Posts Tagged ‘narco’

TERREMOTI E RISCHIO SISMICO IN UMBRIA

9 febbraio 2017

Il Museo della Canapa, Antenna dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, presenta melettel’iniziativa TERREMOTO E RISCHIO SISMICO IN UMBRIA, in collaborazione con il CEA – Centro Educazione Ambientale San Mauro di Narco, l’Abbazia dei Santi Felice e Mauro e Int. Geo Mod. srl. L’iniziativa, tra le attività promosse dal museo per il territorio, è un’occasione per comprendere come i terremoti sono eventi naturali che modellano il nostro territorio e per conoscere il territorio dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra e il Parco Geologico, progetto realizzato con il contributo del BIM Cascia. (more…)

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Sant’Anatolia di Narco, visita al Museo della Canapa

15 settembre 2015

musIl Museo della Canapa, Antenna dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) che si terranno sabato 19 e domenica 20 settembre.  Questa iniziativa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, ha come obbiettivo quello di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale all’interno delle Nazioni Europee, e al contempo riaffermare il ruolo centrale della cultura nelle dinamiche della società italiana.

Il Museo della Canapa, attualmente in fase di riallestimento, mette a disposizione dei visitatori i propri laboratori di tessitura nei giorni di sabato 19 e domenica 20, dalle 16:00 alle 19:00 con #madeincanapa. Durante questo evento non si affronterà solo il tema centrale delle GEP2015, l’alimentazione, ma si svolgeranno anche attività laboratoriali destinate a tutta la famiglia per scoprire il territorio, la sua memoria storica e le sue tradizioni. La canapa, un tempo chiamata il “Maiale Vegetale” perché di questa pianta non si butta via niente, non è più solo qualcosa legato al passato e alla tradizione, ma diventa una risorsa attuale tutta da scoprire. (more…)

Sua Eccellenza Italia 2012. Urbani ovvero tartufi

11 marzo 2013

urbani1Dici tartufi e pensi Urbani. L’associazione è automatica. Questa famiglia perugina originaria di Scheggino, a 3 chilometri da Sant’Anatolia di Narco, dove ha sede l’azienda, e a una sessantina da Perugia, da oltre 150 anni ha legato il suo nome al pregiato tubero. La storia Urbani comincia nel 1850 con il bisnonno degli attuali proprietari.

Da allora è stato un crescendo a livello imprenditoriale e d’immagine. Con un salto decisivo operato, quasi un secolo fa, da Carlo Urbani e dalla moglie Olga, dei veri pionieri della tartuficoltura in Italia. Grazie a loro il settore ha conosciuto l’organizzazione: da una parte come attività commerciale legata ai cavatori di tartufi, dall’altra nella lavorazione degli odorosi tuberi. (more…)

La Calza della Vecchiarella torna al Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco

3 gennaio 2013

calza della vecchiarellaAntenna dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra 4-5 gennaio dalle ore 15.30 alle  18

Tra le iniziative della rassegna “Natale – Tra riti e tradizioni”, promosse dall’Associazione “Sonidumbra – Umbria tradizioni in cammino”e dal CEDRAV con l’obiettivo non solo di promuovere le varie iniziative realizzate nei singoli comuni ma anche di creare una sorta di itinerario da seguire per approfondire tradizioni e riti, c’è la Vecchierella, ovvero la questua itinerante per le vie di Scheggino fatta esclusivamente dai bambini nel pomeriggio del 5 gennaio con le calze realizzate presso il laboratorio del Museo della Canapa, antenna dell’Ecomuseo della Dorsale appenninica Umbra. Questo rituale è uno dei rarissimi esempi di attività questuante svolta dai soli bambini in vista della vera e propria Pasquarella cantata da giovani e adulti nella notte tra il 5 e il 6 gennaio in tutto il territorio della Valnerina. (more…)

Il Comune di Sant’Anatolia di Narco punta al risparmio energetico

27 giugno 2012

Il Comune di Sant’Anatolia di Narco tenendo conto delle peculiarità ambientali e delle vocazioni territoriali si è prefissata per il 2012 l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici investendo sulle energie rinnovabili ed in particolare sul fotovoltaico. Non è la prima volta, questa, che il (more…)

SPETTACOLO TEATRALE PER BURATTINI E ATTORE – “ACQUA ACQUETTA TU SEI BENEDETTA”

14 maggio 2012

Sant’Anatolia di Narco, 17 maggio 2012 ore 11.00

Acqua Acquetta tu sei Benedetta è il titolo dello spettacolo teatrale per burattini e attore che andrà in scena a Sant’Anatolia di Narco presso il museo della Canapa, antenna dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, giovedì 17 maggio alle ore 11.00 in occasione di Umbria Water Festival. (more…)

Sant’Anatolia di Narco, UN CANTIERE-SCUOLA PER RIPENSARE L’EDILIZIA

3 maggio 2012

Dal 4 al 6 maggio Museo della Canapa, il Comune di Sant’Anatolia di Narco e ANAB insieme in una tre giorni dedicata ai molteplici usi della canapa in edilizia e alla prospettiva di una filiera corta del costruire. Da venerdì 4 maggio alla giornata conclusiva di domenica 6 maggio, si alterneranno artigiani e professionisti esperti in materiali compositi come la canapa/calce per la realizzazione di intonaci, massetti, blocchi per muratura e pannelli isolanti. Il cantiere-scuola dedicato a tecnici e artigiani (ma aperto a chiunque voglia conoscere un nuovo modo di operare in edilizia) si avvale dell’esperienza formativa del programma europeo INATER (www.inater.net), volto a fornire un valido supporto alla transizione delle imprese verso la messa a punto di tecniche e materiali più rispettosi dell’uomo e dei suoi spazi di vita.

Museo della Canapa: Dott.ssa Glenda Giampaoli, Arch. Anatolio Egidi

Piazza del Comune Vecchio, 1 06040 – Sant’Anatolia di Narco (PG)

Tel. 0743.613149 – 333.6099614, Fax. 0743.613148

museodellacanapa@gmail.com

Costruire Bioecologico: l’uso della canapa in edilizia.

27 aprile 2012

La crisi finanziaria mondiale di questi ultimi anni ha evidenziato punti critici dell’economia rilevando l’esigenza di individuare nuovi settori di sviluppo e il principale è rappresentato dalla green economy. In questo contesto, insieme alle fonti rinnovabili per la produzione di energia, acquistano sempre maggiore interesse le fibre vegetali, come la canapa, il cui utilizzo spazia già da ora in molti settori merceologici. Diventa allora possibile sviluppare nuovi progetti che legano l’agricoltura alle attività industriali e che siano da incentivo alla ricerca sulla produzione e utilizzazione di beni di origine vegetale miscelando insieme un rinato interesse per l’utilizzazione di prodotti più rispondenti ad un profondo rispetto dell’ambiente che ci circonda e delle tradizioni. E’ con questo spirito che il Museo della Canapa insieme al Comune di Sant’Anatolia di Narco , l’ANAB, Associazione Nazionale Architettura Bioecologica e Assocanapa, con il contributo della Regione Umbria e con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Perugia, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia, del Collegio dei Geometri della Provincia di Perugia, dell’Ance – Perugia organizzerà dal 4 al 6 Maggio un cantiere-scuola teorico e pratico interamente dedicato agli usi della canapa in edilizia e, in particolare all’impiego di canapa-calce.

I tre giorni di formazione teorico-pratica sono rivolti ad operatori del settore (artigiani, imprese, professionisti) e si avvalgono dell’esperienza formativa del Programma UE INATER (www.it.inater.net), progetto che mira principalmente a favorire la specializzazione del personale di cantiere verso tecniche costruttive ecocompatibili utilizzando materiali ecologici di origine naturale non ibridati con prodotti sintetici, come ad esempio il sughero, le canne palustri, la fibra di lino, mais e, soprattutto, canapa. Quest’ultima, in associazione con la calce, sarà la protagonista indiscussa di questo cantiere-scuola che sarà aperto per tutti i visitatori domenica 6 maggio a partire dalle ore 15.00.

INFO E CONTATTI: Museo della Canapa: Dott.ssa Glenda Giampaoli

Piazza del Comune Vecchio, 1 – 06040 – Sant’Anatolia di Narco (PG) Tel. 0743.613149 – 333.6099614, Fax. 0743.613148 – E.mail: museo della canapa@gmail.com

 

 

MUSEO DELLA CANAPA: Tra riti e tradizioni – La Calza della Vecchiarella

30 dicembre 2011

Dal 3 al 4 gennaio, dalle 15.00 alle 18.00 per far conoscere ad un vasto pubblico questa realtà, presso il laboratorio del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, sarà possibile partecipare ad una simpatica iniziativa connessa alla più tradizionale Vecchiarella: i bambini potranno realizzare personalmente la propria “Calza della Vecchiarella” manipolando vecchie stoffe riciclate, abiti dismessi e accessori non più utilizzati.

Durante la preparazione della calza i bambini saranno accompagnati dai Sonidumbra e dal contastorie Mirko Revoyera che, con il suo carretto, giunge in paese e racconta Scantafavole per aspettare la Vecchiarella. Dopo l’attività di  laboratorio i bambini avranno, inoltre, la possibilità di rivivere in piccolo la tradizione della Vecchiarella recandosi nel centro storico di Sant’Anatolia di Narco e fare la rituale questua per recuperare dolci, caramelle, frutta e piccoli doni e riempire così la loro calza appena fatta.

Per realizzare la calza e partecipare alle attività del Museo è obbligatorio prenotarsi.

INFO E CONTATTI:

Museo della Canapa, Piazza del Comune Vecchio, 06040 Sant’Anatolia di Narco, PG

Tel. 0743.613149; fax: 0743.613148; 333.6099614;

 

mail: museodellacanapa@gmail.com

 

Umbria, Tra riti e tradizioni – La Calza della Vecchiarella

1 gennaio 2011

MUSEO DELLA CANAPA, SANT’ANATOLIA DI NARCO (PG)

All’interno delle iniziative promosse dal CEDRAV, dall’Associazione “Sonidumbra – Umbria tradizioni in cammino”, con l’obiettivo non solo di promuovere le varie iniziative realizzate nei singoli comuni ma anche di creare una sorta di itinerario da seguire per approfondire tradizioni e riti, c’è la Vecchiarella ovvero la questua itinerante per le vie di Scheggino fatta esclusivamente dai bambini nel pomeriggio del 5 gennaio con le calze realizzate al museo. Questo rituale è uno dei rarissimi esempi di attività questuante svolta dai soli bambini in vista della vera e propria Pasquarella cantata da giovani e adulti nella notte tra il 5 e il 6 gennaio in tutto il territorio della Valnerina. A partire dal 2 al 4 gennaio, dalle 15.00 alle 17.00 per far conoscere ad un vasto pubblico questa realtà, presso il laboratorio del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, sarà possibile partecipare ad una simpatica iniziativa connessa alla più tradizionale Vecchiarella: i bambini accompagnati dalla musica dei Sonidumbra, potranno realizzare personalmente la propria “Calza della Vecchiarella” utilizzando vecchie stoffe riciclate, abiti dismessi e accessori non più utilizzati. Dopo l’attività laboratoriale i bambini avranno, inoltre, la possibilità di rivivere in piccolo la tradizione della Vecchiarella recandosi nel centro storico di Sant’Anatolia di Narco e fare la rituale questua per recuperare dolci, caramelle, frutta e piccoli doni e riempire così la loro calza appena fatta. Nel pomeriggio del 6 gennaio si svolgerà la Pasquarella, il canto tradizionale durante il quale i cantori percorreranno le vie del paese su un carretto trainato da un somarello accompagnandosi con strumenti della tradizione come: organetto, fisarmonica e tamburello. Le aperture straordinarie del Museo della Canapa sono realizzate grazie al contributo della Regione Umbria  Per realizzare la calza e partecipare alle attività del Museo è obbligatorio prenotarsi.

INFO E CONTATTI: Museo della canapa, Piazza del Comune Vecchio, 06040 Sant’Anatolia di Narco, PG

Museo della Canapa – Glenda Giampaoli

Tel. 0743.613149; fax: 0743.613148; 333.6099614; mail: anatolia.narco@tin.it

 

Sant’Anatolia di Narco, la chiesa di San Felice: i Santi contro il Drago.

10 dicembre 2010


Timpano, raffigurazione dell'Agnus Dei

di Francesca Romana Plebani e Benedetta Martini

Francesca Romana Plebani

Castel San Felice (frazione di Sant’Anatolia di Narco), castello medievale cinto da mura nelle quali si aprono tre porte di accesso, custodisce alle sue pendici il complesso abbaziale di San Felice di Narco. L’abbazia, che trae il nome dagli eremiti che per primi abitarono questo luogo, si incontra in mezzo alla piccola valle, lambita dal  fiume Nera che nel corso del tempo ne ha disegnato i contorni.

Benedetta Martini

Il complesso santuariale per tradizione si fa risalire all’Alto Medioevo, anche se l’edificio, in quel periodo, era di natura diversa da quella attuale. In principio l’area era un cenobio[1] fatto erigere da San Mauro di Siria, padre di San Felice[2]. Dell’edificio precedente alla chiesa non rimango tracce, se non nella tradizione.

La chiesa venne edificata nell’aspetto ancora oggi conservato nel 1194. In un manoscritto miniato del XII secolo proveniente da questa chiesa si trova infatti questa preziosa indicazione, che la specifica come eretta in questa data, a rifacimento di un preesistente edificio realizzato dai benedettini dopo la bonifica delle paludi circostanti. Della sua fondazione si trovano notizie in due Codici, i cosidetti “Leggendari del Capitolo del Duomo di Spoleto”, oggi conservati

Chiesa di San Felice

nell’archivio Capitolare di Spoleto. Menzione della chiesa si ritrova inoltre attestata nelle “Rationes Decimarum” del 1333 e 1334 e nel “Codex Pelosius”, redatto dalla diocesi di Spoleto nel 1393[3].

[1] Il cenobio è una comunità di monaci riuniti in un monastero sotto la medesima regola.

[1] Nella scena dell’uccisone del Drago, effigiata nel fregio decorativo al di sotto del rosone, compaiono entrambi i santi.

[1] Ulteriori documenti del 1254 e del 1257 la collocano sotto la giurisdizione della Pieve di Santa Maria di Narco (oggi distrutta)

Castel San Felice

Il santuario prende il nome dalla leggendaria figura di San Felice, personaggio i cui contorni si sfumano in quelli di eroe locale, e a cui la tradizione attribuisce la miracolosa uccisione del Drago che infestava la zona. Il Drago, figura dal complesso significato sia pagano che cristiano, oltre ad essere il simbolo della malaria che infestava i bacini[4], presso gli antichi cristiani era l’emblema del paganesimo. Nel caso specifico, la vittoria su questo mitico animale va ricondotta all’idolatria vinta dall’apostolato dei santi e, più verosimilmente, ad un’opera di bonifica della zona, un tempo paludosa[5]: non casualmente, la chiesa è situata proprio lungo il corso del Nera.

Uccisione del drago per mano di San Felice

La chiesa, in architettura romanica, è di notevole pregio. La facciata a doppio spiovente, oggi mutila del loggiato, presenta un magnifico rosone riquadrato e, posti al di sotto di questo, due bassorilievi istoriati: il primo, raffigurante la leggendaria uccisione del Drago, l’altro, la resurrezione di un bambino. Nel timpano è invece rappresentato l’Agnus Dei. Nella parte inferiore si apre il portale con arco a tutto sesto, lunettato.

L’interno della chiesa, ad un’unica navata, presenta un presbiterio rialzato e delimitato da plutei cosmateschi[6]. L’abside esternamente è diviso in cinque paraste[7], collegate tra loro da tre archetti che presentano due monofore negli intradossi[8].

Adorazione dei Magi

Della decorazione originale della chiesa rimangono solo alcuni lacerti, di cui l’unico di chiara identificazione è quello con la raffigurazione dell’Adorazione dei Magi. Si conserva, inoltre, un pannello con angelo che assiste al giudizio delle anime penitenti, rappresentate sui piatti di una bilancia, e nell’abside semicircolare  un Cristo Benedicente, opera del Maestro di Eggi (attivo anche nella vicina chiesa di Santa Cristina presso Caso).

Dal presbiterio, per mezzo di due scalinate laterali, si accede alla cripta, in cui è conservato un sarcofago, che la  tradizione ricorda come quello di San Felice.

Polla surgiva

Degna di nota è, infine, una polla sorgiva che sgorga presso il lato dell’abbazia più vicino al fiume. A questa fonte vengono attribuite fin dal Medioevo proprietà benefiche e guaritrici. La vasca originale della fonte è tornata ad essere visibile a seguito del suo ripristino, compiuto insieme al restauro del complesso abbaziale, avvenuto in occasione del Giubileo del 2000.

Sapiente esempio di integrazione che coniuga bellezza antica ed esigenze moderne, l’abbazia attualmente dispone al suo fianco una struttura ricettiva dall’aspetto esterno in pietra a faccia vista e dotata internamente di tutti i comfort.

Vale, inoltre, la pena ricordare la “Fiera dei Fiori”, mostra mercato di giardinaggio  e di florovivaismo, ospitata annualmente nello  spazio prativo dell’abbazia, durante i primi giorni di maggio.

Bibliografia:

L. Fausti, Le chiese della diocesi spoletina nel XIV secolo, in Archivio storia ecclesiastica umbra 1, pp. 129-205, Foligno 1913.

P. Sella, Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV: Umbria, Roma 1952

B. Sperandio, Chiese romaniche in Umbria, Perugia 2001.

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Apparati decorativi, Figurazioni e Decorazioni nella cartografia italiana dal Quattrocento all’Ottocento

21 giugno 2010

Sant’Anatolia di Narco, Chiesa della Madonna delle Grazie
Inaugurazione 25 giugno, ore 17.30
In uso ancora nel corso dell’800, non sono solo un espediente o un trucco per rendere vendibile una mappa o un atlante, ma sono strettamente collegati agli usi, ai committenti, al pubblico cui erano diretti e, ovviamente, al gusto dell’epoca.
Oltre al fascino immediato di certe figurazioni, vi è un più profondo livello interpretativo, relativo ai simboli adottati che spesso nascondono un coerente messaggio iconografico, che va decodificato ed interpretato.
Nella mostra saranno esposti pezzi a stampa, ma anche manoscritti, realizzati in Italia dalla fine del ’400 a tutto l’800, epoca in cui, pur con un’attenzione particolare alla esattezza e alla scientificità dell’oggetto cartografico, non si perse il gusto dell’abbellimento e della decorazione.
Gli apparati decorativi menzionati e messi in evidenza, nella mostra e nel catalogo, sono: cornici e bordure incise, cartigli con o senza titoli, vignette, immagini allegoriche, frontespizi figurati, monumenti antichi e vedute, reperti archeologici e iconografici relativi per lo più ai territori rappresentati, ritratti, particolari tipi di scala metrica ed anche tipi di scritture particolarmente ricche e sontuose, o semplicemente curate nel loro aspetto grafico.

In Umbria i “Musei che hanno stoffa”

11 giugno 2010

Glenda Giampaoli direttrice del Museo della Canapa e Tullio Fibraroli sindaco di s. Anatolia di Narco

Il progetto ‘Musei che hanno stoffa’ nasce su iniziativa del Comune di Spoleto insieme al Comune di Sant’ Anatolia di Narco. L’ idea, veramente apprezzabile, è stata estesa ad altre strutture del Sistema Museale dell’Umbria che sono dedicate al tema o che possiedono manufatti in tessuto, pizzo, merletti, paramenti sacri etc. L’Umbria annovera un nutrito numero di musei che ospitano collezioni di tessuti o manufatti tessili di vario genere e alcuni di essi peraltro hanno carattere monotematico e fanno di questa tipologia l’esclusivo oggetto della loro attività espositiva.

Disegno di Chiara Lorenzini

I prodotti
Ecco la ragione per fornire ai frequentatori di questi musei uno strumento pratico per affrontare una visita ed insieme la possibilità di archiviare elegantemente i ricordi delle visite fatte. Ogni museo ha una sua scheda esplicativa ( due nel caso di musei dedicati esclusivamente alle arti tessili) nella quale sono presentate sinteticamente le collezioni e le tipologie esposte, accompagnate da una selezione di immagini. Le schede saranno messe a disposizione del pubblico all’ interno dei musei e l’intera serie potrà essere conservata in un raccoglitore appositamente realizzato, che diventerà una vera e propria guida al circuito dei musei tessili.
La formula ‘aperta’ di questo progetto costituisce una novità negli strumenti dfi comunicazione dei musei umbri, e sarà certamente apprezzata da quanti cercano nell’ esperienza mussale una non scontata varietà di spunti di approfondimento.
Oltre alle schede è stato realizzato anche un prodotto dedicato ai bambini: ‘Véstiti, andiamo al museo’ è un fascicolo con bamboline di carta da ritagliare e vestire con abiti ripresi dai costumi e accessori conservati nei musei umbri. Oltre al gioco, nel fascicolo sono anche le schede e le foto dei veri esemplari, in momo da attivare curiosità e stimolare la conoscenza di materiali considerati di non facile apprezzamento.
Al gioco “Véstiti, andiamo al museo” è dedicato uno speciale laboratorio, organizzato presso i singoli musei, nel pomeriggio di sabato 12 giugno dalle 15.00 alle 18.00.

per informazioni sulle visite al Museo della canapa e altri musei che aderiscono al progetto tel. 333 60 99 614 – 0743 613149