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“Lieto evento” al Centro ittiogenico del Trasimeno, nate decine di baby tartarughe acquatiche

3 novembre 2011

baby tartaruga

Le rive del lago Trasimeno come le spiagge esotiche. In questi giorni la nascita straordinaria di decine di tartarughe acquatiche a ridosso del Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo (Magione) induce a pensare che questi rettili abbiano trovato in questo punto specifico del Trasimeno il loro ambiente ideale dove arrivare persino a riprodursi. Ha colto di sorpresa anche i tecnici dell’Impianto, ormai abituati alla nascita di milioni di pesci ogni anno, la vista di tante piccole tartarughe che emergevano dalla sabbia. Complici le temperature eccezionalmente alte del mese di settembre e un’ampia “isola” di sabbia, ricavata dal personale del Centro ittiogenico per consentire alle tartarughe di esporsi al sole (pratica indispensabile per questi esemplari), da circa una settimana si sta dunque assistendo per la prima volta ad un fenomeno eccezionale: la schiusa delle uova e la nascita fino a questo momento di una trentina di piccole testuggini (ma il numero è destinato a salire nei prossimi giorni). “Per offrire alle tartarughe ospiti presso il nostro Centro

baby tartarughe

ittiogenico condizioni ottimali – riferisce il responsabile Mauro Natali – la vasca che le accoglie quest’anno era stata dotata di un’ampia “isola” di sabbia. La novità è stata tanto gradita da questi animali che è stata utilizzata anche per la deposizione delle uova, come fanno sulle spiagge anche le tartarughe marine. Il fatto non ci era sfuggito, ma di solito la nostra estate non è abbastanza lunga per garantire una temperatura adeguatamente alta per i tre mesi di incubazione richiesti dalle uova. Quest’anno però il settembre particolarmente caldo ha fatto la differenza ed ora, per la prima volta, una trentina di tartarughine, grandi come una moneta, godono di ottima salute e nuotano in una vasca ad esse dedicata”.

Ambiente – A Pian di Massiano entrata in funzione la trappola per tartarughe

20 ottobre 2010

Sembra funzionare bene la trappola per tartarughe d’acqua progettata dai tecnici della Provincia di Perugia che, a tale scopo, si sono ispirati a dei modelli americani. Da qualche giorno il dispositivo viene sperimentato nel laghetto di Pian di Massiano, presso il percorso verde cittadino, dove è stato collocato per catturare le numerose tartarughe presenti che costituiscono una minaccia per l’avifauna locale, composta prevalentemente da anatre. E sono già una trentina gli esemplari, dai 15 ai 25 centimetri di lunghezza, finiti “in rete”.

Si tratta di una sperimentazione messa in atto dai tecnici del Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo, sotto la direzione dell’ittiologo Mauro Natali, su richiesta e in collaborazione con il Comune di Perugia che aveva ravvisato la necessità di intervenire presso il laghetto dove un numero elevato di tartarughe d’acqua da tempo sta creando problemi alla tradizionale avifauna. Come spiega Natali, la “Tarta trap” (due metri per uno), è composta da un tubo galleggiante di plastica ed una rete metallica, che sfrutta il “basking”, ovvero il fenomeno per cui le tartarughe ricercano il sole per l’esigenza di termoregolarizzare il proprio corpo. La trappola è stata appoggiata sul pelo dell’acqua e su di essa dunque risalgono gli animali quando sentono il bisogno di esporsi al sole. Ma una volta raggiunta la rete metallica, il dispositivo impedisce loro di poterne uscire, senza del resto arrecargli alcun danno. Gli esemplari catturati vengono poi trasferiti dai tecnici della Provincia, che periodicamente effettuano controlli sul posto, presso il Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo dove esiste un rifugio, unico in Italia, per tartarughe d’acqua abbandonate. La trappola verrà tenuta in azione per circa un altro mese, fino cioè a quando le testuggini entreranno in letargo, per poi tornare ad essere utilizzata a partire dalla prossima primavera. Si stima che siano alcune centinaia le tartarughe presenti nelle acque del laghetto di Pian di Massiano.