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Teatro, GIULIA LAZZARINI in “Muri – Prima e dopo Basaglia”

7 gennaio 2012

domenica 15 gennaio 2012  ASSISI – Piccolo Teatro degli Instabili

Giulia Lazzarini

Giulia Lazzarini porta in palcoscenico l’esperienza, di lavoro e di vita, di un’infermiera presso l’ospedale psichiatrico di Trieste prima dell’arrivo di Franco Basaglia nel ’72.

Camicie di forza, psicofarmaci in quantità disumane, lobotomia, elettroshock e ogni tipo di violenza e tortura erano all’ordine del giorno. In tre decenni di esperienza, la protagonista vive il mutamento del manicomio: da luogo d’isolamento estremo, a luogo di comprensione e di cura.

E allora, inevitabilmente, si metteva in moto un meccanismo, in cui il confine che separa la ‘normalità’ dalla ‘follia’ rivelava tutta la sua precarietà.

Trieste è l’unica città al mondo dove la parola matto è sinonimo di uomo.

TODI: IL BLOCCO STUDENTESCO RIPULISCE I MURI DELLA CITTA’

23 aprile 2011

“Ripuliamo le Città” è lo slogan con il quale i ragazzi del Blocco Studentesco Todi hanno firmato la loro ultima azione, un’opera di tinteggiatura di alcune mura di Todi e Marsciano deturpate da scritte di vario genere. “Le scritte sui muri, sono l’emblema di quel degrado urbano che abbiamo intenzione di combattere – riferisce una nota del Blocco – Siamo talmente abituati alla loro presenza ormai, che quasi non ci facciamo più caso, ma le frasi scritte con la vernice sono tantissime e sparse quasi ovunque. I loro ‘autori’ che si sentono proprietari delle cose altrui ed autorizzati a poterne fare ciò che vogliono, sono ispirati dai più svariati sentimenti, ma senza dubbio sono la politica, l’amore, e gli insulti personali gli argomenti più gettonati. Non scendiamo in merito alle argomentazioni che le scritte trattano, ma vogliamo che esse abbiano
uno sfondo più consono che non un muro di un palazzo, magari appena restaurato”.
“La nostra azione – conclude il comunicato – è pertanto finalizzata a ricoprire qualsiasi genere di scritta, senza esclusioni di sorta, ma ci rendiamo conto che rappresenta  solo una goccia nell’oceano. Speriamo dunque sia di monito a chi, nell’esecuzione delle proprie funzioni, potrebbe fare sicuramente molto di più”