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Traffico di armi dall’Italia all’Arabia Saudita: Procura della Repubblica di Brescia apre un’inchiesta.

11 ottobre 2016

A quando quella di Perugia dopo l’esposto di Radicaliperugia e Movimento nonviolento?

Finalmente una Procura della Repubblica – quella di Brescia – ha aperto un’inchiesta sul traffico di armi dall’Italia all’Arabia saudita per bombardare lo Yemen. L’annuncio è di poche ore fa. La notizia di possibile reato, su cui si focalizza il documento presentato anche a Perugia, Roma, Cagliari, Pisa e Verona è relativa alla violazione dell’articolo 1 della legge 185/90 che vieta l’esportazione di armamenti verso paesi in stato di conflitto armato e che violano i diritti umani. Ci auguriamo che lo stesso avvenga a Perugia dove Radicaliperugia e Movimento nonviolento nel febbraio scorso depositarono un (more…)

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Antonio Tracchegiani: finalmente modificata la Tari per NON-AUTOSUFFICIENTI

12 aprile 2016
tracc

Antonio Tracchegiani

Esprimo la mia soddisfazione per il voto favorevole del Consiglio sulle modifiche al regolamento Iuc, componete Tari, soprattutto per aver integralmente recepito nel testo la mia proposta di modifica a favore degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti.

Si trattava di tutelare una classe debole costretta a pagare anche per la presenza indispensabile delle badanti che li assistono.

Ma sono altrettanto rammaricato che questa proposta non sia stata fatta propria anche dalla minoranza PD che evidentemente adotta il sistema dei “due pesi e due misure” avendo il Comune di Corciano, a maggioranza di sinistra, applicato una esenzione alquanto simile. (more…)

NARNI: CENA INTERCULTURALE: CIBO GLOBALE NON GLOBALIZZATO

18 giugno 2013

matavitaL’Associazione Culturale Matavitatau che promuove attività volte alla riscoperta delle radici latine dell’identità italiana, ha come scopo sociale anche la diffusione della cultura e la didattica della lingua italiana basata sull’approccio comunicativo e sulla pratica di tecniche di acquisizione linguistica che coinvolgono l’intera personalità dello studente, valorizzando le capacità conoscitive dei (more…)

Società: L’Italia non sogna più

1 giugno 2013

“ della patria l’amor santo e perfetto, che amor di figlio e di fratello avanza, empie a mille la bocca, a dieci il petto “.

Questi delicati versi di Vincenzo Monti , tratti dalla “ Mascheroniana “, scritti mentre il poeta era in Francia e colmi di passione per la propria terra natia, ci aiutano a ricordare meglio la nostra storia e a continuare a sognare nonostante tutto.

C’era una volta una Nazione che sognava di risollevarsi bene ed in fretta dalle macerie materiali e umane della guerra e di dimenticare il drammatico passato che aveva oscurato la vita di tante famiglie italiane colpite da lutti e da (more…)

LETTERA APERTA A MATTEO RENZI IN RISPOSTA ALLA SUA LETTERA SU REPUBBLICA

15 aprile 2013

renzi_672-458_resizericeviamo e pubblichiamo

Caro Matteo Renzi , da cattolica ho letto la tua lettera a Repubblica e posso dire che non la condivido assolutamente e ti spiego il perchè.

Papa Benedetto a Cagliari disse: In Italia serve una «nuova generazione» di politici cattolici, « capaci di evangelizzare il (more…)

Libri: Assisi, “La città che non c’è” di Maria Letizia Cipiciani

21 gennaio 2013

assisiUn viaggio surreale ad Assisi, nella città che prima fu di Properzio e che poi è stata di Francesco. I rioni circostanti la Chiesa di S. Rufino, la Piazza del Comune e la Chiesa di S. Maria Maggiore, conservano i resti della città vissuta da Francesco (XI-XIII secolo) e coprono i grandiosi monumenti visti da Properzio (età romana). 302 fotografie, 67 immagini virtuali, 15 percorsi alla scoperta di una città perduta. Storie e aneddotti, dimenticati in carte polverose, danno vita a pietre rese mute dal tempo.

Titolo Assisi. La città che non c’è

Volume 1 di Libri di viaggio

Autore M. Letizia Cipiciani

Editore Maria Letizia Cipiciani, 2012

ISBN 8890749709, 9788890749704

Lunghezza 240 pagine

prezzo € 12,75

I poliziotti: vittime, non carnefici !

19 novembre 2012

LETTERA A GOODMORNINGUMBRIA

Un altro poliziotto indagato, uno che per al massimo 1200 euro si dovrebbe far ammazzare da qualche teppista con il volto coperto da casco integrale e armato di spranghe e porfido. Se questi poliziotti dileggiati, sprangati, osano reagire per difendersi vengono immediatamente indagati e (more…)

“EX E NON EX” a Castel San Giovanni di Castel Ritaldi un giorno memorabile

29 ottobre 2012

Mons. Giuseppe Chiaretti

Prof. Alfiero D’Agata

Chi può sapere se sarà ripetibile nelle dimensioni in cui si è realizzato in tutti i suoi aspetti l’evento del 20 Ottobre 2012 che ha avuto luogo nella frazione di Castel San Giovanni del comune di Castel Ritaldi? Un Arcivescovo a celebrare il Santo Ufficio, concelebranti 12 sacerdoti – il numero fatidico è stato causale, infatti erano 15 i presenti, e tra essi 2 nell’anno 50° di sacerdozio, Mons. Mario Sensi e Don Ernesto Broglioni, mentre Don Baldino Ferroni (di Castel San Giovanni) e Don Giovanni Marchetti (maestro di rosa-rosae nei lontani anni 1951-52) nella bella età di anni 86 ben portati.

Due tempi hanno scandito la giornata. Prima nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, in Castel San Giovanni, il momento religioso, con la (more…)

Castel Ritaldi, incontro Ex e non Ex del seminario

14 ottobre 2012

Castel San Giovanni

Mons. Giuseppe Chiaretti, Arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi Perugia – Città della Pieve, celebrerà il 20 Ottobre 2012 alle ore 11,00 presso la Chiesa di San Giovanni Battista in frazione Castel San Giovanni (frazione di Castel Ritaldi) la Santa Messa che sancirà l’inizio del 5° Incontro a Castel San Giovanni tra “Ex e Non Ex” compagni di scuola/seminario di un tempo. L’idea di tali incontri, nata dal Prof. Alfiero D’Agata di Castel Ritaldi con la collaborazione di “vecchi (more…)

Teatro: “Io non so odiare” al Brecht di San Sisto – Perugia

8 ottobre 2012

Mena Vasellino

L’Associazione “Molise Cultura” di Campobasso insieme all’Associazione Piergiorgio Frassati di Perugia il 27 OTTOBRE 2012 alle ore 09.30 e alle 11.00 porteranno in scena presso il Teatro Brecht per le suole e alle 20.30 per tutta la cittadinanza lo spettacolo teatrale “Io non so odiare”, interpretato da Mena Vasellino per la regia di Palma Spina. Il monologo è liberamente tratto dal diario e dalle lettere di Etty Hillesum, una giovane donna ebrea olandese che, pur potendolo evitare, decise di seguire il destino del suo popolo finendo la sua vita nel campo di concentramento di Auschwitz. Lo spettacolo rappresenta per gli studenti un valido strumento didattico e di conoscenza degli eventi dell’Olocausto e al termine della rappresentazione l’interprete sarà inoltre a disposizione di tutti coloro che vorranno porle domande inerenti al tema affrontato. Si invita pertanto a comunicare ai docenti interessati l’iniziativa in oggetto e ad informare gli studenti dello spettacolo. Il costo del biglietto è fissato per la mattina a euro 6,00 (sei/00) e per la sera euro 10,00 (dieci/00).

Il ricavato dello spettacolo (al netto delle spese sostenute) viene devoluto ad alcuni Medici Molisani che periodicamente si recano in Etiopia presso l’Ospedale di Quiha e alla realizzazione della nuova Chiesa di Padre Pio. Sul sito www.menavasellino.it è possibile vedere un brano dello spettacolo.
“Io non so odiare” segna l’inizio di un Laboratorio di Creatività che organizzerà L’Associazione Pier Giorgio Frassati insieme alla Pastorale giovanile aperto a tutti i ragazzi dai 15 ai 30 anni. Prima della messa in scena dello spettacolo saranno pertanto raccolte le iscrizioni per la partecipazione al Laboratorio e saranno date tutte le informazioni agli studenti.

Per ulteriori informazioni e comunicazioni:
Floriana Lenti 3384770151

 

Libri: presentato a Nocera Umbra “l’opera prima” di Antonella Frontani

31 agosto 2012

Antonella Frontani

Sabato 11 Agosto scorso particolare interesse ha destato la presentazione di un romanzo, organizzato in un’atmosfera seral-notturna di un accogliente e fiabesco piazzal-giardino sito al centro della frazione Gaifana di Nocera Umbra. Molti amici, conoscenti ed estimatori di letteratura contemporanea arrivati da lontane località della Regione Umbria, hanno accolto con entusiasmo la presenza della giornalista Antonella Frontani, nonché conduttrice del conosciuto (more…)

Al mio segnale… scatenate il (non) voto!

24 aprile 2012

La società si ribella alla mancanza di programmi politici che chiedono ai propri cittadini solo sacrifici, senza proporre soluzioni e vie d’uscita dalla crisi. E’ la stessa società che si ribella ai governi che non si coordinano con le politiche economiche tra nazioni e che per anni hanno ignorato l’entità del proprio debito pubblico. Ma un segnale può dare il cittadino, avendo a disposizione la più grande arma in dotazione alle democrazie tutte: il voto. E può dar quindi tale segnale, il cittadino stufo, votando agli estremi per protesta o non andandoci affatto a votare, per altrettanta protesta: forme dicotomiche di uno stesso disagio sociale. La “cartina di tornasole” di quanto fin sopra sostenuto è ciò che è avvenuto ieri in Francia. Un francese su cinque si è astenuto dal voto, il 18% circa della popolazione francese ha invece votato per lo schieramento di estrema destra della signora Le Pen. Cifre astronomiche, si direbbe, ma che il politologo Galli definisce, invece, di ordinaria amministrazione. Come cioè sempre accade quando ci si ritrova in particolari momenti di crisi in congiuntura nazionale e internazionale. Un segnale, quindi: per alcuni di arresto (lo stop), per altri… di semaforo verde. Ma pur sempre le due facce della stessa medaglia, addirittura con effetti sull’andamento della borsa…

Costanza Bondi

 

MONTI: MISSIONE NON COMPIUTA

21 gennaio 2012

Il compito del governo tecnico era quello di stabilizzare la posizione italiana nel mercato dei capitali, porre fine alla strumentalizzazione che si era fatta delle nostre liti e faziosità nazionali, restaurare la normalità nei rapporti interni all’Unione europea e, con ciò, ridurre la forbice del differenziale dei tassi d’interesse. Non a caso s’era molto posto l’accento, nel periodo preparatorio del commissariamento governativo, sugli spread, assai forzandone il significato e quasi leggendoci l’indice della poca credibilità internazionale del governo Berlusconi.

Ebbene, tale missione è fallita.

Noi abbiamo sempre letto gli spread come un indicatore della crisi dell’euro, e non della sostenibilità del nostro debito (anche se, ovviamente, su quella influivano), ma per i feticisti del ramo faccio osservare che la media dello spread, nei sessanta giorni del governo Monti, è superiore a quella degli ultimi sessanta giorni (i peggiori) del governo Berlusconi.

E questa è solo la premessa di quel che sta per avvenire.

Il governo Monti ha commesso due errori, gravi. Il primo è stato negare la crisi dell’euro, negare che l’origine dei problemi (quelli attuali, non quelli storici) sta nella debolezza politica e istituzionale della moneta unica, in questo modo avvalorando l’idea che siano la dissipazione e l’indisciplina interne a portare la colpa di quel che accade. Il secondo è stato far credere che il problema consistesse nel trovarsi un posto fra Francia e Germania, sventolando come un trofeo la riammissione al desco, laddove, al contrario, il problema era rompere quell’asse, far comprendere ai francesi che legandosi ai tedeschi si sarebbero inabissati, e far comprendere ai tedeschi che fuori da una logica europea la loro forza diventa un peso, che li sprofonda fra i fantasmi della storia. A questi due errori il governo Monti ne ha sommati altri, meno decisivi ma comunque nocivi. Ha cominciato a comportarsi come un governo normale, nato dalla volontà degli elettori e non commissariale (quale è e non smetterà di essere), quindi allargando le proprie competenze fino a trattare materie poco o per nulla attinenti con la propria missione. In questo modo è entrato nel gioco politico, il che è legittimo, ma solo a condizione che accetti di passare per il giudizio elettorale. Ha preteso che i propri ministri potessero agire per comprovata competenza, laddove alcuni di loro sono inciampati in incredibile inadeguatezza (come dimenticare lo strafalcione dell’intervento per decreto in un interna corporis parlamentare!), o hanno mostrato una stoffa umana più adusa allo struscio ombroso che al mostrarsi esemplari.

Al sorgere del governo Monti taluni videro alle sue spalle i mitici “poteri forti”.

Noi ci vedemmo la debolezza della classe dirigente e l’insipienza della politica, che veniva commissariata. Anche le umane inadeguatezze confermano quella nostra impressione. Ora la partita cambia. Con alle spalle l’insuccesso, con di fronte l’assenza di strumenti per operare sul campo europeo (Monti pagherà caro l’avere sostenuto l’irresponsabilità dell’euro, e la sua personale debolezza è divenuta quella italiana), il governo in carica rischia d’essere quello che si rivolgerà al Fondo monetario internazionale. Un prestito da quella fonte (oltre a portare una certa sfortuna, perché l’indice degli insuccessi, per il fondo, è infinito) menoma la sovranità politica di un Paese, sottoponendolo non alla vigilanza degli alleati e propri pari, ma a quella di chi presta denaro. Se questo dovesse accadere si porrà la necessità di una decisione, le cui conseguenze si riverbereranno negli anni: accettiamo quei soldi per fare quello che i tedeschi ci chiedono, o li accettiamo per svincolarci da una guida che non abbiamo scelto, non vogliamo è ci porta ad affondare? Da come ho posto la domanda è evidente la mia risposta: la prima cosa sarebbe follia.

Il punto è: chi la prende, quella decisione?

Non di certo un governo commissariale. Su questo è bene essere chiari: a impegnare il futuro di una democrazia non può che essere chi ne è democratica espressione. Il che porta, visto che la precedente maggioranza politica è fallita, per sua stessa ammissione, alle elezioni. Conosco l’obiezione: in questo momento sarebbe pericoloso. Lo è.

Ma quanto è pericoloso pensare di sospendere la democrazia e ipotecare il futuro?

In Spagna, inoltre, s’è dimostrato che un governo con maggiore stabilità politica davanti fornisce maggiore affidamento, pur restando gravi i problemi. Credere che le colpe siano di Monti è sciocco. Credere che sia la soluzione, anche.

Davide Giacalone

 

 

TEATRO DELL’EQUILIBRIO, “NON TI CONOSCO PIU'” , Compagnia TeatroSi

5 gennaio 2012

sabato 14, domenica 15 gennaio 2012
Compagnia TeatroSI’

via Cortonese n. 115  Perugia
di A.deBenedetti, regia di Gianfranco Battistini.

“Tra moglie e marito non mettere il dito” dice un vecchio proverbio; mentre Luisa, giovane moglie di un “vispo” avvocato, dice che “… a volte l’intervento di un terzo, serve per ravvivare l’affetto fra due coniugi”; Paolo, il “vispo” avvocato non dice nulla … lui è impegnato al disbrigo di altre “pratiche”. Alberto, il nostro terzo incomodo di turno, è scapolo ed è veramente un gentiluomo che si comporta sempre come tale anche se …in alcune circostanze, è sul punto di dimenticarsene. L’arrivo della zia Clotilde dalla fredda Inghilterra ha l’effetto di un tornado anche perchè lei vorrebbe “sopprimere tutti gli scapoli e rendere il matrimonio obbligatorio come le vacccinazioni” a tutto vantaggio di sua figlia Evelina. Nella vicenda si inserisce una avvenente segretaria che sembra inizialmente complicare la situazione, ma che paradossalmente sarà invece la chiave di volta per la risoluzione dell’intreccio che si dipana gradevolmente con battute sagaci e mai volgari, con colpi di scena e con “trovate così originali che … poi però alla fine si spiega tutto”.

 

Arte e Musica, sabato approda a Foligno “Non sparate sulle fate”

8 dicembre 2011

Il 10 dicembre,  dalle 21, alla libreria “Carnevali bookshopping – Ex cinema Astra

di Foligno si terrà “Non sparate sulle fate”, evento che vede intrecciarsi i mondi di due giovanissimi artisti locali, amici di vecchia data, Giovanni Amirante, cantautore, e Filippo Paparelli, disegnatore. La serata consisterà in una mostra dei più recenti lavori di Filippo e in un concerto in cui Giovanni canterà e suonerà pezzi da lui composti. Dopo la serata a Santa Maria degli Angeli, questa è la seconda tappa di “Non sparate sulle fate”. “Non sparate sulle fate”, vuole essere un metaforico urlo di due ragazzi che hanno bisogno di credere in quello che fanno, e che ripongono nella loro espressione artistica la loro parte più intima. Ogni canzone, ogni disegno, rappresenta un diario, che cerca di essere quanto mai attuale. I temi trattati sono molte volte riscontrabili nell’età post-adolescenziale, in cui si combatte con quell’amore a cui non si sa dare ancora una forma precisa, con i complessi di inferiorità e gli sprazzi di matura intraprendenza, con un mondo che a volte assume fisionomie fiabesche e spazia tra bizzarri personaggi di fantasia e stereotipi di società contemporanea. Una serata dedicata all’arte nelle sue molteplici declinazioni, senza trascurare l’ironia e la freschezza della giovane età dei protagonisti dell’evento. Molte le sorprese in serbo per il pubblico, tra cui anche un ospite d’eccezione.

WEEK END AL MORLACCHI CON OTTAVIA PICCOLO E LA SUA “DONNA NON RIEDUCABILE”

26 ottobre 2011

 di Geraldina Rindinella

Sabato 29 e domenica 30 ottobre, Ottavia Piccolo rivivrà al teatro Morlacchi la tragica vicenda di Anna Politkovskaja nella pièce di Stefano Massini “Donna Non Rieducabile”. Un titolo, quest’ultimo, non a caso ma la definizione che il Cremlino aveva attribuito alla giornalista russa. Anna Politkovskaja venne assassinata il 7 ottobre 2006, dapprima con uno sparo al cuore e poi alla testa all’ingresso di casa sua, un edificio alla periferia di Mosca. La giornalista ha lasciato due figli e un’inchiesta sulle torture dei sovietici in Cecenia che non è mai stata pubblicata dal suo giornale, la “Novaja Gazeta”: come prima misura dopo la sua morte tutti i documenti, archivi, foto, pc sono stati sequestrati dalla polizia russa nel modesto appartamento.
 Anna ha lasciato Putin, un ex membro del KGB, alla guida della Russia e il suo braccio destro, Kadyrov, da lei accusato di crimini contro la popolazione cecena; ha lasciato il silenzio del Cremlino, forse in lutto stretto. Solo che Anna Politkovskaja non era una militante politica, non era un’eroina avvolta nella bandiera di un’ideologia, e tanto meno  era una “terrorista”: no, era solo e semplicemente una giornalista. Anzi, una cronista, una precisa “testimone”, l’occhio fotografico di una realtà tragicamente in trasformazione, quale era ed è quella della Russia post-sovietica. Una straordinaria Ottavia Piccolo, in un’interpretazione intensa e indimenticabile.

Gilberto Squizzato: Idea…perchè non dedicare una rete Rai agli extracomunitari?

2 ottobre 2011

di Kinova

Sabato pomeriggio Lions Club di Marsciano per festeggiare il proprio trentennale di attività ha

Maria Cecilia Berioli

presentato l’ultima fatica letteraria del giornalista/saggista/regista Gilberto Squizzato “La TV che non c’è”, scritta – come ha tenuto a precisare l’autore stesso –  per una sorta di urgenza d’indagine su meccanismi, regole e finalità del servizio di emittenza pubblica. Esordio della conferenza è stato il seguente proposito: dissestare (cit) qualche luogo comune. Assodato il fatto che la gente non legga libri o quotidiani in quantità dovuta, sembra risultare che la società moderna viva dentro la realtà televisiva. Ma l’omologazione dei prodotti proposti dalla RAI a quelli della concorrenza (leggi: Mediaset) rende il nostro istituto non più di servizio pubblico, quanto ricalcato sul modello della TV commerciale. Criterio questo per cui il servizio stesso diventa un prodotto, concetto da cui ne consegue che l’utente non fa che diventare un semplice cliente. La domanda ricorrente della conferenza “A cosa serve il servizio pubblico televisivo italiano?” non ha però trovato risposta, poiché in Italia non esiste una legge, una normativa che ne definisca i criteri. Inoltre, spiegava l’autore, l’immagine di una società è l’immaginario del paese a cui essa stessa appartiene: ad oggi, quindi, si può dedurre che l’informazione venga rappresentata dalla fiction! Da qui, la Squiz-solution: discutere i meccanismi, le finalità e le regole del servizio pubblico televisivo – di cui appunto per legge non se ne conosce lo scopo – a cui si possa affiancare un CDA che rappresenti i corpi intermedi dello stato, che renda perciò conto al servizio e non a chi l’ha nominato a rivestire tale ruolo (al padrone, quindi: termine utilizzato più volte in questo frangente dall’autore). Alla domanda invece se si possa o meno accettare il paradosso di vendere la RAI, la risposta è sicuramente “no”, poiché la RAI essendo un bene pubblico va difeso, e non privatizzato. Semmai, ed ecco la Squiz-proposta, convertire una delle già esistenti reti RAI in rete da dedicare ai 4 milioni di immigrati presenti nel nostro territorio in qualità di cittadini italiani a tutti gli effetti, per diritti e doveri. Che dire? Concetti impeccabili più nel merito che nella forma: lo scivolone ideologico verso bottate antiberlusconiane ha colpito anche sabato pomeriggio, ma la situazione di un capo del governo al contempo possessore delle reti televisive di concorrenza al servizio pubblico… prestava bene il fianco… soprattutto in un ambito ospitante di tutt’altra provenienza culturale e di appartenenza identitaria opposta. E allora, sì, la lezione di bon-ton culturale che effettivamente ha dissestato i luoghi comuni ce la siamo goduti a fine conferenza, quando ha preso la parola l’elegante violoncellista Maria Cecilia Berioli. Introducendo infatti le opere del repertorio di cui di lì a poco UmbriAEnsamble ci avrebbe omaggiati, ci ha spiegato che neanche in musica bisogna fermarsi alle apparenze, sfatando il luogo – appunto comune – che Beethoven, per esempio avesse composto solo musica classica sinfonica per palati (in tal caso: orecchie) eccelsi. Quando invece la straordinaria opera del compositore tedesco ci offre anche un ampio catalogo di produzioni pianistiche ed operistiche, una produzione musicale fondamentale, straordinaria per la sua forza espressiva e capace di evocare una gran mutevolezza di emozioni. Nel vasto catalogo delle composizioni beethoveniane, grande rilievo hanno la sua produzione cameristica, quella sinfonica e le opere pianistiche.

Marsciano, libri, cultura e musica nello splendido scenario del Teatro della Concordia

2 ottobre 2011

Notevole successo di pubblico a Marsciano per la presentazione del libro, del giornalista e regista radio televisivo Gilberto Squizzato*, “ la tv che non c’è ” organizzata da Giuseppe Trequattrini, socio del Lions Club Perugia Fonti di Veggio nonché responsabile distrettuale degli eventi Lions Day, in collaborazione con il Lions Club locale ed il sostegno di alcune imprese marscianesi (Metalmeccanica Umbra, Ecomet, Moretti Petroli, Agri Si e  Sea,). oltre all’ autore del libro alla cerimonia hanno partecipato : il sindaco di Marsciano, Alfio Todini; l’assessore alla cultura, Valentina Bonomi; il past governatore del distretto 108l, Francesco Migliorini; diversi officer distrettuali, soci Lions e molti giovani sensibili al tema del libro.

Gilberto Squizzato nel suo libro, con ironia e competenza, ha voluto sottolineare il concetto di

Maria Cecilia Berioli, Valentina Bonomi e Gilberto Squizzato

servizio pubblico paragonandolo al servizio sanitario nazionale, dove ciascuno  di noi si rivolge ai migliori professionisti non per la tessera che hanno in tasca ma per la competenza dei medici. Secondo Squizzato, sarebbe opportuno che i partiti in Rai si facessero da parte e che il servizio pubblico in quanto tale garantisca il diritto ad essere informati per poter scegliere nel modo libero e consapevole, come peraltro previsto dalla nostra carta costituzionale. Il servizio pubblico dovrebbe quindi dare la possibilità  di espressione a tutti quei linguaggi, quelle identità, quelle diversità  che altrove non trovano ospitalità  perché  considerate ostili , non utili alla raccolta pubblicitaria.

Maria Cecilia Berioli, Giuseppe Trequattrini, Catharina Scharp e Deanna Mannaioli

La Rai, sempre secondo l’autore, andrebbe riformata con la scissione fra una rete dedicata agli interessi generali, senza pubblicità e pagata esclusivamente con il canone dei cittadini, e le altre che potrebbero continuare ad operare con la creazione e/o acquisto di format che, pagati tramite la raccolta pubblicitaria, soddisfino tutte le esigenze del proprio pubblico di riferimento.

Dopo un interessante dibattito la serata si e’ conclusa con il concerto di musica classica “I costumi di Beethoven” proposto da “ Umbria Ensemble “ con Maria Cecilia Berioli, violoncello, Luca Ranieri, viola, Olivia Giubboni, pianoforte e Catharina Scharp, soprano  che con i loro virtuosismi strumentali e vocale hanno affascinato la numerosa platea del teatro Concordia in particolare con la difficilissima esecuzione di un  duetto per viola e violoncello. “Duet mit zwei obligaten Augenglasern”

Il libro di Gilberto Squizzato “ la tv che non c’e’ “ edito dalla Minimum Fax e’ in vendita presso la Libreria Grande di Perugia.

La splendida serata si è conclusa con una conviviale presso il ristorante L’Antico Forziere di Casalina

 

Deanna Mannaioli ed il sindaco di Marsciano Alfio Todini

* Gilberto Squizzato, giornalista, saggista e regista, dopo aver lavorato per dieci anni nel cinema come aiuto di maestri come Lattuada e Lizzani, entra per concorso in Rai come giornalista nel 1979, realizzanfo per Tgr e Tg3 centinaia di inchieste, reportages, documentari e curando trasmissioni informative tra cui il rotocalco tv “Europa”.

 

 

Giuseppe Trequattrini organizza la presentazione del libro “La tv che non c’è” di Gilberto Squizzato e il concerto “I costumi di Beethoven” a cura dell’Umbria Ensemble

30 settembre 2011

Sabato primo ottobre presso il teatro Concordia di Marsciano alle ore 17.00

Sono i Lions Interclub di Marsciano e Giuseppe Trequattrini di Perugia Fonti di Veggio, con il patrocinio del

Gilberto Squizzato

Comune di Marsciano ed il sostegno di alcune aziende del territorio, ad organizzare un pomeriggio all’insegna della cultura presso il teatro Concordia di Marsciano. A partire dalle ore 17.00 di sabato primo ottobre il teatro ospiterà la presentazione del libro “La tv che non c’è” di Gilberto Squizzato e il concerto di musica classica “I costumi di Beethoven” eseguito dall’Umbria Ensemble. Con la presentazione del libro si affronterà il tema delle regole di etica comportamentale  nell’utilizzo di uno strumento di comunicazione di massa come la tv. Protagonista sarà il giornalista e regista radio televisivo Gilberto Squizzato con il suo libro “La TV che non c’è”. Forte dell’esperienza di inchieste, reportages, documentari realizzati dal 1979  ad

Deanna Mannaioli

oggi in RAI, lavori che hanno avuto importanti riconoscimenti, Squizzato è infine approdato alla saggistica ed è autore di diversi libri di successo. La serata sarà allietata anche da un concerto di musica classica che offrirà un repertorio di grande interesse della produzione cameristica di Beethoven. A proporlo al pubblico è una formazione di chiara fama, l’Umbria Ensemble, composta da solisti e cameristi di alto spessore artistico che possono vantare ciascuno esperienze e riconoscimenti anche in ambiti espressivi trasversali ed innovativi. Presentatore ufficiale della serata sarà Luigi Santibacci. Soddisfazione per questo importante appuntamento, che inaugura l’anno di attività culturali e sociali del Club, è stata espressa dalla presidente del Lions club Marsciano, Deanna Mannaioli. “L’incontro con l’autore  – ha spiegato la presidente Mannaioli – permetterà di riflettere su un  tema particolarmente attuale come quello della comunicazione, il cui linguaggio va riformato nelle modalità operative secondo un’etica che deve vedere prioritaria l’informazione. Lasciamo alla scuola, alle arti e  alla musica  il compito di formare l’individuo”.

 

Marsciano, “I costumi di Beethoven” Concerto di UmbriAEnsemble

23 settembre 2011

Il Beethoven che non ti aspettavi.  Sabato 1° Ottobre, con inizio alle ore 17, al Teatro Concordia di Marsciano  – ingresso  libero

Il Beethoven che non ti aspettavi.  Sabato 1° Ottobre, con inizio alle ore 17, al Teatro Concordia di Marsciano  – l’ingresso è libero – un evento culturale da non perdere. Organizzato dai Lions InterClub Marsciano e Perugia Fonti di Veggio in occasione della presentazione del libro di Gilberto Squizzato “La TV che non c’è” , il Concerto di UmbriAEnsemble offrirà un repertorio di grande interesse e raro ascolto. In programma alcune tra le più fulgide pagine della produzione cameristica di Beethoven, tutte accomunate e caratterizzate dall’elemento folclorico, dall’ascendenza popolare del materiale tematico, elaborato magistralmente dal genio beethoveniano che ne ha plasmato opere d’arte. Trascritte – o meglio, riscritte-  per voce, archi e pianoforte tra il 1810 ed il 1820, le diverse raccolte di “Songs of Various Nationalities” furono commissionate al compositore tedesco da un mecenate scozzese, George Thomson, desideroso di conservare nel modo artisticamente più degno la memoria musicale della sua terra. Ma già le prime pubblicazioni, dedicate ai canti gallesi ed irlandesi, furono artisticamente così felici che nel giro di pochi anni Thomson chiese a Beethoven di dedicarsi anche ai canti popolari tedeschi, inglesi, tirolesi, spagnoli, russi, svedesi ed italiani. Ancora un tema popolare ispira le “Sieben Variationen” (WoO46)  per violoncello e pianoforte su un tema del Singspiel mozartiano “Die Zauberflöte”: qui il materiale tematico originario, mutuato da Mozart, offre lo spunto per un superbo esercizio di stile e di virtuosismo strumentale. Completa il programma del Concerto il Duetto per Viola e Violoncello “mit zwei obligaten Augenglasern“ (WoO32), detto anche “il duetto degli occhiali” per la richiesta espressamente indicata in partitura.Un aspetto del genio beethoveniano meno noto e senz’altro assai curioso, quello suggerito da questi piccoli capolavori, capaci di racchiudere in brevissime partiture interi universi espressivi, e di anticipare così una tendenza stilistica che vedrà la luce solo un secolo più tardi.