Posts Tagged ‘nucleare’

Angelantoni Test Technologies firma contratto da 2,5 milioni per il reattore nucleare francese ITER

21 gennaio 2013

Angelantoni Test Technologies srl di Massa Martana progetterà, produrrà e installerà un Sistema di iniezione gas puri e da vuoto per gli esperimenti MITICA e SPIDER che saranno realizzati presso il consorzio RFX di Padova. la Società Fusion for Energy (F4E) ha firmato un contratto con ATT di circa 2,5 milioni di euro.

In particolare, la fornitura di ATT è destinata al Neutral Beam Test Facility (PRIMA – NBTF) che comprende:

– MITICA: prototipo scala 1:1 dell’iniettore del reattore cuore della fusione nucleare

– SPIDER: sistema di test della sorgente per la produzioni di ioni di Deuterio estratti dal plasma

Tali esperimenti saranno di cruciale importanza per la futura realizzazione della prima centrale a fusione nucleare che è attualmente in costruzione a Cadarache in Francia (progetto (more…)

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Roberto Vittori e gli astronauti dell’ultimo volo dello Shuttle Endeavour a Perugia.

20 settembre 2011

Roberto Vittori

Giovedì 22 settembre 2011  ore 16,00 l’equipaggio della missione STS-134 incontrerà la cittadinanza nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Perugia.

 La missione STS-134, ultimo volo dello Shuttle Endeavour, è partita da Cape Canaveral il 16 Maggio e si è conclusa il 1° Giugno 2011. Obiettivo principale della missione è stata l’installazione dell’esperimento AMS-02 sulla Stazione Spaziale Internazionale. I ricercatori dell’Istituto di Fisica Nucleare dell’Università degli studi di Perugia che hanno progettato e costruito AMS-02, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, ne stanno ora monitorando il comportamento per ottimizzarne le prestazioni in vista delle misurazioni scientifiche. I ricercatori hanno collaborato in questi anni con l’equipaggio della missione. In particolare con l’astronauta Roberto Vittori che, laureatosi in Fisica a Perugia, ha effettuato le operazioni di movimentazione per l’estrazione di AMS dallo Shuttle. L’evento si inserisce all’interno del tour europeo organizzato congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Europea ESA, dall’Agenzia Spaziale Italiana ASI, e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

La tappa di Perugia del tour è realizzata in collaborazione con il Perugia Science Fest.

Movimento a 5 Stelle contro l’energia nucleare

23 Mag 2011

Tra le varie voci il costo dell’energia ammonta solo al 30% del totale. E il resto? Circa il 22% serve per ammortizzare i costi di gestione della Rete. Un altro 14% sono imposte. Il ricarico che va agli operatori vale circa il 10%. Infine c’è una quota che varia dal 3 al 5%, la cosiddetta “componente A3“…”destinata a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e “assimilate” mediante un sistema di incentivi…“. Per fare un esempio, la Germania destina alle fonte rinnovabili il 10%. In Italia, invece, il 3-5% è ulteriormente suddiviso: il 35% viene assorbito dai certificati verdi, il 31% finanzia il Cip6 e quindi le fonti “assimilate” come l’energia prodotta con gli inceneritori. Le “assimilate” si sono mangiate la quota più grossa togliendo fondi all’energia verde. Secondo la relazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 2009, su 4.204 milioni di euro raccolti per gli incentivi Cip6, solo 1.268 sono andati alle rinnovabili. All’interno della voce A3 c’è, quasi nascosta, la voce A2 che copre i costi per lo smantellamento delle centrali già dismesse. Le stime (al 2007) indicano che i costi per i rifiuti nucleari sono arrivati alla stratosferica cifra di 500 milioni di euro all’anno. Se li intasca la Sogin. Nata nel 1999, 800 dipendenti, in 11 anni non è andata oltre un decimo del suo programma costitutivo.” Pertanto noi del Movimento 5 Stelle si andrà a votare per il referendum sul nucleare mettendo una X sul SI, fallo anche TU! Inoltre ti aspettiamo in Piazza della Repubblica a Perugia, Sabato 28 alle ore 17.30 per conoscere nel dettaglio il nostro programma in materia energetica.

Nucleare italiano: ennesima pagina di ipocrisia nazionale

19 febbraio 2011

di Matteo Bressan

L’allarmismo lanciato dal Senatore del PD Francesco Ferrante sulla possibilità di realizzare al confine con l’Umbria un deposito di stoccaggio delle scorie nucleari, rilancia una annoso dibattito della politica italiana: nucleare si nucleare no. La storia del nucleare italiano è, se vogliamo, lo specchio di assenza di politica strategica e sperpero di risorse che per anni hanno caratterizzato il nostro paese.L’Italia, è bene ricordarlo, è stata uno dei paesi più all’avanguardia nel settore della ricerca e della produzione dell’energia nucleare.Se consideriamo infatti le limitazioni imposte all’Italia con il Trattato di Pace del 1947, si rimane stupiti nel constatare che nel 1966 l’Italia era il terzo produttore di energia nucleare dopo Stati Uniti e Gran Bretagna. L’Italia in una prima fase si dotò di tre tipi di reattori differenti ma tutti di tecnologia anglo americana, che una volta sviluppati raggiunsero i più alti standard di produzione a livello europeo.

Gli esiti del referendum del 1987 contro il nucleare, determinato dall’emotività suscitata dal disastro di Černobyl’ e da una sapiente campagna di informazione mirata ad affossare il programma nucleare italiano, portarono alla scelta politica negli anni 1988 e 1990 di interrompere la produzione dell’energia nucleare e la chiusura delle tre centrali ancora funzionanti. Sarebbe interessante capire quali attori internazionali spinsero l’allora classe dirigente ad affidare un tema così strategico per la sicurezza nazionale al non certo indicato strumento referendario che, mai come in quella occasione, favorì il nostro attuale maggior fornitore di energia nucleare, vale a dire la Francia. Il pensiero dominante di quella fase storica fu che con l’interruzione del programma nucleare italiano, che di fatto tagliò le gambe ad anni di investimenti e know how non indifferente, si poteva essere il paradiso ecologico dell’Europa  pur avendo centrali nucleari a ridosso dei propri confini, si veda Francia e Jugoslavia. È evidente che questo approccio altamente autolesionista ed ipocrita, tipicamente italiano, è stato la causa principale del costo record in Europa, per chilowattora, che i contribuenti pagano per l’energia.Ciò non significa che i risultati raggiunti prima del 1986 contribuissero al fabbisogno energetico nazionale, ma certamente possiamo altrettanto dire che la strada delle sole energie rinnovabili o alternative non può da sola compensare un giusto mix di approvvigionamento energetico all’interno del quale il nucleare gioca un ruolo certamente importante. Se al referendum del 1987 aggiungiamo i costi e problemi derivati dalla gestione dei cinque impianti, per i quali ancora oggi la Società gestione impianti nucleari (SOGIN) è attiva nella fase di nuclear decommissioning, possiamo ben comprendere quali e quanti danni abbia rappresentato l’uscita dell’Italia dal programma nucleare.

Oggi assistiamo, ancora una volta, alle prese di posizioni di una certa parte politica e alle barricate alzate da alcune Regioni che si stanno nuovamente scagliando contro il nucleare, in una fase storica caratterizzata dalla permanente instabilità dei nostri maggiori paesi fornitori di energia (si vedano le rivolte di questi giorni in Libia, Tunisia, Egitto e Iran). La partita del nostro fabbisogno energetico è stata spiegata in maniera molto chiara dal Governo Berlusconi che si è posto come obiettivo quello di suddividere la produzione di energia elettrica dalla seguenti fonti: 25% da energia nucleare, 25% da fonti rinnovabili e 50% da fossile. La nuova politica annunciata dal Governo italiano punta a tagliare le emissioni di gas serra, ridurre la dipendenza energetica dall’estero e abbassare il costo dell’energia elettrica all’utente finale.

Legambiente, No al nucleare, continua la raccolta delle firme

11 novembre 2010

Continua fino  all’ 8 dicembre  la “Raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare SVILUPPO DELL’EFFICENZA ENERGETICA E DELLE FONTI RINNOVABILI PER LA SALVAGUARDIA DEL CLIMA”, promossa dal “Comitato SI alle energie rinnovabili, NO al nucleare”.
Le firme si raccolgono: a TERNI: nei fine settimana sulle scalette del Teatro Verdi, davanti alla Bottega del Commercio Equo Solidale, in Corso Vecchio;
ad AMELIA: presso il Pianeta Verde, via Garibaldi, 28 dal martedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30
a PERUGIA: in Piazza Italia sotto il portico del Palazzo della Provincia e della Prefettura sul lato destro dove c’è l’accesso alla scala mobile per andare dentro la Rocca Paolina, sabato 13 novembre dalle 15.30 alle 19.30 e domenica 14 novembre dalle 9.30 alle 13.

Perugia, manifestazione contro il nucleare

24 settembre 2010

Domani sabato 25 Settembre 2010 dalle ore 15 alle ore 17

Paolo Bifarini

In piazza IV Novembre la neo Associazione “NO!NO!NO! All’inquinamento e al nucleare”, della quale Paolo Bifarini è presidente, già presente nel sito “ www.noalnuclearepg.altervista.org “terrà una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità ed inutilità delle centrali nucleari, che penalizzando le prossime generazioni, sono “mostri” in grado di distruggerci tutti.