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LE VACCHE DI MUSSOLINI E LA FASE 2 DI MONTI

12 Mag 2012

di Ciuenlai

Oltre che persone da strizzare ben bene, per far felici i ricchi e i finanziari, questi tecnici ci prendono anche per cretini. I giornali di oggi, dopo 10 pagine di “armi di distrazione di massa” dedicate a “storie di amore e di anarchia”, ci fanno sapere che è partita la fase 2 del Governo Monti, quella della crescita. E’ partità? Ma non doveva essere già arrivata? Se non ricordo male dopo il “Salvaitalia” non c’era stato Il decreto “Crescitalia”? Che è successo il motorino di accensione si era rotto? Bah! Comunque ieri abbiamo saputo che eravamo ancora alla fase 1, quella dei pagamenti. E l’avevamo capito visto che il conto giornaliero si fa sempre più salato. Tranquilli! Adesso Supermario rimedia e mette in campo 2,3 milioni di euro per il Sud. Non sono tanti, ma di questi tempi! Poco dopo il Governatore della Puglia Vendola e lo stesso ex Ministro delle Finanze Tremonti fanno sapere che si tratta dei fondi strutturali, cioè dei soldi che ci da l’Europa, che erano stati già destinati, ma non ancora spesi. Cioè la grande operazione è consistita nello spostare alcune somme da un capitolo ad un altro. Come quegli aerei di Mussolini che si muovevano da uno scalo ad un altro. Ma erano sempre quelli! Per la serie “E continuavano a chiamarla propaganda”.

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Flamini/Prc Perugia: “La manovra di Monti è antisociale e antidemocratica”

7 dicembre 2011

E’ antisociale perché si abbatte sui lavoratori da ogni punto di vista: sul versante previdenziale, fiscale, dell’aumento dell’imposizione territoriale e dell’Iva. Sulle pensioni, benché l’Inps sia in attivo, oltre alla mancata indicizzazione delle pensioni attuali, si determina l’età di pensionamento a 70 anni e la cancellazione nei fatti dei 40 anni di contribuzione: una misura vergognosa che scarica la crisi su tutti coloro che hanno lavorato una vita per pagarsi i contributi previdenziali e, con l’applicazione a tutti i lavoratori del sistema di calcolo retributivo, sulle giovani generazioni di lavoratori precari con stipendi da fame. Nello stesso tempo però il governo favorisce le imprese con la cancellazione dell’Irap e le banche attraverso la garanzia delle loro passività. E’ antidemocratica come dimostra la misura sulle Province. Un presidente del consiglio e un governo nominati dalla Bce in un Parlamento di altrettanti nominati cancella e chiude nei fatti assemblee democratiche ed elette dal popolo. In altri termini siamo di fronte ad un provvedimento palesemente anticostituzionale sbandierato come taglio dei costi della politica. Siamo invece al ridicolo e al pressapochismo, allo spregio del sistema democratico che ha come unico precedente nel nostro paese Mussolini. Bene ha fatto il nostro capogruppo in Regione Stufara a chiedere una riunione della maggioranza su questi temi, come è stato detto, nell’interesse non solo della cittadinanza regionale, ma di quella dell’intero Paese. Il nostro impegno sarà proprio quello di determinare da parte di tutte le istituzioni locali della nostra provincia, a partite dall’ Ente Provincia di Perugia, dai Comuni e dalle sue rappresentanze, un chiaro pronunciamento contro questi provvedimenti antidemocratici come sostenuto dal nostro segretario nazionale Paolo Ferrero all’assemblea nazionale dell’UPI. Nello stesso tempo proponiamo a tutte le forze politiche, sociali e di movimento della sinistra di lavorare affinché lo sciopero generale della Cgil del 12 dicembre e il presidio sotto la Prefettura di Perugia possano essere l’inizio della costruzione di una mobilitazione ad oltranza nel nostro territorio contro le politiche del governo, della BCE e dell’FMI.

Enrico Flamini – Segretario Provinciale Prc-FdS Perugia