Posts Tagged ‘oriente’

LA METROPOLITANA DI GAZA

24 luglio 2014
Maurizio Molinari

Maurizio Molinari

Ieri sera per la prima volta RaiNews24 ha mandato in onda un servizio sulla Guerra a Gaza non fazioso, non il solito servizio di propaganda a favore di Hamas che ci propina od ogni ora Lucia Goracci. Ha mandato in onda una intervista a quello che senza dubbio è il miglior giornalista italiano in Medio Oriente, Maurizio Molinari.

Molinari, con la sua solita pacatezza, ha (more…)

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SEMINARI SUL TEMA “ORIENTE & OCCIDENTE” AL LICEO “JACOPONE DA TODI”

21 settembre 2013

L’importante iniziativa culturale sul tema “Oriente & Occidente”, prevede due Incontri seminariali nei giorni lunedì 23 e martedì 24 (more…)

Grande Oriente d’Italia, la Fratellanza Massonica e il conflitto di civiltà

12 aprile 2012

Lo scorso fine settimana, mentre il Presidente del Consiglio Mario Monti interveniva sul Corriere della Sera per l’ennesima picconata morale al sistema dei partiti, i lavori della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia hanno rilevato una realtà che emerge e si rafforza da anni. Nella crisi della nazione, l’unica agenzia etica in grado ancora di proporsi come costruttrice d’un quadro di principî e valori condivisi è la maggiore comunione massonica italiana. Essa, infatti, resta il principale luogo materiale, dei sentimenti e spirituale, cioè la pressoché unica “comunità”, ad essere un quadro di riferimento nella società “profana”, al di fuori del contesto fideistico dogmatico delle chiese, chiuso alla proposizione valoriale degli “infedeli”, della famiglia il più delle volte precaria se non disciolta, dei partiti indispensabili in democrazia ancorché “di parte” ma che oggi, per lo più, non sanno nemmeno loro da che parte stanno. Questa Gran Loggia è stata un momento di riflessione per andare oltre questa crisi, con una bussola rivolta verso l’essere umano. A partire dal talk show diretto da Alessandro Cecchi Paone in cui, prima dell’apertura rituale dei lavori, Claudio Bonvecchio, Gian Mario Cazzaniga, Dino Cofrancesco, Aldo Masullo, Antonio Panaino e Valerio Zanone si sono confrontati sul tema: “La sfida delle scelte: non numeri ma Uomini per restituire l’Italia all’Europa e l’Europa a se stessa”. Si può dire che il Grande Oriente d’Italia abbia tirato le somme d’un anno speso in giro per il Paese non tanto a celebrare il secolo e mezzo d’unità nazionale, quanto a riproporre una spiritualità civile che possa far da cemento in un contesto sociale “profano” caratterizzato sì da pluralità di valori, il ché è un punto di forza, ma anche da contraddittorietà di sentimenti e comportamenti e da fugacità dei risultati, che è il punto di debolezza dell’attuale vivere comune. Intendiamoci, suscita ammirazione a qualunque spirito non superficiale il mondo antico, in cui forse per millenni si sono ritualizzati i Misteri eleusini ma di cui nulla si sa, in quanto nessun iniziato ha mai proferito verbo. Questa stessa ammirazione, però, ispira i veri maestri massoni, che nulla debbono dire dei lavori rituali in cui si temprano alla battaglia costante per la libertà, l’uguaglianza e la fraternità, ed a cui, tuttavia, proprio l’intuizione del mistero dell’essere umano nel cosmo fa sentire una fratellanza senza distinzioni per ogni essere intelligente e senziente. Tanto spiega come, a margine dei lavori interni, essi abbiano sentito bisogno di esporre ai profani alcuni significativi documenti custoditi dal servizio biblioteca, che coprono il periodo dal XVIII secolo ad oggi. In un mondo in cui le divisioni politiche e religiose sembrano talora degenerare nel “conflitto di civiltà”, il Gran Maestro ha ammesso gli stessi “profani” tra le colonne del Tempio. A chi fantastica di congiure d’illuminati questa è la risposta: una d’esse forse vi è, ma è quella di chi si sforza d’illuminare il mondo contro le tenebre dell’oscurantismo e delle sue ideologie, ed evitare che prevalgano le porte degli inferi dell’intolleranza, della miseria materiale, morale e spirituale che ogni giorno rischiano di spalancarsi sotto i piedi di noi tutti.

Riccardo Scarpa –  opinione.it

Rivolte in Medio Oriente e Nord Africa: premesse simili ma conclusioni imprevedibili

22 febbraio 2011

di Matteo Bressan

L’ondata rivoluzionaria che sta scuotendo il Nord Africa così come il Medio Oriente non deve portarci a semplicistiche considerazioni. Si percepisce infatti la sensazione, da parte di alcuni opinionisti e politici italiani, di essere di fronte ad processo storico evolutivo che porterà, quegli Stati dove sono in atto imponenti stravolgimenti, al raggiungimento di vere e proprie forme di democrazia compiuta.
Sentendo poi alcuni agghiaccianti accostamenti tra quella che fu la rivoluzione iraniana e quello che si sta osservando oggi si rimane molto preoccupati.
Si viene a scoprire infatti che molti intellettuali e militanti della sinistra nostrana avevano guardato con speranzosa benevolenza alla rivoluzione di Khomeini salvo poi accorgersi, tempo dopo, quale tipo di minaccia si fosse venuta a creare in Iran. Oggi non conosciamo o quantomeno non possiamo prevedere quali saranno gli esiti di queste insorgenze in molti casi sorte a causa della povertà e dalla fame, ma in altri casi spinte o peggio ancora sostenute dall’Iran. Possiamo rimanere fermamente convinti che alla fine ci sarà un vero e proprio processo evolutivo delle Istituzioni e di quei paesi governati sin qui in maniera dispotica?
Stiamo valutando attentamente quale sia il rischio della nostra sicurezza energetica e le conseguenze umanitarie che si riverseranno sui paesi del Mediterraneo?
Siamo sicuri che alla fine di questo pericoloso domino non ci si possa ritrovare con un’influenza della Cina estesa al Nord Africa o peggio ancora alla nascita di formazioni appartenenti alla galassia di Al qaeda a poche miglia dalle nostre coste?
È possibile che in mezzo a tante e sanguinose rivolte si sia smarrita la visione strategia di quello che è in primo luogo il principale paese esportatore del fondamentalismo islamico?Ci si è forse dimenticati che il padrino dei movimenti terroristici presenti in Libano, Iraq e Afghanistan è riuscito anche in questa ondata di rivolte ad uscire sostanzialmente indenne. È pensabile che di fronte al crollo dei regimi illiberali del Nord Africa ci si dimentichi del vero manovratore, che vive al sicuro a Theran, e si finisca per accumunare il tutto in una grande rivoluzione per la democrazia?