportunità Comune di Perugia

 

 

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Teatro Morlacchi – Sandro Allegrini presenta: Storia di un quartiere perugino: l’Elce

11 novembre 2013

ImmagineProseguooe il viaggio dell’Accademia del Dónca per i quartieri perugini, visti col rigore della ricostruzione storica, ma anche attraverso la lente della nostalgia, oltre che indagati nel loro presente e nelle prospettive future.

Ciceroni d’eccezione: le storiche Claudia Minciotti, già docente  nell’Ateneo perugino, e Irene Felicetti, autrice di un volume (“Alle origini di un quartiere perugino: Elce 1871-1918”) segnalatosi per un buon livello di qualità. (more…)

Da Rocchi a Locchi: per una modernizzazione di Perugia nel XX e nel XXI secolo

23 aprile 2012

Ulisse Rocchi

Due momenti importanti per la modernizzazione di Perugia del Novecento e del terzo millennio. Ulisse Rocchi, già medico e direttore dell’ospedale perugino di via Oberdan, portò significative innovazioni nella vita cittadina. Esponente borghese, subentrato al notabilato agrario, Rocchi si propose come convinto progressista, governando la città per un quindicennio. Fondatore del giornale “La provincia”, legò il proprio nome al trinomio “luce, acqua e tram”, sintetizzando in queste tre voci un pacchetto di opere pubbliche che contribuirono all’innalzamento del profilo civile della città del Grifo. Alla fine della sua carriera politica concorse l’incidente, verificatosi durante la costruzione di via Cesare Battisti quando, nel crollo di un’impalcatura, morirono degli operai. Roberto Sciurpa, autore di uno studio sui sindaci

Renato Locchi

della città del Grifo, per ricordare le contraddizioni e lo spirito trasformistico di Rocchi, cita la satira riportata ne “L’Unione Liberale” che gli mise in bocca la strofetta: “Per far piacere al popolo / che m’è tanto cortese / faccio il

Claudia Minciotti

socialistoide / truccato da borghese”. Renato Locchi, sindaco di Perugia per due consiliature, ha tenacemente voluto la realizzazione di significative opere pubbliche come il teatro Brecht di San Sisto, il nuovo Ospedale S. Maria della Misericordia (ex Silvestrini), il minimetro e la “sala del commiato”, per portare l’ultimo saluto, da parte di amici e familiari, a cittadini non credenti, presso il cimitero civico.

Leandro Corbucci, Sandro Allegrini, Gian Franco Zampetti

Il talk tra Sandro Allegrini, Claudia Minciotti e Renato Locchi si dipanerà intorno a temi della storia perugina passata e presente, con intermezzi poetici, letti dagli attori Leandro Corbucci e Gian Franco Zampetti. L’animazione verterà su poesie e prose pubblicate dagli autori perugini dell’Accademia del Dónca nelle antologie dell’Officina del Dialetto e nel volume “Minimetro che passion!”, con Book shop organizzato da Morlacchi editore.

 

“Le molte vite del Bartoccio, maschera perugina” fumetto storico di Marco Vergoni e Renzo Zuccherini

13 ottobre 2011

Esce per i tipi di ali&no editrice “Le molte vite del Bartoccio,  maschera perugina” nel progetto

Bartoccio

editoriale di fumetti storici  “storie&strisce”, a cui collaborano oltre a Marco Vergoni e Renzo Zuccherini, autori di questo primo volume che sarà presentato sabato 22  ottobre ore 17 alla Biblioteca Villa Urbani di Perugia, via Pennacchi 19 anche Daniele  Giovagnoni e Claudia Minciotti Tsoukas.
La nuova collana, diretta da Marco Vergoni, disegnatore e  illustratore di altre collane della casa editrice, punta la sua lente  sulla storia locale e si apre con il Bartoccio, antica maschera  perugina della Piana del Tevere: rozzo, arguto, buontempone e saggio  che parla solo il suo inconfondibile dialetto. Ma il Bartoccio è più  che altro un simbolo nella memoria popolare, forse lo spirito del Carnevale che dà voce ai poveracci e ai loro desideri in un tempo dove  tutto è finzione. Sì perché le sue “bartocciate”, molto simili alle  “pasquinate” romane, erano veri e propri atti di denuncia, scagliati  come saette, in un gustoso e colorito dialetto, contro il potere, la  chiesa, l’istituzione e chiunque calpestasse i diritti dei più deboli o  commettesse ingiustizie. Una sorta di garrulo e scanzonato mondo “di  sotto” che irrompe e prende la sua rivincita sul mondo “di sopra”.